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Domenica, 21 Luglio 2019

Articoli filtrati per data: Venerdì, 26 Ottobre 2018 - nelPaese.it

Tornano in strada i cittadini della VI Municipalità del Comune di Napoli contro le stese di camorra nel quartiere di San Giovanni a Teduccio. Lunedì 29 ottobre alle ore 10 a piazza Capri (Rione nuova Villa) si terrà la manifestazione popolare dal titolo “Più Saperi, Meno Spari”, organizzata dalla rete Napoli Zeta in collaborazione con la VI Municipalità , Assessorato alla Cultura, le scuole e la parrocchia del rione (Chiesa di S. Giuseppe e Madonna di Lourdes).

Più Saperi, Meno Spari - L’evento, che si svolgerà nello spazio antistante la chiesa e sarà suddiviso in due momenti. Il primo vedrà sul palco delle performance teatrali a cura di Francesco Di Leva e della compagnia Nest, alternati a esibizioni delle scuole Vittorino da Feltre, Scialoja Cortese e Sarria Monti. 

San Giovanni a Teduccio risponde alle “stese” di camorra con “stese” di poesia.  Dopo l’esibizione dal palco, un vero e proprio esercito di ragazzini, divisi in tre squadre, invaderanno tutto il rione con messaggi positivi per coprire i colpi di pistola con poesie scritte da loro, regalandole ai passanti, "stendendole" da palazzo a palazzo e lasciandone testimonianza sul territorio. I lavori dei ragazzi sono frutto di un percorso svolto nelle ultime settimane all’interno delle scuole da parte delle associazioni del territorio. In particolare: alla Vittorino da Feltre dalla Cooperativa Sepofà, Agisco e Studenti Contro la Camorra; alla Scialoja Cortese da Terra di Confine e Figli in Famiglia; alla Sarria Monti dall’associazione Gioco, Immagine e Parole e associazione Aurora.

“Dopo la manifestazione dell’aprile scorso – commentano i referenti della Rete Zeta -, abbiamo continuato a lavorare sul territorio cercando un’interlocuzione con Prefettura e Comune, chiedendo loro di fare la propria parte. A distanza di 6 mesi le stese sono continuate. E’ di due giorni fa la notizia di un innocente incensurato preso di striscio da uno sparo sul corso principale , alle sette di sera, e di un gambizzato, sempre nello stesso locale”.

“E’ evidente – continuano gli organizzatori dell’evento - che il quartiere deve reagire. Le scuole, bisogna ammetterlo, sono le prime a rispondere a questi appelli. In questi mesi qualcosa è cambiato. La municipalità ci ha chiamato in causa per formare un tavolo di lavoro che ha portato alla realizzazione di questa manifestazione”.

“L’idea che sottende a “Più Saperi, Meno Spari” – concludono - è quella di contrapporre alla spartizione del territorio da parte dei clan attraverso gli spari e la violenza, una spartizione dello stesso territorio da parte dei ragazzi attraverso messaggi positivi da lasciare in maniera permanente sul territorio”.

 

Pubblicato in Campania

Sul tema della solidarietà nei confronti dei migranti il Comune di Padova, Magistratura democratica e l’associazione Manifesto per Padova senza razzismo e discriminazioni, col supporto di Cgil, Cisl e Filosofia di vita, organizzano per l’intera giornata di sabato 27 ottobre, nella Sala Anziani del Municipio, il convegno internazionale “Solidarietà: tra dovere e diritto, non un delitto. Una riflessione sugli scenari attuali dell’immigrazione”.

Alle 9.30 aprirà i lavori il magistrato Giovanni Palombarini che porrà la cruciale questione del ruolo della magistratura nell’attuale quadro politico. Grazie alla Costituzione che garantisce la magistratura come «ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere», l’azione penale – secondo Palombarini - non può essere considerata un momento di realizzazione di un programma politico, di un progetto del Governo.

Analogamente, non è lecita un’azione penale punta immediatamente visibile dell’azione di rigetto di migranti che arrivano e di coloro che, in un modo o nell’altro, intendono aiutarli intanto a non morire durante il viaggio, ma poi anche a ricostruirsi una vita, come nel caso di Riace. Dopo l’intervento dell’assessora al sociale Marta Nalin, sono previsti numerosi relatori di organismi internazionali e nazionali, fra i quali Felipe Camargo, rappresentante dell’Unhcr per il Sud Europa, Claudia Luciani responsabile Direzione Democrazia del Consiglio d’Europa di Strasburgo. Seguiranno Franco Ippolito presidente della Fondazione Basso, Roberto Scaini (Msf), Nicola Dalla Pasqua (Amnesty International) con si concluderà la sessione del mattino coordinata dal politologo Gianni Riccamboni.

Il pomeriggio, coordinato dall’avvocato Marco Paggi che analizzerà il cosiddetto decreto Salvini, sarà aperto dal giornalista Sandro Ruotolo col filmato “Dentro l’inferno libico”. Seguiranno gli interventi delle docenti universitarie Laura Nota, Paola Degnai e Donatella Schmidt. Le dirigenti sindacali Alessandra Stivali (Cgil) e Francesca Pizzo (Cisl) precederanno l’intervento del giornalista Paolo Pagliaro sulle fake newsa proposito di immigrazione. Si chiude alle 17 col filosofo Umberto Curi. La partecipazione è libera

 

Pubblicato in Diritti&Inclusione

Un terremoto di magnitudo Mw 6.8 si è verificato alle ore 00.54 italiane del 26 ottobre 2018, a largo della Costa Occidentale del Peloponneso ad una profondità di 10 km.

A seguito dell'analisi dei parametri sismici, dopo 8 minuti, il Centro Allerta Tsunami dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha comunicato al Dipartimento della Protezione Civile un'allerta tsunami di livello arancione (advisory) per le regioni Puglia e Calabria , che corrisponde ad un'onda attesa inferiore a un metro in terraferma e inferiore a mezzo metro al largo. L'allerta è stata inviata anche alle istituzioni di riferimento nei paesi del Mediterraneo. Per le coste greche più vicine all'epicentro è stata emessa un'allerta rossa (watch).

L'allerta arancione è stata subito diramata dal Dipartimento della Protezione Civile, che coordina il Sistema d'Allertamento nazionale per i Maremoti generati da sisma (SiAM), perché il terremoto di magnitudo 6.8 è avvenuto a una distanza maggiore di 100 km dalle coste italiane. Ciò significa che ci si attendeva un fenomeno relativamente piccolo, ma potenzialmente pericoloso per chi si fosse trovato nei porti o sulle spiagge.

Pubblicato in Nazionale

Prima insultato e poi licenziato perché omosessuale: è successo a Piacenza a un 28enne, assunto in una nota azienda locale a settembre attraverso un'agenzia interinale. Lo stesso tutor, che avrebbe dovuto insegnargli le mansioni, ha messo in atto nei confronti del ragazzo un atteggiamento persecutorio, esplicitamente riferito al suo orientamento sessuale.

"Se è vero che sei gay ti investo con il muletto", è una delle frasi che sono state rivolte al giovane, in presenza di testimoni. Poi è arrivata la marginalizzazione del lavoratore e infine il licenziamento. L'episodio, denunciato da Arcigay L'Atomo di Piacenza e dal Telefono Rosa, è stato raccontato questa mattina dal quotidiano La Libertà.

"È assolutamente grave e sconfortante - commenta Gabriele Piazzoni, segretario nazionale di Arcigay - che in luogo di lavoro, nel quale esistono precise norme contro le discriminazioni per orientamento sessuale, una persona debba subire questi episodi persecutori, solo perché omosessuale. Non parliamo di un'eccezione, anzi di eccezionale in questa vicenda c'è solo il coraggio del ragazzo che anziché subire e vergognarsi ha deciso di denunciare pubblicamente l'accaduto. Di solito, l'evidente condizione di disparità alla quale sono sottoposti i lavoratori, li costringe al silenzio, all'invisibilità, a sopportare gli insulti pur di mantenere il posto di lavoro. La questione è molto seria e in un momento in cui nel dibattito pubblico si discute di occupazione in termini esclusivamente quantitativi, sarebbe ora che ci si occupasse anche del livello qualitativo. Cosa deve subire o sopportare un lavoratore omosessuale per non perdere il lavoro? Nulla, diciamo noi. Perché il lavoro dovrebbe dare dignità e non toglierla. Ringraziamo allora il 28enne piacentino per il coraggio della sua denuncia e gli trasmettiamo tutta la nostra solidarietà”.

“Ma nel frattempo chiediamo anche al Ministro del Lavoro, il vicepremier Luigi Di Maio, di non trattare l'occupazione come una questione aritmetica, in cui contano solo i numeri. Il lavoro che umilia non è lavoro: questo Paese ha bisogno non solo di occupazione ma di buona occupazione, di luoghi di lavoro dignitosi e non violenti, in cui le persone lgbti non siano costrette a rendersi invisibili o peggio ancora a rinunciare alla propria occupazione. Perché il benessere dei lavoratori e delle lavoratrici è la prima leva di crescita da attivare in un Paese che ancora fatica a uscire da una lunga ed estenuante crisi.", conclude Piazzoni. 

Pubblicato in Lavoro

Ci sono cooperative importanti e cooperative che fanno la storia. E la fanno indipendentemente dai numeri, dal peso economico, dai fatturati. Cooperative sociali che sono state parti integranti di fondamentali processi culturali e politici. Sodiser è una di queste. La sua storia è legata alla fine del manicomio, il suo futuro a Betadue e quindi allo sviluppo della cooperazione sociale di tipo b), quella per l'inclusione lavorativa.

Le assemblee dei soci hanno approvato la fusione per incorporazione di Sodiser in Betadue. Adesso questa cooperativa sociale, l'esperienza di integrazione nei mesi scorsi con La Nuova Idea, conta quasi 400 lavoratori, tra soci e dipendenti. Ha un fatturato di quasi 10 milioni di euro e opera ormai in molti settori: ristorazione scolastica e di comunità, servizi ambientali, gestione del verde, pulizie, comunicazione, servizi amministrativi, logistica, servizi per cultura e spettacolo. Tutte le attività sono finalizzate all'inserimento lavorativo e sociale di soggetti esposti al rischio di esclusione. Betadue fa parte della rete Koinè ed è uno dei soggetti promotori del consorzio Coob, il più importante in Toscana tra le cooperative di tipo b).

"Le fusioni sono stati atti fondamentali – commenta Gabriele Mecheri, Presidente di Betadue. Basati sulla fiducia personale e suoi rapporti positivi che i gruppi dirigenti sono stati capaci di costruire nel corso degli anni. Tutti ci siamo posti la domanda se piccolo è davvero ancora meglio o se non sia necessario unire le forze e lavorare insieme sulla base di un progetto e di una visione condivisa sul futuro della cooperazione sociale. Betadue vuol essere un luogo aperto e di dialogo, un laboratorio contemporaneo che guarda al futuro. Questa la nostra vera ambizione".

Fernanda Minucci racconta l'approccio di Sodiser: "le piccole cooperative hanno oggi di fronte a loro ostacoli sempre più alti che alla fine stanno diventando insormontabili. Non bastano le norme burocratiche che comportano professionalità esterne e quindi costi elevati ma c'è anche la questione dei requisiti della gare con fatturati che il nostro sistema non raggiunge. Da qui la necessità di aggregazione. In questo contesto nasce l'idea della fusione tra Sodiser e Betadue. Una scelta che non è stata né facile né semplice ma che ha una ragione chiara. E non è quella più ovvia e cioè che Betadue ha una dimensione molto più grande della nostra. La ragione è la condivisione dei valori sociali e di Cooperazione che ci uniscono ed è per questo che abbiamo deciso di  unire la nostra strada a quella di Betadue. Non avremmo fatto la fusione con nessun altro".

Sodiser è stata la prima cooperativa di tipo B istituita in Toscana e registrata nello specifico elenco della Regione nel 1986 "Con la trasformazione dello psichiatrico in ospedale aperto sotto la guida del professor Agostino Pirella i ricoverati divennero gradualmente ospiti in attesa di dimissioni – ricordaFernanda Minucci. La Direzione dell'ospedale chiese all'Amministrazione provinciale la disponibilità affinché questi ospiti che svolgevano attività di pulizia nei reparti venissero riconosciuti come lavoratori e quindi pagati. Sotto l'aspetto formale fu costituita una società di fatto, la Sodiser che in realtà ebbe prevalentemente una finalità assistenziale. Il nucleo iniziale era composto da un'assistente sanitaria, un'assistente sociale e nove persone. L'arcipelago di queste micro società diventa una cooperativa sociale all'indomani della legge 381 del 1991,  la Sodiser. Primo Presidente fu un ex degente e utente del SIM, Vinicio Rosi".

Oggi la Sodiser ha 11 soci che lavorano nelle attività di manutenzione del verde, del  servizio di pulizie e della manutenzione cucito, presso la lavanderia dell'Ospedale San Donato di Arezzo  della Usl Toscana sud est. Si occupa principalmente dell'aggiustatura dei camici e capi dei dipendenti dell'azienda sanitaria. come orli rifare colletti, taschini, pantaloni, bottoni delle divise. E anche di tutta la biancheria piana e cioè teli,lenzuola e federe usati nei vari reparti ospedalieri.

 

Pubblicato in Toscana

Prende avvio sabato 27 ottobre un nuovo ciclo di incontri sul tema della genitorialità, pensati come momento di confronto con educatori ed esperti e, allo stesso tempo, tra gli stessi genitori. Si intitola “Genitori?...Si diventa!”, iniziativa promossa e organizzata dalla cooperativa sociale Azalea a Verona, negli spazi del nido “La Casa delle fiabe” (via Scarsellini 33) gestito dalla cooperativa stessa.

Il ciclo di quattro appuntamenti, nasce con l’intento di offrire uno spazio dedicato alle famiglie con i loro bimbi, nel quale approfondire il tema della genitorialità nei suoi diversi aspetti per favorire dialogo e condivisione. La proposta si inserisce nel più ampio progetto educativo della cooperativa veronese: in collaborazione con ComeTe (servizio che eroga soluzioni personalizzate per la cura e il benessere della famiglia) partirà nelle prossime settimane, infatti, anche uno sportello di ascolto e consulenza, rivolto ai genitori con figli fino ai 12 anni e curato da un team di professionisti (psicologa, psicomotricista e logopedista) .

Il primo degli appuntamenti, che si svolgeranno tutti al sabato dalle ore 10 alle 12, è in calendario il 27 ottobre: si parlerà dei “Giochi nella fascia 0-12 mesi”, con Roberta Zanca, responsabile dell’area Educazione e Cultura della cooperativa Azalea, e l’educatore Michele Fornari.

Il programma prosegue il 17 novembre con “Dormire…che incubo!”: consigli e istruzioni per facilitare il benessere e la regolarità del sonno dei più piccoli, a cura di Alice Turri, psicologa e psicoterapeuta di Azalea.

Come preparare il bimbo all’arrivo di un fratello o una sorella e come gestire eventuali paure e gelosie? È il tema al centro di “Arriva un fratellino”, il 24 novembre, con l’intervento di Margherita Brunetto, psicologa e coordinatrice dei servizi specialistici per l'età evolutiva Azalea-ComeTe. A chiudere il ciclo il 1° dicembre sarà “Allattamento, nido e rientro al lavoro", con Cecilia Lonardi, peer counselor (o mamma alla pari) con formazione OMS/Unicef.

Tutti gli incontri saranno ospitati negli spazi accoglienti del nido “La casa delle fiabe”, situato nel centro di Verona: un ambiente che rispecchia con piena coerenza il progetto educativo della cooperativa e mette al centro le esigenze fisiche e psicologiche dei più piccoli e riconosce anche le necessità dei genitori, nella proposta delle attività che promuovono il benessere emotivo e il progetto evolutivo di ciascun bambino, come nell’alimentazione, completamente biologica e curata dalla cucina interna, fino alla cura agli spazi e alla presenza di un ampio giardino.

 

L’iscrizione è obbligatoria per ogni incontro (10 euro a incontro). Per info e iscrizioni: 045/8036173 -Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Pubblicato in Veneto
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