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Mercoledì, 21 Novembre 2018

Articoli filtrati per data: Mercoledì, 03 Ottobre 2018 - nelPaese.it

Il prossimo 11 ottobre a Roma, presso la casa circondariale di Rebibbia Nuovo Complesso (via Raffaele Majetti 70), si terrà l'iniziativa "In campo per la giustizia" organizzata da Atletico Diritti, polisportiva nata dall'impegno di Antigone e di Progetto Diritti nel nome dell'accoglienza dei rifugiati e dell'integrazione.

A partire dalle ore 10.00, sul campo del carcere, Atletico Diritti affronterà in un triangolare la squadra dei detenuti e la Nazionale Giornalisti Rai.  A dare il calcio di inizio saranno Don Luigi Ciotti, presidente di Libera, Don Tonio Dell'Olio, presidente della Pro Civitate Christiana di Assisi, Don Sandro Spriano, cappellano del carcere di Rebibbia e Don Armando Zappolini, presidente del CNCA.

Interverranno inoltre Luca Pietromarchi, Rettore dell'Università Roma Tre, Alessandro Messina, Direttore Generale di Banca Etica, Emilio Sica e Sara Colombera dello Studio Legale Legence. Sono queste le realtà che hanno deciso di sostenere la squadra. Ci sarà inoltre Fabio Appetiti in rappresentanza dell'Associazione Italiana Calciatori che già in passato ha preso parte ad iniziative promosse da Atletico Diritti.

Questa iniziativa rientra nell'ambito delle Football People action weeks lanciate da Fare Network (Football Against Racism in Europe). Le Football People action weeks, cui Atletico Diritti aderisce per il terzo anno consecutivo, sono un movimento internazionale per combattere la discriminazione attraverso il calcio e vedono più di 100.000 persone prendere parte a oltre 2.000 eventi in 60 Paesi diversi.

 

 

Pubblicato in Sport sociale

«La peculiarità geologica del nostro Paese, ci impone interventi finalizzati alla conoscenza geologica del territorio e quindi alla riduzione del rischio. Proprio in considerazione di questo ho deciso di depositare il disegno di legge (atto senato 499) "Misure urgenti per il completamento della cartografia geologica d'Italia e della microzonazione sismica su tutto il territorio nazionale",  perché sono convinta che la realizzazione della Carta geologica ufficiale d'Italia (progetto CARG) può senz'altro fornire gli strumenti conoscitivi di base per la conoscenza fisica del territorio, prevedendo rilevamenti geologici di dettaglio alla scala 1:10.000, l'informatizzazione dei dati alla scala 1:25.000 e loro organizzazione in una banca dati nazionale, allestimento e stampa dei fogli alla scala 1:50.000». 

Queste le dichiarazioni del presidente della Commissione Ambiente al Senato, Vilma Moronese, a margine della presentazione del volume “Rischio sismico in Italia: analisi e prospettive per una prevenzione efficace in un Paese fragile”. 

«La Carta geologica ufficiale d'Italia - continua la senatrice -  è un'opera infrastrutturale di importanza strategica per il nostro Paese in quanto strumento di base per la conoscenza fisica del territorio e insieme agli studi di micro-zonazione sismica (MS) rappresenta un presupposto fondamentale per qualsiasi intervento finalizzato alla difesa del suolo, alla pianificazione territoriale, alla progettazione di opere ed infrastrutture ma anche per ciò che attiene l'emergenza e la ricostruzione post- sisma». 

«Il mancato completamento del Progetto cartografia geologica (CARG) la cui opera è stata avviata già negli anni '80 ha evidentemente aggravato la situazione già critica in cui versa il nostro Paese». 

«Sono convinta - conclude Moronese - che l'incontro di oggi, possa servire per mettere al centro del dibattito politico temi così importanti, per la prevenzione dai rischi naturali, per lo sviluppo sostenibile del territorio e per la valorizzazione delle risorse naturali». 

Pubblicato in Ambiente&Territorio

Il compound dell’organizzazione medico umanitaria Medici Senza Frontiere (MSF) nel governatorato di Ad Dhale, nel sud dello Yemen, è stato colpito da esplosivi lunedì 1 ottobre 2018. Fortunatamente nessuno è rimasto ferito.

Si tratta del secondo attacco contro la casa di MSF in meno di una settimana. MSF “condanna con forza gli attacchi contro il proprio compound e il personale dell’organizzazione”. A causa della gravità di questi attacchi e della chiara mancanza di sicurezza per l’equipe che lavora lì, MSF è stata costretta a ritirare il suo personale da Ad Dhale e sospendere i suoi programmi medici fino a nuovo avviso.

MSF è una delle poche organizzazioni mediche che forniscono assistenza umanitaria alla comunità di Ad Dhale. Questi attacchi priveranno migliaia di yemeniti della necessaria assistenza umanitaria e medica. “Colpire la popolazione civile e gli attori umanitari è assolutamente vietato dal diritto internazionale umanitario e priva la popolazione dell'assistenza umanitaria di cui ha disperato bisogno. MSF invita tutte le parti in conflitto, gruppi armati e singoli individui a rispettare e garantire la protezione degli operatori umanitari e sanitari in Yemen”.

MSF lavora in Ad Dhale dal 2011 fornendo assistenza medica gratuita alla popolazione dei distretti di Ad Dhale, Qatabah, Al Azariq e Damt. E continua a lavorare a sostegno del popolo yemenita e attualmente gestisce 15 ospedali e centri sanitari in Yemen e fornisce supporto a più di 16 ospedali o centri sanitari in 12 governatorati.

 

Pubblicato in Dal mondo

Libertà, natura e affetti sono i tre elementi chiave della mostra artistica “Impronte. Vita dai colori” che sarà inaugurata il 5 ottobre alle 12.30 al PAFF di Pordenone, Palazzo Arti Fumetto Friuli. “Impronte” nasce da un laboratorio condotto dall’artista Guido Fantuz, esperto nella tecnica del monotipo, con alcune persone che frequentano il Progetto Autismo di via Canaletto ed è motivata dalla necessità interiore di esprimersi, raccontarsi e trasmettere le proprie emozioni all’osservatore per creare un ponte di condivisione proprio tra le persone. La mostra, che comprende una cinquantina di opere realizzate con il monotipo e sarà ospitata nella Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea Armando Pizzinato, è organizzata dalla Cooperativa sociale Itaca in collaborazione con Comune di Pordenone, Regione Friuli Venezia Giulia e PAFF, e resterà aperta al pubblico con ingresso libero sino al 19 ottobre.

Scardinare gli stereotipi nei confronti delle persone con disabilità intellettiva, dando massima attenzione ai loro desideri, aspettative e motivazioni è la mission del “Progetto Autismo” di via Canaletto a Pordenone. Servizio costituito da un Centro Diurno e da un Modulo Autismo, nato da una co-progettazione tra Aas n.5 Friuli Occidentale e Cooperativa sociale Itaca, si rivolge a persone con disturbo dello spettro autistico e con importante disabilità intellettiva. Uno dei principali obiettivi è creare legami con la comunità circostante per favorire processi di inclusione, potenziare il senso di appartenenza attiva al territorio e valorizzare l'individualità della persona in quanto tale e libera da etichette stigmatizzanti.

Affinché l’inclusione sia reale, si rende necessario un processo bidirezionale, un dialogo aperto dove non solo le persone con disabilità intellettiva possano imparare a stare nel contesto sociale attraverso percorsi educativi specifici, ma anche l’ambiente si presti ad un processo di adeguamento, creando le condizioni favorevoli ad accoglierle, ognuna con il proprio personale bagaglio.

“Impronte” diventa così uno dei possibili strumenti per iniziare a costruire un ponte con la comunità e nasce dalla positiva esperienza con un artista pordenonese, Guido Fantuz, che ha messo a disposizione il suo tempo libero e la sua professionalità attraverso la conduzione di un laboratorio artistico con la tecnica del monotipo all’interno del Progetto Autismo. Un’occasione preziosa per tutte le persone coinvolte, beneficiari del servizio e operatori, che ha consentito al signor Fantuz di approcciarsi ad una realtà che prima non conosceva, lasciandosi accompagnare in un percorso di conoscenza delle persone e della disabilità intellettiva che lo ha portato a vivere una nuova esperienza personale.

Con questo spirito e da queste premesse è nato il laboratorio artistico, dove tecnica e strutturazione guidate, supportate e orientate dall’esperienza del maestro Guido, si sono intrecciate con un forte desiderio di espressione interiore. Tre gli elementi chiave delle “Impronte” di via Canaletto: il concetto di libertà, rappresentato dal mare e dal volo delle farfalle; la natura, attraverso i paesaggi; gli affetti, con le immagini delle case e dei piccoli paesi.

Filo conduttore della mostra la natura, con il suo modificarsi nelle varie stagioni e il suo esprimersi attraverso l’erba, gli alberi, i paesaggi campestri, il mare, la collina, il bosco, i laghi, le farfalle, le cavallette. E poi l’estate, rappresentata dagli artisti con le barche e il mare; l’autunno, con le foglie che cadono e i paesaggi di campagna; la primavera con i fiori e le farfalle; l’inverno, con gli alberi ghiacciati.

“Impronte. Vita dai colori” resterà aperta dal 5 al 19 ottobre (ingresso libero) nella Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea Armando Pizzinato, sede del PAFF in viale Dante 33 a Pordenone, nelle seguenti giornate: dal lunedì alla domenica ore 9-12.30; venerdì, sabato e domenica anche 15.30-18.30. Info: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

 

Pubblicato in Friuli-Venezia Giulia

Camelot e CIDAS anche quest'anno sostengono il festival Internazionale a Ferrara.  Accomunate dall'impegno rivolto alla cura e al sostegno del mondo dell'infanzia e dell'adolescenza, le nostre cooperative invitano all'incontro che le vede coinvolte. 

"Non lasciateci soli - La difesa dei diritti dei minori in Italia, vulnerabili e stranieri". Sarà un momento di approfondimento e confronto sulla difesa del diritto al futuro dei ragazzi italiani vulnerabili e dei minori stranieri non accompagnati che si terrà venerdì 5 ottobre alle ore 19.00 presso il Ridotto del Teatro Comunale di Ferrara, all'interno del programma del festival. 

Parteciperanno Antonella Inverno, giurista che ha collaborato alla stesura della Legge Zampa, Stefano Costa, neuropsichiatra infantile, Gianna Cappello, presidente di MED, associazione italiana per l’educazione ai media e alla comunicazione e Marco Alessi, regista della casa di produzione Dugong Films che ha realizzato un percorso di formazione ed educazione all’immagine con i minori non accompagnati.

Assieme a loro ci sarà anche la collega Laura De Stefani, operatrice di una delle Comunità Educative di CIDAS che racconterà il suo lavoro quotidiano con gli adolescenti. Il confronto sarà moderato dalla giornalista di Internazionale Annalisa Camilli. 

 

Pubblicato in Emilia-Romagna

Tutti a Riace. Dopo la notizia degli arresti domiciliari del sindaco Mimmo Lucano, è scattata la mobilitazione da parte di associazioni, movimenti, sindacati, partiti che nel corso di questi anni sono stati vicini all'esperienza di integrazione sociale nel piccolo comune reggino. Riuniti all'interno di una sigla 'Riace patrimonio mondiale dell'umanita'', gli attivisti hanno aperto una pagina facebook per avviare una prima iniziativa, prevista questo sabato, 6 ottobre a Riace a partire dalle 15,00.

A 'Riace non si arresta! A Riace per solidarieta' a Mimmo Lucano' hanno già aderito Potere al Popolo, Usb, Cgil, Anpi, Libera, Arci, Art.21, Sinistra italiana e numerose associazioni da anni impegnate nell'accoglienza e integrazione dei migranti giunti in Calabria. Già ieri a Roma, in piazza dell'Esquilino, erano in migliaia a portare solidarietà al sindaco della cittadina calabrese. E la mobilitazione cresce proprio nella Giornata del 3 ottobre dove si ricorda la strage di Lampedusa del 2013. 

Le reazioni

Da Saviano a Beppe Fiorello, da Gad Lerner al sindacalista Aboubakar Soumahoro sono tantissime le reazioni in solidarietà per Lucano. Preoccupazione arriva dall’Unhcr, l’Alto commissariato Onu per i rifugiati: "Ci auguriamo- si legge in una nota- che sia fatta piena luce sui fatti a lui attribuiti, e nel frattempo esprimiamo preoccupazione e rammarico per la condizione di coloro che, migranti e rifugiati, temono ora di aver perso una guida che in questi anni li ha costantemente supportati”. 

"Ero con Mimmo Lucano a Riace nel 2004, quando iniziò la sua straordinaria esperienza di sindaco, continuo a esserlo oggi dopo il suo arresto". Lo dice don Luigi Ciotti, presidente di Libera e Gruppo Abele. "Sono convinto che le leggi vadano rispettate- aggiunge-, ma sono anche convinto che, se Mimmo ha imboccato delle scorciatoie, lo ha fatto per un eccesso di generosita': nessun tornaconto personale, nessun potere da prendere o conservare ma solo il desiderio di sostenere la speranza di persone fragili, garantendo loro un futuro e una vita dignitosa. È un reato l'umana solidarietà? Si ripropone qui l'antico dilemma tra leggi dei codici e leggi della coscienza. Ripeto, bisogna stare sempre dalla parte della legalitaà, ma anche chiedersi se certe leggi non contraddicano la vocazione liberale e inclusiva della democrazia, vocazione che ha ispirato ogni passo dell'esperienza di Riace e del suo generoso sindaco".

Don Armando Zappolini, presidente del CNCA: "quello che possiamo dire oggi con certezza è che questa indagine coinvolge una delle esperienze più vitali e innovative di accoglienza di persone migranti che siano state attivate in Italia. Un'iniziativa capace di tenere insieme solidarietà, accoglienza e integrazione con la risposta ai bisogni di un territorio a grave rischio di spopolamento. Il Comune di Riace ha realizzato un vero progetto di accoglienza 'diffusa', un modello che punta sul coinvolgimento del tessuto locale, favorendo tante situazioni di accoglienza sul territorio invece di implementare mega centri di accoglienza, spesso responsabili di violazione dei diritti e distorsioni anche gravi." 

I dubbi sull’inchiesta

A far scoppiare la protesta per l’arresto è un’inchiesta che fa acqua da tutte le parti. Secondo Gianfranco Schiavone di Asgi, (Associazione studi giuridici sull’immigrazione) le notizie sono due ma si coprono a vicenda. “Il procuratore rende noto che in merito all’inchiesta avviata un anno fa, e mai formalmente chiusa, sulla gestione dei fondi per l’accoglienza ha ritenuto di non riscontrare alcuna delle ipotesi delittuose - spiega -, semmai di aver visto una superficialità di gestione amministrativa. Quindi nei fatti in merito a un ‘illecita gestione dei fondi non c’è niente” L’altra notizia, quella di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina sta invece avendo grossa eco. “Il nodo centrale è che una delle ipotesi di favoreggiamento riguarda l’ingresso irregolare e non la permanenza sul suo italiano. Secondo l’accusa ci sarebbe stato un tentativo di combinare un matrimonio all’estero tra la compagna del sindaco e suo fratello - aggiunge Schiavone -. Qui è evidente che la vicenda va approfondita”.

Ci sono parecchie falle, un vero e proprio rebus procedurale su cui si stanno confrontando molti giuristi e penalisti: ma perché è stato arrestato Mimmo Lucano? I dubbi li solleva, paradossalmente, lo stesso Gip che ne ha disposto i domiciliari.

Congetture, errori procedurali, inesattezze: nell'accogliere la richiesta d'arresto nei confronti del sindaco di Riace Mimmo Lucano, il gip di Locri Domenico di Croce ha rigettato diverse accuse ipotizzate nei confronti del primo cittadino - dall'associazione a delinquere alla truffa aggravata, dal falso al concorso in corruzione, dall'abuso d'ufficio alla malversazione - criticando in diverse parti dell'ordinanza l'operato di magistrati e investigatori. L'indagine, durata 18 mesi e fondata su intercettazioni ambientali e telefoniche, oltre che sull'acquisizione di diversi atti amministrativi, scrive il giudice, ha prodotto una «corposa istanza coercitiva» da parte del pm. Che però si è limitato ad un «acritico recepimento» delle «conclusioni raggiunte all'esito di una lunga attività della Gdf di Locri». 

Le accuse dei pm relative alla turbativa dei procedimenti per l'assegnazione dei servizi d'accoglienza, dice ad esempio il giudice, sono così «vaghe e generiche» da rendere il capo d'imputazione «inidoneo a rappresentare» una contestazione «alla quale `agganciare´ un qualsivoglia procedimento custodiale». Ma non solo: «pur volendo ipotizzare che fosse intenzione degli inquirenti rimproverare agli indagati l'affidamento diretto dei servizi - scrive il Gip - ...il mero riferimento a `collusioni´ ed `altri mezzi fraudolenti´ che avrebbero condotto alla perpetrazione dell'illecito si risolve in una formula vuota». Critiche pesanti anche per quanto riguarda l'accusa di
concorso in corruzione. Nonostante sia il reato più grave contestato al sindaco, annota il Gip, «gli inquirenti non hanno approfondito con la dovuta ed opportuna attenzione l'ipotesi investigativa». Vi è in sostanza una «assoluta carenza di riscontri estrinseci» ed inoltre la persona che denuncia di aver emesso fatture false perché minacciato da Lucano «è persona tutt'altro che attendibile» in quanto aveva un «chiaro interesse» a «sostenere la loro emissione». E «non appaiono idonei» gli elementi raccolti per sostenere l'accusa di malversazione ai danni dello stato, anche se le condotte sono «certamente torbide».

(Fonte: Ansa - Redattore Sociale)

Pubblicato in Nazionale

Porre l'accento sui temi dell'inclusione nel tessuto sociale e del rispetto delle regole nei rapporti con la pubblica amministrazione. Questo l'obiettivo di 'Nuove visioni - Per un Festival del Cinema della cooperazione sociale', iniziativa organizzata da Legacoopsociali, l'associazione nazionale che organizza e rappresenta le cooperative sociali aderenti a Legacoop promuovendone lo sviluppo sociale e imprenditoriale, che per il 5 e 6 ottobre ha organizzato una due giorni di proiezioni e dibattiti con registi, attori, rappresentanti istituzionali, esponenti del terzo settore e giornalisti ad Agrigento.

Il festival, che si svolgerà all'interno del parco archeologico e paesaggistico della Valle dei templi, presso Casa Sanfilippo, metterà al centro i temi del lavoro e della lotta alla corruzione e alle mafie negli appalti attraverso la proiezione di due cortometraggi. "Vogliamo affrontare dei temi di assoluta contemporaneità utilizzando un linguaggio che ci consenta di avvicinare un pubblico piu' vasto - spiega Eleonora Vanni, presidente nazionale di Legacoopsociali, alla Dire -. Utilizzare dei film ci consentirà di parlare un linguaggio artistico lontano dal gergo degli addetti ai lavori. La tappa di Agrigento arriva dopo quelle di Roma e Bologna, in un percorso di confronto con i territori da cui ci attendiamo molto".

La realtà delle cooperative sociali in Sicilia parla di 107 realtà che perseguono l'obiettivo dell'inserimento di persone svantaggiate nel mondo del lavoro e di assistenza sociosanitaria ad anziani e a persone non autosufficienti: "Siamo contenti di affrontare i temi del lavoro e del rispetto delle regole in un luogo affascinante come la valle dei templi - sottolinea Vanni - ma la scelta di Agrigento non va interpretata come un segnale negativo nei confronti dell'Isola. La Sicilia è una regione in cui esistono delle eccellenze e ambiti di innovazione molto evoluti per le attività sociosanitarie ma anche per quanto riguarda l'inclusione lavorativa in settori nuovi come la ristorazione e l'accoglienza - aggiunge la presidente nazionale di Legacoopsociali -. E' anche vero che, cosi' come in altre regioni italiane, nell'Isola si vivono dei problemi legati alle risorse, al rapporto con la pubblica amministrazione e al sistema di affidamento dei servizi. Siamo di fronte a un territorio che ha vissuto occasioni per evoluzioni importanti ma in cuiì coesistono anche dei problemi. Non vogliamo stigmatizzare il sud - ribadisce Vanni - perchè molti problemi del settore sono comuni a tutte le regioni italiane".

I due film che verranno proiettati ad Agrigento saranno 'Questo e' lavoro' e 'Massimo ribasso', entrambi prodotti e co-prodotti da cooperative sociali e, in particolare, da 'Consorzio Parsifal' di Frosinone e da 'Cooperativa Arcobaleno' di Torino. Nel primo cortometraggio, la cui proiezione è prevista per le 18 del 5 ottobre, si affronta il tema del lavoro e della disoccupazione: la trama racconta di un uomo che deve sbrigare un affare proprio nel weekend che avrebbe dovuto trascorrere con sua figlia. Il viaggio ridesterà le loro distanze ma alla fine riuscirà a ricomporre il rapporto fra i due. In 'Al massimo ribasso', che verra' proiettato alle 19.45 del 6 ottobre, invece, si parla di appalti pubblici: il protagonista, Diego, riesce a carpire segreti industriali grazie ai quali aziende mafiose vincono gare di appalto pubbliche. La pellicola racconta di un sottobosco fatto di intrecci tra corruzione e malavita, con Diego che alla fine sara' costretto a scegliere.

Nel corso della due giorni previsti due dibattiti con esponenti del mondo delle istituzioni, attori, registi e giornalisti. Al dibattito del 5 ottobre sono previsti gli interventi, tra gli altri, del presidente della Regione, Nello Musumeci, dell'assessore regionale alle Politiche sociali, Mariella Ippolito, e del presidente di Legacoop Sicilia Occidentale, Filippo Parrino. Tra i presenti in questa prima giornata anche la presidente Vanni, mentre il 6 ottobre sono previsti gli interventi dell'assessore regionale all'Istruzione, Roberto Lagalla, del vicepresidente della commissione Finanza del Senato, Steni Di Piazza, e del direttore di 'Livesicilia' Accursio Sabella.

(Fonte: Agenzia stampa Dire)

 

 

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