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Venerdì, 19 Aprile 2019

Articoli filtrati per data: Martedì, 11 Dicembre 2018 - nelPaese.it

L’offerta formativa dell’Università di Bologna in collaborazione con AICCON si arricchisce del corso di Formazione Permanente in “Management, strategia e finanza d’impatto per l’imprenditorialità sociale e il terzo settore”.

Come sottolinea la prof.ssa Federica Bandini, Direttrice del Corso “la solidità della formazione generata da un’attività di ricerca dedicata all’Economia Sociale dell’Università di Bologna e l’approccio culturale e identitario di AICCON hanno sviluppato questo percorso, per continuare a costruire un’offerta capace di coniugare pensiero e tecniche e accompagnare la crescita dell’Imprenditorialità Sociale e del Terzo Settore in Italia".

“Si tratta di un corso fortemente orientato all'innovazione, dove ci sarà spazio per approfondire i nuovi modelli ibridi d’imprenditorialità sociale" spiega Paolo Venturi, Direttore di AICCON, che terrà il modulo “Imprenditorialità e innovazione sociale: reti e nuovi modelli di business “.

Il corso consente, alla luce dell’evoluzione del Terzo settore e dell’impresa sociale e della riforma della stessa, di conseguire una preparazione avanzata per ricoprire posizioni manageriali in imprese sociali, cooperative ed organizzazioni non profit, coniugando conoscenze necessarie alla gestione d’impresa con competenze di tipo finanziario e fiscale.

Il percorso è stato pensato per acquisire competenze specifiche per attività professionali di consulenza finanziaria e fiscale e supporto imprenditoriali e gestionale per le imprese sociali, per le imprese cooperative e per le organizzazioni non profit.

Inoltre all’interno del piano didattico, Fondazione Grameen Italia terrà un intero modulo sul tema del “Impact Investing e Project Financing “, condotto dal Prof. Giuseppe Torluccio e dalla Dott.ssa Giorgia Bonaga.

Destinatari

Il corso si rivolge a quadri, professionisti, consulenti, dipendenti di imprese sociali e di enti del terzo settore (cooperative sociali, fondazioni, associazioni ed enti del terzo settore). Si rivolge inoltre ad imprenditori, operatori di banche ed istituti di credito interessati a sviluppare competenze specifiche nel settore.

Requisiti di accesso

Per iscriversi è necessario aver conseguito una Laurea triennale e/o Quadriennale vecchio ordinamento. Sono ammessi anche diplomati quinquennali con esperienza nel settore. Il bando scade il 20 dicembre 2018, il corso è strutturato in 6 moduli formativi che si svolgeranno a Bologna da gennaio a marzo 2018 per un totale di 84 ore organizzate in 12 giorni da giovedì pomeriggio a venerdì.

Per avere maggiori informazioni è possibile rivolgersi alla Tutor del corso Martina Pasotti scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Il Bando è consultabile a questo link

Pubblicato in Economia sociale

Una festa per oltre 120 ragazzi impiegati in 28 progetti di Servizio Civile promossi da 12 Cooperative aderenti a Legacoop Umbria. Tutto questo per celebrare un anno messo a disposizione dagli stessi nel "sociale" sia al fianco dei più deboli che di persone svantaggiate attraverso i servizi gestiti dalle cooperative.

Nella sala Sant'anna a Perugia (il 10 di dicembre) si è tenuta la cerimonia per i volontari insieme a vari rappresentanti del mondo cooperativo e istituzionale, tra cui Dino Ricci Presidente Legacoop Umbria, l'Assessore del Comune di Perugia Dramane Diego Wague', Sabrina Mancini Responsabile Servizio civile Legacoop Nazionale, Furia Valori Coordinatrice del Corso di Laurea in Scienze per l'Educazione Università di PG, Giovanni Rende rappresentante nazionale dei volontari Servizio Civile, Gabriele Goretti della Fondazione "Istituto di formazione culturale Sant'Anna" ed Andrea Radicchi responsabile Servizio Civile Legacoop Umbria che ha sottolineato: "È stata per i ragazzi un'esperienza formativa ma anche lavorativa, il primo approccio verso il mondo del lavoro ma soprattutto una crescita personale come cittadini. Un anno di cittadinanza attiva che ogni giovane dovrebbe fare dai 18 ai 29 anni. L'altro ieri ho letto un post di un volontario che diceva -E' sempre bello trovare il tesoro alla fine del viaggio-. Spero che voi l'abbiate trovato nelle nostre strutture."

L'appuntamento di "fine servizio" è stata l'occasione per riflettere, a partire dalle testimonianze dei giovani, sull'importanza del Servizio Civile per la crescita personale e professionale delle nuove generazioni e come strumento di promozione e valorizzazione del movimento cooperativo.

L'intento del servizio civile è proprio quello di risvegliare in ogni ragazzo la consapevolezza nel mettersi a disposizione degli altri, nel senso del rispetto, nell'accettazione del diverso, nell'educazione al prossimo, nel senso civico che ognuno di noi dovrebbe avere, e quindi del provare emozioni forti, di sentirsi parte integrante di un gruppo, della nostra comunità e della loro patria. Durante la cerimonia i volontari e le cooperative hanno raccontato la propria esperienza attraverso dei video.

Purtroppo la legge di stabilità 2019 riduce i fondi per il servizio civile universale. Ciò significherebbe che poco più di 20.000 giovani potrebbero fare la stessa esperienza a fronte degli oltre 50.000 del 2018. "Rivolgeremo, come ente -ha concluso Radicchi- un appello al Governo affinché possa stanziare più risorse per questo istituto per consentire a più ragazzi possibile di accedervi"

 

Pubblicato in Umbria

Spaventare invece di informare. L’uso delle parole che segue quello della propaganda politica. Calano gli arrivi di immigrati in Italia, ma “l'informazione resta centrata sul tema con lo stesso tono ansiogeno da emergenza permanente che riproduce ormai da anni”.

Così Valerio Cataldi, presidente dell’Associazione Carta di Roma, introduce i contenuti del sesto rapporto Carta di Roma 2018 “Notizie di chiusura”, uno studio che mette sotto la lente d’ingrandimento il modo con cui l’informazione affronta il tema dell’immigrazione. Sebbene nell’anno in corso siano diminuiti i titoli dedicati al tema e i toni allarmistici per quanto riguarda la carta stampata, nei telegiornali del prime time la visibilità dei fenomeni migratori e delle tematiche correlate mostra un incremento rispetto all’anno precedente. Tuttavia, a preoccupare è il racconto di una emergenza senza fine, alimentata da un lessico, prodotto molto spesso dal mondo politico, che non descrive la realtà in modo corretto. 

La prima parola che secondo Cataldi “ha aperto la strada al rifiuto senza precedenti delle autorità italiane di accogliere i naufraghi nei porti italiani”, è “pacchia”. “La introduce tra i termini in uso nel racconto delle migrazioni il neoministro dell'interno Matteo Salvini in piena campagna elettorale per le amministrative - spiega Cataldi -. È il 2 giugno, in una piazza di Vicenza, Salvini dice 'per i clandestini la pacchia è strafinita'. Uno slogan, pura propaganda. Una frase che contiene 'clandestini', il vecchio termine preferito dagli spaventatori di professione per criminalizzare i migranti e la nuova parola 'pacchia' che la Treccani ci ricorda essere un “deverbale di pacchiare, mangiare con ingordigia, usato per indicare una condizione di vita facile e spensierata”. In una sola frase c'è il corredo completo della mistificazione e della distorsione della realtà che la politica produce costantemente quando parla di migranti. Questa distorsione è la cifra del 2018”.

L’altra parola che in questo 2018 ha creato una distorsione rispetto alla realtà è “invasione”, aggiunge il presidente dell’associazione Carta di Roma. “È la parola che serve a rafforzare la decisione di fermare l'immigrazione chiudendo i porti, ma questa parola con la realtà ha poco a che fare - spiega Cataldi -. E sono i numeri a dirlo: dall’inizio dell'anno gli arrivi sono diminuiti dell'80 per cento rispetto all'anno scorso, ma il rapporto elaborato dall'Osservatorio di Pavia che presentiamo in questo sesto rapporto annuale di Carta di Roma, ci dice che di fronte al drastico calo di arrivi, non diminuisce il numero dei titoli”. 

Cataldi punta il dito su quelli che chiama “spaventatori anziché giornalisti - aggiunge - perché fanno un mestiere che viola costantemente le regole base dell'informazione, le regole deontologiche e, soprattutto, la ricerca della verità sostanziale dei fatti”. Una distorsione dovuta anche “all'incattivimento costante” del linguaggio della politica che è riuscita a cancellare anche i progressi fatti con la visita del Papa a Lampedusa nel 2013, spiega Cataldi, quando i termini ansiogeni e criminalizzanti erano diminuiti.

“Abbiamo assistito a trasmissioni televisive in cui politici parlavano di miliardi di africani pronti a partire - scrive Cataldi nell’introduzione -, quando neanche esistono miliardi di africani. Tutto questo avveniva in studi televisivi nei quali a quelle parole, a quei numeri così distanti dalla realtà non veniva posto un argine, non veniva chiesto un chiarimento. Parole come invasione sono lontanissime dalla realtà oggettiva. La percezione che abbiamo del fenomeno migratorio cambia gli umori, genera paura. E quella percezione è fondata sulla distorsione della realtà veicolata da parole come clandestino, come invasione”.

Anche per Ilvo Diamanti, docente dell’Università di Urbino, direttore scientifico di Demos&Pi, il tema è “al centro di uno scontro politico. E di valori. Che spinge sulla leva delle emozioni”. Anche per questo, spiega Diamanti, il tema risulta “meno frequente e frequentato sui giornali di carta - aggiunge -. Per suscitare emozioni, funziona molto meglio la televisione. Che, come ha rilevato l’Osservatorio di Demos-Coop nelle scorse settimane, continua ad essere il medium più seguito dagli italiani, per informarsi quotidianamente: 87 per cento”. Così, aggiunge Diamanti, “mentre nel corso degli ultimi mesi, sulle prime pagine dei giornali, l’immigrazione e i migranti hanno occupato uno spazio minore rispetto all’anno precedente, nei telegiornali e nei notiziari TV di prima serata sono divenuti un tema ricorrente”.

Ricerca della verità sostanziale dei fatti, uso corretto delle parole e obiettività dei numeri, spiega Cataldi, “sono il solo argine alla costruzione distorta della realtà che gli spaventatori ripetono ogni giorno. È una questione di dignità, di credibilità, di sopravvivenza del mestiere di giornalista”. Per questo, il presidente dell’associazione Carta di Roma chiede di avviare una “riflessione necessaria” inviando un appello ai direttori di giornali e telegiornali. “Le parole possono trasformare la realtà e la responsabilità è anche, e forse soprattutto, di chi scrive e riproduce quelle parole - conclude Cataldi -. Per questo abbiamo deciso di lanciare una campagna sull'uso corretto delle parole: cartoline contro i discorsi di odio, immagini e parole con il loro sorprendente significato reale che si scopre facilmente aprendo un dizionario e che ci mostra la differenza tra realtà e propaganda. Quelle cartoline le abbiamo inviate ai nostri garanti istituzionali. Un appello al buonsenso, all'uso corretto delle parole, ma anche un modo per chiedere rispetto dei principi antifascisti e antirazzisti scritti nella Costituzione”.

 (Fonte: Redattore Sociale)

Pubblicato in Nazionale

Un’opera tango con il più grande interprete al mondo della danza argentina, Miguel Ángel Zotto, a firmarne regia e corografie, è “Tango-Historias de Astor” in scena al Teatro Comunale di Casalmaggiore, domenica 16 dicembre alle ore 21, nuovo appuntamento della Stagione Serale 2018-2019, diretta da Giuseppe Romanetti, realizzata dal Comune di Casalmaggiore con il sostegno della Regione Lombardia nell’ambito di Circuiti Teatrali Lombardi, con il contributo di AFM Casalmaggiore srl.

Inserito in ‘Stupor Mundi’ dedicato nel 2018 proprio all’Argentina, lo spettacolo al Teatro Comunale rappresenta la seconda data di un tour che proseguirà nel 2019 e che ha visto la sua prima internazionale a Trani nel luglio scorso.

Il giorno prima allo spettacolo, sabato 15 dicembre, Miguel Ángel Zotto e Daiana Guspero saranno impegnati in Vaticano, in Aula Paolo VI, nella registrazione della 26ma edizione del Concerto di Natale in Vaticano che sarà trasmesso su Canale 5 il 24 dicembre, di cui saranno ospiti straordinari, per un paio di esibizioni, insieme a grandi star internazionali (Dee Dee Bridgewater, Anastacia, Raphael Gualazzi, Edoardo Bennato, Alessandra Amoroso, Elisa, Ermal Meta).

«Le gambe s’allacciano, gli sguardi si fondono, i corpi si amalgamano e si lasciano incantare». Nessun ballo, nessuna danza è passionale come il tango. Ritmo e carattere in un elegante gioco di provocazioni e sguardi. Ideato, coreografato e diretto da Miguel Ángel Zotto, riconosciuto nel mondo, da appassionati e critica, come una leggenda vivente del tango, lo spettacolo è un’emozionante tributo alla vita e all’arte del famoso compositore e musicista argentino Astor Piazzolla. Considerato tra i più influenti e rivoluzionari esponenti del Tango del ‘900, è a lui che Zotto ha voluto dedicare la kermesse, dopo averlo conosciuto e ballato nella sua “Tango operita” Maria de Buenos Aires.

Si dice che ogni tango sia differente ed abbia differenti colori. Amore, sofferenza, rabbia, gelosia ed abbandono sono i “colori” che hanno dato vita al Nuevo Tango di Astor Piazzolla, creando una danza nuova, fuori dai vicoli, arricchita di atmosfere proprie dei linguaggi della musica classica e del jazz. Tutto questo Miguel Ángel Zotto, star della kermesse, mette in scena in uno show mozzafiato con un parterre di artisti eccellenti: i ballerini della compagnia TangoX2 di Milano.

Un’opera teatrale a tutto tondo che saprà coinvolgere lo spettatore fino all’ultimo secondo. Assieme all'icona Zotto, la straordinaria Daiana Guspero e altri sei eccezionali tangheri: Sofia Victoria e Maurizio Navone, Liza Rosales e Juan Manuel Rpsales, Jessika Santodomingo e Gonzalo Cuello. Le parti recitate e cantate sono affidate a Vera Dragone, esplosiva, disinvolta ed affascinante attrice con una tessitura vocale da mezzosoprano. Diplomatasi all'Accademia nazionale d'arte drammatica Silvio d'Amico e allieva della grande Anna Marchesini, proprio da lei ha ereditato versatilità, ecclettismo e amore per il teatro. In tv, al fianco di Teresa Federico e Valentina Ruggeri, interpreta "Cherry" nel trio canoro swing anni '50 Ladyvette, protagonista de Il Paradiso delle signore, la fiction Rai di successo con Giuseppe Zeno e Giusy Buscemi. Con la sua voce ruggente si è esibita con successo nei locali più prestigiosi di tutto il mondo, come il Ronnie Scott di Londra e il Birdland di New York. Ha fatto inoltre parte del cast di alcune produzioni televisive tra cui Il commissario Montalbano, Questo nostro amore 2, Un passo dal cielo, I Cesaroni e Butta la luna. Sul grande schermo ha interpretato "Ninetta" in Ubaldo Terzani Horror Show.

La sezione musicale dello spettacolo è curata dall’Orchestra Tango Sonos dei due fratelli Ippolito: Antonio al bandoneon, e Nicola Daniele al pianoforte, in una formazione speciale da orchestra di 4 elementi dal vivo, tra cui un contrabbassista ed un violinista. Da anni collaborano con i più grandi musicisti, ballerini ed esperti di Tango, in un'appassionata ricerca della musica e della cultura argentina. Il loro repertorio spazia dalla tradizione della "Guardia Vieja", quella dei primi trent'anni del Novecento, fino al "Nuevo Tango" di Astor Piazzolla, con arrangiamenti originali.

Miguel Ángel Zotto balla il tango da oltre 35 anni, riconosciuto come una vera e propria icona tra i tangueros, è attualmente nel mondo il massimo rappresentante del tango argentino, che dopo averlo appreso dai migliori maestri tangheri di Buenos Aires (Rodolfo Dinzel, Antonio Todaro, – il cui stile per Zotto rappresenta il vero tango – Pepito Avellaneda, Juan Carlos Copes e Maria Nieves, Finito Ramón Rivera, Petróleo (Carlos Estévez), Virulazo (Jorge Martín Orcaizaguirre) e la sua celebre ballerina Elvira), ha il merito di averlo fatto conoscere e insegnato quasi in tutti i continenti. In particolare gli va riconosciuto il merito di aver diffuso il tango argentino in Europa, circa 20 anni fa: prima in Inghilterra, poi in Germania, fino ad arrivare in Italia e a tutti i paesi europei.

Pubblicato in Cultura

Sarà l'Istituto Domenico Martuscelli di Napoli a ospitare quest'anno la decima edizione della Fiera dei Beni Comuni, l'evento promosso dal CSV Napoli che si conferma occasione privilegiata di confronto tra esponenti istituzionali, rappresentanti del mondo non profit e cittadini sui temi dell'amministrazione condivisa, della finanza etica, della responsabilità sociale d'impresa, della sovranità alimentare.

Uno strumento di dialogo e di animazione territoriale per sensibilizzare la cittadinanza alla sostenibilità, alla solidarietà e una vetrina di buone prassi per le associazioni che vogliono promuovere la propria attività e motivare all'impegno per lo sviluppo e la valorizzazione del nostro territorio.

Un anniversario importante che sarà celebrato nei giorni 14 e 15 dicembre 2018 in un luogo simbolo di riscatto e impegno per la nostra città: lo storico Istituto per non vedenti Domenico Martuscelli rappresenta oggi, più che mai, la determinazione di tanti volontari e di tante famiglie che hanno contribuito, dopo un lungo periodo di degrado e abbandono, a rivitalizzare e valorizzare i suoi spazi per restituirli alla cittadinanza e soprattutto per continuare ad offrire a tanti bambini non vedenti strumenti di partecipazione, formazione e inclusione.

Il programma della due giorni prevede convegni, workshop e seminari che punteranno i riflettori sui Beni comuni e sulla fattibilità di una loro gestione condivisa e che vedranno la partecipazione di esperti e personalità di rilievo nazionale. Protagoniste come sempre, le associazioni di volontariato che animeranno l'agorà espositiva promuovendo la proprie attività, organizzando laboratori e allestendo mercatini solidali a sostegno delle azioni che portano avanti nei propri territori.

Quest'anno la Fiera che è organizzata in collaborazione con Univoc, l'Unione Nazionale Italiana Volontari pro Ciechi – Sezione di Napoli, ospiterà un percorso multisensoriale al buio a cui i cittadini potranno accedere gratuitamente prenotandosi attraverso il form che segue. Il percorso al buio permetterà di fruire anche della mostra d'arte interattiva "The Black Gallery", momento conclusivo del laboratorio intitolato White Space, promosso nell'ambito del progetto di Servizio Civile del CSV Napoli "Open Year" e rivolto alle persone con disabilità visiva. L'intero percorso consentirà ai fruitori di vivere un' esperienza unica e di entrare in contatto con le opere così come sono state create: al buio.

L'evento si aprirà alle ore 10.00 di venerdì 14 dicembre con i saluti di esponenti istituzionali, a seguire un Laboratorio rivolto agli studenti, dal titolo "Povertà e Beni Comuni". Nel pomeriggio, invece, alle ore 15.00, la Tavola Rotonda "Finanza Etica e Beni Comuni" organizzata in collaborazione con Banca Etica. Sabato 15 dicembre i l avori si apriranno con il Seminario per la formazione professionale dei giornalisti "Comunicare le fragilità: accesso e inclusione nella società della conoscenza", mentre nel pomeriggio un' Agorà di confronto sarà interamente dedicata alle associazioni dell'area metropolitana di Napoli per parlare di volontariato giovanile, per la condivisione di buone prassi dai territori nazionali e locali sul tema dei Beni comuni e per presentare il nuovo Bando di CSV Napoli e Comune di Napoli "Agenzie di Cittadinanza 2018″. La Fiera si chiuderà con un momento conviviale con musica e animazione durante il quale ci sarà la consegna a tutte le OdV presenti di gadget natalizi.

Media partner dell'evento sono le testate Nelpaese.it, Napoli Città Solidale e Radio Siani. 

A questo link il programma dettagliato della due giorni

Pubblicato in Campania

Dal 12 al 14 dicembre a Napoli una serie di incontri per discutere di cambiamento climatico e dei suoi effetti sulle città e sulle migrazioni.  Trenta giovani ricercatori e ricercatrici da tutto il mondo parteciperanno ad una scuola di formazione internazionale su questi temi, mentre in parallelo amministratori locali si incontreranno per discutere di come affrontare le sfide del cambiamento climatico delle migrazioni.

Il 13 dicembre alle 18:00 una tavola rotonda su Le città ribelli contro il cambiamento climatico vedrà la partecipazione del sindaco di Napoli Luigi De Magistris, della assessora all’ambiente di Barcellona Janet Sanz e di quello di Napoli Raffaele De Giudice e di rappresentanti di movimenti come StopBiocidio, NoTav. Rifiutiamoli, Siamo ancora in Tempo.

Questa tre giorni napoletana su cambiamento climatico, città e migrazioni è organizzata da:  L’environmental Humanities Laboratory, del KTH Royal Institute of Technology di Stoccolma, World Trade Institute dell’Università di Berna, l’Istituto di Studi sulle Società del Mediterraneo del CNR, e il Dipartimento di Architettura dell’Università Federico II.

Gli eventi sono sponsorizzati da due progetti di ricerca internazionali: www.clisel.eu e Occupy Climate Change!

Pubblicato in Ambiente&Territorio
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