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Lunedì, 17 Dicembre 2018

Articoli filtrati per data: Giovedì, 08 Marzo 2018 - nelPaese.it

La fotografia di genere del Terzo settore italiano mostra l’importanza della componente femminile nelle organizzazioni: più di un milione e 800 mila volontari sono donne (38%); 636.171 sono le lavoratrici, oltre il doppio dei lavoratori uomini (313.830). Gli ambiti a maggiore presenza femminile sono l’assistenza sociale, la protezione civile, la cooperazione sociale e la sanità, dove la percentuale supera il 70%.

“Nel Terzo settore italiano la componente femminile ha un peso importante ed è molto più numerosa che in altre realtà socio-produttive. La forte presenza delle donne è un valore aggiunto per il nostro mondo”. Così la portavoce del Forum Terzo Settore, Claudia Fiaschi, in occasione della Giornata internazionale delle donne.

L’impegno rosa nel Terzo settore è confermato anche da una recente indagine condotta dal Forum tra i suoi associati. (Qui l’abstract) Aggiunge Fiaschi: “Il contrasto alle disuguaglianze di genere e non solo resta un obiettivo fondamentale per le organizzazioni di Terzo settore italiano, che dimostrano consapevolezza del valore e del ruolo delle donne nel promuovere cambiamenti sociali e sviluppo economico nelle comunità, soprattutto nei contesti più fragili del nostro Paese e del mondo. Non è un caso che il 55% dei soci del Forum, in base a quanto emerso dal rapporto “Il Terzo settore e gli Obiettivi di sviluppo sostenibile” (qui la versione online) presentato a dicembre scorso, è attivo con progetti che promuovono l’uguaglianza di genere”.

Pubblicato in Nazionale

Non solo una giornata dedicata alle donne, ma una settimana ricca di appuntamenti, questa la proposta dell’Amministrazione Comunale di Casarsa della Delizia a favore delle pari opportunità.  Prende il via la quinta edizione di Non solo 8 marzo, iniziativa promossa dall’Assessorato alle Politiche Giovanili e Pari Opportunità, dall’Ufficio Politiche giovanili e lo Sportello Informadonna  in collaborazione con la Rete territoriale di genere e Cooperativa sociale FAI. L’evento è anche occasione per valorizzare la Rete Territoriale di Genere, tavolo di lavoro che mette insieme le istituzioni comunali per le pari opportunità e le associazioni femminili del territorio.Per l’8 marzo diverse saranno le iniziative che verranno proposte, un ricco programma fatto di cinema, arte, sport e cultura.

Si inizierà con Tre Manifesti a Ebbing, Missouri film candidato a 7 Premi Oscar, che racconta la furia e il dolore di una madre che sette mesi dopo lo stupro e l'assassinio della figlia non ha ancora un colpevole contro cui sfogare la propria rabbia e il proprio senso di colpa. Il film verrà proiettato, giovedì 8 marzo al Teatro Pasolini alle ore 21.00, ingresso a pagamento. L’evento è a cura dell’Associazione ProCasarsa. Sempre dall’8 marzo sarà possibile visitare, Matite, pastelli ed acquerelli: La passione di Anna, mostra monografica della pittrice Anna Moccia, che verrà allestita presso gli ambulatori medici associati di Casarsa e San Giovanni. L’evento è a cura dell’Associazione Donne&Società.

Sabato 10 marzo sarà la volta della Camminata in rosa, che quest’anno raggiunge la quinta edizione, iniziativa realizzata in collaborazione con l’Associazione Primavera 90.
La partenza è prevista per le 14.30 da Piazza Italia, e si svolgerà lungo un percorso di 6 chilometri.
La prima tappa sarà presso l’area delle Polveriere, luogo che per la sua stessa denotazione, farà da cornice storica alla sosta culturale.

Ad attendere i partecipanti ci saranno delle letture e riflessioni sulla figura della donna durante il periodo della Grande Guerra. Storie di Portatrici, Madri, Crocerossine, donne che ebbero dei ruoli chiave ma poco conosciuti in quel grande conflitto che cambiò la storia dell’Europa. Le letture saranno a cura di Anellina Colussi, Luigina Comin, Gilberta Antoniali e delle giovani attrici della “La meglio Cimiciù” compagnia del Progetto Giovani diretta da Norina Benedetti. Alla ricerca dei testi storici ha collaborato Paolo Garofalo.

Si proseguirà poi verso il rientro in Piazza Italia dove i partecipanti verranno accolti da un ristoro multietnico a cura del gruppo-donne dell’Associazione Solidarmondo Aganis –PN.  L’evento è gratuito ed è aperto a tutta la cittadinanza. In caso di mal tempo l’evento sarò rinviato al sabato successivo. “Anche quest’anno l’Amministrazione Comunale- spiega Ilaria Peloi consigliera alle Pari Opportunità- ha inteso valorizzare per il quinto anno consecutivo,  le iniziative legate alla giornata internazionale dedicata alla donna attraverso le attività e il contributo della Rete di Genere del territorio, eventi che trovano anche il sostegno della Consigliera provinciale di Parità di Pordenone e della Carta di Pordenone”.

Per informazioni è possibile rivolgersi all’Ufficio Politiche Giovanili e Pari opportunità- Sportello Informadonna, durante l’orario di apertura, il mercoledì dalle 16 alle 18 presso il Palazzo De Lorenzi Brinis a Casarsa della Delizia. 

Pubblicato in Friuli-Venezia Giulia

Sono passati più di sei mesi dall'appello lanciato dalla cooperativa Futura per la soluzione delle problematiche inerenti la gestione della Comunità psichiatrica residenziale di Maropati, ma nulla è stato fatto. Nonostante le numerose promesse ricevute da parte dei vertici dell'Azienda Sanitaria, la Comunità residenziale sta per chiudere a causa dei crediti vantati, tanto che il Presidente della Cooperativa Lorenzo Sibio ha inviato al Consiglio di Amministrazione la convocazione in seduta straordinaria indicando come unico punto all'Ordine del giorno l'interruzione del servizio e il licenziamento collettivo dei sedici lavoratori che, allo stato attuale vantano 20 stipendi arretrati.

"E' una situazione insopportabile - chiosano i lavoratori  - ma non ce ne andremo in silenzio, senza aver urlato il nostro sdegno nei confronti di chi, pur potendo fare, non ha fatto nulla se non prenderci in giro". Intanto, nella giornata di ieri, il presidente della cooperativa Lorenzo Sibio ha inviato al Presidente della Giunta Regionale della Calabria  le Gerardo Oliverio,  una lettera in cui denuncia la gravità della situazione; la stessa comunicazione è stata inviata anche  al Commissario Straordinario alla Salute della Regione Calabria, al Prefetto di Reggio Calabria, al Direttore Generale  dell'ASP 5, al direttore  del D.S.M, al Sindaco del comune di Maropati e al Presidente di Legacoop Calabria Dott.ssa Angela Robbe, oltre che a gli organi di Stampa.

“Quello che sta accadendo - dichiara nella nota Sibio - è un crimine vergognoso che si sta consumando nell'indifferenza di un sistema dell'apparato burocratico che si è dimostrato un muro di gomma, lontano  dai problemi della gente. Oltre al danno dei mancati pagamenti di ben 20 stipendi ai soci lavoratori, si sta provocando un grande disagio  agli utenti e un grave danno alle loro famiglie. La paura di dover chiudere definitivamente i cancelli di una struttura d'avanguardia per tutto il territorio e non solo è veramente forte”.

“In questi anni - aggiungono i dipendenti della Futura -  la cooperativa si è fatta apprezzare anche a livello internazionale, ospitando professionisti provenienti dalla lontana Finlandia e dalla Russia che hanno dimostrato il loro apprezzamento per il servizio reso e per la professionalità degli operatori, tanto che il loro modello operativo sarà oggetto di studio alla Conferenza Internazionale di Psichiatria che si terrà nell'ottobre prossimo a Mosca, tutto questo nel mentre qui, nella nostra terra, il nostro lavoro non viene riconosciuto né tanto meno apprezzato”.

 

Pubblicato in Calabria

Isolate. Vivono in aree rurali, circondate dal nulla. Le donne non possono studiare, sono inchiodate in fondo alla scala sociale. Spesso subiscono inermi gli effetti di guerre e povertà. Ma ovunque hanno la forza di trasformare un’occasione di crescita in lavoro. Ti raccontiamo le storie delle donne che con noi in Tunisia, Perù e Libano, costruiscono nuovi percorsi di autonomia.

Libano e il salone di bellezza di Jana

Jana è una giovane libanese che, dopo aver seguito il corso di GVC finanziato dalla Provincia Autonoma di Bolzano, ha aperto un salone di bellezza tutto suo e ora lo gestisce in totale autonomia.  In Libano, infatti, in quella striscia di terra dove l’arrivo dei rifugiati e la crisi economica hanno creato tensioni sociali e difficoltà nella gestione di infrastrutture e servizi alla comunità, GVC ha offerto a rifugiati siriani e cittadini libanesi- accomunati dalla stessa condizione di precarietà e disoccupazione- la possibilità di intraprendere percorsi di formazione per avere maggiori possibilità di trovare un’occupazione e, in alcuni casi, tentare la via dell’autoimprenditorialità. 


“Grazie al corso di trucco sono riuscita ad aprire un salone di bellezza tutto mio. Si chiama Estetique Jana Beauty. Ho già diverse clienti” racconta Jana. Libanese, ha 18 anni e vive nel villaggio di Bjeje, nel nord della Valle della Bekaa. “Ho imparato a scegliere il make up giusto, a fare la manicure e pedicure-racconta-. Spero che tutte le ragazze della mia età abbiano la possibilità di cambiare la loro vita attraverso la formazione”. Ma la media dei salari libanesi in quest’area è bassa, le opportunità di lavoro sono rare. Anche per questo, la popolazione ha iniziato ad avvertire un forte senso di competizione nei confronti dei rifugiati siriani che ormai rappresentano il 35% della popolazione. Eppure, nei campi, vivono in condizioni di miseria assoluta, spesso sono costretti a lavorare senza essere retribuiti per il proprietario terriero che li ospita oppure per cifre bassissime.  

Perù, Roxana leader dei pastori delle Ande

E’ nata tra gli alpaca. Oggi ne ha 350 ma siccità e cambiamenti climatici continuano a minacciarne la sopravvivenza. La giovane Roxana, però, lavora con determinazione nella sua cooperativa, fondata anche grazie a GVC, ong che le ha offerto la possibilità di specializzarsi come “clasificadora de fibra”, di produrre e commercializzare la lana di alpaca, di partecipare a degli scambi internazionali e di organizzarsi in lobby con gli altri allevatori per fare advocacy e rappresentanza in favore dei diritti e degli interessi di chi vive di pastorizia sulle Ande. “Questo lavoro è molto importante per me e mi consente di stare vicino a mio figlio. Lo ho portato con me” racconta. Madre, cooperatrice ed esperta, Roxana è diventata un punto di riferimento per la sua comunità in Perù.

“Sicurezza e sovranità alimentare, lobbying e rappresentanza politica erano tutti argomenti che non conoscevo e che ho potuto affrontare grazie allo scambio internazionale tra pastori delle Ande promosso da GVC. Ora capisco che non si tratta solo di me o dei problemi della mia cooperativa ma di tutta una organizzazione della quale faccio parte e che consente ai pastori delle Ande di dare voce ai problemi degli ultimi e di avere maggiore capacità di incidenza sulle decisioni politiche che riguardano noi pastori” racconta Roxana, 29 anni, madre di un bimbo di 10, che vive nella comunità di Uchuni, a diverse ore a piedi da Antabamba (regione di Apurímac), in Perù, ad una altezza di 4.500 metri sopra il livello del mare, con un clima molto freddo. Qui, si vive soprattutto di allevamento e vendita della fibra e della carne di alpaca nelle piccole fiere locali e regionali

 “Sono orgogliosa degli altri alpaqueros che vivono insieme a me sulle alture. Cambiamento climatico e carenza d’acqua rendono la nostra vita molto difficile” spiega. Durante le gelate, i cuccioli di alpaca soccombono. La siccità impedisce all’erba di crescere e al pascolo di alimentarsi. Donne e uomini combattono contro la natura e l’ostilità dell’ambiente. Dagli alpaca dipende l’economia di intere famiglie. Grazie a GVC, tante persone come Roxana hanno acquisito tecniche e competenze per prevenire gli effetti del cambiamento climatico.

“Lavoro nella cooperativa Corazón Andino. Insieme alla mia famiglia, abbiamo 350 alpaca e 35 ovini. Dieci anni fa avevamo 500 alpaca ma erano troppi e non avevamo lo spazio dove poterli fare crescere, i miei fratelli dovevano partire per studiare e così abbiamo venduto 200 capi- continua-. Lavoriamo su terreni comunali”. “Dopo aver studiato e acquisito competenze in materia di miglioramento genetico, avrei voluto continuare a formarmi. Ma come tanti altri pastori non avevo la possibilità economica per farlo” ha detto.

Grazie a GVC, però, ha potuto frequentare un corso che le ha consentito di acquisire competenze in materia di classificazione e commercializzazione della fibra di alpaca nonché numerosi altri eventi durante i quali sono state affrontate tematiche indispensabili per salvaguardare il suo business. Oggi può continuare a lavorare nella sua cooperativa e a sostenere con le sue competenze altri pastori, consapevole del fatto che una organizzazione della rappresentanza dei problemi dei pastori delle Ande è possibile e che anche le donne possono farne parte. Anche se con delle difficoltà: “le organizzazioni di rappresentanza in Perù sono molto debilitate. Mi piacerebbe difendere ciò che ho imparato ma è un po’ difficile perché la mia condizione di donna non sempre mi consente di spostarmi e partecipare alle assemblee comunali ma continuo a rivolgermi alla mia comunità in continuazione, spiegando perché sicurezza e sovranità alimentare, rappresentanza e capacità di avere una incidenza politica, siano ancora temi vitali per noi” spiega.

“Ogni volta che sarà possibile, quando le autorità locali si riuniscono nelle assemblee comunali è indispensabile ricordar loro il grande potenziale dell’allevamento di alpaca e l’obbligo che hanno nel dare vita a progetti che migliorino le condizioni dei pastori. Per questo all’Alcalde ho detto: ricordati degli alpaqueros, ricordati della tua gente, perché la ricchezza di Antabamba sono gli alpaca”.

Tunisia, Salwa contro la disoccupazione

Salwa è nata in una delle aree rurali della Tunisia, a Sidi Bouzid. Oggi lavora con GVC. E' una donna in carriera che è entrata a far parte a tutti gli effetti dell'organizzazione. Un tempo, però, è stata in grandi difficoltà. Perché trovare lavoro in quella zona è davvero difficile. Oggi, alle altre donne come lei dice: "Non smettete mai di cercare una via d'uscita". “Cercate, osate, provate. Non scoraggiatevi mai, nessuno potrà farvi uscire dall’oscurità se non voi stesse” racconta Salwa. Nata e cresciuta a Sidi Bouzid, governatorato con uno dei tassi più elevati di disoccupazione di tutta la Tunisia, è riuscita a diplomarsi in informatica. Ma trovare un lavoro negli anni che hanno preceduto la Rivoluzione dei Gelsomini era davvero impossibile. 

Soprattutto in aree rurali fortemente colpite dalla crisi come Sidi Bouzid, laddove il giovane ambulante Mohamed Bouzizi si è dato fuoco per protesta, dando vita alle prime manifestazioni della Primavera araba. Eppure, con determinazione e in silenzio, Salwa ha deciso di continuare a studiare e investire su se stessa, fino ad ottenere un secondo diploma e, nel 2012, finalmente, trovare il suo primo lavoro. Oggi è diventata capo progetto ed è stata assunta da GVC in Tunisia. Si è specializzata in diritti umani e questioni di genere e oggi si occupa del progetto “Eco des femmes”, volto a rendere autonome le donne che vivono nelle aree rurali, nei distretti tunisini di Sidi Bouzid e Kasserine, ma anche in Marocco. Oggi, invita donne che provengono dalle stesse situazioni di disagio a reagire e a costruire la loro indipendenza attraverso percorsi imprenditoriali. Perché GVC crede che l’empowerment femminile, in questi paesi così come nel mondo, debba essere costruito dalle donne e per le donne che vivono e appartengono a quelle stesse comunità

Pubblicato in Nazionale

Arriva a Capodichino Amicar, il servizio di trasporto di persone con ridotta mobilità promosso dal gruppo di imprese sociali Gesco. Amicar è pensato per agevolare la mobilità e migliorare la qualità della vita di cittadini e turisti offrendo loro un servizio innovativo e conveniente da e verso l'Aeroporto Internazionale di Napoli.

Grazie a un accordo tra Gesco e Gesac, la società di gestione dello scalo di Capodichino,  gli automezzi Amicar possono usufruire di uno spazio all'interno del parcheggio P5 dell'Aeroporto di Napoli da utilizzare per la fermata e il trasporto su prenotazione di persone con ridotta mobilità. Il servizio si può prenotare via posta elettronica scrivendo ad Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Amicar risponde entro le 12 ore successive alla richiesta.

Gli automezzi Amicar sono adeguatamente attrezzati per ospitare in maniera confortevole e sicura i passeggeri con esigenze speciali, grazie alla presenza di personale altamente qualificato: autisti specializzati nel trasporto di persone a ridotta mobilità e, su richiesta, operatori socio-sanitari e socio-assistenziali che agevolano gli spostamenti dall'abitazione alla vettura fino al luogo di destinazione finale. Per gli spostamenti su Capodichino Amicar ha in dotazione veicoli attrezzati con pedana elettrica e appositi ancoraggi per ospitare fino a tre sedie a rotelle. Il servizio si inserisce tra le numerose attività messe in atto dall'Aeroporto in collaborazione con la FISH (Federazione Italiana Superamento Handicap), nell'ambito di un'intesa siglata nel 2012 per il miglioramento continuo dei servizi e dei processi per l'accoglienza delle persone con disabilità.

I costi

Amicar ha un costo di 25 euro a corsa per la tratta urbana in relazione alla prima ora di percorrenza, a cui vengono aggiunti 15 euro per le ulteriori ore successive alla prima e  25 euro a corsa per la tratta extra urbana; a questi vengono aggiunti  0.50 cent a km di percorrenza al di fuori dell'ambito cittadino e 0.25 cent a km di percorrenza per il ritorno a vuoto; anche in questo caso vengono aggiunti 15 euro per le ulteriori ore successive alla prima.

 

Pubblicato in Campania

In occasione dell'8 marzo, Giornata internazionale delle donne, Amnesty International Italia ha ribadito come il fenomeno della violenza contro le donne sia, nel nostro paese, strutturale e abbia dimensioni preoccupanti. Secondo l'Istat il 31,5 per cento delle donne tra 16 e 70 anni ha subìto nel corso della propria vita qualche forma di violenza fisica o sessuale: il 20,2 per cento ha subìto violenza fisica, il 21 per cento violenza sessuale, il 5,4 per cento lo stupro o il tentato stupro. 

Sempre l'Istat segnala che ha subìto violenze fisiche o sessuali da partner o ex partner il 13,6% per cento delle donne. Un altro 13 per cento di donne ha subito violenza da persone conosciute (amici, parenti o colleghi di lavoro).  "Stiamo parlando di un'esperienza drammatica e dolorosa vissuta da alcuni milioni di donne italiane. A preoccupare è l'incidenza dei casi in cui a compiere la violenza è stata una persona che aveva le chiavi di casa - tre su quattro degli oltre 110 femminicidi del 2017 sono avvenuti tra le mura domestiche - o che aveva carpito la fiducia della vittima", ha dichiarato Alba Bonetti, vicepresidente di Amnesty International Italia. 

"Va sottolineato inoltre come, in diversi recenti casi di violenza contro le donne l'indignazione e la solidarietà siano state intermittenti e spesso legate alla nazionalità della vittima e a quella del predatore. Tutti i casi di violenza contro le donne, oltre che essere puniti severamente e possibilmente essere prevenuti, dovrebbero essere condannati con fermezza e imparzialità", ha concluso Bonetti. 

Il "barometro dell'odio" realizzato da Amnesty International Italia per monitorare la frequenza del linguaggio discriminatorio o di vero e proprio odio ha registrato 14 frasi di disprezzo e degradazione nei confronti delle donne da parte di sette candidati. 

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