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Lunedì, 22 Aprile 2019

Articoli filtrati per data: Giovedì, 24 Gennaio 2019 - nelPaese.it

Sabato 26 gennaio alle ore 18, in occasione della Giornata della Memoria 2019, il Teatro delle Ariette presenta “Per una memoria del presente” evento teatrale realizzato con i partecipanti al Laboratorio Permanente di Pratica Teatrale e il Collettivo La Notte, regia di Paola Berselli e Stefano Pasquini.

Non sarà una Celebrazione, ma una Manifestazione di pensieri e sentimenti da confrontare e da condividere. Mentre l'umanità è in viaggio, tra il passato e il futuro, il presente è un accampamento di tende per passarci la notte.

Ai partecipanti la richiesta di mettersi sulle spalle uno zaino e ai piedi scarpe comode e calde. La Piazza di Bazzano sarà occupata con la propria presenza. Per affermare che ricordare il passato non può farci dimenticare il nostro presente.

Pubblicato in Cultura

Più di tre persone su cinque in 26 paesi si oppongono allo sviluppo dei robot killer, armi autonome in grado di individuare e uccidere obiettivi senza l'intervento umano. È questo il risultato di un sondaggio commissionato nel 2018 dalla Campaign to Stop Killer Robots

Il sondaggio, condotto da Ipsos MORI, ha evidenziato che: nei 26 paesi oggetto dell'indagine del 2018, oltre tre persone su 5 (61%) sono contrarie allo sviluppo di sistemi di armi autonome letali;  due terzi (66%) di coloro che si oppongono alle armi autonome letali sono particolarmente preoccupati che "si oltrepassi una linea morale e che le macchine siano autorizzate ad uccidere"; oltre la metà (54%) delle persone contrarie hanno espresso preoccupazione perché queste armi non potrebbero essere ritenute responsabili e processate per le loro azioni; rispetto a un'indagine quasi identica svolta in 23 paesi nel gennaio 2017, in cui il 56% degli intervistati si era dichiarato contrario alle armi autonome letali, l'opposizione è in crescita; oltre la metà degli intervistati contrari ai robot killer sono in Cina (60%), Russia (59%), Regno Unito (54%), Francia (59%) e Stati Uniti (52%). 

La Campaign to Stop Killer Robots è una coalizione globale di Ong, tra cui Amnesty International, impegnata per mettere al bando tutte le armi completamente autonome.  Il sondaggio mostra che gli stati che si oppongono al divieto di impiegare robot killer non sono assolutamente in sintonia con l'opinione pubblica. Essi invece dovrebbero proteggere le persone dalla miriade di rischi che i robot killer pongono e non lanciarsi in una nuova corsa agli armamenti che potrebbe avere conseguenze terribili. 

C'è ancora tempo, sebbene non molto, per fermare lo sviluppo e la proliferazione di armi totalmente autonome. I governi dovrebbero tenere conto dei risultati di questo sondaggio e avviare con la massima urgenza negoziati per un nuovo trattato che vieti queste orribili armi. È l'unico modo per garantire il rispetto del diritto internazionale e rispondere alle preoccupazioni etiche e di sicurezza che riguardano il fatto di delegare a delle macchine il diritto di vita o di morte. 

Amnesty International chiede il divieto totale dello sviluppo, della produzione e dell'impiego di sistemi di armamento totalmente autonomi, in considerazione dei gravi rischi che presentano per i diritti umani, il diritto umanitario e la sicurezza. L'impiego di armi autonome senza un controllo umano significativo ed efficace violerebbe il diritto alla vita e altri diritto umani, oltre a creare un vuoto in materia di responsabilità se, una volta dispiegate, queste armi fossero in grado di prendere decisioni autonome sull'uso della forza letale. 

Attualmente 28 Stati sono favorevoli alla messa al bando delle armi totalmente autonome. Austria, Brasile e Cile hanno ufficialmente proposto l'avvio di un negoziato urgente su uno "strumento giuridico vincolante che garantisca un controllo umano significativo sulle funzioni cruciali dei sistemi di armamento autonomi". 

In occasione della riunione annuale della Convenzione sulle armi convenzionali del novembre 2018 a Ginevra, una minoranza di Stati ha invocato la procedura del consenso per respingere progressi diplomatici importanti. In quella occasione Russia, Israele, Corea del Sud e Stati Uniti hanno dichiarato che non appoggeranno negoziati per un nuovo trattato. 

I risultati del sondaggio mostrano che oltre la metà degli intervistati in Russia (59%) e negli Stati Uniti (52%) sono contrari ai "robot killer". Oltre la metà delle persone si sono dichiarate contrarie alle armi autonome in Cina (60%), in Corea del Sud (74%) e nel Regno Unito (54%), tra i principali paesi di produzione e sviluppo di questa tecnologia. 

Il sondaggio realizzato da Ipsos MORI è stato commissionato dalla Campaign to Stop Killer Robots e si è svolto nel dicembre 2018. La dimensione del campione era tra 500 e 1000 persone per ogni paese. 

Pubblicato in Diritti&Inclusione

La Bassa friulana ricorda le vittime di tutte le atrocità commesse dal nazifascismo nel corso della Seconda Guerra Mondiale. Ricco il calendario per la “Giornata della Memoria” con appuntamenti dal 25 gennaio al 23 febbraio: ben 13 gli eventi previsti in una 10ina di servizi gestiti dalla Cooperativa sociale Itaca presenti in altrettanti Comuni friulani, 9 scuole secondarie di primo grado coinvolte e oltre 600 gli studenti pronti a partecipare.

Una vera e propria rassegna elaborata dall’equipe di educatori Itaca dei Centri di aggregazione giovanile di Carlino, Latisana, Marano Lagunare, Muzzana del Turgnano, Porpetto, Sagrado e Torviscosa, e della Comunità educativa diurna per minori Tal Grim di Ronchis. Previsti incontri informali nei Centri giovani, laboratori e il coinvolgimento di due testimonial sopravvissuti ai campi di sterminio, Mario Candotto e Emo Giandesin. Primo appuntamento venerdì 25 gennaio alle 9.30 nell’Aula Magna dell'Istituto comprensivo Università Castrense di San Giorgio di Nogaro (Ud) con la testimonianza di Mario Candotto, nato a Porpetto il 2 giugno del 1926. Partigiano della brigata Bruno Montina, Candotto venne arrestato a casa con tutta la sua famiglia il 24 maggio 1944, poi deportato e internato nel campo di sterminio di Dachau. Protagonisti dell’evento un centinaio di studenti provenienti dalle scuole secondarie di primo grado Giovannino Guareschi di Porpetto, IV Novembre di Torviscosa e Nazario Sauro di San Giorgio di Nogaro.

La condivisione di conoscenze ed esperienze anche drammatiche può far cadere le barriere generazionali tra giovani ed anziani, è questo il sottile filo rosso che collega tutti gli eventi in calendario. Sabato 26 gennaio alle 16 il Centro giovani di Sagrado coinvolgerà i ragazzi in una “Passeggiata della Memoria” al campo di concentramento di Sdraussina-Poggio Terza Armata, che costituisce un capitolo generalmente dimenticato, e per molti ancora sconosciuto, della Seconda Guerra Mondiale nell'Isontino. Il campo venne creato nell'estate del 1942 come carcere sussidiario della prigione di Gorizia sia per i civili sloveni rastrellati nelle zone d'occupazione, sia per i cittadini italiani di lingua slovena e italiana, e per le famiglie dei partigiani.

Lunedì 28 gennaio alle 16 i Centri giovani di Marano Lagunare presso l’area scolastica via Serenissima 1 e di Carlino al Centro Civico Ex Latteria di via Donatori di Sangue proporranno contemporaneamente la visione di filmati sul tema e la costruzione dell’Albero della Memoria.

Martedì 29 gennaio alle 11.15 la scuola secondaria di primo grado di Torviscosa proporrà una proiezione di una video-animazione di approfondimento sul tema della deportazione ed una “Passeggiata della Memoria” fino al monumento intitolato al partigiano Guglielmo Costanzo, carabiniere deportato e deceduto a Mathausen. Alle 15 al Centro giovani di Torviscosa verrà proposto un laboratorio di approfondimento e riflessione. Sempre martedì 29 gennaio alle 16 il Consiglio Comunale dei Ragazzi di Porpetto proporrà un momento di approfondimento e riflessione sul tema della shoah presso la Biblioteca Comunale.

Mercoledì 30 gennaio alle 16 il Centro giovani di Latisana al primo piano della Stazione delle corriere ed il Centro giovani di Muzzana del Turgnano nella Casa delle Associazioni proporranno la visione di un video-animazione di approfondimento sul tema della memoria ed un laboratorio di approfondimento.

Il programma proseguirà oltre le celebrazioni del 27 gennaio, infatti sabato 9 febbraio alle 9.30 al Teatro Odeon di Latisana il Centro giovani e la scuola secondaria di primo grado Cesare Peloso Gaspari proporranno a circa trecento studenti l’incontro con Emo Giandesin, sopravvissuto al campo di sterminio di Dachau. Classe 1921, residente a Carlino ma originario di Motta di Livenza, Giandesin venne fatto prigioniero durante un rastrellamento tedesco.

A concludere il ciclo di incontri sarà la testimonianza di Mario Candotto, che sabato 23 febbraio alle 9.30 all’Istituto comprensivo di Palazzolo dello Stella incontrerà circa 180 studenti delle scuole secondarie di primo grado Amerigo Vespucci di Marano Lagunare, Giosué Carducci di Carlino, Giulio Andrea Pirona di Muzzana del Turgnano e Cavour di Palazzolo dello Stella. Occasioni preziose per i ragazzi non solo per approfondire la storia, ma soprattutto per condividere emozioni e stati d'animo, sfatando il luogo comune sulla loro presunta refrattarietà.

 

Pubblicato in Friuli-Venezia Giulia

Il Tavolo Asilo esprime "sconcerto e indignazione" per la modalità con cui è gestita la chiusura del C.A.R.A. di Castelnuovo di Porto, il secondo centro più grande d'Italia. “Ancora una volta stanno emergendo le contraddizioni e l'inadeguatezza delle misure adottate nella gestione dell'accoglienza dei richiedenti asilo e dei rifugiati”.

Con brevissimo preavviso, ad oltre 300 persone ospiti del centro, tra cui 14 minorenni, è stato comunicato che saranno obbligate a lasciare la struttura entro il 31 gennaio. I primi trasferimenti fuori regione sono iniziati già ieri e continueranno nei prossimi giorni, senza tener conto dei percorsi d'inclusione, scolastici, lavorativi e di formazione, intrapresi. Tra gli ospiti del centro, inoltre, ci sono uomini e donne ai quali, a causa del trasferimento, sarà impedito di proseguire i percorsi di riabilitazione e di cura per le violenze subite in Libia.

“Non tutti, però, troveranno accoglienza altrove: sono circa 150 i titolari di permesso di soggiorno per motivi umanitari ai quali la legge non garantisce alcuna soluzione alternativa e che rischiano di finire nella marginalità, lasciati per strada, tra questi diversi vulnerabili. Spiace costatare che ancora una volta non è tenuto in alcuna considerazione l'interesse delle persone e delle comunità coinvolte”, aggiungono le associazioni e Ong. 

“Facciamo appello al Presidente del Consiglio, al Governo e al Parlamento – oltre che alle istituzioni locali – conclude il Tavolo Asilo -  affinché sia garantita a tutte le persone coinvolte una valutazione individuale dei percorsi di integrazione avviati ai fini del trasferimento in strutture nel territorio e non fuori regione; che sia garantita a tutti i minorenni iscritti a scuola la continuità del percorso di istruzione e che nessuno sia lasciato per strada”.

 Per il  Tavolo Asilo Nazionale: A Buon Diritto, ACLI, ActionAid, Amnesty International Italia, ARCI, ASGI, Associazione Papa Giovanni XXIII, Casa dei Diritti Sociali, Centro Astalli, CIR,CNCA, Comunità di Sant'Egidio, Emergency, Federazione Chiese Evangeliche in Italia, Intersos, Legambiente, Mèdicins du Monde Missione Italia, Medici per i Diritti Umani, Medici Senza Frontiere, Oxfam Italia, Save the Children, Senza Confine del Tavolo Asilo Nazionale

Pubblicato in Migrazioni
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