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Giovedì, 25 Aprile 2019

Articoli filtrati per data: Martedì, 15 Gennaio 2019 - nelPaese.it

Il terzo settore italiano prende in mano la “sua” riforma con un progetto di formazione che nel corso del 2019 interesserà tutto il territorio nazionale. Si chiama Capacit’Azione e prevede oltre 200 incontri formativi. L’obiettivo è di offrire una chiave di lettura comune sulla legge 106 del 2016 e l’insieme di atti legislativi che riorganizzano il funzionamento e la struttura delle principali espressioni dell’impegno sociale senza scopo di lucro.

Capofila del progetto, il Forum Terzo Settore Lazio in collaborazione con il Forum nazionale del Terzo Settore e CSVnet e con la partnership di Anpas, Anteas, Arci, Auser e CdO-Opere sociali. Collaboratori di sistema sono Acli, Anci Lazio, Anffas, Associazione Pro Bono, Coordinamento periferie, Legambiente, Leganet e Legautonomie. Capacit’Azione è realizzato con i fondi del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali in seguito all'Avviso per il finanziamento di iniziative e progetti di rilevanza nazionale ai sensi dell'articolo 72 del Codice del terzo settore (decreto legislativo 117/2017).

Un’iniziativa unica nel suo genere rivolta a oltre 1.300 operatori che sui territori già si occupano di non profit, e che a loro volta formeranno gli enti di terzo settore (Ets) sulle novità previste dalla riforma, in continuo aggiornamento. Coinvolti anche più di 130 funzionari e dirigenti della pubblica amministrazione, figure strategiche per la corretta attuazione della normativa, grazie alla collaborazione dell’Anci, Leganet e Legautonomie. Un meccanismo a cascata per raggiungere tutti soggetti interessati agli adeguamenti previsti dalla nuova legge – circa il 70% del totale – e in particolare i circa 100 mila coinvolti nelle modifiche statutarie. La riforma, infatti, apre a nuove opportunità per un sistema che, come dimostrano i dati dell’ultimo censimento Istat dedicato al non profit in Italia, è in continua evoluzione: tra il 2011 e il 2016 le istituzion i non profit sono aumentate del 12,2 per cento, passando da 301 mila a 343 mila, di cui più di tre quarti con volontari al loro interno (+9,9 per cento) e con un aumento del 16,2 per cento del numero di dipendenti (da 680 mila a 812 mila).

Dalla gestione fiscale e amministrativa degli Ets al tema della sussidiarietà, dai beni comuni alla finanza sociale, dalle forme di convenzionamento alla trasparenza, dalle regole di funzionamento della vita associativa al ruolo dei centri di servizio per il volontariato: in programma otto unità didattiche, macro aree funzionali e strategiche per la vita e lo sviluppo degli Ets su cui la riforma interviene radicalmente. Una formazione di qualità, quella prevista da Capacit’Azione, grazie al lavoro di decine di docenti e uno staff di oltre 40 persone, garantita da un’équipe scientifica di alto livello.

Il primo appuntamento formativo con il modulo introduttivo su “Contesto, senso e obiettivi generali della riforma” è in programma a Milano per giovedì 17 gennaio alle ore 9 presso la sede delle Acli in via Luini 5. All’incontro interverranno Valeria Negrini, portavoce Forum terzo settore Lombardia, Attilio Rossato, presidente CSVnet Lombardia, Francesca Danese, portavoce Forum terzo settore Lazio, Claudia Fiaschi, portavoce Forum nazionale del terzo Settore, Giorgio Casagranda, consigliere CSVnet, Emanuele Rossi, della Scuola superiore Sant’Anna di Pisa e Donata Lenzi, già relatrice in Parlamento della Riforma del Terzo settore. Seguiranno gli incontri in tutte le altre regioni di Italia, secondo un calendario consultabile qui.

Alla formazione si aggiunge la sfida di un progetto di informazione destinato a tutti coloro che sono interessati a comprendere le novità previste dalla nuova legislazione e seguirne passo dopo passo il percorso per renderla funzionante. Si tratta del sito web www.cantiereterzosettore.it, che diventerà presto un contenitore di approfondimenti, sintesi e aggiornamenti sulla riforma del terzo settore, per il cui completo funzionamento mancano ancora oltre 40 decreti attuativi.
 

Pubblicato in Economia sociale

Inizia oggi per 400 ragazze e ragazzi tra i 18 e i 28 anni, suddivisi tra 229 sedi (in 15 regioni), l’esperienza di servizio civile di AVIS, nell’ambito del progetto ‘Giovani con AVIS’.

“A loro va un grandissimo in bocca al lupo, così come ai giovani che hanno appena concluso la stessa esperienza va il nostro più sincero ringraziamento”, commentano il presidente di AVIS NAZIONALE, Gianpietro Briola, e il vicepresidente vicario con delega al servizio civile, Michael Tizza.

“Per questi giovani e per AVIS sarà un anno molto importante. Aiuteranno le nostre sedi ad avere un legame ancora più diretto con i donatori di sangue, che sono sempre al centro della nostra azione. E ci aiuteranno inoltre a promuovere il messaggio di Avis nelle scuole e tra i giovani. Ci auguriamo che per tutti loro sia anche un anno per acquisire competenze formative utili per la loro vita e a stringere relazioni umane durature”.

Dal 2006 ad oggi AVIS ha investito molto nel Servizio civile nazionale, considerandolo un elemento fondamentale della sua mission e una possibilità concreta di crescita per centinaia di giovani. Da allora ad oggi i volontari impegnati sono passati da 47 a 400, da 44 a 229 le sedi territoriali interessate, da 11 a 15 le regioni accreditate. Per il 2019, i 400 volontari dedicheranno circa 600.000 ore di servizio ai territori, con una ricaduta significativa dal punto di vista sociale ed economico.

Ricordiamo a tutti che le graduatorie definitive del progetto ‘Giovani con AVIS’ sono disponibili sul sito www.avis.it. In considerazione di alcune rinunce già pervenute e/o di altre che dovessero pervenire, ricordiamo che i candidati ritenuti idonei ma non selezionati presenti nelle graduatorie di altri enti potranno presentare richiesta per effettuare servizio civile in AVIS.

Per ulteriori informazioni potranno consultare il sito www.avis.it o contattare l’ufficio servizio civile di AVIS NAZIONALE.

 

Pubblicato in Diritti&Inclusione

Aumenta il numero degli italiani over 50 che hanno fatto, o desiderano fare, un testamento solidale. Nonostante il crollo delle donazioni via sms o a favore delle organizzazioni no profit nel nostro Paese, la disposizione testamentaria continua a registrare un trend di crescita sostenuto e costante.

Siamo un popolo di "piccoli, grandi filantropi" che sceglie di destinare anche solo una piccola parte del proprio patrimonio in beneficenza, affidandolo a organizzazioni non profit in grado di garantire la massima efficacia e rendicontazione nell'impiego dei fondi devoluti.

AISM è una di queste Onlus. Anche l'associazione registra al suo interno questo trend di crescita. AISM nel 2017 è stata beneficiaria di 13 disposizione testamentarie e il valore netto totale dei lasciti pervenuti nel corso dell'anno è stato di oltre 1,6 milioni di euro.

Cresce anche la "sete" di informazione. Per questo, in collaborazione e con il patrocinio del Consiglio Nazionale del Notariato, come ogni anno, torna la Settimana Nazionale dei Lasciti AISM. 52 incontri sul territorio tra il 21 e il 27 gennaio 2019. Sette giorni di informazione, di sensibilizzazione durante i quali i notai saranno a disposizione dei cittadini,per spiegare e approfondire cosa prevede la legge italiana in materia di diritto successorio. Alla stessa iniziativa lo scorso anno hanno partecipato 1500 persone con una crescita del 20% rispetto all'edizione 2016. 400 persone hanno richiesto la Guida ai lasciti testamentari realizzata da AISM in collaborazione e con il patrocinio del Consiglio Nazionale del Notariato. Uno sguardo in materia di diritto che, con un linguaggio semplice e chiaro, aiuta a districarsi in una materia tanto complessa, come quella delle successioni, aiutando le persone interessate a fare scelte consapevoli.

Il calendario degli incontri sul territorio e le informazioni sulla Settimana Nazionale AISM dei Lasciti sono disponibili alnumero verde AISM 800-094464 e sul sito www. aism.it/lasciti. Allo stesso numero si potrà anche richiederegratuitamente la guida ai lasciti testamentari.

 

 

Pubblicato in Salute

L'Usigrai, d'intesa con la Fnsi, l'Ordine dei giornalisti, Articolo 21 e Amnesty International Italia, ha promosso alle 10 del 16 gennaio un presidio davanti alla sede dell'Ambasciata dell'Arabia Saudita a Roma (via Giovanni Battista Pergolesi 9), in occasione della Supercoppa italiana di calcio tra Juventus e Milan, in programma il giorno stesso a Gedda. 

“Sette milioni di euro. Tanto – spiega l'Usigrai – vale il silenzio di fronte alle bombe, anche italiane, che da quattro anni massacrano i civili nello Yemen. Di fronte all'arruolamento dei bambini soldato. Di fronte al brutale omicidio nel consolato saudita di Instabul in Turchia del giornalista Jamal Khashoggi. Di fronte alle inchieste che chiamano in causa come mandante direttamente il principe ereditario saudita Mohammad bin Salman. Di fronte a uno stadio con 'settori riservati agli uomini'. Di fronte a un Paese dove i diritti delle donne sono ancora oggi calpestati e molte attiviste sono in carcere. Di fronte a un Paese in cui quattro anni fa un blogger, tuttora in prigione, subiva 50 frustate. Di fronte a un Paese in cui ogni anno decine di condanne a morte vengono eseguite mediante decapitazione pubblica”.

Pubblicato in Nazionale

E' stata ricalcolata in 4,3 la magnitudo del terremoto avvenuto a 11 chilometri da Ravenna, a mezzanotte e 3 minuti. Lo rende noto l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) alla luce dei calcoli che vengono fatti dopo le prime stime, date in automatico.

"La prima stima provvisoria è relativa alla Magnitudo locale ed è quella fornita in automatico dai sismometri" ha detto all'Ansa il presidente dell'Ingv, Carlo Doglioni. Poi, ha aggiunto, i sismologi rielaborano il dato con la massima celerità e accuratezza, sulla base delle informazioni fornite da tutti i sismometri dell'area circostante che hanno registrato la scossa, e si fornisce la stima della Magnitudo momento, "che è considerata più attendibile".

Tanta paura e qualche danno lieve in seguito alla scossa di terremoto di magnitudo 4.6 (ricalcolata in 4.3) avvenuta 3 minuti dopo la mezzanotte sulla costa della Romagna. L'epicentro è stato 11 km a est di Ravenna, l'ipocentro a 25 km di profondità. Tre lievi repliche sono state registrate nella notte sulla costa della Romagna: una magnitudo 3 alle 00:29. L'epicentro è stato individuato a 9 chilometri da Cervia ad una profondità di 22 chilometri.

Le ultime scosse hanno avuto magnitudo comprese tra 2 e 2.2, con epicentro sempre nella zona di Ravenna e provincia. Tante le persone scese in strada e che hanno preferito passare la notte fuori casa. Oggi le scuole a Ravenna resteranno chiuse in via precauzionale e saranno eseguiti controlli sugli edifici.

La prevenzione

Domenica 20 gennaio, dalle 10.00 alle 18.00, l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) aprirà al pubblico le porte della sua sede romana in Via di Vigna Murata 605 per parlare di terremoti, memoria e prevenzione, oltre ad aprire la propria sala sismica e i laboratori dove si studiano gli eventi sismici, i vulcani e l'ambiente.

Attraverso visite guidate, incontri con i ricercatori e percorsi didattici, l'INGV invita la cittadinanza a conoscere da vicino le attività di ricerca e di servizio dell'Ente per condividere la costante attenzione dell'Istituto verso il territorio e la mitigazione dei rischi naturali.

Dalle 11.00 alle 13.00 si svolgerà una Tavola Rotonda sul tema della giornata e dalle 14.30 alle 18.00 si terranno una serie di seminari sulle ricerche svolte presso l'INGV.

Il Presidente dell'INGV Carlo Doglioni, il Consigliere della Regione Lazio, già Sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi, il Direttore Italo Giulivo del Dipartimento della Protezione Civile Nazionale e referenti del volontariato e degli ordini professionali animeranno la Tavola Rotonda.  L'evento intende ricordare in particolare il terremoto del 13 gennaio 1915 della Marsica, con oltre 30.000 vittime e danni vastissimi nell'Italia centrale, rappresentando uno degli eventi sismici più distruttivi della storia d'Italia. La manifestazione si associa alla Legge della Regione Lazio che ha istituito la "Giornata regionale dell'alfabetizzazione sismica" (L.R. 18 dicembre 2018, n. 12), finalizzata alla sensibilizzazione virtuosa della società civile.

(Fonte: Ansa)

 

Pubblicato in Ambiente&Territorio

Per impedire l'avanzata delle truppe di terra sostenute dalla coalizione guidata dall’Arabia saudita e dagli Emirati, in guerra contro le truppe di Ansar Allah, nel sud-ovest dello Yemen sono state sparse migliaia di mine e altri ordigni esplosivi improvvisati sulle strade e nei campi, che metteranno in pericolo la vita delle persone per decenni. Le prime vittime di questa minaccia nascosta sono i civili: uccisi, amputati, mutilati a vita.

Medici Senza Frontiere (MSF), che all’ospedale nella città di Mocha cura i pazienti di guerra o feriti dalle mine – un terzo dei quali sono bambini – chiede alle autorità e alle organizzazioni specializzate di accelerare lo sminamento delle aree civili per ridurre il numero di persone uccise o ferite dagli ordigni esplosivi. “Le organizzazioni specializzate per lo sminamento e le autorità devono intensificare i loro sforzi nella regione al fine di ridurre il numero delle vittime” afferma Claire Ha-Duong, capomissione di MSF in Yemen.

Secondo il Centro di azione sulle mine dello Yemen, 300.000 mine sono state disinnescate dall'esercito yemenita tra il 2016 e il 2018. Gestito quasi esclusivamente dai militari, lo sminamento si concentra però su strade e infrastrutture strategiche, con scarsa attenzione alle aree civili. Oltre a sminare le aree strategiche dal punto di vista militare, occorre eliminare con urgenza tutti i tipi di mine e ordigni esplosivi dai luoghi abitati e dai terreni agricoli in modo che le persone possano tornare a vivere e lavorare nei campi in sicurezza.

All'ospedale chirurgico da campo di MSF a Mocha, a 180 km a sud di Hodeidah nel Governatorato di Taiz, unica struttura nell’area a fornire cure di emergenza, non c’è giorno che non arrivi un ferito di guerra. Tra agosto e dicembre 2018 MSF ha ammesso e trattato più di 150 i pazienti vittime di mine e ordigni esplosivi improvvisati o inesplosi. Un terzo di loro sono bambini,colpiti mentre giocavano nei campi e il cui futuro ora è incerto a causa delle gravi conseguenze che questi incidenti avranno sull’intero corso della loro vita.

“La costa tra Hodeidah e Aden è una zona rurale molto povera. Non solo le persone non hanno i mezzi per accedere alle cure, ma al di là del nostro ospedale non hanno un posto dove andare se hanno bisogno di un intervento chirurgico” racconta Husni Abdallah, infermiere di MSF. “Stiamo parlando di feriti di guerra che muoiono perché non riescono a raggiungere Mocha in tempo, ma anche donne incinte che perdono la vita durante il parto per mancanza di cure appropriate. Le mine poi causano problemi particolarmente gravi: vediamo fratture complesse, difficili da operare e che spesso richiedono amputazioni e lunghi mesi di riabilitazione”.

Le mine stanno creando generazioni di persone mutilate e avranno un impatto di lungo periodo sulla vita dei singoli e sull’intera società, perché i sopravvissuti saranno persone potenzialmente più dipendenti dagli altri e più isolate socialmente. Nelle zone agricole, l’abbandono dei campi a causa delle mine ha un impatto economico molto pesante sulle famiglie che vivono di agricoltura.

La popolazione del distretto di Mawza, a 45 minuti di macchina da Mocha, si è letteralmente dimezzata, perché la popolazione è fuggita a causa dei combattimenti. Come in altre località della zona dei combattimenti, i campi sono stati prima abbandonati, poi minati per impedire l’avanzata delle truppe militari. “Le persone qui vengono punite due volte: da un lato i bambini saltano sulle mine, dall’altro è impossibile coltivare i campi, e le famiglie vengono private della loro unica fonte di reddito” dichiara HaDuong di MSF.

La storia di Nasser

Nasser, 14 anni, è stato ferito dall'esplosione di una mina lo scorso 7 dicembre, mentre sorvegliava le pecore di famiglia con suo zio e suo cugino nei campi di Mafraq Al Mocha. All’ospedale di MSF ha subito l’amputazione della gamba destra poco sotto il ginocchio. "Non era rimasto nulla da salvare, l'osso era completamente esploso" racconta Faroukh, fisioterapista che ha in cura Nasser. Qualche anno fa, aveva perso il pollice della mano destra, colpito da un proiettile, e oggi anche usare le stampelle gli è difficile.

Il padre di Nasser, Mohammed, ora ha paura di camminare nei campi di Mafraq Al Mocha. "Sappiamo che ci sono le mine, ma non sappiamo esattamente dove" racconta. Con pochissimi segnali che indicano la presenza di mine e pietre dipinte di rosso a delimitare le zone dove si può camminare in sicurezza, tutti i giorni una sorda detonazione indica che un’altra trappola esplosvia è stata innescata.

 

Dall'apertura dell'ospedale di Mocha, le équipe di MSF hanno effettuato oltre 2.000 consultazioni al pronto soccorso, oltre a un migliaio di interventi chirurgici. La maggior parte dei pazienti proviene dalla linea del fronte tra Taiz e Hodeidah. Ad Aden MSF ha aperto un ospedale traumatologico nel 2012, ma non tutti gli yemeniti possono permettersi il costo del viaggio, distante 450 chilometri e sei-otto ore di macchina da Hodeidah.

 

Pubblicato in Nazionale

Open Day per le scuole d'infanzia Anselperga di Campagnola Emilia e Tatonius di Bagnolo in Piano il prossimo 19 gennaio. Dalle ore 10 alle 12:30, I genitori che si apprestano a scegliere la scuola d'infanzia per i propri figli potranno visitare liberamente le scuole entrando in strutture pronte ad accogliere i loro bambini.

L'Open Day darà la possibilità di scoprire contesti pensati per far crescere in cui troveranno personale formato che si dedica al benessere della famiglia con professionalità, passione ed impegno. La scuola d'infanzia Anselperga e Tatonius sono progettate per essere accoglienti e confortevoli, con arredi di qualità e materiali ecologici, immerse nel verde dove i bambini possono giocare, scoprire e imparare a conoscere la natura.

Sosteniamo la crescita di bambine e bambini grazie al nostro progetto pedagogico ed attività quotidiane come: psicomotricità, attività artistiche ( grazie alla presenza di un atelierista in tutti i servizi), narrazione, yoga e inglese.

E' importantissima per Noi la continuità educativa tra scuola e casa, per questo ogni settimana verrà inviato direttamente a casa materiale documentario foto e video che racconti le esperienze dei bambini in formato digitale tramite strumenti tecnologici sicuri che garantiscono un alto livello di privacy. Nelle nostre scuole troverai professionisti come: Insegnanti, Educatori, Personale Ausiliario, Esperti, Atelierista, Pedagogista

Per informazioni circa la possibilità d'iscrizione nei nostri servizi e per richieste specifiche è possibile inviare una mail all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Pubblicato in Emilia-Romagna

Napoli. Dopo due mesi di sospensione dovuti a difficoltà amministrative  derivanti soprattutto dai continui aggiornamenti delle procedure di  iscrizione anagrafica per le fasce sociali più fragili, l’assessore comunale alla coesione sociale e alla cittadinanza Laura Marmorale annuncia: “grazie alla proficua collaborazione con l'Assessora Buonanno e i Servizi Anagrafe ed  Inclusione Sociale, abbiamo finalmente pubblicato un decalogo che  semplifica e rende più agevole l'attuazione, da parte delle anagrafi  municipali, delle disposizioni in materia di iscrizione anagrafica delle persone senza dimora”.

Un atto importante, poichè, “attraverso l'acquisizione di una residenza anagrafica si garantisce l'accesso ai fondamentali diritti di cittadinanza (come, ad esempio,accesso ai servizi sociali, alle strutture di accoglienza comunali, ai servizi sanitari e previdenziali) necessari per compiere passi verso l'emersione dall'esclusione sociale e dall'emarginazione”.

La disposizione prevede la  possibilità di affidare alle persone senza dimora “una residenza di prossimità che consente di registrare sul documento di identità un indirizzo realmente esistente nei pressi dei luoghi abituali di ritrovo”.  “In questo modo – conclude l’assessore Marmorale - si supera la precedente procedura che affidava alle  persone senza dimora un indirizzo convenzionale virtuale."

Pubblicato in Campania
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