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Lunedì, 22 Ottobre 2018

Articoli filtrati per data: Mercoledì, 21 Febbraio 2018 - nelPaese.it

“Daremo fuoco a voi e ai vostri negri”. Queste le minacce contro i volontari di Baobab Esperience a Roma oggi. A renderlo noto sono gli stessi attivisti sociali in una nota sulla loro pagina facebook. “I difensori della patria sono venuti di nuovo a farci visita. Non per portare cibo, o tende, o per un servizio giornalistico, ma per gridarci questo e minacciare le volontarie e i ragazzi ospiti del nostro presidio che in quel momento si trovavano all’ingresso del campo”.

Non è un caso isolato. Alcuni giorni fa sono state disegnate delle svastiche ricamate con la bomboletta spray e si sono ripetuti insulti razzisti, sessismo: "puttana sei una puttana", ripetevano a una volontaria, riprese col telefonino delle auto e dei presenti in quel momento. E ancora intimidazioni e minacce.

I volontari hanno già fornito tutte le informazioni utili ad identificare gli autori della parata “e faremo tutto quello che va fatto affinché la magistratura indaghi”. E annunciano che continueranno a fare quello la loro azione di solidarietà attiva come in Via Cupa, al Verano, a piazzale Spadolini, “Abbiamo centocinquanta ‘negri a cui dare fuoco’ – scrivono ironico gli attivisti di Baobab - al campo, ma per scaldarli mentre le temperature vanno a picco. Abbiamo tre pasti da servire ogni giorno, tende e sacchi a pelo da procurare, malati e vittime di tortura da far visitare, pratiche di assistenza legale da mandare avanti, curriculum da scrivere per la ricerca di lavoro, attività sociali e sportive da mettere in piedi”.

Queste minacce arrivano in un momento di altissima tensione e di scontro. A Perugia un attivista di Potere al Popolo è stato accoltellato mentre faceva attacchinaggio di manifesti elettorali dopo scontro con un gruppo di Casa Pound: per lui lesioni non gravi. Forza Nuova, intanto, in un escalation di azioni violente e aggressive ha occupato gli studi della trasmissione Di Martedì de La7, ieri sera. E sempre a Roma è stata imbrattata la lapide di Aldo Moro con una svastica e scritte ingiuriose. A Palermo, intanto, gli inquirenti stanno provando a fare chiarezza sull’aggressione contro il leader locale dei neofascisti di Roberto Fiore: un pregiudicato che in passato è stato arrestato per rapina e pestaggi ai danni di ambulanti immigrati.

Da Macerata in poi la campagna elettorale si è trasformata in uno scontro sul campo tra le formazioni di estrema destra e vicine a Salvini e le reti antifasciste che a Bologna, Piacenza e Napoli si sono scontrate con la polizia. Dopo quattro decenni si sta riaffacciando la violenza politica nel nostro Paese, molto spesso di ispirazione razzista e xenofoba.

 

Pubblicato in Nazionale

Il 23 febbraio, alle 14.30 presso il Grand Hotel Salerno (Lungomare Tafuri 1), l’economista e filosofo francese, Serge Latouche, incontrerà il mondo del Terzo settore italiano partecipando, insieme al presidente di Fondazione CON IL SUD Carlo Borgomeo e alla ricercatrice Istat Fabiola Riccardini, al dibattito “Quale sostenibilità per il benessere dei prossimi decenni?”, trasmesso in diretta Facebook dal canale del Giornale Radio Sociale: @giornaleradiosociale.

Dalle 11 alle 12.30 Serge Latouche potrà essere disponibile per incontrare la stampa. L’incontro, aperto al pubblico e ai media, si inserisce nell’ambito di FQTS, il progetto di formazione promosso da Forum Terzo Settore e CSVnet rivolto ai dirigenti del Terzo settore e giunto quest’anno alla sua decima edizione.

Dal 22 al 25 febbraio, circa 200 partecipanti provenienti da tutta Italia seguiranno la fitta rete di incontri, laboratori ed esercitazioni scegliendo tra la linea formativa dedicata agli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 dell’Onu, e quella sulla valorizzazione delle risorse (umane, tecnologiche, finanziarie e sociali) nel Terzo settore, entrambe novità che il progetto FQTS prevede per il 2018. Qui maggiori dettagli.

Un terzo percorso nazionale punta alla formazione degli “emersori delle competenze”, figure che supporteranno tutti i partecipanti di FQTS nella valorizzazione delle competenze acquisite durante le diverse esperienze maturate nel Terzo settore.  Accanto alle attività nazionali, inoltre, continua il modulo per gli “animatori territoriali” delle sei Regioni del Sud Italia, che avranno il ruolo di accompagnare i partecipanti a concretizzare idee progettuali per lo sviluppo associativo delle loro organizzazioni. Qui maggiori dettagli.

FQTS si propone di contribuire, attraverso un modello formativo innovativo fondato sul concetto di “apprendimento circolare”, al miglioramento delle infrastrutture sociali del nostro Paese e alla formazione di responsabili del Terzo settore, in particolar modo del Sud Italia, competenti e capaci di rispondere efficacemente ai cambiamenti socio-economici, intervenendo sui temi che riguardano il welfare, le politiche sociali e culturali, l’economia sociale, la democrazia e la partecipazione.

Dal 2007 (anno di inizio del progetto) ad oggi sono stati circa 10.000 i destinatari della formazione. FQTS2020 è realizzato con il sostegno della Fondazione CON IL SUD.

 

Pubblicato in Economia sociale

Una festa per riaprire la stagione di eventi. Il 23 febbraio, dalle 16 alle 18, al Centro Anziani Age Bassi, riprende a pieno ritmo l’attività che coinvolge la comunità di Città Bassa di Lodi. Dopo la pausa invernale, la ‘squadra partecipazione’ del Progetto “Rigenerare valore sociale nel Lodigiano” (finanziato grazie a Fondazione Cariplo) e che coordina il Tavolo di Quartiere, in collaborazione con il Comune di Lodi, organizza un momento di aggregazione per nonni e bambini.

Lo scopo? “Sarà un’occasione per creare connessioni tra gli anziani, abitanti nel quartiere e non solo, e bambini dello Spazio Gioco e della scuola infanzia vicino al Parco - spiega Elisabetta Dodi che coordina l’attività del Gruppo Partecipazione - Ma anche per lanciare la stagione primavera/estate annunciando le prime iniziative al Parco e con le famiglie che abbiamo pianificato in queste settimane. A marzo ad esempio partiranno le merenda insieme al parco, ma abbiamo in serbo tante proposte che costruiremo insieme”.

Il pomeriggio di venerdì sarà ricco di attività. Sarà allestito un angolo morbido con libri per bambini e anziani con la possibilità di fare la tessera e di presentare il prestito a domicilio (uno dei servizi attivati in collaborazione con la biblioteca). Sarà allestito un semenziario di piante aromatiche per un piccolo orto condiviso al Parco, in collaborazione con Floralia di Oldani Fabiano che fa parte della rete dell’Agricoltura sociale della provincia di Lodi. Ogni semenziario avrà il nome in modo che alla prossima festa le persone riconoscano le proprie piantine e possano piantarle al Parco alla prima festa.

Si potrà giocare a tombola e, a seguire, una merenda per tutti. Sarà allestito uno spazio informativo on il materiale del progetto Rigenerare valore sociale e sulle prossime attività. “Ovviamente ci auguriamo che la partecipazione sia davvero numerosa - aggiunge Dodi - il nostro obiettivo infatti è intercettare sempre più anziani soli (abbiamo attivato anche un servizio di accompagnamento per chi ne ha la necessità), ma allo stesso tempo stimolare la comunità. Abbiamo visto in questi mesi che proprio grazie al progetto abitanti attivi del quartiere si sono messi a disposizione, si sono presi a cuore i vicini di casa, vanno a far loro visite, li accompagnano alle nostre iniziative. Un gruppo di cittadini protagonisti che speriamo si possa allargare visto l’aumento delle chiamate e richieste da parte degli anziani. Stiamo, ad esempio, cercando nuove forze tra gli studenti degli istituti professionali che potrebbero attraverso tirocini o partecipazione attiva darci una mano, così come artigiani per alcuni lavoretti. La festa potrebbe essere un’occasione per farsi avanti. Vi aspettiamo”. 

Cos’e’ il tavolo di quartiere

All’interno del Tavolo di quartiere sono rappresentati Servizio Sociale, Servizi educativi del Comune di Lodi, Biblioteca e Archivio storico  del Comune di Lodi, Centro Anziani, Polizia Locale, Azienda Farmacie Comunali, Caritas, Auser, Comunità Residenziale ad Alta Assistenza, Comunità alloggio Campo Marte, Associazione Giovani Musulmani, che dopo una fase di analisi dei dati socio-demografici del quartiere, di mappatura dei luoghi e delle abitazioni e di interviste ai principali interlocutori, hanno insieme individuato e messo a disposizione del quartiere alcuni “piccoli servizi al domicilio” per anziani fragili che vivono da soli o che faticano a contare su una rete di relazioni e supporti.

 

 

Pubblicato in Lombardia

Si celebra il prossimo 28 febbraio la Giornata Mondiale delle Malattie Rare, che quest’anno si sofferma sul tema della “ricerca” e sul “ruolo proattivo dei pazienti”. Ad oggi sono più di 6 mila le malattie rare conosciute: tra queste, ben l’80% ha un’origine genetica. In Italia, sono quasi 1 milione le persone colpite da una malattia genetica rara.

In occasione di questa Giornata, IVI (Istituto Valenciano di Infertilità) si sofferma sulle patologie genetiche più frequenti riscontrate nelle coppie che si sottopongono a fecondazione assistita presso le sue cliniche e che chiedono una diagnosi genetica preimpianto sui propri embrioni. “La Sindrome X-fragile, la Còrea di Huntingon e la Distrofia Muscolare: queste le malattie genetiche che rileviamo maggiormente in IVI - afferma la Dottoressa Galliano, Direttrice del Centro IVI di Roma. Nella prima si riscontra un ritardo mentale nei maschi, nella seconda difficoltà motorie, mentre nella terza patologia siamo di fronte ad un grave disturbo muscolare”.

“I nostri pazienti -  prosegue la Dottoressa Galliano - richiedono il Test Genetico Preimpianto (PGT – Preimplantation Genetic Testing) quando la patologia è già presente in famiglia: perché hanno avuto un bambino o perché un parente è affetto da una malattia e sanno di esserne portatori. In questo modo il figlio non erediterà la malattia e interromperà la catena di patologie genetiche; le generazioni future, quindi, non saranno gravate da questo peso”.

In alcuni casi, dunque, risulta fondamentale il Test Genetico Preimpianto, che consiste nell'analizzare il DNA di una o due cellule dell'embrione quando questi si trova in una fase molto precoce del proprio sviluppo, generalmente il terzo o il quinto giorno di vita. “Il TGP - conclude la Dottoressa Galliano - ci consente di studiare i geni di un embrione prima che questi venga impiantato nell'utero materno e ci permette, così, di evitare alterazioni genetiche che potrebbero portare a gravi malattie per il bambino”.

Non sempre, però, il TGP può essere eseguito nei cicli di fecondazione in vitro poiché rappresenta, comunque, un’indagine invasiva che può avere effetti controproducenti. Non tutti gli embrioni hanno, infatti, la forza di sopportare una biopsia.

Pubblicato in Salute

Nel 2016 nel mondo 65,6 milioni di persone sono state sradicate dai luoghi di residenza e di vita ( dati Unhcr). Si tratta del numero più alto registrato dopo la seconda guerra mondiale: quasi 10,3 milioni di persone hanno dovuto lasciare la loro casa a causa di guerre e forte tensioni tra la fine del 2015 e la fine del 2016, cioè circa 20 persone al minuto, metà delle quali di minore età.

Lo ricorda il rapporto “Il Diritto d’asilo. Accogliere, proteggere, promuovere, integrare”, lo studio che la Fondazione Migrantes dedica al mondo dei richiedenti asilo e rifugiati per il secondo anno consecutivo e  che presenta questa mattina a Ferrara. Nel 2016 sono 22,5 milioni i rifugiati fuori dal loro paese di origine; 40,3 milioni gli  sfollati interni fuggiti da guerre o persecuzioni; 2,8 milioni di nuove domande d’asilo presentate nello stesso anno (il dato più recente parla di un nuovo record di richieste d'asilo: 130 mila nel 2017, Ismu su dati del Ministero dell'Interno).

Il titolo del rapporto rimanda  a quattro parole (accogliere, proteggere, promuovere, integrare) che fanno da sfondo alle analisi, ai dati e alle proposte del Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato (celebrata il 14 gennaio 2018), sulle quali  gli osservatori si interrogano in termini di politiche e azioni concrete. Il rapporto segnala alcune prassi e progettualità che già all’interno e all’esterno della Chiesa stanno andando verso una direzione non solo di accoglienza e protezione, ma anche di incontro e scambio e dedica un focus specifico all’accoglienza in famiglia.

“Una pratica e una progettualità che ha una storia quasi decennale in Italia, iniziata dal basso, dalla volontà e dall’intuizione di pochi, come spesso accade in questo campo”, sottolineano gli osservatori, e che “ha le potenzialità per diventare molto più diffusa e per far crescere nuove possibilità di incontro e di relazione”, aumentando “spazi di comprensione e solidarietà, invece che di chiusura e contrapposizione, di cui hanno così tanto bisogno sia il nostro paese che l’Europa”. 

Secondo il rapporto - che incrocia dati dell’Unhcr e dello Iom - nel 2017 hanno raggiunto via mare l’Europa 171.694 migranti e rifugiati, attraverso le “rotte precarie e sempre più chiuse del Mediterraneo orientale, centrale e occidentale”. Nel 2016 erano stati 363.504 e ben 1.011.712 nel 2015.  Gli arrivi sono aumentati solo nel Mediterraneo occidentale: secondo i dati (ancora provvisori) forniti da Frontex a inizio gennaio 2018, il totale delle persone entrate in maniera irregolare in Europa nel corso di tutto il 2017 attraverso tutte le rotte si è fermato a 204.300, ovvero il 60% rispetto al 2016. Anche gli arrivi in Italia attraverso la rotta del Mediterraneo centrale hanno subìto una flessione significativa del 34%.

Infatti le persone arrivate su quella rotta, quindi soprattutto in Italia, sono state nel 2017 circa 119 mila rispetto alle 181.126 dell’anno precedente, tornando a un livello pre-2014. Mentre nella rotta del Mediterraneo orientale le persone in arrivo via mare o via terra nel 2017 sono state in totale 41.700, neanche un quarto cioè di quelle registrate nel 2016. Attraverso la rotta del Mediterraneo occidentale, invece, il fenomeno ha ripreso a crescere, pur rappresentando ben poca cosa in termini assoluti rispetto al resto dei flussi. Quindi nel 2017 gli arrivi in Spagna dal Nord Africa, soprattutto dal Marocco, sono raddoppiati rispetto al 2016 attestandosi su quota 22.900. 

Mediterraneo, la ”frontiera  più letale del mondo”. La rotta del Mediterraneo ha mantenuto il suo triste primato del maggior numero di vittime: 5.143 nel 2016 contro le 3.771 del 2015, mentre nel 2017 il dato è sceso a 3.119. Rispetto al 2016 è aumetata, sia pure di poco, l’incidenza dei morti sul totale di coloro che si sono imbarcati: oggi perdono la vita nelle acque del Mare Nostrum (ma si tratta sempre di stime per difetto) quasi 2 persone ogni 100 partite, mentre nel 2016 il dato si era attestato su poco più di una su 100.

“La cifra di 5.143 morti nel Mediterraneo nel 2016 – si legge - diventa tanto più grave se si mette in relazione al flusso di circa 360.000 persone in ingresso in Europa per quella via, cioè a un numero molto inferiore rispetto al più di 1 milione registrato nel 2015, quando però i morti si erano fermati a 3.770. Il numero dei morti nel Mediterraneo, quindi, nel 2016 è aumentato nonostante gli arrivi si siano ridotti di quasi due terzi. Riguardo invece al numero totale dei morti sulle rotte dei migranti durante il 2017, secondo i dati Iom, hanno perso la vita 5.362 persone nel mondo.

Pubblicato in Nazionale
Mercoledì, 21 Febbraio 2018 12:26

VERCELLI: CON AUSER NASCE UN AMBULATORIO SOCIALE

Nasce  a Vercelli un ambulatorio medico, sociale e polispecialistico gestito da medici e infermieri volontari in pensione, che si mettono a disposizione per le persone in difficoltà economiche. Il progetto, sulla scorta di quello dell’Auser di Borgomanero e di Auser Cosenza, è stato ideato da una cordata di enti e associazioni formata da Comune, Asl, Auser Vercelli, Afm, Fondazione Cassa di Risparmio di Vercelli, Ordine dei medici della provincia e istituto Ipsia Lombardi.

L’ambulatorio avrà come sede due locali del rione Isola in via Restano 19 e sarà inizialmente rivolto a persone segnalate dai servizi sociali del Comune. La disponibilità iniziale è offerta da otto medici (di cui un primario) e sei infermieri tutti  in pensione, e un odontoiatra, che al mattino e al tardo pomeriggio forniranno una serie di prestazioni gratuite, come visite in ambito cardiologico, dermatologico, pneumologico, psicologico e dentistico. L’inaugurazione del centro mercoledì 21 febbraio alle ore 17. 

«Abbiamo deciso di investire in questo ambito - ha detto la presidente di Auser Vercelli, Maria Grazia Camellini - per recuperare l’incapacità di curarsi di alcune persone, specialmente tra gli anziani e le fasce in difficoltà. in futuro sono previsti anche momenti informativi, di dibattito e di incontro, proprio per stimolare le persone a prendersi cura di sé anche riguardo l’alimentazione e l’attività fisica». 

 

Pubblicato in Piemonte

Dopo Antigone anche Magistratura Democratica chiede l’approvazione della riforma penitenziaria. Lo fa con un lungo intervento del suo presidente, Riccardo De Vito. “«Ci sono momenti in cui il silenzio è un lusso che nessuno si può permettere», è stato scritto sulla nostra Rivista a proposito del bivio di fronte al quale si trova la riforma penitenziaria. Anche la magistratura associata, dunque, non deve rimanere in silenzio. Bene ha fatto il presidente dell’Associazione nazionale magistrati, Eugenio Albamonte, ad esprimere preoccupazione in ordine ai possibili riverberi della campagna elettorale sull’approvazione dei decreti legislativi delegati”.

“Ora siamo davvero alla fase cruciale – continua De Vito - come riferito dallo stesso presidente del Consiglio, domani, 22 febbraio 2018, la riforma è all’ordine del giorno del Consiglio dei ministri. Auspichiamo che lo schema di decreto deliberato il 22 dicembre 2017, integrante il tentativo di riforma dell’ordinamento penitenziario più organico e costituzionalmente orientato mai posto in essere dopo la riforma Gozzini, sia condotto in porto nella versione licenziata dalla Commissione Giostra, di cui oggi pubblichiamo i lavori integrali. Nonostante qualche lacuna, questa riforma è rispondente a Costituzione e utile alla convivenza pacifica e sicura tra le persone nella nostra società complessa. Ne va, dunque, della civiltà giuridica di questo Paese e delle stesse esigenze di sicurezza sociale, impropriamente brandite come arma contro uno schema di decreto che, oltre a portare la firma della migliore accademia, è frutto di un fecondo dibattito culturale, sedimentato da anni nella magistratura di sorveglianza e recepito dagli Stati generali dell’esecuzione penale”.

Magistratura Democratica critica anche alcune toghe che nel dibattito hanno fatto emergere “argomenti capziosi, alimentati per screditare l’impianto della riforma”. “Il più utilizzato è legato alla tesi, infondata, che l’intervento legislativo di cui si discute si ponga in continuità con i provvedimenti normativi tesi soltanto a ridurre i numeri del carcere. L’ennesimo e più sostanzioso svuotacarceri, insomma. Non è così. È vero, semmai, l’esatto contrario”, precisa De Vito.

E aggiunge: “si tratta di una riforma che, elidendo molti automatismi e presunzioni, restituisce alla magistratura di sorveglianza il potere di valutare appieno i percorsi individuali dei condannati e di bilanciare in concreto, caso per caso, l’obiettivo rieducativo della pena con l’esigenza di tutela dei diritti dei cittadini liberi. Niente più automatismi, dunque, neppure deflattivi, come era la liberazione anticipata speciale, volta ad aumentare la riduzione pena da quarantacinque a settantacinque giorni a semestre, in maniera del tutto irrelata da una seria indagine sui progressi trattamentali dei detenuti”.

Infine, facendo appello per una sua approvazione conclude: “può davvero essere un punto di svolta per rifondare il sistema penitenziario e basarlo su una pena certa, perché tempestiva, e flessibile perché adeguata in concreto alla persona che cambia”.

 

Pubblicato in Diritti&Inclusione

La Siria senza pace, stretta nella morsa di un conflitto dove alleati e nemici cambiano nello scacchiere. Da una parte c’è Afrin che è sotto l’offensiva aerea di Erdogan contro i curdi della Rojava. Uno scenario che vede l’esercito di Assad in arrivo con truppe di terra e una guerra con la Turchia: entrambi alleati dei russi. Contro il regime turco sono arrivate anche denunce per l’uso di armi chimiche in un vortice di ulteriore brutalizzazione bellica dopo il coinvolgimento di mercenari jhadisti.

A questo si aggiunge l'escalation della campagna di bombardamenti nella Ghuta orientale, da parte delle forze governative siriane e di quelle russe loro alleate, ha causato nell'ultimo mese decine e decine di morti e centinaia di feriti. "Il governo siriano, sostenuto dalla Russia, sta intenzionalmente colpendo i suoi cittadini della Ghuta orientale. Non solo questa popolazione soffre a causa di un assedio crudele che si protrae da sei anni, ma ora è anche intrappolata sotto intensi bombardamenti quotidiani che hanno lo scopo di uccidere e ferire civili e che per questo costituiscono evidenti crimini di guerra", ha dichiarato Diana Semaan, ricercatrice di Amnesty International sulla Siria.

"Da sei anni la comunità internazionale sta a guardare di fronte ai crimini di guerra e contro l'umanità commessi dal governo siriano nella completa impunità", ha aggiunto Semaan. "Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite deve far applicare le sue stesse risoluzioni che chiedono la fine degli assedi delle zone abitate dai civili, la cessazione degli attacchi nei loro confronti e l'accesso senza ostacoli degli aiuti umanitari. Gli stati membri permanenti, Russia inclusa, non dovrebbero impedire l'adozione di misure per porre fine a queste atrocità di massa", ha sottolineato Semaan. 

"Diventa fondamentale che il Consiglio di sicurezza invii il chiaro messaggio che non ci sarà alcuna impunità per chi ha commesso crimini di guerra e contro l'umanità. La catastrofe siriana è un esempio perfetto dell'elevato prezzo pagato dai civili per l'impunità di cui beneficiano coloro che compiono atrocità di massa", ha proseguito Semaan.

"Tutte le parti che prendono parte al conflitto siriano devono rispettare i loro obblighi di diritto internazionale umanitario e garantire tanto un passaggio sicuro ai civili che vogliono lasciare l'area sotto i bombardamenti quanto l'ingresso privo di ostacoli delle organizzazioni umanitarie, in modo che possano fornire aiuti vitali alle centinaia di migliaia di persone della Ghuta orientale che ne hanno bisogno", ha concluso Semaan.

 

 

Pubblicato in Nazionale

“Ponticelli, Napoli.  Si tratta di un quartiere simbolo in cui le scuole a tempo pieno sono un miraggio e i ragazzi vivono prevalentemente in strada, che diventa la palestra della loro vita, del proprio percorso di crescita. Con i Bambini non poteva non guardare a Napoli per parlare di contrasto alla povertà educativa minorile, perché spesso nel capoluogo partenopeo si vive fuori.  Quando si cresce per strada si è più forti, ma allo stesso tempo più vulnerabili e allora bisogna che la comunità educante di un territorio se ne faccia carico, faccia rete per restituire a bambini e ragazzi il diritto all’infanzia. Il Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile è un’opportunità rivolta al mondo del terzo settore e alle scuole per cercare di porre delle solide basi di cambiamento e contrasto al fenomeno della povertà educativa dei minori”.

Con queste parole Carlo Borgomeo, presidente dell’impresa sociale Con i Bambini ha aperto i lavori della quarta tappa della manifestazione nazionale #Conibambini-Tutta un’altra storia che si è svolta a Napoli, presso il cinema Pierrot nel quartiere Ponticelli, periferia Est della città. Il cinema Pierrot è diventato negli anni simbolo di come, attraverso la cultura e il cinema è possibile dare ai ragazzi una possibilità, un punto di riferimento, un nuovo cinema paradiso dove è possibile rifugiarsi per sfuggire alle sirene della periferia. Una struttura che ogni anno ospita anche artisti del calibro di Ken Loach e Toni Servillo grazie all’impegno di Arci Movie e FILMaP.

A fare i saluti ai circa 500 ragazzi delle scuole e delle associazioni napoletane presenti sono stati il presidente della Fondazione Banco di Napoli Daniele Marrama e Annamaria Palmieri assessore all’Istruzione e alla scuola del Comune di Napoli. Sono intervenuti: Pasquale Leone, presidente presidio Libera Ponticelli, Francesca De Luca docente dell'IC Marino-Santa Rosa di Napoli, mentre lo scrittore e attore Salvatore Striano ha raccontato ai ragazzi la sua storia, di come è riuscito a vincere la camorra attraverso la scrittura e il cinema. A diciotto anni, dopo un’adolescenza complicata, ha subito il primo vero arresto da maggiorenne ed è entrato nell’inferno del carcere di Poggioreale, “una vera e propria palestra del crimine”. E poi ancora camorra, paure, fughe, latitanza fino all’arresto in Spagna, in solitudine in una camera di sicurezza con un foglio di carta contenente una lunga condanna.

“Spero con la mia presenza di poter trasmettere il valore della scuola e i pericoli della strada- ha spiegato Striano a margine dell’incontro di Ponticelli-  Spero di riuscirci raccontando le mie esperienze di vita che, disgraziatamente, mi hanno visto protagonista in negativo avendo praticato la malavita. Spero anche di riuscire a esprimere ciò che so e infine di poter raccontare ciò che ero, ciò che sono in modo da dare agli altri una spinta positiva per riscattarsi da una situazione difficile. In una città come Napoli dove regnano disoccupazione, dispersione scolastica, delinquenza, bande, c’è bisogno per prima cosa di esempi positivi. Se ci riuniamo tutti quanti per spiegare il fenomeno delle baby-gang, dobbiamo in prima battuta ammettere le nostre responsabilità, avendo cura di non puntare il dito contro i giovani che sono le vere vittime di questa triste realtà, per poi cercare insieme di migliorare i punti strategici frequentati dai nostri giovani: scuola, piazze, discoteche, quartieri con più artisti, eventi culturali, poliziotti educativi educatori, assistenti sociali, ma soprattutto più mamme coraggiose che chiedano aiuto quando avvertono che un proprio figlio si trova in pericolo. È a loro - ha chiosato- che mando il messaggio: proteggete i vostri figli dalla malavita, scegliete per loro la strada dello sport, della scuola, della cultura. Salvateli. A Napoli si può”.

A moderare l’incontro è stato Roberto D’Avascio, presidente Arci Movie Napoli che dagli anni Novanta proprio a Ponticelli organizza rassegne sul cinema d'autore e progetti educativi e didattici per le scuole, come FILMaP, centro di produzione audiovisiva nato con il sostegno della Fondazione CON IL SUD. La manifestazione nazionale itinerante #Conibambini -tutta un’altra storia è promossa dall’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile.

Dopo le tappe di Torino, Reggio Emilia, Milano, Napoli, il 1° marzo sarà a Brindisi e l’11 aprile a Catania e terminerà a maggio con un incontro con le Istituzioni a Roma. L’obiettivo della manifestazione è incontrare le comunità educanti dei territori (scuola, famiglia, terzo settore, fondazioni, università, ragazzi, ecc) per ascoltarle e condividere con loro idee e buone pratiche di alleanze educative e di contrasto alla povertà educativa minorile.

L’evento di Napoli è stato organizzato in collaborazione con Fondazione Banco di Napoli e Arci Movie Napoli.

 

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