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Domenica, 18 Novembre 2018

Articoli filtrati per data: Martedì, 29 Maggio 2018 - nelPaese.it

Dopo il fortunato esito de Il Mercante di Venezia, la compagnia Idiot Savant si misura con un altro famoso testo shakespeariano: “Sogno di una notte di mezza estate” che debutterà al Teatro Fontana di Milano il 5 giugno (con repliche sino al 24), nella traduzione, adattamento e regia di Filippo Renda, giovane regista under 30, al quale Elsinor/Teatro Fontana affida questa seconda produzione che segna così una seconda tappa di uno studio sulla lingua e sui contenuti del Bardo inglese. In scena Matteo Gatta, Mauro Lamantia, Beppe Salmetti, Mattia Sartoni, Irene Serini ai quali si aggiungono Laura Serena, Astrid Casali, Aurelio De Virgilio, Luca Oldani, Ester Spassini.

È la Londra di fine anni ’70 a fare da sfondo a questa edizione del Sogno come ambientazione e contenitore per il dipanarsi della narrazione. Gli anni ’70 hanno rappresentato un momento di tensione e collasso della società non solo londinese: in Italia i movimenti studenteschi, sempre più armati e militanti, gettarono il paese in uno stato di perenne allarme. Si trattava, in sostanza, di un bisogno di distacco generazionale con la classe che aveva fatto le guerre, di un processo edipico a priori, cioè spesso senza alcun movente manifesto.

La stessa cosa accadeva a Londra nel mondo dell'arte: i giovani dichiaravano il proprio disgusto per i vecchi in bombetta con la musica e non con le armi. Nascono il Punk, l'Art Rock e il Glam Rock, espressioni musicali che eliminano a priori tutte le convenzioni imposte dai padri: l'ambiguità di genere, l'androginia diventano uno strumento per fuggire dalla Legge del Padre. Quella stessa legge - quella ateniese - da cui i quattro innamorati scappano, per rifugiarsi nel luogo - la Foresta - in cui tutto è permesso, in cui le dinamiche umane non sono determinate da sovrastrutture patriarcali, in cui gli Spiriti non hanno sesso o li hanno entrambi.

La foresta è qui un luogo oscuro - scrive il regista Filippo Renda -  in cui le sovrastrutture umane sono bandite, in cui non si obbedisce alla Legge, e l’androginia, l’ambiguità - o indifferenza - di genere regnano sovrane; in questo luogo cupo le coppie di innamorati perderanno il proprio partner e, per un attimo, anche se stessi. Qui la Magia, il Rito e il Sacro sono reali e tangibili: i quattro spiriti (Oberon, Puck, Titania e Fiordipisello) sono quattro figure demoniache che utilizzano il misticismo per gettare la Foresta nel caos anarchico.

Sogno di una notte di mezza estate si presta bene a tradimenti e incursioni perché ricco esso stesso di contaminazioni, di suggestioni provenienti da diverse fonti, di echi di altre epoche. In questo testo in particolare si compie l’incontro perfetto tra la struttura delle commedie shakespeariane - fatte di contrappunti, cinica dialettica, costruzione millimetrica e a tutto tondo dei personaggi - e i temi delle opere legate all’Inghilterra medievale, come Macbeth o Amleto: drammi cupi, dove la violenza affonda le sue radici nella narrazione e il rapporto col mistero è diretto, la magia parte della vita dell’uomo.

La prima scena del primo atto contiene infatti un nucleo violento: Teseo, uno dei padri fondatori della democrazia ateniese, ha rapito con la spada Ippolita, la regina delle Amazzoni, un popolo che ha scelto per sé la via della castità e del culto di Artemide. Teseo la strappa da quel mondo e la costringe a divenire sua sposa. Non si preoccupa dei desideri di lei, come, d’altronde, nessuno degli altri personaggi “cortigiani”. L’intreccio degli innamorati diventa così uno scontro tra persone che non sono in grado di compiere una scelta, ma che pensano piuttosto di poter di decidere sulla libertà erotica altrui.

Perfettamente intrecciata con la trama centrale, la mini-trama vede protagonisti un gruppo di artigiani - in questa versione minatori - che, durante una sorta di dopolavoro, ha formato una piccola compagnia filodrammatica e adesso si prepara a mettere in scena uno spettacolo da proporre al gran cerimoniere di Teseo per le nozze con Ippolita. Il testo non è bello, gli attori non sono bravi, ma la compagnia ha una caratteristica che la rende commovente: ha fede. Ha fede nel potere di trasfigurazione del Teatro, grazie al quale l’interprete può realmente fuggire dalla propria misera vita, e divenire principe, signore o, perché no, bestia feroce. I comici rappresentano il fulcro emotivo del testo, che divide il mondo in due: chi è in grado e chi non è in grado di credere al di là di ciò che è manifesto e razionale.

 

Pubblicato in Cultura

A pochi giorni dalla presentazione delle proposte legislative della Commissione UE per l'attuazione del Piano d'azione sulla Finanzasostenibile, Sefea Impact SGR – ad oggi unica SGR in Italia a gestire fondi chiusi riservati con una strategia esclusivamente di impatto sociale – lancia "Sì-Social Impact": il suo primo fondo di investimento, in cui cioè i capitali privati possono contribuire a creare impatti sociali positivi, concreti e misurabili, su persone, ambiente e comunità, oltre che generare rendimenti economici.

Promossa da Sefea – suo socio fondatore e socio di Febea, Federazione Europea che riunisce le principali istituzioni finanziarie europee impegnate nel sostegno dell'economia sociale e solidale  –, e dalla Fondazione di Comunità di Messina, Sefea Impact SGR si propone come catalizzatore di nuove risorse finanziarie indirizzate alle imprese a vocazione sociale e/o ambientale, in un contesto di significativa evoluzione del settore e, più in generale, in un momento di importante sviluppo del mercato degli investimenti responsabili. 

«Con "Sì-Social Impact" arriva finalmente lo strumento che fa incontrare domanda e offerta su questo specifico segmento di investimenti, e insieme risponde alle indicazioni europee di sostegno e sviluppo della finanza sostenibile – commenta FABIO SALVIATO, presidente e AD di Sefea Impact SGR –. C'è un mercato potenziale di 30 miliardi di investimenti socialmente orientati per i quali non esisteva ancora uno strumento dedicato». Riservato ad investitori istituzionali, "Sì-Social Impact" intende raggiungere una raccolta di 55 milioni di euro, attraverso una campagna di sensibilizzazione dell'ampia platea di potenziali investitori attenti alle tematiche dell'impact investing.

A quali imprese intende rivolgersi in Italia? Alle imprese sociali ex lege, ivi comprese le cooperative sociali e loro consorzi, e altre società cooperative e di capitali che sono mosse nella loro attività economica da obiettivi di impatto sociale e/o ambientale. L'obiettivo di "Sì-Social Impact" è, dunque, lo sviluppo di un settore di imprese capaci di fornire, in maniera sostenibile nel lungo termine, risposte adeguate ai bisogni delle persone, della società e dell'ambiente, generando un impatto sociale positivo misurabile. In questo modo il Fondo intende diventare anche un laboratorio di imprenditorialità sociale, in grado di di selezionare, potenziare e mettere a modello sistemi di produzione di beni e servizi con una valenza sociale e ambientale...

Primo sostenitore del progetto, la Fondazione CON IL SUD, ente non profit privato nato dall'alleanza tra le fondazioni di origine bancaria e i mondi del terzo settore e del volontariato, per promuovere percorsi di coesione sociale e buone pratiche di rete per favorire lo sviluppo del Sud.

«La Fondazione ha promosso la costituzione del Fondo  "Sì-Social Impact", investendo in esso dieci milioni del proprio patrimonio – spiega Carlo BORGOMEO, presidente di Fondazione CON IL SUD –. Riteniamo indispensabile che si avviino concrete sperimentazioni in materia di investimenti a impatto sociale e che molte esperienze di impresa sociale, anche sostenute dalla Fondazione, possano utilizzare strumenti finanziari adeguati».

Qualche numero sul contesto e sul mercato potenziale

In Europa la più recente mappatura del mercato SRI è stata pubblicata da EUROSIF nel 2016[1]: la dimensione dell'intero mercato SRI viene valutata pari a 21 trilioni € nel 2015, oltre 4 trilioni in più rispetto al valore del 2013. L'impact investing detiene la quota più piccola, pari a quasi 100 miliardi €, ma presenta il tasso di crescita più marcato (+ 385% rispetto al 2013).

Le prospettive future a livello europeo sono sicuramente promettenti. La Commissione Europea ha creato a fine 2016 l'EU High-Level Group on Sustainable Finance (HLEG), incaricato di produrre una roadmap per lo sviluppo della finanza sostenibile con raccomandazioni concrete per la Commissione Europea.

Il Rapporto dell'HLEG è stato pubblicato a gennaio 2018, e nell'introduzione si afferma che "La finanza sostenibile offre all'Europa uno strumento potente per raggiungere i propri obiettivi di prosperità economica, inclusione sociale e rigenerazione ambientale. Dopo la crisi finanziaria e del debito sovrano, la finanza sostenibile offre un'opportunità unica per l'UE di riorientare il proprio sistema finanziario dalla stabilizzazione a breve termine all'impatto a lungo termine.", e ancora "La finanza sostenibile non è più un fenomeno secondario. Piuttosto, è lo strumento con cui le istituzioni finanziarie europee diventeranno più resilienti, le imprese europee avranno accesso a un capitale più economico e più paziente, e i cittadini europei vedranno i loro valori di sostenibilità espressi nelle loro scelte finanziarie".

 

 

Pubblicato in Nazionale

K è il marchio “Made in Italy africano” ideato e realizzato dai richiedenti asilo della cooperativa Karibu. Scaturisce dal desiderio degli ospiti di Karibu di essere parte integrante del sistema produttivo italiano. Quest’autonomia economica è ancora più impellente nei ragazzi richiedenti asilo in quanto auspicano di emanciparsi dal sostentamento del sistema di accoglienza.

In linea con i valori cardine del Sistema Italiano d’Accoglienza e con i principi del Progetto F.A.M.I, IPOCAD azione 4 (che prevedono la partecipazione attiva dei migranti alla vita economica, sociale e culturale, anche attraverso la valorizzazione delle associazioni), Karibu, attraverso il marchio K, intende accompagnare i propri ospiti verso un percorso di self-employment.

La Karibu in collaborazione con il Comune di Latina organizzerà, il 1 giugno 2018 alle ore 21 a Piazza del Popolo a Latina, una sfilata di moda intitolata “Sotto le stelle… Oltre il confine”.
Come esempio di imprenditorialità riuscita, la sfilata promozionale del marchio K vedrà la partecipazione di alcuni stilisti che si sono affermati sullo scacchiere internazionale grazie alla loro creatività e talento. Il creatore Bazems’se del Burkina Faso, che vanta tra i suoi numerosi clienti Charlène Lynette Wittstock, la Principessa di Monaco, e la giovane designer ruandese Dk Ange del marcio Osez le foulard.

Considerando la finalità benevola dell’evento, alcuni artisti dello spettacolo italiano parteciperanno alla sfilata: Monica Ward, attrice e doppiatrice e storica voce di Lisa Simpson; Roberto Lipari, comico di Colorado, e Simone Iuè, lanciato dalla trasmissione Ti lascio una canzone e interprete delle canzoni del piccolo Miguel, protagonista di Coco, ultimo successo della Disney.

Pubblicato in Economia sociale

Sono oltre mille i bambini coinvolti dal progetto nazionale “P.R.I.M.A. I.” (Promuovere Risorse per l'infanzia Mediante Approcci Innovativi) - selezionato da impresa sociale "Con i Bambini", nell'ambito del Fondo a contrasto della povertà educativa minorile - nel solo territorio di Crotone. 

Si tratta di un’iniziativa ambiziosa che ha preso avvio negli scorsi mesi e che si pone come obiettivo il contrasto della povertà educativa minorile, attraverso una serie di attività concrete realizzate su tre regioni diverse ma che condividono le stesse problematiche sociali, oltre alla carenza di servizi dedicati a famiglie e bambini. E lo farà attraverso una rete composta da 10 scuole, 15 associazioni e 7 enti pubblici, coordinati da un soggetto capofila: la Cooperativa Santa Chiara di Manfredonia.

Sul territorio di Crotone l’elenco dei partner è molto vasto. In prima fila a sostegno di questo obiettivo così importante il Comune che, insieme alla Regione Calabria - Dipartimento Turismo, Beni culturali e Istruzione, ha sposato la mission del progetto in qualità di ente pubblico che ha a cuore il benessere dei cittadini.

“Si interviene, e finalmente, in un settore particolarmente fragile, quello dei bambini della Scuola dell’Infanzia, che nella nostra realtà territoriale, in assenza di un contesto familiare abbiente e sensibile allo sviluppo delle capacità di apprendimento, sono spesso destinati a carriere scolastiche caratterizzate dallo scarso profitto, dalla dispersione o dagli abbandoni. – ha dichiarato il vicesindaco, nonché assessora alla Cultura del Comune di Crotone, Antonella Cosentino - L’Amministrazione comunale si è impegnata fin dalla prima pubblicazione del bando, riuscendovi, per realizzare occasioni reali di partecipazione attiva e di pari opportunità tali da  offrire ai bambini di Crotone quei percorsi utili a contrastare la povertà educativa e a garantire a tutti quel successo formativo che è condizione prima di esercizio di libertà.”

Le scuole che hanno aderito alla rete di P.R.I.M.A. I., invece, sono: l’Istituto comprensivo “Papanice”, l’IC M. G. Cutuli, l’IC “Alcmeone” e l’I.C. “A. Rosmini” che al momento stanno ospitando alcune delle attività previste dal progetto stesso. Nelle suddette scuole, infatti, sono partite diverse attività in orario curriculare ed extracurriculare, tra cui i laboratori per bambini fino ai sei anni di età di Psicomotricità, Creatività digitale, Teatro- spazio delle Emozioni e Musicoterapia. Inoltre è stato attivato lo sportello di ascolto per genitori e insegnanti e, nel mese di settembre, con la ripresa dell’attività scolastica, partiranno anche i corsi di formazione per docenti e genitori e servizi di pre-post scuola.

Le associazioni coinvolte nel percorso a contrasto della povertà educativa minorile ideato dal progetto nazionale P.R.I.M.A. I sono: la cooperativa “Agorà Kroton”, “Noemi” società cooperativa sociale e l’associazione  “Teatro della Maruca” che gestiscono, attraverso professionisti ed operatori, servizi e attività pensati per bambini, scuole e famiglie.

Sarà un percorso lungo 42 mesi che promette ricadute reali e d'impatto per limitare il fenomeno, ormai sempre più diffuso, della povertà educativa minorile che, come spiegato dal responsabile Programma di “P.R.I.M.A. I.” : “non è un fenomeno che riguarda solo famiglie in situazione di disagio economico. Lavoreremo per dare ad ogni bambino le stesse possibilità. Il progetto persegue l'obiettivo di potenziare i servizi educativi offerti dalle scuole, aumentando l'accessibilità alle offerte culturali ed educative. Faremo attività a sostegno della genitorialità, ed aiuteremo i genitori in gravi difficoltà economiche con i "Voucher Famiglia". Parte fondamentale del progetto P.R.I.M.A I sarà anche il coinvolgimento della comunità educante.".

 

 

 

 

Pubblicato in Calabria

Combatte l'esclusione sociale e lo stigma attorno alla malattia mentale attraverso il teatro e l'arte il progetto La Linea del Cuore che celebra il quarto anno di attività con un evento pubblico mercoledì 30 maggio 2018, a partire dalle 9,30, nella Biblioteca Nazionale di Napoli (Sala Rari).

Un appuntamento organizzato dagli operatori della Salute Mentale di Napoli per aprirsi al territorio e creare connessioni con le realtà presenti in città, che vuole essere occasione  di confronto sulla sofferenza psichica e sul concetto di "riconoscimento della persona" a 40 anni dalla Legge Basaglia. L'iniziativa è promossa dal Centro Diurno di Riabilitazione "La Fiera dell'Est" (Unità Operativa di Salute Mentale distretto 26) dell'Asl Napoli 1 Centro gestito a Soccavo dal gruppo Gesco attraverso la cooperativa sociale Era.

La mattinata di mercoledì si aprirà con la proiezione del videoclip Neoregulina sulle opere di artisti che nella loro vita hanno attraversato la sofferenza psichica, accompagnata dall'Orchestra di Archi degli allievi del Liceo Margherita di Savoia di Napoli diretta dal maestro Jhonny Grima. Seguirà un dibattito con gli interventi di: Francesco Mercurio, direttore Biblioteca Nazionale di Napoli; Fedele Maurano, direttore Dipartimento salute Mentale di Napoli; Elisabetta Ferrandes, responsabile CDR UOSM ds 26 Fiera dell'Est; Sergio D'Angelo, presidente Gesco; Giuseppina Maria Wally Crocenti, dirigente scolastica Liceo Margherita di Savoia; Giovanna De Rosa, direttore CSV Napoli.

Nel corso dell'iniziativa verrà trasmesso un intervento video di Elyn Saks, oggi docente di psichiatria alla University of California che ha vissuto in prima persona l'esperienza della malattia mentale e che ora è una stimata insegnante. Si potrà poi assistere ad originali esperimenti di narrazione e libere letture teatrali tratte dall'Amleto di Shakespeare con incursioni poetiche e raccordi dagli scritti di Virginia Woolf, Susanna Kaysen e Francesco Guccini, a cura del Centro Diurno di Riabilitazione La Fiera dell'Est.

L'evento si chiuderà con il concerto dell'Orchestra di Archi e un aperitivo di saluto. A tutti i  partecipanti verrà donato un manufatto del laboratorio di ceramica condotto da Mariana Testa all'interno del Centro Diurno La Fiera dell'Est, che rimanda alla tecnica giapponese del Kintsugi, letteralmente "riparare con l'oro". La Linea del Cuore è un progetto multidisciplinare complesso che ha come fulcro un laboratorio stabile di teatro realizzato all'interno del Centro diurno di Soccavo con il coinvolgimento diretto degli utenti della salute mentale. Il percorso è condotto da Elena Primicile Carafa e Anna Renata Wrobel, educatrici del gruppo Gesco e operatrici culturali dell'associazione Nakote.

L'evento di mercoledì 30 maggio è inserito nel Programma del Maggio dei Monumenti cittadino. Si svolge in collaborazione con Biblioteca Nazionale di Napoli, Nakote Teatro, Liceo Margherita di Savoia, Associazione Asfodelo, CSV Napoli.

 

Pubblicato in Campania

Il 26 maggio a Torino, all’Environment Park, si è svolta l'Assemblea dei soci della Cooperativa Animazione Valdocco, nel corso della quale è stato approvato il bilancio 2017. “Consolidiamo le nostre attività attestandoci ad un fatturato di oltre 57 milioni di euro (+6,18). Lavoriamo in 34 comunità locali (+2), in Piemonte ma anche in Liguria e Lombardia, con 239 (+8) servizi.” - ha affermato il Presidente Paolo Petrucci. “Il risultato di gestione è positivo, perché determinato da una crescita anche nello scambio mutualistico (con un aumento del 7% dei soci lavoratori), scopo importante dell’essere, oltre che sociale, cooperativa di lavoro”.

Nel corso dell’anno in esame sono proseguite inoltre le collaborazioni con cooperative ed imprese: ciò ha consentito l’acquisizione di importanti servizi e la conseguente crescita, l’aumento occupazionale e l’inserimento in nuovi settori di attività, come emerso dai dati evidenziati nel corso della presentazione del Bilancio Sociale 2017 dal Direttore Amministrativo, Anna Actis Grosso. Raggiunto inoltre l’obiettivo prefissato di fidelizzazione dei committenti, con il 97% dei ricavi complessivi dell’attività caratteristica costituito da servizi già gestiti negli anni precedenti. Riconfermato infine dall’assemblea il fondo di Mutuo Aiuto per il sostegno al reddito, lo strumento ideato dai soci per far fronte a problemi di riduzione o mancanza di lavoro.

Il Consiglio di Amministrazione ha lavorato con l’obiettivo di consolidare la presenza nelle comunità locali erogando servizi di qualità, di praticare ai soci ulteriori rapporti di lavoro “vero”, di favorire socialità e partecipazione ed infine di promuovere l’autofinanziamento garantendo la sostenibilità finanziaria.” – ha proseguito Petrucci. “L’occasione della ricorrenza dei quarant’anni della legge Basaglia, può aiutarci ad interpretare le contraddizioni della cooperativa: uno strumento imprenditoriale per i soci e per le comunità locali dove vivono i beneficiari dei nostri servizi ed in cui, mentre lavoriamo, poter inventare nuovi modi di operare, praticare tolleranza e lottare per una società meno diseguale”.

L’assemblea è proseguita con l’intervento di Beppe Quaglia, Responsabile della Comunicazione, che ha presentato le attività di comunicazione nei servizi nel 2017, ricordando ai soci l’importanza di una partecipazione attiva nel corso degli eventi culturali e delle iniziative pubbliche promosse dalla cooperativa. Sempre in merito alle attività comunicative, Elisa Profico ha successivamente analizzato le visite sulle pagine web gestite dalla cooperativa, approfondendo le modalità di utilizzo dei social network per la comunicazione dei servizi.

A seguire l’intervento di Roberta Tumiatti, Riccardo Cappa e Davide Pusceddu, che hanno presentato i gruppi di lavoro previsti per la sessione pomeridiana dell’assemblea. Soci ed amministratori hanno infatti discusso, nel corso del pomeriggio, in merito all’accoglienza dei migranti che si realizza attraverso una comunità che accoglie, all’innovazione sociale e allo sviluppo organizzativo attraverso la selezione e gestione dei talenti in cooperativa. I partecipanti hanno poi suggerito al Consiglio di Amministrazione spunti di miglioramento ed ipotizzato prospettive future: l’obiettivo era infatti quello di fare incontrare i soci verificando e consolidando una cultura comune e al contempo di far nascere percorsi di partecipazione sociale volti a valorizzare il protagonismo dei soci.

Al termine della mattinata Anna Di Mascio, Responsabile di Legacoopsociali Piemonte e Giancarlo Gonella, Presidente di Legacoop Piemonte e Copresidente dell’Alleanza Cooperative Italiane Piemonte, dopo un rapido excursus sul contesto politico ed economico contemporaneo, hanno sottolineato l’importanza del ruolo ricoperto dalla Cooperativa Animazione Valdocco nell’ambito del movimento cooperativo, sia in termini di partecipazione che di qualità dei servizi erogati.

Protagonista della pausa pranzo, l’integrazione: il buffet è stato infatti curato dall’equipe di Nati per Soffriggere, il progetto promosso da Chef Kumalè che mira a valorizzare le competenze culinarie di migranti e cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale, utilizzando la cucina multietnica come elemento d’integrazione sociale e di stimolo culturale.

 

Pubblicato in Piemonte
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