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Lunedì, 22 Ottobre 2018

Articoli filtrati per data: Venerdì, 19 Gennaio 2018 - nelPaese.it

Sarà il ministro del lavoro Giuliano Poletti a concludere, sabato 20 mattina nell'aula magna dell'ex Monastero dei Benedettini a Catania, “Bambini e ragazzi, quale futuro?”, convegno nazionale organizzato da Uneba (www.uneba.org), Scuola superiore San Giovanni Bosco e Università di Catania, in corso da giovedì 18: un'occasione di confronto tra Terzo Settore, università, istituzioni e operatori sul campo per raccogliere proposte e idee per dare un futuro di speranza ai minori, in particolari quelli delle periferie a rischio, a partire da quelle di Catania.

Sul futuro di bambini e ragazzi, e sugli impegni che la politica prende nei loro confronti, oltre al ministro Poletti interverrà anche l'assessore alla famiglia e alle politiche sociali della Regione Siciliana Mariella Ippolito e, per un saluto iniziale, l'assessore al welfare del Comune di Catania Fortunato Parisi.

Stato, Regione, Comune: saranno quindi presenti tutti e tre i livelli istituzionali che intervengono e legiferano nel settore dei minori. A tutti è rivolto l'appello lanciato dal presidente di Uneba Nazionale Franco Massi nella prima giornata del convegno: “Chiediamo alle istituzioni di prestare maggiore attenzione al settore dei minori, e chiediamo certezze, dal punto di vista normativo e delle risorse”.

La sessione plenaria di “Bambini e ragazzi: quale futuro?” apre sabato alle 9.15. Quattro le relazioni in programma: “Diritti e tutela dei minori e delle loro famiglie”, con Umberto Zingales, giudice presso il Tribunale per i minorenni di Catania; “Etica della cura: il valore della fragilità accolta”, con Mario Oscar Llanos, Decano della Facoltà di Scienze dell’Educazione dell'Università Pontificia Salesiana di Roma; “L’impresa sociale come nuova frontiera per l’occupazione dei giovani”, con Eleonora Vanni, presidente di Legacoopsociali; “Il contributo del Terzo Settore alla costruzione delle comunità locali educanti”, con Claudia Fiaschi, vicepresidente Nazionale di Confcooperative e Portavoce del Forum Nazionale del Terzo Settore.

Al termine verrà presentata una sintesi dei lavori dei sei workshop che il convegno ha svolto venerdì 19, da cui emergeranno proposte concrete per i servizi per i minori e idee per la qualità della vita dei minori fragili, che da Catania avvieranno il loro percorso di elaborazione. A curare la sintesi sarà Simone Olianti, docente della Scuola superiore di scienze dell'educazione San Giovanni Bosco di Firenze.

 Su www.uneba.org/convegno-minori-catania tutti i dettagli ed il programma completo del convegno. 'Bambini e ragazzi, quale futuro'' è possibile grazie al sostegno di Softwareuno, Medicair, Accura, Cba, Unisalute e Oda Catania.

 

Pubblicato in Nazionale

Su violenza urbana e baby gang, gli studenti napoletani prendono parola. Oggi alle 15 in piazza Miracoli è prevista l’assemblea di tutte le scuole della provincia dove si confronteranno anche con esperti, sociologi, operatori sociali e giornalisti. L’obiettivo è quello di avanzare una serie di proposte e non ci stanno alla via d’uscita repressiva e penale che viene avanzata da più parti.

“Questo fenomeno di violenza non è un attacco terroristico – scrivono i ragazzi del Collettivo Ferraris di Scampì, dove l’altro giorno sono scesi in piazza a migliaia - bensì non è altro che un fenomeno di autodistruzione che avviene tra i giovani. I ragazzi che si rendono protagonisti di queste violenze non sono carnefici, sono a loro volta vittime. Un ragazzino all'età di 10 anni non dovrebbe nemmeno essere a conoscenza dell'esistenza dei coltelli, se non quelli per mangiare”.

“L'assenza di possibilità di lavoro – aggiungono -l'assenza di spazi di cultura e di aggregazione, a volte l'assenza di una figura positiva di riferimento ed il sempre più evidente abbandono dei territori fanno sì che questi ragazzi siano a loro volta vittime”.

Chiedono lo Stato, capace di risolvere i problemi  e di non fare promesse in periodo elettorale. “Uno Stato che non fa sentire effettivamente la sua presenza, che condanna i fenomeni di criminalità e dice di volerli contrastare. Uno stato che se volesse risolvere la questione realmente non può permettersi di risolvere il problema a metà. Uno stato che se avesse voluto risolvere realmente la questione l'avrebbe già fatto. Il fenomeno della criminalità è presente ovunque non ci sia lo Stato. Ma lo Stato dovrebbe garantire di essere presente ovunque”. .

Per gli studenti, però,  la presenza dello stato non  è la presenza dei militari, “dato che a Mergellina due soggetti delle forze dell'ordine non sono riusciti ad evitare che un gruppetto di tre ragazzi fosse malmenato da un gruppo più numeroso di ragazzini”.

Per i millennials è arrivato il momento che “lo Stato inizi a dare priorità alla scuola, all'istruzione, ai luoghi di cultura ed aggregazione, alle famiglie ed al lavoro. E' giunto il momento che lo Stato investa seriamente nei giovani e nel futuro”.

Per questo oggi  nella la grande assemblea di "Studenti contro le violenze", vogliono che questa mobilitazione “non sia fine a sé stessa, ma parte di un progetto più grande”. Questa generazione mostra una maturità che non ha bisogno di generici appelli o paternalismi senza adulti autorevoli ma esige risposte serie. Non chiamatela emergenza, Napoli deve recuperare tanti figli rimasti abbandonati nel vuoto culturale e sociale.

Pubblicato in Campania

“Tu chiamale se vuoi emozioni”. Si potrebbe utilizzare il famoso ritornello della canzone di Battisti per ragionare sulla relazione che esiste tra promesse elettorali ed elettori. In pochi ci credono. Questo segnala la nuova rilevazione PoliticApp di Swg.

 In molti vorrebbero che le promesse elettorali fossero vere. È in questa relazione tra ragione e sentimento, tra speranza e disincanto, che si costruisce il rapporto tra la promessa elettorale lanciata da un leader o da un partito e il bacino elettorale potenziale.  Nei giorni scorsi,a proposito di promesse, è arrivata anche la denuncia di chi come la Fish vede l’assenza della disabilità nei programmi dei partiti.

“Gli italiani ormai credono poco agli ingaggi pre-elettorali. Sono marcatamente smaliziati. Nel florilegio di proposte che sono emerse in questi primi mesi di campagna elettorale, le due promesse che gli italiani ritengono maggiormente credibili sono quelle di abbassare le tasse sui salari (36%) e di abolire il canone Rai (29%)”.

La cancellazione della legge Fornero, l’aumento delle pensioni minime a 1.000 Euro e il reddito di cittadinanza sono plausibili per il 27% degli italiani. La flat tax (la tassa piatta con l'aliquota unica al 15%), per parte sua, convince un quarto del Paese, mentre la classifica della credibilità si chiude con il reddito di dignità (21%), l’abolizione delle tasse universitarie (19%) e la riduzione del rapporto debito Pil di 40 punti (18%).

Promesse e priorità

“Se osserviamo le diverse promesse elettorali dal punto di vista della condivisione, della valutazione d’importanza, scopriamo che la classifica muta leggermente. In vetta c’è sempre il taglio delle tasse sui salari (indispensabile per il 79% degli italiani)”.

Segue, a breve distanza, l’aumento delle pensioni minime (66%). A pari merito, come livello d’importanza, troviamo (tutte al 60%): l’abolizione del canone Rai, la cancellazione della legge Fornero e la riduzione del rapporto debito-Pil di 40 punti. I livelli di adesione si riducono rispettivamente al 54% e al 51% sulla flat tax e sul reddito di dignità. L’abolizione delle tasse universitarie (47%) e il reddito di cittadinanza (42%) incontrano, infine, il favore di meno della metà del Paese. Sul fronte della realizzabilità delle diverse promesse elettorali il quadro muta ancora.

Gli impegni ritenuti più fattibili sono l’abolizione del canone Rai e l’abbassamento delle tasse sui salari (entrambi al 46%). La cancellazione della legge Fornero è realizzabile per il 37% degli elettori, mentre la cancellazione delle tasse universitarie (34%), l’aumento delle pensioni minime (33%) e la flat tax (32%) sono giudicate percorribili da un terzo degli italiani.

Più basso l’indice di realizzabilità per il reddito di dignità e quello di cittadinanza (si fermano entrambi al 26%) e per la riduzione del rapporto debito-Pil di 40 punti (24%). Fin qui il giudizio del Paese sulle promesse elettorali.

Il programma ideale

Qual è, invece, il programma politico ideale per gli elettori? Quali sono le promesse che vorrebbero veder realizzate nella diciottesima legislatura? “Al primo posto svetta, con ben 26 punti di distanza dal secondo tema, l’aumento dei salari (54%)”. Un tema che mette d’accordo tutti i vari segmenti elettorali in modo trasversale. Al secondo posto troviamo “lo stop agli immigrati (28%), tallonato dalla necessità di tagliare la pubblica amministrazione (27%)”.

Se questi sono i primi tre temi in agenda, il programma ipotizzato dai cittadini segnala altre ipotesi, come, ad esempio, introdurre le pensioni per le casalinghe (piace al 24%), riformare la scuola (23%) e super tassare i redditi delle grandi imprese di internet (21%). Seguono alcune ipotesi a minor appeal come l’introduzione dello “ius soli” e il tetto agli stipendi per i calciatori (13%).

Pubblicato in Nazionale

Prosegue la mobilitazione della Fondazione Progetto Arca per dare supporto e sollievo alle persone in difficoltà che vivono in strada. Sono 4.000 le coperte termiche che i volontari della onlus distribuiranno da domani a Roma e Milano a chi deve affrontare le rigide temperature che stanno caratterizzando questi giorni di gennaio. Un’iniziativa che sarà possibile grazie al lavoro delle Unità di strada, squadre di volontari guidate da un operatore responsabile che percorrono le zone più sensibili delle due città offrendo tè caldo, panini e brioche, insieme alla possibilità di un accompagnamento nei Centri di accoglienza. 

Per quelli che rifiuteranno un ricovero al sicuro, sarà donata una coperta termica per dare un minimo sollievo alle notti all’addiaccio. A Milano, Progetto Arca ha aperto da un mese il Mezzanino della metropolitana in Stazione Centrale, che accoglie ogni sera 70 persone senza dimora. A loro la onlus assicura ogni sera un pasto caldo, un posto per dormire e la colazione la mattina seguente. 

Iniziative che fanno parte del piano di interventi che Progetto Arca mette in atto durante l’inverno per aiutare le persone in grave stato di indigenza, e che prevede ogni giorno la distribuzione di oltre 5.000 pasti caldi e l’offerta di 2.000 posti letto, più altri 200 messi a disposizione in gratuità dalla Fondazione come accoglienza straordinaria fino al 31 marzo 2018. A questo si aggiunge l’organizzazione di Unità di strada e di un servizio di Hub mobile reperibile h 24 per i casi più urgenti.  

“D’inverno, per strada – spiega Alberto Sinigallia, presidente di Fondazione Progetto Arca - i nostri operatori e volontari sono presenti ogni giorno e ogni notte per dare un aiuto concreto a chi si trova in difficoltà. Questo non significa solamente offrire un riparo dal freddo e garantire un pasto caldo, vuol dire soprattutto iniziare una relazione di fiducia con persone che vivono emarginate e che ora hanno bisogno di essere accompagnate nel loro percorso di reinserimento nella comunità”. Ogni cittadino ha la possibilità di contribuire a sostenere questi servizi inviando un Sms solidale al numero 45543, donando così 2 euro (con una chiamata da rete fissa si donano 5 o 10 euro). La campagna è attiva fino al 3 febbraio.

 (Fonte: Redattore Sociale)

Pubblicato in Diritti&Inclusione

La Giunta dell’Emilia-Romagna mette a disposizione 20 milioni di euro per il 2018 per l’inserimento lavorativo e l’inclusione delle persone fragili e vulnerabili. È stata, infatti, presentata oggi nella V Commissione Cultura, scuola, formazione, lavoro, sport e legalità dell’Assemblea legislativa, la delibera a firma degli assessori Patrizio Bianchi (lavoro), Elisabetta Gualmini (welfare) e Sergio Venturi (sanità), che definisce come previsto dalle legge regionale 14/2015 obiettivi e priorità della programmazione, individua gli interventi ammissibili, stabilisce le risorse e i criteri di riparto tra i 38 distretti socio-sanitari e la composizione e il ruolo dell’equipe professionale che deve seguire le persone in tutto il percorso.

“Con questo atto la Giunta, in coerenza col Patto per il lavoro, conferma la scelta di rivolgere la propria attenzione alle persone in condizione di fragilità e povertà, assicurando a tutte di essere accolte e prese in carico da un servizio pubblico unitario tra servizi per il lavoro, sociali e sanitari – ha spiegato in Commissione l’assessore Patrizio Bianchi – Un percorso personalizzato delineato sulle condizioni di ognuno. L’Emilia-Romagna ha spostato così l’attenzione dal sussidio alle politiche attive, che sono il vero strumento che può fare uscire le persone dal margine in cui si sono venute a trovare”.

Finora sono state 7.530 le persone accolte e valutate. Tra queste, 1.500 sono quelle per cui è in corso un’analisi più approfondita delle caratteristiche, mentre sono 1.548 quelle a cui sono state accertate condizioni di fragilità e hanno già sottoscritto un programma integrato personalizzato. La formazione ha interesasto 1.530 gli operatori di centri per l’impiego, servizi sociali e sanitari e delle equipe. 

La legge 14 stabilisce che l’inserimento lavorativo delle persone in condizioni di fragilità e vulnerabilità debba essere curato da un’equipe multiprofessionale, costituita da operatori dei servizi per il lavoro, del sociale e della sanità, che definisce un programma personalizzato di interventi che integra tutte le azioni utili all’inclusione sociale. Il budget complessivo a disposizione delle equipe territoriali per la realizzazione delle attività previste dalla legge può contare su risorse provenienti da fonti di finanziamento diverse: Programma Operativo 2014-2020 del Fondo sociale europeo (Fse); Fondo regionale disabili (Frd); risorse assegnate ai Comuni singoli o associati con il Fondo sociale regionale; risorse dei Bilanci comunali; risorse delle Aziende sanitarie. Per dare attuazione alla prima annualità del piano triennale la Giunta Regionale, per quanto riguarda gli interventi di politica attiva del lavoro da inserire nel Programma personalizzato che sarà definito dall'Equipe multiprofessionale, ha stanziato 20 milioni di euro del Programma operativo regionale del Fondo sociale europeo.  

Con l’approvazione della delibera da parte della Giunta nei prossimi giorni, dopo il passaggio in Commissione, i distretti potranno definire i Piani integrati territoriali che delineano obiettivi e priorità a livello distrettuale, gli interventi e i servizi che verranno assicurati nel territorio, garantendo un coordinamento con i Piani di zona per la salute e il benessere e i relativi programmi attuativi annuali e con il Piano annuale delle politiche attive a sostegno dell’inserimento lavorativo delle persone disabili. I 38 Piani saranno approvati attraverso “Accordi di programma” sottoscritti dalla Regione, dall’Azienda unità sanitaria locale e dai Comuni o dalle Unioni dei Comuni.

(Fonte: Redattore Sociale/lp)

Pubblicato in Lavoro

Il 19 gennaio approda in libreria Donne dentro. Detenute e agenti di polizia penitenziaria raccontano della giornalista Monica Lanfranco (ed. Settenove, 14 euro), con la postfazione di Lidia Menapace che scrive: «Questo libro non solo è una testimonianza, ma anche un contributo di materiali politici di prim'ordine,  per costruire altri orizzonti e altre prospettive di vita associata »

Per la prima volta, le donne che vivono in vario modo all'interno del carcere raccontano la loro vita, accomunate dall'esperienza di vivere, per motivi diversi, per l'intera giornata o buona parte di questa, all'interno di un istituto carcerario. Un diario di viaggio tra le carceri di Genova, Milano, Pozzuoli, Roma, Sollicciano, Venezia e Verona degli anni Novanta che non trova paragoni ancora nella letteratura italiana.

Monica Lanfranco ha raccolto la voce delle donne che vivono e lavorano all'interno delle carceri: detenute, agenti, volontarie che hanno narrato la vita quotidiana, il lavoro, la discriminazione, le difficoltà, l'amore, la solitudine, l'idea di futuro a partire da una realtà così difficile e dolorosa.

Ne è nato un libro che disegna senza interferenze le parole, i progetti e il cambiamento di queste attrici della scena del carcere, forse l'istituzione più rimossa dalla nostra cultura. Tra le pagine del libro, le immagini della fotografa Nanda Lanfranco.

Monica Lanfranco è giornalista indipendente, femminista, blogger di «Micromega» e del «Fatto Quotidiano», scrittrice e formatrice su differenza di genere, sessismo, comunicazione e conflitto. Nel 1994 fonda il trimestrale «Marea». Dal 2013 gira l'Italia con la piéce teatrale Manutenzioni, uomini a nudo, primo laboratorio italiano per uomini contro la violenza tratto da Uomini che odiano amano le donne. Nel 2016 è uscito Parole madri. Ritratti di femministe: narrazioni e visioni sul materno.

Donne dentro. Detenute e agenti di polizia penitenziaria raccontano è l'ultimo libro di Settenove, casa editrice nata nel 2013 dedicata alla prevenzione della discriminazione e della violenza di genere attraverso albi illustrati, saggistica, narrativa e percorsi scolastici. 

 

 

Pubblicato in Parità di genere
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