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Martedì, 07 Aprile 2020

Giovedì, 27 Settembre 2018 - nelPaese.it

Un pezzo di storia che rinasce rinnovando il suo fondamentale ruolo nel welfare per Montefalcone Appennino e il suo territorio. E' stata inaugurata la nuova struttura per casa di riposo e residenza protetta di proprietà della Fondazione Marziali Cesare e Cruciani Elvira, per un totale di 40 posti letto, che sarà gestita dalle cooperative sociali Tangram e Il Mentore insieme ad altri soggetti del territorio.

L'edificio, realizzato nel 1957 dai coniugi Marziali e Cruciani, possidenti terrieri, venne utilizzato come asilo per bambini poveri e un ospizio per anziani ma negli anni è andata in decadimento in quanto l'asilo venne trasferito in altri edifici. Dopo una battaglia legale durata molti anni tra la Fondazione e il Comune, la Regione Marche nominò un commissario straordinario che rimodulò lo statuto consentendo di realizzare il progetto per la casa di riposo e residenza protetta. 

Il progetto di rinascita dell'edificio è partito diversi anni fa nella ex Comunità Montana dei Sibillini, ora Unione Montana, consultando tutti i medici di base, i servizi sociali e sanitari e arrivando ad una sintesi di quello che serviva al territorio. Nel 2010 vennero presentati due progetti all'Ambito sociale 24, che si sono classificati primo e secondo accedendo al finanziamento dei fondi Par-Fas 2007-2013. La struttura è stata realizzata con un contributo della Regione Marche, un mutuo fondiario e con il ricavato dalla cessione dei terreni e case coloniche di proprietà della Fondazione.

Con la sottoscrizione della convenzione da parte della cooperazione, si è avuta la possibilità di ottenere i finanziamenti necessari alla realizzazione dell'opera. Con il contributo di molti soggetti è stato possibile recuperare un bene comune e restituirlo alla comunità per assolvere alla sua funzione sociale. Uno spazio bello e attrezzato che, adesso, è necessario trasformare in un luogo per la comunità e della comunità, aperto a generare valore, a rispondere ai bisogni complessi di un'area interna carente di tanti servizi.

 

 

Pubblicato in Marche

La campagna Territori Equosolidali rinnova la chiamata alla creazione di reti tra società civile, imprese e istituzioni. il Commercio Equo e Solidale è uno strumento concreto per raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile e per mettere in pratica esperienze di cambiamento in diversi settori: la cooperazione internazionale, la sensibilizzazione ed educazione al consumo responsabile, il sostegno ad imprese sostenibili e infine gli acquisti pubblici orientati alla sostenibilità e ai criteri sociali come suggerito anche dall'Unione Europea con la direttiva sugli appalti pubblici.

La campagna, promossa dalle tre organizzazioni di Commercio Equo e Solidale italiano Equo Garantito, Fairtrade Italia e Associazione Botteghe del Mondo, è stata lanciata  in chiusura del Salone del Gusto 2018, da Torino, uno dei comuni virtuosi che ha già intrapreso la strada della sostenibilità creando collaborazioni e sinergie con le organizzazioni di Commercio Equo e Solidale sul territorio e promuovendo acquisti pubblici solidali e sostenibili.

“L’impegno degli enti locali sui temi dello sviluppo sostenibile può essere molteplice e diversificato poiché tutti gli attori del territorio possono trovare la modalità più adatta per promuovere il Commercio Equo e Solidale e far crescere la comunità” suggerisce Tadeusz Makulski, membro dello Steering Committee della campagna Internazionale Fair Trade Towns, che ha presentato le decine di azioni già realizzate in tutto il mondo in collaborazione con università, scuole, associazioni e imprese, dopo il saluto di Lorenzo Berlendis di Slow Food Italia e l’intervento di Alberto Avetta – presidente di Anci Piemonte.

Con questa campagna, il movimento del Commercio Equo e Solidale che da oltre 25 anni è presente sui territori creando ponti tra nord e sud del mondo, vuole rafforzare le opportunità di collaborazione con le istituzioni per definire politiche che supportino il cambiamento culturale dei cittadini e delle imprese. "L'auspicio è che questa proposta possa essere uno strumento per rinnovare la collaborazione tra le nostre organizzazioni e gli enti locali, soggetti fondamentali per lo sviluppo di territori attenti ai valori dell'equità e della solidarietà", afferma Massimo Renno presidente dell'Associazione Botteghe del Mondo.

"In un contesto in cui i cittadini sono sempre più attenti ai prodotti che acquistano cercando qualità e sostenibilità sociale ed ambientale, questa campagna dà l'opportunità di creare sinergie sui territori, collegando consumatori e imprese locali, per uno sviluppo inclusivo e partecipato", continua Giuseppe Di Francesco presidente di Fairtrade Italia.

"Vogliamo creare uno spazio che unisca produttori, consumatori, istituzioni e imprese sui territori. Siamo convinti di poter contrastare questo muro d'odio e di indifferenza anche attraverso azioni concrete, contribuendo a creare una comunità potente e simbolica, quella dei Territori Equosolidali", conclude Giovanni Paganuzzi presidente Equo Garantito.

In Italia esistono già diversi esempi di Comuni ed enti locali che, con modalità specifiche, supportano il Commercio Equo e Solidale e tra questi la campagna Territori Equosolidali ha deciso di premiare le città di Milano e Torinocome primi esempi di Territori Equosolidali per il 2018. Acquisti pubblici e Food policy a livello locale sono alcuni dei passi da fare per costruire società più eque, sostenibili e resilienti e Alberto Sacco – assessore al Commercio del Comune di Torino eChiara Pirovano esperta di Food Policy e delegata sul tema dal Comune di Milano, hanno confermato la strada già percorsa e l’attenzione per le prossime proposte che verranno dal Commercio Equo e Solidale.

La campagna è promossa da Equo Garantito, Fairtrade Italiae Associazione Botteghe del Mondo.

 

Pubblicato in Economia sociale

“Desta forte preoccupazione l'approvazione da parte del Consiglio dei Ministri dello schema di Decreto Legge recante modifiche alla disciplina sull’immigrazione, la protezione internazionale e la concessione e revoca della cittadinanza italiana”. Inizia così la nota dell’Associazione studi giuridici sull’immigrazione.

Sulla base del testo reso disponibile, anche in assenza di un articolato normativo certo e definitivo, l'ASGI ritiene “di dovere sottolineare la pericolosità della situazione che deriverebbe dalla pubblicazione ed eventuale conversione in legge di un testo del genere. Ciò non solo per gli ampi profili di illegittimità propri della bozza di decreto, ma anche a causa della inopportunità di assumere scelte frettolose e fortemente ideologiche, avulse dalle necessità concrete del Paese e che generano gravi ricadute sociali”.

“Non si comprende, innanzitutto – sottolinea Asgi - la necessità del ricorso alla decretazione d'urgenza - specie in una fase come quella attuale, in cui il numero delle persone straniere che giungono in Italia è talmente ridotta da non comportare alcuna forma di allarme sociale. E’ evidente che in relazione a quasi tutte le misure previste dal decreto legge non sussistono i presupposti di necessità di cui agli artt.72 e 77 della Costituzione trattandosi di una radicale riforma modificativa di istituti giuridici esistenti da molto tempo. Tale modus procedendi è evidentemente rivolto ad impedire ogni confronto democratico sia in sede parlamentare, sia (soprattutto) nella società civile e tra le istituzioni maggiormente coinvolte da tale decreto”.

Nel merito, sembra si voglia proseguire “in scelte errate ed in odio agli individui, scelte che hanno già visto, anche in tempi recenti, organi costituzionali confrontarsi in una dialettica istituzionale assolutamente non idonea a rappresentare un paese democratico e che ha reso evidente una pericolosa involuzione del nostro sistema democratico basato sulla suddivisione dei poteri dello Stato e sul rispetto, in termini assoluti e non degradabili, della considerazione per la persona umana”.

Anche con il testo reso pubblico, infatti, “sono così lampanti le volontà di restringere i diritti e le libertà degli individui e di creare nuove forme di tensione sociale che sorge il legittimo dubbio che non singoli individui o organizzazioni, ma addirittura alcuni organi dello Stato stiano lavorando allo smantellamento dello stato sociale di diritto così faticosamente costruito dalla Resistenza in avanti e che trova espressione nella Costituzione”.

“Ben altre sarebbero le iniziative necessarie – aggiunge Asgi - ad affrontare le conseguenze delle politiche sociali, economiche e militari di Paesi quali l’Italia e gli altri Stati membri della UE. Tali politiche, evidentemente, sono la causa di processi migratori scomposti che, in ragione dell’assenza di visione prospettica, si proibisce per non regolare adeguatamente”.

Con ogni evidenza ed al di là della propaganda, i provvedimenti da ultimo assunti (di cui il Decreto Legge approvato dal Consiglio dei Ministri è parte) “non sono neanche idonei a combattere i trafficanti di esseri umani – i quali vivono della chiusura delle frontiere e della impossibilità di ingresso legale in Italia ed in Europa –, mentre, se si vuole rafforzare il controllo di legalità sulla accoglienza dei richiedenti asilo,ciò non può farsi smantellando l’unico sistema unanimemente ritenuto degno di tale nome, ovvero lo SPRAR, a favore della pessima esperienza che complessivamente ci consegna l’analisi delle strutture straordinarie; l’incremento delle quali, fuori da ogni logica sistemica, non può che alimentare tensione sociale”.

“Ciò premesso – concludono i giuristi - pur riservandoci una più compiuta analisi della normativa nei prossimi giorni, è doveroso sottolineare sinteticamente i principali profili di manifesta incostituzionalità del decreto legge in questione”.

 

Pubblicato in Nazionale

In Danimarca una famiglia su quattro possiede una cargo bike. Un mezzo ecologico sul quale ha scommesso tutto Antonella, l'ideatrice di Fridabike. Il suo progetto, passato dal virtuale di un blog al reale del bikeshop e noleggio in centro a Milano, adesso vuole crescere ancora – per fare cultura, prima di tutto, di uno stile di vita dal potenziale 'rivoluzionario' e rispondere alle esigenze plurali di ogni tipo di utenza. La cargo bike, infatti, permette di trasportare merci e persone, passeggini e sedie a rotelle, senza inquinare e senza creare problemi di parcheggio.

Un'innovazione che fino al 28 ottobre potrà essere sostenuta da tutti, con donazioni piccole e grandi, sulla piattaforma di crowdfunding Eppela: se in questo tempo sarà raggiunta almeno la metà della cifra necessaria, Nastro Azzurro supporterà l'idea con un contributo del 50 per cento fino a un massimo di 5mila euro. Con la somma raccolta sarà ampliato il parco di cargobike disponibili per il noleggio da Fridabike a Milano, con particolare attenzione ai modelli con sedute ergonomiche e posture universali per bambini disabili, taxi ideali per coppie adulte – come anziani, o turisti – e box in legno perfetti per trasformare la cargobike in un negozio itinerante. Inoltre, sarà acquistata una cargobike in grado di trasportare fino a 6 bambini, che intende strizzare l'occhio agli asili nido e alle scuole materne per avvantaggiare brevi gite in città o al parco giochi più vicino.

“Noleggiare una cargo bike – commenta Antonella – è il modo più efficace per fare esperienza dei suoi vantaggi. Una città meno inquinata e meno caotica migliora la qualità della vita di tutti e credo che l'uso di questo mezzo di trasporto possa sensibilmente andare in questa direzione. Le cargo bike sono un'opportunità e una scelta che io per prima, madre di tre bambini, compio ogni giorno per spostarmi”.

Pubblicato in Lombardia

La Gatta Mammona, lo short film scritto e diretto da Paolo Cipolletta, a quasi un anno dalla sua prima al cinema Hart, ritorna a Napoli e lo fa dalla porta principale: è in selezione ufficiale, infatti, tra i finalisti del Napoli Film Festival.

Ma prima di far ritorno alla sua terra natia, il “corto indigesto” ha fatto un lungo viaggio in giro per il mondo, inanellando selezioni ufficiali e premi in diversi festival internazionali. Prima di comparire tra i finalisti al festival partenopeo, infatti, la Gatta Mammona a gennaio è stato in selezione ufficiale al Cefalù Film Festival, per poi volare negli Stati Uniti al Rome Elephant Film Awards, al DSDFF Direct short film festival, vincendo e arrivando in semifinale nella patria del cinema moderno, la California ovvero al Los Angeles Film Fest. Un mese fa, ancora, si è aggiudicato il Veracruz Film Festival in Messico come Best LGBT short Film.

Non dimenticando che il corto è stato presentato dalla Premiere Film, sua società di distribuzione, al mercato di Clermont Ferrand che resta il più importante al mondo per i cortometraggi. Resta ancora in concorso in diversi festival nazionali ed internazionali. Ricordiamo che tra i protagonisti del film spiccano l’attore Gianfranco Gallo, prossimamente al cinema con Ricchi di Fantasia con Sergio Castellitto e Sabrina Ferilli ed Alessia Cinquegrana, prima trans convolata a nozze con rito civile in Italia a cui è stato riconosciuto il cambio di genere senza il completamento della transizione.

“Sono felice che il mio film ritorni a Napoli, la mia città – dichiara Paolo Cipolletta - e lo faccia da finalista al Napoli Film Festival. Non era scontato data la tematica LGBT e l’ostruzionismo che nei festival nazionali abbiamo subito. Essendo un corto vietato ai minori di 14 anni già la sola partecipazione a molti festival italiani mi è stata preclusa, ma questo lo avevo messo nel conto.  La cosa più eloquente, però, per capire il clima che si respira nel nostro paese, è rappresentata dai tagli che ho dovuto apportare alla versione originale per distribuire il film in Italia. Mentre in giro per il mondo eravamo in selezione ufficiale e ritiravamo premi. La distribuzione della Gatta Mammona in Italia rappresenta la cifra dello stato comatoso in cui versa il diritto alla diversità nel nostro Paese e in questo contesto Napoli ed il suo Festival rappresentano un avamposto per le libertà individuali in un momento storico in cui ci si muove su un crinale pericoloso per la salvaguardia delle minoranze.”

Prossimi progetti dello sceneggiatore e regista Paolo Cipolletta: il suo secondo short film dal Titolo “Intermittenze” che tratta il tema della violenza sulle donne, è in attesa di finanziamento da parte della regione Campania. Il film sarà prodotto dalla Bronx Film (Gomorra 1 e 2) e tra i protagonisti ci sarà nuovamente la partecipazione di Gianfranco Gallo. Nel frattempo ha terminato la stesura della sceneggiatura del suo primo lungometraggio.

 

Pubblicato in Cultura
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