Login to your account

Username *
Password *
Remember Me
Domenica, 25 Agosto 2019

Articoli filtrati per data: Lunedì, 26 Novembre 2018 - nelPaese.it

“Io non sono nata in ‘terra dei fuochi’, io sono nata a Napoli, dove ho vissuto fino a sei anni. Poi, alla ricerca della vita salubre di campagna, ci siamo trasferiti a Villaricca. E questo è stato il Comune nel quale ho vissuto la maggior parte della mia vita e nel quale mi sono ammalata”.

Così racconta in un’intervista da dove inizia la sua storia Maura Messina. La storia di una “kemionauta” costretta a partire “in missione su un pianeta lontano dal quale ritornerà pronta a testimoniare la forza salvifica della creatività”. “Diario di una kemionauta” è il suo racconto per Homo Scrivens, in cui l’artista e scrittrice napoletana, impegnata con il collettivo redazionale della testata on line Identità Insorgenti, traduce in narrativa il percorso iniziato a 26 anni quando le diagnosticano un tumore.

Ma non è tipa da piangersi addosso: decisa a combattere contro il nemico, s’imbarca nella prova più dura e dolorosa della sua vita usando tutti i mezzi a disposizione per guardare con ottimismo al futuro. Nasce così il diario in parole e immagini di una storia vera e toccante.

Non è la prima volta che attraverso l’arte Maura esprime la sua voglia di raccontare e denunciare. Ha partecipato ad alcune mostre collettive, tra cui nel 2014 La Terra dei Fuochi, presso il Real Sito Belvedere di San Leucio (Caserta).

“Nasce come scrittura privata”, spiega. “Mi suggerii di annotare le mie emozioni il caro amico Mario e ho accettato il consiglio. L’ho scritto durante il periodo in cui sono stata sottoposta a chemioterapia e in un secondo momento si è pensato di trasformarlo in un libro e di completarlo con le immagini. Dentro c’è un racconto di speranza che in fin dei conti appartiene a più persone, purtroppo. Ho Immaginato la chemioterapia come una missione spaziale sul pianeta Kemioland e di conseguenza, non poteva mancare la figura della “kemionauta”: astronauta non proprio convenzionale”.

In questo viaggio, anzi in questa “missione”, Maura Messina condivide il cambiamento del concetto di vita e di tempo: punta ad “allargarsi” più che ad “allungarsi”. Un libro da leggere.

 

 

 

 

Pubblicato in Salute

Dopo aver marciato per oltre 4000 chilometri, attraversando l'America centrale e il Messico, centinaia di migranti sono stati respinti con lacrimogeni e proiettili di gomma mentre tentavano di attraversare il confine con gli Stati Uniti.

Secondo il quotidiano messicano 'La Jornada', dal lato messicano sono 36 gli arresti, tutti compiuti nei confronti di cittadini dell'Honduras che hanno provato a valicare il confine. Settantatre invece le persone imprigionate sul lato statunitense.

Il posto di frontiera di San Ysidro e' rimasto chiuso per alcune ore.

"Stop alla criminalizzazione dell'esodo, stop alla militarizzazione delle frontiere, stop alla criminalizzazione dei difensori dei diritti umani" il messaggio diffuso nelle scorse ore dal profilo twitter dell'organizzazione Pueblos sin Fronteras, tra i promotori della carovana. 

(Fonte: Redattore Sociale/Dire)

Pubblicato in Nazionale

Amnesty International continua a mobilitarsi per far sentire la voce di tutte le donne che subiscono violenza nel mondo, tra condanne a morte, torture, sgomberi forzati e sparizioni.

Ogni anno, gli attivisti, le scuole amiche dei diritti umani e i sostenitori di Amnesty International in tutto il mondo scrivono milioni di lettere o raccolgono milioni di firme per coloro i cui diritti umani vengono minacciati. Dal 25 novembre al 21 dicembre 2018 si potrà partecipare, insieme a milioni di persone di oltre 80 paesi del mondo, alla maratona globale di raccolta firme e invio di appelli in favore di donne che si battono (o si sono battute) per i diritti umani.

Sono troppe infatti le donne che reclamano i loro diritti o i diritti di altri gruppi e minoranze e che subiscono violenze e abusi, in quanto ritenute una minaccia per il potere e prese di mira dai membri delle comunità, dalle organizzazioni politiche o da gruppi religiosi e talvolta dai governi stessi, perché sostengono posizioni diverse. 

Quest'anno le attivazioni della "Write for Rights" riguardano: Atena Dami, condannata a 7 anni di carcere in Iran, per essersi opposta alla pena di morte nel suo Paese; Nawal Benaissa, una tra le voci principali del movimento popolare_ hirak_in Marocco minacciata per la sua campagna online in favore del cambiamento; Nonhle Mbuthuma che in Sud Africa oppone allo sfruttamento della sua terra da parte di un'azienda estrattiva; Valquiria separata alla frontiera con gli Stati Uniti da suo figlio Abel senza alcun motivo.

"Inoltre- spiega Amnesty in una nota stampa- continueremo a chiedere al governo del Brasile "Chi ha ucciso Mariel Franco?", impegnata da sempre nella difesa dei più deboli nelle favelas di Rio de Janeiro e a quello di Malta giustizia per la giornalista Daphne Caruana Galizia , uccisa per aver denunciato la corruzione delle più alte cariche di governo nel suo Paese".

Nell'ambito di questa iniziativa, Amnesty International Italia ospiterà due speaking tour, il primo dal 1 al 7 dicembre vedrà la partecipazione di Ahmed Abdallah esponente della Commissione egiziana per i diritti e le libertà, che fornisce consulenza legale alla famiglia di Giulio Regeni e il secondo, dal 10 al 19 dicembre ospiterà Shackelia Jackson e Sandra Linton che, in Giamaica, conducono campagne per la verità e la giustizia in favore di vittime di violazioni da parte delle forze di polizia.

É possibile aderire alla campagna di raccolta firme ""Write for Rights 2018" su Amnesty.it

 

Pubblicato in Parità di genere

L’edificio è stato ricostruito dopo il sisma del 2016 dalla Fondazione Rava grazie anche al contributo dei lavoratori delle cooperative italiane. Sarà inaugurata martedì 11 dicembre la scuola d’infanzia di Pieve Torina, ricostruita dopo il terremoto grazie anche al sostegno della cooperazione. L’appuntamento è alle 9.30 per una mattinata di festa, incontri e iniziative per festeggiare un momento di grande importanza per la comunità locale.

La struttura antisismica è stata realizzata dalla Fondazione Francesca Rava nel paesino marchigiano raso al suolo per oltre il 90% dal sisma del 2016. La scuola per l’infanzia ha una superficie di circa 1600 mq. Raggiungibile a piedi da tutti gli abitanti del piccolo centro marchigiano potrà accogliere fino a 60 bambini.

Dal Fondo di solidarietà attivato da Agci, Confcooperative e Legacoop insieme a Cgil, Cisl e Uil imprese per contribuire alla realizzazione è arrivato un assegno di 350.000 euro: per ogni ora donata da un lavoratore la sua cooperativa si è impegnata, infatti, a raddoppiarne l’importo.

La mattinata inizierà alle 9.30 con giochi per i bambini, laboratori a cura dell’illustratrice Giulia Orecchia sul tema montagne e orsi. Alle 11 laboratori a cura del Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana: ‘A scuola con la bufala DOP’ dimostrazione di filatura e mozzatura, e ‘Dialogo dei bambini con Ciro Salvo’, pizzeria 50 Kalò di Napoli. Alle 11:30 incontro con l’artista Silvio Cattani, che racconterà l’opera realizzata per la Scuola dell’infanzia di Pieve Torina.

Alle 12.30 è previsto il salute delle Autorità, del Vescovo, il taglio del nastro con i donatori e con la madrina della Fondazione Francesca Rava, Martina Colombari. Dopo una performance di Lorenzo Licitra, vincitore di X–Factor 2017, seguirà una degustazione della principali pezzature della Mozzarella di Bufala Campana DOP e la pizza di Ciro Salvo in abbinamento al brindisi inaugurale offerto dal Consorzio Prosecco DOC.

Il 7 gennaio è in programma l’inaugurazione del plesso scolastico di Caldarola, in provincia di Macerata, realizzato grazie a quanto donato dalla Coop attraverso due canali: una quota del ricavato dalla vendita dei prodotti a marchio e il valore dei  punti donati dai soci consumatori. L’intervento è stato realizzato dal consorzio cooperativo Integra.

 

 

 

 

Pubblicato in Marche

"Fermatevi e cambiate il decreto sicurezza". E' questo l'appello lanciato dalle associazioni Libera, Acli, Arci, Avviso Pubblico e Legambiente e dai sindacati Cgil, Cisl e Uil che organizzano oggi alle 15 un presidio in piazza Santi Apostoli a Roma. 

"Lunedì 26 novembre - si legge in una nota - il Decreto sicurezza arriva alla Camera dei Deputati per la sua approvazione definitiva, tramite il voto di fiducia preannunciato da parte del Governo. Venerdì scorso, in Commissione Affari costituzionali, il dibattito è stato privato dei tempi necessari per discutere gli emendamenti presentati, anche dai partiti della maggioranza, al fine di modificare il Decreto in alcuni degli aspetti che presentano quei profili di criticità, più volte sollevati sin dall'inizio e in contrasto con le garanzie dei diritti sanciti nelle Convenzioni internazionali". 

"In dettaglio – scrivono le associazioni e i sindacati – destano grande preoccupazione le disposizioni relative alla protezione umanitaria e immigrazione - su cui anche il Consiglio superiore della magistratura ha rilevato aspetti di incostituzionalità – e che appaiono essere più come una risposta simbolica all'opinione pubblica che ai problemi concreti della protezione e della integrazione. Questo decreto che si appresta a diventare legge non promuove dignità, ma la toglie, ad esempio alle persone che hanno intrapreso un percorso di integrazione, lavorano in attesa del riconoscimento dello status di rifugiato e in caso di diniego perdono il lavoro e il diritto di permanere sul territorio italiano, incentivando in tal modo sfruttamento e lavoro irregolare".

"Preoccupano fortemente, altresì, le disposizioni relative all'ordine pubblico e sicurezza, che richiederebbero interventi di diversa natura mirati a favorire le politiche di inclusione sociale, a garantire il diritto all'abitare, alla salute e a tutti i servizi socio-sanitari per le persone in condizioni di povertà, fragilità ed emarginazione. Fino alla vendita ai privati dei beni confiscati ai mafiosi e ai corrotti, perchè, tramite aste pubbliche, anziché riutilizzarli per finalità pubbliche e sociali come prevede la legge n. 109/96, si vuole dare un messaggio culturale in direzione opposta, favorendo inevitabilmente gli acquisti attraverso prestanomi dalla faccia pulita, come già evidenziato da molti magistrati. Non possiamo permettere che le ricchezze accumulate con denaro frutto del compimento di gravi reati ritornino nelle mani di chi li ha commessi. Tutto il 'maltolto' deve diventare 'bene comune' rappresentando il segno del riscatto di un'Italia civile e responsabile, onesta e coraggiosa", conclude la nota.

(Fonte: Redattore Sociale)

 

Pubblicato in Nazionale

Il destino di migranti e rifugiati in Libia non vale quanto i loro stracci accusati di essere rifiuti speciali. Il 20 novembre 2018 le forze di sicurezza libiche hanno fatto sbarcare con la forza 81 migranti e rifugiati a bordo della Nivin, nave mercantile con bandiera panamense attraccata nel porto commerciale di Misurata, mentre all’équipe di Medici Senza Frontiere (MSF) è stato impedito di accedere all'area. Tra le persone fatte scendere con la forza, più di 20 minori, persone vittime di tratta o sopravvissute a tortura, e altre che hanno dichiarato di essere state già registrate dall'Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR).

Mentre per 10 giorni l’équipe di MSF presente sul luogo aveva potuto assistere queste persone, da quel momento non è più stata in grado di farlo: “oggi l’organizzazione è estremamente preoccupata per la mancanza di informazioni ufficiali sulle loro condizioni di salute”.

Le 97 persone che inizialmente si trovavano a bordo della Nivin “non sarebbero dovute tornare a Misurata, ma sarebbero dovute essere trasferite in un porto sicuro, come prevedono le leggi internazionali e marittime. Tra l’altro, come sostiene l'UNHCR, la Libia non può essere considerata un luogo sicuro”. Tra l’11 e il 18 novembre, prima dello sbarco forzato, le équipe di MSF avevano condotto circa 90 visite mediche a bordo. Il 14 novembre, 14 persone vulnerabili avevano lasciato l’imbarcazione per essere portate in un centro di detenzione ufficiale. Il resto del gruppo ha continuato a rifiutare lo sbarco in Libia per la paura di dover affrontare la detenzione arbitraria e altri pericoli già conosciuti durante la loro permanenza nel Paese.

“MSF è sconcertata di constatare che dopo 10 giorni, nonostante i suoi ripetuti appelli per evitare una soluzione violenta, non sia stato raggiunto alcun compromesso per arrivare a una conclusione diversa dalla detenzione. Ciò che è successo, invece, dimostra ancora una volta l'incapacità di fornire la necessaria protezione a persone in cerca di sicurezza”.

La realtà oggi è che per le persone intercettate in mare e riportate sulle coste libiche in violazione del diritto internazionale e delle convenzioni marittime non vi è nessuna opzione alternativa alla detenzione arbitraria: “questa tragica situazione è il risultato degli sforzi deliberati e concertati da parte dell’Europa per impedire ad ogni costo a rifugiati, migranti e richiedenti asilo di raggiungere le sue porte”.

In Italia ormai vengono criminalizzati sia i rifugiati quanto chi li assiste, mentre la Procura di Catania ha richiesto il sequestro della nave Aquarius su presunte anomalie nello smaltimento dei rifiuti a bordo. Un provvedimento che si somma a due anni di diffamazioni, investigazioni giudiziarie e ostacoli burocratici contro le operazioni di ricerca e soccorso in mare.  

 

 

Pubblicato in Migrazioni

Durerà un anno. Dal 2 ottobre 2019 al 2 ottobre 2020. Partirà dall'India e si concluderà a Ginevra attraversando molti paesi. Arriverà in Italia tra luglio e agosto del 2020. È la Marcia mondiale per la giustizia e la pace che ieri è stata al centro dell'incontro tra il Comitato promotore Indiano e il Comitato promotore della Marcia PerugiAssisi. Presenti Jill Carr-Harris, Avani Kumar e Flavio Lotti.

“L'intesa è stata straordinaria – scrive in una nota la Tavola della pace - Stessi obiettivi, stesso linguaggio, stesso metodo, stessa volontà di collaborazione. La Marcia mondiale per la giustizia e la pace si muoverà sui passi del Mahatma Gandhi, Martin Luther King, Nelson Mandela, Madre Teresa come la Marcia PerugiAssisi si muove sui passi di Aldo Capitini e San Francesco. 

La Marcia mondiale è denominata Jai Jagat 2020 che significa "Vittoria di un mondo inclusivo e pacifico", un mondo in cui nessuno viene lasciato indietro, nessuna persona, nessun gruppo, nessuna nazione e neppure nessun essere vivente. Al centro della Marcia c'è la volontà di promuovere il "benessere di tutti", la pace e la felicità di ciascuno attraverso la nonviolenza, una sempre maggiore inclusione sociale, politica, economica ed ecologica su scala planetaria, un nuovo modello globale di sviluppo "dal basso verso l'alto" e la realizzazione degli Obiettivi Onu di Sviluppo Sostenibile.

“L'idea di organizzare una Marcia mondiale per la giustizia e la pace – continuano i pacifisti - nasce dall'esperienza di un movimento popolare indiano chiamato Ekta Parishad (Forum dell'unità), noto per aver organizzato lunghe marce con le persone più povere e più emarginate dell'India in difesa dei loro diritti fondamentali”.

L'incontro, che si è svolto a Perugia, nella sede del Comitato promotore della Marcia PerugiAssisi, ha consentito di sviluppare una forte alleanza e un intenso piano di lavoro comune. “Nelle prossime settimane – conclude la nota - appena ultimata da fase di progettazione della Marcia, diffonderemo su perlapace.it tutte le informazioni per partecipare e collaborare alla sua organizzazione”.

  1. Popolari
  2. Tendenza
  3. Commenti

Articoli Correlati

Calendario

« Novembre 2018 »
Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
      1 2 3 4
5 6 7 8 9 10 11
12 13 14 15 16 17 18
19 20 21 22 23 24 25
26 27 28 29 30