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Mercoledì, 22 Maggio 2019

Articoli filtrati per data: Martedì, 30 Ottobre 2018 - nelPaese.it

Anche Industria Scenica si inserisce fra le imprese culturali che quest’anno ricordano la fine della dolorosa Grande Guerra, che ha costituito un momento importante e devastante della nostra Storia contemporanea. A cent’anni dalla conclusione del primo conflitto mondiale, numerosi sono gli appuntamenti che in tutta Italia lo ricordano in nome della pace, della democrazia e dei diritti umani.

La Stagione Teatrale 18/19 di Industria Scenica prosegue con il suo secondo appuntamento. Il 9 novembre, sul palcoscenico dell'Everest, arriverà  la rappresentazione teatrale dello spettacolo di Mario Perrotta, Milite Ignoto - Quindicidiciotto, vuole essere un momento di confronto emozionale e drammatico dal sapore storico che ricordi una prima occasione di unità nazionale - quando le trincee erano fosse di guerra poco sicure e luoghi di incontro di uomini da ogni angolo di Italia.

La serata è organizzata in collaborazione con l’Associazione NONSOLOMAMME di Vimodrone, collettivo femminile che si esibirà in apertura con una performance breve sul tema dei conflitti e le donne. Lo spettacolo, cosiddetto “apripista”, riprende la modalità tipica dell’ambito musicale in cui l’esibizione dell’headliner è preceduta da quella dei gruppi spalla. L’appuntamento si inserisce nella Stagione di Industria Scenica come proposta culturale legata a una tematica d’attualità che soddisfa le richieste del proprio pubblico e del territorio dando vita a una vera azione di Partecipazione Culturale.

La Stagione Teatrale all’Everest si rivolge al pubblico di Vimodrone e della Martesana, e si propone, anche in modo più trasversale, a tutti i cittadini (adulti, giovani e famiglie) della Città Metropolitana di Milano interessati ad una proposta teatrale di qualità.

Pubblicato in Lombardia

Associazione Arti e Mestieri, creata dall’editore Rosario Bianco (Rogiosi) e dal magistrato Catello Maresca, ha consegnato ieri gli attestati di fine corso di formazione a 20 ragazzi, seguiti e coordinati da Barbara Carino.

“L’Associazione Arti e Mestieri nasce con l’obiettivo di promuovere e valorizzare  arti e mestieri della tradizione napoletana, attraverso lo sviluppo di due direttrici principali: il recupero delle tradizioni manifatturiere partenopee; la formazione e l'avviamento al lavoro di giovani provenienti da famiglie in difficoltà e in condizioni di disagio socio-economico”, spiega Bianco.

Nei mesi scorsi sono stati organizzati i corsi per Pizzaioli, in collaborazione con la Pizzeria “O' Zi Aniello” di Vincenzo Staiano, e con la Pizzeria “Trianon da Ciro” di Angelo Greco e Giuseppe Furfaro; e per Giornalisti, in collaborazione con Angelo Morlando e la testata “Informare”. Ora, concluso questo primo percorso formativo, si aprirà un corso di specializzazione e poi arriverà il mondo del lavoro, in cui già sono entrati alcuni ragazzi in contatto con “Arti e Mestieri”.

“Maresca e Bianco mi hanno salvato e cambiato la vita – racconta Raffaele Criscuolo, uno dei ragazzi che ha concluso il corso per Pizzaioli e oggi lavora in un’azienda che distribuisce pasti in ospedale –. Sono stato due volte in carcere, Nisida e Santa Maria Capua Vetere. Poi sono stato ospitato da una trasmissione televisiva nazionale, dove raccontavo che non era possibile per quelli come me cambiare, perché un corso di pizzaiolo, per esempio, costava 3.000 euro e io con 3.000 euro mi preoccupo di far crescere mio figlio Camillo, nato dall’amore con una donna che è stata la mia prima ragione di cambiamento. Il giorno dopo la trasmissione sono stato contattato da Maresca e Bianco e mi hanno offerto un’opportunità vera. Oggi lavoro e sto bene”.

“I ragazzi hanno seguito il corso di formazione con rigore e serietà – afferma Giuseppe Furfaro della Pizzeria Trianon da Ciro –. Puntuali e precisi. Ora inizieremo la specializzazione e l’associazione ci ha proposto l’organizzazione di nuovi corsi per altri ragazzi. Ovviamente, ci siamo”.

Per l’anno 2019, ai corsi per Pizzaioli e per Giornalisti, si unirà il corso di Teatro, visto l’entusiasmo dei ragazzi che hanno già lavorato, con l’Associazione Arti e Mestieri, come cantanti, attori, danzatori e comparse per “Via Crucis Opera Musical”, spettacolo che racconta il percorso doloroso del Cristo verso il Calvario, gravato dal peso della croce, simbolo del dolore di ogni uomo. Nato da un’idea di Martino Brancatello, autore anche delle musiche, vede come regista Claudio Insegno. Il musical è stato rappresentato al Teatro Politeama di Napoli il 26 e 27 marzo, con una recita mattutina per i ragazzi delle scuole di Napoli e provincia e due serali per il pubblico adulto.

 

Pubblicato in Campania

Amnesty International, Access Now e Reporter senza frontiere hanno chiesto agli stati membri dell'Unione europea di contrastare i tentativi di mitigare gli attuali limiti alle esportazioni di materiali di sorveglianza verso regimi che violano i diritti umani. 

L'appello è stato lanciato dopo che il portale netzpolitik.org e la stessa Reporter senza frontiere hanno pubblicato un documento che rivela quanto diversi stati dell'Unione europea, soprattutto Svezia e Finlandia, stiano spingendo per alleggerire le protezioni sui diritti umani in relazione all'esportazione di tecnologia europea per la sorveglianza. 

"L'attuale sistema europeo già non riesce a chiamare governi e aziende a rispondere del loro comportamento. Ora è sconvolgente vedere che la protezione della privacy delle persone e le garanzie sulla libertà d'espressione nel mondo non siano tra le priorità del Consiglio dell'Unione europea", ha dichiarato Lucie Krahulcova, Policy analyst di Access Now. 

"Queste rivelazioni ci dicono che, mentre in pubblico l'Unione europea parla di diritti umani, dietro le quinte i suoi stati membri sono pronti a vendere i loro obblighi riguardo alla protezione dei difensori dei diritti umani per favorire i propri interessi economici. In questo modo, le aziende avrebbero via libera per vendere tecnologie a regimi che violano i diritti umani per consentire a questi ultimi di ascoltare le conversazioni e rintracciare coloro che parlano contro di loro", ha affermato Nele Meyer, dell'Ufficio di Amnesty International presso l'Unione europea. 

La tecnologia per la sorveglianza disponibile sul commercio è usata da governi di ogni parte del mondo per spiare attivisti, giornalisti e dissidenti.  "L'intenzione di alcuni stati di continuare a fare affari fornendo a regimi dispotici tecnologia per violare i diritti umani è scioccante. La morte di Jamal Khashoggi ha dimostrato il livello di pressione e sorveglianza cui sono sottoposti i giornalisti. L'Unione europea deve impedire la vendita di strumenti usati per spiare, intimidire e arrestare giornalisti. Queste tecnologie minacciano la sicurezza tanto dei giornalisti quanto delle loro fonti e di conseguenza costringono all'autocensura", ha aggiunto Elodie Vialle, direttrice del programma Giornalismo e tecnologia di Reporter senza frontiere. 

Amnesty International, Access Now, Reporter senza frontiere e anche Privacy International sollecitano gli stati membri dell'Unione europea a garantire che la tecnologia per la sorveglianza sia esportata unicamente se la sua vendita rispetta rigidi criteri sui diritti umani. 

La situazione

Dopo che la tecnologia per la sorveglianza è stata usata per colpire le proteste della cosiddetta "primavera araba", le organizzazioni internazionali della società civile e i parlamentari europei hanno chiesto una significativa modifica dei controlli sulle esportazioni in modo da impedire che aziende europee potessero fornire a regimi repressivi tecnologia per violare i diritti umani. 

Nel 2016 la Commissione europea ha proposto una riforma dell'attuale sistema "per impedire violazioni dei diritti umani associate a determinate tecnologie per la cyber-sorveglianza".  I documenti trapelati oggi rivelano come diversi stati membri stiano attivamente annacquando le garanzie sui diritti umani proposte dalla Commissione e dal Parlamento dell'Unione europea. 

Amnesty International, Privacy International, Access Now e Reporter senza frontiere sono tra le Ong che chiedono il rafforzamento di alcune di quelle garanzie, come ad esempio rafforzare le protezioni sui diritti umani, ampliare i controlli alle nuove tecnologie di sorveglianza, tutelare le ricerche sulla sicurezza e agire con maggiore trasparenza. 

Molte di queste riforme sono contenute, in qualche modo, nella proposta adottata dal Parlamento europeo all'inizio del 2018. Ma affinché la riforma abbia effetto, le tre istituzioni europee dovranno trovare l'accordo su un testo condiviso al termine dei negoziati inter-istituzionali chiamati "trialogo", dopo che gli stati membri all'interno del Consiglio adotteranno una posizione comune. 

Stando alla documentazione trapelata oggi dal governo tedesco e dal Consiglio europeo, un gruppo di stati membri ha aggirato la cosiddetta clausola "omnibus", una garanzia cruciale che richiede alle aziende di informare la Commissione nei casi in cui identifichino rischi per i diritti umani connessi alle loro esportazioni di tecnologia di sorveglianza. 

Attualmente un crescente numero di stati – Svezia e Finlandia in testa – sta prendendo di mira un altro elemento centrale della riforma: l'elenco delle tecnologie per la sorveglianza per le quali è obbligatoria una licenza all'esportazione.  I tempi sono stretti: se la riforma non sarà adottata all'inizio del 2019, rischierà di slittare di almeno un anno a causa delle imminenti elezioni europee. La prossima sessione negoziale del Consiglio è prevista nel novembre 2018. 

Pubblicato in Nazionale
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