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Mercoledì, 21 Novembre 2018

Articoli filtrati per data: Giovedì, 15 Febbraio 2018 - nelPaese.it

Una buona notizia per i titolari dei buoni postali: interessi in base al titolo. Poste Italiane aveva ritenuto di rimborsare alcuni buoni fruttiferi postali, della serie "Q/P", solo parzialmente, senza applicare i tassi di rendimento indicati sul retro dei buoni medesimi e su cui il titolare aveva riposto legittimo affidamento.

Il risparmiatore si è rivolto alla Federconsumatori che, con l'avvocato Roberta Rispoli, ha intrapreso l'azione giudiziaria; il Tribunale di Napoli – in conformità con quanto già sancito da i Giudici di legittimità – ha ingiunto il pagamento delle differenze dovute in favore del consumatore.

“Sono tantissimi i cittadini a cui non vengono riconosciuti i legittimi interessi maturati negli anni dai buoni - dichiara il presidente di Federconsumatori Napoli, Rosario Stornaiuolo - Invitiamo Poste Italiane a rivedere la sua posizione nei confronti dei titolari dei titoli di risparmio; in mancanza di una proposta da parte dell'Azienda che restituisca il giusto riconoscimento ai risparmiatori, saranno intraprese ulteriori e numerose azioni a tutela dei possessori di buoni fruttiferi postali per consentire il legittimo recupero delle somme dei risparmi investiti, spesso con sudore e sacrificio, e troppo spesso negato”

Federconsumatori invita “tutti i possessori dei buoni postali a recarsi presso le sedi della Federconsumatori Napoli per ricevere assistenza e verificare la correttezza degli importi liquidati o da liquidare”.

 

Pubblicato in Economia sociale

Nasce in Veneto un nuovo settore della cooperazione, “CulTurMedia”, che raggruppa le imprese di Legacoop Veneto operanti nella cultura, nel turismo e nella comunicazione. Obiettivo della costituzione, che rispecchia quanto già avvenuto a livello nazionale, è rafforzare ulteriormente la rappresentanza delle cooperative di questi settori, imprese che in questi anni hanno saputo acquisire peso sempre più rilevante per l’economia, lo sviluppo sostenibile e la promozione turistica dei territori.

Un comparto che in termini occupazionali cresce costantemente e impiega oggi persone di livello scolastico e professionalità elevati, tra cui numerosi giovani, evidenziando un interessante ricambio generazionale. E dal punto di vista economico, rispetto ad altri comparti, ha dato segnali di considerevole resistenza e “resilienza” alla crisi.

L’assemblea costitutiva, che eleggerà gli organismi regionali del nuovo settore, è in calendario lunedì 19 febbraio 2018 (ore 10)negli spazi della cooperativa Controvento al Forte Marghera di Mestre. Il programma della mattinata vede nel dettaglio: dopo gli onori di casa della cooperativa Controvento, i saluti del presidente di Legacoop Veneto Adriano Rizzi e gli interventi del presidente di CulTurMedia Roberto Calari e della vicepresidente Giovanna Barni.

Alle ore 10.45, la relazione di Mara Manente, direttore di Ciset-Centro Internazionale di Studi sull'Economia Turistica, e la presentazione di alcune storie di eccellenza e innovazione di cooperative: Qualità (Venezia), Doc Servizi (Verona), La Piccionaia(Vicenza), Cadore (Belluno), CoopCulture (Venezia).

Si aprirà poi lo spazio al dibattito, a cui faranno seguito l’elezione degli organismi regionali di CulTurMedia e, infine, la conclusione dei lavori.

 

 

 

 

Pubblicato in Veneto

“Negli anni ‘80 stare miezz’a via era una moda ed anche una necessità, ma era anche l’inizio della fine di tutto perché lo stare miezz’a via è l’inizio della fine di tutto: dell’innocenza, della libertà e anche della stessa vita. In questi anni mi sono progressivamente perso: a dieci anni piccoli furti, a quattordici anni i primi scippi e le prime esperienze dirette con la droga e subito il carcere minorile.

Poi a diciotto anni il primo vero arresto da maggiorenne: entrare nell’inferno del carcere di Poggioreale, una vera e propria “palestra del crimine”. Sono parole di Salvatore Striano, scrittore napoletano, che racconterà la sua storia ai ragazzi di Ponticelli, periferia Est di Napoli, in occasione della quarta tappa della manifestazione nazionale itinerante #Conibambini- Tutta un’altra storia che avrà come tema “La scuola che fa la scuola”.

La scuola come presidio di legalità, il cinema come luogo di incontro e contrasto alla violenza della strada. Da qui la scelta di Ponticelli e di fare un incontro al cinema Pierrot con i ragazzi delle scuole dell’area Est di Napoli, con le associazioni, gli insegnanti, le famiglie, in altre parole con la “comunità educante”. Partendo dalle esperienze positive, dalle storie raccontate nei cortometraggi realizzati dai giovani del centro per la produzione di cinema e audiovisivi FilmaP a Ponticelli, condivideremo idee e buone pratiche che partono dalla periferia, dal Sud, come modello nazionale.

La giornata si aprirà alle 9.30 con i saluti del presidente della Fondazione Banco di Napoli Daniele Marrama e Annamaria Palmieri assessore all’istruzione e alla scuola Comune di Napoli, subito dopo interverrà Carlo Borgomeo presidente dell’impresa sociale Con i Bambini.

Seguiranno le testimonianze di Salvatore Striano e dei rappresentanti delle realtà che operano nel territorio: Pasquale Leone, coordinamento provinciale Libera, Francesca De Luca docente dell'IC Marino-Santa Rosa di Napoli. Nel corso della giornata saranno proiettati i video: “Il mio mondo”, “17 anni quasi 18 (dieci anni dopo)” e uno Stralcio del film “Non può essere sempre estate” con intervento su arte ed educazione di Nicola Laieta Maestri di strada – San Giovanni a Teduccio. A moderare l’incontro sarà Roberto D’Avascio, presidente Arci Movie Napoli.

La manifestazione nazionale itinerante è promossa dall’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile.  L’evento di Napoli è organizzato in collaborazione con Fondazione Banco di Napoli e Arci Movie Napoli.

 

 

Pubblicato in Campania

Droghe, ripartire da 7. Il 16 febbraio 2018 alle ore 12, presso la Sala Caduti di Nassirya del Senato della Repubblica Associazione Antigone, Associazione Luca Coscioni, CGIL, Comunità di San Benedetto al Porto, Coordinamento Nazionale Comunità d'Accoglienza, Funzione Pubblica CGIL, Forum Droghe, Gruppo Abele, ITARDD, la Società della Ragione, LegacoopSociali, Lega Italiana per la Lotta contro l'Aids promuovono una conferenza stampa per presentare la propria proposta di intervento sulle politiche sulle droghe in 7 punti.

Le associazioni e le organizzazioni sindacali, sociali ed economiche che in questi anni si sono riconosciute nel percorso del Cartello di Genova per una nuova politica sulle droghe "sulle orme di Don Gallo" hanno predisposto una piattaforma da sottoporre ai candidati che partecipano alle prossime elezioni politiche.

Il documento, che riprende le richieste e le proposte elaborate e condivise già con il Manifesto Genova nel 2014 a poi con la Carta di Milano del 2015, pone a chi si candida a governare l'Italia sette punti sui quali è necessario intervenire con urgenza per offrire al paese politiche sulle droghe adeguate alla società in cui viviamo, frutto di dialogo con la società civile e che garantiscano ai servizi le risorse necessarie per essere applicate.

Alla conferenza stampa parteciperà il senatore Sergio Lo Giudice e i rappresentanti dei soggetti firmatari della piattaforma.

 

 

 

Pubblicato in Nazionale

Da qualche giorno anche i più piccoli possono partecipare alle tante iniziative proposte dall’AgriBottega dei Bambini. Lo spazio - ideato e realizzato a misura di bambino all’interno di FICO Eataly World a Bologna - ha, infatti, ampliato la propria offerta attraverso attività pensate per i piccolissimi e per i loro accompagnatori.

Pubblicato in Emilia-Romagna

Lancio di palloncini bianchi anche al Policlinico Umberto I di Roma in occasione della XV Giornata mondiale del cancro infantile. Appuntamento oggi, 15 febbraio, ore 11, davanti all'ingresso della Clinica Pediatrica (vicino al cosiddetto 'fungo') con le associazioni Io Domani, Amici di Marco D'Andrea e Mary Poppins, tutti gli ospiti piccoli e grandi della U.O.C. di Oncoematologia Pediatrica e lo staff medico e infermieristico, per il consueto rituale che avverra' in contemporanea in tutta Italia. Cosi' in un comunicato il Policlinico Umberto I

Fondazione Soleterre presenta sul proprio sito il nuovo dossier “Salute è giustizia sociale”, un documento che traccia un quadro dell’oncologia pediatrica internazionale, soffermandosi sulle diseguaglianze nella cura del tumore pediatrico e spiegando inoltre come per vincere la sfida globale contro il cancro sia necessario investire sulla sanità pubblica.

Rispetto al precedente, il dossier presenta i dati aggiornati relativi ai progetti attualmente attivi sulla prevenzione del cancro infantile nei 5 Paesi in cui la Fondazione opera (Italia, Ucraina, Marocco, Costa d’Avorio e Uganda) e contiene l’approfondimento “L’adolescente al centro”,pubblicazione nata dalla collaborazione con FIAGOP (Federazione Italiana Associazioni Genitori Oncoematologia Pediatrica Onlus) e SIAMO (Società scientifiche italiane insieme per gli Adolescenti con Malattie Oncoematologiche).

I casi di cancro infantile costituiscono meno dell'1% dei casi di cancro totali nei Paesi ad alto reddito e il 4% in quelli a basso reddito. Piccoli numeri, considerando la piaga globale del cancro, ma che fanno del tumore infantile una delle maggiori cause di morte in eta' pediatrica nel mondo occidentale. Tra i 5 e i 14 anni il tumore rimane la seconda causa di morte nei Paesi ad alto reddito, la terza/quarta nei Paesi a medio reddito e l'ottava nei Paesi a basso reddito (dove le malattie infettive sono ancora la principale causa di morte e disabilita' dei minori). Le cifre di riferimento di chi si occupa di cancro infantile rimangono quelle tra i 175mila e i 250mila nuovi casi all'anno, la maggior parte dei quali (tra l'85% e il 90%) appare in Paesi in via di sviluppo dove le possibilita' di sopravvivenza sono molto basse.

Nei Paesi a basso e medio reddito, si legge ancora nel rapporto di Soleterre dedicato al cancro infantile, l'incidenza e' maggiore a causa di due fattori principali: il primo riguarda la popolosita' e il maggiore tasso di natalita', il secondo le cattive abitudini e condizioni ambientali legate al miglioramento economico (fumo, alimentazione ricca di zucchero, inquinamento, etc). Sebbene negli ultimi anni si sia assistito a un netto miglioramento della sopravvivenza ai cinque anni dalla diagnosi nei Paesi ad alto reddito (tra il 75 e l'85% dei bambini a cui e' stato diagnosticato un cancro guarisce), diverse sono le proporzioni se guardiamo ai Paesi in via di sviluppo.

Qui il cancro infantile miete moltissime vittime: il tasso di sopravvivenza in India e' del 40%, in Costa d'Avorio del 22%. La media di questi conteggi porta a dati sconfortanti: in Africa, Asia e America Latina (dove piu' bambini si ammalano di cancro) piu' di 1 su 2 e' destinato a morire. I motivi della discrepanza tra nord e sud del mondo risiedono soprattutto nei fondi limitati e spesso insufficienti dedicati alla salute. Le strutture per la diagnosi e la cura dei tumori non sono accessibili a tutta la popolazione, sia per questioni geografiche che di budget familiare, cosi' come non sono disponibili le terapie e le strumentazioni in grado di aumentare i tassi di sopravvivenza.

Anche se ogni area geografica segna delle differenze, i tumori piu' diffusi tra i bambini sono: il neoplasma del sangue e del sistema linfatico (leucemia o linfoma), tumori embrionali (come il retinoblastoma, neuroblastoma, nefroblastoma) e tumore del cervello, alle ossa, ai tessuti connettivi. Per molti di questi tumori sono disponibili cure efficaci e spesso anche poco costose. Un esempio e' il Linfoma di Burkitt, uno dei tumori piu' diffusi in Africa. Esso e' guaribile nell'80% dei casi con un costo variabile tra i 600 e i 1000 euro.

In Ucraina, ad esempio, negli ultimi 10 anni si è registrato un aumento dei tassi di sopravvivenza del 13 % (dal 47% del 2007 al 60% del 2017). Un risultato ottenuto anche grazie a Soleterre che si è occupata della formazione dei medici pediatri delle zone periferiche, in particolare delle aree rurali situate tra Kiev e Chernobyl. La Fondazione è intervenuta lungo tutto il processo di cura contribuendo a migliorare il funzionamento dei reparti di oncologia pediatrica e neurochirurgia, garantendo attrezzature adeguate e moderne alle sale operatorie, materiale sanitario, farmaci chemioterapici e aprendo una casa di accoglienza per le famiglie che necessitano un posto letto durante la cura dei propri figli.

(Fonte: Redattore Sociale)

Pubblicato in Salute

A Roma il 19 e 20 febbraio 2018, organizzata dall’Anci con il Ministero dell’Interno, si terrà la Prima conferenza nazionale delle operatrici e degli operatori SPRAR – L’accoglienza che verrà: i volti, le voci, le storie. L’appuntamento, rivolto a rappresentanti di tutti i progetti SPRAR, è volto a cementare un linguaggio comune e una consapevolezza su quegli aspetti che caratterizzano, in ciascun progetto, il cosiddetto “modello SPRAR”, oramai ampiamente riconosciuto anche fuori dai confini nazionali, proprio a partire dalle figure professionali coinvolte.

“Sono gli operatori dei progetti che, nel quadro di natura pubblica garantita dalla titolarità dei Comuni, portano avanti la rete SPRAR con una professionalità e una dedizione che richiede di essere riconosciuta, raccontata e scambiata”, si legge in una nota. A concludere i lavori saranno il presidente Anci Antonio Decaro e il ministro dell’Interno Marco Minniti.

Durante la Conferenza verranno affrontati 4 ambiti tematici e chiunque, al momento della registrazione online, potrà iscriversi a parlare in merito a uno di questi temi: La figura dell’operatore dello SPRAR: evoluzione e prospettive; lavorare nello SPRAR e con i territori; lo SPRAR facilitatore dei percorsi di cittadinanza per un nuovo welfare universale; le comunità accoglienti dello SPRAR modello per l’Europa.

Il programma completo si può scaricare su questo link

 

 

Pubblicato in Migrazioni

La riforma dell'ordinamento penitenziario è in dirittura d'arrivo. Dopo il parere della Commissione Giustizia della Camera è arrivato anche quello della medesima Commissione del Senato. Ora il testo è tornato al governo che dovrà approvarlo definitivamente, cosa non avvenuta nell'ultimo Consiglio dei Ministri.

"Si approvi la riforma prima che sia troppo tardi e che un eventuale cambio di governo possa cancellare questa importante occasione". A dirlo è Patrizio Gonnella, presidente di Antigone. "Nell'approvarla invitiamo il governo a non tener conto dei pareri restrittivi del Senato. Si abbia coraggio anzi - sottolinea il presidente di Antigone - di andare nel senso di maggiore apertura".

"Il sistema penitenziario italiano ha bisogno di questa riforma per poter rispondere in maniera più adeguata ai cambiamenti occorsi negli ultimi decenni e mettere al centro della pena la risocializzazione del condannato, investendo innanzitutto nelle misure alternative".

"Non si abbia paura di populisti e razzisti - conclude Gonnella - e si porti a compimento questo percorso di riforma".

Pubblicato in Diritti&Inclusione

Dopo lo scandalo Oxfam e abusi sessuali di alcuni suoi operatori interviene Medici Senza Frontiere. MSF “condanna fermamente ogni forma di abuso e stiamo rafforzando i nostri meccanismi di denuncia e di monitoraggio per individuare comportamenti che collidono con i nostri principi e garantire che tutti i casi vengano denunciati e puniti, perché il settore umanitario sia trasparente e libero da questi inaccettabili atti”.

Dopo questa premessa la Ong annuncia che nel 2017, anno in cui erano impiegati sul campo più di 40.000 operatori umanitari, MSF ha ricevuto “146 reclami o segnalazioni dalle missioni che sono stati poi registrati presso la sede centrale”. Le segnalazioni riguardano “abusi di potere, discriminazione, molestie e altre forme di comportamento inappropriato”. Questa cifra non include i casi trattati direttamente sul campo e non riportati dunque alla sede centrale.

Su 146 reclami, indagini interne hanno identificato 40 casi di abuso o molestie, di cui 24 a sfondo sessuale. In due di questi casi, l’abuso è stato commesso nei confronti di personale non MSF (pazienti o membri della comunità). In totale, sui 24 casi di molestie o abusi sessuali, 19 persone sono state licenziate. I restanti membri del personale sono stati sanzionati in altri modi, ad esempio tramite avvertimenti o sospensioni.

MSF è “seriamente preoccupata per tutti i possibili ostacoli che le persone potrebbero incontrare nella segnalazione di abusi e questa resta oggi una delle nostre sfide chiave. Inoltre stiamo intensificando gli sforzi per aumentare la consapevolezza dei meccanismi di segnalazione all’interno di MSF e migliorarli”.

Le ragioni della sottostima sono probabilmente simili a quelle che si riscontrano nella società, tra cui il timore di non essere creduti, la paura di essere stigmatizzati e le possibili rappresaglie. “Questi timori sono ancora più accentuati nei contesti di crisi in cui opera MSF, come le aree di conflitto, dove spesso si riscontra una generale mancanza dei meccanismi di protezione per le vittime, un alto livello di violenza generalizzata, un alto livello di impunità e dove le popolazioni possono dipendere in larga misura dagli aiuti esterni”.

“La dimensione, il turn-over e la diversità del nostro staff – si legge in una nota --  richiedono uno sforzo continuo per informare e creare consapevolezza sulle politiche di MSF in materia di molestie e abusi, nonché su tutti i meccanismi disponibili per segnalarli. La nostra priorità principale è rafforzare i nostri meccanismi di segnalazione e lavorare per garantire che tutti, da coloro che sono in visita dalle sedi centrali ai membri delle comunità e i pazienti, siano consapevoli di questi processi e di come accedervi, oltre che proteggere le vittime e gli informatori in ogni momento”.

“Raggiungere e mantenere un ambiente di lavoro libero da abusi e molestie è uno sforzo continuo – conclude Msf - per il quale siamo tutti responsabili. Ci impegniamo, inoltre, a non danneggiare le persone vulnerabili che stiamo cercando di aiutare”.

 

Pubblicato in Nazionale
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