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Giovedì, 21 Novembre 2019

Articoli filtrati per data: Venerdì, 23 Novembre 2018 - nelPaese.it

Tre comuni del milanese condannati per discriminazione contro i richiedenti asilo.  La vicenda esaminata dal Tribunale di Milano nasce nel settembre 2017 quando numerosi sindaci leghisti avevano adottato un unico modello di “ordinanza sindacale contingibile e urgente” con la quale avevano imposto una serie di oneri procedimentali a tutti i privati che intendessero mettere a disposizione i propri immobili per attività di accoglienza dei richiedenti asilo mediante convenzioni con la Prefettura.

Dopo pochi mesi, gran parte delle ordinanze erano state revocate a seguito di interventi dei Prefetti che avevano segnalato l’illegittimità delle ordinanze e in qualche caso avevano anche proposto ricorso al TAR contro i Comuni.

Anche ASGI, NAGA e APN, assistite dagli avvocati Alberto Guariso e Livio Neri, avevano proposto ricorso contro i Comuni che non avevano tempestivamente revocato le ordinanze (in Lombardia Inzago, Cologno Monzese, Gallarate e altri in provincia di Bergamo) facendo valere il carattere discriminatorio delle ordinanze che qualificavano la presenza dei richiedenti asilo come un pericolo per la salute pubblica e la sicurezza urbana.

Questa impostazione è stata pienamente accolta dal Tribunale di Milano (I sezione, giudice dott.ssa Paola Gandolfi, ordinanze del 21 e 22 novembre) che ha accertato il carattere discriminatorio delle ordinanze, ha condannato i Comuni a pubblicare la decisione su “La prealpina” e sul sito del Comune e a un risarcimento del danno “da discriminazione” nella misura simbolica di 1000 euro a favore di ciascuna associazione.

Le associazioni che hanno proposto ricorso esprimono “soddisfazione per questa decisione che mette un freno a quell’opera di diffusione della paura e della avversione nei confronti dei richiedenti asilo perseguita da alcune forze politiche e spesso anche dalle istituzioni e che rischia di condurre alla demolizione del sistema di accoglienza”.

Pubblicato in Nazionale

Come è noto a Riace si è sviluppato un originale modello di accoglienza che ha permesso il ripopolamento del paese e la rivitalizzazione dell'economia locale. Tuttavia, le somme dovute dallo Stato al Comune e alle organizzazioni locali di accoglienza hanno spesso tardato ad arrivare, anche anni, creando una situazione di fortissima tensione finanziaria amplificata dal gran numero di presenze.

Per compensare tali mancanze le organizzazioni di accoglienza decisero di emettere una moneta locale, l'euro di Riace, una sorta di bonus di spesa di tagli diversi, che è stata consegnata ai migranti sulla base delle somme dovute dalla Prefettura e dal Ministero per le diarie. Gli esercenti locali hanno deciso di accettare la nuova moneta che comincia a circolare come una moneta parallela. 

L’arresto del sindaco di Riace, Domenico Lucano, e l’avvio del contestuale procedimento amministrativo per la revoca dei contributi statali hanno rotto un equilibrio fragilissimo: i migranti presenti sul territorio restano abbandonati, privi di prospettive e senza alcuna fonte di sostentamento; gli esercenti locali che detengono la moneta locale in attesa dei fondi pubblici si trovano esposti per decine di migliaia di euro; e i laboratori artigianali vengono chiusi.

L'associazione Chico Mendes onlus di Milano ha individuato due azioni d’intervento per portare la sua solidarietà al piccolo borgo calabrese: è stata acquistata, nei giorni 31 ottobre e 1 novembre, una parte della moneta locale e avviata una raccolta fondi da ogni parte del mondo per assicurare agli esercenti che hanno dato credito al progetto e hanno fornito generi alimentari e di consumo ai migranti, di rientrare in tutto o in gran parte delle somme loro dovute, ripristinando una relazione costruttiva con le organizzazioni che assicurano l’accoglienza; è allo studio un progetto per riprendere quel percorso di sviluppo economico originarioche dia rinnovata vita all’esperienza di Riace, in una prospettiva di progressivo sganciamento dai contributi pubblici, attraverso l'avvio e il sostegno di piccole esperienze imprenditoriali a Riace, creando un mercato ai loro prodotti nell'ambito dei circuiti del commercio equo e solidale. 

"Noi crediamo che l’esperienza di Riace possa essere lo strumento per scoprire che la solidarietà verso lo straniero, oltre a essere una cosa buona in se stessa, può aiutare la comunità a ritrovare una propria identità e a sperimentare nuove forme di economia e di sviluppo" spiega Giovanni Paganuzzi, presidente di Chico Mendes onlus.

A oggi sono stati raccolti 60mila euro che sono stati finora destinati per metà a pagare i debiti verso gli esercenti locali attraverso il cambio della moneta locale e per il resto a progetto di sviluppo. Il progetto si può sostenere in due modi: acquistando i libri contenenti le banconote di Riace. Per ogni libro venduto, 5€ andranno a sostenere l’economia solidale di Riace. I libri sono acquistabili al Banco di Garabombo e presso tutte le botteghe milanesi e bresciane di Chico Mendes; facendo una donazione per il riacquisto della moneta locale di Riace all'Associazione Chico Mendes Onlus.

Altre informazioni saranno disponibili sul sito solidaliconriace.it

 

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