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Mercoledì, 19 Giugno 2019

Articoli filtrati per data: Venerdì, 21 Dicembre 2018 - nelPaese.it

Legacoop Produzione e Servizi Umbria e Culturmedia puntano a realizzare un progetto che valorizzi ogni comparto della comunicazione in particolare la produzione indipendente offrendo strumenti cooperativi e piattaforme comuni per costruire nuove opportunità di crescita imprenditoriale nel settore. Il messaggio della cooperazione umbra è stato preciso, durante il convegno organizzato (mercoledì 19 dicembre) a Palazzo Donini.

Intercettare le possibilità di sviluppo della nuova legge regionale, "Norme in materia di sostegno alle imprese che operano nell'ambito dell'informazione locale" e creare nuove occasioni d'impresa. In Umbria sono già in corso esperienze importanti di cooperative che stanno operando con progetti innovativi promuovendosi sui mercati di riferimento. Le potenzialità del progetto risultano evidenti, partire da un riequilibrio della disponibilità di banda, la realizzazione di aggregati che prevedano al suo interno la produzione di contenuti sempre salvaguardando l'autonomia delle emittenti.

"La cosa più importante a nostro avviso – ha affermato l'Assessore regionale Fabio Paparelli - è che in questi anni la comunicazione ha visto una frammentazione forse eccessiva e quindi riuscire a ritessere le fila di un vero e proprio network dell'informazione umbra che possa costituire una dimensione d'impresa adeguata per competere sul mercato credo che sia un traguardo importante. Il fatto che Legacoop Produzione e Servizi proponga questo obbiettivo fa capire come, l'associazione che già aggrega le imprese, abbia capito appieno lo spirito di questa legge".

In sostanza un sostegno alla crescita del pluralismo favorendo la produzione di contenuti e offrendo strumenti cooperativi e piattaforme comuni per dare nuove opportunità di crescita imprenditoriale nel settore, con una parallela crescita delle competenze, anche con un confronto con le organizzazioni sindacali per approfondire e definire i cambiamenti profondi avvenuti nel mercato del lavoro di riferimento. Un impegno da parte della cooperazione anche alla crescita di presidi culturali sul territorio, realizzati a misura della realtà del territorio stesso.

"Legacoop e Culturmedia – ha affermato Valadimiro Zaffini Presidente Legacoop Produzione e Servizi Umbria - proseguiranno nello sforzo di contribuire a rafforzare e modernizzare il settore valorizzando le capacità e le opportunità offerte dalla cooperazione. Noi vogliamo assumere un ruolo propositivo anche perché al nostro interno sono già presenti delle realtà operanti, e vorremmo consolidare queste ed aprirci ad altre".

In una sala Fiume molto partecipata presenti anche come relatori il Prof. Paolo Grignaschi Direttore Generale FederLUS – Banche di Credito Cooperativo, il Dott. Roberto Calari Presidente Nazionale Culturmedia-Legacoop ed il Dott. Ivano Porfiri Direttore Responsabile di Umbria24.it

 

Pubblicato in Umbria

Riconoscere dignità a ognuna delle persone morte nel mare Mediterraneo o ai confini d’Europa, nominandole una a una, per fermare l’emorragia di umanità che sta abbrutendo la nostra società. È l’obiettivo della Maratona dell’Umanità, lettura collettiva dei nomi di 34.361 migranti morti tra il 1993 e il 2018 nel tentativo di raggiungere l’Europa, che si svolgerà a Modena in Piazza Grande dalle 8 del 22 dicembre alle 13 del 23 dicembre 2018, in una staffetta di comuni cittadini, rappresentanti delle istituzioni, sportivi, artisti, che andrà avanti per tutto il giorno e per tutta la notte.

Un’azione simbolica ma al tempo stesso concreta, che vedrà decine di lettori e lettrici alternarsi, nel cuore del centro cittadino: piazza Grande, patrimonio Unesco, ospiterà la lunga maratona proprio accanto alla Preda Ringadora, monumento simbolo del diritto di parola, pietra marmorea sulla quale, da tempo immemorabile, si sono sempre svolte “arringhe”, comizi e manifestazioni.

Tante le adesioni: il sindaco Gian Carlo Muzzarelli, l’arcivescovo don Erio Castellucci, i Modena City Ramblers, Alberto Bertoli (figlio del cantautore Pierangelo), la parlamentare europea Cecile Kyenge, i rappresentanti delle comunità straniere sul territorio, e tanti comuni cittadini  faranno sentire la loro voce, insieme al mondo della scuola, dell’informazione, sportivo, del terzo settore.

Dai naufragi nel Mediterraneo ai tentativi di traversata a nuoto del fiume Evros, tra Turchia e Grecia, da chi è soffocato nel fondo di un camion o sul tetto di un treno a chi è morto di freddo lungo la Balkan Route, da chi è stato identificato a chi è rimasto senza nome: la lettura renderà omaggio a ognuna e ognuno dei 34361 donne, uomini e bambini la cui morte è stata documentata dal progetto “United Against Refugee Deaths”, in una lista pubblicata in Italia dal settimanale “Internazionale”.  

“Vogliamo abbattere il muro di indifferenza complice di queste morti e urlare forte che la nostra città, Modena, non vuole essere né indifferente né connivente – dice la dottoressa Stefania Vecchi dell’Associazione Modena per gli Altri da cui è partita la proposta – Quando il settimanale Internazionale a maggio 2018 ha pubblicato l’elenco dei nomi dei migranti morti nel viaggio, guardando la cifra sconvolgente e leggendo le loro storie e le loro età ci siamo detti: come è possibile che a pochi metri da casa nostra, nel nostro mare, succeda questo? Così abbiamo ideato questo gesto concreto e forte di sensibilizzazione”.

La Maratona dell’Umanità è coordinata dal Centro Servizi per il Volontariato di Modena e promossa da Porta Aperta Modena, Modena per gli Altri, Forum Provinciale del Terzo Settore, Tam Tam di Pace, Scuola di Pallavolo Anderlini con il patrocinio del Comune di Modena. Per maggiori informazioni scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

L’elenco delle realtà aderenti in continuo aggiornamento: 

A.C.A.T. Associazione Club Alcologici Territoriali Modena – A.C.L.I. Provinciali di Modena – AIDO Provinciale Modena – AISM – Alchemia A.S.D. – Alfeo Corassori La Vita per Te – Amazzonia Sviluppo Onlus – Amnesty International Gruppo 259 Carpi – Amnesty International Gruppo 064 Modena – A.N.P.I. Ass. Naz.le Partigiani d’Italia Modena – Arcigay Modena – Arcisolidarietà Modena – A.R.D.F. Onlus Associazione Raharimalala Dia Fanantenana – ASA 97 Onlus – ASAM Associazione degli Studenti Africani di Modena – A.S.D. Lungarotta A.P.S. – Asia Modena – Association Iroko – Associazione ARCI Comitato Provinciale Modena -Associazione Artisti Drama – Associazione Babel Montese – Associazione Caritativa Volontari Cortile – Associazione Chernobyl di Maranello, Fiorano, Formigine – Associazione Corale “Luigi Gazzotti” – Associazione Cuturale Magica Pysanka – Associazione Deade – Associazione G.P. Vecchi pro Senectute et Dementia – Associazione Idee in Circolo – Associazione Insieme a noi – Associazione Insolita – Associazione Interculturale Milad – Associazione Italiana Huntington Emilia Romagna AIHER – Associazione La Ginestra Laboratorio Moltiplica – Associazione Mani Tese – Associazione Modena Incontra Jenin – Associazione Nazionale del Ghana – Associazione Nazionale Mutilati Invalidi di Guerra – Associazione Nigeriana Modena – Associazione Officina Progetto Windsor – Associazione Oghogho Meye Onlus – Associazione per la Pace Modena – Associazione Rosa Bianca – Associazione Stregalibro -AUSER Modena – Aut Aut Modena Onlus – AVIS Provinciale di Modena – AVIS Modena – A.V.P.A. Croce Blu Modena – Avvocato di Strada Modena – Bambini nel Deserto – Caleidos Coooperativa Sociale Onlus – Casa della Saggezza Misericordia e Convivenza Moschea di via Portogallo – Casa delle Culture – Casa per la Pace – Centro Culturale Francesco Luigi Ferrari – Centro Culturale Multietnico Milinda – Centro Sociale Papa Giovanni XXIII Scs onlus – Centro Sperimentale per la Didattica dell’Astronomia – CESAV Ass. Volontari Ceis Centro di Solidarietà – CGIL Modena – C.I.D. Curare il Dolore – Circolo Culturale Left VIBRA – Città & Scuola – Comitato Anziani e Orti Sant’Agnese e San Damaso – Comitato Prog. Chernobyl Carpi, Novi, Soliera – Comune di Camposanto – Comune di Carpi – Comune di Castelfranco Emilia – Comune di Castelnuovo Rangone – Comune di Fiorano Modenese – Comune di Maranello – Comune di Montese – Comune di Sassuolo – Comune di Spilamberto – Comunità Cristiana di Base del Villaggio Artigiano – Comunità Islamica di Modena e Provincia – Consorzio di Solidarietà Sociale – Cooperativa Chico Mendes – Cooperativa L’Angolo – Cooperativa Oltremare -Cooperativa Sociale Aliante – Coordinamento per la Democrazia Costituzionale Modena – CSI Modena Volontariato – Donne in Nero – Donne nel Mondo -Emergency Gruppo Modena – Federazione Filippine Modena – FIPAV Federazione Italiana Pallavolo CT Modena – Fondazione Ceis – Fondazione Ermanno Gorrieri – Fondazione Mario del Monte – Fondazione Vita Indipendente Onlus – Gadangme Association in Italy – G.A.V.C.I. Gruppo Autonomo di Volontariato Civile – Gazzetta di Modena – Gioventù Musicale d’Italia – Gruppo Carcere Città – Gruppo 1% Sestola – Gruppo Musicale Modena City Ramblers – Gulliver Società Cooperativa Sociale – Gruppo Volontari Crocetta – Gurdwara Guru Nanak Darbar Sikh Temple – Ho avuto sete – Il Cesto di Ciliegie – Il Mantello Cooperativa Sociale – Il Tortellante Aps – Insieme in Quartiere per la Città – Istituto di Istruzione Superiore “A.Venturi” – Istituto Superiore di Scienze Religiose dell’Emilia – Istituto Tecnico Industriale di Stato “Enrico Fermi” – “Kabara Lagdaf” Saharawi – Legacoop Estense – Libera Associazione Genitori Onlus – Libera Modena – Liceo Classico e Linguistico L. A. Muratori – San Carlo – Liceo Statale Carlo Sigonio – Liceo Tassoni – Lions Club Modena Romanica -MCE Movimento Cooperazione Educativa – Medici con l’Africa Modena e Reggio Emilia – Modena CEFA – Modena Terzo Mondo – Mosaico dell’Est – Movimento Nonviolento Modena – Parrocchia B.V. Addolorata – Parrocchia San Giovanni Evangelista – Polisportiva Gino Nasi – Polisportiva Formiginese – Polisportiva Modena Est A.D.S.R.C. – Presidio Libera Mancini-Vassallo – Rete Lilliput – Solidarietà in Rete – Scout Agesci Modena 5 – Scuola Superiore “Sacro Cuore” – SOS MAMA “Sostegno Mamma” – Talità Kum – Teatro dei Venti – TRC Modena – Una Mano alla Città Unione – Unione Genitori CGD Modena – Universitaria Udu Modena e Reggio Emilia – Vim Volontari Italiani per il Madagascar – Voice Off

 

 

Pubblicato in Emilia-Romagna

Emendamento Iori al voto: “Le prese di posizione di Legacoopsociali e Federsolidarietà, che rappresentano “solo” 350.000 operatori sociali di cui quasi metà educatori, mettono all’angolo le posizioni assurde di Anep” che nelle scorse ore ha lanciato un attacco al mondo della Cooperazione sociale. Lo afferma Gian Luigi Bettoli, presidente di Legacoopsociali Fvg. Ritirato dal senatorre Giovanni Endrizzi (M5S) l’emendamento che metteva a serio rischio il destino lavorativo di 150 mila educatori in Italia, di cui oltre un migliaio in Friuli Venezia Giulia. Soddisfazione è stata espressa questa mattina dai vertici regionali di Legacoopsociali: “Il ritiro dell'emendamento Endrizzi è un fatto positivo – afferma Gian Luigi Bettoli, presidente di Legacoopsociali Friuli Venezia Giulia -, in quanto sblocca l'importante norma cui si contrapponeva, l'emendamento Iori sugli educatori approvato precedentemente alla Camera dei Deputati, nel quadro della legge finanziaria 2019”.

Di cosa si tratta lo spiega lo stesso Bettoli, che segue l’annosa questione sia a livello regionale sia nazionale. “Il fatto è solo apparentemente semplice.L'anno scorso era stata approvata la cosiddetta “legge Iori”, dal nome della docente universitaria di pedagogia Vanna Iori. Una parlamentare abile e determinata, capace di ascoltare con attenzione le esigenze del settore del welfare e di dialogare trasversalmente con le varie componenti politiche, di maggioranza e di opposizione, ben oltre i confini del suo Pd. Un esempio raro nella politica odierna, tanto da ottenere l'ascolto e l'approvazione delle forze di maggioranza (M5S e Lega) ancora oggi, in questo supplemento di legislazione del settore”.

Inserita in stralcio nell'ultima legge finanziaria della precedente legislatura, “la legge Iori poneva rimedio ad una ingiustizia pluridecennale – prosegue Bettoli -, riconoscendo il titolo di laurea in Scienze dell'Educazione come “educatore professionale socio pedagogico”. E sanando, in varie forme - da un'elevata anzianità professionale, a seconda dei casi di 10 o 20 anni di lavoro come educatore "privo di titolo"; oppure con una anzianità di almeno 3 anni, cui si somma la frequenza di corsi speciali universitari - la situazione di un numero elevatissimo di operatori che nei servizi sociali, sanitari, educativi (le Cooperative sociali A) e dell'inserimento lavorativo (le Cooperative sociali B) ci hanno non solo lavorato da una vita, ma che li hanno spesso ideati, progettati e realizzati. Talvolta con bagagli di studi non irrilevanti: la categoria di educatori "privi di titolo" più numerosa, per fare un esempio, è costituita dagli psicologi”.

Una situazione variegata e con diversi nodi da sciogliere. “La complessità è data dal fatto che esistono altri educatori. Ci sono innanzitutto - ricorda il presidente di Legacoopsociali Fvg - gli EP sociosanitari, quelli laureati in quei corsi di Medicina che, fino alla legge Iori, erano gli unici educatori riconosciuti, e che uno scriteriato decreto dell'ex ministra Lorenzin impone di iscriversi ad un ordine professionale a loro soli riservato. Cui compete l'operatività nel settore sociosanitario - e quindi psichiatria, dipendenze patologiche da sostanze, neuropsichiatria infantile - anche se poi in realtà anche questi operatori finiscono per agire nelle varie branche del sociale”.

“Stiamo parlando di relazioni umane, e non di meccanica, per cui affinità e vocazione sono dati eminentemente personali). Ma poi ci sono altre categorie assibilabili – spiega Bettoli -: dai "tecnici della riabilitazione psichiatrica", che sono poi degli educatori specializzati, ai "terapisti occupazionali", che peraltro non sono quei poliprofessionisti che sono i "quadri" delle Cooperative sociali B, vera sintesi di specializzazione artigianale, imprenditorialità e servizio sociale. È una delle tante distorsioni del sistema universitario e corporativo delle professioni che complica la vita italiana”.

Va altresì detto che, tuttavia, “l'attuale emendamento Iori, cui il ritiro dell'emendamento Endrizzi del M5S - ma in realtà espressione delle posizioni micro-corporative di una parte degli EP sociosanitari - ha aperto la via, non risolve del tutto la questione. Perché la risoluzione del problema – evidenzia Bettoli - passa per l'unificazione di tutte le categorie delle figure educative. L’emendamento Iori offre una soluzione concreta per l'immediato, bloccando quelle situazioni regionali dove si sta pretendendo che nella sanità operino solo EP sociosanitari.

La situazione in Friuli Venezia Giulia. “Facciamo un esempio, quello della nostra Regione. Per assurdo, perché il nostro Piano regionale per la Salute Mentale, approvato quest'anno, giustamente non lo richiede. Sarebbe come dire che, nella psichiatria per prima nel pianeta, bisognerebbe cacciare gli operatori che hanno smantellato i manicomi, per sostituirli con degli EP sociosanitari che non esistono, visto che il numero chiuso mantenuto nella Facoltà di Medicina di Udine è inferiore ai 50 posti/anno, a dispetto della stessa volontà di apertura dei docenti del corso”.

Ora, “se in Friuli Venezia Giulia il problema non si pone, grazie alla sinergia positiva tra associazioni della Cooperazione sociale, organizzazioni sindacali, Regione, Università e tutti gli operatori del settore, l’emendamento Iori - conclude Bettoli - costituisce un ulteriore tassello per la "normalizzazione" del settore dei servizi sociali, sanitari, educativi e dell'inserimento lavorativo, per la sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori del settore e per il diritto dell'utenza alla fornitura di buoni servizi, da parte di un personale stabilizzato, sperimentato e moralmente risarcito da una legislazione finalmente attenta”.

 

 

Pubblicato in Friuli-Venezia Giulia
Venerdì, 21 Dicembre 2018 11:25

PESARO: APRE UN NUOVO CENTRO PER LE FAMIGLIE

Accogliere, informare e accompagnare gratuitamente le famiglie con bambini nella fascia di età 0-6 anni nel loro percorso di crescita, attraverso opportunità di incontro, confronto e condivisione. Questo è l'obiettivo del Centro per le Famiglie Unione Pian del Bruscolo, che sarà inaugurato sabato 22 dicembre alle ore 9.30 in Strada Pian Mauro  47 a Tavullia (PU).

Il Centro per le Famiglie nasce per costruire reti tra servizi, creare collaborazioni per aumentare le risorse a disposizione delle famiglie e potenziare l'accesso ai servizi sociali e di comunità, e offre alle famiglie: sportello informativo: accoglie, informa e orienta le famiglie su opportunità, servizi e risorse del territorio, come i contributi regionali e nazionali a sostegno della famiglia; consulenza educativa: migliora la comprensione e la gestione delle dinamiche familiari con percorsi di supporto e accompagnamento attraverso uno o più incontri gratuiti, individuali o di coppia; laboratori per bambini: laboratori educativi per i più piccoli e i loro genitori per sostenere lo sviluppo armonico di ogni bambino e bambina;  percorsi formativi e gruppi: gruppi rivolti a genitori seguiti da esperti per le famiglie con figli nella fascia di età 0-6 anni per confrontarsi su temi educativi; percorsi per famiglie sui diversi bisogni e interessi per accompagnare ogni tappa del ciclo della vita familiare.

Il Centro è aperto: martedì dalle 9.00 alle 12.00; giovedì dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 16.30 alle 19.00. Per informazioni è possibile contattare il numero 0721/499077, l'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.ed accedere al sito: 

www.unionepiandelbruscolo.pu.it. Il Centro per le Famiglie Unione Pian del Bruscolo rientra in Caleidos, progetto che coinvolge la cooperativa sociale Labirinto e l'A.T.S 1 di Pesaro insieme ad altre realtà di 5 regioni italiane (Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Marche, Basilicata) e prevede l'attivazione di presìdi territoriali qualificati per le famiglie e di punti di consulenza negli istituti scolatici.

Il progetto Caleidos è stato selezionato da Con i Bambini nell'ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Il Fondo nasce da un'intesa tra le Fondazioni di origine bancaria rappresentate da Acri, il Forum Nazionale del Terzo Settore e il Governo. Sostiene interventi finalizzati a rimuovere gli ostacoli di natura economica, sociale e culturale che impediscono la piena fruizione dei processi educativi da parte dei minori. Per attuare i programmi del Fondo, a giugno 2016 è nata l'impresa sociale Con i Bambini, organizzazione senza scopo di lucro interamente partecipata dalla Fondazione CON IL SUD. www.conibambini.org

 

 

Pubblicato in Marche

Agrigento ha vinto il Premio Nazionale Bezzo 2018, organizzato da AIQUAV, PLEF, AREGAI e RINA. Premiati due ristoranti agrigentini per la qualità della loro attività in termini di sostenibilità, inclusione sociale e ricerca. Primo "Ginger People & Food", secondo "Terracotta".

grazie ad un assegno di ricerca di 10 mila euro, finanziato dal gruppo Crai, la città di Agrigento sarà oggetto di un’attività di misura del benessere soggettivo percepito nell’alimentazione locale confluente nell’indicatore BES - Benessere Equo e Sostenibile. L'annuncio del Premio è avvenuto a Firenze nel corso del V Convegno nazionale AIQUAV. La premiazione si svolgerà nei primi del 2019 a Torino.

A concorrere al Premio erano un'ottantina di ristoranti, 9 i finalisti. Terzo posto per "I 12 Monaci" di Fontevivo-Parma. Erano invitati a partecipare i ristoranti delle dieci città finaliste di Capitale Italiana della Cultura 2020, tra cui la vincitrice del titolo, Parma.

Ginger, people and food di Agrigento è un ristorante della coop sociale Al Kharub di cui è presidente Carmelo Roccaro: “comunica e vince. Parla al cuore ed alla mente del giurato, lo coinvolge in maniera così profonda da emozionare. Ecco qui la sua leva: il desiderio ed il piacere di raccontare, di impegnarsi nel diffondere il senso del proprio lavoro, della dedizione alla ricerca di ricette e di storie lontane nel tempo le cui radici affondano nella conquista moresca della Sicilia. Si aggiunga la chiara percezione di quanta illuminata saggezza ci sia nella combinazione di personale proveniente da luoghi e continenti diversi, ognuno dei quali contribuisce a rendere sorprendentemente viva la cultura di quel luogo, con sfide inaspettate, come l’uso dello zenzero tra le bevande consigliate”.

Pubblicato in Sicilia
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