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Domenica, 25 Agosto 2019

Articoli filtrati per data: Mercoledì, 28 Novembre 2018 - nelPaese.it

Nel 2017 sono stati iscritti in anagrafe per nascita 458.151 bambini, oltre 15 mila in meno rispetto al 2016. Nell’arco di 3 anni (dal 2014 al 2017) le nascite sono diminuite di circa 45 mila unità mentre sono quasi 120 mila in meno rispetto al 2008. La fase di calo della natalità innescata dalla crisi avviatasi nel 2008 sembra quindi aver assunto caratteristiche strutturali.

La diminuzione della popolazione femminile tra 15 e 49 anni (circa 900 mila donne in meno) osservata tra il 2008 e il 2017 spiega quasi i tre quarti della differenza di nascite che si è verificata nello stesso periodo. La restante quota dipende invece dai livelli di fecondità, sempre più bassi. Il calo dei nati è particolarmente accentuato per le coppie di genitori entrambi italiani, che scendono a 358.940 nel 2017 (14 mila in meno rispetto al 2016 e oltre 121 mila in meno rispetto al 2008).

Rispetto al 2008 diminuiscono sensibilmente i nati da coppie coniugate: nel 2017 sono 316.543 (-147 mila in soli 9 anni). Questo netto calo è in parte dovuto all’andamento dei matrimoni, che hanno toccato il minimo nel 2014, anno in cui sono state celebrate appena 189.765 nozze (-57 mila rispetto al 2008) per poi risalire lievemente fino a superare nel 2016 le 200 mila celebrazioni. Nel 2017 si osserva una nuova diminuzione (191.287 matrimoni).

In particolare, la propensione al primo matrimonio, da anni in diminuzione, dopo aver mostrato una lieve ripresa a partire dal 2015 ha subito una battuta d’arresto nel 2017 (419,0 primi matrimoni per mille uomini e 465,1 primi matrimoni per mille donne). In un contesto di nascite decrescenti, quelle che avvengono fuori del matrimonio aumentano di quasi 29 mila unità rispetto al 2008, raggiungendo quota 141.608 . Il loro peso relativo continua a crescere, è a 30,9% nel 2017.

Il calo della natalità si riflette soprattutto sui primi figli (214.267 nel 2017), diminuiti del 25% rispetto al 2008. Nello stesso arco temporale i figli di ordine successivo al primo si sono ridotti del 17%. Dal 2012 al 2017 diminuiscono anche i nati con almeno un genitore straniero (-8 mila) che, con

mille unità in meno solo nell’ultimo anno, scendono sotto i 100 mila (99.211, il 21,7% sul totale dei nati) per la prima volta dal 2008. Tra questi sono in calo soprattutto i nati da genitori entrambi stranieri: per la prima volta sotto i 70 mila nel 2016, calano ulteriormente nel 2017 (67.933).

Al primo posto per numero di nati stranieri iscritti in anagrafe si confermano i bambini rumeni (14.693 nati nel 2017), seguiti da marocchini (9.261), albanesi (7.273) e cinesi (3.869). Queste quattro comunità rappresentano il 51,8% del totale dei nati stranieri. Nel 2017 prosegue la tendenza alla diminuzione della fecondità in atto dal 2010. Il numero medio di figli per donna scende a 1,32 (1,46 nel 2010). Le donne italiane hanno in media 1,24 figli (1,34 nel 2010), le cittadine straniere residenti 1,98 (2,43 nel 2010).

La riduzione del numero medio di primi figli per donna tra il 2010 e il 2017 è responsabile per il 68% del calo complessivo della fecondità delle donne italiane e per l’81% di quello delle donne straniere. Considerando le generazioni, il numero medio di figli per donna decresce senza soluzione di continuità. Si va dai 2,5 figli delle nate nei primissimi anni Venti (cioè subito dopo la Grande Guerra), ai 2 figli delle generazioni dell’immediato secondo dopoguerra (anni 1945-49), fino a raggiungere il livello stimato di 1,44 figli per le donne della generazione del 1977.

Contemporaneamente si osserva uno spiccato aumento della quota di donne senza figli: nella generazione del 1950 è stata dell’11,1%, nella generazione del 1960 del 13% e in quella del 1977 si stima che raggiungerà (a fine del ciclo di vita riproduttiva) il 22,0%.

Pubblicato in Nazionale

Un’occasione per riflettere sulle trasformazioni del lavoro e dei diritti ai giorni nostri, questo il tema della conferenza stampa (mercoledì 28 novembre) che ha presentato la proiezione del film “Al Massimo Ribasso” che si svolgerà venerdì 30 novembre alle ore 21.00 a Spoleto presso la Sala Frau.

Prodotto dalla Cooperativa Sociale Arcobaleno, con il sostegno della Film Commission Torino Piemonte e Rai Cinema, Al Massimo Ribasso di Riccardo Iacopino, è un film italiano di critica sociale atipico ma, proprio per questo, interessante. Il tema decisamente caldo, ma ancora poco conosciuto delle gare d’appalto truccate, viene affrontato coraggiosamente, per un prodotto di cinema civile.

“Al massimo ribasso vuole stimolare– ha sottolineato Andrea Bernardoni di Legacoopsociali Umbria – una riflessione sul tema degli appalti pubblici, del mercato e dei diritti dei lavoratori, questioni che riteniamo centrali anche per lo sviluppo della nostra regione. Un mercato che stimola gli investimenti e che non premia quelle imprese che comprimono i diritti dei lavoratori. Per questo motivo riteniamo necessario superare concretamente le gare al massimo ribasso che di norma penalizzano i lavoratori più deboli”.

Al massimo ribasso, presentato all’ultimo Torino Film Festival, è un punto di vista diverso, quello di Iacopino, fra i buoni e i cattivi. Da qui nasce il personaggio di Diego, il protagonista interpretato da Matteo Carlomagno, un uomo che appare asettico e privo di sentimenti, che riesce ad appropriarsi di segreti industriali grazie ai quali alcune aziende mafiose vincono gare di appalto pubbliche. È il sottobosco degli intrecci tra corruzione e malavita, una realtà con la quale in molti oggi sono costretti a fare i conti. Fra gli interpreti anche Luciana Littizzetto nel ruolo di presidente della cooperativa che cerca di spiegare ai soci il suo impegno per non far perdere loro un appalto e i posti di lavoro.

Presenti in sala sia Beatrice Montioni Vicesindaco di Spoleto, la Presidente della cooperativa “Il Cerchio”, che gestisce la sala, Serenella Banconi ed il Sindaco Umberto Augustinis che ha dichiarato

“Affrontare il tema del massimo ribasso è importantissimo dal punto di vista economico ma anche da un punto di vista sociale perché investe direttamente la tematica dei lavoratori e di tutti quelli che si trovano a dover fare i conti con le regole del mercato senza sapere neanche esattamente quali sono quelle regole. Ne subiscono le conseguenza senza sapere da dove arrivano gli attacchi”.

 

Pubblicato in Umbria

Medici Senza Frontiere (MSF) sta per concludere il proprio intervento di emergenza nella provincia di Sulawesi Centrale, in Indonesia, a seguito della serie di terremoti che lo scorso 28 settembre hanno causato morte e distruzione ingenti danni. Al 30 ottobre, sono 2.101 i morti accertati, le persone gravemente ferite 4.438, 1.373 i dispersi, secondo i dati dell'Agenzia Nazionale di Gestione dei Disastri indonesiana (BNPB). Le operazioni di ricerca e salvataggio sono state interrotte il 12 ottobre.

"Il governo, le autorità locali e le organizzazioni non governative indonesiane sono stati tempestivi nella risposta al disastro. Come organizzazione medico-umanitaria internazionale, MSF ha integrato questi sforzi e fornito aiuto nel momento di specifiche necessità o lacune" dichiara Daniel von Rège, direttore MSF in Indonesia.

Fino a metà dicembre MSF continuerà le attività di supporto psicologico, dando la priorità alle persone che vivono nelle comunità e alla formazione dello staff sanitario locale perché porti avanti i servizi di salute mentale a beneficio delle popolazioni colpite.

"Ci vorrà ancora del tempo prima che i cittadini di Palu, Donggala e Sigi possano tornare alla vita che conducevano prima del terremoto. Tuttavia, la cosa più importante che ho imparato in Indonesia è la forza interiore e la capacità di recupero di queste comunità. Mi hanno insegnato a vivere la vita al massimo. Si può piangere ogni tanto, ma è più importante sorridere ed essere felici. Qui è quasi un obbligo, fosse solo per ricambiare l'amore ricevuto da chi è stato colpito da questo disastro" dichiara Rangi W. Sudrajat, medico di MSF che ha partecipato all'intervento in Indonesia.

Le équipe di MSF hanno anche costruito un centro sanitario temporaneo a Baluase, a sud di Palu, e installato latrine e serbatoi d'acqua in alcuni campi per sfollati interni, attività di supporto logistico portate a termine il 18 novembre.

Il 14 novembre si sono concluse anche le attività mediche fornite da MSF. Questa decisione è stata presa dopo aver valutato positivamente la capacità dei centri sanitari comunitari (Puskesmas) di gestire i bisogni sanitari della popolazione. Nel momento in cui MSF stava concludendo le attività, queste strutture stavano lavorando all'80-90% delle loro capacità e avevano già ripristinato i servizi sanitari in funzione prima del terremoto, dello tsunami e della cosiddetta liquefazione, il fenomeno che fa perdere al terreno consistenza e densità trasformandolo in fango.

Ecco in sintesi le principali attività svolte da MSF in Indonesia come risposta d'emergenza:  Il 2 ottobre, a quattro giorni dal terremoto e dal successivo tsunami, MSF ha inviato una prima équipe di medici, logisti ed esperti di igiene e potabilizzazione dell'acqua nella provincia di Sulawesi Centrale per valutare i bisogni medici e umanitari. Il team ha lavorato a stretto contatto con il Ministero della Sanità indonesiano per identificare le aree che necessitavano di maggiori aiuti Le attività mediche di MSF si sono quindi concentrate in quattro aree: Baluase, a sud di Palu; Batusuya, Labuan e Malei, nel distretto di Donggala, lungo la costa settentrionale di Palu. Donggala è stata la zona più colpita dallo tsunami e dal terremoto, mentre Sigi è stata colpita dal fenomeno della liquefazione.

L'8 ottobre una seconda équipe di MSF è arrivata sul posto per continuare le attività mediche, in particolare nella comunità di Baluase, a South Dolo, nel distretto di Sigi dove è stata allestita nelle prime tre settimane una clinica mobile ed è statacostruita una struttura sanitaria temporanea. Questa struttura, che sarà in grado di operare per i prossimi 5 anni,è stata consegnata alle autorità locali A Labuan e Batusuya, MSF ha supportato i centri sanitari locali nel far ripartire i servizi sanitari fornendo supporto medico, assistendo i pazienti, donando materiali e forniture necessari e occupandosi del trasferimento in altre strutture dei casi più gravi. Durante la seconda settimana di intervento, MSF ha anche aiutato a riabilitare la struttura sanitaria di Batusaya, riparando il tetto, i muri e le finestre.

A Malei, a 4 ore di distanza da Palu City, l'area più lontana supportata da MSF, i servizi sanitari sono stati forniti sia nel centro di salute che attraverso le cliniche mobili nelle comunità. In totale, MSF ha effettuato in 28 giorni di attività circa 1.000 visite mediche con una media di 16 pazienti al giorno. MSF lascia sull'isola i punti per l'acqua pulita e le strutture igienico-sanitarie costruiti durante la risposta: 17 serbatoi d'acqua in 7 campi e villaggi e 13 latrine in due campi, un villaggio e nei centri sanitari comunitari a Baluase. Il team di supporto psicologico continuerà la sua attività di supporto delle comunità colpite fino a metà dicembre.

 

Pubblicato in Dal mondo

Tre giorni di rassegna espositiva e un calendario fitto di eventi per valorizzare le esperienze di eccellenza della scuola italiana, promuovere i percorsi che facilitano l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro, saldare buone alleanze tra scuola e impresa, raccontare i mestieri del futuro e le competenze professionali più cercate. 

Da giovedì 29 novembre a sabato 1° dicembre 2018, in Fiera a Verona, la ventottesima edizione di JOB&Orienta, salone nazionale dell’orientamento, la scuola, la formazione e il lavoro, promosso da VeronaFiere e Regione del Veneto, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.

Più di 500 le realtà presenti nell’ampia rassegna espositiva – scuole, istituti tecnici superiori (its), accademie e università, istituzioni, aziende in recruiting, agenzie per il lavoro, associazioni di categoria, agenzie per la selezione del personale,… – e oltre 200 gli appuntamenti in calendario – tra convegni istituzionali e dibattiti, workshop e laboratori esperienziali, eventi di animazione e spettacolo -, con più di 300 relatoridei diversi mondi delle istituzioni locali e nazionali, dell’economia, della cultura (www.joborienta.info).

Tra i grandi ospiti istituzionali attesi nei tre giorni, i ministri dell’Istruzione, Università e Ricerca Marco Bussetti (giovedì 29 novembre), del Lavoro, Politiche sociali e Sviluppo economico Luigi Di Maio (venerdì 30) e delle Politiche per la famiglia Lorenzo Fontana (sabato 1° dicembre).

L’evento, a ingresso libero, vede come titolo per questa edizione “DALLA CITTADINANZA AL LAVORO. Promuovere i diritti, formare competenze, garantire opportunità”: a sottolineare l’urgenza di una scuola che sempre più sappia educare alla cittadinanza e insieme orienti e formi al lavoro, ma pure il ruolo del lavoro come elemento sostanziale, non solo formale, di cittadinanza.

Da sempre JOB&Orienta promuove il dialogo e un efficace raccordo tra mondo della scuola e della formazione e sistema economico-produttivo: un dialogo che oggi più che mai ha bisogno di essere rinnovato e rinforzato, per garantire una migliore occupazione giovanile e, al tempo stesso, per sostenere la ripresa di alcuni settori del made in Italy – dal comparto della moda al turismo, all’agroalimentare… – che necessitano di nuove figure professionali e chiedono competenze aggiornate.

Giovedì 29, alle ore 10 presso l’Auditorium Verdi, Pala Expo della Fiera di Verona, l’inaugurazione con i saluti istituzionali di Maurizio Danese, presidente di Veronafiere Spa, Federico Sboarina, sindaco di Verona, Manuel Scalzotto, presidente della Provincia di Verona, Elena Donazzan, assessore all’Istruzione, Formazione, Lavoro e Pari Opportunità della Regione del Veneto. Apre poi il calendario di eventi istituzionali di JOB&Orienta, sempre in Auditorium Verdi alle ore 11.00, il convegno curato da Eni e intitolato “Il futuro è qui”.

A raccontare il futuro sul palco da diversi punti di vista saranno Stefano Micelli, economista e docente, Giovanni De Lisi, visionario CEO di Greenrail, Esther Elisha, attrice italiana, Gilda Bartucci, giovane ingegnere di perforazione Eni; conduce Giampaolo Colletti, communication manager e storyteller digitale, accompagnato dalle note della “Gaudats Junk Band”.

Cuore del pomeriggio sarà il tema dell’alternanza scuola lavoro, strumento fondamentale di orientamento per i ragazzi e di sviluppo delle loro competenze trasversali, sempre più richieste oggi nel mondo del lavoro: alle ore 14.30 (Auditorium Verdi) “Dalla scuola al lavoro: orientarsi con l’alternanza”, convegno a cura di Unioncamere in collaborazione con MIUR-Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione e Federmeccanica. Sarà l’occasione per fare il punto sul funzionamento dell’asl e sulle prospettive, e insieme rifocalizzare il suo percorso di sviluppo che mira oggi a rafforzare la qualità delle esperienze. Nel corso dell’evento la premiazione dei vincitori del concorso “Storie di alternanza” promosso da Unioncamere e dalle Camere di commercio italiane: il riconoscimento andrà ai sei migliori videoracconti ideati, elaborati e realizzati dagli studenti e selezionati sui territori dalle camere di commercio italiane.

Intervengono gli assessori all’Istruzione, Formazione e Lavoro Elena Donazzan, Regione del Veneto, Cristina Grieco, Regione Toscana, Melania De Nichilo Rizzoli, Regione Lombardia, l’assessore alla Comunicazione, Formazione, Politiche giovanili e Cultura della Regione Liguria Ilaria Cavo, il capo Dipartimento per il Sistema educativo di istruzione e formazione del Miur Carmela Palumbo, il presidente della Camera di Commercio di Verona e vicepresidente Unioncamere Giuseppe Riello, il vicepresidente Federmeccanica con delega al settore Education Federico Visentin, il presidente Unioncamere Veneto e vicepresidente Unioncamere Mario Pozza; conclude il presidente Unioncamere Carlo Sangalli.

Nel pomeriggio, l’arrivo del ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca MARCO BUSSETTI, che incontrerà gli studenti presso l’area espositiva del Miur (padiglione 6).

 

Pubblicato in Lavoro

"Coop sociali in Liguria: una realtà capace di innovare e creare occupazione”. Lo ha detto.Eleonora Vanni , presidente nazionale Legacoopsociali che ha incontrato a Genova le coop sociali con Alessandro Frega, vice presidente vicario di Legacoop Liguria e responsabile del settore.

 “Il nostro lavoro non si delocalizza – continua Vanni - abbiamo un rapporto costante con le persone, in questo modo contribuiamo con i cittadini a rigenerare le comunità, luoghi e spazi di condivisione e di crescita".

In questo video l’intervista completa: clicca qui

Pubblicato in Liguria
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