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Sabato, 20 Ottobre 2018

Articoli filtrati per data: Giovedì, 20 Settembre 2018 - nelPaese.it

A pochi giorni dal primo vertice delle Nazioni Unite sulla Tubercolosi (TB) che vedrà riuniti il prossimo 26 settembre i capi di stato in un meeting di alto livello delle Nazioni Unite sulla TB, l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha pubblicato il suo Rapporto Globale sulla Tubercolosi. Per MSF un quadro vergognoso sull'incapacità del mondo di affrontare la malattia infettiva più mortale, che pur essendo curabile uccide ogni anno oltre un milione e mezzo di persone.

Il rapporto evidenzia infatti i deboli progressi fatti a livello internazionale sulla Tubercolosi, sottolineando che a un ritmo così lento i paesi non riusciranno a raggiungere gli obiettivi prefissati dalla strategia "End TB".

"Gli ultimi dati sulla Tubercolosi offrono un quadro vergognoso sull'incapacità del mondo di affrontare una malattia curabile, che continua a uccidere più di un milione e mezzo di persone ogni anno" dichiara Sharonann Lynch, esperta di HIV e TB per la campagna sull'Accesso ai Farmaci di MSF. "I governi stanno affrontando la malattia infettiva più mortale al mondo con pericolosa mediocrità. È il settimo anno consecutivo che circa il 40% dei casi di Tubercolosi non viene diagnosticato, quando abbiamo i mezzi per fare molto di più. Se non stiamo nemmeno diagnosticando i pazienti, come potranno essere curati?"

"I leader mondiali devono cogliere l'opportunità del primo vertice sulla Tubercolosi per frenare e invertire il pessimo andamento della malattia" continuaSharonann Lynch di MSF. "Il vertice sulla Tubercolosi deve riconoscere questo fallimento globale e non semplicemente ribadire vecchie promesse per porre fine alla Tubercolosi entro il 2030. Questi impegni sono privi di significato se i governi non si impegnano a testare e trattare più persone in futuro, allocando maggiori risorse finanziarie in modo da avere nuove cure, diagnosi e vaccini a prezzi accessibili. Milioni di persone affette da Tubercolosi in tutto il mondo stanno ancora aspettando l'impegno politico in grado di dare una svolta a questa epidemia e fermare inutili morti e sofferenze. È ora di dare il colpo di grazia allo status quo di questa malattia, cosa stiamo aspettando?"

Stando al rapporto OMS, la Tubercolosi resta la malattia infettiva più mortale al mondo, con 1,6 milioni di decessi nel 2017 (rispetto a 1,7 milioni nel 2016) e 10 milioni di persone che hanno sviluppato la malattia nel 2017 (rispetto ai circa 10,4 milioni nel 2016). Particolarmente preoccupanti le forti lacune nella diagnosi e nel trattamento: nel 2017, il 64% dei casi di Tubercolosi è stato diagnosticato e rendicontato (rispetto al 61% nel 2016). Tra le persone affette da Tubercolosi resistente ai farmaci (DR-TB), il 25% delle persone diagnosticate è stato anche trattato (rispetto al 22% nel 2016).

MSF lotta contro la Tubercolosi da più di 30 anni e incontra la malattia praticamente in tutti i propri settori di intervento. Ogni anno tra i 15.000 e i 30.000 pazienti vengono curati in progetti supportati da MSF in circa 25 paesi.

 

 

Pubblicato in Salute

Per quattro appuntamenti, tre serali e uno pomeridiano, le compagnie Elea Teatro/Industria Scenica di Milano e Francesca Franzè di Brescia arrivano al Teatro Libero. Le realtà presentano al pubblico milanese due delle proprie produzioni legate da un taglio comico-grottesco: Pout Pourri e Ommioddio. Insieme a Teatro Ex Drogheria di Bergamo, le compagnie fanno parte di SHARE³ - progetto di co-working teatrale recentemente riconosciuto dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali come Compagnia Under 35.

SHARE³ mira a mettere in comune diversi processi produttivi: da una sede amministrativa-gestionale a servizi organizzativi, distributivi e di promozione resi più snelli e sostenibili dalla condivisione. SHARE³ significa confrontarsi giorno per giorno, crescere “al cubo” mettendo in relazione sensibilità e professionalità affini che difficilmente troverebbero uno spazio collegiale di incubazione in un panorama teatrale che spesso risente in primis della parcellizzazione e dell'isolamento reciproco.

PROGRAMMA 27 e 28 settembre ore 21:00 Teatro Libero Via Savona, 10 Milano POUT POURRI - Fisicofollia a partire da Marinetti di ​Serena Facchini, Ermanno Nardi e Francesco Angelo Ogliari con ​Serena Facchini, Ermanno Nardi e Daniele Pennati produzione​ Elea Teatro / Industria Scenica Il primo e il più irriverente spettacolo della compagnia Elea Teatro, prodotto nel 2009 per il centenario della nascita del Futurismo. In scena una narrazione scoordinata ma fedele ai movimenti e alle parole protagoniste dei palchi italiani dei primi del Novecento. Un pout pourri è un insieme casuale di fiori e frutti essiccati dal profumo pungente, così lo spettacolo appare come un miscuglio di scene che reinterpretano le modalità e i colori di un varietà d’epoca, echi di parole e forme che riadattano oggi i grandi temi del movimento di Marinetti: la velocità, l’aggressività, l’energia e la ribellione.

Con una sperimentazione teatrale rapida e accattivante Pout Pourri aromatizza un teatro già vissuto, arricchendolo di un’essenza nuova e travolgente. «Uccidiamo il chiaro di luna!» - ancora una volta. Elea Teatro nasce nel 2008. Opera sui territori di Brescia e Milano producendo spettacoli e performance, proponendo laboratori di teatro e organizzando eventi culturali. Elea ha partecipato, con i suoi spettacoli, a festival e rassegne come Ribalta (Treviglio); Premio Lidia Petroni, Crucifixus, Quasi Solo, Acque&Terre, WonderlandFestival (Brescia); Rossobastardo Live-Festival dei Due Mondi (Spoleto); Teatri Riflessi (Catania); Festival delle Arti (Bologna); Cada Die Teatro (Cagliari), Tagadà di Ilinx, stagione Teatro Crt Salone, IT Festival, Next 2013 e 2014 (Milano), Teatro in Classe, Ert (Modena), FIT Festival Internazionale del Teatro/Fringe L’AltroFestival (Lugano), InScena! Theater Festival di New York, Per un teatro contemporaneo di Stalker Teatro.

Dal 2012 Elea Teatro prende parte alla nascita della Cooperativa Sociale Industria Scenica di cui diviene compagnia interna. Industria Scenica ​nasce nel 2012 con l’idea di progettare e realizzare percorsi che integrano le arti performative con il sociale, la formazione con lo sviluppo personale e ricreativo del singolo e della collettività. Negli anni è rimasta coerente con il suo percorso, credendo progetti di drammaturgia di comunità e producendo spettacoli teatrali a partire da tematiche sociali. Per farlo si serve di uno spazio storico e alternativo, un ex dopo-lavoro che ha accolto migliaia di persone di passaggio e non, il Circolo Everest. L’Everest è sede di Industria Scenica dal 2014 e le cinque menti artistiche che l’hanno fondata - Andrea Veronelli, Serena Facchini, Isnaba Miranda, Ermanno Nardi e Francesca Perego - tutt’oggi la fanno crescere, scalandone la vetta. Oggi Industria Scenica collabora con numerose compagnie teatrali, produce spettacoli di formazione e sperimentazione, lavora su progetti di peer education, media education, percorsi di formazione teatrale e video, spettacoli interattivi e uscite di tourism theatre Ommioddio ​è uno spettacolo sull’inaspettato.

In scena i temi dello scorrere del tempo raccontati attraverso la grottesca vicenda che una donna anziana vive, colta da un’improvvisa novità. Con occhi nuovi e un pizzico di ironia, la rappresentazione svela il più umano dei desideri: quello di non voler essere dimenticati e di vivere la possibilità di un futuro basato sul ricordo, attraverso le speranze che arrivano solo quando non vengono attese. Francesca Franzè si rivela con originalità al pubblico portando in scena una vicenda umana e al contempo surreale che spazia dalla riflessione sulla fine della vita all’incontro con il nuovo.

Mondi a confronto raccontati con un linguaggio straordinariamente fresco e giovane generano una malinconica ma scanzonata riflessione sull’esistenza e le diversità. La volontà di esplorare con il maggior realismo possibile il mondo di un anziano, ha origine dai percorsi di narrazione autobiografica che Francesca Franzè conduce all’interno delle case di riposo sul territorio lombardo. Francesca Franzè dall’anno 2008 opera sul territorio lombardo come operatrice teatrale conducendo laboratori in contesti di fragilità sociale, di disabilità fisica e psichica, con la Terza Età. Contemporaneamente si concentra sul lavoro di attrice.

La sua ricerca teatrale proviene dal dato autobiografico e dai materiali umani, dalle narrazioni, dalle testimonianze raccolte durante i percorsi di formazione e sperimentazione teatrale, che diventano stimolo per il lavoro di messa in scena e rispondono alle necessità espressive poi raccontate attraverso gli spettacoli. Dopo la laurea in Storia e Critica del Teatro presso l’Università Cattolica di Brescia, lavora con Teatro Telaio, Il ServoMuto, Industria Scenica, Accademia della Follia, Teatro Ex Drogheria, Casa degli Alfieri, CTB Centro Teatrale Bresciano, ecc. Nell’anno 2014 ha cominciato il suo percorso teatrale personale con la prima produzione, lo spettacolo Ommioddio - selezionato per il Premio Nazionale Giovani Realtà del Teatro ottava ed. 2015, tra i finalisti della Rassegna Intransito 2015 e del Festival Strabismi 2016. La seconda produzione “Fail” nasce nel 2017 ed è progetto vincitore del Premio Lidia Petroni 2017 di Residenza Idra e del Bando Fila a Teatro! 2017. Lo spettacolo è stato selezionato tra le proposte meritevoli della rassegna Hors-House of the Rising Sun. Negli anni ha partecipato a concorsi, festival e rassegne come Premio Nazionale Giovani Realtà del Teatro (Udine), Rassegna Intransito (Genova), WonderlandFestival (Brescia), Festival Strabismi (Foligno), Rassegna Sherpa-Circolo Everest (Vimodrone), Rassegna di Primavera-Teatro Fornace (Rho), MagdaClanCirco (Bologna), Shakespeare is Now (Albino), Premio Lidia Petroni (Brescia), Rassegna Hors-House of the Rising Sun-MTM Manifatture Teatrali Milanesi/Teatro Litta (Milano), Rassegna Un Teatro Vicino-Teatro Due Mondi (Faenza).

INFO Posti interi numerati: € 18,00 Ridotto under 25 / over 60 / tessere convenzionate*: € 13,00 Ridotto under 18 / scuole di teatro / allievi accademie / allievi università: € 10,00 *Convenzioni: Feltrinelli, CRAI, ARCI, Associazione Culturale Ilinx, Associazione Moviteatro - Spazio Teatro Rem, Università Vita-Salute San Raffaele, Associazione Culturale Banda Sciapo’, Touring Club Italiano, Fai Fondo Ambiente Italiano. PRENOTAZIONI https://www.teatrolibero.it/biglietteria Email > Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Telefono > 02 8323126 ORARI DI APERTURA DELLA BIGLIETTERIA da lunedì a mercoledì dalle 15.00 alle 18.00 giovedì e venerdì dalle 18.00 alle 21.00 sabato dalle 19.00 alle 21.00 domenica dalle 16.00 alle 18.00 | da aprile domenica dalle 19.00 alle 21.00

 

Pubblicato in Cultura

Food innovation e sostenibilità vanno a braccetto, le idee diventano startup e progetti di ricerca universitari che, grazie a Think4Food, avranno la possibilità di crescere ulteriormente e entrare in connessione con grandi imprese cooperative leader di mercato. La giuria di Think4Food, una call rivolta a start up, studenti e ricercatori under 40  che stanno sviluppando idee innovative e sostenibili (in grado di contribuire al raggiungimento a uno più  dei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile dell'Agenda Onu 2030) nel settore agroalimentare, ha selezionato i tre progetti vincitori.

Si tratta di Beeing, startup di Faenza che ha inventato un'arnia per produrre miele in contesti urbani e estrarlo senza entrare in contatto con le api; Vegea, startup di Trento che ha sviluppato la tecnologia VegeaTextile per la produzione di tessuti bio-based derivanti da residui dell'industria vitivinicola.

Tra i vincitori di Think4Food c'è anche Tolly, un innovativo prodotto alimentare, nato da un team di ricercatori coordinato da Federica Tesini dell'Interdepartmental Centre of Industrial Agrifood Research, centro ricerche dell'Università di Bologna con sede a Cesena. Tolly è un olio rosso ottenuto dalla cofrangitura di olive, semi e bucce di pomodoro. La tecnologia che consente di produrre questo condimento, oggi oggetto di una domanda di brevetto depositata dall'Ateneo di Bologna, è capace di trasferire composti antiossidanti, caratteristici del pomodoro, all'olio estratto dalle olive.

I diritti di proprietà intellettuale del brevetto appartengono all'Università di Bologna e i fondi di Think4Food saranno destinati ad attività di sviluppo del brevetto stesso.

Al progetto di ricerca e alle due startup, vincitori ex aequo, è stato assegnato un premio di 3.500 mila euro ciascuno. La premiazione dei vincitori è avvenuta oggi, nel corso dell'evento:Think4Food: scenari futuri per l'economia agroalimentare, ospitato dalla Fondazione Fico. 

"Con Think4Food abbiamo raggiunto diversi obiettivi, primo fra tutti il sostegno alle nuove imprese che sviluppano progetti sostenibili in un settore strategico per il territorio. L'economia circolare sarà sempre più il modello economico della cooperazione - ha dichiarato Rita Ghedini, presidente di Legacoop Bologna, intervenendo nel corso dell'evento di premiazione - Con Think4Food e con diversi altri progetti di coinvolgimento di giovani imprenditori e universitari, stiamo creando un vivaio di futuri cooperatori e progetti innovativi utili soprattutto alle grandi cooperative che operano in settori maturi e hanno bisogno di innovazioni continue per restare competitive sui mercati. Dall'esperienza d'impresa di quelle grandi cooperative, i giovani startupper hanno molto da imparare per avere successo nel proprio business. Infine - conclude Ghedini - iniziative come questa  confermano il nostro impegno per il sostegno ad  attività in grado di creare nuova e buona occupazione, per dare risposta ad una delle principali esigenze della nostra società".

 

La premiazione è avvenuta all'interno dell'evento Think4Food: scenari futuri per l'economia agroalimentare, un momento di riflessione e confronto sulla food economy con l'obiettivo di creare una connessione tra imprese cooperative, università e startup. All'evento sono intervenuti: Rita Ghedini, presidente di Legacoop Bologna; Matteo Vignoli del Food Innovation Program; Sara Roversi del Future Food Institute; Silvia Vecchi, responsabile settore rapporti con le imprese di Unibo; Simone Gamberini, direttore di Legacoop Bologna; Cristian Maretti, presidente di Leagacoop Agroalimentare Nord Italia e Andrea Segrè, presidente della Fondazione Fico.

Think4Food è progetto ideato e promosso da Legacoop Bologna in collaborazione con Legacoop Imola, Legacoop Agroalimentare Nord Italia e Confcooperative Bologna, con il contributo della Camera di Commercio di Bologna.

 

Pubblicato in Ambiente&Territorio

La vicenda di Rebibbia riapre drammaticamente la questione carceraria in Italia. Il tragico epilogo con la morte di due bambini reclusi con la madre si inserisce in quadro molto grigio sul tema dei diritti nel nostro Paese. Dal taser al Daspo urbano fino alla reclusione di persone con problemi di salute mentale dentro i penitenziari sono tanti i temi che impongono domande. A questo si aggiunge anche la questione droghe e la relativa depenalizzazione o legalizzazione chiesta a gran voce dalle associazioni.  Infine, i diritti delle persone Lgbt con l’appello lanciato ieri dalle associazioni verso i parlamentari di fronte a un clima di violenza e chiusura con il nuovo ministro Fontana.

Queste domande sono state rivolta all’avvocato Rosa Criscuolo, “pasionaria” del Radicali italiani, oggi referente dell’Associazione Luca Coscioni tra le province di Napoli e Caserta. Spesso la Criscuolo interviene, senza retorica, sui fatti di cronaca e sulle decisioni dei livelli istituzionali

Come avvocato impegnato sul tema dei diritti come giudica il tragico fatto di Rebibbia?

Il problema è sempre quello dell’applicazione dell’ art 27 C. e del rispetto dei diritti umani dei soggetti sottoposti a detenzione carceraria . In Italia si sceglie di non riabilitare e reinserire nel tessuto collettivo il detenuto sebbene la popolazione carceraria sia tra le più basse al mondo. La prima domanda da farsi è per quali reati una di queste madri e’ tratta in carcere e se questa misura rappresenta invece una extrema ratio che, mi ripeto, non garantisce in dei casi la riabilitazione e il reinserimento ma anzi ne e’ causa ostativa. La seconda domanda e’ se le condizione di abbandono di queste donne a cui viene offerta un ‘ assistenza superficiale, tra corsi di economia domestica saltuarie e lezioncine di italiano, concorre nell’ accadimento di questi episodi tragici . Sicuramente le braccia di una madre restano il posto migliore in cui un bambino possa stare come detta la l. 62/2011 varata nella XVI legislatura. Il mio personale biasimo è rivolto tutto verso il precedente guardasigilli che ha impedito la recente riforma dell’ ordinamento penitenziario .

Un altro fonte lega il carcere alla salute mentale: anche su questo state portando avanti molte battaglie. Qual è la situazione?

La portata del fenomeno di cui mi chiedi notizia è di enormi dimensioni e ha diverse sfaccettature . In effetti il malato mentale è trattato come un detenuto e un detenuto può ammalarsi nella cella non solo mentalmente, i processi possono avere iter complessi. Il diritto alla salute sancito dalla Costituzione resta un mistero da svelare tra le mura delle strutture penitenziarie e le visite che i Radicali in questi anni hanno effettuato hanno portato alla luce casi che sono diventati famosi, ahimé, per aver mietuto vittime. Per quanto riguarda più specificamente la disciplina del TSO, noi pensiamo che sussiste la necessità di rivederla sia dal punto di vista genetico che esecutivo soprattutto rispetto a chi come il professore Mastrogiovanni ha subito la costrizione meccanica che poi ne ha procurato la morte. I capisaldi della nostra proposta di legge presentata dall’ avvocato Michele Capano, legale della famiglia Mastrogiovanni, prevede innanzitutto un obbligo di informativa e poi l’obbligatorietà della difesa tecnica proprio per consentire il controllo della legalità della procedura.

Sui diritti civili delle persone Lgbt ci sono molte tensioni con il nuovo ministro Fontana: come vede il futuro su questione matrimonio gay e adozioni? 

Quando affrontammo nel 2016 l’esame della Legge 76 sulla “Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenza detta Legge Cirinnà individuammo già diverse crepe in quanto perfettibile . Le questioni anacronistiche poste da esponenti del nuovo governo non possono che avere obiettivi propagandistici legati ad imminenti fasi elettorali e rinnegano ogni tipo di sforzo da parte di chi come noi radicali dedicano la loro azione politica alle battaglie volte alla conquista dei diritti civili e all’ affermazione delle libertà fondamentali. Il problema non è il ministro ma come sempre è stato, risiede nella mancanza di volontà legislativa di un parlamento che ha creato una legge scolapasta.

Infine, la questione sostanze e consumi: quali margini ci sono per riportare al centro del dibattito il tema della legalizzazione? 

Nel contratto di governo sia il tema sulla legalizzazione della cannabis che la regolamentazione della prostituzione essendo ritenuti argomenti divisivi non sono citati ma in entrambi i casi non hanno la contrarietà delle forze politiche rispettivamente del Movimento e della Lega. Ovviamente le riflessioni più cogenti sono relative alla mancanza della possibilità della legalizzazione delle droghe leggere nell’ ultima relazione della Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo e all’ introduzione di nuovi canali di repressione al narcotraffico soprattutto finanziari. È retorico chiaramente chiedere ad un radicale quale metodo sponsorizzi quale efficace sull’ argomento. 

Pubblicato in Diritti&Inclusione

Legacoop Umbria organizzerà nella propria sede in Strada S. Lucia 8 a Perugia, il prossimo 24 Settembre dalle ore 14.30 alle ore 17.30 un pomeriggio informativo aperto a tutti gli interessati durante il quale gli  aspiranti volontari potranno avere delucidazioni relative alla presentazione delle domande, ai progetti da attivare e alle attività previste e, più in generale, sulle diverse opportunità che questa esperienza può offrire. 

Venerdì 28 settembre è il termine ultimo per presentare domanda di partecipazione. L'associazione promuove per l’intero territorio regionale 34 progetti, che si svolgeranno presso le cooperative Alba, Asad, Borgorete, Cipss, Il Cerchio, Immaginazione,Il Poliedro,La Locomotiva, La Rondine, Nuova, Piccoli Passi, Polis, Il Quadrifoglio, che coprono un totale di 187 posti. I progetti propongono attività in diversi settori: assistenza, educazione, ambiente e valorizzazione del patrimonio storico-artistico. Fil rouge di tutti i progetti proposti è la possibilità di vivere un’esperienza umana ad alto valore sociale che permette anche di acquisire competenze ed esperienze per il futuro lavorativo.

"Il servizio civile è un'opportunità di crescita personale - dice Andrea radicchi responsabile servizio civile Legacoop umbria - oltre che un'occasione di formazione e pensiamo che ci sia bisogno di sensibilizzare i giovani sull'argomento".

Con il decreto legislativo del 6 marzo 2017, numero 40, il servizio civile è diventato universale, e punta ad accogliere tutte le richieste di partecipazione da parte dei giovani che, per scelta volontaria, intendono fare un’esperienza di valore formativo e civile, in cui acquisire competenze utili per l’immissione nel mondo del lavoro. Il Servizio Civile dura 12 mesi per un impegno medio di 30 ore a settimana, con un compenso mensile di 433,80 euro erogato direttamente dall’ufficio servizio civile Nazionale. Possono partecipare tutti i cittadini e le cittadine italiane, i cittadini UE e i cittadini non comunitari regolarmente soggiornanti di età compresa tra i 18 e i 29 anni (non compiuti).

Per informazioni: Andrea Radicchi tel 075/5847982 - email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., website: www.coopserviziumbria.it

Pubblicato in Umbria

"Nei giorni scorsi la Prefettura di Caserta ha deciso di togliere la protezione a Benedetto Zoccola, vittima superstite della criminalità organizzata per aver contribuito all'arresto e alla condanna dei capi della camorra mondragonese. Zoccola ha subito due attentati dinamitardi per cui ha riportato danni fisici seri e permanenti. Continua a vivere a Mondragone con la sua famiglia e a 100 metri dalla sua casa vive, agli arresti domiciliari, una donna da lui denunciata. Togliergli la vigilanza fissa di fronte all'abitazione e l'auto blindata, di cui non dispone già da un po', significa metterlo seriamente in pericolo di vita. Per questo ho presentato un'interrogazione urgente al ministro dell'Interno".

Lo dice il senatore Franco Mirabelli, vicepresidente del gruppo del PD e commissario del PD nel casertano. "La donna che vive accanto alla sua casa e che lui ha denunciato – prosegue Mirabelli – è oltretutto figlia di un noto delinquente della zona, uscito da un paio di mesi dal carcere per reati associativi dopo aver scontato una pena di 27 anni. Nel mese di dicembre 2017 è stata recapitata a Benedetto Zoccola, con mittente falso, una lettera nella quale un detenuto spiegava che gli esecutori dell'attentato bomba subito da Zoccola sono liberi e vivono nel suo stesso paese. A Pasqua sono stati gettati di fronte alla sua casa volantini da una moto, con la gli 'auguri' di Leone Gennaro Lisitano".

"Benedetto è tutt'ora impegnato nelle battaglie contro la camorra e a denunciare le illegalità in quella terra difficile. Nessuno ha avvertito Zoccola che gli sarebbe stata tolta la protezione, né sono state chiarite le ragioni. Noi chiediamo di ripristinare, con immediatezza, la protezione fissa davanti all'abitazione per tutelare sia lui e la sua famiglia e che gli venga garantita l'auto blindata per gli spostamenti. –conclude Mirabelli - Pensiamo sia un atto dovuto per lo Stato compiere ogni sforzo possibile per garantire la protezione e gli aiuti nei confronti di tutti coloro che abbiano messo e mettono sé stessi in pericolo in nome della legalità e dello Stato".

 

 

Pubblicato in Campania

Mai abbassare la guardia di fronte alle infiltrazioni criminali. Questo il messaggio lanciato dal prof. Nando dalla Chiesa intervenuto ieri in una Camera di Commercio gremita per l’incontro pubblico “La ‘ndrangheta in Emilia tra economia, società e cultura” organizzato e promosso da Legacoop Emilia Ovest in collaborazione con Libera e Istituto Alcide Cervi.

In questa occasione è stata presentata un’indagine sociologica affidata al CROSS (Osservatorio sulla Criminalità Organizzata - Università degli Studi di Milano) condotta dalla dott.ssa Federica Cabras nel territorio dell’Emilia occidentale.

Il lavoro si è sviluppato in una serie di interviste a persone di spicco per ruolo ricoperto: amministratori e dirigenti pubblici, magistrati, imprenditori, presidenti e dirigenti associativi. Lo scopo del progetto era rilevare il livello di attenzione e di allerta rispetto alle infiltrazione mafiose nell’economia locale.

Gli intervistati ha mostrato una diversa tipologia di reazione e sono stati quindi suddivisi in tre gruppi: inconsapevoli, minimizzatori e consapevoli, a secondo dell’atteggiamento mostrato verso episodi e comportamenti sospetti. Ciò che occorre mettere in atto per evitare, prevenire o almeno limitare la “colonizzazione” della criminalità organizzata è: dire no al massimo ribasso del prezzo economico perché significa massimo rialzo del prezzo per la società; garantire maggiori informazioni sull’identità dei partner economici; avviare un’imponente attività di formazione interna al mondo imprenditoriale e sociale, partendo dalle scuole.

Come sostiene dalla Chiesa: “La cultura contro la mafia deve essere preceduta da una cultura sulla mafia”. “I valori a fondamento del nostro modo di fare economia”, ha dichiarato Andrea Volta “rappresentano non solo le radici su cui continuare a crescere, ma anche il faro che orienta il nostro operare nel mercato e nella società. Intendiamo costruire il futuro partendo dall’analisi e dalla discriminazione tra corretto e scorretto, tra legale e criminale, tra costruttivo e distruttivo”.

Pubblicato in Emilia-Romagna

“Mentre l'opposizione politica al governo è impegnata in discussioni di cui non comprendiamo il senso e l'obiettivo, in Parlamento è nato l'intergruppo "Famiglie e vita", promosso dal leader del family Day in Italia Massimo Gandolfini e che, secondo i promotori, conterebbe già 150 adesioni, tra deputati e senatori”.

Inizia così l’appello ai parlamentare da parte di molte associazioni Lgbt come Agedo, ALFI Nazionale - Associazione Lesbica Femminista Italiana, Arcigay, Arcigay Napoli, Associazione Radicali Certi Diritti, Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, Coordinamento Torino Pride, Famiglie Arcobaleno, i – Ken, Omphalos LGBTI, Rete Genitori Rainbow, Rete Lenford - Avvocatura per i Diritti LGBTI

“L'intergruppo – è scritto nell’appello -  ha il chiaro obiettivo di comprimere i diritti delle donne, delle persone Lgbt+, dei cittadini che chiedono di poter decidere sulla propria morte senza essere sottoposti a cure mediche che non hanno richiesto. Il tutto mentre la violenza verbale di ministri e capi partito si abbatte su altre minoranze, tra cui migranti e Rom, e gli spazi di dissenso diminuiscono, come dimostra il caso dell'attrice Ottavia Piccolo fermata dalla polizia perché indossava un fazzoletto dell'Anpi”.

“La qualità della democrazia in Italia – continua -  intesa come capacità delle istituzioni di tutelare i diritti di tutte e tutti i suoi cittadini, sta rapidamente deteriorando. Come associazioni Lgbt siamo impegnati dentro la società civile per far crescere gli anticorpi a una deriva che, nelle città italiane, si sta traducendo in violenza fisica nei confronti di decine di persone: una coppia di uomini è stata aggredita a Verona, i muri della loro casa imbrattati e cosparsi di benzina per dargli fuoco. Persone di etnia rom e immigrati sono nel mirino dei fucili di chi pensa sia lecito sparare loro come si spara ai bersagli. E sono solo due esempi. Siamo preoccupati e non vediamo una risposta all'altezza dei pericoli che stiamo vivendo da parte dei parlamentari che si dovrebbero opporre a questa barbarie”.

“Dove sono i deputati e i senatori del Movimento Cinque Stelle che, negli anni passati, hanno combattuto per l'ambiente, i diritti dei precari, delle minoranze? Va bene loro sostenere un governo che va a braccetto di Paesi autoritari della UE come la Polonia e l'Ungheria o extraUE come la Federazione Russa?Dove sono i deputati e senatori del Pd e delle forze della sinistra che troppo spesso sentiamo impegnati in dibattiti sterili su architetture di partito e nomine? Dove sono i deputati e i senatori di una destra liberale che dovrebbero avere tra le loro stelle polari i diritti individuali?”, queste le domande che pongono le associazioni ai parlamentari.

“Domani è già troppo tardi: avete il dovere di alzare la voce per difendere i diritto delle persone - di ogni orientamento, genere e generazione - che vivono e attraversano questo Paese, dando voce e corpo a un malessere e a un'opposizione sociale che, pur tra mille difficoltà, esiste e ha il diritto di avere rappresentanza politica. Noi associazioni Lgbt+ - conclude l’appello - continueremo a fare la nostra parte con responsabilità e coraggio, ora tocca a voi”.

 

Pubblicato in Nazionale

Tornano le “favolose” sulla passerella: ecco il nuovo concorso di bellezza Miss Trans Europa, organizzato ed ideato dall'attrice e attivista lgbtqia Stefania Zambrano, con il patrocinio di Piccole Trasgressioni e ATN - Associazione Trans Napoli, accenderà i riflettori sabato 22 e domenica 23 settembre nei prestigiosi studi televisivi di Cinecittà World, a Roma.

La popolare kermesse, giunta quest'anno alla sesta edizione, non è solo una bella occasione per celebrare la bellezza transgender ma diventa anche un importante palco per parlare di temi sociali. Dunque, si parlerà di un argomento molto delicato, le adozioni per le coppie che appartengono alla comunità arcobaleno.

"A un bambino serve solo tanto amore – dichiara Stefania Zambrano - indipendentemente dal fatto che provonga da un uomo, una donna, una lebica, un gay o una persona transgender". E prosegue: "gli orfanatrofi sono pieni di bambini che crescono soli e senza affetto, per non parlare dei tanti poveri piccoli che muoiono di fame o perchè mancano loro le cure basilari come gli antibiotici. Chiunque abbia i mezzi e l'amore da dare dovrebbe avere il diritto di adottare. Questo discorso vale non solo per la comunità Lgbtqia: se amore c'è, amore deve essere dato, in modo incondizionato, anche ai bambini abbaondonati o fortemente  disagiati.".

Invece, a proposito della situazione normativa sulle adozioni si esprime invece così: "L'Italia ha fatto passi avanti nel riconoscimento dei diritti delle persone Lgbtqia, basta pensare al riconoscimento legale delle unioni civili, ma c'è ancora tanto da fare. Il nostro Paese fa parte della Comunità Europea, dove le adozioni alle coppie arcobaleno sono consentite in ben 14 Paesi: noi siamo sempre indietro rispetto alle altre Nazioni. Da noi, ogni caso viene valutato volta per volta dalla Magistratura, che decide navigando in un limbo normativo".

E conclude: "non do colpa al Vaticano se transessuali, gay e anche persone single eterosessuali non possono adottare, perchè è uno Stato a parte. Però voglio dare la colpa allo Stato Italiano, perchè si arroga il diritto di decidere delle nostre vite. Lottiamo insieme affinché tutti possano adottare". Insomma, il dibattito è aperto, appuntamento al Miss Trans Europa.

 

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