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Lunedì, 22 Ottobre 2018

Articoli filtrati per data: Venerdì, 13 Luglio 2018 - nelPaese.it

La stampa iraniana ha pubblicato la fotografia di un uomo, menzionato con le iniziali M.R., che il 10 luglio è stato legato a un albero e frustato 80 volte sulla schiena da un uomo dal volto coperto in una piazza di Kashmar, nella provincia di Razavi Khorasan. 

Oltre 10 anni prima, quando aveva 14 o 15 anni, M.R. aveva bevuto alcol.  "Siamo di fronte a un sistema che legalizza la brutalità. Questo è un caso assolutamente sconvolgente", ha dichiarato Philip Luther, direttore delle ricerche sul Medio Oriente e l'Africa dal Nord di Amnesty International. "Il diffuso ricorso alle pene corporali, anche nei confronti di rei minorenni, dimostra il profondo disprezzo delle autorità iraniane verso i principi elementari di umanità. Vanno subito cancellate dalle leggi le amputazioni, gli accecamenti e le frustate", ha aggiunto Luther. 

Secondo la procura di Kashmar, M.R. aveva consumato alcolici durante una festa di matrimonio nel corso della quale era scoppiata una rissa culminata nella morte di un invitato 17enne. La procura ha chiarito che M.R. non fu coinvolto nell'omicidio e che le frustate gli sono state inflitte solo per aver bevuto alcol. I fatti risalgono al periodo compreso tra marzo 2006 e marzo 2007 (corrispondente, secondo il calendario iraniano, all'anno 1385). Poiché M.R. è nato nell'anno 1370, ossia tra marzo 1991 e marzo 1992, ne consegue che all'epoca del "reato" aveva 14 o 15 anni. La sentenza è stata emessa nell'anno 1386, dunque tra marzo 2007 e marzo 2008. Amnesty International non è a conoscenza dei motivi per cui la sia stata eseguita con così tanto ritardo. 

Nel 2018 le autorità iraniane hanno già inflitto ed eseguito pene corporali, tra cui l'amputazione della mano a un ladro. "L'uso di pene crudeli e inumane come le frustate, le amputazioni e gli accecamenti sono un gravissimo affronto alla dignità umana e violano il divieto assoluto di tortura e altri maltrattamenti previsto dal diritto internazionale", ha commentato Luther. 

"In quanto stato parte del Patto internazionale sui diritti civili e politici, l'Iran è giuridicamente obbligato a vietare la tortura e gli altri trattamenti o pene crudeli, inumani e degradanti. Per questo, è del tutto inaccettabile che le autorità iraniane continuino ad autorizzare sanzioni del genere e a giustificarle in nome della protezione dei precetti religiosi", ha concluso Luther. 

L'articolo 265 del codice penale islamico iraniano prevede che un musulmano che consuma alcol sia punito con 80 frustate. La pena della fustigazione è prevista per oltre 100 reati, tra cui furto, aggressione, atti vandalici, diffamazione e frode, così come per atti che non dovrebbero essere inclusi nel codice penale, come l'adulterio, le relazioni sessuali extramatrimoniali, le relazioni sessuali consensuali tra persone dello stesso sesso e le "violazioni della morale pubblica". 

Pubblicato in Dal mondo

L'associazione Giuseppe Veropalumbo è impegnata a divulgare il ricordo della vittima innocente di camorra da cui prende il nome, ma anche a combattere la camorra, la mafia e le altre forme di violenza. 

Nel suo ricordo e di tante vittime innocenti della criminalità è lieta di invitarvi alla partecipazione del torneo "Diamo un Calcio all'Illegalitá" che si terrà lunedì 16 luglio alle 19.00 presso l' A.s.c. Materdei, Piazzetta San Gennaro a Materdei- Napoli.

Disputeranno le partite oltre agli attivisti dell'associazione, la compagnia Carabinieri Stella, il Commissariato di Stato San Carlo all'Arena e la Polizia Municipale U.O. Stella.  L'evento è patrocinato dall'Assessorato allo Sport del Comune di Napoli, dall'Assessorato alla Sicurezza e Polizia Locale del Comune di Napoli, dalla Terza Municipalità di Napoli e dalla Regione Campania. Sarà presente per la premiazione delle squadre il vice presidente della Regione Campania, Fulvio Bonavitacola, l' assessore allo Sport Ciro Borriello, l'assessore Polizia Municipale Alessandra Clemente e il Procuratore Diego Marmo.

"Scendere tutti insieme in campo, dare un calcio alla criminalità organizzata e costruire un momento di convivialità e di gioia collettiva". È questo lo scopo dell'iniziativa, come ha sottolineato Carmela Sermino, presidente dell'associazione Giuseppe Veropalumbo.

 

Pubblicato in Sport sociale
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