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Sabato, 20 Ottobre 2018

Articoli filtrati per data: Giovedì, 06 Settembre 2018 - nelPaese.it

Sono 53 i posti a disposizione per svolgere il servizio civile con Legacoop Toscana nell’ambito del Bando 2018 per la selezione di volontari da impiegare nei progetti di Servizio Civile Nazionale.

Gli aspiranti volontari, che devono avere tra i 18 e i 28 anni (occorre non aver compiuto il 29esimo anno di età), hanno tempo fino al 28 settembre per presentare domanda di partecipazione per uno dei 10 progetti proposti da 8 cooperative sociali toscane nelle province di Prato, Firenze, Pisa, Livorno, Lucca, Arezzo. È possibile presentare domanda per un solo progetto. I volontari avranno diritto a un rimborso di € 433,80 mensili.

I giovani selezionati saranno impegnati nei settori dei Servizi all’Infanzia, dell’Assistenza a minori, disabili e persone con dipendenze che stanno effettuando un percorso di recupero, nell’Educazione e promozione culturale (tutoraggio scolastico, animazione culturale verso i minori e i giovani, animazione nel territorio, educazione al cibo, alla pace, attività artistiche e interculturali). Tra le sedi in cui sarà svolto il servizio civile ci sono nidi d’infanzia e spazi gioco, centri diurni per minori, centri dedicati a bambini e ragazzi con difficoltà scolastiche e disturbi dell’apprendimento, comunità alloggio per minori, centri di aggregazione giovanile, Centri infanzia adolescenza e famiglia, Comunità alloggio protette, Centri diurni di socializzazione disabili, RSA, Centri diurni e assistenza domiciliare handicap, servizi di terapia occupazionale.

Per alcuni progetti lo svolgimento del servizio civile dà diritto al riconoscimento di Crediti formativi universitari e può avere valore di tirocinio per gli studenti della Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Firenze, sulla base di una convenzione Università degli Studi di Firenze/Legacoop Toscana. Dal 2006 ad occuparsi del servizio civile per Legacoop Toscana è il Consorzio Pegaso Network.

“In oltre dieci anni – afferma il presidente di Legacoop Toscana Roberto Negrini - sono stati più di 500 i volontari impiegati in progetti del Servizio Civile Nazionale e Regionale. Per molti ragazzi il servizio civile ha rappresentato un’opportunità concreta di avvicinarsi al mondo del lavoro. Nel 40-50 per cento dei casi questa esperienza ha consentito l’avvio di un percorso professionale nella cooperativa sociale in cui si è svolto il servizio civile o comunque nella cooperazione sociale”.

Questi i progetti per cui è possibile presentare domanda: IT.E.M. – InTerventi Educativi per Minori SCU - Cooperativa Alice (Prato) Musicanti di Brema: tutti diversi, tutti pari, tutti insieme - Cooperativa CUI (Prato) Raccogliere e accogliere le Odissee - Cooperativa Pane e Rose (Prato) “C’era una volta…” - Cooperativa CEPISS (Firenze) YOUNG + - Cooperativa CEPISS (Firenze e Scandicci) Sfide per crescere - Cooperativa CREA (Viareggio e Camaiore - LU) Laboratori delle Differenze - Cooperativa CREA (Viareggio e Camaiore - LU) Peter Pan - Cooperativa Progetto 5 (Arezzo, Lucignano, Capolona, Chiusi) IDEALCOOP4SERVICE - Cooperativa IdealCoop (Castelnuovo Val di Cecina, Volterra, Pomarance - PI) Lupo Alberto - Cooperativa Nuovo Futuro (Rosignano, Cecina - LI)

La domanda di partecipazione alla selezione e la relativa documentazione vanno presentati direttamente alla Cooperativa che realizza il progetto scelto, oppure a Legacoop Toscana c/o Consorzio Pegaso via di Casellina 57/f Scandicci Firenze, Tel. 055 6531082, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. È possibile inviare la domanda via PEC, con raccomandata a/r oppure presentarla a mano. La data di scadenza è il 28 settembre 2018 (in caso di consegna a mano entro le ore 18:00).

 

Pubblicato in Toscana

Il Città delle 100 scale festival celebra la decima edizione con un cartellone in cui a dominare è il livello internazionale degli artisti. Potenza sarà la città protagonista, spazio collettivo della rassegna di arti performative che da anni, ormai, riesce a coniugare la densità dei contenuti in luoghi tradizionali e spazi meno abituali delle arti performative.

Come consuetudine da alcuni anni, anche la città di Matera sarà coinvolta e ospiterà diversi appuntamenti. Danza, teatro, architettura e arti circensi riempiranno un calendario denso e prestigioso che andrà avanti da settembre fino a dicembre. Il festival è promosso dall’associazione Basilicata 1799 con MIBAC, Regione Basilicata – Ufficio Sistemi Culturali e Turistici e Comune di Potenza, ed è in rete con il Polo Museale della Basilicata, l’Unibas e diversi istituti scolatici del capoluogo.

Per questa decima edizione il tema filo conduttore sarà il fuori/dentro: un percorso per ragionare sulle costrizioni e sui confini che segnano il nostro tempo a partire dai quali spingersi a riflessione e indagine ulteriore. «Alcuni sostengono che siamo governati da una razionalità diffusa e globale incarnata dall’economia che performa i discorsi sulla libertà individuale, sull’autonomia dei mercati e sulle pratiche di controllo degli individui attraverso il debito – suggeriscono Peppe Biscaglia e Francesco Scaringi, ideatori e direttori del festival – Il problema dunque è chiedersi se sussiste la possibilità di un “fuori” a cui ricorrere perché il “dentro” possa essere trasformato oppure se è dal dentro che si generano le forze della trasformazione per l’avvenire. Il teatro, la danza e le arti performative hanno fatto dello sfondamento dei generi e dei confini un loro utopico modo di essere. Ecco perché dalla loro pratica si possono cogliere barlumi di altre possibilità.» E a proposito di confini, torneranno ricorrenti in scena in questa decima edizione, tra spettacoli e performance, quelli riguardanti il rapporto con l’alterità che ci costringe a misurarci con il tema dell’Europa e della migrazione.

Il primo appuntamento sarà proprio con I Rimini Protokoll che porteranno in alcuni appartamenti di Potenza e Matera la performance Home Visit Europe (Europa a domicilio), il progetto con cui hanno ridisegnato la percezione dell’Europa e che ha attraversato già quasi tutti gli stati dell’Unione. Alcune persone prendono parte a una performance da salotto che intreccia storie personali e meccanismi politici dell’Europa. Per la sezione SPACE PERFORMING a Potenza sarà protagonista l’area dell’ex Cip Zoo, uno spazio che i cittadini del capoluogo conoscono soprattutto per la sfida di restituzione alla cittadinanza che ha animato negli scorsi anni il progetto dal basso di “Parco della città”.

Il programma della rassegna di danza e arti performative ideata da Basilicata 1799 sarà presentato in anteprima giovedì 6 settembre a partire dalle 18.30 nel corso di una festa-incontro organizzata nello Spazio K (in largo D’Errico) a Potenza. Il programma integrale del festival con le informazioni su tutti gli autori e le performance in calendario è sul sito www.cittacentoscale.i

Pubblicato in Basilicata

Al 1° gennaio 2018 la popolazione residente in Italia è pari a 60 milioni 484 mila unità. L’età media è di 45,2 anni, riflesso di una struttura per età in cui solo il 13,4% della popolazione ha meno di 15 anni, il 64,1% tra i 15 e i 64 anni e il 22,6% ha 65 anni e più.

La popolazione di 80 anni e più raggiunge il 7,0%, quella di 100 anni e più supera le 15 mila e 500 unità. Sono più di mille gli individui che hanno superato i 105 anni e 20 i supercentenari (110 anni e più). Nella classe di età 15-64 anni, coniugati e celibi quasi si equivalgono (rispettivamente 49,0% e 47,7% della popolazione totale). Tra le donne invece continuano a prevalere le coniugate (55,0%) sulle nubili (quasi il 39%).

Il confronto tra i dati del Censimento della popolazione del 1991 e quelli riferiti al 2018 mostra i profondi cambiamenti avvenuti. Tra gli individui di 15-64 anni, a fronte di un lieve calo della popolazione (-309 mila), diminuiscono molto le persone coniugate (3 milioni e 843 mila in meno) a vantaggio soprattutto di celibi e nubili (+3 milioni e 90 mila) e, in misura molto più contenuta, dei divorziati (oltre 972 mila in più).

Aumentano i divorzi

La diminuzione e la posticipazione della nuzialità, in atto da oltre quaranta anni, in parte compensate dalla crescita delle libere unioni, ha portato tra il 1991 e il 2018 a un forte calo dei coniugati, soprattutto nella classe di età 25-34 anni (da 51,5% a 19,1% gli uomini, da 69,5% a 34,3% le donne). I celibi passano da 48,1% a 80,6% e le nubili da 29,2% a 64,9%. Nella classe di età 45-54 anni quasi un uomo su quattro non si è mai sposato mentre è nubile quasi il 18% delle donne.

Aumentano in tutte le età divorziati e divorziate, più che quadruplicati dal 1991 (da circa 376 mila a oltre 1 milione e 672 mila), principalmente nella classe 55-64 anni (da 0,8% a 5,3% gli uomini, da 1,0% a 6,4% le donne).

Con riferimento alla popolazione da 65 anni in su si registrano gli effetti dell’aumento della sopravvivenza e il recupero dello svantaggio degli uomini. Se nel 1991 era prevalente la quota di donne vedove rispetto alle coniugate (50,5% contro 37,4%), al 1° gennaio 2018 le coniugate superano le vedove (47,7% contro 41,9%). Anche per le donne è ora più frequente affrontare la fase anziana della vita in coppia.

Considerando sia le unioni civili costituite in Italia sia le trascrizioni di unioni costituite all’estero, al 1° gennaio 2018 le persone residenti unite civilmente sono circa 13,3 mila (0,02% della popolazione), di sesso maschile nel 68,3% dei casi. Gli uniti civilmente hanno un’età media di 49,5 anni se maschi e di 45,9 anni se femmine e risiedono prevalentemente nel Nord (56,8%) e al Centro (31,5%).

In Italia, a partire da luglio 2016 e fino al 31 dicembre 2017, sono state costituite nel complesso 6.712 unioni civili (2.336 nel 2° semestre 2016 e 4.376 nel corso del 2017) che hanno riguardato prevalentemente coppie di uomini (4.682 unioni, il 69,8% del totale).

Le unioni civili sono più frequenti nelle grandi città: il 35,4% è stato costituito nelle 14 città metropolitane, e quasi una su quattro a Milano, Roma o Torino.

 

Pubblicato in Nazionale

L’impresa sociale è, da sempre, un ambito di ricerca ricco in termini disciplinari e metodologici. Attrae una pluralità di attori che approcciano non solo un oggetto di indagine ma un soggetto di trasformazione sociale ed economica. Scaturisce così una nuova conoscenza, in equilibrio tra pratica e teoria, che contribuisce allo sviluppo dell’impresa sociale, definendone identità, profilo organizzativo, assetto di governance, capacità di innovare e di essere sostenibile.

La XVI edizione del Workshop sull’impresa sociale mette al centro l’innovazione nel campo della ricerca per rigenerare conoscenza, coinvolgendo imprenditori e operatori sociali, oltre a ricercatori, progettisti e consulenti che, a vario titolo, promuovono e gestiscono attività di impresa sociale.

Focus sulla povertà

Nel corso degli ultimi decenni in Italia, come nel resto dell’Occidente, si sono ampliate le diseguaglianze economiche e sociali. La crisi economica dei primi anni Duemila ha accelerato questa tendenza ed ha incrementato significativamente il numero delle persone che vivono in condizione di povertà assoluta. Il consolidarsi di questi fenomeni ha generato ingiustizia e, in ampie fasce della popolazione, paura e un sentimento di insicurezza, alimentando rabbia e rancore.

In questo contesto il mondo della ricerca ha ideato e promosso “luoghi” in far incontrare ricercatori ed organizzazioni della società civile con l’obiettivo di promuovere un dibattitto pubblico basato sulle evidenze empiriche, svolgere un lavoro di sensibilizzazione dell’opinione pubblica ed elaborare nuove politiche.

Allo stesso tempo molte imprese sociali si sono confrontate con questi nuovi problemi sociali e hanno sperimentato, in collaborazione con attori pubblici e privati, azioni volte ad affrontare queste emergenze.

Il 14 alle ore 9 si terrà una sessione specifica su questi temi a cura di Andrea Bernardoni, membro della presidenza nazionale di Legacoopsociali e con gli interventi di Marco Gargiulo | Consorzio Idee in Rete, Linda Croce | Cooperativa sociale Azalea, Leonardo Calegari | Cooperativa sociale CSAPSA, Margherita Pispola | Cooperativa sociale Babele, Corciano (PG)

“In questo quadro è importante chiedersi, partendo dalle evidenze della ricerca e dalle esperienze sul campo, in che modo le imprese sociali possono essere protagoniste nel contrasto delle diseguaglianze e nella lotta alla povertà. Nella sessione si approfondirà il tema individuando possibili traiettorie di ricerca futura e spazi di innovazione per le imprese sociali”.

 

Pubblicato in Economia sociale

Si avvierà con il seminario nazionale "Uno, due, tre ...pronti via!" il progetto Bella Presenza: metodi, relazioni e pratiche nella comunità educante, il prossimo 7 settembre a Napoli, nella sede della Cooperativa sociale Dedalus, ente capofila del progetto selezionato da Con i Bambini, nell'ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile.

L'idea di fondo del progetto è che la bellezza, riconosciuta come valore chiave per orientare l'agire educativo e pedagogico, consenta la scoperta di risorse anche nei contesti più fragili e che insieme alla presenza, alla consapevolezza e al protagonismo dei giovani, serva a valorizzare le competenze, i desideri e le aspirazioni di tanti giovani privati della stessa possibilità di cittadinanza.

Protagonisti sei territori in tre regioni italiane, Campania, Piemonte e Toscana, che, per quanto presentino tratti diversi, sono accomunate dalla presenza di tessuti sociali variegati e multiculturali attraversati da crisi e trasformazioni socioeconomiche, strutturali e demografiche con un sistema socio-educativo e culturale che fatica a prevenire la dispersione scolastica.

"Bella presenza vuole essere un laboratorio permanente di ricerca e sperimentazione di metodi, idee e attività tese a contrastare la povertà educativa – spiega Andrea Morniroli project manager del progetto - dentro un'idea di fondo che colloca il lavoro educativo in una dimensione politico-culturale orientata a trasformare l'esperienza in proposta di orientamenti e indirizzi di policy locale e nazionale. Partiamo dai bisogni di una scuola pubblica troppo spesso maltrattata, ma in tante periferie e luoghi fragili, unica istituzione ancora in grado di dialogare con pezzi di società che si sentono abbandonati e lasciati indietro."

Il partenariato è composto da oltre sessanta realtà - con la scuola attore primo e indispensabile e la cooperativa Labins di Torino e Oxfam Italia rispettivamente capofila delle reti piemontesi e toscane - che collaboreranno per individuare le specificità e i metodi di intervento più efficaci nel contrasto alla povertà educativa, per cogliere possibili intrecci e modalità da replicare nei tre contesti regionali, nonché elementi di policy da proporre ai partner istituzionali a livello locale e nazionale.

A Napoli la due giorni di lavori collettivi costituirà un primo passo per la trasformazione del progetto da idea in realtà. La plenaria di venerdì 7 settembre (dalle 11.30 alle 14.00) verrà aperta da Elena De Filippo, Presidente della Cooperativa Dedalus, che vanta una lunga esperienza di lavoro in contesti di povertà educativa e disagio socio-economico. Seguirà la comunicazione artistica di Gabriele Vacis, regista teatrale e drammaturgo e la testimonianza di un ragazzo di Officine Gomitoli, il centro interculturale gestito da Dedalus. A seguire gli interventi di alcuni dei partner che entreranno nel merito dei singoli aspetti di quella che è stata delineata come la cornice condivisa di intervento e di metodo che il progetto vuole mettere in campo.

Hanno confermato la loro presenza Carlo Borgomeo, Presidente Impresa Sociale Con i Bambini, soggetto attuatore del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, che ha sostenuto il progetto; Annamaria Palmieri, Assessore alla scuola del Comune di Napoli, coinvolto in alcune delle attività del progetto e Cesare Moreno dell'Associazione Maestri di Strada.

Il pomeriggio di venerdì sarà dedicato ai laboratori tematici e la due giorni si concluderà con una plenaria nella mattinata di sabato in cui verranno condivisi i risultati dei laboratori e stabilite le prossime tappe del progetto.

 

Pubblicato in Campania
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