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Mercoledì, 21 Novembre 2018

Articoli filtrati per data: Lunedì, 29 Gennaio 2018 - nelPaese.it

Oltre un milione di persone ha chiesto il rilascio di Taner Kilic, il presidente di Amnesty International Turchia, il cui processo riprenderà mercoledì 31 gennaio a Istanbul. Taner Kilic, insieme ad altri 10 imputati deve rispondere dell’accusa di “terrorismo” in quello che può essere solo definito come un procedimento politicamente motivato con l’obiettivo di zittire le voci critiche all’interno della Turchia.  “Di fronte a schiaccianti prove della sua innocenza e a zero prove di eventuali reati, il rilascio di Taner Kilic è ampiamente dovuto. Il fatto che abbia trascorso quasi otto mesi in carcere la dice lunga sul funzionamento del sistema giudiziario turco e sulla feroce caccia a chi difende i diritti umani in corso in Turchia”, ha dichiarato Gauri van Gulik, direttrice per l’Europa di Amnesty International.

“L’udienza del 31 gennaio costituisce una nuova opportunità per porre fine a questa evidente ingiustizia e consentire a questo appassionato difensore dei diritti umani di tornare a casa e riprendere il suo fondamentale lavoro. Il tribunale deve assolvere Taner Kilic e gli altri 10 difensori dei diritti umani e porre fine a questa farsa una volta per tutte”, ha concluso van Gulik.

Taner Kiliç, presidente di Amnesty International Turchia, è stato arrestato il 6 giugno 2017 e posto in stato di detenzione tre giorni dopo. Altri 10 attivisti, tra cui la direttrice di Amnesty International Turchia ?dil Eser, sono stati arrestati un mese dopo. Otto di loro sono stati tenuti in carcere per quasi quattro mesi prima di essere rilasciati su cauzione alla fine della prima udienza.

L’accusa nei loro confronti, priva di fondamento e a sostegno della quale la pubblica accusa non ha ancora presentato alcuna prova concreta degna di questo nome, è di “appartenenza a un’organizzazione terroristica”.  L’accusa per Taner Kilic è di aver scaricato e utilizzato l’applicazione di messaggistica ByLock, che secondo la procura turca era usata dai membri del movimento Gülen per le loro comunicazioni. Tuttavia, due analisi indipendenti commissionate da Amnesty International sul telefono di Taner K?l?ç hanno concluso che sul suo telefono non c’era la minima traccia dell’applicazione. Finora, la procura non ha fornito alcuna prova a sostegno dell’accusa né ha dimostrato alcun comportamento penalmente rilevante.

Il mese scorso le autorità turche hanno ammesso che migliaia di persone erano state ingiustamente accusate di aver scaricato l’applicazione. Dopo aver pubblicato i numeri di telefono di 11.480 utenti, ne è derivata una scarcerazione di massa. Purtroppo, Taner K?l?ç non è tra coloro che sono tornati in libertà. Oltre un milione di persone da 194 paesi e territori, tra cui decine di personalità e figure autorevoli, hanno firmato gli appelli di Amnesty International per chiedere il rilascio di Taner Kiliç e degli altri difensori dei diritti umani arrestati nell’estate 2017. 

 

Pubblicato in Dal mondo

Emergenza smog sempre più cronica in Italia: aria irrespirabile nelle grandi città con un 2017 da “codice rosso” a causa delle elevate concentrazioni delle polveri sottili e dell’ozono. A fotografare la situazione è Mal’Aria 2018 – “L’Europa chiama, l’Italia risponde?”, il rapporto sull’inquinamento atmosferico nelle città italiane di Legambiente presentato alla vigilia del vertice di Bruxelles sulla qualità dell’aria.

Un incontro, rivolto agli otto paesi in procedura di infrazione, tra cui c’è anche l’Italia, e fortemente voluto dalla Commissiona Europea che in questi giorni ha lanciato anche un ultimatum al nostro paese, chiedendo al ministro dell’ambiente Galletti aggiornamenti sulle misure pianificate dall’Italia in materia di inquinamento atmosferico. In mancanza di misure concrete ci sarà il rinvio alla Corte di giustizia europea con inevitabili e salatissime multe per l’Italia.

Dal report Mal’aria emerge che, nel 2017 in ben 39 capoluoghi di provincia italiani è stato superato, almeno in una stazione ufficiale di monitoraggio di tipo urbano, il limite annuale di 35 giorni per le polveri sottili con una media giornaliera superiore a 50 microgrammi/metro cubo. Le prime posizioni della classifica sono tutte appannaggio delle città del nord (Frosinone è la prima del Centro/Sud, al nono posto), a causa delle condizioni climatiche che hanno riacutizzato l’emergenza nelle città dell’area del bacino padano.

Al Nord si soffoca

Su 39 capoluoghi, ben cinque hanno addirittura oltrepassato la soglia di 100 giorni di smog oltre i limiti: Torino (stazione Grassi) guida la classifica con il record negativo di 112 giorni di livelli di inquinamento atmosferico illegali; Cremona (Fatebenefratelli) con 105;Alessandria (D’Annunzio) con 103; Padova (Mandria) con 102 e Pavia (Minerva) con101 giorni. Ci sono andate molto vicina anche Asti (Baussano) con 98 giorni e Milano (Senato) con le sue 97 giornate oltre il limite. Seguono Venezia (Tagliamento) 94; Frosinone (Scalo) 93; Lodi (Vignati) e Vicenza (Italia) con 90.

Pubblicato in Nazionale

Comincia bene il 2018 per il progetto UISP “SportAntenne: prevenzione, emersione e mediazione per combattere le discriminazioni razziali”. A Caserta, infatti, è andato in scena lo “SportAntenne Day”, una giornata interamente dedicata alla sensibilizzazione sul tema della lotta alle discriminazioni su base etnica ed all’insegna di sport, musica, aggregazione, socialità, sotto un’unica bandiera che è quella dell’antirazzismo.

Alle 14:30, sul campo sportivo di Macerata Campania (CE) si è disputato l’incontro di calcio tra la RFC Lions Ska Caserta, compagine multietnica attiva da oltre 6 anni in Terra di Lavoro e nella sua provincia, e l’ A.S.D. Lauro. Prima della partita, entrambe le squadre si sono raccolte attorno al banchetto informativo allestito per l’occasione ad ascoltare le parole di Marco Proto e Dario Goglia, referenti locali del progetto per la UISP, nonché tra i responsabili del progetto sportivo multietnico casertano.

I due hanno illustrato a giocatori e dirigenze le finalità di SportAntenne, invitando tutti a collaborare nell’attività di “reporting”, ovvero a segnalare alla Uisp eventuali episodi di razzismo, quali vittime o testimoni degli stessi. I capitani delle due squadre hanno poi fatto il loro ingresso in campo indossando la tshirt ufficiale di SportAntenne UISP.

Al termine dell’incontro, disputatosi dinanzi ad una bella cornice di pubblico, di cui un nutrito gruppo costituito da migranti e richiedenti asilo ospiti di progetti Sprar e centri di accoglienza di Caserta e provincia, ai quali sono stati distribuiti i materiali informativi ed i gadgets del progetto, squadre e tifosi si sono spostati al Laboratorio Sociale “Millepiani” di Caserta, dove si è svolto il “Terzo Tempo Antirazzista”, un momento di aggregazione e socialità post-partita che ha coinvolto tantissimi giovani. Circa 200 le persone che hanno preso parte allo “SportAntenne Day”, di cui oltre 50 cittadini di paesi terzi, per un’iniziativa davvero ben riuscita e che si cercherà di ripetere al più presto con la stessa formula.

SportAntenne è un progetto della UISP Nazionale che fa riferimento al Fondo asilo, migrazione e integrazione 2014-2020 del Ministero dell'Interno ed Unione Europea. La Uisp sta operando in sinergia con l’UNAR – Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali per far emergere discriminazioni etnico-razziali dirette e indirette nei confronti di cittadini di Paesi terzi, valorizzando ed utilizzando la capillare rete territoriale dell’Uisp, associazione di promozione sociale e sportiva diffusa su tutto il territorio nazionale. Un progetto teso all’emersione del fenomeno discriminatorio e rivolto alla mediazione attraverso lo sport.

Le segnalazioni dell’Antenna Uisp casertana riguardano sinora discriminazioni su base etnica ed episodi di razzismo verificatisi all’interno e all’esterno di centri di accoglienza, nelle strade, sui campi di calcio, nei rapporti con uffici pubblici e locatori di alloggi.

Per segnalare episodi di discriminazione di stampo etnico-razziale percepiti, diretti o indiretti, vittime e/o testimoni possono rivolgersi al numero dell’Antenna Territoriale Uisp Caserta alla email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o al numero verde dell’Unar 800901010.

 

 

 

Pubblicato in Sport sociale

Sono duecento le cooperative sociali che in Italia lavorano sui beni confiscati. Impegnate soprattutto nel settore agricolo dove hanno permesso di garantire lo sviluppo di imprese che sarebbero andate perdute. “Abbiamo realizzato il brand cooperativo con l’obiettivo di esaltare l’impegno delle imprese socialmente responsabili, impegno che chiediamo venga riconosciuto formalmente dalle istituzioni e dalle Stazioni Appaltanti – sottolinea il presidente di Alleanza delle Cooperative in Liguria, Gianluigi Granero, nell’ambito del convegno a Savona sulla riforma del codice antimafia che ha messo in luce le pratiche cooperative di riuso dei beni confiscati -. Siamo in prima linea nel sostenere gli Osservatori per la legalità con presidi in tutte le province e lavoriamo ogni giorno sul senso civico di ognuno di noi “.

Il tempo che serve a capire come funziona l’impresa confiscata è il nemico principale della possibilità di continuare a far proseguire l’attività. Per questo sono fondamentali i protocolli sui territori tra istituzioni, mondo del lavoro e dell’impresa, Prefetture e Camere di Commercio. In questo modo è possibile accelerare i tempi per dare un futuro alle imprese. Si può fare? Al convegno , promosso da Alleanza delle Cooperative Liguria e Camera di Commercio Riviere di Liguria, la strada da seguire l’ha indicata il Prefetto Ennio Maria Sodano, Direttore dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata.

“La funzione di tutoraggio che organizzazioni di imprese come quelle cooperative possono fare sul territorio, è fondamentale – ha sottolineato il Prefetto ( segui sotto il suo intervento integrale) -. Oggi possiamo costruire in ogni provincia un pool di soggetti che ci danno la possibilità di conoscere il territorio, le situazioni più critiche e prendere decisioni con tempestività. La nuova Legge permette una rapidità diversa rispetto al passato”.

Un convegno che ha rappresentato un’altra tappa del percorso “Agire La Legalità” promosso da Alleanza delle Cooperative Liguria e Camera di Commercio Riviere di Liguria. “Un percorso che non si ferma qui – conferma il presidente della Camera di Commercio, Luciano Pasquale -. Una serie di appuntamenti che vogliono dare una guida costante alle persone che vogliono fare impresa in modo legale. Il network proposto dal Prefetto sul territorio savonese è fattibile per “allertare” situazioni anomale. Occorre però affinare le procedure in modo che chi ha questa responsabilità possa guardare con occhio diverso i dati delle imprese”.

Rita Ghedini, presidente Cooperare con Libera Terra e Camillo De Berardinis, amministratore delegato CFI hanno affrontato il tema delle pratiche cooperative di riuso e i progetti di gestione e valorizzazione di beni confiscati alle mafie.

 

 

Pubblicato in Liguria

Un progetto di Labirinto per il sostegno psicologico alle neo mamme: da gennaio a dicembre 2018, ogni 15 giorni, il martedì dalle ore 10,45 alle 12,15 al secondo piano dell’Ospedale di Pergola, incontri gratuiti con psicologa e ostetrica. Per il terzo anno consecutivo, a Pergola viene attivato “Spazio mamma”, un servizio che risponde a un’esigenza sentita ed esplicitamente espressa dalle gestanti durante i corsi di accompagnamento alla nascita: uno spazio comune in cui i neo genitori, possano scambiare dubbi, emozioni, perplessità, alla presenza di figure professionali che forniscano anche chiarimenti, spiegazioni e supporto nella costruzione di un progetto familiare.

La psicologa Maria Chiara Rossi e l’ostetrica di Labirinto, in servizio presso il Consultorio Familiare di Pergola, accoglieranno per tutto il 2018, con cadenza quindicinale, mamme di bambini con età compresa tra 0 e 12 mesi afferenti ai servizi Area Vasta 1, e residenti nel Comune di Pergola e limitrofi (Frontone, Cagli, Fratte Rosa, Mondavio, Terre Roveresche, San Lorenzo in Campo), senza necessità di appuntamento, il martedì mattina dalle ore 10,45 alle 12,15 nella sala corsi al secondo piano dell’Ospedale di Pergola (secondo piano), messo a disposizione dall’ASUR Area Vasta n. 1 e adattato per accogliere mamme e bambini di pochi mesi in condizioni di completo comfort.

“Spazio Mamma” svolge un ruolo fondamentale nella prevenzione del disagio familiare e delle patologie depressive nel periodo del post-parto, in un contesto che vede un ingente aumento delle richieste di consulenza e aiuto ai servizi di salute per l’età evolutiva, relative a situazioni che non presentano una patologia conclamata ma che sottendono problematiche di tipo emotivo, relazionale e sociale in bambini da zero a tre anni.

All’interno di “Spazio mamma”, i genitori, con i loro piccoli, potranno trovare uno spazio di condivisione e riflessione con altri genitori e con l’equipe, riguardo lo sviluppo psico-cognitivo del bambino, la relazione con il neonato, la nanna, il pianto, l’alimentazione, il massaggio infantile, la riabilitazione del pavimento pelvico, l’adattamento della coppia genitoriale con l’arrivo di un bebè, il rientro al lavoro, il proprio modello di mamma, la relazione con le figure che accudiscono il bambino, e molto altro.

Il progetto “Spazio Mamma” è coordinato dalla Cooperativa Sociale Labirinto, insieme ad altri sponsor del territorio di Pergola (poliambulatorio FIsioSan, LaMelissa parafarmacia, Ortopedia Manfedi).

A Pesaro i "labirinti magici": screening gratuito per i disturbi di apprendimento

Individuare precocemente i disturbi specifici dell’apprendimento e mettere a punto prassi di potenziamento e recupero delle abilità. È questo l’obiettivo del centro specialistico per l’età evolutiva “Labirinti Magici”, che propone nella propria sede, in via Sirolo 5, a Pesaro, da febbraio a maggio screening gratuiti rivolti a tutti i bambini delle classi prime della scuola primaria della provincia di Pesaro e Urbino, e zone limitrofe. Per informazioni e appuntamenti è possibile chiamare il numero 366.6943549.

Grazie a un’équipe composta da psicologhe, logopedista, educatrice professionale e psicomotriciste, da alcuni anni “Labirinti Magici” accompagna e sostiene bambini/e e ragazzi/e che presentano difficoltà di linguaggio e di apprendimento, attraverso laboratori di psicomotricità, linguistico-narrativo-metafonologico, per i disturbi dell’apprendimento di sostegno allo studio, e di intervento educativo metodo ABA.

 

Pubblicato in Marche

La “Adriatica Uic” di Fano stava per uscire in silenzio dalle competizioni per l’impossibilità di far fronte alle spese. Coop sociale Labirinto ha raccolto l’appello dei dirigenti della squadra. Dopo il ritiro della squadra di Pesaro, che quest’anno non si è iscritta al campionato, il territorio rischiava di perdere la partecipazione agonistica di una delle sue più blasonate compagini sportive. La “Adriatica Uic” di Fano detiene infatti lo scudetto e la supercoppa della disciplina di Calcio a cinque ipovedenti; fondata nel 1989, la società ha nel suo palmares 4 scudetti del campionato di calciotto, 5 scudetti di calcio a cinque, 2 Coppe Italia e 2 Supercoppe.

Nonostante questi eccezionali risultati sportivi, che si uniscono al valore sociale che ha il fatto di consentire una pratica sportiva a giovani ipovedenti, la “Adriatica Uic” stava per uscire in silenzio dalle competizioni per l’impossibilità di far fronte alle spese, in particolare alle trasferte. Labirinto ha raccolto l’appello dei dirigenti della squadra e dell’Unione italiana ciechi di Pesaro e Urbino e ha deciso di sostenere con una sponsorizzazione il completamento del campionato, che vede impegnati nella squadra fanese sportivi ipovedenti provenienti da tutte le Marche, con un’età che va dai 14 ai 36 anni.

Nelle squadre di calcio a cinque, solo il portiere non ha deficit visivi, mentre i giocatori sono ipovedenti B2 o B3 (rispettivamente hanno 1/20 o 1/10 della vista). Tutti giocano nelle squadre delle loro città e una volta al mese si allenano con l’”Uic Adriatica” con cui disputano il campionato.

Grazie all’intervento di Labirinto, la squadra è potuta regolarmente scendere in campo lo scorso 14 gennaio nella partita contro il Ferrara, in cui il giovane quattordicenne Alessandro Moretti ha provato la gioia del debutto agonistico. Prossimo impegno a Bergamo, il 10 febbraio, con il logo di Labirinto sulla maglietta.

Pubblicato in Sport sociale

Becky Moses aveva 26 anni. È morta carbonizzata nella tendopoli di Rosarno, un luogo che non doveva più esistere. Altre due persone sono rimaste ferite e 200 tende e baracche sono andate in fumo. Tutto ciò accade 8 anni dopo la rivolta in uno spazio “di emergenza” dove centinaia di persone vivono in condizioni disumane.

A testimoniarlo era stato il Medu “Medici per i diritti umani” lo scorso dicembre. "Come negli anni precedenti, il degrado, le baracche, la plastica ed i rifiuti che costringono le persone a condizioni di vita drammatiche sono ovunque - scrive Medu nel Rapporto - . Nella vecchia tendopoli di San Ferdinando, nella zona industriale, che è diventata uno dei ghetti più grandi d’Italia, anche quest’anno hanno trovato posto 2 mila persone in tende e baracche affollate e gelide; nel capannone attiguo che doveva far parte della nuova struttura d’accoglienza allestita lo scorso agosto, gli enti gestori vogliono chiudere per le difficoltà nella sorveglianza del posto, rischiando di lasciare per strada le 250 persone che vi dormono; nella vecchia fabbrica abbandonata a poca distanza 300 lavoratori vivono in condizioni di estremo disagio, i letti ed i materassi a terra ammassati uno accanto all'altro. Chi non trova posto qui vive in decine di casolari abbandonati nelle campagne della Piana". Sia nelle tendopoli che nei casolari, non c'è acqua, né riscaldamento, né raccolta dei rifiuti.

I volontari e gli operatori di Medu hanno visitato 99 migranti nel mese di dicembre. "Si tratta di giovani uomini con un’età media di 29 anni provenienti dall’Africa sub-sahariana occidentale, in particolare da Senegal, Mali, Costa d’Avorio, Guinea Conakry, Burkina Faso, Gambia, Ghana. Mauritania, Nigeria e Togo, giunti in Italia da meno di tre anni (80%). Il 90% è regolarmente soggiornante (nella maggior parte dei casi in possesso di permesso di soggiorno per motivi umanitari - 47% - o ricorrenti contro l’esito negativo della loro richiesta di asilo- 37%) mentre il 10% non ha un titolo di soggiorno valido (nella metà dei casi perché non ha avuto accesso alla procedura per la richiesta d’asilo). Di questi, l’8% attualmente non lavora mentre il 91% è occupato nella raccolta principalmente di mandarini ed in misura inferiore di arance. Un dato particolarmente allarmante è quello relativo al lavoro nero: l’80% delle persone visitate non ha un contratto di lavoro e nel restante 20% dei casi, pur esistendo un contratto formale, si assiste ad uno sfruttamento nel rapporto di lavoro, nella paga, nel versamento dei contributi per le giornate lavorate e nell’orario di lavoro".

La metà dei lavoratori sono pagati a cassetta (1 euro per i mandarini, 0,50 centesimi per le arance), la restante metà a giornata con una paga che varia dai 25 ai 30 euro a giornata (molto inferiore ai 42-45 euro stabiliti dai contratti provinciali e nazionali di lavoro) per un impegno lavorativo di 7-8, a volte 10 ore al giorno. Si recano al lavoro per lo più in bicicletta (oltre 63%), mentre un quarto di loro paga per il trasporto da 2,5-3,5 euro fino a 5 euro. "Pochi sanno cosa sia una busta paga (28%) e quei pochi non sanno se la riceveranno. L’80% delle persone incontrate non sa di poter accedere all’indennità di disoccupazione agricola e solo 1 persona l’ha effettivamente percepita".

Dal punto di vista sanitario "sono preponderanti le patologie dell’apparato digerente(21%) e del sistema respiratorio (17%), direttamente riconducibili allo stato d’indigenza e di precarietà sociale e abitativa, e quelle a carico dell'apparato osteomioarticolare (22%), correlate particolarmente all’attività lavorativa. Alcune delle persone incontrate presentano chiari segni riconducibili a torture e sintomi da disturbo da stress post-traumatico e disagio psicologico, verosimilmente connessi agli eventi traumatici vissuti nei paesi di origine e lungo le rotte migratorie, in particolare in Libia".

"A poche centinaia di metri di distanza dalla vecchia tendopoli è stata inaugurata nell'agosto scorso una nuova struttura di ospitalità temporanea, fatta di tende blu e bianche del ministero dell’Interno e circondata da reticolati e telecamere, mentre un sofisticato sistema di sorveglianza controlla ingressi ed uscite - sottolinea Medu - . Ma i posti a disposizione sono pochi, meno di 500, e le tende si sono riempite ben prima che iniziasse la stagione agrumicola e che i lavoratori stagionali si riversassero nella Piana. Anche questa situazione abitativa d’altra parte si è dimostrata inadeguata a garantire condizioni minime di vivibilità durante i primi mesi invernali caratterizzati da piogge e temperature particolarmente rigide nelle ore notturne. L’accordo sottoscritto dall’ente gestore con il comune di San Ferdinando riguarda in ogni caso solo la gestione del campo nei suoi aspetti logistici (allestimento e manutenzione) mentre non include la previsione di altri servizi, ugualmente essenziali come il supporto e orientamento legale, il supporto sociale e psicologico, la mediazione culturale e l’orientamento sui diritti dei lavoratori".

 (Fonte: Redattore Sociale)

 

 

Pubblicato in Nazionale

Il 3 e il 4 febbraio, il palcoscenico del NEST-Napoli Est Teatro accoglie lo spettacolo Il Corpo Giusto, presentato in prima nazionale al Teatro dell'Orologio nell'ottobre del 2016.  Un vero e proprio affresco del complesso e variegato universo femminile, scritto dalla drammaturga statunitense Eve Ensler e diretto da Marcello Cotugno, nel quale si esprimono con ironia le voci di tutte quelle donne in cerca di una nuova consapevolezza. L'autrice de I monologhi della vagina ci conduce di nuovo nel mondo femminile proclamando "abbiate il coraggio di amare il vostro corpo, smettete di aggiustarlo. Non è mai stato rotto".

Che si tratti dell'ansia di perfezione che ossessiona la visione della propria immagine o di ribellione a consuetudini sociali che negano diritti e libertà al genere femminile,il corpo è strumento ed espressione sintomatica di pregiudizi e distanze sociali e psicologiche che opprimono la sfera femminile. Il testo esprime con ironia le voci di tutte quelle donne in cerca di una nuova consapevolezza. Che si tratti dell'ansia di perfezione che ossessiona la visione della propria immagine o di ribellione a consuetudini sociali che negano diritti e libertà al genere femminile, il corpo è strumento ed espressione sintomatica di pregiudizi e distanze sociali e psicologiche che opprimono la sfera femminile.

Nel caleidoscopio di situazioni in scena il testo prende corpo in molteplici declinazioni: dall'autrice/personaggio che accompagna in prima persona il fluire del testo, fino alle donne dal volto negato dal regime Taliban nascoste al buio di una cantina per consumare un gelato proibito, passando per la modella ossessionata dalla propria immagine al punto da sposare un chirurgo plastico e fungere da cavia per i suoi esperimenti di eterno remake, o per la ragazza portoricana ossessionata dalla sua taglia forte.

Marcello Cotugno dirige questo progetto prodotto da KHORA.teatro, mettendo in scena un testo con un'anima femminile così intensa è un confronto stimolante e minaccioso. "Di fronte alla paura di non essere "giusto" ho scelto di sentirmi libero" annota il regista. "Pochissimi dialoghi, nessuna didascalia. Tutta l'azione è lasciata alla recitazione/racconto, da literary drama, dove è la stessa espressività delle attrici a suggerire una scrittura scenica, o meglio una partitura a schema libero, con una serie di luoghi deputati dove svolgere le azioni."

Tre poliedriche interpreti, Elisabetta De Vito, Federica Carruba Toscano, Rachele Minelli, si muovono su una scena semplice, ideata da Giulio Villaggio, illuminata dalle luci taglienti e scolpite curate da Stefano De Vito. Pochi elementi lasciati lì a ricreare spaccati minimali di vita. Una colonna sonora, curata dallo stesso Marcello Cotugno, che va dall'elettronica minimale di Emptyset al NU Jazz di Taxi Wars, per finire alle note post-neoclassiche di Johann Johannson e Max Richter.

Infine, la ricerca iconografica di Irene Alison per le proiezioni, punta a evidenziare il ruolo fondamentale giocato dai magazine femminili e dalla pubblicità, fin dagli anni '50, nel plasmare l'immaginario delle donne e nell'orientarne e definirne l'identità e le aspettative anche in relazione al proprio corpo.

 

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