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Mercoledì, 12 Dicembre 2018

Articoli filtrati per data: Venerdì, 09 Novembre 2018 - nelPaese.it

Un cantiere di lavoro per elaborare politiche e strategie di sviluppo dell’impresa sociale. Questo è il Think Tank che Legacoopsociali lancerà a Torino il 20 e 21 novembre alla Fabbrica delle “E” di corso Trapani 91/b.

I cooperatori e le cooperatrici sociali sono chiamati a creare uno spazio di confronto, itinerante e permanente, che provi a connettere i luoghi della trasformazione culturale, sociale ed economica del Paese con la visione e il potenziale innovativo dell’azione presente e futura della impresa sociale cooperativa.

Non è un caso sia stata scelta Torino. Città del lavoro e delle fabbriche oggi vive una trasformazione tra crisi e innovazione che nel 2017 ha visto la nascita di Torino Social Impact: l’alleanza tra istituzioni pubbliche e private per fare di Torino il miglior ecosistema europeo per l’imprenditorialità e gli investimenti ad impatto sociale e ad elevato contenuto tecnologico.

A questo appuntamento Legacoopsociali arriva con i suoi numeri di settore. Le associate sono 3mila e gli occupati sono oltre 121mila unità: il 74,2% dell’occupazione è femminile, mentre per la base sociale tale incidenza è del 69,2%. La cooperazione sociale di inclusione lavorativa (tipo B) conta 800 associate con 30mila occupati di cui oltre 10mila sono lavoratori svantaggiati.

In questo contesto a Torino Legacoopsociali proporrà tre azioni: ascoltare, generare, connettere. Ascoltare per aprirsi a nuove idee, generare confronto su identità e prospettive, connettere la propria visione a quella delle imprese, della finanza e del terzo settore. Alla fine della due giorni i cooperatori e le cooperatrici sono chiamati a dare il proprio contributo per elaborare un “position paper” di visione che costituirà riferimento per l’attività di rappresentanza e per la realizzazione di cantieri operativi. 

Il programma

A introdurre la I sessione plenaria (“ascoltare”) del 20 novembre sarà la presidente nazionale Eleonora Vanni che seguirà i saluti di apertura di Paolo Petrucci della presidenza nazionale Legacoopsociali. Moderati dalla giornalista Alessia Maccaferri interverranno Barbara Henry - Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, Angelo Gasparre – Università di Genova, Francesca Vecchioni - Presidente e Founder di Diversity, Romano Benini - Giornalista economico, Università La Sapienza di Roma.

Seguiranno i workshop per “generare” con i gruppi di lavoro coordinati da Social Fare, centro per l’innovazione sociale.

Il 21 ci sarà la II sessione plenaria (“connettere”) moderata dal giornalista Paolo Baroni con gli interventi di Mario Calderini –Prof. Politecnico di Milano e Presidente C.I.S. / Torino Social Impact, Cristiana Poggio – Camera di commercio Torino, Francesco Profumo – Vicepresidente Associazione ACRI, Stefano Tassinari - Coordinamento Nazionale Forum del Terzo Settore e Vicepresidente nazionale ACLI, Mauro Lusetti - Presidente Legacoop. Chiuderà i lavori Maria Felicia Gemelli, coordinatrice progetto Sent.

Hashtag #connettereprosettive - #thinktank

Twitter: @legcoopsociali -  Facebook: https://www.facebook.com/Legacoopsociali

Sito web: www.legacoopsociali.it

 

 

 

La città popolare ed esoterica, quella dei diavoli e dei monacelli e la città oscura, popolata da anime nere: è la protagonista di agendo 2019 NAPOLINQUIETA l'agenda libro di Gesco Edizioni che percorre l'anno con dodici racconti inediti, una poesia e colorate immagini dell'artista Oreste Zevola, gentilmente donate dall'Archivio a lui intitolato. 

Giunta alla 14esima edizione, agendo ha sempre una finalità sociale: per quella del 2019 il ricavato delle vendite andrà a sostegno del centro socio-educativo Il Piccolo Principe per ragazzi della periferia Est di Napoli, realizzato dalla cooperativa sociale Terra e Libertà.

 Con storie di spiriti, racconti neri e ironici, leggende e narrazioni introspettive firmano i testi di agendo 2019 gli scrittori Sara Bilotti, Vladimiro Bottone, Nicola De Blasi, Vincenzo Esposito, Dino Falconio, Mauro Giancaspro, Gianni Molinari, Aldo Putignano, Michele Serio, Chiara Tortorelli, Serena Venditto, Massimiliano Virgilio. La prefazione è dello scrittore Maurizio de Giovanni che affianca la presentazione del progetto a cura del presidente di Gesco Sergio D'Angelo. In chiusura e fuori calendario una poesia inedita di Francesco Romanetti.

 L’agenda sarà presentata alla stampa martedì 11 novembre 2018 alle ore 11 presso la Sala Rari della Biblioteca nazionale di Napoli. Interverranno tutti gli scrittori insieme con la madrina d'eccezione, l'attrice Pina Turco che leggerà alcuni brani. Introdurranno Sergio D'Angelo, il direttore della Biblioteca Francesco Mercurio e Marina Gargiulo dell'Archivio Oreste Zevola.

Agendo 2019 a cura di Teresa Attademo e Ida Palisi, con la collaborazione editoriale e la veste grafica di Studio Eikon, elastico di chiusura e copertina in cartoncino colorato in cinque colori: nero, grigio chiaro, giallo, verde pistacchio e verde bosco.

 

 

Pubblicato in Campania

Il kakebo è il “libro dei conti di casa” giapponese, usato per tenere in ordine e sotto controllo -in modo semplice ed efficace- la propria contabilità personale o familiare, che abbiamo imparato ad apprezzare in Italia. Ma “L'Eco kakebo”, il quaderno dei conti di casa pubblicato da Altreconomia è differente da tutti gli altri: non è solo un libro-mastro dove inserire guadagni e spese o dove annotare i risparmi conseguiti ma è anche uno strumento per cambiare i propri consumi, e il proprio stile di vita. 

L'Eco kakebo è semplice da compilare, elegante e colorato: le immagini sono realizzate dall'illustratore Francesco Poroli. Ma soprattutto è strutturato in modo da aiutare chi lo compila non solo a risparmiare ma a riflettere sulle proprie abitudini di acquisto e di vita e scegliere consumi più sobri ed ecologici, ridurre gli sprechi, adottare soluzioni sostenibili nella vita quotidiana, “risparmiando” non solo denaro ma anche l’acqua, l’aria, le risorse naturali, il paesaggio, il tempo. 

I 12 mesi dell'anno sono aperti da altrettanti brevi consigli di alcuni dei maggiori esperti e rappresentanti dell'economia sociale e solidali (vedi l'indice dei temi e degli autori). Il “quaderno” offre un quadro delle alternative ecologiche e solidali alle nostre abitudini di consumo e decine di consigli su come ridurre la propria impronta ecologica, in tema di cibo, energia, mobilità, salute, finanza, turismo e altro ancora. Un vero e proprio switch, un passaggio dai consumi “convenzionali” ai stili di vita buoni per l’ambiente, per gli altri e per noi stessi. 

Il valore aggiunto dell'Eco kakebo:

› se oggi è facile perdere il controllo delle proprie spese, non solo del flusso entrate-uscite, ma anche della qualità delle merci e del loro significato, pratico ed etico, questo “quaderno dei conti di casa” aiuta a fermarsi un attimo e a riflettere sui propri consumi e a cambiarli in senso ecologico e solidale; 
› in un’epoca sempre più “virtuale”, che esige connettività e dove si fanno acquisti con strumenti tecnologici, l'Eco kakebo è un oggetto bello e materico, dove ritrovare il piacere della scrittura manuale;
› l'Eco kakebo è anche un esercizio Zen - da fare da soli o insieme ai propri cari - che può rappresentare un momento di “autodisciplina”, un rito piacevole che aiuta a mettere ordine nei conti e darsi il tempo e il respiro per riflettere sulla gestione dei propri soldi; 
› il quaderno è “perpetuo”, cioè si può iniziare in qualsiasi mese dell'anno.

Un estratto daiconsigli utili a chi usa un kakebo per la prima volta: sono piccole forme di risparmio, che possono incidere in modo importante sul budget familiare.

›sostituite l’automobile di proprietà con bicicletta, mezzi pubblici, bike sharing, car sharing;
›scegliete di portare al lavoro da casa un pranzo sano in un contenitore ermetico;
›preferite nella spesa solo prodotti freschi, stagionali e locali (possibilmente biologici);
›prima di comprare qualsiasi prodotto leggete l’etichetta e chiedetevi se vi serve davvero;
›non comprate prodotti a obsolescenza programmata, solo perché vanno di moda;
›bevete acqua di rubinetto, è quasi gratis e - salvo eccezioni - molto controllata
›portate sempre con voi una sporta di stoffa capiente e resistente e dite il vostro “no grazie” a qualsiasi altro sacchetto, anche se riciclabile;
› spegnete sempre le luci inutili ed eliminate gli stand by;
› provate l’autoproduzione: fa risparmiare ed è una soddisfazione personale;
› un consiglio finale: sperimentate una prassi per volta.

Come si usa l'Eco kakebo? 

È molto semplice. Nella prima pagina del mese gli spazi sono riservati all’inserimento delle proprie entrate e uscite fisse. Qui si segna anche il risparmio auspicato all'inizio del mese. Nelle pagine settimanali c'è lo spazio per inserire i vostri acquisti e spese di ogni giorno, divisi tra Spese essenziali, Cultura e tempo libero, I piaceri della vita e gli imprevisti. Nelle pagine finali, a fine mese, si “tirano le somme” e si scopre qual è il “saldo” delle singole categorie, quello totale e se - nelle spese quotidiane - abbiamo risparmiato.

Il consuntivo annuale fa parte delle “pagine da meditazione”.

 

Pubblicato in Economia sociale

In occasione della presentazione dei riscontri giuridici elaborati alla luce delle informazioni raccolte nell’ambito del progetto In Limine, lunedì 12 novembre alle ore 12 presso la sala stampa della FNSI si terrà la conferenza stampa dal titolo “L’impatto del decreto 113/2018 sulle procedure applicate negli hotspot. Verso una contrazione generalizzata dei diritti?” organizzata da ASGI – associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione.

Parteciperanno alla conferenza stampa gli avvocati dell’associazione e gli operatori del progetto In limine, che hanno monitorato il funzionamento dell’hotspot di Lampedusa e denunciato significative violazioni della normativa.

Durante la conferenza stampa saranno approfonditi gli aspetti del decreto 113/2018 che ridisegnano il funzionamento degli hotspot. Il recente provvedimento, infatti, restringe in maniera significativa i diritti dei cittadini stranieri che giungono via mare in Italia.

La previsione del trattenimento finalizzato all’ identificazione, l’applicazione in frontiera delle procedure accelerate, il trattenimento in luoghi cosiddetti impropri dei cittadini stranieri destinatari di provvedimenti di allontanamento, la previsione di una lista di paesi di origine sicuri rappresentano alcune delle significative novità che peggiorano la condizione e i diritti dei migranti.

Nel corso della conferenza stampa si forniranno considerazioni in relazione all’ impatto della normativa sugli hotspot e ci si interrogherà sulle sfide che investono, da questa prospettiva, la società civile e sulle azioni da promuovere per il contrasto delle violazioni.

 

 

Pubblicato in Migrazioni

Tocca tutte le regioni, dal Nord al Sud dell’Italia, dal Piemonte alla Sicilia, con sit in, cortei, incontri pubblici e presidi in oltre 60 città, la mobilitazione contro il disegno di legge Pillon su separazione e affido, mentre la petizione lanciata su Change.org da D.i.Re  ha raggiunto quasi le 100.000 firme.

Una mobilitazione imponente, che vede fianco a fianco centri antiviolenza e organizzazioni sindacali, associazioni di donne e del terzo settore, movimenti quali Non una di meno, associazioni professionali, comitati cittadini formatasi ad hoc e associazioni che si occupano di infanzia. Tutti/e uniti/e nel chiedere il ritiro del Disegno di legge Pillon e degli altri 3 disegni di legge sulla stessa materia attualmente in discussione al Senato, che rischiano di trasformare la separazione e l’affido in un campo di battaglia permanente.

A Roma l’appuntamento è in Piazza Madonna di Loreto sabato 10 novembre alle ore 11 che nelpaese.it seguirà in tempo reale sui social e con una successiva cronaca della giornata. 

Con D.i.Re Donne in rete contro la violenza, la rete nazionale dei centri antiviolenza, si sono mobilitati UDI Unione donne in Italia, Fondazione Pangea, Associazione nazionale volontarie Telefono Rosa, Maschile Plurale, CGIL, CAM Centro di ascolto uomini maltrattanti, UIL, Casa Internazionale delle donne, Rebel Network, il movimento Non una di meno, CISMAI Coordinamento italiano servizi maltrattamento all’infanzia, ARCI e Arcidonna nazionale, Arcigay, Rete Relive, Educare alle Differenze, BeFree, Fondazione Federico nel Cuore, il Movimento per l’Infanzia, Le Nove, Terre des hommes, Associazione Manden, CNCA Coordinamento nazionale comunità d’accoglienza, Rete per la parità, Associazione Parte Civile, DonnaChiamaDonna, One Billion Rising, Futura, UDU Unione degli universitari, LAIGA
Libera associazione italiana ginecologi per l’applicazione della L. 194, Palermo Pride, e tante altre realtà, che in taluni casi hanno dato vita a livello territoriale a un Comitato No Pillon.

Il decreto che divide il governo

Una proposta avversata da più parti ma anche all'interno delle stesse istituzioni, contro il disegno di legge del senatore leghista Simone Pillon sull'affido condiviso. Testo che prevede l'affidamento condiviso dei figli nelle coppie separate e l'azzeramento dell'assegno di mantenimento: "così non va" ha detto in un'intervista a 'Elle' settimanale, il vicepremier e leader di M5S Luigi Di Maio spiegando che "questa legge non è nei programmi di approvazione dei prossimi mesi".

Al ministro Di Maio risponde Arcigay che aderisce alla mobilitazione "Con convinzione - spiega il segretario nazionale - domani scenderemo nelle piazze assieme alle associazioni che hanno organizzato la protesta contro lo sciagurato ddl Pillon sull'affido condiviso. Al contrario di quanto sostiene il vicepremier Di Maio, non c'è modifica che possa rendere quel testo accettabile: la  proposta è espressione di una cultura misogina, classista e omofoba e va assolutamente ritirata. Essa è il tentativo di una destra reazionaria di impedire il divorzio e di colpire i diritti delle donne e in particolare delle madri. Non solo: il provvedimento svuota il ruolo dei giudici e regolamenta a priori questioni che calate nelle realtà sono piene di distinguo e differenze che non possono e non devono essere ignorate. Come non può essere ignorata la violenza maschile sulle donne, fenomeno allarmante nel nostro Paese e rispetto al quale il ddl Pillon interviene in maniera scellerata, esponendo le donne ancora di più ai loro aguzzini. Infine, non possiamo non osservare che la reiterazione nel testo dei termini "madre" e "padre" ci fa fare un enorme passo indietro, riportando la genitorialità nell'ambito esclusivo della coppia eterosessuale e cancellando la realtà, prima ancora della possibilità, delle famiglie omogenitoriali. Quel testo, insomma, è una sciagura e in quanto tale va assolutamente ritirato”.

Pubblicato in Nazionale

La Mutua sanitaria Cesare Pozzo e l'AISM, Associazione Italiana Sclerosi Multipla hanno sottoscritto un accordo di tutela sanitaria studiato appositamente per le esigenze delle persone con Sclerosi Multipla, finora escluse da forme complementari e integrative di tutela della salute che di prassi richiedono un'anamnesi al momento della sottoscrizione escludendo per tanto, patologie gravi.

L'alleanza "CesarePozzo-AISM" è un progetto pilota e primo in Italia per ora riservato alle aree di Milano, MonzaBrianza e Como che, grazie alla fase sperimentale, ha l'obiettivo di testare l'adeguatezza dei servizi offerti per garantire le migliori prestazioni. Tale accordo di welfare integrativo vuole consentire l'accesso a pacchetti di tutela in ambito sanitario completi e diversi tra loro: dalla copertura delle spese farmaceutiche alla riabilitazione non coperta dal SSN; dalla logopedia agli interventi chirurgici; dai trattamenti domiciliari non inclusi nel SSN alle forme di compensazione per un'eventuale perdita del reddito dovuta alla malattia.

"Questo accordo, per AISM, ha l'obiettivo di rimuovere una causa di esclusione e diseguaglianza rispetto a forme complementari e integrative di tutela della salute e di assistenza diffuse sul mercato. Oggi le persone con SM -  malattia cronica e degenerativa che colpisce nella maggior parte dei casi una popolazione giovane, sotto i 40 anni – segnalano grandi difficoltà ad accedere a prestazioni di tipo sanitario integrativo legate alla patologia, spiega Paolo Bandiera, Direttore Affari Generali AISM continuerà e continua a lavorare perché il sistema sanitario pubblico garantisca a ogni persona con SM tutto ciò di cui ha diritto, dai farmaci alla riabilitazione. Ma l'accesso senza discriminazione ed in condizioni di parità ed uguaglianza anche a sistemi di welfare integrativo è un diritto, affermato anche dalla Convenzione ONU in materia di diritti delle persone con disabilità. AISM garantisce il suo impegno affinché le persone con SM non debbano essere escluse a priori da nessuna forma di tutela".  

La Mutua sanitaria Cesare Pozzo è stata la prima a rispondere alle esigenze dell'AISM offrendo, senza discriminazione alcuna, i propri servizi. "La nostra più importante priorità è la cura del malato e non il suo costo – afferma Armando Messineo, Presidente Nazionale della Mutua Sanitaria Cesare Pozzo – Per questo stiamo investendo sempre più su progetti di utilità sociale. Quando siamo venuti a conoscenza delle esigenze dell'AISM, siamo stati ben felici di studiare con loro l'accordo ideale per i bisogni di questa patologia, partendo proprio dai limiti che finora hanno riscontrato".

"Per chi come me convive quotidianamente con una malattia grave, ingombrante e capricciosa, da cui ancora non si guarisce, avere a disposizione strumenti che ti aiutino a vivere senza compromessi e con dignità, è importante. I NO a prestazioni di tipo sanitario integrativo, se sei una persona con una malattia cronica e degenerativa come la SM, è un'ingiustizia. Ancor più in un momento in cui devo fare i conti con una crescente difficoltà di accedere ad alcune prestazioni sanitarie e socio-sanitarie da parte del sistema pubblico-  dice Lucia Avanzini   persona con SM, e non sono mezzi o strumenti di cui si possa fare a meno."

 

 

 

Pubblicato in Salute

Uno sgradevole video, in circolazione in queste ore, ritrae il portavoce del Presidente del Consiglio, Rocco Casalino, proferire considerazioni gravissime sulle persone anziane e sulle persone con sindrome di Down.

Sulla vicenda interviene la Federazione Italiana Superamento Handicap (Fish Onlus): “poco rileva il fatto che quelle affermazioni siano datate e, ancor meno, che si tenti ora di relativizzarle o, peggio, minimizzarle: producono un effetto pesante in termini di comunicazione e di diffusione di quello stigma che da anni tentiamo di contrastare in tutti i modi”

“Non è solo una mera rivendicazione di un linguaggio politicamente corretto – prosegue Fish - che peraltro sarebbe più che giustificata. In realtà, il linguaggio tradisce un pregiudizio, se non addirittura un rigetto verso la diversità, verso le differenze, verso le minoranze e i più deboli, atteggiamenti che poi non possono che concretizzarsi in gesti, azioni, omissioni profondamente contrari ad ogni sforzo inclusivo se non allo stesso diritto di cittadinanza e ai diritti umani”.

“Questi episodi e queste dichiarazioni sono sempre gravi – aggiunge la Federazione - ma lo sono ancora di più quando provengono da personaggi pubblici, politici e non, e alimentano quel linguaggio di odio che purtroppo è sempre più diffuso, pervasivo e violento”.

La Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap, oltre “ad esprimere la propria indignazione di fronte a questi specifici fatti”, che sembrano essere tutt’altro che infrequenti, chiede “un impegno politico, bipartisan e corale, intervenendo, anche con provvedimenti normativi, contro il linguaggio dell’odio e del pregiudizio, a prescindere da chi ne sia il latore o da quali canali usi”.

Pubblicato in Diritti&Inclusione
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