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Lunedì, 22 Ottobre 2018

Articoli filtrati per data: Giovedì, 07 Giugno 2018 - nelPaese.it

A poco più di un anno dalla posa della prima pietra, venerdì 8 giugno 2018 alle ore 17,00 si terrà l'inaugurazione della Casa Residenza per Anziani Focherini e Marchesi di Appalto di Soliera (MO). L’iniziativa aprirà con i saluti del Presidente di Gulliver Massimo Ascari e con la presentazione del servizio da parte della Coordinatrice Responsabile dott.sa Linda Cavallaro.

Seguiranno gli interventi delle autorità tra i quali Gian Carlo Muzzarelli, Presidente della Provincia di Modena, Roberto Solomita, Sindaco del Comune di Soliera, Alberto Bellelli, Assessore Servizi Sociali e Sanitari Unione Terre d’Argine, Massimo Annicchiarico, Direttore Generale Ausl Modena, Mauro Lusetti, Presidente Legacoop Nazionale. Per la Famiglia Focherini Marchesi interverrà Paola, figlia di Odoardo e Maria, ai quali è stata intitolata la struttura. Dopo la benedizione di Borsari Mons. Can. Franco della Diocesi di Modena Nonantola e il taglio del nastro, tutti i presenti potranno visitare il servizio.

“Raggiungiamo questo traguardo con grande orgoglio per il rispetto dei tempi stabiliti e dichiarati all’avvio dei lavori nel febbraio dello scorso anno. Ringrazio per questo i nostri partner e i colleghi Gulliver che con passione e competenza hanno seguito i lavori di progettazione e realizzazione della struttura. Colgo l’occasione per ringraziare anche la Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi per il contributo dato all’acquisto di arredi e attrezzature - sottolinea il Presidente di Gulliver Massimo Ascari - Il nostro staff che si sta occupando dell’apertura e della gestione della Residenza è composto da professionisti del settore con esperienze pregresse in altri servizi Gulliver dedicati alla terza età. Il nostro modello gestionale intende la Casa Residenza un luogo aperto in cui i famigliari possono accedere e concorrere giornalmente, insieme a noi, al benessere a alla cura del proprio caro”

La struttura è frutto di un importante investimento che Gulliver Società Cooperativa Sociale ha deciso di sostenere a seguito dell’orientamento strategico aziendale, volto a indirizzare prioritariamente gli investimenti nel territorio modenese. A ciò si è aggiunta una attenta analisi dei nuovi bisogni della comunità che ha evidenziato un incremento della popolazione anziana e l’esigenza di sostegno alle famiglie. Gulliver, che conta sulla professionalità di 1825 lavoratori, si è affidata ai progettisti locali di Politecnica Ingegneria e Architettura, riconosciuti a livello internazionale, per la progettazione e realizzazione della struttura architettonica e degli impianti annessi oltre che a GARC, impresa di costruzioni con sede a Carpi.

L’architetto Stefano Maffei, coordinatore della progettazione per conto di Politecnica, ha dichiarato: “È per Politecnica motivo di grande soddisfazione avere realizzato questo progetto all’avanguardia, un’ulteriore struttura di eccellenza per il nostro territorio. Garantire la realizzazione della Casa Residenza per Anziani Focherini e Marchesi in tempi brevi, rendere la struttura accessibile e operativa, e mantenere un elevato livello qualitativo e di sostenibilità ambientale che si combinasse con l’eccellenza del servizio assistenziale che fornisce Gulliver, è stata la parte più sfidante.”

La Casa Residenza per Anziani Focherini e Marchesi è organizzata in tre aree separate dedicate al riposo degli ospiti, per un totale di 75 posti letto distribuiti in camere doppie e singole con bagno interno. Ogni nucleo è dotato di bagno assistito per gli ospiti non autosufficienti e di una sala soggiorno-pranzo. Nelle stanze che ospitano persone gravemente non autosufficienti sono presenti degli innovativi sistemi di sollevamento a binario che permettono di agevolare gli spostamenti, favorire la riabilitazione e ridurre le numerose complicanze provocate dalla prolungata permanenza a letto. Al piano terra sono collocati gli ambienti dedicati ai servizi generali e il giardino fruibile comodamente da ospiti, famigliari e visitatori. Particolare attenzione è posta al servizio di ristorazione: i pasti, infatti, sono prodotti dalla cucina interna.

A seguito dell’autorizzazione al funzionamento da parte degli organi competenti, il servizio ha accolto i primi ospiti già da lunedì 4 giugno. L’apertura e l’inaugurazione del servizio cadono nella settimana dedicata alla ricorrenza della nascita del Beato Odoardo Focherini (Carpi, 6 giugno 1907) al quale, insieme alla moglie Maria Marchesi, è dedicata la Casa Residenza.

“Con l'apertura della nuova Casa Residenza Focherini e Marchesi aumenta in modo consistente la dotazione di servizi residenziali per l'assistenza agli anziani nel territorio del nostro Comune e dell'Unione Terre d'Argine - commenta il Sindaco di Soliera Roberto Solomita - Siamo felici che questo genere di intervento possa realizzarsi qui perché, oltre a rispondere alle esigenze crescenti della popolazione anziana e delle loro famiglie, la nuova struttura si configura anche come un'occasione in più di sviluppo, di occupazione e di valorizzazione del nostro territorio”.

 

Pubblicato in Emilia-Romagna

Sono stati 120 i partecipanti di “Immaginare il cambiamento”, la due giorni della cooperazione sociale di inserimento lavorativo promossa da Legacoopsociali. I rappresentanti delle cooperative provenienti da tutta Italia si sono confrontati e hanno discusso su diversi temi: appalti, inclusione, innovazione e accoglienza tra gli altri temi. A coadiuvare i dirigenti dell’associazione sono intervenuti Carlo Borzaga, presidente Euricse, Pietro Barbieri, coordinatore dell’Osservatorio nazionale sulle disabilità, Luciano Gallo, avvocato.

Le due giornate sono partite dai numeri della cooperazione sociale “di tipo B”: 800 associate, 30mila occupati, 10mila quelli svantaggiati. Borzaga ha illustrato che questi numeri si inseriscono nei dati complessivi di tenuta della cooperazione sociale durante la crisi tra il 2011 e il 2015: +43% del numero delle cooperative, il 65% di lavoratori a tempo indeterminato, il 58% di investimenti a fronte del 16% per le società Spa e Srl.

Sull’innovazione Andrea Bernardoni, presidenza Legacoopsociali, ha presentato il Rapporto finale del progetto futuro.coop: sono state analizzate 114 cooperative e 135 casi di innovazione sociale distribuiti su tutto il territorio nazionale. Tra i principali ambiti di attività si registrano lo sviluppo locale, il welfare partecipato (soprattutto al Centro-Nord con oltre 70% complessivo), l’agricoltura sociale (soprattutto al Sud con il 28%), il partenariato pubblico-privato.

Il “Cantiere”

A chiudere la due giorni è stata la presidente nazionale Eleonora Vanni che fatto riferimento ai temi di attualità dell’insediamento del nuovo governo, a cominciare dalla questione migranti e accoglienza: “In riferimento all’attualità sul tema migranti e rifugiati noi condividiamo la necessità di controlli puntuali sui soggetti coinvolti nelle attività di accoglienza per isolare e intervenire in contesti non corretti o addirittura illegali. Al nostro interno abbiamo assunto posizioni molto chiare sugli elementi che qualificano l’accoglienza ponendoci in netta contrapposizione a quei contesti e a quelle pratiche che nei fatti risultano lesive dei principi fondamentali del rispetto della dignità umana. Da tempo chiediamo anche che si accorcino i tempi di risposta ai richiedenti asilo perché le lungaggini burocratiche  creano situazioni di incertezza prolungata che incidono su tutti quegli interventi volti preparare le condizioni per una corretta inclusione come le attività di formazione e di avviamento al lavoro. Detto questo riaffermiamo la qualità del nostro lavoro e del nostro impegno per costruire comunità accoglienti dove l’erogazione dei servizi costituisce uno degli strumenti attraverso i quali garantire percorsi appropriati e socialmente rilevanti. Noi abbiamo messo la faccia nel processo di Mafia Capitale ponendoci come parte civile e, dopo il riconoscimento del danno, abbiamo anche riaffermato la nostra posizione nel processo di appello nella convinzione che l’illegalità di pochi getti ombre e pregiudizio nei confronti degli operatori che tutti i giorni prestano la loro attività in contesti difficili sia dal punto di vista sociale che umano. I fenomeni migratori non si possono fermare con i muri o con i centri di detenzione, non si può eliminare il legittimo diritto alla mobilità delle persone, ma si può e si deve gestirlo nel rispetto dei diritti umani e delle comunità accoglienti”.  

“Questi temi – aggiunge - sono tutti all’interno di questa due giorni che ha fatto emergere aspetti fondamentali della cultura cooperativa e della motivazione dei soci cooperatori; anche per questo abbiamo l’esigenza di costruire una comunicazione che sappia raccontare chi siamo oltre ogni luogo comune. Siamo quei soggetti che non solo gestiscono attività di interesse generale nel rispetto dei criteri della sostenibilità economica e nel rispetto della qualità del lavoro, ma hanno il dovere di praticare quella mutualità esterna che si sostanzia, oltreché nella promozione umana, nello sviluppo delle comunità di appartenenza. Davanti, però, abbiamo la sfida dell’innovazione, illustrata sottolineata anche nel Rapporto di ricerca finale del progetto futuro.coop. Innovazione sociale che si basa su percorsi di partecipazione e quella relativa a prodotti e servizi che può essere incentivata e condivisa in processi di Open Innovation testimoniati da alcuni interventi cooperativi”.

“Parola chiave di un gruppo di lavoro è “differenze” – conclude Vanni - che per noi sono una ricchezza perché non possiamo rinchiuderci nell’autorefenzialità ma bisogna mettere in rete le nostre esperienze diverse, valorizzando la creatività tipica della cooperazione sociale di inserimento lavorativo. A questo si aggiunge il valore della condivisione, le piattaforme e il tema delle alleanze. A partire da questi temi riapriamo il cantiere della cooperazione sociale di inclusione lavorativa per mettere la nostra esperienza a servizio delle politiche attive del lavoro di cui ci siamo parte significativa per promuovere cultura e pratica del lavoro buono e dell’inclusione di tutte le persone come mezzo per affermare ruolo e dignità sociale”

Pubblicato in Nazionale

Era un villaggio rurale, e ora è diventata la terza città per reddito pro capite nel Paese. Ma Gurgaon, che dista solo 16 chilometri da Dehli, ospiterà presto una "Trump Tower" all'interno di un complesso di 275 case di lusso. Un investimento da 125 milioni di euro che per l'ospite della Casa Bianca non sono un conflitto di interessi, dato che l'azienda di famiglia è formalmente nelle mani del figlio, Donald jr. Eppure una delle società immobiliare alle quali la Trump Organization si è appoggiata sarebbe coinvolta in un buco ai danni degli investitori di 147 milioni di dollari, mentre un altro partner sarebbe indagato per corruzione. 

Il reportage sul nuovo numero di Altreconomia, il 205 di giugno 2018.

Nello stesso numero:

– Obiettivi di sviluppo sostenibile: il 2030 è dietro l’angolo. Ma siamo tutti in ritardo sull’Agenda

– Il vento Oromo che spinge l’Etiopia verso la democrazia. Viaggio nello Stato con la crescita più sostenuta dell’Africa

– Terme: un affare da 1,6 miliardi. Ma alle Regioni solo poche gocce. Approfondimento sulle concessioni delle “acque speciali”

– Commercio di armi: lo sguardo indipendente sulla spesa militare. Intervista alla direttrice del programma sui trasferimenti d’arma del SIPRI, Aude Fleurant

– Aumenta l’offerta di pesce messo sul mercato da cooperative e piccole realtà che operano nel rispetto dell’ecosistema. La sfida della pesca sostenibile da Comacchio all’Argentario

– Luppolo italiano e solidale per una birra artigianale e bio. L’iniziativa dal basso della rete “Fuorimercato”. Coinvolti agronomi, birrai e migranti

– In Kenya il futuro suona bene: il racconto tra i talenti strappati a una delle più grandi discariche di Nairobi

– La disabilità agli occhi del cinema. Intervista al ricercatore dell’Università Bicocca di Milano, Matteo Schianchi

– L’alleanza dei laghi: da Como al Baikal, uniti nella tutela. Al via un progetto congiunto per pulire i due bacini dalla presenza di microplastiche

– Gli ultimi istanti delle balene. Alla scoperta dell’attività dell’International Whaling Commission che monitora gli spiaggiamenti dei cetacei

– Quando il teatro sale in cattedra: all’interno dei laboratori organizzati nelle scuole, bambini e ragazzi costruiscono relazioni. Il racconto di Maurizio Stammati.

 

Pubblicato in Economia sociale

Welfare, cura e questione migranti-accoglienza. Gli annunci del governo scatenano il dibattito e le reazioni nel mondo della cooperazione sociale e dell’associazionismo. E, in alcuni casi, vengono presentati dei dati che entrano in netta contraddizione sulle conseguenze delle scelte possibili del nuovo esecutivo a guida Lega-M5S. Ieri è arrivata anche la fiducia della Camera, ora palazzo Chigi avvierà il proprio mandato.

Migranti e accoglienza

Quello sulle espulsioni degli irregolari dall’Italia è uno dei punti rimarcati nel contratto di governo firmato dal Movimento cinque stelle e la Lega e più volte sottolineato dal nuovo ministro dell’Interno, Matteo Salvini. La stima degli stranieri che si trovano in condizione di irregolarità sul nostro territorio è di circa 500 mila persone, tra questi almeno 100 mila sono colf e badanti. Cioè gli assistenti familiari che quotidianamente si prendono cura degli anziani e delle persone non autosufficienti.

Sergio Pasquinelli, vicedirettore dell’Osservatorio nazionale sulle politiche sociali, Welforum.it, spiega che negli anni il numero di lavoratori domestici irregolari, cioè senza permesso di soggiorno, è diminuito ma rimane una fetta consistente del fenomeno. “Gli assistenti familiari in Italia sono in totale circa 850 mila, di questi almeno 70-80mila sono senza permesso soggiorno, semplicemente perché la normativa non gli ha dato possibilità ottenerlo - spiega -. Poi ci sono le colf irregolari che sono quantomeno altre 20 mila. Anche questi 100 mila rientrano nel conteggio dei 500 mila da espellere. La narrazione che circola nel dibattito pubblico, infatti, vorrebbe far credere che i potenziali rimpatri riguardano tutti quelli che arrivano via mare. Questo non è vero, è un fenomeno che non ha nulla a che fare coi flussi, ma che riguarda le persone straniere che vivono in Italia da anni, e che in alcuni casi sono componenti fondamentali di alcuni settori, come l’edilizia o l’assistenza dei malati”.

Sul fronte del “business” dell’accoglienza arrivano i commenti di alcuni cooperatori sociali. Per Andrea Morniroli “sulla speculazione di singole associazioni che si sono occupate in particolare dell’accoglienza nei Cas, sono d’accordo con il controllo e l’eventuale denuncia ed estromissione, ma non vorrei che si buttasse il bambino con l’acqua sporca, spazzando via tutte quelle associazioni e cooperative che hanno lavorato onestamente in tutti questi anni, cercando strutturare un’accoglienza di qualità”. 

Su facebook Sandro Frega, Legacoopsociali Liguria, si rivolge a Salvini: “il ministro invoca controlli sulle coop che gestiscono l'accoglienza; siamo assolutamente d'accordo ,anzi li auspichiamo.Chiediamo però che ci sia una restituzione al paese dei risultati dei controlli ,anche perchè siamo certi che emergeranno tantissime buone pratiche e ricadute positive sui territori; sappiamo che emergeranno anche casi di mala gestione da parte di FALSE COOPERATIVE : per quelle chiediamo rigore e cancellazione immediata da tutti gli albi nazionali e regionali e ci mettiamo a disposizione per tutelare i lavoratori e gli ospiti di quelle cooperative”

Disabilità, famiglia e Lgbt

sulla disabilità Toni Nocchetti, presidente di Tutti a Scuola “vede di buon occhio l’istituzione di un ministero specifico per la disabilità”, mentre la Fish è molto critica rispetto anche alla questione delle pensioni di invalidità.  Una impressione negativa sul nuovo Dicastero della Famiglia e delle Disabilità arriva anche dal sociologo Fabio Corbisiero, docente universitario. Il Governo che intende avvalorare una visione “giusnaturalista” della famiglia, “cancellando anni di lotte sociali e di conquiste di diritti. Ministri che si comportano più come dei leader politici che come rappresentanti istituzionali, fanno da contorno”. 

Cosa cambierà dopo la formazione del nuovo Governo rispetto alla tutela dei diritti delle persone omosessuali? Antonello Sannino di Arcigay, ha le idee molto chiare. Per lui, “il Ministro Fontana inizia in maniera scandalosa, andando anche al di fuori dei patti politici e attaccando, con un colpo basso, le famiglie arcobaleno ancor prima di ricevere la fiducia dal Parlamento”.

Redazione (Fonti: Redattore Sociale e napolicittasolidale.it) 

 

 

Pubblicato in Nazionale

Sostenere oggi l'autoimpresa e l'imprenditoria quando i potenziali protagonisti siano persone fragili e vulnerabili è possibile, purché la comunità - intesa come insieme di soggetti pubblici e privati - si incarichi di accompagnare le persone svantaggiate verso il lavoro e la cittadinanza. Sarà questo il focus previsto il 13 giugno a Pordenone, a partire dalle 9 nella Sala Consiliare dell'ex Provincia in Largo San Giorgio 12, teatro dell'incontro dal titolo "Lavoro autonomo e micro impresa per l'inclusione sociale di persone vulnerabili: una sfida possibile". 

L'evento concluderà tre intensi anni di lavoro presentando i risultati di "Ctrl+Alt+EnterPrise. Self-employment for social inclusion of vulnerable people", progetto Erasmus + co-finanziato dall'Unione Europea e guidato dall'Azienda per l'Assistenza Sanitaria n. 5 Friuli Occidentale, ente capofila di un partenariato che a livello locale vede coinvolti Cooperativa sociale Itaca, Comune di Pordenone con i Servizi sociali (in qualità di ente gestore dell'Ambito Urbano 6.5) e Soform.

Ricco il programma dei lavori che al mattino, dopo il saluto delle autorità, prevede gli interventi di Carlo Francescutti (Aas 5), Alessandro Russo (Ires Fvg), Massimo Moretuzzo (Distretto di economia solidale Medio Friuli), Mara Favero (Mag Venezia), Rosa Lovati (Comune di Verona), nonché dello staff di progetto. Al pomeriggio spazio ai partner italiani e stranieri che daranno voce ai protagonisti, presentando un'impresa avviata in ogni Paese. Le conclusioni della giornata saranno a cura di Roberto Orlich, direttore socio sanitario Aas 5, modererà i lavori Chiara Cristini (Ires Fvg).

Nel Pordenonese, le sperimentazioni d'impresa all'interno di Ctrl+Alt+EnterPrise sono state attivate grazie anche al coinvolgimento della Fondazione Well Fare, che ha avuto un ruolo fondamentale nel coniugare formazione e microcredito. In un'ottica non meramente assistenziale, si è rivelato indispensabile il processo di accompagnamento (come anche di tutoraggio) attivato nella sperimentazione in provincia di Pordenone e curato in stretta sinergia da Cooperativa Itaca e Fondazione Well Fare.

In questi tre anni di attività, infatti, tutti i partner italiani e stranieri, seppur partendo da punti di vista e situazioni differenti, hanno definito da subito un punto comune, ovvero che l'accompagnamento verso l'autoimprenditorialità può essere uno strumento importante per il rilancio, l'emancipazione e l'autonomia della persona svantaggiata.

Oltre a quelli già citati, il progetto ha coinvolto Mag Verona, Anatoliki S.A. (Grecia), Epralima (Portogallo) e Skup (Slovenia). Uno dei punti di forza di Ctrl+Al+EnterPrise, evidenziato da tutti i partner, è stato proprio il percorso di accompagnamento della persona in condizioni di vulnerabilità o svantaggio, sia a livello psicologico sia di business plan. Come anche la flessibilità dell'approccio, adattabile per ogni singolo beneficiario, che ha portato verso lo sviluppo di un'idea di auto/micro imprenditorialità che fosse adatta alle specifiche abilità di ogni singolo, al mercato ed economicamente sostenibile.

 

Pubblicato in Friuli-Venezia Giulia

Nonostante la cinica repressione esercitata dal governo turco sui diritti umani, l'attivismo per la giustizia e la libertà non sarà ridotto al silenzio. Lo ha dichiarato Amnesty International a un anno esatto dall'arresto del suo allora presidente e ora presidente onorario Taner Kiliç.  Taner Kiliç è stato arrestato il 6 giugno 2017 con l'accusa, priva di fondamento, di appartenenza a un'organizzazione terroristica. Da allora oltre un milione di persone ha preso la parola per sostenere la campagna di Amnesty International in favore del suo rilascio. 

"Oggi è il giorno in cui commemoriamo l'anno di vita che il governo turco ha ingiustamente sottratto a Taner Kiliç ma è anche quello in cui vogliamo raddoppiare i nostri sforzi per ottenere il suo rilascio e quello dei tanti altri attivisti della società civile che hanno perso la libertà a causa del loro lavoro", ha dichiarato Salil Shetty, segretario generale di Amnesty International. 

"Le autorità turche hanno creato un clima di forte paura perseguitando senza pietà coloro che hanno osato prendere la parola. Oggi centinaia di migliaia di persone si schierano dalla loro parte in segno di solidarietà per dire forte e chiaro che non resteranno in silenzio", ha aggiunto Shetty.  Taner Kiliç è accusato di "appartenenza all'Organizzazione terrorista Fethullah Gülen, sulla base del falso indizio che egli abbia scaricato l'applicazione Bylock, che le autorità sostengono fosse usata dai seguaci di Gülen, il gruppo ritenuto responsabile del tentato colpo di stato del luglio 2016. 

Non è mai stata presentata una prova credibile che Taner Kiliç abbia scaricato Bylock. Al contrario, due esperti indipendenti hanno concluso che sul suo smartphone non c'è mai stata traccia dell'applicazione.  Taner Kiliç è stato posto in prigione il 9 giugno 2017, tre giorni dopo l'arresto. Da allora è diventato un simbolo dei tanti altri difensori dei diritti umani e attivisti presi di mira nell'ambito della repressione nei confronti dei diritti umani che ha caratterizzato il periodo seguente il tentato colpo di stato.   

Nel mese successivo sono stati arrestati altri dieci difensori dei diritti umani, compresa la direttrice generale di Amnesty International Turchia Idil Eser. Otto di loro sono stati trattenuti in carcere quasi quattro mesi prima di essere rilasciati su cauzione nell'ottobre 2017, alla prima udienza del loro processo. A loro volta sono accusati di "appartenenza a un'organizzazione terroristica", imputazione priva di fondamento che la pubblica accusa non è mai riuscita a dimostrare. 

Nel dicembre 2017 le autorità turche hanno ammesso che migliaia di persone erano state erroneamente accusate di aver scaricato Bylock e poi arrestate. Dopo la pubblicazione dell'elenco di 11.480 utenti di telefonia cellulare, c'è stato un rilascio di massa che tuttavia non ha riguardato Taner Kiliç. "Che Taner Kiliç sia innocente è più che evidente. La sua detenzione è una grave ingiustizia che mette in luce ancora una volta i limiti del sistema giudiziario turco e la cinica determinazione del governo a perseguitare chiunque gli si opponga", ha sottolineato Shetty. 

"Taner Kiliç è in carcere solo perché è un appassionato difensore dei diritti umani. Alla prossima udienza dev'essere rilasciato, assolto da ogni accusa priva di fondamento e messo in grado di riprendere il suo fondamentale lavoro", ha proseguito Shetty. 
Oltre un milione di persone da 194 paesi e territori ha firmato l'appello di Amnesty International per il rilascio di Taner Kiliç e di tutti gli altri difensori dei diritti umani in carcere in Turchia solo a causa del loro attivismo pacifico. La campagna è sostenuta da esponenti governativi, artisti e celebrità quali Ben Stiller, Sting, Zoë Kravitz, Zach Galifianakis e Ai Weiwei. 

In un rapporto dell'aprile 2018 Amnesty International ha denunciato come ben pochi settori di quella che una volta era una animata società civile sono rimasti immuni dal perdurante stato d'emergenza.  La repressione su scala nazionale nei confronti della società civile ha determinato arresti arbitrari e licenziamenti di massa, la messa all'angolo del sistema giudiziario e la riduzione al silenzio dei difensori dei diritti umani attraverso minacce, intimidazioni e imprigionamenti. La prossima udienza contro Taner Kiliç è prevista il 21 giugno. Se giudicato colpevole potrebbe rischiare fino a 15 anni di carcere. 

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