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Sabato, 20 Aprile 2019

Articoli filtrati per data: Martedì, 31 Luglio 2018 - nelPaese.it

Se hai la sclerosi multipla, sport impegnativi come la vela, l'arrampicata o il windsurf  fanno per te. Un'iniziativa promossa dalla Fondazione Italiana Sclerosi Multipla (FISM) e dall'Università degli Studi di Genova ha evidenziato come sport complessi e faticosi possano avere un effetto positivo, stimolando chi li pratica, sia da un punto di vista fisico, sia  emotivo.

L'evento "MS and sport activity: wind of change" – si è proposto proprio di affiancare allo stimolo fisico degli sport acquatici anche quello emozionale e psicologico che proviene dal contatto col mare e dalle attività legate a questo contesto, e in particolare dalla navigazione a vela. Come in altre patologie neurologiche, anche nella sclerosi multipla i sintomi di natura sensoriale e motoria, quali le alterazioni posturali, i disturbi della coordinazione e la fatica, sono spesso accompagnati da difficoltà di natura cognitiva e psicologica. Questi aspetti influiscono in misura considerevole sulla qualità della vita di ogni persona, tanto da ridurre l'effetto benefico di un trattamento riabilitativo.

Wind of change si è svolto all'isola d'Elba,  ha avuto una durata di cinque giorni, dall'11 al 15 maggio,  ha previsto l'introduzione alla pratica della vela su barche piccole, catamarani, un piccolo cabinato, SUP (Stand Up Paddle Surf) e persino il windsurf a persone con SM con bassa disabilità. Ha consentito di mettere alla prova aspetti connessi all'attività fisica, come esercizi di forza e precisione con gli arti superiori ed inferiori, la capacità di coordinazione motoria ed il mantenimento della postura in condizioni dinamiche; tutto ciò in situazioni in cui è anche necessario un alto livello di attenzione.

All'evento hanno partecipato 17 persone con SM. I partecipanti sono stati sottoposti a valutazioni cliniche da parte di personale specializzato in sclerosi multipla, sia all'inizio che al termine della cinque giorni, dati concernenti le loro abilità sensorimotorie e cognitive e l'effetto di questa esperienza sulla motivazione nello svolgere attività fisica nella vita di tutti i giorni. Ed eccoli i dati di conferma: i partecipanti sono migliorati dopo l'evento di circa il 10% sia in test che valutano la resistenza durante il cammino che in quelli relativi all'abilità nel compiere gesti di motilità fine delle mani, senza riscontrare un aumento della fatica.

Aggiungiamo poi una nota che può e forse deve far riflettere: alcuni dei partecipanti all'evento hanno ripreso attività sportive abbandonate in passato, altri hanno iniziato a praticare gli sport nautici proposti duranti Wind of change e buona parte di loro hanno deciso di fare le proprie ferie scegliendo mete dove è possibile praticare sport.

È di fondamentale importanza ricordare che tutte queste attività vanno svolte con un personale qualificato, che conosca i fondamenti degli sport proposti e quelli della malattia, in modo da proporre queste attività con le modalità adeguate ad ogni persona con sclerosi multipla. Per questo, AISM e FISM in collaborazione con i Corsi di Studio in Scienze Motorie dell'Università degli Studi di Genova, vorrebbero in futuro formare laureati in Scienze Motorie che abbiano questo profilo, per poter offrire ad ogni persona con sclerosi multipla l'attività sportiva più adatta alle proprie potenzialità.

 

Pubblicato in Sport sociale

In attesa di conoscere tutti gli aspetti della vicenda che ha visto coinvolta la nave italiana “ Asso 28” operante in appoggio a una piattaforma petrolifera, che dopo aver salvato da un gommone 108 migranti riportandoli in Libia da dove fuggivano, l'ASGI evidenzia “con assoluto sconcerto come quanto accaduto sembra delineare una delle più gravi violazioni del diritto internazionale ed europeo in materia di asilo mai avvenute”.

Se infatti fosse confermato che la nave “ Asso 28” aveva chiesto il coordinamento dei soccorsi all'MRRC (Maritime Rescue Coordination Center) di Roma e quest'ultimo avesse declinato la propria responsabilità  alla guardia costiera libica, quanto avvenuto “si configurerebbe come un fatto gravissimo di cui le istituzioni italiane debbono essere chiamate a rispondere sussistendo pienamente la giurisdizione italiana sui fatti accaduti”.

Anche Magistratura Democratica interviene e si chiede: “di chi la decisione? Seguiamo con attenzione la vicenda inerente alle 108 persone riportate in Libia dal rimorchiatore Asso Ventotto. Ci chiediamo chi abbia assunto la decisione di far rotta verso Tripoli, porto non sicuro. Auspichiamo che alle gravi politiche di attacco alle ong e dei porti chiusi non si aggiunga quella dei respingimenti, per i quali l'Italia è stata già condannata dalla Corte europea sui diritti umani”

Ciò che, infatti, sarebbe avvenuto è a tutti gli effetti un respingimento collettivo di migranti vietato dall'art. 4 del quarto Protocollo aggiuntivo alla Convenzione Europea per i Diritti Umani (CEDU); ai migranti è stato impedito l'accesso alla protezione internazionale e sono stati condotti direttamente verso un territorio nel quale sono sottoposti a torture e trattamenti disumani e degradanti in violazione dell'art. 3 della CEDU e dell'art. 33 della Convenzione di Ginevra sullo status dei rifugiati. 

Il precedente

“Evidenti sono le analogie tra quanto accaduto in queste ore e quanto avvenne nel maggio 2009 con i respingimenti attuati dal Governo italiano che furono condannati dalla Corte Europea per il Diritti dell'Uomo (causa Hirsi c. Italia, sentenza 23 febbraio 2012)” 

In particolare ASGI ricorda che “il Centro Nazionale di Coordinamento del Soccorso Marittimo (MRCC), contattato dalla nave “Asso 28” aveva l’obbligo di coordinare i soccorsi, adottando tutte le misure necessarie affinché le persone soccorse possano sbarcare nel più breve tempo possibile in un luogo sicuro (Convenzione SAR, par. 3.1.9 come modificato nel 2004), ovvero  una località dove la sicurezza e la vita dei sopravvissuti non sia più minacciata, i bisogni primari (come cibo, alloggio e cure mediche) possano essere soddisfatti, e possa essere organizzato il trasporto dei sopravvissuti verso una destinazione successiva o finale (Linee Guida IMO sulle persone soccorse in mare, par. 6.12)”.

In nessun caso alcun porto libico poteva essere considerato porto sicuro alla luce delle normative internazionali non sussistendo in quel Paese nessuno dei requisiti sopra indicati. 

ASGI chiede a tutte le istituzioni italiane, al Parlamento Europeo e alla Commissione Europea “di fare piena chiarezza sul ruolo avuto dall'MRRC di Roma e di assumere iniziative adeguate alla gravità di quanto accaduto affinché sia fatta piena luce su questa vicenda e siano assunte le iniziative necessarie, anche in sede giudiziaria, affinché episodi analoghi non si ripetano”.  Di fronte a fatti che di fatto spazzano via il diritto internazionale ed europeo sui rifugiati ASGI chiede all'UNHCR “di agire in tutte le sedi a tutela del diritto d'asilo con la fermezza e il rigore che il momento richiede”.

“Azioni di respingimento collettivo”

Anche per Fulvio Vassallo Paleologo, dell’Adif – Associazione Diritti e Frontiere: giurista dell’Università di Palermo ed esperto di diritto internazionale e di diritti dei migranti. “quanto accaduto con la Asso 28 è frutto dell’attuazione degli accordi con la Libia dello scorso anno e rafforzati quest’anno, che hanno portato alla creazione di una zona sar libica: una volta ritenuta tale consente alla Guardia costiera libica di coordinare i soccorsi e di far dire alla Guardia costiera italiana che non ha alcun ruolo di coordinamento, come Salvini sta ripetendo da stamattina - sottolinea a Redattore sociale-. Tutto questo serve solo a legittimare azioni di respingimento collettivo”.

L’Arci, in una nota accusa il ministro dell’Interno che così “espone l'Italia a una nuova, certa condanna con le relative pesanti conseguenze, anche economiche. Che le persone riportate a Tripoli saranno certamente sottoposte a trattamenti disumani e degradanti, come hanno più volte ribadito le Nazioni Unite e tutte le organizzazioni indipendenti che hanno raccolto testimonianze nei lager della Libia, al governo non interessa” 

 

 

Pubblicato in Nazionale

È 160 il punteggio necessario per considerare una Regione "adempiente" nell'erogazione dei Livelli essenziali di assistenza (Lea), cioè di quei servizi e prestazioni che devono essere garantiti in modo uniforme, sull'intero territorio nazionale, ed elencati proprio per evitare che il federalismo sanitario porti a diritti per i cittadini diversi a seconda della Regione. Da questo punto di vista, Calabria e Campania sono le regioni che per il 2016 il ministero della Salute valuta provvisoriamente inadempienti rispetto alla capacità di garantire ai cittadini i Lea. Nel 2015 le regioni inadempienti erano 5.

La Calabria nel 2016 ha raggiunto un punteggio di 144, perdendo 3 punti rispetto all'anno precedente. La Campania invece, pur attestandosi su un punteggio ancora più basso pari a 124, è la regione che in assoluto ha guadagnato più punti: +18. Sicilia, Molise e Puglia che nel 2015 erano considerate Regioni 'inadempienti’ nel 2016 sono tutte 'adempienti’ con punteggi pari rispettivamente a 163, 164, 169.

È quanto emerge dai dati provvisori del monitoraggio Lea 2016 del ministero della Salute,contenuti nel Rapporto di Coordinamento di Finanza Pubblica 2018 della Corte dei Conti. I dati definitivi saranno pubblicati dal ministero della Salute. "Se da una parte la riduzione da cinque a due delle regioni considerate inadempienti rappresenta una buona notizia per i cittadini, dall'altra ci preoccupa il dato della Campania e ancora di più quello in calo della Calabria. Dai Piani di rientro dal debito sanitario è necessario passare sempre di più a Piani di rientro nei diritti dei cittadini in tutte le regioni. Non più solo equilibrio di bilancio ma soprattutto servizi accessibili, sicuri e di qualità in tutto il Paese", ha dichiarato Tonino Aceti, coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato di Cittadinanzattiva.

È il Veneto la regione con il punteggio Lea più elevato pari a 209. Tra la prima e l'ultima regione ci sono 85 punti di scarto. "La forbice che ancora c’è tra le regioni, anche tra quelle adempienti, è inaccettabile e conferma ancora una volta le profonde disuguaglianze che sono presenti nel nostro Servizio Sanitario Pubblico e soprattutto la necessità ed urgenza di una forte strategia unitaria per il loro contrasto. Per questo è indispensabile rafforzare molto e subito il ruolo del ministero della Salute nell'attività di coordinamento, verifica sostanziale e intervento nei confronti delle regioni quando i Lea non sono garantiti", ha continuato Aceti.

Quasi la totalità delle regioni adempienti ha visto migliorare il proprio punteggio. Quelle con incremento maggiore sono Puglia +14 punti, Sicilia +10, Umbria +10, Molise +8, Veneto +7, Abruzzo +7. La Toscana -4 punti rispetto al 2015. Non sono disponibili dati di Valle D'Aosta, Trento, Bolzano, Friuli Venezia Giulia e Sardegna. 

"Bene la proposta del ministro della Salute- ha aggiunto il coordinatore di Cittadinanzattiva- di rivedere i criteri di riparto del Fondo Sanitario Nazionale tra le Regioni ma non è sufficiente. Chiediamo che si rafforzi il sistema di monitoraggio dei Lea, a partire dalla sua capacità di fornire dati più attuali, evitando un 'ritardo' di 2 anni".

"Non è pensabile continuare a considerare adempienti Regioni che hanno tempi per l'arrivo del mezzo di soccorso sul posto superiori a 18 minuti, o con un servizio di elisoccorso attivo solo di giorno. Chiediamo- ha detto ancora Aceti - di introdurre nel Comitato nazionale Lea, che è l'organo preposto a valutare le Regioni, anche i rappresentati delle organizzazioni civiche. Il nuovo Sistema nazionale di garanzia dei Lea non è ancora sufficiente, deve essere rafforzato capitalizzando di più e meglio i dati del Piano Nazionale Esiti, misurando meglio ciò che accade sulle liste di attesa e l'attuazione del prossimo Piano nazionale, verificare lo stato di applicazione del Piano nazionale della cronicità, nonché monitorare il livello di accesso alla vera innovazione, solo per fare alcuni esempi". E ancora: "Chiediamo infine che i nuovi Lea diventino effettivamente accessibili attraverso lo sblocco del Decreto tariffe e anche attraverso un rilancio del finanziamento del Servizio Sanitario Pubblico a partire dalla prossima Legge di Bilancio" ha quindi concluso Aceti.

Sulle disuguaglianze Cittadinanzattiva ha lanciato da qualche mese la campagna 'La salute è uguale per tutti’ - www.diffondilasalute.it - volta proprio a promuovere una riforma costituzionale che sia di soluzione alle enormi disparità territoriali, sia di accesso che di offerta

 

Pubblicato in Salute

Si è concluso con una grande festa multiculturale l'evento di inaugurazione del primo padiglione sul terreno confiscato di Rosarno affidato al Consorzio Macramè, frutto del lavoro della prima edizione dell’International Summer School #PaesaggiSolidali. L'esperienza è stata promossa dal Laboratorio di ricerca Landscape_inProgress del Dipartimento dArTe e dal Consorzio Macramè, insieme alla Ain-Shams University del Cairo, nell’ambito delle attività del progetto Mestieri legali, con il sostegno di Fondazione con il Sud.

Il taglio del nastro, simbolicamente affidato ad una studentessa egiziana, una italiana e un migrante, ha segnato la conclusione di quindici giorni di lavori nei quali oltre 30 tra studenti e tutor, egiziani e italiani, con i propri docenti, insieme a maestranze locali e migranti, hanno lavorato sul terreno confiscato per la creazione di un padiglione effimero denominato “Symphony of Silente”, primo tangibile segno verso la creazione di un Parco della Biodiversità.

Tre le cooperative sociali del Consorzio Macramè coinvolte nel progetto: Mani e Terra, da sempre impegnata nell'impiego di migranti in agricoltura, Alba, cooperativa di servizi con esperienza di cura e lavoro su terreni sequestrati e confiscati, e Casa di Miryam, cooperativa che impiega in particolare ex detenuti ed ex tossicodipendenti in attività edili. Il loro apporto si è unito al lavoro di studio e ricerca degli studenti e dei tutor, egiziani e italiani, con uno scambio esperienziale, di culture e di saperi che ha dato vita ad una suggestiva installazione.

Symphony of Silente” vuole offrire al visitatore una doppia esperienza: una interiore e personale, una esterna e collettiva. L'installazione riproduce, infatti, un bunker di mafia: una scala scura e stretta con un varco di luce all'apice. "Da sempre, nella storia dell'architettura, erigere delle strutture in altezza ha avuto un valore fortemente simbolico. Questa installazione è la testimonianza del senso etico di questa esperienza che è stata possibile grazie all'impegno profuso da tutti, studenti e partner" sono state le parole di Marina Tornatora - Dipartimento di Architettura e Territorio dArTe. 

Un invito, quindi, ad alzare la testa contro la sopraffazione mafiosa. La scala sorge su una base di cemento sulla quale sono stati iscritti, bianco su nero, i nomi di decine di vittime di mafia ed è stata rivestita di canne di bamboo, appositamente prelevate dall'ambiente circostante. Il monumento, circondate di piante di limoni e melograni, vuole essere non soltanto un invito a resistere e reagire nel segno della legalità e della giustizia, ma anche un memoriale delle persone che hanno pagato con la vita l'essersi opposte alla criminalità organizzata.

"Questo è il primo passo per la restituzione alla collettività di questo incantevole luogo, quando siamo arrivati qui per la prima volta, tre anni fa, il terreno versava nell'abbandono e nel degrado totale - ha raccontato il Direttore del Consorzio Macramè, Giuseppe Carrozza - il progetto Mestieri Legali ci condurrà verso la creazione di un Parco della Biodiversità, all'interno del quale sorgerà un impianto di lombricoltura, grazie alla partnership con Legambiente, Arci, Università e Comune di Rosarno." "Sono soddisfatto del lavoro condotto su questo terreno, ora la sfida sarà quella di renderlo fruibile alla popolazione locale, far sentire loro questo luogo quale spazio comune" sono state le parole del Sindaco di Rosarno, Giuseppe Idà.

"E' compito dell'istituzione Università contribuire a ridisegnare la bellezza di paesaggi deturpati ed abbandonati - sono state le parole di Ottavio Amaro, direttore generale dell'Università Mediterranea - nella speranza che sempre più giovani studenti e ricercatori possano restare nella propria terra continuando ad offrire il proprio contributo intellettuale e di energie". Un'esperienza, questa dell'International Summer School, dal carattere fortemente internazionale e mediterraneo; si è dichiarato soddisfatto Ahmed Sami, docente della Ain-Shams University, che ha prontamente proposto una Winter School in Egitto.

Erano presenti al taglio del nastro anche Giacomo Giovinazzo, dirigente del dipartimento agricoltura della Regione Calabria, che nel plaudere all'iniziativa ha ricordato gli strumenti attualmente a disposizione nel campo dell'agricoltura e una rappresentanza dell'Ordine degli Architetti di Reggio Calabria che ha manifestato apprezzamento per il lavoro architettonico svolto e supporto nella creazione dei prossimi padiglioni.

Dopo la consegna degli attestati di partecipazione le note del concerto di musica live della formazione “Maniera d’Autore”, guidata dal cantautore Nino Quaranta, hanno coinvolto tutti i partecipanti in un momento di gioia e festosa condivisione.

 

Pubblicato in Calabria

Sorridente, simpatica e bellissima. Serena Rossi, attrice, cantante e conduttrice televisiva, protagonista dell’evento “La Valigia di…” al Centro McArthurGlen La Reggia Designer Outlet di Marcianise (CE), sollecitata dalla giornalista di Moda e Costume Anna Paola Merone, ha raccontato emozioni e oggetti che non mancano mai nei suoi bagagli e ha parlato del suo impegnativo lavoro sul set della fiction “Mimì”, nei panni della protagonista Mia Martini. “Ho dato a questo ruolo tutto ciò che potevo – racconta Serena Rossi –. Interpretare Mia Martina è stato davvero complicato. Lei è una donna e un’artista di grande spessore”.

Un pomeriggio nel salottino allestito in Piazza delle Palme, in cui Serena Rossi ha alternato racconti di vita privata e vita professionale, facendo anche notare come oggi, la facilità di accesso che tutti hanno alle notizie ha tolto quella magia e quel mistero che hanno contribuito a creare le icone di un tempo. La contemporaneità e la praticità hanno tolto tanto anche alle emozioni, secondo Serena, che ricorda alcuni grandi attori, con cui ha avuto il privilegio di lavorare, che ancora hanno in camerino i bauli, pieni di effetti personali, ricordi e portafortuna.

La valigia dell’attore è emotivamente carica di tensione, di voglia di far bene e di piacere al pubblico. Meno carica è la valigia con cui Serena Rossi viaggia che, confessa, “un tempo riempivo con outfit completi, abbinando scarpe e borse agli abiti. Oggi metto le scarpe con tacco comodo e una borsa media in viaggio. In valigia, un paio di sandali e una pochette dai colori neutri. La mia valigia è leggera e pratica. Quella di Diego, mio figlio, è la più grande e la più piena”.

Per riuscire con successo nella preparazione della sua valigia, in cui devono entrarci l’essenziale e l’indispensabile, Serena stila una lista, che segue con meticolosità. Riempie piccole boccettine da viaggio con shampoo, balsamo e doccia schiuma. E, sul set del “Commissario Montalbano”, ha scoperto la magia della protezione 50 che dona un’abbronzatura fantastica e duratura e che ora non manca mai tra le cose che porta con sé.

Diversa ancora è la valigia dei grandi eventi, come quella preparata per i Nastri d’argento 2018, riconoscimento che ha ricevuto per “Bang Bang”, colonna sonora di “Ammore e Malavita” dei fratelli Manetti, premiata come miglior canzone. In questo caso, una stylist le mostra alcuni abiti adatti all’occasione e a lei spetta la scelta definitiva. 

“Amo fare shopping e ho girato tanto qui alla Reggia Outlet. Mi sono divertita e ho trovato cose molto belle. Ma sono anche un’appassionata dello shopping on line. Un consiglio importante che vi do è di non fare shopping quando siete arrabbiati: rischiate di acquistare cose che non vi piaceranno mai”, parola di Serena Rossi.

 

 

Pubblicato in Campania

A giugno 2018, dopo tre mesi di crescita, la stima degli occupati registra un calo (-0,2% rispetto a maggio, pari a -49 mila). Il tasso di occupazione scende al 58,7% (-0,1 punti percentuali). La diminuzione congiunturale dell’occupazione coinvolge soprattutto gli uomini (-42 mila) e le persone di 35 anni o più (-56 mila). Nell’ultimo mese crescono i dipendenti a termine (+16 mila) mentre il calo si concentra tra i permanenti (-56 mila) e in misura più contenuta tra gli indipendenti (-9 mila).

La stima delle persone in cerca di occupazione a giugno registra un aumento (+2,1%, +60 mila). La crescita della disoccupazione riguarda entrambi i generi e tutte le classi di età. Il tasso di disoccupazione sale al 10,9%, in aumento di 0,2 punti percentuali su base mensile, cresce anche quello giovanile che si attesta al 32,6% (+0,5 punti).

A giugno prosegue il calo della stima degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-0,2%, -27 mila). La flessione riguarda principalmente le donne (-23 mila) e si distribuisce tra i 15-49enni. Il tasso di inattività cala al 33,9% (-0,1 punti percentuali). Nonostante la flessione registrata a giugno, nel periodo aprile-giugno 2018 si stima una consistente crescita degli occupati (+0,8% rispetto al trimestre precedente, pari a +196 mila). L’aumento interessa entrambe le componenti di genere, coinvolge le persone di 25 anni o più e tra queste principalmente gli ultracinquantenni (+140 mila). Crescono nel trimestre i lavoratori a termine (+123 mila) e gli indipendenti (+75 mila) mentre restano sostanzialmente stabili i dipendenti permanenti.

Alla crescita degli occupati nel trimestre si accompagna il calo dei disoccupati (-0,7%, -21 mila) e quello più forte degli inattivi (-1,2%, -154 mila).Su base annua, a giugno si conferma la crescita occupazionale (+1,4%, +330 mila). L’espansione interessa uomini e donne e si concentra tra i lavoratori a termine (+394 mila), in lieve ripresa anche gli indipendenti (+19 mila), mentre calano i dipendenti permanenti (-83 mila).

Crescono soprattutto gli occupati ultracinquantenni (+355 mila) e i 15-34enni (+119 mila) mentre calano gli occupati tra i 35 e i 49 anni (-145 mila). Al netto della componente demografica si registra un segno positivo per l’occupazione in tutte le classi di età.

Nei dodici mesi, a fronte della crescita degli occupati si registra il calo degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-2,6%, -344 mila) e quello più lieve dei disoccupati (-0,3%, -8 mila).

Pubblicato in Lavoro

Nei giorni scorsi è scoppiata la polemica sulle parole di Casaleggio. Nel mirino degli eredi del guru 5 Stelle c’è il Parlamento: “in futuro sarà inutile”. Queste parole hanno alzato un polverone politico in quella che è ancora una democrazia parlamentare nata dalla Carta costituzionale.

E gli italiani cosa pensano del ruolo delle Camere parlamentari? In un sondaggio di Swg emerge che per l’83% ha “un ruolo centrale” e questo giudizio arriva in modo trasversale tra tutti gli elettori delle forze politiche.

Anche rispetto alla divisione dei poteri legislativi, esecutivi e giudiziari la netta maggioranza del Paese non ha dubbi: per il 69% la divisione è “molto o abbastanza giusta”. Per la metà degli italiani (47%), inoltre, per il buon funzionamento della società “è necessario un parlamento funzionante che equilibra e media i diversi interessi”.

Resiste ancora il valore democratico che allontana, per il momento, le tentazioni autoritarie. Per il 53% degli italiani il modello di democrazia è quella parlamentare con eletti scelti direttamente dai cittadini e non con liste bloccate dai partiti. E ancor di più c’è un 22% che vuole i cittadini che votano direttamente le leggi.

Per quanto riguarda il consenso attuale ai partiti resta saldo il 60% per l’area di governo (Lega 30,3 – M5S 29,7). Perdono ancora consensi Forza Italia (8,6) e Pd (17,4). Cresce Potere al popolo con un 2,5%.

Pubblicato in Nazionale

Si conclude con la quinta puntata teatrale, intitolata "Lunga notte d'amore", l'Odissea in Valsamoggia del Teatro delle Ariette che avrà luogo mercoledì 1 agosto alle ore 20 nella Piazza di Bazzano (ingresso libero), progetto e direzione artistica Paola Berselli e Stefano Pasquini. Protagonisti 40 cittadini di differente età e provenienza culturale coinvolti in tutte le fasi dell'allestimento, in una contaminazione continua tra cultura classica e cultura popolare, tra il lavoro dei professionisti e quello dei dilettanti/cittadini.

Quarta edizione di "Territori da cucire", il progetto che il Teatro delle Ariette cura dal 2015 realizzato con il contributo di Comune di Valsamoggia, Regione Emilia-Romagna, Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, in collaborazione con ASC InSieme - Commissione Mosaico, Fondazione Rocca dei Bentivoglio, CartaBianca Libreria Indipendente, sperimenta un teatro di comunità nei luoghi di vita e aggregazione sociale, nella realtà periferiche, per creare un tessuto di relazione, rafforzare il sentimento di appartenenza alla comunità e porre domande agli individui e alla società.

Tratto dall'Odissea di Omero, nella traduzione di Emilio Villa, lo spettacolo si realizza grazie alla collaborazione di diverse associazioni di volontariatopresenti sul territorio (Cooperativa Sociale Arca di Noè, Open Group Cooperativa Sociale, Donne Multietniche Valsamoggia, Nema Problema Onlus, Associazione Culturale Islamica Valsamoggia, Comunità Bahá'í), con una particolare attenzione a quelle cosiddette di "stranieri", nello spirito dell'Odissea stessa, e con la partecipazione del Collettivo La Notte e del Laboratorio Permanente di Pratica Teatrale, per promuovere l'incontro tra culture, costumi, lingue e tradizioni diverse, per disegnare una nuova mappa dell'identità culturale della comunità attraverso la condivisione di un processo di creazione artistica.

Mai come oggi l'Odissea parla di noi e del nostro presente, e di come ogni incontro con l'altro, ogni differenza e scoperta servano a costruire ed arricchire la nostra identità individuale e collettiva e rafforzare il sentimento di appartenenza alla comunità. Partendo dal fatto che l'Odissea è una storia autobiografica che Ulisse racconta attorno a una tavola, così anche la scenografia fa pensare a un convivio e a una barca nello stesso tempo. ‹‹L'Odissea in fondo è una favola raccontata a tavola: la favola delle origini e dei destini di una comunità e degli dei e degli uomini che la compongono››. Focaccia, frutta e verdure saranno condivise con il pubblico al termine dello spettacolo.

Le parole di Omero sono tagliate, triturate e infilate nelle nostre bocche moderne non per mettere in scena l'Odissea, ma noi stessi, la nostra comunità catturata nell'atto di interrogare quelle parole antiche, quelle vecchie storie di un mondo che non c'è più e vive sprofondato dentro di noi nel mistero della sua disarmante attualità.

Tutto il progetto è seguito e raccontato nel blog Verso Itaca sul sito www.teatrodelleariette.it

 

Pubblicato in Cultura

Medici Senza Frontiere (MSF) ha aperto, in collaborazione con il Ministero della Salute del Ciad, un centro nutrizionale terapeutico per rispondere alla crisi nutrizionale che sta colpendo migliaia di bambini al di sotto dei cinque anni a N'Djamena, poiché le poche strutture in grado di trattare i bambini gravemente malnutriti non riescono a far fronte al loro crescente numero.

La malnutrizione acuta, endemica in Ciad per tutto l’anno, ha raggiunto livelli allarmanti a N’djamena, per un insieme di ragioni come il declino del potere d'acquisto delle persone, la grave insicurezza alimentare stagionale e lo sciopero dei dipendenti pubblici che sta colpendo il settore sanitario.

L'ultima indagine, coordinata dal Ministero della Sanità del Ciad nel luglio 2017, già rivelava che i tassi di malnutrizione tra i bambini a N’Djamena sono superiori alle soglie di emergenza. Ma da gennaio di quest'anno il numero di bambini gravemente malnutriti ricoverati nell'Ospedale dell'Amicizia Ciad-Cina è aumentato del 45% rispetto allo stesso periodo del 2017. L'ospedale, sostenuto dalla ONG Alima, ha ricoverato fino a 170 bambini malati e gravemente malnutriti a fronte degli 80 posti letto disponibili.

Per contrastare questa situazione critica è urgente aumentare la capacità ospedaliera per trattare i bambini gravemente malnutriti e fornire trattamento precoce nei centri nutrizionali ambulatoriali. Questi ultimi hanno un ruolo cruciale nel facilitare le cure domiciliari per prevenire il peggioramento della salute dei bambini e, di conseguenza, la necessità di ricoverarli. Ma la maggior parte dei centri di N’Djamena sono aperti solo un giorno a settimana e devono far fronte a frequenti carenze di alimenti terapeutici pronti all'uso, forniti dall'UNICEF, che sono vitali per i bambini gravemente malnutriti.

“L'accesso ai servizi di assistenza pediatrica di emergenza è una strada in salita a N'Djamena. Per questo è necessario fare tutto il possibile per evitare che i bambini diventino così malati da dover essere portati in ospedale. Bisogna intervenire con urgenza per aumentare il numero e la capacità di cura dei centri nutrizionali ambulatoriali e assicurarsi che abbiano i mezzi e il supporto necessari per fornire un'assistenza efficace” dichiara Natalie Roberts, responsabile dei programmi di emergenza di MSF.

Per questo, oltre all’apertura del centro nutrizionale ospedaliero con i primi 50 posti letto, l’intervento di MSF prevede anche l'apertura di diversi centri ambulatoriali in tutta N’Djamena per consentire ai bambini di ricevere cure e assistenza nelle loro case.

Anche lo stato nutrizionale dei bambini con malnutrizione moderata deve essere migliorato, ma non ricevono alcuna forma di trattamento. “Finora a N'Djamena, i bambini sottoposti a screening che hanno riscontrato una malnutrizione moderata vengono mandati a casa senza ricevere alcuna assistenza. Ma sappiamo che, una volta tornati nelle loro abitazioni, la malnutrizione moderata diventa rapidamente malnutrizione acuta perché le loro madri non sono in grado di dare loro abbastanza cibo. Non dobbiamo aspettare che questi bambini siano sul punto di morire prima di rispondere ai loro bisogni primari” aggiunge Natalie Roberts di MSF.

Nelle prossime settimane, MSF includerà la distribuzione di alimenti supplementari forniti dal Programma Alimentare Mondiale (WFP) nelle sue attività ambulatoriali per trattare i bambini che soffrono di malnutrizione moderata.

MSF, presente in Ciad da 37 anni, lavora nelle regioni di Salamat, Mandoul e Logone Orientale fornendo assistenza medica alla popolazione locale, sfollata e rifugiata. Ogni anno l'organizzazione aumenta la attività di monitoraggio e trattamento della malnutrizione infantile durante la stagione di magra, che corrisponde a quello della malaria stagionale, di solito da maggio a settembre. Con la situazione particolarmente critica a N’Djamena quest'anno, MSF ha lanciato un programma nutrizionale di emergenza per rafforzare gli interventi per la malnutrizione acuta.

 

 

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