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Sabato, 16 Febbraio 2019

Articoli filtrati per data: Venerdì, 18 Gennaio 2019 - nelPaese.it

La festa corre e cammina sulla strada della V edizione della StrAntirazzismo, non competitiva di 3 km che si svolgerà a Roma domenica 20 gennaio, parallelamente alla Corsa di Miguel. La partenza è fissata alle 10.45 al Ponte della Musica e l’appuntamento riguarda i giovani delle scuole di Roma e provincia e tutti coloro che vorranno unirsi in nome dei diritti e dei valori dello sport.

Musica e danze prima dello start, con l’orchestra Musa Etnica e i Mami Wata, percussionisti dell’Africa occidentale. L’organizzazione della corsa aperta a tutti è garantita dal Club Atletico Centrale con l'aiuto dell’Uisp Roma e la manifestazione è dedicata a Samia Yusuf Omar, l’atleta olimpica somala morta su una carretta del mare nel 2014, tentando di arrivare in Italia.

Il percorso si snoderà dal Ponte della Musica sino al parco del Foro Italico e arrivo all’interno dello Stadio Olimpico. Sono già duemila gli iscritti, i gruppi più numerosi con oltre 100 iscritti arriveranno dai Licei Tacito e Talete, dalle scuole medie Ovidio e Falcone Borsellino e da Castelnuovo di Porto, comune a 35 km dalla Capitale, che vedrà alla partenza anche il sindaco Riccardo Travaglini e con lui i giovani del Cara, il Centro di Accoglienza per Richiedenti Asilo. Anche i giornalisti e i cittadini della rete NoBavaglio e dell'associazione Articolo 21 parteciperanno alla corsa.

Alla StraAntirazzismo ci si potrà iscrivere sabato al Villaggio di Miguel allestito da Cisalfa EUR e domenica mattina allo Stadio dei Marmi e al Ponte della Musica, fino a pochi minuti prima della partenza.

La storia della Corsa di Miguel parte il 9 gennaio del 2000, una data tutt’altro che casuale: proprio il 9 gennaio del 1978 Miguel Sanchez, podista e poeta argentino, venne rapito da un commando paramilitare, diventando uno dei quasi 30.000 desaparecidos vittime della dittatura.

Pubblicato in Sport sociale

Partirà il 23 gennaio alle 19 dalla Casa della Musica di Cervignano del Friuli (Ud) "Il mese della sperimentazione europea" del gioco da tavolo "Free to Choose", che vuole aiutare i giovani 16-29 anni a scegliere senza condizionamenti di genere il loro percorso formativo e lavorativo. Inserito all'interno dell'omonimo progetto guidato dalla Cooperativa sociale Itaca e co-finanziato dal programma Rights, Equality and Citizenship dell'Unione Europea, il board game ora nella sua versione definitiva è stato ideato e realizzato quale strumento didattico innovativo per decodificare, riconoscere e superare gli stereotipi di genere.

L'appuntamento di Cervignano costituirà la "sessione zero" per tutta la sperimentazione e vedrà la partecipazione speciale di una parte della giunta comunale guidata dal sindaco Gianluigi Savino, che ha concesso patrocinio e collaborazione all'iniziativa. Giocheranno a Free to Choose gli assessori Alessia Zambon delegata a cultura, pari opportunità e politiche giovanili, Loris Petenel delegato a politiche sociali, ambiente e politiche del territorio, Andrea Zampar con delega a servizi finanziari, innovazione, progettualità europea e sport. Sarà presente anche Simone Ciprian dell'Associazione Bottega Errante.

"Per facilitare l'orientamento scolastico e professionale dei giovani della nostra comunità possiamo ricorrere anche al gioco. Troppo spesso i ragazzi scelgono il loro percorso di studi influenzati da stereotipi sociali - afferma l'assessora Alessia Zambon -. Come Amministrazione comunale siamo fortemente impegnati a realizzare un'uguaglianza di genere, che permetta a ognuno di seguire le proprie inclinazioni, libero da condizionamenti e pregiudizi".

A partire dal 2 e sino al 20 febbraio, la Casa della Musica ospiterà ogni mercoledì e sabato dalle 16 alle 18 le sessioni di gioco valide per tutto il territorio della Bassa, ma si prevede di avviare la sperimentazione anche nei Centri di aggregazione giovanile gestiti da Itaca a Torviscosa, Marano Lagunare, Muzzana del Turgnano, Porpetto e Carlino. Sarà, inoltre, possibile prendere appuntamento per sperimentare il board game Free to Choose nella Bassa friulana anche in altre occasioni o altre sedi, ma sempre entro la fine di febbraio, semplicemente prendendo contatti con il game master Alessandro De Biasio (contatti 345 5407481 o Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.<mailto:Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.>) o tramite gli operatori della Casa della Musica.

Il partenariato. Free to Choose è il progetto europeo che mira a promuovere un cambiamento culturale e comportamentale nei giovani 16-29 anni e negli adulti-chiave coinvolti nelle fasi di transizione e orientamento dalla scuola secondaria all'istruzione superiore o al mercato del lavoro, portando a una diversa visione delle professioni e delle opportunità lavorative. Sono coinvolte una decina di organizzazioni di cinque Paesi europei all'interno di un partenariato ricco e motivato che comprende, oltre alla capofila Cooperativa sociale Itaca, Regione Friuli Venezia Giulia Assessorato al Lavoro, Istruzione, Politiche giovanili e Pari opportunità, Ires Fvg, Università di Modena e Reggio Emilia per l'Italia, e poi Mcbit e Nefiks (Slovenia), Opciònate e Università di Valencia (Spagna), Apload (Portogallo) e Mediterranean Institute for Gender Studies MIGS (Cipro).

Sperimentazione, valutazione e risultati. La sperimentazione ufficiale del gioco, che si svolgerà entro il mese di febbraio tra Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia Romagna, Slovenia e Portogallo, coinvolgerà centri di aggregazione giovanile, scuole superiori, centri di formazione professionale, centro di orientamento regionale, biblioteche, ludoteche, associazioni ludiche e ambienti informali. Seguirà la fase di valutazione di impatto del progetto a livello sociale a cura di Apload, mentre il 13 giugno a Cipro si terrà l'evento conclusivo con la presentazione dei risultati finali del progetto.

Disseminazione. Nel corso dell'estate 2018 è stata particolarmente intensa l'attività di disseminazione portata avanti tra Italia, Slovenia e Spagna grazie a molteplici sessioni ludiche con giovani provenienti da Italia, Spagna, Regno Unito, Slovenia, Fyrom (Former Yugoslav Republic of Macedonia), Croazia, Grecia e Lettonia. I feedback ricevuti dai giocatori e dalle giocatrici sono stati particolarmente importanti, consentendo allo staff di progetto quel labor limae necessario a definire con accuratezza e meticolosità ogni particolare del gioco. Dai riscontri ottenuti attraverso la somministrazione di questionari mirati, è infatti risultato come nel gioco gli stereotipi di genere emergano in maniera indiretta e vengano utilizzati dai giocatori in maniera inconsapevole, il che è perfettamente in linea con la progettualità di Free to Choose.

Le ricerche. Tra i tasselli fondamentali del progetto la ricerca "Mind the gap & Coming out: stereotipi di genere in Europa" condotta dall'Università di Valencia e la "Ricerca sulle abitudini ludiche" effettuata dall'Università di Modena e Reggio Emilia per la costruzione della struttura del gioco, che ha visto la collaborazione dell'associazione di ricerca sul gioco PlayRes nella fase di game design. Tra le tante ricche sinergie attivate quella con Paolo Mori, uno dei più conosciuti game designer d'Italia, e con Giorgio Gandolfi, noto project manager in ambito di game design.

 

Pubblicato in Friuli-Venezia Giulia

Oggi ad Afragola ci sarà il Ministro dell’Interno, e la città è in pieno stato di emergenza per le 8 esplosioni dalla fine dell’anno ai giorni scorsi. E proprio oggi arriva una notizia che scuote il mondo delle associazione antimafia: il comune della cittadina napoletana ha revocato l’affidamento della Masseria Antonio Ferraioli, un terreno confiscato ai clan della camorra, a Consorzio Terzo Settore, cooperativa sociale Giancarlo Siani, cooperativa sociale L’Uomo e il legno, Associazione Sott’e’ncoppa e Cgil Napoli.

“Proprio in questa fase di emergenza di camorra, il Comune rischia così di distruggere una autorevole e radicata esperienza di contrasto alla camorra e di riuso sociale di un bene confiscato”, denuncia sulla pagina facebook Giovanni Russo, direttore della Masseria.

In questi due anni è stata portata una grande attività di recupero fatto dalla Masseria: “sono stati piantati quasi 2.000 alberi da frutta nell’area che fu incendiata, e altri 2.000 peschi sono stati salvati dall’incuria in cui versavano, sono stati realizzati 120 orti urbani gestiti da famiglie e cittadini del territorio, creando un’esperienza senza precedenti in tutta Italia, sono stati messi in sicurezza i rifiuti presenti sull’area al momento della consegna, grazie a un grande lavoro di progettazione sono stati ottenuti finanziamenti importanti del PON Legalità per ristrutturare la Masseria e realizzare una casa di accoglienza per donne e minori vittime di violenza, mentre grazie al supporto di Costa Crociere è nata una start-up al femminile per commercializzare i nostri prodotti. E nel frattempo sono stati realizzati tanti eventi, i campi estivi di Libera, e ci sono state importanti visite istituzionali come quelle del Presidente della Camera Roberto Fico e del Ministro dell’Ambiente Sergio Costa”, elenca Russo.

“E mentre in città scoppiano le bombe della camorra – afferma il direttore - il Comune che fa? Lancia la sua bomba sul bene confiscato, tentando di stroncare questa esperienza di riscatto e di lotta alla camorra”. Questa decisione sarebbe giustificata con un cavillo legato a una vecchia vicenda giudiziaria legata ai terreni, risalente al 2014, che furono sequestrate per impedire che venissero coltivate abusivamente da un agricoltore del posto. “Una vicenda che si potrebbe tranquillamente risolvere con buon senso – continua Russo - mettendo al primo posto la lotta alla camorra e la difesa della legalità. Perché il Comune agisce diversamente? E perché lo fa proprio nel momento in cui in città scoppiano o. le bombe della camorra? Da che parte sta il Comune di Afragola? Sono tutte domande che aspettano risposta.

Ora si attende dal Ministro degli Interni una risposta. “Ha detto che vuole sconfiggere le mafie. Se lo vuole fare, dia energia e forza alle esperienze che ci mettono onestà e capacità ogni giorno nei territori. Ha il potere e le competenze specifiche per dare alla Masseria Esposito Ferraioli tutto il sostegno e la fiducia di cui c'è bisogno, mai come non mai in questi giorni difficili dove la camorra alza la testa con prepotenza”, aggiunge Russo.

“Non ci arrendiamo, naturalmente – conclude l’operatore del terreno confiscato ai clan - difenderemo la Masseria Ferraioli, insieme alle centinaia di famiglie che coltivano gli orti urbani, alle migliaia di persone che in questi due anni hanno potuto conoscere questa storia e partecipare alle nostre attività, scrivendo una bellissima storia quotidiana di riscatto e di lotta alla camorra”.

 

Pubblicato in Campania

Favorire l’inserimento lavorativo e la riqualificazione professionale delle donne nel territorio padovano attraverso un percorso che coniuga orientamento, formazione ed esperienze laboratoriali: sono gli obiettivi di “Segni particolari: donne, protagoniste della propria crescita personale e professionale”, un progetto promosso da Enaip Veneto in partnership con l’agenzia per il lavoro Synergie Italia.

L’iniziativa, completamente gratuita, è cofinanziata dal Fondo Sociale Europeo e dalla Regione del Veneto e vede, tra i partner a fianco all’ente di formazione veneto, anche numerose realtà del territorio tra cui la “fondazione Corazzin”, la società di consulenza “Performando”, Cisl Veneto, la Cciaa di Padova. 

I posti a disposizione sono 45, e sono riservati a donne residenti o domiciliate nella nostra regione inoccupate o disoccupate e alle lavoratrici, impiegate presso imprese venete, che desiderano aggiornarsi o riqualificarsi.

“Segni particolari” vuole essere un percorso “fatto su misura” per contribuire all’incremento dell’occupazione femminile. Gli obiettivi: accrescere la fiducia e far emergere le potenzialità delle destinatarie, nonchè consolidare la loro professionalità con l’acquisizione di competenze tecniche, digitali e trasversali (soft skills) e supportarle nella ricerca attiva di un’occupazione.

Per prendere parte al progetto è necessario presentare domanda di partecipazione entro giovedì 24 gennaio 2019, inviando la documentazione completa (disponibile sul sito www.enaip.veneto.it) alla mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Quindici mesi la durata complessiva del progetto che si articolerà in diverse fasi: si parte, dopo la selezione, con le attività di orientamento individuali e di gruppo, in cui le partecipanti saranno accompagnate nell’individuare un’area professionale più affine ai loro interessi a scelta tra marketing, amministrazione e commerciale, grazie anche a visite strutturate presso realtà aziendali significative del territorio; a seguire un periodo di formazione personalizzata arricchita con laboratori esperienziali e teatro d’impresa.

Per le allieve previsti inoltre interventi di consulenza e mentoring individuale finalizzati a concretizzare opportunità di inserimento lavorativo, supportare l’autoimprenditorialità e contribuire al miglioramento della carriera professionale. Il corso si concluderà con un “evento moltiplicatore” durante il quale le partecipanti saranno chiamate a promuovere e diffondere i risultati dell’esperienza svolta e a presentare un video di sensibilizzazione da loro realizzato sul tema delle “stem”, ovvero lo stereotipo sulla presunta scarsa attitudine delle donne rispetto alle discipline scientifiche.

Ancora una volta Enaip Veneto è in prima linea per promuovere e sostenere temi a forte valenza sociale, a partire proprio dalla riduzione degli stereotipi e i gap di genere, dal contrasto della disoccupazione giovanile, fino alla promozione di attività di sensibilizzazione e prevenzione di fenomeni come il bullismo e il cyberbullismo.

 

 

Pubblicato in Veneto

“Uno degli impegni più severi nelle prossime ore sarà quello di spiegare alla nostra gente come – al di là degli annunci e dei giochi con i numeri e le parole – la disabilità sia stata ignorata nel decreto sul reddito di cittadinanza”, commenta Vincenzo Falabella, Presidente FISH, il testo del decreto legge approvato ieri sera in Consiglio dei Ministri e su cui FISH aveva chiesto con decisione emendamenti volti a migliorarne i contenuti che non sono sta ti accolti nemmeno in minima parte.

“Alle moltissime persone che già ci contattano in queste ore andrà innanzi tutto spiegato che l’annunciato aumento delle pensioni di invalidità non trova alcuna concretezza nella misura approvata dal Governo.”

Ma non è tutto: per come è articolato il testo, i nuclei in cui sono presenti persone con disabilità, titolate di pensione di invalidità civile, verranno inequivocabilmente trattati meno favorevolmente delle famiglie in cui non sia presente una persona non autosufficiente o con disabilità grave. E questo a identica situazione di povertà assoluta".

“Il gioco è molto semplice: – prosegue Falabella – vengono considerate alla stregua di un reddito le stesse pensioni di invalidità, criterio che avevamo chiesto fosse espunto dal decreto. Inoltre nessun coefficiente aggiuntivo considera la presenza di una persona disabile nel nucleo.” L’apparente contrasto sul “nodo disabili” fra le due forze di maggioranza non ha prodotto alcuna modificazione sostanziale alla bozza del decreto.

Il Ministro Di Maio però ha dichiarato che il reddito di cittadinanza riguarda anche circa 250mila nuclei in cui sia presente una persona con disabilità. Si gioca con i numeri: in Italia, e ce lo dice ISTAT, esistono 1.700. 000 nuclei in condizione di povertà assoluta. Questi rappresentano, per dichiarazione dello stesso Governo, la platea dei beneficiari del reddito e della pensione di cittadinanza. All’interno di quei nuclei poveri assoluti vi sono anche persone con quella disabilità che è una delle prime cause di impoverimento. Quando il Governo, in tutte le sue componenti, è stato messo alle strette dalle nostre serrate critiche , il Ministero del Lavoro ha effettuato un sommario controllo sulla banca dati ISEE scoprendo che vi è un numero consistente di famiglie sotto la soglia di 9.360 euro con una persona con disabilità grave; al loro interno. Appurato tardivamente ciò, invece di elaborare risposte congruenti, ha usato il dato a fini propagandistici lasciando inalterati quei criteri che trattano meno favorevolmente proprio quei nuclei”

I risultati sono quindi evidenti: "nessun propagandato aumento delle pensioni di invalidità e l’importo del reddito di cittadinanza sarà, in tutti i casi, più basso quando in famiglia c’è un disabile, un titolare di pensione sociale, un giovane che percepisce una borsa lavoro".

“Di fronte a queste evidenze – conclude il presidente Falabella – non ci resta che chiamare a raccolta le nostre associazioni e tutte le organizzazioni dell’impegno civile e chiedere con forza al Parlamento di censurare e modificare quel testo visto che il Governo ha pedissequamente ignorato ogni ragionevole richiesta di emendamento”

 

Pubblicato in Nazionale

I vostri figli sono approdati sui social e all'improvviso scoprite di non avere gli strumenti adeguati e le conoscenze per affrontare questa nuova dimensione delle relazioni. E' una situazione sempre più ricorrente nelle famiglie alle prese con la rivoluzione digitale.

Perché allora non far incontrare ricerca sociale ed educativa con la tecnologia per mettere i genitori nelle condizioni di continuare a seguire in maniera consapevole e intelligente i propri figli? In particolare nel controverso mondo di Facebook o di Instagram, le due piattaforme più diffuse.
E' il sentiero che sta percorrendo ormai da diversi anni la cooperativa sociale di Piacenza Tice, specializzata nell'analisi e nella messa a punto delle tecniche di apprendimento nell'infanzia e adolescenza.

L'incontro con Gedinfo, altra cooperativa piacentina che opera nell'informatica, ha prodotto Mindbook, la prima app a portata di smartphone rivolta ai genitori: insegna loro come rapportarsi con i figli preadolescenti immersi nell'universo dei social. "Il progetto è già realtà - come spiegano Francesca Cavallini presidente di Tice e Davide Benedetti, presidente di Gedinfo - perchè è stato pensato e messo a punto un prototipo funzionante, rivolto alle famiglie con figli di età compresa tra 11 e 13 anni".

Come funziona

Come funziona l'app di Mindbook? Dopo aver scaricato il dispositivo sul proprio telefonino (sia in versione Android che iOS), mamma e papà si addentrano in un percorso di training e di monitoraggio quotidiano, con domande e suggerimenti che si propongono regolarmente, a cui occorre rispondere.

Si tratta di quesiti sui rischi del web, ma anche sulla vita familiare e sulla condivisione delle esperienza con i propri figli. "L'approccio attraverso il quale è stata costruita - fa notare Cavallini - non è quello autoritario, ma fondato sulla condivisione emotiva, da questo percorso virtuale la ricaduta sulla vita reale è un continuo invito all'attività comune tra genitori e figli e un accompagnamento alla scoperta insieme del mondo social e della rete". Benedetti precisa che di Mindbook è stato realizzato anche un sito web e un sistema di formazione a distanza. La sua prima applicazione pratica si avrà nei primi mesi del 2019, quando - grazie alla collaborazione del dirigente scolastico Ludovico Silvestri e le preziose consulenze del corpo docenti - i genitori di quattro classi seconde della scuola media "Anna Frank" si cimenteranno con l'app per testarla sul campo.

Il sistema realizzato attraverso Mindbook è la diretta emanazione del progetto promosso da Tice per creare una palestra virtuale dove educatori e specialisti aiutano i minori con bisogni speciali o disabilità a muovere i primi passi nel mondo digitale.

L'incontro tra tecnologia e tecniche dell'apprendimento è stato reso possibile dal Social Challenges Innovation Platform, il marketplace per i progetti di innovazione sociale della Unione Europea, che ha messo a disposizione più di 2 milioni di euro di grant per trovare soluzioni a sfide sociali. Il progetto di TICE proposto come sfida tramite  la Social Challenges Innovation Platform, ha trovato risposta vincente con il prototipo oggi funzionante realizzato da GeDInfo.

Questo ulteriore sviluppo rientra nella collaborazione tra Tice e GeDInfo per sfruttare tutte le potenzialità delle nuove tecnologie nel campo dell'educazione e della risposta al disagio dei più giovani.

 

 

Pubblicato in Lavoro
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