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Sabato, 20 Ottobre 2018

Articoli filtrati per data: Mercoledì, 12 Settembre 2018 - nelPaese.it

Dopo l’Isola del cinema di Roma, Nuove Visioni – Per un Festival del Cinema della cooperazione sociale, promosso da Legacoopsociali, si terrà nella Valle dei templi di Agrigento il 5 e 6 ottobre.
In collaborazione con Legacoopsociali e Legacoop Sicilia, nell’affascinante scenario del parco archeologico, saranno proiettati il cortometraggio “Questo è lavoro” e il film “Al massimo ribasso”.

Pubblicato in Video

l governo statunitense ha permesso alla violenza delle armi da fuoco di diventare una crisi dei diritti umani: è questa l'accusa contenuta nel rapporto "Sulla linea di fuoco: diritti umani e la crisi della violenza delle armi da fuoco negli Usa", pubblicato oggi da Amnesty International.  Il rapporto descrive come praticamente tutti gli aspetti della vita americana siano minacciati in qualche modo dall'incontrastato accesso alle armi da fuoco, in assenza di qualsiasi seria regolamentazione a livello nazionale. 

A differenza della maggior parte dei paesi in cui sono in vigore normative sulla licenza di possedere e usare armi da fuoco, negli Usa manca un registro a livello nazionale e 30 stati della federazione consentono di possedere armi da fuoco senza necessità di una licenza o di un permesso. "Per il governo statunitense possedere armi da fuoco è più importante che proteggere i diritti umani. Sono state proposte molte soluzioni, ma c'è una stupefacente mancanza della volontà politica di salvare vite umane", ha dichiarato Margaret Huang, direttrice generale di Amnesty International Usa. 

"Di fronte all'elevata quantità di armi da fuoco in circolazione e all'impennata del numero delle persone uccise, anno dopo anno, è incredibile constatare l'assenza di norme federali che potrebbero salvare migliaia di vite umane", ha commentato Huang. Dando merito ai decenni di azioni da parte delle comunità colpite e degli attivisti, il rapporto di Amnesty International intende sostenere questi sforzi ponendo il problema della violenza delle armi da fuoco nel contesto dei diritti umani internazionalmente riconosciuti e proponendo soluzioni derivanti da tale contesto che gli Usa dovrebbero adottare per affrontare l'attuale crisi. 

"La possibilità di vivere giorno per giorno in condizioni di sicurezza e dignità, liberi dalla paura, è un caposaldo dei diritti umani. Nessuno potrà considerare i suoi diritti umani al sicuro fino a quando i nostri leader continueranno a non fare nulla nei confronti della violenza delle armi da fuoco", ha sottolineato Huang. 
Nel 2016, l'ultimo anno per il quale vi sono statistiche a disposizione, oltre 38.000 persone sono morte e 116.000 hanno riportato ferite non letali negli Usa a seguito dell'uso delle armi da fuoco. 

Il rapporto di Amnesty International esamina in che modo la violenza delle armi colpisce le comunità di colore, dove la violenza delle armi è la causa principale della morte di adulti e ragazzi tra i 15 e i 34 anni, che hanno una probabilità di essere uccisi da un'arma da fuoco 20 volte superiore a quella delle loro controparti bianche. Tra i gruppi colpiti in modo sproporzionato vi sono le donne che subiscono violenza domestica e i bambini. 

Il rapporto offre molte raccomandazioni specifiche a seconda delle varie problematiche, ma la richiesta principale è quella di adottare leggi a livello federale che eliminerebbero quell'insieme di norme inadeguate e arbitrarie a livello statale che rendono le persone più o meno vulnerabili alla violenza delle armi da fuoco a seconda dello stato in cui vivono. Queste sono le principali raccomandazioni:  controlli completi e regolari;  regolamentazioni nazionali sulla licenza e sul registro del possesso delle armi da fuoco, e formazione obbligatoria per i possessori;  un bando nei confronti dei fucili semi-automatici d'assalto e su altre armi di tipo militare; un investimento, corroborato da prove, sulla riduzione della violenza delle armi da fuoco nelle comunità e sui programmi di prevenzione; leggi che obblighino a conservare in modo sicuro le armi da fuoco. 

Il rapporto di Amnesty International sottolinea che, mentre le sparatorie di massa hanno un profondo impatto emotivo e psicologico e potrebbero essere prevenute grazie a un bando sui fucili d'assalto e sulle armi da fuoco ad elevata capacità, questi tragici eventi causano neanche l'uno per cento delle vittime. 

Più comuni e meno pubblicizzati sono i casi individuali che dominano la vita quotidiana. Il rapporto ne rende noti alcuni

"Devono capirlo, i nostri bambini stanno soffrendo", ha raccontato Pam Bosley, una donna di Chicago il cui figlio Terrell è stato assassinato nel 2006 e il cui caso è ancora irrisolto. "Abbiamo bisogno di servizi sociali e di consultori per i giovani. Come possiamo pretendere che crescano e si distinguano, in un clima del genere? Quando un bambino viene ucciso, al massimo la scuola convoca un consulente per un solo giorno. Se si comportassero come dopo il massacro alla scuola Sandy Hook, le cose andrebbero diversamente. In quelle comunità, i consulenti rimangono a lavorare con gli alunni per un anno. Ma della nostra comunità, dove ai nostri bambini accadono cose del genere ogni giorno, non importa niente. Ci considerano non meritevoli di sostegno o consulenti". 

Il rapporto illustra le conseguenze cui vanno incontro le migliaia di persone che sopravvivono alla violenza delle armi da fuoco. In media ogni giorno le armi da fuoco feriscono 317 persone. L'impatto emotivo, fisico ed economico del loro ferimento permea la loro vita per sempre. Si tratta di una crisi della sanità pubblica di dimensioni incredibili e il governo fa veramente poco per lenire gli effetti lasciati in modo permanente su molti sopravvissuti alla violenza delle armi da fuoco. 

Il dottor Thomas Scalea, direttore del Centro per gli shock da trauma "R. Adam Crowley" di Baltimora, ha descritto ad Amnesty International la situazione di un paziente che rappresenta un esempio delle difficoltà cui vanno incontro tutti i sopravvissuti:  "C'è qui da noi un ragazzo che è stato raggiunto da numerosi colpi d'arma da fuoco. L'avrò operato 15-20 volte in un anno e mezzo, aveva tanti problemi e continuava a stare male. Abbiamo tolto la colostomia e ora lo chiamano 'uno che si è salvato alla grande'. Solo che... gli hanno sparato anche a un braccio, danneggiando gravemente un nervo. Ci mette tantissimo tempo a muovere le cose, a prenderle. Deve farlo con entrambe le mani. Dunque, è un disabile e non può lavorare. E il punto è questo: non è prevista alcuna rieducazione. Per uscirne fuori devi negoziare col sistema sanitario, che già è una cosa estenuante per me. Come puoi pensare che lui possa riuscirci?" 

Oltre a monitorare l'attuazione delle raccomandazioni a livello federale e statale suggerite nel suo rapporto, Amnesty International lavorerà con una serie di partner locali a livello di singoli stati, a partire da iniziative in programma in Ohio, Illinois e Michigan.  In Illinois, i soci di Amnesty International solleciteranno il governatore a far passare la Legge per il contrasto al traffico illegale di armi, che contribuirebbe a interrompere il giro illegale di armi e vieterebbe l'apertura di negozi di vendita delle armi nei pressi delle scuole e degli ospedali. 

In Ohio, gli attivisti s'impegneranno a fermare una proposta di legge che, se approvata, faciliterebbe i confronti violenti con le armi da fuoco. In Michigan, ci s'impegnerà per l'approvazione di una legge che consentirebbe alle famiglie di prendere misure per impedire ai loro parenti di fare danno a sé stessi o a terzi. 

Altre campagne chiederanno a sindaci e governatori di investire all'interno delle comunità finanziando in modo adeguato programmi basati sulla ricerca delle soluzioni, che hanno dimostrato di essere i più efficaci interventi per ridurre la violenza delle armi da fuoco nei centri urbani in tutti gli Usa. 

Pubblicato in Nazionale

Vuoi dormire in tenda ma sei stufo del solito campeggio? Su Eppela arriva Garden Sharing, il nuovo modo di viaggiare che ti farà dormire ‘vista prato’ nei giardini di tutta Italia. Grazie a questa idea nata dalla start up di tre ragazzi di Ancona, infatti, non esisteranno più solo stanze o appartamenti in affitto, ma giardini e spazi all'aperto di privati da mettere a disposizione dei viaggiatori che cercano un’alternativa al classico campeggio.

Il progetto è fra quelli che partecipa sulla piattaforma di Eppela alla terza call del 2018 di Nastro Azzurro Crowd, iniziativa che prevede un cofinanziamento da parte di Nastro Azzurro del 50 per cento del contributo richiesto, fino a un massimo di 5mila euro. E l’obiettivo, da raggiungere entro il 28 ottobre, è alla portata.

Come funziona? Chiunque può entrare nel portale e cercare una sistemazione privata all'aperto dove passare la notte in base alle sue esigenze. Per esempio, se si è camperisti e si ha il proprio mezzo oppure giovani con una singola tenda che cercano un giardino dove soggiornare, magari lontano dal classico sistema piazzole dei campeggi. Basta scegliere la destinazione preferita e, con un semplice clic, prenotare il giardino che più si avvicina alle vostre esigenze.

“Garden Sharing – spiega uno dei cofounder, Michele Crocetti – mette a disposizione dei viaggiatori spazi privati o di aziende agricole per permettere a questi di sostare o campeggiare con tende e camper o di sistemarsi in sistemazioni già pronte come capanne, bungalow o addirittura case sull’albero. L’idea è nata perché pensiamo che esista ancora un vuoto nel mercato turistico e questo è senza dubbio un bel modo per riempirlo, divertente ed economico. Un esempio è stato il concerto di Vasco, dove nella piccola Modena diverse persone hanno aperto i loro giardini attraverso Garden Sharing fornendo un alloggio rapido a chi era arrivato per godersi una notte di musica”.

Ad oggi esistono già circa 3mila spazi disponibili in tutta Italia e un gran numero di fan che ha già pronte le valigie. E oltre allo spirito di avventura, viaggiare con Garden Sharing conviene per davvero: il prezzo lo decide chi ospita, in base ai servizi messi a disposizione e alla zona richiesta, e il portale di Garden Sharing si prende il 15 per cento delle commissioni sull'ospite.  Ad esempio: dormire in giardino immerso nelle campagne dell'entroterra ligure, all'ombra di vigneti e frutteti di un tenuta rustica, costa 11,50 euro. Con poco più di 28 euro viene invece offerto un cortile a Roma, dove soggiornare con il proprio camper. 

Garden Sharing risponde quindi alle esigenze ed alle problematiche degli appassionati outdoor attualmente non soddisfatte dal mercato, come ad esempio evitare di campeggiare nei tradizionali camping affollati, avere la possibilità di effettuare prenotazioni online, conoscere persone e tradizioni del posto, campeggiare a contatto con la natura e in luoghi lontani dai principali itinerari turistici di massa.

Grazie alla raccolta fondi, attiva dal 10 settembre al 28 ottobre, che mira a raggiungere una quota di almeno 10mila euro, i fondatori avvieranno delle campagne per aumentare il numero di Gardensharer (ovvero coloro che ospitano), in modo da poter offrire a tutta la community un servizio sempre migliore e più diffuso, magari facendo scoprire e vivere anche le zone più lontane dai principali itinerari turistici.  

Pubblicato in Economia sociale

Al Napoli Est Teatro “è nata! Anche quest’anno. N’ata stagione dal titolo “Per una stagione fortissima, vogliamo i vostri muscoli”. Muoverà i primi passi a ottobre e sarà una stagione nuova a tutti gli effetti. È stata concepita con nuovi intenti e nuove visioni. Sarà “figlia” del quartiere.

La educheremo con l’obiettivo di rendere il teatro sempre più un servizio territoriale, per avvicinare al Nest chi il quartiere lo vive e contribuire a un sostanziale e reale cambiamento culturale dal basso”. La formula è come sempre quella dei 2 spettacoli al mese e si parte il 9 e 10 ottobre con il ritorno al Nest di Mario Martone che porta in scena, dopo 35 anni, “Tango glaciale Reloaded” in un riallestimento a cura di Raffaele di Florio e Anna Redi con in scena Jozef Gjura, Giulia Odetto e Filippo Porro.

Il 10 e l’11 novembre Gennaro Di Colandrea e Valentina Elia accompagneranno il pubblico in un viaggio in versi e musica nella poesia dialettale con “Poveri Cristi”. Anche quest’anno non mancherà la formula “Una serata al Nest con”, ciclo di eventi con grandi ospiti inaugurato il 25 novembre dal regista Massimiliano Civica con “Parole Imbrogliate”, una lezione spettacolo su aneddoti, storie, detti memorabili e vita di Eduardo De Filippo.

Un grande regalo per il pubblico del Nest il 14 e 15 dicembre con lo spettacolo (fuori abbonamento) “Aspettando il tempo che passa” (e mentre passa nuje ce famicco viecchie), scritto con i detenuti dell’Istituto Penitenziario Minorile di Airola, nell'ambito del progetto Il palcoscenico della legalità ideato da Giulia Minoli (progetto di Co2 Crisis Opportunity Onlus in collaborazione con Nest Napoli est Teatro), con Giuseppe Gaudino, Adriano Pantaleo, Valentina Minzoni e Salvatore Presutto per la regia di Emanuela Giordano. Si chiude l’anno il 29 dicembre con la seconda “serata al Nest con” (fuori abbonamento) la poliedrica artista Isa Danieli in “Raccontami una passeggiata devota”, un omaggio agli autori di teatro che hanno accompagnato la sua incredibile carriera. Ad aprire il nuovo anno ci penserà Vinicio Marchioni che scrive, dirige e interpreta il testo de “La più lunga ora” accanto a Milena Mancini con le musiche dal vivo di Ruben Rigilio, ripercorrendo il sofferto percorso interiore del poeta, attraverso un flusso di ricordi narrati in prima persona

E il prossimo anno 

Il 9 e 10 febbraio si va nello spazio con “Vieni su Marte” della compagnia Vico Quarto Mazzini che ritrae frammenti di un’umanità disposta a lasciare il proprio pianeta per scoprire l’ignoto. A seguire il 23 e 24 febbraio Carlo De Ruggieri porta in scena con la regia e traduzione di Monica Nappo “Ogni bellissima cosa” di Duncan Macmillan, un monologo interattivo che diventa un potente inno alla vita. La fantascienza approda nel teatro del futuro per riflettere sul presente con CHAOS- Humanoid B12 di Daniele Ronco il 2 e 3 marzo, spettacolo vincitore del premio di drammaturgia “Le strade degli altri”(2017).

Il drammaturgo e regista Michele De Vita Conti scrive e dirige „Lady Macbeth Scene - da un matrimonio“ con Maria Alberto Navello in scena il 16 e 17 marzo (fuori abbonamento). Il giovane palermitano Giuseppe Tantillo indagherà nella commedia “Senza Glutine”, il 6 e 7 aprile, l’eterno tema delle dinamiche di coppia e tutti gli stereotipi ad esso connesso con un’ironia allo stesso tempo dissacrante e sensibile. Il 12 e 13 aprile andrà in scena il meraviglioso reading a quattro voci dell’opera di Primo Levi „Se questo è un uomo“ (fuori abbonamento) per la regia di Daniele Salvo. Un tuffo nel passato il 4 e 5 maggio con l’adattamento teatrale (firmato da Sergio Pierattini) di "Regalo di Natale" di Pupi Avati, con la regia di Marcello Cotugno.

Uno spettacolo sul gioco, quello con le carte, ma in misura non meno importante sull'amicizia tradita e sulle relazioni umane, di cui il poker è l'emblema. Con date da definire in scena l’attore reduce del successo a Cannes (Dogman) Edoardo Pesce e il suo spettacolo di teatro canzone “I was Born in T.B.M“, un viaggio, ironico e surreale nel quartiere dove è nato e cresciuto; e ancora “Una serata al Nest“ con Vincenzo Salemme felice, come tutti gli altri artisti ospiti, di unirsi all’atto di militanza culturale che il Nest porta avanti da cinque stagioni. Grande novità di quest’anno il progetto L’Arco di Diana – Il Teatro protegge i talenti, attraverso il quale il teatro Diana adotta e sostiene alcuni spettacoli della stagione Nest, tramite un progetto di promozione, comunicazione, di mobilitazione del pubblico e di visione trasversale del teatro.  

Pubblicato in Cultura
Mercoledì, 12 Settembre 2018 15:30

A CASTIGLIONE FIORENTINO "VIVA IL TENNIS" (SOLIDALE)

Terzo anno del progetto "Viva il tennis" e cena di solidarietà per raccogliere fondi destinati al suo sviluppo. Appuntamento alle ore 20.30 di venerdì 14 settembre nei locali del Tennis Club Castiglionese. Una cena "rigorosamente" in bianco  organizzata dal Circolo, dalla cooperativa sociale Koinè che gestisce la struttura per disabili La Casa di Pinocchio e che, con le istituzioni locali della Valdichiana e l'Usl Toscana sud est, è tra i protagonisti del Progetto Viva, finalizzata a garantire le condizioni per una vita indipendente ai disabili.

Sarà un'occasione per assaggiare i piatti preparati e serviti dai ragazzi del Progetto, per ascoltare la musica del dj Gabriele Parri e per assistere ad un'esibizione di tennis vintage.

"Il TC Castiglionese - ricorda il Presidente Giuseppe Pianaccioli - è ormai da anni impegnato non solo nello sport ma anche nelle attività sociali che ad esso possono essere connesse. Dal 2015 guardiamo alle scuole e i nostri istruttori insegnano il tennis a tutti i bambini e ragazzi delle primarie e dell'infanzia del comune di Castiglion Fiorentino. Attività che svolgiamo gratuitamente per contribuire alla diffusione di questa disciplina sportiva. E insieme a Koinè e a Viva abbiamo messo a punto un progetto destinato a rendere il tennis una delle attività riabilitative per i disabili della Valdichiana. La prima fase del progetto ha visto i nostri tecnici apprendere le tecniche di relazione e le metodologie da utilizzare nel campo della disabilità. Poi i ragazzi di Viva hanno seguito un corso per imparare i fondamentali del tennis".

Su invito del Comitato Italiano Paraolimpico, quest'ultimi  parteciperanno, domenica 16 settembre, alla manifestazione "Vivere lo Sport - Arezzo Abilia". "Il nostro - sottolinea Pianaccioli - sarà l'unico circolo di tennis invitato e sarà per il terzo anno consecutivo".

Il tennis è una delle molte attività messo in programma dalla Casa di Pinocchio all'interno del Progetto Viva. "L' obiettivo - spiega la referente Koinè, Stefania Battaglini - è l'inclusione sociale dei nostri ragazzi. Negli anni abbiamo organizzato molte attività: dalla fotografia al teatro allo sport. Vita indipendente vuol dire anche garantire al giovane disabile l'opportunità di svolgere attività che un tempo non erano nemmeno ipotizzabili. E il tennis è una di queste. Azioni rese possibili grazie alla rete di collaborazione che è stata attività e che vede protagoniste non solo la cooperativa, l'Usl, i, Comuni, il Circolo tennis ma anche le famiglie dei nostri ragazzi e le  imprese del territorio".

 

Pubblicato in Sport sociale

Oggi il parlamento europeo ha votato in favore dell'avvio, nei confronti dell'Ungheria, delle procedure previste dall'articolo 7.1 del Trattato dell'Unione europea. 

"È un voto storico. Il parlamento europeo si è giustamente schierato dalla parte del popolo ungherese e dell'Unione europea, dicendo in modo chiaro che i diritti umani, lo stato di diritto e i valori democratici non sono negoziabili", ha dichiarato Berber Biala-Hettinga, esperta di Amnesty International sui diritti umani nell'Unione europea. 

"Una netta maggioranza di parlamentari ha respinto e condannato le retrograde politiche del governo ungherese, che sta allontanando il paese dal percorso dei valori condivisi all'interno dell'Unione europea. L'Ungheria appartiene fermamente all'Unione europea, ma non vi appartengono la xenofobia e il mancato rispetto per le libertà fondamentali e i diritti umani", ha aggiunto Biala-Hettinga. 

"Oggi il parlamento europeo ha votato per ciò che è giusto. Ora gli stati membri devono dare seguito a questo voto e agire rapidamente prima che l'Ungheria scivoli verso l'arbitrio oltre il punto di non ritorno", ha concluso Biala-Hettinga. 

Cosa dice l’articolo 7

L'articolo 7 del Trattato dell'Unione europea fa riferimento alla promozione e alla salvaguardia dei principi costitutivi quali lo stato di diritto e il rispetto per i diritti e le libertà fondamentali. 

Se il Consiglio europeo rilevasse all'unanimità la "grave e persistente violazione" da parte dell'Ungheria di tali principi costitutivi, le procedure previste dall'articolo 7 potrebbero portare a sanzioni come la sospensione del diritto di voto dell'Ungheria all'interno del Consiglio. 

Innumerevoli organismi, tra cui la Commissione europea, le Nazioni Unite, il Consiglio d'Europa e le organizzazioni della società civile ungherese e di altri paesi europei hanno ripetutamente richiamato l'attenzione sul mancato rispetto, negli ultimi anni, dei diritti fondamentali e dello stato di diritto in Ungheria. 

Amnesty International, il Comitato Helsinki Ungheria e l'Unione ungherese per le libertà civili hanno attirato l'attenzione sugli allarmanti sviluppi seguiti alla nuova vittoria elettorale del partito al potere Fidesz nelle elezioni parlamentari dell'aprile 2018. 

Il rapporto sull'Ungheria su cui il parlamento europeo ha votato oggi elenca una lunga serie di preoccupazioni relative al funzionamento del sistema costituzionale del paese, all'indipendenza del potere giudiziario, alla libertà di espressione e di associazione, al diritto a essere trattati secondo principi di uguaglianza, ai diritti delle persone appartenenti a minoranze come i rom e gli ebrei, ai diritti fondamentali dei migranti, dei richiedenti asilo e dei rifugiati e ad altro ancora. 

 

Pubblicato in Nazionale
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