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Sabato, 14 Dicembre 2019

Articoli filtrati per data: Martedì, 24 Luglio 2018 - nelPaese.it

Nasce nel nostro Paese il primo centro in Europa per la sicurezza delle infrastrutture strategiche, grazie all'accordo siglato a Roma dai presidenti dell'Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA) Federico Testa e dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) Carlo Doglioni.

Denominato EISAC Italia (European Infrastructure Simulation and Analysis Centre), è il primo di altri quattro centri che nasceranno nell'Unione europea  europea a supporto degli operatori delle infrastrutture e della Pubblica Amministrazione per dare continuità a servizi essenziali come la distribuzione di elettricità e acqua, le comunicazioni e i trasporti, in caso di blackout, azioni terroristiche, cyber attacchi ed eventi meteo estremi.

La nuova struttura lavorerà con Protezione Civile, amministrazioni locali e gestori di reti critiche offrendo servizi avanzati di simulazioni di eventi naturali e dei loro impatti sui servizi, stress test di infrastrutture ma anche raccolta e analisi dati. "Siamo orgogliosi che grazie all'accordo di oggi nasca nel nostro Paese il primo di cinque centri per la sicurezza delle infrastrutture critiche in Europa", sottolinea il presidente dell'ENEA Federico Testa. "Si tratta di un laboratorio multidisciplinare dove confluiranno le competenze scientifiche e tecnologiche dei nostri due enti di ricerca e dell'industria nazionale con l'obiettivo di prevedere e fronteggiare al meglio scenari di crisi delle infrastrutture critiche", aggiunge Testa.

"L'INGV partecipa a questa importante iniziativa tramite lo studio dei rischi naturali e in particolare di eventi estremi", spiega il presidente dell'INGV Carlo Doglioni. "Le pericolosità sismica, vulcanica e da tsunami sono troppo spesso sottovalutate e, in particolare per le infrastrutture strategiche, è invece necessario adottare criteri di prevenzione particolarmente precauzionali", aggiunge Doglioni.

EISAC Italia fornirà anche banche dati territoriali, simulatori di infrastrutture, analisi di dati satellitari e sistemi di previsione meteo-climatica e oceanografica per migliorare la resilienza delle infrastrutture critiche, vale a dire la loro capacità di resistere a eventi estremi e di ritornare rapidamente alle normali condizioni di funzionamento. "Le infrastrutture critiche sono sistemi transnazionali altamente connessi e vulnerabili. Blackout a livello nazionale possono propagarsi e causare danni 'a cascata' su altri servizi essenziali e in altre nazioni", spiega il coordinatore di EISAC Italia Vittorio Rosato, responsabile del Laboratorio di Analisi e protezione delle infrastrutture critiche dell'ENEA.

"L'accordo di oggi rappresenta anche la concretizzazione di un lungo lavoro che ENEA e INGV portano avanti da dieci anni con altre istituzioni di ricerca europee, tra cui il Fraunhofer Institute in Germania, il Commissariat à l'énergie atomique et aux énergies alternatives (CEA) in Francia e il Netherlands Organisation for Applied Scientific Research in Olanda", conclude Rosato.

 

 

Pubblicato in Ambiente&Territorio

Con una lettera al Governo il Forum Nazionale del Terzo Settore chiede di accelerare i tempi per portare a compimento la riforma, emanando almeno un primo correttivo del Codice del Terzo settore. A poco più di una settimana dalla scadenza per l’adozione del decreto correttivo al D Lgs 117/17 cresce la preoccupazione per le oltre 336mila organizzazioni di Terzo settore che si trovano a dover interpretare norme incomplete e a volte di difficile attuazione che creano un clima di forte incertezza.

“Un ulteriore ritardo nell’emanazione del decreto correttivo – dichiara la portavoce del Forum Terzo Settore Claudia Fiaschi – lascerebbe gli enti senza le indicazioni necessarie per poter continuare a svolgere utilmente le loro attività. In un quadro normativo non chiaro, adempimenti fondamentali come la modifica degli statuti sociali, il cambiamento della qualifica giuridica degli enti o la costituzione di nuovi soggetti non potrebbero essere portati a compimento.”

“Siamo consapevoli che i tempi sono molto stretti – conclude la Portavoce – ma confidiamo che si possa licenziare questo primo decreto correttivo entro la scadenza prevista dalla legge. Continueremo a dare la piena disponibilità a Governo e Parlamento per portare il nostro contributo su tutti i provvedimenti necessari al completamento e all’attuazione di questa attesa riforma.”

Pubblicato in Nazionale

Il lavoro, stabile e fondamentale per costruire il proprio futuro. Questa la domanda della stragrande maggioranza degli italiani secondo un sondaggio Swg diffuso oggi. Crolla il mito dell’imprenditore di se stesso, la creazione di un’attività in proprio resta un obiettivo di una minoranza. E si nota anche un incremento della domanda di un contratto a tempo indeterminato.

Per l’88% degli italiani avere un contratto a tempo indeterminato è “fondamentale” (49%) o “importante” (39%). E le prospettive per un buon futuro sono legate a un lavoro stabile per il 67% degli italiani. E le risposte arrivano da un elettorato trasversale che va da destra a sinistra passando per M5S.

Tra i settori a cui si aspira per competenze e capacità resta saldo il pubblico impiego (28%) e la scuola (12) ma fanno il loro ingresso anche mansioni come esperto informatico, social media manager ed esperto di comunicazione digitale (11).

Per quanto riguarda i salari un complessivo 79% è convito che l’aumento del 10% degli stipendi darebbe un nuovo slancio all’economia. Questo sondaggio arriva nei giorni di scontro sui punti del Dl Dignità che vedono il limite alla proroga dei contratti a tempo e i voucher al centro dello scontro politico.

Pubblicato in Lavoro

Si è svolta questa mattina a Roma, presso la Sala delle Regioni Spi-Cgil, la presentazione della ricerca  curata da Claudio Falasca e promossa da Spi-Cgil e Auser Nazionale  “Problemi e prospettive della domiciliarità, il diritto d’invecchiare a casa propria”. L’iniziativa,  riservata ai gruppi dirigenti delle organizzazioni, anticipa alcuni dei dati del lavoro, che verrà poi presentato approfonditamente e in maniera completa in autunno, quando il quadro politico sarà stabilizzato e i referenti Istituzionali e di Governo definiti. Al centro della ricerca, l’interrogativo sulle criticità del sistema di assistenza di lungo termine, di fronte alla crescente longevità della popolazione e al maggiore coinvolgimento delle donne nel mercato del lavoro.

Nel 2045 si prevede che le persone con più di 65 anni saranno un terzo della popolazione, il 33,7%.  La popolazione totale diminuirà del 3,5% arrivando a 58milioni e 600mila e per il 78% sarà concentrata nelle città. L’analisi delle previsioni ci dicono che è da prevedere un aumento di 300mila non autosufficienti al 2025, 1.250.000 al 2045 e 850.000 nel 2065.

Nel quinquennio 2009-2013 in Italia gli anziani sono aumentati dell’8,6% passando da 11.974.530 a oltre 13 milioni. Nello stesso arco di tempo, sono diminuiti del 21,4% gli anziani che hanno beneficiato del Servizio di Assistenza Domiciliare (SAD) passando da 190.908, l’1,6% della popolazione anziana del 2009 al 149.995 l’1,2% del 2013.

La famiglia italiana continua a svolgere un ruolo centrale nel lavoro di cura

Ma la società, la famiglia e il mercato del lavoro stanno cambiando profondamente. Le donne, vero pilastro del ruolo di assistenza della famiglia, sono sempre più impegnate nel mondo del lavoro. Oggi il tasso di occupazione in Italia è di circa il 48,1%  ma  se si dovesse raggiungere la media europea del 61.5%  il lavoro di cura in ambito familiare subirebbe un drastico ridimensionamento di circa 2milioni e 500mila  donne. Come si riuscirà a rispondere alla crescente domanda di assistenza di lunga durata fino ad oggi garantito in ambito familiare?  Un problema serio che va affrontato quanto prima.

Le famiglie impegnate nell’assistenza a un proprio caro sono esposte finanziariamente sia se l’assistenza è garantita direttamente sia se erogata da badanti o infermieri. Ad ogni persona non autosufficiente è associato un flusso di risorse in uscita. Il Censis stima in 9 miliardi l’anno la retribuzione per le badanti e in 4,6 miliardi le spese medico sanitarie come  farmaci, analisi, visite, trattamenti riabilitativi ecc. Una famiglia con una persona non autosufficiente deve affrontare una spesa sanitaria privata pari a più del doppio rispetto alle altre famiglie italiane.

Di fronte alle esigenze della collettività, le risorse per il welfare si dimostrano insufficienti, pari all’1,9% del pil. Secondo Enzo Costa, presidente nazionale Auser, “Scegliere di invecchiare dove si ha una qualità della vita migliore è un diritto della persona, se vogliamo costruire una società che cambiando demograficamente non aggiunga solo anni alla vita ma anche qualità della vita agli anni. Nel nostro paese le politiche sulla non-autosufficienza sono troppo scarse; questa ricerca offre una serie di soluzioni e per questo la presenteremo a settembre in una sede istituzionale, perché vogliamo portare le nostre proposte a chi è stato democraticamente eletto”.

 

Secondo Ivan Pedretti, segretario generale Spi-Cgil, “Invecchiamento della popolazione e natalità pongono la necessità di intervenire seriamente sul sistema delle protezioni sociali: è una battaglia necessaria che dobbiamo combattere in prima persona. Il rilancio universale del welfare è l’elemento principale per una nuova capacità di sviluppo economico e sociale”.

 

Pubblicato in Salute

In occasione del cinquantesimo anno dalla nascita del Museo Archeologico Nazionale di Crotone, il Polo Museale della Calabria diretto da Angela Acordon ha organizzato per l’estate 2018 una serie di incontri (a ingresso libero) su tematiche legate all’antica città achea e alle collezioni del suo museo. Si vuole così celebrare questo presidio culturale, che negli anni ha costituito un fondamentale riferimento per la formazione identitaria del territorio.

Come negli anni scorsi, le conversazioni estive permetteranno di tenere lo sguardo aperto su una regione in antico al centro del Mediterraneo attraverso la viva voce di storici, antropologi, archeologi.

Il calendario di manifestazioni, che si terranno presso i due Musei di Crotone città e di Capo Colonna, è stato presentato lo scorso 18 luglio nel Museo di via Risorgimento in concomitanza con l’inaugurazione della mostra temporanea Keramèus: vasi e recipienti ceramici greci dalle collezioni del Museo di Crotone. Essa presenta reperti dai magazzini, mai esposti e provenienti da scavi archeologici nel territorio ma anche da consegne operate dalla Guardia di Finanza in favore del patrimonio pubblico.

Il programma

Ecco le date, ogni appuntamento avrà inizio alle 18.30:

25 luglio: Il cranio di Carìa. Studio antropologico della Calabria nell’età neolitica

ne parlerà la prof.ssa Donata Luiselli (UniBologna)

8 agosto: Medici e medicina a Crotone tra mondo greco e grandi imperi orientali

ne parleranno il prof. Francesco Lopez e il dott. Gregorio Aversa

13 agosto: Presentazione del libro F. Mollo, Guida archeologica della Calabria antica, Rubbettino Editore 2018

ne parlerà con l’autore la sen. Margherita Corrado

18 agosto: Edifici monumentali nelle colonie achee d’Occidente

ne parlerà il dott. Gregorio Aversa

 

 

Pubblicato in Calabria

Sabato 4 agosto alle 16 passeggiata fantastica al Castello di Solimbergo (Pn) con ragazzi e operatori della Unità educativa territoriale Casa Mander, che vi aspettano in piazza per “Mander’s Dragon ovvero Le Avventure di Evaristo”. L’iniziativa è rivolta principalmente ai bambini, purché accompagnati, e a chiunque voglia passare due ore in compagnia. Si partirà dalla chiesa di Solimbergo, frazione di Sequals, alle 16, la passeggiata durerà circa 2 ore e si concluderà con la condivisione della merenda al castello, offerta dalla Società operaia di Solimbergo.

Casa Mander è un progetto sperimentale di cittadinanza attiva e sviluppo di comunità partito due anni fa e rivolto sia a persone in situazioni di fragilità sia agli stessi abitanti, per creare un ricircolo virtuoso delle risorse e abilità tra gli uni e gli altri. Nata dalla co-progettazione tra Ambito socio assistenziale 6.4 Maniago-Spilimbergo, Aas n.5 Friuli Occidentale, Comune di Sequals e Cooperativa sociale Itaca, la Uet Casa Mander ha tra i suoi obiettivi intercettare i bisogni del territorio. La possibilità di contribuire alla valorizzazione dei beni artistici, culturali e paesaggistici di Solimbergo e dintorni è stato uno dei punti emersi dai confronti con Amministrazione comunale e cittadini.

“Mander’s Dragon” è stato così pensato da un lato per valorizzare il Castello di Solimbergo e il paesaggio naturalistico dell’area circostante, dall’altro per offrire un momento di animazione rivolto ai bambini e alle famiglie. Per circa un anno, i beneficiari del servizio hanno svolto ricerche e raccolto materiali nelle biblioteche e negli archivi locali. Tra storia e leggende hanno elaborato una drammaturgia arricchita da riferimenti al mondo della letteratura fantasy, immaginato le attività per coinvolgere i bambini, progettato e realizzato infine costumi e oggetti di scena.

Nel corso del viaggio, con partenza dalla chiesa e arrivo al Castello di Solimbergo, i partecipanti incontreranno una serie di personaggi fiabeschi che coinvolgeranno i bambini con giochi e laboratori creativi in un'avventura fantastica. La storia è quella di Evaristo che vuole liberare la sua amata Pia Mele, figlia del conte di Solimbergo, dalle grinfie del perfido Principe Gori, il quale la tiene prigioniera nelle segrete del Castello (in realtà, come narra la leggenda , il Castello è quello di Toppo e Pia Mele non finisce bene... ma ci siamo presi qualche licenza).

Il debutto di Mander's Dragon si inserisce all’interno delle celebrazioni per il 250° Anniversario di Fondazione della Chiesa di Solimbergo, previste il 4 e 5 agosto. Seguiranno, sempre sabato, alle 19 la Lucciolata per la Via di Natale e alle 20 cena e serata musicale con “I Croz in te Palud”.

Pubblicato in Friuli-Venezia Giulia

Lo smalto di Josefa è la nuova fake news agitata e propagandata sui social per obiettivi razzisti. La foto della donna salvata da Open Arms è stata diffusa da diversi account vicini a organizzazioni e stampa di destra. A chiarire che quello smalto rosso è stato messo dagli operatori umanitari per dare un momento di serenità alla donna è stata la giornalista Annalisa Camilli presente su quella imbarcazione.

Se da una parte sembra completamente assurdo creare un caso sullo smalto per una donna sopravvissuta a 48 ore alla deriva, siamo di fronte a un meccanismo comunicativo collaudato. Un esercito di “troll” mette in pasto alla rete e ai social forme di mistificazione aizzando la pancia razzista del Paese. Siamo di fronte a una “guerriglia comunicativa” su cui è aperto un dibattito per trovare soluzioni e controffensive.

Eppure per smontare queste bufale non ci vuole molto. Ci è riuscito il mediattivista Fabio Alemagna, molto attivo contro le fake news, che con questo video ha spiegato come una dirigente leghista di Napoli, l’avvocato Rosanna Ruscito, abbia diffuso una fake news. La reazione di facebook, però, è stata un po’ cervellotica. Prima ha bloccato l’account di Alemagna e poi lo ha riattivato con tanto di scuse. L’avvocato leghista, invece, ha rifiutato ogni confronto bloccando gli account di tutti coloro che la chiamavano in causa.

Pubblicato in Video

L’Associazione italiana dei professori di diritto penale esprime “profonda preoccupazione per le iniziative parlamentari in corso sulla legittima difesa e per i messaggi ingannevoli che sul tema si stanno diffondendo nell’opinione pubblica”. La causa di giustificazione della legittima difesa “non ha mai avuto nulla a che fare – in qualsiasi luogo e in qualsiasi tempo – con una licenza di uccidere, poiché la legittimità della difesa è stata sempre subordinata a precisi requisiti: primo fra tutti la necessità di difendersi, in assenza della quale non si parlerebbe più di difesa, ma di offesa gratuita e deliberata. Nel requisito della necessità è implicita un’idea di proporzione della difesa rispetto all’offesa, poiché una difesa volutamente sproporzionata cesserebbe di essere difesa e assumerebbe i contenuti di un’offesa”.

L’idea di introdurre un “diritto di difesa” che prenda il posto della legittima difesa – come vorrebbe la proposta di legge n. 580 – “stravolge quindi il significato della causa di giustificazione, poiché introduce una licenza di uccidere ancorata semplicemente a un rapporto cronologico tra aggressione e “difesa”: qualunque compressione del requisito della proporzione della difesa, mediante una presunzione normativa della sua sussistenza (come nelle proposte di legge n. 274, 308 e 580 attualmente all’esame della Camera dei deputati), non può in ogni caso escludere la necessità della difesa stessa”.

Il solo e vero problema consiste nello stabilire quando ricorra il requisito della proporzione e sia scusabile un eccesso di difesa: “che si tratti di un problema da sempre avvertito come assai delicato lo dimostra l’antico detto secondo cui l’aggredito che si difende “non ha la bilancia in mano” (non habet staderam in manu).

Il dibattito sulla riforma della legittima difesa promette oggi all’opinione pubblica vantaggi illusori, perché la riforma annunciata è presentata in modo ingannevole. “I cittadini devono infatti essere informati che, se si uccide o si ferisce qualcuno, nessuna riforma potrà mai assicurare che non vengano svolti accertamenti penali o che essi siano meno approfonditi di quelli che si compirebbero in caso di uccisione del cane del vicino (per verificare il delitto di uccisione di animali: art. 544-bis cp)”. Le indagini processuali saranno invece necessariamente maggiori. “Si possono infatti eccedere i limiti della difesa anche intenzionalmente (per dare una bella lezione all’aggressore): fatto punito ovunque, non solo in Italia. E verificare se l’eccesso sia stato intenzionale, oppure no, comporta già un’indagine penale. Che è obbligatoria, non discrezionale”.

“Al fine di evitare l’accertamento del giudice penale non servirebbe neppure restringere le ipotesi punibili, fino a limitarle ai casi di vendetta intenzionale mascherata da difesa legittima”, dovendosi necessariamente considerare i casi in cui la sproporzione sia dipesa non da intenzione malevola che si “approfitta” dell’aggressione per togliere di mezzo un ladro o un rapinatore, ma da un grave turbamento (che c’è sempre, di regola, nella legittima difesa domiciliare) e “tuttavia l’aggredito abbia esagerato in modo molto evidente nel procurare all’aggressore un danno ben più grave di quello temuto”.

Anche qui la verifica sulle reali intenzioni dell’aggredito sarebbe necessaria, e dunque inevitabile la sua iscrizione nel registro degli indagati, salvo l’evidenza del contrario. “Chi propone la riforma – conclude l’associazione - sa benissimo tutto ciò ma, non dicendolo all’opinione pubblica, non rende un servizio alla verità. A meno che non intenda davvero presentare un progetto illegittimo, che voglia mandare assolto l’aggredito che si difende a prescindere da ogni necessità e proporzione. Ma tale esito, come prima osservato, risulta contrario ai principi costituzionali, convenzionali e internazionali”.

Pubblicato in Diritti&Inclusione

Welfare, comunità e lavoro. E ancora legalità, ambiente e stop alle false cooperative. Il primo incontro del ministro dell’Economia e del Lavoro Luigi Di Maio con la cooperazione italiana è un impegno per un percorso comune partendo dalle buone pratiche delle cooperative. All’assemblea nazionale dell’Alleanza delle cooperative il ministro cita la tesi di laurea di Sandro Pertini sulla cooperazione “per il superamento della lotta di classe” e l’obiettivo di unire imprenditori e lavoratori “in un interesse comune”. Le centrali cooperative rappresentano il 90% delle cooperative italiane con 1 milione e 150mila occupati (58% sono donne), 12 milioni di soci e un fatturato di 150 miliardi pari all’8% del Pil.

Ma è sul tema della legalità che arriva l’impegno concreto di Di Maio che riafferma il valore storico ed economico delle cooperative da difendere contro gli speculatori. Di Maio distingue “lo spirito cooperativo” e “il ruolo delle associazioni “dai furbi”. Nel suo intervento iniziale il presidente dell’Alleanza Maurizio Gardini chiede un intervento contro l’illegalità imprenditoriale: “nessuno più di noi ha interesse a stanare e sconfiggere le false cooperative che sfruttano 100.000 lavoratori, umiliano la dignità delle persone, eludono il fisco per oltre 750 milioni di euro e rischiano di “far morire di legalità” oltre 4.000 cooperative della logistica e del welfare che operano correttamente sul mercato. Il nostro modo di fare rappresentanza ci porta a offrire soluzioni. Lo abbiamo fatto con una proposta di legge di iniziativa popolare, ma 18 mesi di iter parlamentare non sono riusciti a trasformare il ddl in legge. Siamo gli unici a chiedere misure severe sull’illegalità nel fare impresa, invece dovrebbe interessare anche altri dal momento che sono 3,3 milioni i lavoratori sfruttati in Italia. Ci troviamo non solo di fronte a false coop, ma anche a false imprese».

Se è importante il ruolo di controllo delle associazioni arriva anche la promessa del governo: "Sarà rafforzata la vigilanza sulle false cooperative – replica Di Maio - i vantaggi riservati alla cooperazione saranno inceve preservati per la vera cooperazione. Non ci nascondiamo che nel settore del credito, quello sociale e non solo, sono pochi i casi di falsa cooperazione ma altisonanti e clamorosi. Molti nascono negli studi dei commercialisti per aggirare la fiscalità di impresa. Faremo una lotta senza quartiere contro le false cooperative. L'obiettivo è promuovere una legge contro le false cooperative iniziando dalla calendarizzazione della legge di iniziativa popolare".

Anche sul versante del welfare il vicepremier che ricorda i numeri del settore sociale con i 355mila lavoratori occupati e servizi erogati a 7 milioni di italiani: “il vostro lavoro incide sulla qualità della vita di milioni di italiani, proponendo sistemi innovativi che il governo vuole mettere in campo per anziani e disabili: siamo disponibili a percorrere con voi una strada per migliorare i servizi offerti”.

Il riferimento è alla crisi dei servizi e ai dati sull’invecchiamento demografico della popolazione. Sulle questioni economiche continua: “puntiamo sul fondo mutualistico e di garanzia ma abbiamo messo al centro il 4.0 e sulla rivoluzione digitale. Ci sono tanti temi che richiamano i nuovi strumenti digitali a partire dalla trasparenza delle piattaforme digitali e la cooperazione può giocare un ruolo in questi ambiti. Ho iniziato dal settore dei rider che rischiano di non avere diritti e garanzie”.

Infine Di Maio insiste “sulla diversità” dell’impresa cooperativa e sul suo ruolo radicato al “territorio” in risposta allo scontro con Confidustria contrario al capitolo “delocalizzazioni” all’interno del Decreto Dignità: “presto vorrò visitare le esperienze delle cooperative di comunità”. Questa è la risposta al presidente Gardini: “accogliamo con favore le norme che premiano chi investe in Italia e non delocalizza. Le cooperative sono legate al territorio dove creano reddito e occupazione, gettito fiscale e previdenziale. Basti pensare che con i workers buyout, le cooperative tra gli ex dipendenti che rilevano le aziende in default, rigenerano occupazione con un investimento di 13.000 euro per ciascun lavoratore. Aspetto ancora più importante, per 1 euro investito, ne tornano 7 in termini di gettito fiscale e previdenziale”

Davanti alla platea che rappresenta il 90% della cooperazione italiana Di Maio assume l’impegno di essere non solo ministro dell’economia e del lavoro ma anche della cooperazione.

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