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Lunedì, 22 Aprile 2019

Articoli filtrati per data: Venerdì, 29 Giugno 2018 - nelPaese.it

In l’Umbria ci sono migliaia di immobili pubblici e privati inutilizzati, abbandonati, dismessi che potrebbero essere recuperati, trasformati in spazi che accolgono servizi di welfare, iniziative sociali, attività culturali, turistiche ed imprenditoriali. Spazi che possono ospitare start-up ed imprese giovanili, cooperative e imprese sociali. Recuperare questi luoghi, coinvolgendo le comunità, è la sfida lanciata da Legacoop Umbria, insieme a partner di grande rilievo come Banca Prossima e l’Istituto Nazionale di Urbanistica dell’Umbria.

“E' un percorso – ha sottolineato Dino Ricci Presidente di Legacoop” che non vogliamo realizzare da soli, ma con le istituzioni per mettere a disposizione della collettività patrimoni pubblici attualmente non utilizzati”. Con Banca Prossima Legacoop Umbria ha rinnovato il progetto “Welfare Umbria” già attivato nel 2013, che promuove progetti di sviluppo nel welfare e nella rigenerazione urbana realizzati da cooperative e imprese sociali del territorio umbro.

I progetti oggetto della convenzione devono essere destinati alla realizzazione, ristrutturazione e gestione di strutture dedicate ad ospitare servizi di welfare e alla riqualificazione di edifici pubblici e privati da destinare ad attività sociali, culturali, turistiche e ricreative. “La filosofia di Banca Prossima -ha detto Manuela Maraglino Responsabile Unità Commerciale – è creare valore sociale. Questa è la nostra mission essendo una banca dedicata interamente al terzo settore e lo fa attraverso l'utilizzo di almeno il 50 percento dei propri utili pèer quelle organizzazioni no profit che altrimenti non potrebbero richiedere finanziamenti“

Presenti anche diverse cooperative che hanno già usufruito delle agevolazioni della convenzione negli anni passati e che hanno portato la loro testimonianza, come quella del Consorzio Salus che con il contributo di Banca Prossima ha realizzato la Residenza protetta Anchise dimostrando così che la cooperazione sociale non è solo quella che vive di appalti e convenzione con il pubblico ma investe anche in maniera diretta.

Presentato anche il progetto “RiusiAmo l’Umbria” attivato tra Legacoop Umbria e INU Umbria che intende avviare una riflessione integrata sulla rigenerazione urbana. In particolar modo con il progetto si intende coniugare il concetto del riuso anche in relazione alle politiche per il razionale uso del suolo ed il suo contenimento in termini di uso e spreco, con le politiche del lavoro, dell’innovazione sociale, della partecipazione dei cittadini. “Per questi motivi il progetto RiusiAmo – ha ricordato Alessandro Bruni Presidente di INU Umbria - in collaborazione con le amministrazioni pubbliche, vuole individuare 50 beni da riutilizzare, restituendoli alla comunità.”

Si intende realizzare dei progetti pilota che possono rappresentare per l’Umbria dei modelli da replicare su larga scala.

 

 

Pubblicato in Umbria

Come ogni anno, anche per il 2019 Virtual Coop realizzerà la Disagenda proponendola con un colore nuovo e di tendenza, con nuovi contenuti e interessantissime immagini. 

La Disagenda è nata nel 2003 in occasione dell’Anno Europeo per le Persone con Disabilità.  Virtual Coop, congiuntamente al Consorzio Sic, ha realizzato la prima Disagenda nel 2004, registrandone successivamente il marchio.

“L’arte racconta l’handicap” sarà il tema del 2019. Inoltre sono a disposizione spazi per l’inserimento di pubblicità per gli Enti Pubblici, Privati, Aziende e Cooperative che vogliano collaborare a sponsorizzare la Disagenda 2019.

Per saperne di più clicca su http://www.virtualcoop.net/disagenda-2019.html

 

 

Pubblicato in Emilia-Romagna

Un videomessaggio di Mario Balotelli ha aperto la conferenza stampa dei Mondiali Antirazzisti Uisp, che si è tenuta oggi a Bologna: “Purtroppo anche nello sport che amiamo, il calcio, il razzismo è presente. L’Italia non è un paese razzista, ma i razzisti ci sono. Compito di tutti è isolare queste persone, rendere ridicolo il loro pensiero medievale. Dobbiamo attivarci in prima persona, denunciare ogni forma di discriminazione a cui assistiamo o di cui siamo vittime”. I Mondiali Antirazzisti, la festa Uisp contro tutte le discriminazioni, si terrà a Castelfranco Emilia (Modena) dal 4 all’8 luglio.

Da 22 anni i Mondiali Antirazzisti rappresentano una forma concreta di lotta alle discriminazioni attraverso tutti gli sport, con il calcio al centro. Saranno 140 le squadre protagoniste nel 2018, di cui il 62% composto da team misti per sesso e provenienza. Sono 21 invece quelle che ospitano migranti e rifugiati e dieci quelle composte da gruppi ultras, i protagonisti originari della manifestazione, che rifiutano lo stereotipo razzista e violento delle tifoserie. Fischio d’inizio alle 15 di giovedì 5 luglio.

Un occhio speciale alle regole con cui squadre così diverse si affrontano: non ci sono arbitri, le squadre sono composte da 7 giocatori, le partite sono  di due tempi da 10 minuti ciascuno. “Nel nostro calcio ci divertiamo a sperimentare, per alzare il livello dell’integrazione  – sottolinea Carlo Balestri, responsabile dell’organizzazione dei Mondiali Antirazzisti – Quest’anno abbiamo introdotto la regola per cui, quando una squadra è sotto di due gol, può inserire un altro giocatore, senza sostituire nessuno. Di certo non è divertente per una squadra forte doversi frenare, così come non è divertente per un squadra ‘materasso’ prendersi valanghe di gol. Così alziamo la difficoltà per quelli bravi, limitandola per i più deboli, e lo sport diventa per tutti”.

Sportpertutti significa anche valorizzazione delle donne nello sport, come ha ricordato Katia Serra, responsabile del calcio femminile nell’Associazione Italiana Calciatori: “Con orgoglio giocherò ai Mondiali Antirazzisti in quel 62% di squadre miste. Come Aic lo riteniamo un segnale importante per il mondo del calcio, solitamente declinato solo al maschile. Il calcio è uno sport che aiuta a costruire la personalità. Crediamo in questo valore educativo per le giocatrici e i giocatori di domani, che sono in primis dei cittadini”.

La difesa dei diritti è da sempre al centro di questa manifestazione. Motivo che ha spinto Eccar, European Coalition of Cities Against Racism, a patrocinarla, considerandola una delle migliori esperienze europee per l’inclusione. “L’organizzione che presiedo – ha dichiarato il presidente di Eccar, Benedetto Zacchiroli – è composta da 168 città, una rete sostenuta anche dal patrocinio dell’Unesco. Non è facile diventare un comune di Eccar perché servono l’onestà e il coraggio per riconoscere che qualcosa non funziona. Lavorando insieme i sindaci Eccar cercano, al di là della colorazione politica, di costruire un futuro più bello fatto di coesione e anche di sport”.

“Libertà, divertimento e sport sono la chiave del successo di questa iniziativa – ha detto in chiusura Mauro Rozzi, presidente della Uisp Emilia-Romagna – e sono delle dimensioni ai giorni nostri spesso minacciate”. I Mondiali Antirazzisti, oltre che come una grande festa, si pongono come un territorio libero, “in cui rimettere al centro il divertimento sportivo, il movimento, il piacere per il gioco e il suo valore”. Giocare per credere.

 

 

Pubblicato in Nazionale

Un fatturato pari a 38.462.823 euro, 1.523 lavoratori occupati (87,5% a tempo indeterminato), di cui 939 soci. Sono alcuni dei dati che emergono dal bilancio 2017 della cooperativa sociale G. Di Vittorio, che è stato approvato ieri mattina (giovedì 28 giugno) dall’Assemblea dei soci riunita a Massa. 

Nell’anno trascorso la cooperativa ha incrementato l’attività di formazione realizzando 197 progetti, a cui hanno partecipato 2.182 operatori (oltre ai permessi studio). Si è rafforzato anche l’impegno sulla prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro, che ha prodotto unanetta diminuzione degli infortuni rispetto all’anno precedente, con un indice di incidenza di 37 infortuni ogni 1000 lavoratori (in netta diminuzione anche l’indice di frequenza e l’indice di gravità), e che ha portato la cooperativa a conseguire nell’aprile 2018 la certificazione OHSAS 18001:2007.

“Di fronte alle nuove sfide per il nostro settore, stiamo impiegando il know how aziendale per progettare servizi innovativi, diversificando e ampliando le nostre linee di azione – commenta la presidente della cooperativa Maria Antonella Oronte – Da marzo 2017 a marzo 2018 abbiamo partecipato a 39 bandi e procedimenti, il 47% dei quali relativi a nuovi servizi, puntando su attività integrative e complementari rispetto agli appalti pubblici, con particolare attenzione ai bandi regionali, nazionali europei e delle fondazioni”.

Nel 2017 l’Autorità garante per la concorrenza e il mercato ha riconfermato alla cooperativa il rating di legalità con il punteggio di due stellette +. 
Ha preso il via anche un nuovo progetto relativo allo “Stress lavoro correlato” in collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Formazione e Psicologia dell’Università di Firenze.

Si è concretizzato invece nel 2018 il percorso di acquisizione della certificazione ISO 14001:2015 relativa al sistema di gestione ambientale.Per quanto riguarda il mercato privato, attraverso la rete Umana Persone a cui aderisce, la cooperativa si è abilitata per l’erogazione di interventi di assistenza alla persona ed educativa presso l’azienda Jointlty (che supporta le aziende nella definizione di pacchetti di welfare aziendale) e ha stipulato un contratto con UniSalute per l’erogazione di prestazioni di assistenza alla persona, infermieristica e riabilitativa.

Sta proseguendo inoltre Apprendi-Lab, progetto innovativo rivolto a bambini con difficoltà di apprendimento e supportato dall’utilizzo delle nuove tecnologie.

Un convegno per i 40 anni della Legge Basaglia

Numeri significativi, oggetto di un approfondimento durante l’Assemblea, arrivano dal Settore Salute mentale, nel quale la cooperativa impiega 215 operatori, gestendo in appalto con il servizio pubblico 14 strutture residenziali, 10 Centri diurni, 3 centri per disturbi dello Spettro autistico e vari servizi territoriali e fornendo servizi a oltre 300 utenti in quattro province toscane. 

“In autunno - ha annunciato il responsabile del Settore Salute mentale della cooperativa David Pasqualetti – organizzeremo a Massa un convegno dedicato ai 40 anni della ‘legge Basaglia’. È proprio in questo territorio che sono nate sperimentazioni come il Testamento psichiatrico e il primo gruppo di Auto Mutuo Aiuto Psichiatrico e che la nostra cooperativa ha avviato una delle prime esperienze innovative in Toscana di struttura residenziale psichiatrica, aperta nel 1997 ai Ronchi e trasferitasi nel 2004 a Sorgnano”.

Dal 1997 al 2017 le presenze in questa struttura sono state in totale 375, con 161 inserimenti (102 uomini e 59 donne) e 191 dimissioni. Si tratta in circa la metà dei casi di persone affette dadisturbi dello spettro schizofrenico, nel 20,5% dei casi da disturbi di personalità (talvolta complicati da abuso di più sostanze), nel16,7% da disturbo bipolare. La maggior parte ha riconquistato a conclusione del percorso terapeutico una dimensione di autonomia, facendo rientro a casa o in una sistemazione autonoma (66%) o andando a vivere in un gruppo appartamento (8%). 

Nel 2017 la cooperativa ha seguito inoltre sul territorio 40 persone attraverso il servizio domiciliare psichiatrico. In questi anni sono state diverse centinaia le famiglie entrate in contatto con il servizio degli operatori a scambio relazionale gestito dalla cooperativa.

 

Pubblicato in Lavoro
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