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Lunedì, 17 Giugno 2019

Articoli filtrati per data: Mercoledì, 19 Dicembre 2018 - nelPaese.it

Legacoop Marche ha sottoscritto il "Patto per la ricostruzione e lo sviluppo della regione Marche", firmato ad Ancona nella sede della Regione Marche, che ha promosso l'iniziativa, dai rappresentanti istituzionali, sociali, economici e accademici coinvolti. L'obiettivo del Patto è contrastare il rischio di impoverimento socio-demografico ed economico delle aree colpite dal sisma valorizzando le risorse disponibili e promuovendo investimenti

Secondo le strategie delineate dal Patto, che per Legacoop Marche è stato siglato da Doriano Marchetti, componente della presidenza, la ricostruzione non dovrà essere solo materiale, dei danni subiti, ma dovrà interessare il tessuto economico e sociale, orientando lo sviluppo dell'intero sistema regionale. Sintetizza gli orientamenti e il lavoro avviato dall'Assemblea legislativa con la ricerca realizzata dai quattro atenei marchigiani (con la collaborazione dell'Università di Modena-Reggio Emilia): "I nuovi sentieri di sviluppo dell'Appennino marchigiano dopo il sisma" e la proposta "Verso il Patto per la ricostruzione e lo sviluppo" che la Giunta regionale ha affidato all'Istao (Istituto Adriano Olivetti).

I settori operativi individuati sono otto: servizi sociali e sanitari, competitività e innovazione, green economy, sicurezza del territorio, valorizzazione del patrimonio (ambientale, storico, culturale), mobilità, ricerca e nuove competenze, riduzione del divario digitale. Vengono stimati investimenti per due miliardi di euro e una ricaduta occupazionale di 9.500 unità lavorative. Le risorse coinvolte, orientate secondo le finalità del Patto, sono quelle nazionali ed europee destinate alla ricostruzione, quelle della nuova programmazione europea 2021-2027, quelle nazionali aggiuntive.

L'area marchigiana interessata dal sisma del Centro Italia del 2016 si estende per circa 4 mila chilometri quadrati e rappresenta il 40% del territorio regionale. Include 87 comuni, per una popolazione di 313 mila abitanti, par a circa il 22% della regionale. Due comuni appartengono alla provincia di Ancona (35 mila abitanti), 46 a quella di Macerata (184 mila), 17 a Fermo (26 mila), 22 ad Ascoli Piceno (103 mila abitanti).

L'area del cratere è meno densamente popolata (88 abitanti per kmq), con un'età media della popolazione superiore per la maggiore presenza di anziani. Coincide, in gran parte, con le aree interne dell'Appennino, già scarsamente attrattive per la carenza dei servizi essenziali e delle opportunità occupazionali. E proprio in queste zone è già forte l'azione di Legacoop Marche e di Legacoop che, attraverso il bando Centro Italia Reload, ha permesso la creazione di 11 nuove cooperative, 6 startup e 5 cooperative di comunità. 

 

Pubblicato in Economia sociale

Tocca il tema dell'infanzia la quinta storia della campagna di comunicazione "La storia condivisa" con cui la Cooperativa Sociale Labirinto, da febbraio fino a dicembre di quest'anno, intende far conoscere le proprie attività, attraverso il racconto di sei storie narrate dalle socie e dai soci della cooperativa. Le storie, corredate da illustrazioni e video, sono diffuse attraverso il sito, la newsletter e i principali social network della cooperativa, Il resto del Carlino – edizione di Pesaro, la rubrica "Mondo Labirinto" nata dalla collaborazione con Radio Prima Rete, il sito Nelpaese.it, quotidiano online di Legacoopsociali, oltre che sui mezzi di informazione cartacea e digitale, con l'hashtag #lastoriacondivisa.

La storia dal titolo "Seduti, si pare!" e l'illustrazione sono state lanciate a novembre, mentre è di pochi giorni fa la messa online del video. Nata dal confronto con le socie e i soci che lavorano nel settore "età evolutiva" della cooperativa, la storia racconta come la partecipazione alle attività e la collaborazione tra persone e servizi siano il primo posso per risolvere bisogni concreti.

L'intervento di Marika, mamma di un bimbo del nido, parte del comitato di gestione dell'asilo e assistente sociale della residenza per anziani Casa Roverella, è stato importante per restituire ai bimbi uno spazio accogliente e confortevole. La storia di Marika si intreccia con la storia di Giorgio, un professore ospite di Casa Roverella. Grazie a lui i bambini dell'asilo hanno una nuova panca in legno: Giorgio l'ha realizzata personalmente e l'ha donata al nido. Ogni giorno, su questa panca, i bambini salutano i genitori e si dirigono verso le classi, dove la loro identità piano piano si costruisce.

Il video, l'illustrazione e la storia "Seduti, si parte!" sono pubblicati sul sito e sui canali social della cooperativa, Facebook e YouTube, mentre per visionare gli altri contenuti della campagna, è possibile consultare la sezione dedicata. Dopo le storie nate nei settori della disabilità in età evolutiva, disabilità adulta, della violenza di genere, e dei migranti, la prossima, che uscirà nel mese di dicembre, tratterà il tema della sanità e del benessere.

 

 

 

 

 

Pubblicato in Marche

Parte da Castel Volturno aroundtheworld.coop. È un progetto sognato e sviluppato da Andrea e Sara, una coppia sposata che ha deciso di mettere insieme le loro passioni e abilità e intraprendere un'esperienza elettrizzante di una vita: viaggiare per il mondo per un anno, documentando diversi tipi di cooperative su tutti i continenti.

Un incredibile gruppo di persone ha volontariamente iniziato a supportare Sara e Andrea per trasformare questo progetto in realtà. Collegati allo scopo di contribuire allo sviluppo endogeno della comunità e alla salvaguardia dei beni comuni in tutto il mondo, hanno fondato insieme l'associazione "aroundtheworld.coop". La missione dell'associazione è duplice: dare voce alle storie di cooperative e comunità che si impegnano in azioni collettive e processi di sviluppo umano sostenibile in tutto il mondo; e promuovere e diffondere una cultura di solidarietà, inclusione e reciprocità a sostegno di queste esperienze ispiratrici.

È l'inizio di una storia d'azione collettiva che si svolgerà attraverso un viaggio di un anno in giro per il mondo, coinvolgendo cooperative innovative in tutti i continenti, coinvolgendo i loro membri e le comunità, imparando dalle loro esperienze e filmando e condividendo le loro storie di successo.

La scelta delle cooperative è dovuta a tanti fattori. Sono distribuite in tutto il mondo: oltre 1,2 miliardi di soci in tutto il mondo. Con caratteristiche e sfide che variano da paese a paese, queste organizzazioni hanno contribuito a soddisfare le esigenze e le aspirazioni delle persone, a proteggere l'ambiente ea costruire la coesione socio-economica.

Potrebbe essere il modello cooperativo un modo di democratizzare l'economia? “Crediamo che le cooperative e altre forme di organizzazioni basate sui membri svolgano un ruolo cruciale nel riassegnare la sovranità sull'uso delle risorse alle comunità e nella costruzione di un'economia sostenibile a beneficio di tutta l'umanità e del nostro pianeta. Ogni cooperativa è un insieme unico di persone e comunità che si sono volontariamente impegnate in azioni collettive per migliorare la propria vita, basandosi sulle proprie visioni condivise, sulla creatività, sulla passione e sulle idee innovative. Per questo motivo, aroundtheworld.coop si impegna a incontrare persone provenienti da tutti i continenti, ascoltando le loro storie e imparando da ogni esperienza unica”, scrivono Andrea e Sara.

La prima storia è quella di "Casa di Alice" e della cooperativa "Altri Orizzonti - Jerry Essan Masslo" di Castel Volturno nel Sud Italia. “Ci sono molte idee sbagliate – scrive la coppia - che si sono insinuate nell'opinione pubblica e hanno influenzato pensatori, economisti e responsabili delle politiche circa il potenziale e la capacità di alcune organizzazioni, specialmente cooperative, di offrire preziose opportunità di cambiamento a persone e luoghi. Dopo la seconda guerra mondiale, abbiamo assistito a molti esperimenti fallimentari di cooperative che hanno agito al di fuori dei valori guida e dei principi del movimento cooperativo, e queste esperienze storiche hanno lasciato tutta una serie di preconcetti negativi sul modello cooperativo. Tra questi, ricordiamo la convinzione che le persone lavorare insieme è mosso solo da interessi personali, a volte anche con un grado di legalità incerta. Tra le altre idee sbagliate, vi è l'idea che le cooperative siano rappresentanti del potere stabilito, che non possano essere veramente democratiche, che siano controllate dalle élites, e quindi non sono in grado di beneficiare la maggioranza dei loro membri, compresi i più poveri e più emarginati, né di contribuire a grandi cambiamenti nella società”.

“Quindi – concludono - eccoci qui, a fare la nostra parte in questo enorme sforzo collettivo di narrazione, intraprendendo un progetto che cerca di riunire storie diverse da tutto il mondo. Lo faremo attraverso i video in modo che le storie possano essere raccontate dalle persone stesse”

 

Pubblicato in Nazionale

In occasione della celebrazione della giornata internazionale per i diritti dei migranti, il 21 dicembre 2018, dalle ore 10:30 alle ore 24:00, Arci Roma e Idea Prisma Cooperativa Sociale presentano INTERAZIONI 2018, con il supporto della Cooperativa F.A.I. e del progetto Gabri.

L'evento avrà luogo nella sala consiliare del Municipio IIII - Piazza Sempione 15, dove i progetti di accoglienza SPRAR AIDA - Arci Roma - e WELL(c)HOME - Idea Prisma 82 vogliono mostrare la loro idea di accoglienza, insieme alle ospiti e agli ospiti dei progetti SPRAR e a tutte le operatrici e gli operatori del settore. 

Lo scopo della giornata è quello di far conoscere ciò che accade in mare, in frontiera e al di lá delle frontiere stesse. Lo faremo con il dibattito, la musica, i documentari, le mostre, le testimonianze, il cibo, insieme agli amministratori del Municipio III, a Mimmo Lucano (invitato), Mediterranea e altre organizzazioni e progetti ...con l'aiuto dei giornalisti del Manifesto e Radio Radicale.

La giornata prevede:

Ore 10:30 - 1° tempo. Tavola rotonda: Accoglienza, frontiere..e i diritti umani?
Ore 13:00 - Aperipranzo a cura di Gustamundo, Taverna Curdo Napoletana e Pisù
Ore 15:00 - 2° tempo. Tavola rotonda: Accoglienza, frontiere..e i diritti umani?
Ore 18:00 - stage di danza afro contemporanea con Ashai Lombardo Arop - Danzemeticce - WorlDance
Ore 19:00 - proiezione del cortometraggio My Tyson diretto dal regista Claudio Casale, vincitore del premio come miglior documentario nella sezione MigrArti - La Cultura Unisce della 75° Mostra Internazionale di Venezia
Ore 19:30 - Apericena a cura delle ospiti dei progetti SPRAR Aida e WELL(c)HOME
Ore 20:30 - 3° tempo. Performance musicali a cura di Manolo Macrì - Mr Blues Man, Daniele Savelli - CantaRino, Andrea Balda, BearBros - reggae

Intervengono Giancarlo Capozzoli, blogger de L'Espresso, Andrea Billau di Radio Radicale e Claudia Pratelli, Assessore alle politiche educative e scolastiche del Municipio III. Nel corso della giornata la Sala consiliare ospiterà la mostra fotografica Trame: I percorsi di Aida.

Tra gli ospiti invitati ad intervenire: ActionAid, Domenico Lucano, Etna, Etnopsi, IndieWatch, InLimine, Medici senza Frontiere, Mediterranea, MEDU.

Pubblicato in Lazio

Minacce, schiaffi e strattoni, violenze psicologiche e condizionamenti che ledono la personalità, la libertà e l'autostima. All'interno della coppia, la violenza si può manifestare attraverso molteplici forme e gran parte di queste, fisiche o psicologiche, rimangono sommerse, pur lasciando ferite profonde e spesso non del tutto rimarginabili. In molti casi, gli uomini o le donne coinvolti, non sono, perlomeno nell'immediato, del tutto consapevoli di trovarsi all'interno di un rapporto distruttivo, squilibrato, deleterio per il proprio benessere.

Dopo aver rivelato come i giovani italiani vivono i rapporti sessuali e il mondo dell'eros nella recente ricerca 'Sesso, erotismo e sentimenti: i giovani fuori dagli schemi', l'Eurispes ha deciso di indagare tra i soggetti piu' giovani, tra i 18 e i 30 anni, le dinamiche e i meccanismi disfunzionali della coppia in un nuovo lavoro 'Amore malato: dinamiche disfunzionali di coppia'.

Quattro ragazzi su dieci non troncherebbero una relazione dopo un gesto violento

 Quasi sei giovani su dieci (58,9%) considerano un gesto fisico violento, come uno schiaffo o uno spintone, motivo sufficiente per interrompere una relazione sentimentale; tuttavia, appare significativo che per gli altri quattro su dieci, il gesto di violenza e' "tollerabile". Tra le donne, sono piu' numerosi che tra gli uomini, i soggetti che ritengono un gesto violento ragione sufficiente per interrompere una relazione (69,2% contro il 45,5%); ma quasi un terzo delle intervistate (30,8%) non porrebbe necessariamente fine al rapporto. Il Nord-Ovest e' l'area geografica piu' "intransigente": oltre sette su dieci (71,2%) ritengono il gesto di violenza motivo per mettere la parola fine ad una storia d'amore (57,9% al Sud, 53,3% al Centro, 50,5% al Nord-Est, 49,5% nelle Isole).

Oltre un giovane su cinque minacciato di gesti estremi

Uomini "vittime" di minacce piu' delle donne Un quarto dei giovani tra i 18 e i 30 anni (24,2%) si e' sentito dire dal partner che se lo avesse lasciato avrebbe compiuto gesti estremi contro se stesso. Nonostante spesso si tratti di minacce destinate a non avere un riscontro reale, questo tipo di atteggiamento rappresenta comunque una forma di violenza psicologica, campanello d'allarme della disfunzionalita' della relazione. Sorprende il dato che ai ragazzi, questa circostanza e' capitata piu' spesso che alle ragazze (26,5% contro il 22,5%). Il picco di risposte affermative e' stato riscontrato nel Nord-Est (39,2%) e tra i separati/divorziati e' piu' elevata la quota di chi ha vissuto questa situazione (57,1%). Un dato ancora piu' allarmante e' che, secondo i risultati del sondaggio, oltre un ragazzo su cinque (22,5%) e' stato minacciato di gesti estremi dal partner, qualora lo avesse lasciato. E, inaspettatamente, i maschi sono vittime di minacce piu' delle donne. Il 26,1% dei ragazzi ha infatti dichiarato di essere stato minacciato di gesti estremi, contro il 18,8% delle ragazze.

Foto e video intimi dell'ex: un rischio sottovalutato 

Nel recente studio 'Sesso, erotismo e sentimenti: i giovani fuori dagli schemi', era emerso il fenomeno in crescita del "sexting": quasi 6 giovani su 10 hanno inviato e condiviso materiale sessualmente esplicito in forma verbale, fotografica o video. Una "moda" sempre piu' diffusa, di cui spesso e incoscientemente si ignora il pericolo. La diffusione di fotografie o video "intimi" puo' infatti avvenire anche quando la relazione e' finita e proprio per vendetta nei confronti dell'ex partner. Il cosiddetto "revenge porn" o "pornografia non consensuale" e' un fenomeno in crescita, che causa danni, traumi a volte gravissimi, soprattutto alle donne. Secondo gli psicologi, gli effetti del revenge porn sulla vittima sono simili a quelli di un'aggressione sessuale fisica. Eppure, circa un giovane su quattro pensa che sia "abbastanza" o "molto" opportuno conservare materiale a contenuto sessuale dell'ex partner, anche quando la relazione e' terminata.

La maggioranza "cambia" a seconda del partner 

I ragazzi piu' delle ragazze rinunciano alle proprie amicizie La netta maggioranza dei ragazzi intervistati ammette di mutare almeno in alcune occasioni, atteggiamenti, comportamenti e interessi a seconda del partner. Il 43,7% lo fa "qualche volta", il 17,7% "spesso", l'8,5% addirittura "sempre". Solo tre su dieci, invece, riescono a rimanere sempre se stessi. La tendenza a cambiare all'interno di una relazione e' piu' accentuata tra i maschi (al 20,3% succede "spesso" contro il 15,8% delle donne). A quasi la meta' dei giovani (47,5%) poi e' capitato di frequentare meno i propri amici perche' la frequentazione infastidiva il partner. In particolare, hanno sperimentato questa situazione il 50,8% dei 25-30enni e il 43,7% dei 18-24enni. Anche in questo caso sono i ragazzi piu' delle ragazze ad essersi trovati a dover rinunciare alle proprie amicizie (54,8% contro 41,8%). La meta' dei giovani intervistati (49,7%) ha avuto una relazione con una persona che, con parole e atteggiamenti, ne ha diminuito l'autostima. Sintomo evidente di un rapporto di coppia disfunzionale che, anziche' rafforzare l'autostima dei due soggetti attraverso la considerazione e la stima dell'uno verso l'altro, determina l'effetto opposto. In particolare, sono gli omosessuali a sperimentare con maggiore frequenza questa situazione: quasi sei su dieci (57,1%) hanno ammesso, infatti, di aver fatto questa esperienza, a fronte del 49,6% degli eterosessuali e del 44% dei bisessuali.

 

 

 

 

Pubblicato in Nazionale

A teatro il giorno di Santo Stefano, genitori e bambini insieme, con uno spettacolo cult a livello mondiale: si tratta di “Biancaneve” del Teatro del Carretto in scena  al Teatro Comunale di Casalmaggiore mercoledì 26 dicembre con due repliche alle ore 15.30 e alle ore 18, nell’ambito della rassegna “A teatro con la famiglia” diretta da Giuseppe Romanetti, realizzata dal Comune di Casalmaggiore con il sostegno della Regione Lombardia nell’ambito di Circuiti Teatrali Lombardi e con il contributo di Casalasca Servizi spa.

Lo spettacolo, adattamento e regia di Maria Grazia Cipriani, con Maria Teresa Elena, Giacomo Pecchia, Giacomo Vezzani, Elena Nenè Barini, Jonathan Bertolai, scene e costumi Graziano Gregori, è costruito sul gusto concreto della materia e dell'artigianato e mira ad esplorare il segreto dell'incontro tra l'interprete umano e la figura animata.

Una Matrigna impersonata da una vera attrice ed una microscopica Biancaneve, i nani a grandezza naturale che arrivano a sorpresa dal fondo sala per diventare piccolissimi una volta entrati nella mutevole scatola teatrale che si apre come un magico armadio dell’immaginario svelando scomparti, celando trabocchetti, rinnovando continuamente e simultaneamente l’idea di palcoscenico, facendo apparire teste, paesaggi, personaggi veri, oggetti misteriosi di grandezza spropositata: il tessuto narrativo si fa gioco scenico, attraverso il contrasto di universi che nasce dal rapporto tra attori e creature in cartapesta, personaggi veri ed oggetti smisurati o lillipuziani, verità della materia e finzione del corpo, elementarità della parola e potenza dei brani del melodramma, rivelando sottilmente la sua natura di camera dell’inconscio.

È una magia “Biancaneve” del Teatro del Carretto che si rinnova ogni volta perpetuando la fama dello spettacolo e della fiaba, il cui testo originale non prevedeva il lieto fine, finché, nel 1812, i bibliotecari tedeschi Jacob e Willhelm Grimm raccolsero i racconti delle tradizione tedesca per puro spirito filologico. Nelle edizioni successive, quella che avrebbe dovuto essere una ricerca sulle radici della morale tedesca, divenne una raccolta di favole per bambini. Ed è a quel punto che viene aggiunto il lieto fine: Biancaneve e il principe si sposano, ma restano ben chiari ed esposti gli elementi aspri e duri del racconto, come la strega/regina costretta a ballare al matrimonio indossando scarpe di ferro arroventate sul fuoco.

La drammaturgia segue fedelmente la fiaba dei fratelli Grimm, diversamente dalla vulgata disneyana, e si sviluppa mediante una scatola scenica piena di meraviglie. Ad ogni istante una sorpresa sottolineata da una colonna sonora di stampo soprattutto operistico, nella quale si riconoscono la Butterfly di Puccini, Auber Mendelssohn, unitamente al sinfonismo magico di Sibelius

Pubblicato in Cultura

A seguito della decisione del Tribunale di Milano sul caso Lodi si sono scatenate le reazioni più diverse: tante di approvazione nel veder affermato un principio fondamentale di uguaglianza. Altre di contestazione perché, si dice che, con questa decisione, i cittadini stranieri verrebbero avvantaggiati e che invece, sarebbero auspicabili, soluzioni “assolutamente identiche per italiani e stranieri”.

Asgi, Naga e Coordinamento Uguali Doveri analizzano e precisano alcuni aspetti tra cui proprio rispetto alla parità tra italiani e stranieri: “la soluzione “egualitaria” auspicata dal presidente della regione Lombardia Fontana è appunto quella indicata dalla normativa vigente, alla quale ha fatto riferimento il Tribunale di Milano: tutti, italiani e stranieri, devono sottoporre all’Agenzia delle entrate e all’INPS le proprie dichiarazioni su patrimoni e redditi in Italia e all’estero. L’agenzia delle entrate e l’INPS svolgono tutti i controlli del caso e infine rilasciano l’ISEE, che costituisce attestazione pubblica della condizione economica del richiedente ai fini dell’accesso alle prestazioni sociali”.

“Non è vero – precisano nella nota - che lo Stato disponga di strumenti di controllo maggiori sulle dichiarazioni di un italiano rispetto a uno straniero: le possibilità di accertare se un richiedente ha o non ha una casa in Marocco sono identiche per un richiedente italiano e per un richiedente marocchino, dunque non vi è alcun motivo per cui la documentazione richiesta debba essere diversa. In ogni caso il sistema di accesso alle prestazioni sociali mediante l’ISEE è fissato da una norma dello Stato (DPCM 159/13) quale “livello essenziale delle prestazioni ai sensi dell’art. 117 Cost.” e a tale disposizioni ogni Comune è tenuto ad attenersi: uguali su tutto il territorio e uguali indipendentemente dalla nazionalità. I controlli fattibili e doverosi sono quelli di INPS e Agenzia delle Entrate (precedenti al rilascio dell’ISEE) e quelli successivi, sempre possibili: ma in nessun caso, rilasciato l’ISEE, può essere precluso allo straniero l’accesso a una prestazione sociale. I criteri previsti dal DPCM per accedere alla tariffa agevolata per le prestazioni sociali (tra cui la mensa scolastica) sono uguali per italiani e stranieri quindi non è stato affatto concesso l’accesso gratuito alle mense scolastiche per gli stranieri, come qualcuno ha scritto”.

La strada indicata dal Tribunale è “l’unica che risponde al principio di uguaglianza ed è l’unica che risponda a ragionevolezza”. Le associazioni invitano quindi il Comune di Lodi “a ottemperare immediatamente all’ordine del Tribunale modificando il regolamento; la Regione Lombardia a revocare la delibera di giunta n. X/6972 del 31 luglio 2017 con la quale, pur non avendone nessun potere, invitava i Comuni Lombardi a predisporre regolamenti discriminatori, come poi fatto dal Comune di Lodi; i pochi comuni Lombardi che hanno aderito a questo invito a modificare il proprio regolamento attenendosi a quanto statuito dal Tribunale di Milano”.

Pubblicato in Diritti&Inclusione

Una festa di Natale per i senzatetto della Stazione Centrale, preceduta da una preghiera interreligiosa contro il terrorismo, e per la pace e la fratellanza: la organizzano i City Angels lunedì 24 dicembre, a mezzogiorno, davanti al Memoriale della Shoah – Binario 21, in Piazza Safra, accanto alla Stazione Centrale.

Si inizia a mezzogiorno con la preghiera interreligiosa: pregheranno insieme dandosi la mano, tra i senzatetto della Stazione, Mons. Franco Buzzi, Prefetto emerito della Biblioteca Ambrosiana; Raffaele Besso, Presidente della Comunità ebraica di Milano; l'imam Mohsen Mouelhi; il pastore evangelico Julim Barbosa; e il monaco buddista Cesare Milani. Saranno presenti, e porteranno il loro messaggio contro l'intolleranza e per la fratellanza tra etnie e religioni, l'assessore comunale ai Servizi sociali, Pierfrancesco Majorino; l'assessore regionale ai Servizi sociali, Stefano Bolognini; il presidente dell'Associazione partigiani, Roberto Cenati; il presidente del Coordinamento dei Comitati di quartiere, Salvatore Crapanzano; e la madrina dei City Angels, Daniela Javarone.

"Diremo insieme che Milano è una città aperta: aperta a chi viene per lavorare e integrarsi, indipendentemente dalla sua etnia o religione; e aperta alla speranza. Le sfide non devono farci paura, ma darci coraggio" afferma Mario Furlan, fondatore dei City Angels.
Al termine della preghiera, alle ore 12,20, inizierà la distribuzione ai clochard di generi alimentari (tra cui panettoni e dolci) e bevande calde. Il tutto accompagnato dal coro dei Piccoli cantori di Milano, che intoneranno canti di Natale.

Furlan lancia un appello ai milanesi: "Partecipate a questo momento di spiritualità e di solidarietà, per vivere con noi l'autentico spirito del Natale!". Domenica 6 gennaio 2019, a mezzogiorno, i City Angels organizzano la loro tradizionale Befana del Clochard. Grazie a Daniela Javarone, duecento senzatetto pranzeranno nell'hotel più lussuoso di Milano: il Principe di Savoia, in Piazza della Repubblica. Il menu verrà curato dallo chef stellato Christian Garcia, chef personale del Principe Alberto di Monaco, che verrà a Milano per l'occasione. I senzatetto verranno serviti ai tavoli da personalità delle Istituzioni e da 50 studenti delle scuole Medie, inferiori e superiori. "Sono stati i loro genitori a chiederci di far partecipare i figli, per aiutarli a conoscere la dura realtà della vita" dice Furlan. Per partecipare basta mandare una mail, completa di motivazione, a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

I City Angels, volontari di strada d'emergenza, sono stati fondati a Milano nel 1994 da Mario Furlan, docente universitario di Motivazione e leadership e fondatore del Wilding, l'autodifesa istintiva e mentale. Oggi sono presenti in 19 città italiane e in due svizzere, con oltre 500 volontari, di cui oltre la metà sono donne.

 

Pubblicato in Lombardia

Le politiche in corso e proposte per ridurre drasticamente la possibilità dei migranti di chiedere asilo negli Stati Uniti, insieme alla riluttanza del governo nel gestire velocemente le persone ai punti di ingresso lungo il confine tra Stati Uniti e Messico, hanno creato un limbo amministrativo che lascia i richiedenti asilo provenienti dal Centro America esposti a ulteriore violenza in Messico. Lo dichiara l’organizzazione medico umanitaria Medici Senza Frontiere (MSF) che da sei anni offre cure mediche ai migranti lungo la rotta messicana.

In Messico, MSF fornisce assistenza umanitaria a persone in fuga da orribili livelli di violenza in El Salvador, Honduras e Guatemala. Molti sono sopravvissuti all’omicidio di membri della propria famiglia, rapimenti, reclutamento forzato da parte di gruppi armati, estorsione e violenza sessuale. Molti di loro temono la morte e nuove violenze se costretti a tornare a casa.

“Anche se il divieto di asilo proposto dal governo statunitense è temporaneamente sospeso, molti dei nostri pazienti centro americani ci dicono che stanno evitando di attraversare il confine” dice Sergio Martìn, capo missione di MSF in Messico.“Temono che una volta arrivati negli Stati Uniti non potranno fare richiesta di asilo, e finiranno deportati in paesi dove le loro vite sono in pericolo”.

La grande maggioranza delle persone provenienti dall’America Centrale che attraversano il Messico stanno scappando da violenza, estorsioni e reclutamento forzato da parte di gang e criminalità organizzata in Honduras, El Salvador e Guatemala. Nel loro viaggio verso nord attraverso il Messico, molti sono esposti a ulteriori pericoli – assalti, estorsioni, violenza sessuale, traffico di esseri umani, rapimenti, trattamenti crudeli, disumani e degradanti, e torture da parte delle organizzazioni criminali che controllano queste rotte.

Secondo i dati medici delle persone curate da MSF nei ripari per migranti in Messico, il 68 per cento dei migranti che attraversano il paese ha subito qualche episodio di violenza. Un terzo delle donne è stata vittima di abusi sessuali. I dati indicano chiaramente che i migranti sono colpiti in modo mirato e subiscono tassi di violenza al di sopra della media. Questo contraddice l’idea che il Messico sia un paese sicuro per le migliaia di migranti che viaggiano verso nord anno dopo anno cercando protezione e rifugio.

“Stiamo parlando di persone che hanno disperatamente bisogno di misure di protezione efficaci, come l’asilo”, dice Martin di MSF. “Molti di loro sono a rischio sia nei loro paesi d’origine che in Messico. Costringerli a restare in Messico è disumano e illegale.”

Questi pericoli sono peggiorati negli ultimi mesi, poiché molti richiedenti asilo hanno paura di entrare negli Stati Uniti. Molte persone a rischio sono costrette a restare in Messico per settimane o anche mesi in condizioni precarie e in situazioni di vulnerabilità estrema. Solo a Nuevo Laredo, negli ultimi due mesi, uno ogni quattro pazienti visitati dalle équipe di salute mentale di MSF è stato vittima di un rapimento.

Per più di sei anni, MSF ha offerto assistenza medica e psicologica a migranti e rifugiati in transito attraverso il Messico, documentando la loro vulnerabilità e costante esposizione a episodi di violenza e abuso da parte di vari gruppi criminali che operano impunemente nel paese, e anche dalle autorità messicane.

MSF considera inaccettabili le recenti politiche statunitensi di contenimento e deterrenza della migrazione, incluse misure come la chiusura e la militarizzazione del confine tra Messico e Stati Uniti; l’eliminazione della violenza domestica e della violenza da parte di bande come motivo per concedere l’asilo; la separazione delle famiglie e dei minori non accompagnati nei centri di detenzione statunitensi; le deportazioni di massa dei migranti in luoghi in cui le loro vite sono in pericolo; così come i ripetuti tentativi da parte degli Stati Uniti di dichiarare il Messico come un paese sicuro per i richiedenti asilo in attesa di risposta alla loro richiesta. Sia la Convenzione dei Rifugiati che la Dichiarazione di Cartagena riconoscono il diritto di cercare sicurezza dalla violenza nella regione, e di proibire sia le deportazioni quando la vita di qualcuno è in pericolo, sia il trasferimento dei rifugiati in un paese terzo contro la loro volontà.

“È necessario che i governi coinvolti trovino una soluzione a questa crisi umanitaria nella regione”, dichiara Martin di MSF. “Devono essere garanti livelli adeguati di protezione, assistenza e risposta umanitaria per aiutare ad alleviare la sofferenza di persone costrette a lasciare tutto, e rispondere alla violenza estrema che devono affrontare sia nei loro paesi d’origine che nel viaggio attraverso il Messico.” MSF fornisce assistenza mentale e medica sulla rotta migratoria messicana dal 2012, a migranti e rifugiati principalmente da Honduras, Guatemala, El Salvador. Le nostre équipe hanno fornito assistenza negli stati di Tabasco, Veracruz, Tamaulipas, Oaxaca, Chiapas, Hidalgo, Messico, San Luis Potosì, Guanajuato, Jalisco e Città del Messico.

 

 

Pubblicato in Migrazioni

Si è svolta ieri al Liceo Classico "Ennio Quirino Visconti" di Roma, la presentazione dei 14 videoclip realizzati dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) per raccontare i vulcani e il loro impatto sul territorio. I video sono stati girati nell'ambito del progetto internazionale VolFilm, finanziato dalla Banca Mondiale e patrocinato dall'Associazione Internazionale di Vulcanologia e Chimica dell'Interno della Terra (IAVCEI).

Oltre agli studenti del liceo Visconti, hanno partecipato all'evento il Presidente INGV Carlo Doglioni, il Direttore Generale INGV Maria Siclari, Italo Giulivo del Dipartimento di Protezione Civile (DPC), il Presidente dell'Associazione Italiana di Vulcanologia (AIV) Guido Giordano, il Segretario Generale IAVCEI Roberto Sulpizio e il Direttore del Dipartimento Vulcani dell'INGV Augusto Neri.

"L'INGV ha tra le sue missioni quella della divulgazione dei rischi e delle risorse naturali" spiega Carlo Doglioni, Presidente dell'Istituto. "I vulcani sono l'espressione del respiro della Terra, sono elementi vivi della natura e rialimentano l'atmosfera, ma sono anche fonte di grande pericolo: conoscerli è il primo passo per difenderci. La produzione di video di grande impatto visivo è diretta a rappresentare con la forza delle immagini i vari aspetti dell'attività dei vulcani, affinché la loro bellezza diventi non solo ammirazione della forza della natura, ma stimolo a costruire una società resiliente di cittadini consapevoli".

La versione in italiano del progetto Volfilm, che si aggiunge alle altre lingue tra cui l'inglese, il francese, lo spagnolo e l'indonesiano, è stata curata dall'INGV con la collaborazione di una voce narrante d'eccezione, il Maestro Leo Gullotta, attore e doppiatore catanese che ha entusiasticamente aderito al progetto a titolo gratuito.

"L'Italia è una delle nazioni maggiormente esposte al rischio vulcanico" sottolinea Augusto Neri, curatore del progetto per l'INGV insieme ai colleghi Daniele Andronico e Micol Todesco. "I vulcani italiani, in particolare quelli campani, Vesuvio e Campi Flegrei, costituiscono un potenziale pericolo per milioni di persone e quelli siciliani, Etna e Stromboli, sono tra i più attivi al mondo.

L'obiettivo del progetto è quello di favorire, a livello globale, una migliore comprensione dei fenomeni vulcanici da parte delle popolazioni esposte, in modo da accrescere la conoscenza del rischio vulcanico, soprattutto nelle aree dove tale rischio è più alto o dove manca una memoria storica degli effetti delle eruzioni".

I videoclip in versione italiana, presentati nei prossimi mesi anche a Catania e Napoli, saranno disponibili dal 18 dicembre, sui canali di comunicazione dell'INGV, sul canale YouTube "INGVvulcani" e al link https://vimeo.com/volfilm

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