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Domenica, 21 Luglio 2019

Articoli filtrati per data: Martedì, 27 Novembre 2018 - nelPaese.it

“Apprezziamo che il recente Atto di indirizzo 2018 del Governo si concentri sulle aree prioritarie di intervento delle linee di attività del Terzo Settore così come previsto dal nuovo Codice ponendo al centro gli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile dell’ONU” così la portavoce del Terzo Settore Claudia Fiaschi commenta il nuovo documento di indirizzo elaborato dal Governo.

“La decisione del ministro del lavoro Luigi Di Maio, a seguito dell’iniziativa del sottosegretario Durigon, è importante – aggiunge Fiaschi – non solo perché stanzia risorse certe, quasi 62 milioni, e perché pone come condizioni che i progetti siano credibili e strutturati prevedendo l’intervento in almeno 10 regioni e per un tempo minimo di 12 mesi estendibile a 18, ma anche perché viene impostata una agenda che, dentro una logica di sviluppo sostenibile, si muove in tre direzioni: ambientale, sociale, economica. Il che significa che c’è la consapevolezza di dover agire per il rafforzamento di un welfare territoriale generativo, finalizzato all’imple­mentazione delle relazioni di comunità, con le quali è possibile scambiarsi esperienze e buone prassi, ma soprattutto di agire condividendo analisi, valutazioni, progettualità e risorse in una logica di svi­luppo includente.”

“Si tratta di obiettivi fondamentali per le comunità umane– dice Fiaschi – e gli enti del terzo settore sono da sempre, come lo saranno anche per il futuro, attori fondamentali per risultati efficaci in questa direzione. Gli enti di terzo settore infatti – continua Fiaschi –sono in prima linea sul fronte delle nuove sfide sociali per le comunità e nelle comunità. Non solo realizzano iniziative fondamentali e preziose per le persone nei luoghi in cui operano, ma nel farlo producono anche relazioni e fiducia tra le persone nelle comunità: un capitale sociale indispensabile, a maggior ragione, per costruire un modello di sviluppo sostenibile come quello previsto dall’Agenda 2030 dell’ONU.  Con questo atto il governo riconosce a pieno il ruolo strategico del Terzo settore italiano nell’implementazione degli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile e nel progresso delle nostre comunità.”

“Già nel 2017 il Forum ha realizzato un primo Rapporto di ricerca sugli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile all’interno delle reti associate, raccogliendo oltre 200 testimonianze di attività innovative in Italia e nel mondo. Uno studio – conclude Fiaschi – che ha reso evidente l’impegno del terzo settore associato al Forum sugli obiettivi di sostenibilità e la capacità su tali sfide di costruire partenariati per il cambiamento sia all’interno del nostro Paese che in una proiezione internazionale.”

 

 

Pubblicato in Economia sociale

Quando le navi sono state bandite dal Mediterraneo ha deciso di diventare un armatore solidale. Dopo anni di battaglie e progetti di inclusione come operatore e cooperatore sociale Alessandro Metz ha deciso di essere motore del progetto Mediterranea, la nave “piattaforma” che salpa in mare per monitorare e salvare vite umane. Non solo gira il Paese a presentare la nave e lanciare la raccolta fondi, è anche parte di una flotta di tre navi con quella di Sea-Watch, quella di Proactiva Open Arms, unite per difendere i diritti umani.

Come nasce il progetto di Mediterranea?

"Mediterranea nasce nel momento in cui prima dell'estate la criminalizzazione delle Ong aveva fatto sì che non ci fossero più navi solidali nel Mediterraneo. 
E mentre la parte governativa festeggiava la desertificazione del mare, nello stesso momento morivano 8 persone al giorno nel tentativo di attraversare la frontiera più pericolosa al mondo. Mediterranea nasce da questo, abbiamo ritenuto fosse il momento giusto per esserci, in cui non si poteva continuare a guardare da un'altra parte. Allora ci siamo mossi per trovare una nave e le risorse economiche, mettendo insieme diversi soggetti politici, economici e sociali, per dare vita al progetto. Banca Etica ci ha sostenuto dando un fido di 465 mila euro garantito da 5 firme individuali, tra cui la mia, quella di Nichi Vendola, di Rosella Muroni, di Nicola Fratoianni e di Erasmo Palazzotto. Abbiamo iniziato con il supporto di una Ong tedesca come Sea Watch, in coordinamento con la Ong spagnola, Open Arms. E qualche giorno fa siamo riusciti a realizzare l'alleanza di United 4 Med".

Che cosa l'ha spinta a realizzare concretamente il progetto?

"Io sono nato a Trieste, luogo in cui Franco Basaglia ha fatto una vera e propria rivoluzione, questo ha senza dubbio formato il mio modo di fare l'operatore sociale. Se Basaglia sosteneva che con la chiusura dei manicomi 'Abbiamo dimostrato che si può fare', noi oggi allo stesso modo vogliamo dimostrare che si può fare, rispondendo alla barbarie con la scelta di umanità e dignità. Abbiamo reso possibile una cosa che sembrava impossibile, comprare una nave e inventare una operazione collettiva".

Quindi in cosa consiste il lavoro di Mediterranea?

"Facciamo verifica, monitoraggio e denuncia di quanto accade nel Mediterraneo. Ci siamo attrezzati nel caso in cui ci trovassimo di fronte a situazioni di criticità con persone a rischio annegamento, per rispondere alle normative internazionali" .

Che cosa risponde a chi la accusa di violare le leggi internazionali?

"Gli atti solidali nell'attuale contesto politico vengono criminalizzati, ma ci tengo a precisare che le leggi impongono che in mare ci si salvi. Puoi essere processato se non salvi qualcuno che sta affogando, non per il contrario".

E' migliorata la situazione in mare oggi?

 "Purtroppo la media delle persone che muoiono continua ad aumentare: da otto siamo passati a nove. Ecco perché il nostro intervento è così importante. Pensare che si possa far finta di niente e lasciare morire queste persone è inaccettabile".

Qual è il suo ruolo all'interno del progetto?

"La straordinarietà dell'iniziativa sta nel fatto che ognuno di noi si è ritrovato a fare qualcosa che era distantissimo dalla propria formazione o dal proprio vissuto, ma ciò era necessario. Nel mio caso serviva un armatore di una nave, e io lo sto facendo. Io sono un operatore sociale, e in generale mi occupo di fragilità, mentre nel progetto Mediterranea il mio ruolo consiste nel rispondere giuridicamente e penalmente di qualunque cosa accada sulla nave. Mi rendo conto che si tratta di una responsabilità enorme, ma era necessario assumersela per salvare delle vite".

Qual è la sua opinione sul decreto Sicurezza, in particolare in materia di migranti?

"E' ovvio che il decreto sicurezza vada a minare alla radice qualunque presupposto di diritto e di accoglienza, nell'andare a togliere quel percorso di tutela che era rappresentato dallo Sprar e dall'accoglienza diffusa, per ripristinare i grandi centri di accoglienza. 

Oggi si parla di nuovi di riaprire i Cpr, nati con la legge Turco-Napolitano che istituiva i Cpt, centri permanenza temporanea. L'attuale legge nasce sicuramente sulla scia dei decreti Minniti - Orlando, e la ritengo molto pericolosa. Il solo fatto di mettere all'interno della legge la sezione che riguarda la gestione dell'immigrazione sotto il titolo 'Sicurezza' già di per sé mostra una volontà ben precisa di voler definire i migranti come persone pericolose socialmente, contro cui è importante pianificare un piano di controllo".

 

 

Pubblicato in Nazionale

Accolto il ricorso di ASGI, NAGA e CILD per la pubblicazione dell’Accordo Italia - Niger. L’accordo di cooperazione anche militare, stipulato fra Italia e Niger nel settembre 2017, non era stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale nonostante la sua natura di vero e proprio accordo internazionale.

L' ASGI - Associazione Studi Giuridici sull'Immigrazione - e la CILD - Coalizione Italiana per le libertà e i diritti civili - hanno quindi presentato una richiesta di accesso civico al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale per ricevere copia delle lettere del 1 novembre 2017 e del 15 gennaio 2018 inviate dal governo nigerino a quello italiano, copia dell’accordo firmato a Roma tra il governo del Niger e quello italiano in data 26 settembre 2017. A seguito del rigetto di tale richiesta da parte del MAE, è stato presentato ricorso al Tribunale Amministrativo per il Lazio nel cui procedimento si sono costituiti ad adiuvandum le associazioni CILD e NAGA.

Il TAR Lazio ha accolto il ricorso ed ha ordinato al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale di esibire il testo di tale accordo entro il 16 dicembre 2018.

"Questa decisione – anche prima della pubblicazione del contenuto dell’accordo - è di fondamentale importanza perché il Governo, anche nel caso di accordi firmati in forma semplificata, deve sempre permettere ai cittadini di conoscere il contenuto degli stessi al cui rispetto lo Stato italiano si è impegnato nei confronti di altri Stati. Le conseguenze di questi accordi hanno infatti conseguenze su tutta la collettività, come in questo caso: il Governo italiano – previa autorizzazione del Parlamento – ha già inviato, infatti, un contingente di militari in Niger", così spiegano le associazioni di giuristi e per le libertà civili.

 “L’attivazione dell’accesso civico da parte di ciascun cittadino è volto ad attuare il principio democratico e i principi costituzionali di eguaglianza, di imparzialità, buon andamento, responsabilità, efficacia ed efficienza nell'utilizzo di risorse pubbliche, integrità e lealtà nel servizio alla nazione”, affermano le associazioni. “Il rispetto di questi diritti appare tanto più fondamentale laddove si tratta di accordi internazionali in vigore e produttivi di effetti giuridici, i quali sono per espressa previsione legislativa sempre sottoposti ad un obbligo di pubblicazione”, continuano le Associazioni. “La sentenza riafferma la necessaria pubblicazione di modo che siano sempre sottoposti al controllo della collettività e così lo sia tutta l’attività della pubblica amministrazione anche per ciò che concerne le relazioni internazionali. Tale decisione è ancora più importante in un momento in cui questioni molto rilevanti per la vita di tutti vengono gestite con decisione amministrative che hanno soppiantato il normale iter legislativo e politico.”

 

 

Pubblicato in Nazionale

È principalmente dedicato allo iato tra giustizia e legalità il numero di MicroMega in edicola da giovedì 22 novembre e intitolato “La legge e la rivolta”. Un tema sempre attuale, di recente tornato prepotentemente alla ribalta nel nostro paese con la vicenda che vede protagonista il sindaco di Riace,Domenico Lucano, che ha messo in luce la palese ingiustizia dell’intricato groviglio di norme sull’accoglienza degli immigrati e sulla gestione delle richieste d’asilo. 

Il cuore del numero verte intorno al suo caso, raccontato in prima persona dallo stesso Lucano – di cui proponiamo il discorso tenuto a Milano il 30 ottobre scorso – e analizzato nel dettaglio da Annalisi Camilli che ci spiega perché un sistema che funziona, come il cosiddetto “modello Riace”, viene messo in discussione. Muovendo dalla vicenda,Erri De Luca, Ascanio Celestini,Angelo d’Orsi e Ginevra Bompianiparlano invece più nel dettaglio della tensione tra legge e giustizia, spiegando perché, oggi come ieri, è necessario ribellarsi alle leggi ingiuste. 

Al tema della giustizia è dedicato anche l’intervento di Roberto Scarpinato il quale, partendo da un’analisi della composizione carceraria italiana, arriva a concludere che in prigione, a espiare effettivamente la pena, oggi come ieri e l’altro ieri finiscono coloro che occupano i piani più bassi della piramide sociale mentre praticamente assenti sono i cosiddetti colletti bianchi. 

Ma il numero di MicroMega in edicola dal 22 novembre non finisce qui. In occasione del centenario della fine della Grande Guerra la rivista diretta da Paolo Flores d’Arcais offre ai suoi lettori un ampio saggio del sociologo e psicoanalista tedesco Franz Maciejewski che ricostruisce i passaggi centrali del primo dopoguerra mettendo in luce come la fondazione dei Freikorps, in Germania, rappresenti le ‘prove generali’ di Auschwitz. Chiara Saraceno spiega poi perché quello targato 5 Stelle tutto è tranne che un vero reddito di ‘cittadinanza’; Luisa Betti Dakli racconta la ‘deriva polacca’ dell’Italia sul fronte dei diritti, in particolare quello all’aborto e al divorzio; Timothy Garton Ash ci racconta la controrivoluzione anti liberale che sta vivendo la Polonia; Flavio De Bernardinis descrive la metamorfosi del linguaggio cinematografico nell’epoca dominata dalla dittatura dell’evento; Gianmarco Pondrano Altavilla e Antonio Scala dimostrano, dati alla mano, che nell’età della comunicazione social i pilastri della liberaldemocrazia sono in serio pericolo. 

Il numero ospita poi – sotto il titolo “Eppur si muove. Cronache dalla democrazia sommersa” – la prima di una serie di puntate dedicate a quelle realtà che nel nostro paese, dal basso, nella società civile, continuano a creare quel fermento che sembra mancare totalmente alla politica istituzionale. A raccontarsi in questo primo appuntamento sono il progetto Rifestival-Culture in Rete della Rete degli universitari di Bologna e Scomodo, la rivista totalmente indipendente lanciata da un gruppo di studenti liceali e universitari di Roma.

Arricchisce e completa il numero il dialogo sul futuro del socialismo in Europa tra il leader del partito laburista Jeremy Corbyn e l’ex ministro delle Finanze greco, fondatore del movimento paneuropeo Diem25, Yanis Varoufakis.

 

Pubblicato in Cultura

Le giornate del Black Friday e del Cyber Monday, nate negli Stati Uniti e ormai famose in tutto il mondo, sono considerate vere e proprie occasioni per dedicarsi allo shopping sfrenato. Ed è proprio per questo che nel 2012 negli Usa è nata la risposta solidale all'ondata capitalistica del Black Friday, il Giving Tuesday, 'Martedì del dono', giornata pensata per invitare le persone a donare sostenendo le organizzazioni no profit.

Arrivato per la prima volta in Italia l'anno scorso, il Giving Tuesday 2017 è riuscito a coinvolgere oltre 170 organizzazioni no profit e ottenere grandi traguardi, come quello del gruppo Felsineo dei Rotary Club che ha donato al progetto 'Casa di strada' un furgone utilizzato dai volontari per portare assistenza ai senza tetto.

Anche quest'anno l'iniziativa è aperta a tutti: associazioni, aziende e persone fisiche. Le organizzazioni partecipanti possono prendere parte alla giornata sensibilizzando i propri donatori e promuovendo campagne di raccolta fondi, ma anche le persone fisiche possono creare un loro progetto, oppure decidere di finanziarne uno dei tanti proposti dalle 200 associazioni partecipanti.

Per tutte le informazioni sulle associazioni partecipanti e i progetti, ecco il link al sito dell'iniziativa: https://givingtuesday.it/

Pubblicato in Economia sociale

Rete DASI FVG , Comitato Territoriale ARCI Udine Pordenone, Lega delle Coop Sociali FVG, Rete Solidale Pordenone, Casa del Popolo di Torre, Legambiente PordenoneIl dialogo creativo, Associazione Immigrati Pordenone, ANPI provinciale Pordenone, ACLI Pordenone, CGIL Pordenone organizzano, partecipano e sostengono la presentazione a Pordenone di MEDITERRANEA.

Mediterranea Saving Humans è una piattaforma di realtà della società civile arrivata nel Mediterraneo centrale dopo che le ONG, criminalizzate dalla retorica politica senza che mai nessuna inchiesta abbia portato a una sentenza di condanna, sono in gran parte state costrette ad abbandonarlo.

L'incontro si tiene il 28 novembre alle ore 20.30 c/o Sala Teresina Degan in Biblioteca Civica a Pordenone con Alessandro Metz (operatore sociale e armatore della nave), Patrizia Fiocchetti (responsabile area asilo CoopNoncello) e Gianni Cavallini (medico impegnato nel sociale) in collegamento skype con l'equipaggio della nave Ionio.

Mediterranea ha molte similitudini con le ONG che hanno operato nel Mediterraneo negli ultimi anni, a partire dall'essenziale funzione di testimonianza, documentazione e denuncia di ciò che accade in quelle acque, e che oggi nessuno è più messo nelle condizioni di svolgere.

Al tempo stesso, Mediterranea è qualcosa di diverso: un'"azione non governativa" portata avanti dal lavoro congiunto di organizzazioni di natura eterogenea e di singole persone, aperta a tutte le voci che da mondi differenti, laici e religiosi, sociali e culturali, sindacali e politici, sentono il bisogno di condividere gli stessi obiettivi di questo progetto, volto a ridare speranza, a ricostruire umanità, a difendere il diritto e i diritti.

“Quella di Mediterranea è un'azione di disobbedienza morale ma di obbedienza civile. Disobbedisce al discorso pubblico nazionalista e xenofobo e al divieto, di fatto, di testimoniare quello che succede nel Mediterraneo; obbedisce, invece, alle norme costituzionali e internazionali, da quelle del mare al diritto dei diritti umani, comprese l'obbligatorietà del salvataggio di chi si trova in condizioni di pericolo e la sua conduzione in un porto sicuro se si dovessero verificare le condizioni”.

Intanto dopo la dura presa di posizione dell'Alto Commissariato dell'ONU sulle politiche ai accoglienza dell'Italia con il governo accusato di criminalizzare le ONG,  Mediterranea con Sea Watch e Proactiva Open Arms sono tornate nel Mediterraneo per "difendere i diritti umani" e documentare le operazioni di ricerca e soccorso dei migranti. 

 

Pubblicato in Friuli-Venezia Giulia
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