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Lunedì, 17 Giugno 2019

Articoli filtrati per data: Giovedì, 26 Luglio 2018 - nelPaese.it

"La misura è colma: Salvini e Fontana la smettano di fare propaganda sulla pelle dei bambini": Gabriele Piazzoni, segretario nazionale di Arcigay, interviene duramente sulle dichiarazioni rilasciate dai Ministri Fontana e Salvini che annuncerebbero lo stop al riconoscimento dei bambini di coppie omogenitoriali nati attraverso le pma all'estero.

Il ministro della Famiglia ha così dichiarato in audizione alla Commissione Affari sociali: "Rilevo come l'attuale assetto del diritto di famiglia non possa non tenere in conto di cosa sta accadendo in questi ultimi mesi in materia di riconoscimento della genitorialità, ai fini dell'iscrizione dei registri dello Stato Civile di bambini concepiti all'estero da parte di coppie dello stesso sesso facendo ricorso a pratiche vietate dal nostro ordinamento e che tali dovrebbero rimanere".

Quella del ministro sembra un exit strategy di fronte al fuoco mediatico della stampa cattolica su migranti e rom con le prime pagine di Famiglia Cristiana e Avvenire di oggi. "Il continuo tuonare dei due rappresentanti del governo contro la stabilità familiare – aggiunge Piazzoni - e affettiva di bambini e bambine è un fatto ignobile e immorale. Sono i tribunali a ordinare il riconoscimento di quei bambini, perché l'interesse del minore viene prima di tutto, specie delle squallide campagne di consenso dei ministri leghisti. Se i ministri credono di poter aggirare il potere giudiziario in questa Repubblica o sono due asini oppure agiscono al di fuori della Carta costituzionale: entrambe le ipotesi sono gravi e intollerabili. Il tema della genitorialità è complesso e delicato, ha bisogno di persone competenti e che almeno sappiano di cosa stanno parlando: né Salvini né Fontana mostrano di avere queste qualità. Allora lo diciamo chiaramente: giù le mani dai bambini”.

“E aggiungiamo un'altra cosa: ma  è possibile che l'alleato di governo di questi personaggi, cioè il Movimento 5 stelle, a cui appartiene anche la sindaca Chiara Appendino, la prima ad aver iscritto all'anagrafe il figlio di una famiglia omogenitoriale, non abbia nulla da dire? Possibile che una forza politica che ha convito quasi un italiano su tre parlando di cambiamento, ora se ne stia in silenzio davanti a questa deriva che quotidianamente satura il dibattito pubblico di razzismo e omofobia?", conclude Piazzoni.

 

Pubblicato in Nazionale

Chi è Malek? Una storia che viene presentata dalla rivista Scoop della cooperativa sociale Cadiai che pubblichiamo in anteprima sul nostro giornale.

“Malek è un ragazzo giovane - Gianluca Laudicina, psicologo - che ha visto interrompersi, giovanissimo, il sogno di conquistare il mondo con le proprie mani. Da cinque anni, a causa di un incidente di guerra, in seguito al rovesciamento del potere in Libia, è rimasto paralizzato dal collo in giù perfino con il bisogno di essere legato ad una macchina peri una ventilazione artificiale. E’ stato inserito nella struttura Parco del Navile gestita dalla cooperativa sociale Cadiai ad aprile scorso e, come  è nostra prassi e stile, ci siamo occupati di lui, così come ci occupiamo delle persone qui residenti, cercando di personalizzare il più possibile l'intervento di cura, quindi è sempre nostro interesse far funzionare quel che ancora funziona e, nel caso di Malek, la testa è ancora ben funzionante, nonostante le batoste ricevute. Proprio perché il piglio sul mondo non passa unicamente attraverso le proprie mani, per lui ed assieme a lui, ci siamo interessati per inserirlo in un progetto di “Ri-avviamento” alla vita ipotizzando una sorta di “telelavoro” in traduzioni per sondare le capacità reali residue e le motivazioni ad un impegno costante nel tempo. Inoltre per sostenerlo e stimolarlo gli è stato proposto di partecipare all’attività educativa, a cura di Fabio, un educatore, di stesura articoli per la rivista di Cadiai, “Scoop” e lui ha accettato rendendoci partecipi del suo racconto autobiografico.

Mi chiamo Malek

Mi chiamo Malek Najmeddin Rayes, sono nato in Libia 27 anni fa e questa è la mia storia. Ero un ragazzo come tanti altri, con le mie aspettative, i miei sogni ed il desiderio di realizzare quello che volevo nella mia vita; dopo avere passato tutta la mia infanzia e la mia adolescenza a Tripoli decisi, a 20 anni, di trasferirmi a Londra per studiare Economia e costruirmi un futuro in questa città che amo profondamente.

Tutto andava per il verso giusto, ma, dopo 8 mesi di permanenza in Inghilterra, accadde in Libia una cosa che mai avrei potuto immaginare: la Rivoluzione contro il regime del Dittatore Gheddafi!. A quel punto, spinto dallo spirito patriottico e dal voler difendere la mia famiglia rimasta a Tripoli, tornai in Libia dove la Rivoluzione era appena iniziata. Tutto era cambiato...persino l'aria!. C'è chi stava ancora dalla parte di Gheddafi e chi no ed addirittura, all'interno della stessa famiglia, era venuta meno la fiducia gli uni negli altri. Ho visto fratelli che non si fidavano più reciprocamente,ma in tutti la sensazione più grande era lei: la paura! Personalmente ne avevo tanta anch'io, ma non quella di dire pubblicamente a mio padre ed a tutti i miei amici che ero contro il Tiranno.

I miei amici la pensavano alla stessa maniera, ma ognuno fece la propria scelta; chi come me, rimase in Libia per poter fare qualcosa di concreto o, semplicemente, per rimanere in casa e chi preferì la fuga, scappando in Tunisia. I miei tre fratelli decisero di andarsene, portando con loro anche mia mamma; mai avrebbe voluto lasciare la sua terra, ma la violenta repressione fatta da Gheddafi nei confronti dei ribelli consisteva anche nell'aver pagato gente senza scrupoli proveniente da vari Paesi africani (soprattutto il Ciad) che era solita violentare ed uccidere le donne. Di conseguenza mia mamma correva un serio pericolo e la soluzione migliore era quella di partire. Successivamente tutta la componente femminile della mia famiglia emigrò in Tunisia mentre io, assieme a mio padre, a mio zio, ai miei cugini ed ai miei amici restammo con un unico obbiettivo: formare un gruppo armato a sostegno della Rivoluzione!.

Bisognava difendere il quartiere dai soldati di Gheddafi che, di lì a poco, sarebbero arrivati; e così fu!. Per fortuna nessuno di noi rimase ucciso nei vari conflitti a fuoco. Mio padre era il Leader del Gruppo, ma un ruolo fondamentale lo ebbe anche mio zio; prima della Rivoluzione apparteneva ai Servizi Segreti di Gheddafi. Grazie alle sue conoscenze ed alla sua esperienza allacciò importanti contatti con la NATO con la quale collaborò, indicando i depositi segreti dove Gheddafi teneva armi, depositi che poi gli aerei della Coalizione avrebbero dovuto bombardare.

Mio padre e mio zio fornirono, inoltre, preziose informazioni ad altri gruppi ribelli per poter entrare a Tripoli.

Dopo 6 mesi di furiosi combattimenti, Tripoli fu liberata e Gheddafi fu costretto a fuggire. Quello fu il momento più bello ed emozionante. La gente scese nelle strade: uomini, donne, anziani e bambini festeggiavano e ballavano per tutta la città. Mai avevo visto i miei concittadini così felici. Mi ricordo che gli anziani ci venivano incontro, ringraziandoci per quello che avevamo fatto e che avrebbero voluto fare loro tanti anni prima. Baci, abbracci e tante lacrime di gioia, emozioni indescrivibili e che provai anche quando vidi mia mamma ritornare dalla Tunisia. Finita l'esultanza, assieme a mio padre ed al nostro gruppo che si era ingrandito con il passare del tempo decidemmo di rimanere in città mentre altre persone, fra cui alcuni miei amici preferirono abbandonare Tripoli per dare la caccia al Tiranno in fuga.

Dato che a Tripoli c'erano ancora soldati fedeli a Gheddafi che scendevano nelle strade per uccidere chiunque gli capitasse a tiro e per fare attentati, il Governo, appena insediatosi, chiese a noi giovani di proteggere le case e le strade. La vita, però, mi aveva riservato un destino diverso ed arrivò il giorno in cui tutto cambiò. Era il 28 Giugno del 2012; assieme al gruppo stavo guardando in TV la Semifinale degli Europei di Calcio Italia-Germania. Purtroppo non ho ricordi nitidi di quello che è successo, ma, grazie alla memoria di chi mi è stato vicino, sono in grado di raccontarvi ciò che accadde quella maledetta sera.

All'improvviso sentii una voce che mi chiamava. Mi girai e dal Kalashnikov della persona che mi aveva chiamato partì, accidentalmente, un colpo!. Il proiettile entrò sotto il mio occhio sinistro, per poi fuoriuscire, avendo, nel frattempo, toccato e leso in maniera irreparabile la prima e la seconda vertebra cervicale. Caddi a terra privo di conoscenza; i soccorsi furono immediati e fui trasportato in Ospedale. Ironia della sorte fu che quel giorno si sposasse anche una mia cugina e mio padre era andato al suo matrimonio assieme alla mamma. Fu subito avvisato di ciò che mi era accaduto, ma non disse nulla agli altri per non rovinare il matrimonio e gettare nello sconforto mia madre.

All'Ospedale ero entrato in coma ed i Medici non nutrivano alcuna speranza. A quel punto mio padre andò a prendere mia mamma, le disse la verità e le chiese di venire in Ospedale perché poteva essere l'ultima volta che mi vedeva da vivo. I Rayes, però, sono dei combattenti e la mia famiglia non volle arrendersi alla situazione!. In Libia non c'era la possibilità di curarmi ed allora si pensò di trasportarmi a Vienna dove risiedeva e lavorava, come Medico, una mia cugina che mi avrebbe fatto ricoverare in uno dei migliori Ospedali specializzati. Mio zio trovò un'aeroambulanza italiana che avrebbe dovuto portarmi fino alla Capitale austriaca. Tutto era pronto per la partenza, ma un altro problema complicò la cosa.

Il respiratore che all'Ospedale di Tripoli mi avevano dato era già stato usato da precedenti pazienti e non era stato pulito bene; di conseguenza ben 3 tipi di batteri differenti mi entrarono nel polmone, riducendo le già pochissime speranze che avevo di sopravvivere. Il tempo, però, era poco e si decise di partire lo stesso con un nuovo respiratore fornito dall'Aeroambulanza ed i miei "amici" batteri ancora nel polmone. Arrivai a Vienna, sempre in stato d'incoscienza. La prima cosa che successe fu questa...da brividi!. Il Dottore entrò, mi si avvicinò...guardò l'Infermiera e le chiese: "Il paziente che devo visitare dov'è?".

L'Infermiera rispose, indicandomi e dicendo che ero io il paziente. "Questo non è un paziente - rispose il Medico - questo è un cadavere!. Mettiamolo in Terapia Intensiva tanto domani riporteranno il suo corpo in Libia". I miei cugini che abitavano a Vienna erano tutti in Sala d'Aspetto. Il Dottore li invitò ad entrare per salutarmi per l'ultima volta: insomma...la stessa storia di Tripoli!. La prima ad entrare fu la mia cugina Dottoressa, la quale, tra le lacrime, cominciò a pregare intensamente. Uscita lei fu la volta di mio cugino il quale avrebbe preferito non vedermi e ricordarmi così com'ero prima, ma fu convinto da sua moglie che era lì accanto a lui. Mio cugino entrò...mi vide e subito mi prese la mano chiamandomi per nome: "Malek!". Non so se siano state le preghiere di mia cugina... non so nemmeno se si può parlare di Miracolo, ma nel sentire il mio nome aprii gli occhi! Piena di gioia la coppia chiamò subito i Dottori che, increduli, cominciarono a parlarmi. Io riuscivo solo a muovere l'occhio destro ed un po' le labbra. L'unica cosa che ricordo ancora oggi è la domanda che mi fece il Medico: "Malek vuoi vivere o morire?. Se vuoi vivere stringi l'occhio destro". Io lo strinsi.

Da quell'istante la mia vita non fu più la stessa di prima,ma anche se in maniera diversa, la vita,cari amici, vale sempre la pena di essere vissuta.

 

 

 

"L`assessora Rosalba Castiglione ci ha annunciato che la memoria da noi consegnata a fine gennaio 2018 e` stata respinta in toto, comprese le proposte di riduzione del debito da noi formulate. L`assessora Castiglione ha quindi annunciato anche la revoca immediata della Convenzione che regola il rapporto fra la Casa internazionale delle donne e Roma Capitale". Cosi` in un comunicato le esponenti del direttivo della Casa Internazionale delle donne.  

"Noi - continuano le esponenti del direttivo presenti alla riunione, la presidente Francesca Koch, Lia Migale, Giulia Rodano, Maria Brighi, Loretta Bondi`- faremo opposizione a tutto campo. Non possiamo non rilevare che l`annuncio della revoca della Convenzione avviene alla vigilia di agosto, nella peggiore tradizione di ogni vertenza pubblica e privata nel nostro paese. La Casa Internazionale delle donne e tutte le attività e servizi che al Buon Pastore vengono erogati rischiano la chiusura a causa di questo ulteriore incomprensibile attacco della giunta Capitolina al femminismo e alla vita associata a Roma".  

"Noi, al contrario, abbiamo proposto una transazione che chiuda definitivamente la questione del debito. Grazie al grande sostegno che abbiamo ricevuto con la `Chiamata alle arti` e con la grande mobilitazione in Campidoglio del 21 maggio,  c'è a Roma e nel paese la consapevolezza di quanto negativo e grave sarebbe scrivere la parola fine alla esperienza della Casa Internazionale delle donne. Ci sentiamo per questo di chiedere a tutte e a tutti- conclude la delegazione di ritorno dall`incontro all'assessorato al Patrimonio, al quale erano presenti anche le assessore Laura Baldassarre e Flavia Marzano e la consigliera Gemma Guerrini - di sostenerci, di continuare la campagna di solidarietà e di mobilitazione, e anche di sottoscrivere".  

Pubblicato in Parità di genere

«Ci mancava il buonismo della Corte Europea dei diritti dei Rom» e ancora «Strasburgo non fermerà la legalità». Così il Ministro dell’Interno Matteo Salvini ha commentato nei giorni scorsi la decisione della Corte Europea (CEDU) di sospendere lo sgombero dell’insediamento rom Camping River fino a venerdì 27 luglio, sospensione che aveva l’obiettivo di monitorare la situazione del “campo” e garantire che non venissero violati i diritti umani fondamentali delle circa 300 persone rom che risiedono nell’insediamento dal 2005. Ed è scambio di accuse tra residenti e polizia locale sull'uso di atteggiamenti violenti e spray al peperoncino (smentiti dai caschi bianchi). Ha solo 20 giorni la bimba più piccola sgomberata dal campo. 

Nonostante lo stop di Strasburgo, il Comune di Roma ha iniziato oggi – con un massiccio dispiegamento di forze dell’ordine – le operazioni di sgombero forzato del Camping River. Alle famiglie residenti non è stata notificata alcuna proposta scritta di soluzione abitativa alternativa e solo a una ristretta minoranza è stato offerto un alloggio alternativo. Per quanti lo hanno accettato ciò ha comportato la divisione del nucleo famigliare. Un centinaio di persone rimaste escluse si trovano attualmente in prossimità del campo.

Rappresentanti di Associazione 21 luglio seguono da questa mattina le operazioni e si sono recati sul posto in quanto Osservatori dei diritti umani, ma non è stato consentito loro (né alla stampa) di entrare. «L’azione di oggi segna un’altra pagina buia dei diritti umani in Italia – ha commentato Carlo Stasolla, presidente di Associazione 21 luglio – una gravissima violazione dei diritti, un gesto scellerato che oltretutto offende in maniera sprezzante l’autorità e le funzioni della Corte Europea. Un centinaio di uomini, donne e bambini, già in condizioni di estrema fragilità saranno esposte ad un’ancora maggiore vulnerabilità. Da oggi vivere in Italia, e nella città di Roma, non significa vedersi garantiti i diritti umani fondamentali».

Associazione 21 luglio sta valutando le azioni più opportune per rispondere allo sgombero forzato organizzato in data odierna in deroga alla decisione assunta nei giorni scorsi dalla Corte Europea.

Lo scontro

Contro Salvini e le sue azioni anti-rom e anti-migranti scende in campo la stampa cattolica. “Vade retro Salvini” è il titolo di copertina per Famiglia Cristiana mentre Avvenire parafrasando la frase del ministro titola: “nessun uomo è parassita”.

Questa decisione arriva in uno scenario preoccupante a livello social. Pochi giorni fa a Roma un 50enne italiano ha sparato a freddo un proiettile a piombino contro una bimba rom di 1 anno: la neonata è fuori pericolo ma rischia danni permanenti molto gravi. Un episodio talmente inquietante che ha scatenato la reazione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: "mi ha colpito un fatto di cronaca. L'Italia non può somigliare a un far west dove un tale compra un fucile e spara dal balcone ferendo una bambina di un anno, rovinandone la salute e il futuro. Questa è barbarie e deve suscitare indignazione".

Il rischio, ormai concreto, è che l’odio razziale si trasformi sempre di più in violenza cieca e indiscriminata.

 

Pubblicato in Nazionale

Dopo essersi aggiudicata il 16 giugno negli USA 2 statuette ai 5th Annual International Music and Entertainment Awards (che seleziona e premia le eccellenze di tutto il mondo nel panorama della musica indipendente), il 3 agosto la compositrice e pianista siciliana Giuseppina Torre sarà in concerto a Pozzallo (Ragusa) in Piazza Municipio (ore 21.00). L'artista si esibirà al pianoforte eseguendo composizioni estratte dal suo primo disco "Il silenzio delle stelle", pubblicato nel 2015 da Sony Music, e dal docufilm "Papa Francesco - La Mia Idea di Arte", uscito a marzo di quest’anno.

«La Sicilia, una terra unica e ricca di risorse. La mia terra. Un posto che ho amato e odiato per tanti anni - afferma Giuseppina Torre – in lei vi sono tantissimi contrasti, una terra bellissima da cui attingere per creare le mie composizioni ma che allo stesso tempo è anche arida e difficile. Molte volte sono stata sul punto di trasferirmi, ma resisto, mi ostino a viverre nella mia Sicilia perché, come dice Sciascia, sono affetta da “sicilitudine”. Nella serata del 3 agosto mi esibirò a Pozzallo, una bellissima città che si affaccia sul Mar Mediterraneo, un mare il cui significato è “centro del mondo”: anticamente crocevia di civiltà, oggi è navigato da tantissimi migranti che sbarcano sulle nostre terre. La mia musica quella sera sarà un segno di solidarietà verso tutti quegli esseri umani che sfidano la morte cercando un futuro migliore. Anche i nostri avi fecero lo stesso in passato, emigrando dalla Sicilia per le loro famiglie, per noi».

Ospite della serata sarà il Soprano napoletano ANGELA GRAGNANIELLO, con la quale Giuseppina Torre ha partecipato il 16 giugno negli USA alla cerimonia di premiazione dei prestigiosi International Music and Entertainment Awards in cui sono stati decretati i vincitori delle 30 categorie musicali presso lo storico Teatro del Paramounts Arts Center di Ashland nel Kentucky.

«Io e Giuseppina abbiamo vissuto un’esperienza incredibile, sia musicalmente sia sotto il profilo umano - afferma Angela Gragnaniello -ci siamo raccontate, vissute e conosciute nel profondo.  La sua musica mi ha emozionato fin da subito, ho sempre sentito tanta verità in quelle note e in quelle sue idee, tanto da renderle anche mie. Papa Francesco dice che l’arte è un miracolo di Dio, che guida la mano dell’uomo nella creazione. Io e Giuseppina ci siamo fatte guidare e abbiamo creduto in questo fino alla vittoria. Quando Giuseppina è stata premiata ha dedicato il premio a Papa Francesco e alle donne vittime di violenze e mi ha ringraziata. In quel momento ho provato una forte emozione e ho realizzato che era tutto vero e che, oltre alla musica, anche le esperienze e le persone con cui le vivi fanno la differenza. Giuseppina per me è una di queste persone, per questo amo cantare la sua musica e condividere con lei la magia che solo le note del suo pianoforte sono capaci di farmi provare».

Unica artista selezionata a rappresentare l'Italia all’interno della manifestazione, Giuseppina Torre ha vinto in 2 categorie: “Classical Artist of The Year” e “Classical Album of The Year” con il disco/dvd "Papa Francesco - La Mia Idea di Arte" contenente le Original Soundtrack dell'omonimo docufilm composte dall'artista, il cui estratto "Mirabilis Mundi" per piano e voce, con testo in latino scritto dalla stessa Torre, è stato eseguito in anteprima mondiale nella storica location. Ad accompagnare Giuseppina Torre sul palco del Paramounts Art Center di Ashland è stato il Soprano Angela Gragnaniello che con la sua meravigliosa voce ha emozionato e incantato la platea.

«Angela Gragnaniello mi fu presentata dal mio ex produttore artistico - racconta Giuseppina Torre - con lei si è creato fin da subito un bellissimo feeling artistico. Ha immediatamente sposato la mia composizione “Mirabilis Mundi”, una delle tracce che fanno parte della colonna sonora del Docufilm “Papa Francesco – La Mia Idea di Arte”. La sua interpretazione è semplicemente regale perché esegue con un perfetto rispetto ascetico questa composizione, esattamente ciò che merita in quanto il testo in latino è il sunto del concetto che il Santo Padre esprime sull‘Arte. Ho scoperto dopo che Angela è molto religiosa e, secondo me, proprio per tale ragione, attraverso la sua grande voce e la sua profonda anima, è riuscita a trasformare “Mirabilis Mundi” in pura magia».

«Ho dedicato la vittoria dei 2 Awards a Papa Francesco perché le sue parole hanno ispirato la mia musica rappresentando un momento di rinascita personale ed artistica - dichiara Giuseppina Torre - inoltre ho dedicato gli Awards a tutte le donne vittime di violenza che come me lottano giorno dopo giorno per la loro dignità di donne e madri. Il mio sogno adesso è quello di conoscere Papa Francesco e ringraziarlo per aver ispirato la mia musica».

Giuseppina Torre nasce a Vittoria, in provincia di Ragusa. Dopo aver conseguito il Diploma in Pianoforte presso l'Istituto Musicale “V. Bellini” di Caltanissetta, sotto la guida del Maestro Sergio Carrubba si perfeziona con i Maestri Giuseppe Cultrera e Francesco Nicolosi. Dal 2000 si esibisce in diversi Teatri e Scuole di Alta Formazione Musicale, sia italiani che esteri. Nel 2005 partecipa come ospite d'onore all'International Feirenkurse Neue Music alla George Bukner Skule a Darmstadt. Nel 2007 riceve il Diploma d'Onore alla Scuola di Alta Formazione Musicale presso il Conservatorio “Ion Vidu” di Timisoara. Nel 2010 viene selezionata per la categoria “composizione” alla 19° edizione dell'Ibla Grand Prize, posizionandosi nella rosa dei finalisti. A novembre 2012 vince due premi ai Los Angeles Music Awardscome “International Artist of the Year” e “International Solo Performer of the Year”. 19 gennaio 2017 vince gli Akademia Awards of Los Angeles nella categoria “Ambiental/Instrumental” con la composizione “Il mio cielo” Nell’ estate del 2017 il suo “Il Silenzio delle Stelle - Live Tour” tocca numerose location di prestigio. Nel 2017 Giuseppina Torre firma le musiche del documentario “Papa Francesco - La mia Idea di Arte”, un viaggio attraverso la galleria ideale del Pontefice tratto dall’omonimo libro scritto da Papa Francesco a cura della giornalista e scrittrice Tiziana Lupi.

 

 

Pubblicato in Cultura

Torna, per il quinto anno consecutivo, il bando per l'assegnazione dei due premi annuali del valore complessivo di 10.000 euro, destinati a giovani ricercatori sotto i 40 anni, indetto in memoria del dottore Ercole Brusamolino.

I due premi (del valore di 5.000 euro ciascuno) sono messi a disposizione da Fondazione Italiana Linfomi (FIL) e Rete Ematologica Lombarda (REL), con l'obiettivo di sostenere i giovani ricercatori che abbiano pubblicato rilevanti ricerche sulla biologia o clinica dei linfomi, un modo per incoraggiare e valorizzare i contributi originali ed innovativi nel settore. I vincitori infatti saranno scelti dal Comitato Tecnico Scientifico congiunto FIL-REL sulla base dell'importanza del lavoro pubblicato dal 2016 ad oggi, a primo nome, su una rivista scientifica internazionale, eventualmente anche in collaborazione con centri di ricerca, università o enti stranieri.

Oltre ad avere meno di 40 anni, i candidati poi devono aver svolto la loro attività di ricerca presso un ente pubblico o privato Italiano, ma non devono ancora essere assunti a tempo indeterminato in strutture pubbliche o private.

I premi sono dedicati al dottore Ercole Brusamolino, ematologo, docente universitario e grande esperto di linfomi di Hodgkin, scomparso nel 2014: molto attivo nella ricerca scientifica, è stato responsabile della Commissione Scientifica "Linfoma di Hodgkin" della Fondazione Italiana Linfomi fino al 2013.

È possibile partecipare al Bando Premi Brusamolino 2018 fino a sabato 15 settembre 2018 e la premiazione si svolgerà lunedì 12 novembre a Rimini, durante l'Assemblea Plenaria annuale della Fondazione Italiana Linfomi. Il testo completo del Bando Premi Brusamolino 2018 è disponibile sul sitowww.filinf.it. Per informazioni è possibile contattare l'Ufficio Comunicazione di Fondazione Italiana Linfomi alla mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o al numero 0131 206132.

Diversi sono i bandi attivi promossi dallaFondazione Italiana Linfomi, che ha come mission proprio il sostegno dell'attività scientifica dei giovani ricercatori e la crescita di gruppi di ricerca all'interno dei centri italiani: FIL onlus nasce nel 2010 per sviluppare progetti di ricerca scientifica per la cura dei linfomi, migliorare diagnosi, terapie e qualità di vita dei pazienti, creando una base scientifica comune. In meno di 10 anni, ha condotto oltre 70 studi clinici, coinvolgendo circa 153 centri in tutta Italia e collaborando con organismi internazionali con gli stessi obiettivi di ricerca.

Pubblicato in Salute

Il giornalismo torna a raccontare la complessità. È in bozze e già disponibile sulla piattaforma di crowdfunding “Produzioni dal basso” il libro “Alla deriva. I migranti, le rotte del mar Mediterraneo, le Ong: il naufragio della politica, che nega i diritti per fabbricare consenso” - a firma del giornalista Duccio Facchini - con cui Altreconomia, casa editrice che pubblica il mensile omonimo condensa il suo lavoro giornalistico sul tema dei migranti, offrendo uno strumento prezioso di comprensione, informazione e disambiguazione del fenomeno e del suo utilizzo politico. 

“Alla deriva” mette prima di tutto in pausa gli slogan dei politici e le fake news per far parlare invece i fatti, i numeri silenziosi, le testimonianze dirette e le parole autorevoli di chi è sulla frontiera del mar Mediterraneo. Il libro offre infatti prima di tutto una lettura generale del fenomeno migratorio e una mappa delle principali rotte verso l'Europa; racconta, attraverso testimonianze dirette, che cosa sono i viaggi disperati in gommone o in barcone nel Mediterraneo; smentisce le bufale sull’“invasione” e la “sostituzione etnica”; affronta in modo laico il tema dei salvataggi in mare, il ruolo delle Ong e le ambigue inchieste a loro carico; traccia un quadro esaustivo del sistema dell’Unione Europea, delle sue normative e del futuro che si prefigura; fotografa la situazione della Libia, Paese a cui l’Italia rimanda i migranti e demanda le proprie responsabilità; descrive la cosiddetta “pacchia”, analizzando la condizione giuridica e sociale dei richiedenti asilo e degli stranieri in Italia. 

Un libro essenziale per colmare il gap di corretta informazione ma che - soprattutto - spiega perché espressioni come la “pacchia”,la “crociera”, i “vice-scafisti”, le “Eurofollie” (non a caso scelte come titoli dei capitoli) siano in realtà carburante per la macchina del consenso elettorale.

Scrive Pietro Raitano, direttore di Altreconomia, che firma l'introduzione:“(...) mettete insieme crisi economica, disagio della popolazione che vede ridursi il proprio benessere (...) l'incapacità di comprendere il fenomeno migratorio in un mondo di 7 miliardi e mezzo di abitanti afflitto da non meno di 35 conflitti e dai cambiamenti climatici (e per l'Italia aggiungete una discreta dose di analfabetismo funzionale). E poi prendete una classe di politici alla ricerca di consenso, ovvero di voti, ovvero di potere. Il risultato è ovvio: serve un capro espiatorio. Qualcuno cui dare tutte le colpe. Un nemico creato ad arte. (...) Ecco, quel capro espiatorio sono proprio i migranti”

Oltre a fonti, dati e infografiche aggiornati, affidabili e precisi, il libro trova linfa nei numerosi, importantie vividi contributi di studiosi, medici, avvocati, giuristi, attivistie le testimonianze (o interviste) di chi ha viaggiato sulle navi delle Ong: tra gli altri Gianfranco Schiavone (presidente di ICS), Luigi Montagnini (Medici Senza Frontiere), Giovanna Scaccabarozzi (medico sulle navi delle Ong), Riccardo Gatti (comandante ProActiva Open Arms), Chiara Favilli (Professore di Diritto dell’Unione Europea presso l’Università degli Studi di Firenze), Anton Giulio Lana (avvocato dei 24 migranti respinti a Tripoli dinanzi alla Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo) e altri ancora.

“Alla deriva” si può prenotare e preacquistare attraverso la piattaforma di crowdfunding “Produzioni dal basso”(sarà materialmente disponibile dopo metà agosto) a questo link

 

Pubblicato in Migrazioni

“Forza venite, gente”. A Latiano (Br) alle ore 20.30 va in scena il musical interpretato dagli ospiti del Centro diurno della cooperativa sociale “Si può fare” di Latiano (Brindisi) . Nel Piazzale dei Musei (nuovo Polo Museale - accesso da via De Gasperi) i ragazzi e le ragazze del Centro saliranno sul palco con un spettacolo musicale liberamente reinterpretato.

"L'arte è la forma di espressione importante e di aggregazione per eccellenza - commenta il presidente Legacoop Puglia, Carmelo Rollo -. Il plauso va all'impegno dei soci cooperatori e ai ragazzi che il 27 luglio saliranno sul palco, certo della buona riuscita della loro performance. 'Si può fare' è una giovane cooperativa impegnata nella gestione di una struttura socio-assistenziale a ciclo diurno che offre ai propri ospiti una serie di laboratori artistico-ricreativi dedicati ai soggetti e alle famiglie che vivono condizioni di disabilità e marginalità sociale. Una realtà importante per la comunità latianese e di costruzione di welfare, di cui come Movimento cooperativo siamo orgogliosi".

La manifestazione, che si avvale del patrocinio dell'Amministrazione comunale latianese, è inserita nel cartellone di eventi estivi cittadini e rientra nell'ambito della terza edizione del 'Si Può Fare Art & Friends', una giornata che la cooperativa sociale dedica annualmente all'arte sotto ogni sua sfaccettatura e quest'anno riservata proprio al musical, in cui si cimenteranno per la prima volta i ragazzi del Centro diurno.

Il musical, realizzato grazie alla collaborazione e sotto la supervisione di Giuseppe Vitale (regia) e Antonella Gioia (coreografie e aiuto regia) è incentrato sulla vita di San Francesco d'Assisi, e rappresenta il lavoro finale di un percorso di teatro, musica e danza compiuto durante l'anno dai ragazzi che frequentano il Centro diurno socio-educativo e riabilitativo latianese. La struttura socio-sanitaria, aperta da tre anni e gestita dalla Cooperativa Sociale Si Può Fare Onlus, accoglie attualmente 30 giovani utenti provenienti dal territorio provinciale e non solo.

 

Pubblicato in Puglia

Il 26 e 27 luglio “Crescerete”, il gruppo di lavoro di Legacoopsociali che si occupa dell’ambito 0-6, promuove una riflessione sul futuro di questo ambito dopo l’approvazione del Decreto 65 del 2017. Il decreto 65, anche attraverso risorse messe a disposizione, "ha attivato un percorso per sviluppare nuovi servizi nell’ambito 0-3 e promosso la sperimentazione di servizi innovativi 0-6". Un percorso che Legacoopsociali auspica "possa essere proseguito e rafforzato anche dall’ attuale Governo e Parlamento. Il 26 luglio mattina sono state invitate organizzazioni-istituzioni chiedendo riflessioni e proposte con l’ obiettivo di confrontarsi e rilanciare le tematiche legate allo 0-6".

Parteciperanno all’ iniziativa il Consorzio Pan-Claudia Fiaschi, l’Istituto degli Innocenti-Aldo Fortunati, Save the Children - Arianna Saulini, Gruppo nidi-Lorenzo Campioni, Cgil  Fp-Michele Vannini, Cittadinanza attiva-Adriana Bizzarri, Compagnia delle Opere-Luigi Paccosi, Fism-Luigi Morgano, Anci Marilena Pillati. All’ incontro è stato invitato il ministro dell’ Istruzione Marco Bussetti.

I lavori di Crescerete-Legacoopsociali continueranno il 27 luglio con una riflessione sul tema dei maltrattamenti "I sistemi di tutela delle bambine e dei bambini da condotte inappropriate, abuso e maltrattamento”  grazie alla collaborazione fra Legacoopsociali e Save the Children che proporrà una giornata di formazione presentando il manuale “All’ asilo nido si cresce sicuri”.

Save the Children ha offerto la propria collaborazione al gruppo Crescerete , partendo dall’esperienza maturata con un municipio del Comune di Roma, con il quale è stato sviluppato un percorso che ha previsto una analisi partecipata della gestione e operatività quotidiana delle scuole della prima infanzia, dei fattori di rischio e delle misure di mitigazione applicabili: si è concluso con l’elaborazione di un documento, il Sistema di Tutela del nido, che sintetizza e rendere chiaro e noto a tutti le prassi e le misure che la scuola si impegna ad adottare.

Condividendo l’ottica di corresponsabilità di tutti gli attori della comunità educante, Legacoopsociali e Save the Children, con la collaborazione di E.D.I onlus, "condividono e auspicano che l’incontro posso fornire l’opportunità per avviare una riflessione per condividere con tutti gli aderenti alla rete l’importanza di affrontare la questione della tutela dei minori".

 

 

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