Login to your account

Username *
Password *
Remember Me
Mercoledì, 17 Luglio 2019

Articoli filtrati per data: Martedì, 16 Ottobre 2018 - nelPaese.it

È stato fondato da Umberto Agnelli con l’obiettivo di favorire lo sviluppo e la cooperazione di carattere industriale tra Giappone e Italia e si riunisce una volta l’anno, alternandosi tra i due paesi. Quest’anno la XXX assemblea generale dell’Italy-Japan Business Group arriva, giovedì 18 ottobre, dalle 9.30 alle 17.30, a Napoli, nella sede di via Partenope dell’Università Federico II, alla presenza, in aula magna, di rappresentanze diplomatiche, istituzionali e imprenditoriali giapponesi e italiane.

In questo prestigioso ambito, Antonio Moscatello, autore Rogiosi, riceve il Premio “Umberto Agnelli” per il giornalismo, grazie all’attività di inchiesta pubblicata nel libro “Megumi” (Rogiosi, maggio 2017)

Il volume racconta la storia di Megumi Yokota, una ragazzina giapponese di 13 anni scomparsa il 15 novembre 1977 nel suo paese, Niigata. Il papà Shigeru e la mamma Sakie cominciarono subito a cercarla, coinvolgendo poi anche le forze dell’ordine, pubblicando la sua foto sui giornali, lanciando appelli in tv, ma nessuno sapeva nulla, nessuno aveva visto o sentito nulla, la ragazzina sembrava scomparsa in una sorta di buco nero.

Era stata rapita? E se sì, da chi? E per quale motivo? O si era allontanata volontariamente? E nel caso, per andare dove? Per giorni, divenuti poi settimane, mesi, anni, i genitori della piccola furono tormentati da questi angosciosi interrogativi, che non trovava- no risposta. Soltanto nel 1997, vent’anni dopo la scomparsa, cominciò a diradarsi il mistero: Megumi era stata rapita da spie nordcoreane, e portata in Corea del Nord. Oggi, il governo nordcoreano la dichiara deceduta, ma la notizia non ha riscontri assolutamente certi, e gli anziani genitori continuano a cercare la verità.

Il testo alterna i racconti relativi alla scomparsa di Megumi e al calvario di sua madre e suo padre ad ampi excursus storici, che spiegano con dovizia di particolari l’evoluzione della potenza giapponese nel corso del XX secolo, e i rapporti con le due Coree, con la Cina, con gli altri paesi asiatici.

 

 

 

Pubblicato in Cultura

“Un passo avanti”. Idee innovative per il contrasto alla povertà educativa minorile è il quarto bando promosso da Con i Bambini. Si tratta di una nuova linea di intervento pensata per il sostegno di progetti, dal contenuto particolarmente innovativo che, coerentemente con l’obiettivo del Fondo, siano rivolti al contrasto della povertà educativa minorile. Esistono certamente esperienze, ipotesi progettuali, programmi di intervento potenzialmente innovativi, in linea con la missione di contrasto alla povertà educativa minorile, ma non inquadrabili nei tre bandi già pubblicati.

Al fine di promuovere tali opportunità, l’Impresa sociale ha destinato specifiche risorse da poter impiegare nella sperimentazione di interventi innovativi, che possano anche favorire una collaborazione tra Enti del Terzo Settore, altri enti erogatori, soggetti pubblici e privati, e i territori destinatari delle iniziative. Per poter accedere ai contributi, occorre presentare all’Impresa sociale (attraverso il modello predisposto on line) una sintetica idea del progetto che si intende realizzare, in una o più regioni italiane.

Con i bambini ha destinato al Bando fino a un massimo di 70 milioni di euro: le proposte dovranno arrivare entro, e non oltre, le ore 13:00 del 14 dicembre 2018. La povertà educativa, insidiosa quanto e più di quella economica, priva bambini e adolescenti della possibilità di apprendere e sperimentare, di scoprire le proprie capacità, sviluppare le proprie competenze, coltivare i propri talenti ed allargare le proprie aspirazioni. Si creano così le condizioni per lo sfruttamento precoce nel mercato del lavoro, per l’abbandono e la dispersione scolastica (nelle loro diverse manifestazioni), per fenomeni di bullismo e di violenza nelle relazioni tra pari. L’istituzione del Fondo costituisce un’importante sperimentazione per rendere operante una strategia complessiva nazionale, alimentata e ispirata dalle migliori esperienze territoriali, di lotta alla povertà educativa dei minori, con effetti di lungo periodo.

 

Pubblicato in Economia sociale

Amnesty International ha denunciato che un suo ricercatore, inviato a Magas, capitale dell'Inguscezia, per seguire una serie di manifestazioni, è stato sequestrato, picchiato e sottoposto a terribili finte esecuzioni da uomini qualificatisi come membri dei servizi di sicurezza. 

Oleg Kozlovsky, cittadino russo, era arrivato a Magas il 5 ottobre per seguire le manifestazioni pacifiche contro le modifiche dei confini approvate di recente dai leader di Inguscezia e Cecenia.  La notte del 6 ottobre, è stato fatto salire su un'automobile da un uomo presentatosi come uno degli organizzatori delle proteste. Quando l'automobile è giunta fuori città, è stato denudato, minacciato e picchiato per almeno due ore. 

"Mi hanno puntato una pistola alla nuca dicendo che mi avrebbero ucciso. Queste persone si sono identificate come membri di un'unità speciale di polizia, il Centro per il contrasto all'estremismo. Hanno preteso di sapere i nomi dei miei contatti in Inguscezia e hanno minacciato di uccidere mia moglie e i miei figli se avessi riferito l'accaduto", ha dichiarato Oleg Kozlovsky.  "Ma non riusciranno a farmi tacere. È fondamentale che il mondo conosca i rischi che i difensori dei diritti umani e gli attivisti corrono in Russia", ha aggiunto Oleg Kozlovsky. 

I dettagli di quanto accaduto 

Alle 21 del 6 ottobre un uomo ha bussato alla porta della camera d'albergo di Oleg Kozlovsky sostenendo che uno degli organizzatori delle proteste voleva vederlo. L'uomo ha portato Oleg Kozlovsky all'angolo di una strada, dove c'era un'automobile in attesa. Una volta salito a bordo, due uomini dal volto coperto sono a loro volta entrati nell'automobile. Uno di loro ha chiesto a Oleg Kozlovsky di spegnere il telefono, l'altro ha iniziato a colpirlo sul volto.  L'automobile si è diretta verso un campo. Per tutto il tempo Oleg Kozlovsky è stato tenuto a capo chino. Giunti a destinazione, Oleg Kozlovsky è stato denudato e minacciato di morte se avesse tentato di fuggire. Gli uomini dal volto coperto gli hanno chiesto chi fosse, cosa facesse a Magas e per chi lavorasse, poi hanno tentato di convincerlo a diventare un loro informatore. 

Oleg Kozlovsky è stato picchiato a lungo, ha subito la frattura di una costola ed è stato sottoposto due volte a finte esecuzioni con una pistola puntata alla nuca, la seconda volta dopo un invito a dire una preghiera. È stato fotografato nudo e ammonito a non parlare altrimenti le fotografie sarebbero state rese pubbliche. 

Dopo il rifiuto di Oleg Kozlovsky a diventare loro informatore, i sequestratori gli hanno confiscato telefono e videocamera e lo hanno portato nella vicina Repubblica dell'Ossezia del Nord, dove lo hanno rilasciato nei pressi dell'aeroporto. Uno degli uomini lo ha avvisato: "Non tornare mai più e non scrivere porcherie sull'Inguscezia".  "Questo è un episodio scioccante e sconvolgente. Le autorità devono sapere che non ci piegheremo alle intimidazioni di chi agisce a volto coperto. Abbiamo sporto formale denuncia alle autorità russe", ha dichiarato Marie Struthers, direttrice di Amnesty International per l'Europa orientale e l'Asia centrale. 

"Oleg Kozlovsky è stato sequestrato di fronte a personale di un albergo e alle telecamere di sorveglianza, in una Magas piena di forze di polizia. I responsabili di questo attacco codardo devono essere rapidamente individuati e portati di fronte alla giustizia", ha concluso Struthers. 

Pubblicato in Dal mondo

La tecnologia non ha età. Sono sempre di più gli anziani che smartphone alla mano si connettono a Internet e navigano su Facebook, Twitter e Instagram. Secondo una recente indagine Ipsos  il 76% degli over 60  italiani  ha almeno un account e il 25% degli intervistati  usa i social per discutere di temi di attualità.  Nell’Isola Felice di Internet i cittadini si esprimono, partecipano, si confrontano e s’informano. Ma non è tutto oro quello che luccica. Questo sovraccarico ininterrotto di flussi informativi può creare confusione, fraintendimenti e veri inganni.

La fabbrica delle “bufale” non va mai in vacanza e in Internet lavora a pieno ritmo diffondendo ogni giorno false notizie su politica, salute, fenomeni sociali e tanto altro ancora. Quanto siamo sicuri di non restare intrappolati  in qualche inganno? Come possiamo difenderci dalle bufale  che girano in internet e sui social e che ci raccontano in malafede qualcosa che non  è? 

Questo è il tema, di grandissima attualità, scelto per l’edizione 2018 della Città che apprende, l’evento che l’Auser a cadenza biennale dedica alla cultura ed alla educazione degli adulti come strumento di cittadinanza e di integrazione sociale, coinvolgendo la rete delle Università Popolari e dei Circoli Culturali.

Titolo dell’evento   è  “Chi dà retta alle sirene? Informazione e disinformazione nell’era del Web e dei Social” e si terrà a Torino  il 18 e 19 ottobre 2018 presso l’Auditorium della Città Metropolitana. Due giorni molto intensi di dibattito durante i quali l’Auser ha chiamato a confrontarsi esperti del settore e rappresentanti del mondo dei media e dell’informazione.

L’evento è patrocinato dal Comune di Torino, Città Metropolitana di Torino, Regione Piemonte e Forum Nazionale del Terzo Settore. Giovedì 18 alle 12.40  Lectio Magistralis del prof. Lorenzo Magnea dell’Università di Torino, docente di fisica teorica e allievo di Tullio Regge. E’ stato il primo in Italia a lanciare un corso universitario per sfatare le bufale della quotidianità, si chiama “la fisica dei  cittadini”. Un contributo civico   per fornire a tutti gli strumenti per capire se una notizia è una bufala o no.

“Gli anziani sono una delle categorie più esposte al rischio di incappare nelle bufale – sottolinea il presidente nazionale Enzo Costa – ecco perché abbiamo deciso di approfondire questo tema, conoscere ci aiuta a comprendere meglio. L’Auser considera l’apprendimento permanente una parte importante del proprio progetto sociale anche nella convinzione che investire in cultura rafforza la democrazia e migliora la società”. Le attività praticate nelle  nostre università e circoli culturali – prosegue Costa - , realizzano più obiettivi, oltre a quello formativo creano momenti e luoghi di socializzazione, fanno nascere nuovi interessi e nuove amicizie e si combatte la solitudine”.

Oltre 215.000 persone di tutte le età partecipano all’anno ai corsi organizzati da Università e Circoli Culturali Auser, una rete di oltre 500 strutture in tutta Italia. Quasi 2600 corsi, più di 4mila conferenze organizzate in un anno e 1860 visite culturali. 

 

Pubblicato in Diritti&Inclusione

 Fidatevi della vostra pancia! Un “invito a cena” può cambiare il nostro stile di vita e aiutarci a prevenire o ad affrontare il “male”. Questo libro è il racconto, semplice ma fuori dell'ordinario, di un progetto di prevenzione che tutti - ed è questo il suo unicum - possono realizzare, nella propria cerchia, nella propria comunità o città. 

Nel 2015, Miriam Bertuzzi, psiconcologa per professione, nonché cuoca per passione, si accorge di quanto sia difficile per i malati di cancro che incontra - ma anche per chi non è malato - cambiare le proprie abitudini alimentari e mettere in atto una basilare “prevenzione primaria”.

Che cosa fare? Miriam elabora una strategia semplice e geniale: li invita a cena a casa propria, insieme ad amici e a sconosciuti che arrivano con il passaparola. Il menù prevede pietanze salutari e tanta convivialità. In poco tempo le “cene social” di Miriam diventano un piccolo fenomeno, tanto che si devono trasferire in locali e altri spazi collettivi. 

Ma andiamo per ordine. Prima di tutto c'è infatti da fare i conti con la malattia: il cancro ha una valenza non solo medica ma anche  simbolica, perché - direttamente o indirettamente - riguarda tutti. La disciplina della psiconcologia si prende cura di pazienti il cui disagio psicologico è generato dalla situazione di trauma della malattia. Miriam lavorando con gruppi di donne scopre che il cibo è un fattore di enorme importanza, non solo per gli effetti sulla salute fisica ma anche per il modo in cui viene preparato, offerto e condiviso con le altre persone.

Indovina chi previene a cena” racconta la nascita, l’evoluzione e il senso profondo delle serate che Miriam ha chiamato “cene social”. Le autrici - Giulia Tedesco offre la sua penna al libro - mescolano scienza e leggerezza, medicina e cucina e ci propongono di cambiare i nostri stili di vita, sperimentando in prima persona il gusto di una zuppa di cicerchie e il valore della buona compagnia, senza sottovalutare il rispetto dell'ambiente. Sì, perché la premessa delle “cene social” è che - nessuno è escluso - un’alimentazione sbagliata può facilitare l’insorgere di malattie, come quelle croniche e tumorali. Miriam propone un progetto di prevenzione primaria, con uno sguardo mirato a un'ecologia della cura, in cui si coniugano la salute psico-fisica e quella socio-ambientale.

Le “cene social” sono infatti un momento in cui non solo si mangia un cibo sano - sono 40 le ricette raccolte nel libro - con maggiore consapevolezza, ma in cui si genera il miracolo della convivialità e si adotta un nuovo stile di vita, che rende meno difficile prevenire o affrontare la malattia.

Il modello è inoltre molto facile da replicare: ingredienti biologici e di stagione, ricette sane, relazioni autentiche, rispetto dell’ambiente. Il capitolo chiave del libro è una vera e propria guida pratica all'organizzazione in proprio di una cena social: dagli inviti, alla logistica, dalla spesa con Gruppi di Acquisto Solidali o negozi biologici alle 12 raccomandazioni del “Codice Europeo contro il Cancro” che, come certe spezie, non possono mai mancare. Perché - dato che la prevenzione riguarda tutti - tutti possono creare il loro evento. 

In sintesi. Che cosa contiene questo libro?


• Un inquadramento della psiconcologia come disciplina, prima di tutto.
• La storia della genesi e dell'evoluzione delle “cene social”, prima a casa di Miriam, poi in altri contesti collettivi, come locali e ristoranti.
• La cronaca, sul filo dell'ironia, di sei “cene social” 
• Una guida pratica all'organizzazione in proprio di una cena social 
• Il ricettario di sei cene complete, con particolare riguardo alla provenienza e alla qualità degli ingredienti, sia in termini salutistici sia socio-ambientali. 

 

Pubblicato in Salute
  1. Popolari
  2. Tendenza
  3. Commenti

Articoli Correlati

Calendario

« Ottobre 2018 »
Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
1 2 3 4 5 6 7
8 9 10 11 12 13 14
15 16 17 18 19 20 21
22 23 24 25 26 27 28
29 30 31