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Domenica, 18 Novembre 2018

Articoli filtrati per data: Mercoledì, 20 Giugno 2018 - nelPaese.it

Dal 23 giugno al 7 ottobre, torna la 5^ edizione dell’estate trevigiana con il bando SediciTrenta, 8 eventi con 5 associazioni e 3 gruppi informali di giovani dai 16 ai 30 anni. Si parte il 23 giugno alle 21 nella Loggia dei Cavalieri con il cineforum “Buster in Loggia” a cura di Cineforum Labirinto, omaggio a Buster Keaton, uno dei più grandi attori comici del cinema muto, prevista la proiezione di alcuni cortometraggi con accompagnamento musicale dal vivo a cura del pianista Roberto Durante. 

In calendario anche “Contamination Cup” – torneo di calcetto (30 giugno), “Comunichiamoci” – rassegna culturale sulla riscoperta del dialogo e della condivisione (14 luglio), una mostra di fotografia contemporanea con protagonisti artisti locali emergenti (dal 7 al 23 settembre), “Rock ’n’ Roll’s Back in Town” – concerto di band giovanili (15 settembre), “Punti di contatto” – Storie di frontiere (dal 21 al 23 settembre), “Afò – La voce della musica” – Workshop di percussioni africane (22 settembre), “Futura” – Dibattiti, esposizioni, musica e performance (8-9, 15-16, 22-23 settembre, 6-7 ottobre). Ad organizzare la kermesse Comune di Treviso – assessorato alla Partecipazione, politiche giovanili e pari opportunità, e Progetto Giovani Treviso gestito dalla Cooperativa sociale Itaca.

Il programma

Ricchissimo il programma che proseguirà il 30 giugno con la “Contamination Cup”, torneo di calcio a 8 che prevede la partecipazione di 6 squadre formate da minimo 8 giocatori ciascuna, con pranzo e cena offerti in collaborazione con il Gruppo Bronse del Sacro Cuore, e dopo il torneo momento di musica e socialità. Il 14 luglio nella Loggia dei Cavalieri a cura di La Chiave di Sophia, “Comunichiamoci”, rassegna culturale sulla riscoperta del dialogo e della condivisione incentrata sul tema della buona comunicazione in senso etico, in concomitanza con l’uscita del sesto numero della rivista cartacea dell’associazione La Chiave di Sophia. L’iniziativa prevede tre proposte con l’obiettivo di promuovere l’importanza di una comunicazione etica, nella quale il dialogo, lo scambio, il coinvolgimento e la responsabilità siano valori fondamentali sui quali i ragazzi sono chiamati a riflettere. Tre le proposte con  un laboratorio per bambini, un dibattito con gli autori e gli editorialisti de La Chiave di Sophia ed un cineforum.

Dal 7 al 23 settembre, mostra di fotografia contemporanea nella B#S Gallery a cura di Ardesia Projects, esposizione di fotografia emergente con artisti locali, nazionali ed internazionali, selezionati in base ad un progetto curatoriale specifico. L’obiettivo è di proporre tecniche sperimentali ed innovative di rappresentazione, presentazione ed esposizione delle opere artistiche. Previsto un evento collaterale di inaugurazione delle mostra come momento di confronto ed arricchimento culturale con la cittadinanza. Il 15 settembre in piazza Trentin “Rock ‘n’ Roll’s back in town”, concerto di 5 band giovanili emergenti della scena trevigiana a cura di Band Emergenti. Dal 21 al 23 settembre “Punti di contatto. Storie di frontiere”, dibattito-cineforum-musica-mostra in piazza San Parisio a cura di Agorà. Un ciclo di eventi incentrato sul tema del confine declinato secondo tre aree, le frontiere territoriali, quelle linguistiche e del mercato alimentare.

Il 22 settembre “Afò la voce della musica”, workshop di percussioni africane a Villa Margherita a cura di Afò. Un’iniziativa incentrata sulla musica mandingue dell’Africa Occidentale, un workshop di percussioni rivolto a chi non conosce questo genere di musica per scoprirlo ed imparare a capirlo e a chi già lo conosce per studiare nuovi ritmi con un maestro africano rinomato. L’iniziativa prosegue con un concerto di musica malingue e un momento di aggregazione e festa.

 

Il programma si concluderà con “Futura”, dibattito-esposizioni-musica-performance a Treviso Sotterranea-Sala d’Arme di Porta SS Quaranta-Binario 1 a cura di Prisma aps Subsculture. Le date sono quelle di 8-9, 15-16, 22-23 settembre, e 6-7 ottobre per un evento che coinvolgerà tre diversi luoghi della città, una riflessione sul futuro e sulla condizione del genere umano che verrà esplorata attraverso installazioni, opere artistiche, performance, concerti, incentrati su come la tecnologia possa prendere il sopravvento nel futuro e di come, forse, in un futuro ancora più lontano, ci possa essere un ritorno alla dimensione naturale.

 

Pubblicato in Veneto

"La decisione degli Stati Uniti di ritirarsi dal Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite rischia di minare il ruolo degli Usa come campione e sostenitore della democrazia sulla scena mondiale". Lo afferma in una nota il portavoce del servizio di azione esterna dell'Ue precisando che "l'Unione europea continuerà tuttavia a difendere i diritti umani e le libertà fondamentali, sia nelle sedi multilaterali o in tutto il mondo, anche cooperando con gli Stati Uniti ogni qualvolta possibile".

"Gli Stati Uniti hanno nuovamente assestato un forte colpo alla propria reputazione di difensori dei diritti umani e hanno dimostrato il loro disprezzo non solo verso il Consiglio dei diritti umani ma anche verso l'Onu in generale e le strutture che ne fanno parte". Così la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova.

Israele invece ringrazia il presidente Trump "per la coraggiosa decisione contro l'ipocrisia e le bugie del cosiddetto Consiglio dei diritti umani dell'Onu", l'Unhrc. Lo ha detto il ministero degli Esteri, retto dal premier Benyamin Netanyahu, dopo la decisione Usa della scorsa notte di lasciare l'organismo. "Invece che occuparsi dei regimi che sistematicamente violano i diritti umani - ha proseguito - quel Consiglio si è ossessivamente fissato con Israele, l'unica vera democrazia del Medio Oriente". 

Amnesty attacca

"Ancora una volta il presidente Trump mostra il suo completo disprezzo per i diritti e le libertà fondamentali che il suo paese pretende di sostenere", ha dichiarato Salil Shetty, segretario generale di Amnesty International, commentando l'annuncio che gli Usa abbandoneranno il Consiglio Onu dei diritti umani. 

"Sebbene non sia perfetto e i suoi stati membri finiscano spesso per trovarsi sotto osservazione, il Consiglio Onu dei diritti umani resta un organismo importante per accertare le responsabilità delle violazioni dei diritti umani e per la giustizia", ha aggiunto Shetty.  "Gli Usa dovrebbero riconsiderare urgentemente questa decisione, che li piazza sul lato sbagliato della storia. Hanno deliberatamente scelto di indebolire i diritti umani di tutte le persone e le loro battaglie per la giustizia", ha concluso Shetty. 

 

(Fonte: Ansa)

Pubblicato in Nazionale

Ha preso il via lunedì 18 giugno 2018, presso Villa Campitelli a Frascati, “Ri-abilitiamoci” il secondo turno del soggiorno estivo terapeutico per oltre 30 ragazzi e ragazze con disabilità fisica e mentale, che a Roma vivono a Torre Angela e Tor Bella Monaca, nel quadrante Est della Capitale. L’iniziativa, che è organizzata dal Presidio di riabilitazione di via Dionisio a Torre Angela gestito dalla Cooperativa Sociale Nuova Sair, ha un triplice obiettivo: quello di offrire ai ragazzi una vacanza speciale (per alcuni è la prima volta) in uno dei luoghi più belli dei Castelli Romani, grazie anche alla sensibilità della diocesi di Frascati, quello di sostenere e alleviare le famiglie dei ragazzi dalle fatiche di ogni giorno e quello di proseguire le attività riabilitative anche nel periodo di vacanza.

Il soggiorno è stato suddiviso in due momenti differenti, per rispondere alla grande richiesta di partecipazione da parte dei ragazzi e delle famiglie coinvolte. Un primo gruppo ha usufruito di questa esperienza dal 28 Maggio al 6 Giugno mentre un secondo gruppo dal 18 al 24 Giugno, per un totale di circa 60 ragazzi.

“Il soggiorno estivo – ha commentato la Dott.ssa Giorgiana Favale, direttrice di struttura del Presidio di riabilitazione di via Dionisio – costituisce un’occasione unica sia per i ragazzi che per le loro famiglie. Per queste ultime i soggiorni estivi rappresentano a volte l’unica possibilità di sollievo fisico ed emotivo dal carico quotidiano di cura che i propri ragazzi richiedono, mentre per i ragazzi diventa un’occasione per trascorrere delle giornate in un contesto diverso da quello del Centro e da quello familiare, e una possibilità di integrazione sociale profonda con i propri compagni con i quali condividere numerose attività interne ed esterne a carattere ludico-ricreativo.”

“Il fatto che il Centro garantisca l’organizzazione e la gestione del soggiorno estivo – ha aggunto la Dott.ssa Favale – rappresenta una sicurezza per i ragazzi, che ritrovano alcune delle proprie figure di riferimento, e per i genitori/tutori, che sanno di affidare i propri cari a chi li conosce da tempo.”
Questo permette inoltre di proseguire e potenziare gli obiettivi riabilitativi prefissati e di favorire il massimo dell’autonomia perseguibile da ognuno dei ragazzi. L’impegno quotidiano, che tutta l’équipe riabilitativa svolge ogni giorno per tutto l’anno al Centro di Via Dionisio, si trasferisce totalmente in un contesto di “vacanza” ed è questa la formula che permette di integrare una riabilitazione di qualità con il relax e il divertimento dei ragazzi.

“Durante il soggiorno – ha concluso la Dott.ssa Favale – sono previste uscite, passeggiate e diversi ospiti esterni che si esibiscono in serate dedicate ai ragazzi. Per tutta la settimana è presente inoltre l’animazione h24 che si occupa dell’intrattenimento con iniziative speciali, anche queste sempre strutturate sul bisogno di ognuno, prevedendo la massima integrazione di ciascuno all’interno del gruppo”.

Pubblicato in Lazio

Si terrà nel giorno 26 giugno alle ore 11 nella Chiesa del S. Cuore di Gesù di Ercolano, zona San Vito, la conferenza stampa indetta dall’associazione Salute Ambiente Vesuvio per fare il punto della situazione rispetto allo sversamento di rifiuti nel Parco Nazionale del Vesuvio e alle bonifiche dei terreni interessati, ai sopralluoghi fatti dalle diverse commissioni regionali e ministeriali e alla prevenzione incendi boschivi.

La conferenza stampa, moderata dalla criminologa Deborah Divertito, socia della cooperativa sociale Sepofà che già in altre occasioni ha collaborato con l’associazione promotrice dell’incontro, sarà aperta da  Don Marco Ricci, parroco della parrocchia di San Vito e Presidente di Salute Ambiente Vesuvio, vincitore del premio Luisa Minazzi come “Ambientalista dell’anno 2017” (consegnatogli nel dicembre scorso a Casale Monferrato). Racconterà ciò che è avvenuto e, soprattutto,  NON è avvenuto fino ad ora rispetto ai controlli, alle inchieste e alle bonifiche annunciate che hanno interessato l’area, in particolare Cava Fiengo e Cava Montone. Con forza Don Marco chiederà risposte concrete, ad oggi non pervenute, ai nuovi interlocutori del Ministero dell’Ambiente, considerata soprattutto la vicinanza e l’esperienza del Ministro Costa rispetto al tema delle “Terre dei fuochi”.

Don Marco dichiara, infatti: “Occorre alzare la voce quando in molti preferiscono un prudente silenzio, come ci ricorda don Tonino Bello, Vescovo e già Presidente di Pax Christi. Dinanzi al silenzio delle istituzioni alle nostre richieste e proposte rimaniamo sempre più allibiti. Non vogliamo assolutamente alzare muri e creare contrasti, anzi, vogliamo collaborare insieme per la nostra Madre Terra; non ci interessano le medaglie e gli applausi, ma il bene comune. In questi anni abbiamo sempre cercato un dialogo ma, purtroppo, non abbiamo mai avuto risposte. Ora le pretendiamo, vogliamo la verità con fatti concreti e non le solite chiacchiere in un linguaggio politichese. E' un nostro diritto. Noi siamo a disposizione e continuiamo la nostra opera di coscientizzazione e informazione”

Seguirà l’intervento della vice presidente Marianna Ciano che farà il punto della situazione sulla prevenzione degli incendi boschivi ad inizio della stagione estiva, considerata il disastro ambientale registrato lo scorso anno che ha visto il Parco Nazionale del Vesuvio completamente distrutto, morfologicamente modificato e durante cui le fiamme hanno lambito pericolosamente anche le case, alcune di esse evacuate. Inoltre, relativamente al caso “Rory Oliviero”, sollevato dall’inchiesta sul traffico dei rifiuti di Fanpage.it, si chiederà cosa significhi autosospendersi visto che ancora partecipa alle Commissioni e ai Consigli comunali di Ercolano? Perché la magistratura non fa luce considerando che Ercolano stessa si sente parte lesa e vittima del traffico dei rifiuti?

A concludere, il dottore Antonio Marfella che raccoglie l’eredità del dottore Ciannella, recentemente scomparso, e che volontariamente aiuterà l’associazione in uno screening sanitario della popolazione, effettuando una serie di esami clinici. E proprio in ricordo del dott. Gerardo Ciannella, grande difensore del diritto alla salute del cittadino, e di tutte le vittime delle ecomafie, si terrà il giorno successivo, mercoledì 27 giugno, la S. Messa con la presenza di Padre Alex Zanotelli e a cui è stato invitato il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa.

 

Pubblicato in Campania

Lo scorso mercoledì 13 giugno, forze leali al presidente Hadi, appoggiate dalla Coalizione internazionale guidata dall’Arabia Saudita ed Emirati (SELC), hanno lanciato un'offensiva militare su Hodeidah, il cui porto strategico sul Mar Rosso rimane una delle poche ancore di salvezza per le persone che vivono nello Yemen settentrionale. Dall’inizio di maggio sono in corso pesanti combattimenti tra Ansar Allah (Al Houthis) e le forze sostenute dalla SELC e le linee del fronte si sono spostate dal governatorato di Taiz verso la città di Hodeidah, dove vivono ancora 600.000 persone. Tutto il personale delle Nazioni Unite e delle ONG internazionali sta ora evacuando la città dopo che, attraverso un ultimatum inviato all'ONU il 6 giugno, gli Emirati Arabi Uniti (EAU) hanno concesso tre giorni per farlo.

Nella città di Hodeidah, le équipe di Medici Senza Frontiere (MSF) stanno fornendo forniture mediche all'ospedale Al Thawrah, la principale struttura pubblica del Governatorato, la cui capacità è già ridotta. Nel distretto di Far Al Udayn, a ovest di Ibb, MSF sta anche donando forniture a una struttura sanitaria che riceve persone ferite dai combattimenti a Hodeidah. “La mancanza di assistenza umanitaria - a seguito della sospensione della fornitura di aiuti e la ridotta presenza di personale delle ONG, proprio mentre è in corso un'offensiva militare - avrà gravi conseguenze su una regione già soggetta a restrizioni sulle importazioni e il trasporto interno di forniture vitali, compresi medicinali, cibo e carburante” dichiara Frederic Pelat, capomissione di MSF in Yemen. Gli yemeniti che vivono nelle regioni settentrionali del Paese dipendono dai rifornimenti che transitano dal porto di Hodeidah. “È fondamentale che le parti in conflitto garantiscano ai civili la possibilità di muoversi liberamente per cercare rifugio in luoghi sicuri”aggiunge Frederic Pelat di MSF.

Da quando sono iniziati gli scontri, le équipe di MSF ad Aden ricevono su base quotidiana pazienti provenienti da Hodeidah bisognosi di cure mediche salvavita. “La stragrande maggioranza dei casi ricevuti da Hodeidah sono emergenze gravi. Devono viaggiare per almeno sei ore per raggiungere Aden, il più delle volte in condizioni critiche” spiega Ghazali Babiker, coordinatore del progetto di MSF.

Prima di raggiungere Aden, i civili feriti sono evacuati a Mocha, una città situata a 180 Km a sud di Hodeidah, circondata da linee del fronte a nord ed est. “C'è un solo ospedale a Mocha, dove i feriti possono essere stabilizzati nel pronto soccorso. Ma l'ospedale non ha una sala operatoria, il che significa che i pazienti non possono essere operati lì” prosegue Ghazali Babiker di MSF. MSF fornisce forniture mediche ed effettua formazioni per il personale dell'ospedale di Mocha. Tuttavia, la mancanza di un'adeguata assistenza medica in prima linea è una delle principali cause di complicanze mediche.

Nelle scorse settimane, l'ospedale di MSF ad Aden ha lavorato a pieno regime per soccorrere persone provenienti dalle aree circostanti e dalle poche altre strutture sanitarie funzionanti in città. “La pressione sulle restanti strutture sanitarie è già enorme, anche se l'offensiva militare è iniziata solo alcuni giorni fa” conclude Ghazali Babiker di MSF.

 

Pubblicato in Dal mondo
Mercoledì, 20 Giugno 2018 12:37

Prima o poi arriva il dolore

Tocca il tema della violenza sulla donna la seconda storia della campagna "La storia condivisa" con cui la Cooperativa Sociale Labirinto intende far conoscere alla comunità in cui opera le proprie attività, attraverso il racconto di storie narrate dalle socie e dai soci della cooperativa. Le storie, corredate da illustrazioni e video, sono diffuse attraverso il sito e i principali social network della cooperativa, Il resto del Carlino – edizione di Pesaro, la rubrica "Mondo Labirinto" nata dalla collaborazione con Radio Prima Rete, il sito Nelpaese.it, quotidiano online di Legacoopsociali, oltre che sui mezzi di informazione cartacea e digitale, con l'hashtag #lastoriacondivisa.

Pubblicato in Video

In Italia la Giornata mondiale del rifugiato arriva in un momento critico per l’accoglienza. Ieri è stato denunciato l’ennesimo episodio criminale di stampo razzista contro due rifugiati a Caserta. Due immigrati, provenienti dal Mali, beneficiari del progetto Sprar del Comune di Caserta, hanno denunciato alla Polizia di essere rimasti vittima di un episodio a sfondo razzista: sono stati raggiunti da colpi di pistola ad aria compressa - ferito uno degli stranieri - sparati da tre ragazzi che gridavano "Salvini, Salvini!". Il fatto si sarebbe verificato l'11 giugno scorso ma è stato denunciato solo oggi dal Centro Sociale Ex Canapificio, associazione che gestisce il progetto Sprar insieme alla Comunità Rut delle Suore Orsoline e alla Caritas.

"L'aggressione razzista a due migranti maliani che prendono parte al progetto Sprar – ha dichiarato il sindaco della città campana Carlo Marino - avvenuta con alcuni colpi sparati da una pistola ad aria compressa, desta molta preoccupazione e inquietudine. Non bisogna abbassare la guardia nei confronti di episodi di enorme gravità come questi. Caserta è una città accogliente, modello di integrazione, che ha il progetto Sprar più grande d'Italia”.

"L'episodio di violenza contro i migranti avvenuto a Caserta è grave e preoccupante perché è indice del clima di intolleranza e di discriminazione che si sta diffondendo nel nostro Paese, un clima pesante alimentato purtroppo proprio da chi dovrebbe garantire la sicurezza dei cittadini e la pace sociale, cioè il ministro dell'Interno". Lo dice il senatore del Pd Franco Mirabelli, vicepresidente del gruppo. "Lo Sprar di Caserta – prosegue Mirabelli – è uno dei più grandi d'Italia e in esso vengono ospitati più di 200 ragazzi, impegnati dal Comune in attività di pubblico interesse e in progetti quotidiani qualificati. E' una situazione di integrazione, in cui non c'è tensione sociale. Il fatto che l'episodio riportato dai media sia avvenuto proprio in un contesto tranquillo, a prescindere se ci sia stato o meno il grido di cui si racconta, fa veramente riflettere".

“Per i migranti, le cose non sono mai andate così male in Italia e nell’Unione Europea - dichiara don Armando Zappolini, presidente del Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (CNCA)  - L’incapacità in questi anni di trovare risposte politiche adeguate al tema dell’accoglienza, dell’integrazione, delle relazioni tra culture e religioni, ha prodotto oggi una crisi che rischia di travolgere l’Unione europea e gli stessi assetti delle nostre democrazie. Quando si cominciano a innalzare muri, il grado complessivo di libertà, tolleranza e rispetto dei diritti umani di una società scende sempre più per tutti, non solo per i capri espiatori più esposti.”

I fatti di Caserta si aggiungono a quelli di un lungo elenco ormai: spari in un centro ad Avers a novembre 2017, la tentata strage di Traini a Macerata a febbraio, l’omicidio dell’ambulante senegalese a marzo, l’uccisione di Soumaila Sako in Calabria e l’aggressione armata in un centro di accoglienza a Sulmona. Un escalation razzista e violenta che è una vera emergenza.

 

 

 

Pubblicato in Nazionale

Tocca il tema della violenza sulla donna la seconda storia della campagna "La storia condivisa" con cui la Cooperativa Sociale Labirinto intende far conoscere alla comunità in cui opera le proprie attività, attraverso il racconto di storie narrate dalle socie e dai soci della cooperativa. Le storie, corredate da illustrazioni e video, sono diffuse attraverso il sito e i principali social network della cooperativa, Il resto del Carlino – edizione di Pesaro, la rubrica "Mondo Labirinto" nata dalla collaborazione con Radio Prima Rete, il sito Nelpaese.it, quotidiano online di Legacoopsociali, oltre che sui mezzi di informazione cartacea e digitale, con l'hashtag #lastoriacondivisa.

La storia dal titolo "Prima o poi arriva il dolore" riporta volutamente non una sola storia, "perché ci si troverebbe a fare i conti con qualcosa di troppo intimo, privato e doloroso per chi ci si riconosce" ma pezzi di più storie. Sono storie raccontate dalle operatrici del centro antiviolenza "Parla con noi" di Pesaro, che dalla sua apertura, nel 2009, a oggi, ha accolto quasi 1.000 donne, offrendo gratuitamente colloqui di accoglienza, colloqui informativi di carattere legale, sostegno psicologico, orientamento e accompagnamento all'utilizzo dei servizi presenti sul territorio, sostegno nell'individuazione di soluzioni per ospitalità temporanea alle vittime e ai loro figli minori, quando è stato necessario un allontanamento dal proprio domicilio.

"Prima o poi arriva il dolore" racconta dunque più storie, di violenza e di liberazione dalla violenza, nella consapevolezza che condividere le sofferenze con altre persone non risolve il problema, ma aiuta le donne che subiscono maltrattamenti, violenze fisiche, psicologiche, economiche e stalking, a non sentirsi sole e a sapere che ci sono persone che possono aiutarle.

Il video, l'illustrazione e la storia "Prima o poi arriva il dolore" sono pubblicati sul sito della cooperativa, al seguente link. Per visionare gli altri contenuti della campagna, è possibile consultare la sezione dedicata, e i canali social di Labirinto, Facebook e YouTube. Dopo la storia nata nei settori della disabilità in età evolutiva e adulta, e la storia sulla violenza di genere, la prossima, che uscirà nel mese di giugno, in occasione della Giornata mondiale del rifugiato, è nata dal confronto con socie e soci che lavorano nel settore migranti della cooperativa.

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