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Giovedì, 25 Aprile 2019

Articoli filtrati per data: Venerdì, 25 Gennaio 2019 - nelPaese.it

Le storia di Hannah e Jacob, da vittime di sfruttamento e violenze a protagonisti del loro riscatto ospiti del concerto delle Mujeres Creando. Ci sarà anche il racconto dei nostri tempi al concerto per il compleanno del primo disco della band tutta al femminile Mujeres Creando che si terrà sabato 26 gennaio al Salone delle Arti Pignatelli.

Hannah canterà con la leader del gruppo, Assia Fiorillo, una canzone che affronta il tema della violenza di genere e allo stesso tempo della forza di rialzarsi (Me and a gun di Tori Amos). Jacob arricchirà con le percussioni ed il suo stile afro la sezione ritmica nei brani inediti del disco indipendente, realizzato grazie al crowdfunding che ha avuto uno straordinario successo di vendite.

I due ragazzi poco più che ventenni, nel loro paese, la Nigeria, prima che la povertà e le violenze li spingessero alla migrazione, sognavano un lavoro da musicisti. Le Mujeres Creando, attraverso il loro concerto proveranno a portare una testimonianza del loro impegno civile raccontando inoltre la bellezza dello stare insieme e dell’incontro musicale nelle performance con i due ragazzi che vivono in un centro di accoglienza nel napoletano (uno di quelli ancora aperti), in attesa che gli venga riconosciuto il diritto d’asilo.

Il concerto è la giusta conclusione di un anno tutto all’insegna del coraggio di prendere posizione contro le politiche razziste e discriminatorie del nostro paese e della necessità di mettere la musica al servizio della società civile. Quello delle Mujeres Creando è stato un percorso coerente, dal “Premio VxL” di Amnesty International dove, durante l’esecuzione del loro brano “E je parlo ‘e te”, decisero di leggere un elenco delle vittime di omofobia, fino al concerto per la manifestazione di Campagna “Questa Lega è una vergogna” nei giorni in cui, come accade anche oggi, le navi con a bordo centinaia di migranti erano bloccate nel Mediterraneo.

Diverse sono state le tappe in giro per l’Italia dove “Le stelle sono Rare” ha riscosso sempre grande successo di pubblico. La vocazione internazionale della band si ripropone con la presenza di Simona de Rosa, reduce da un importante tour in Cina. De Rosa, che ha calcato le scene dei teatri di mezzo mondo (Europa, America, Asia), duetterà con le Mujeres sia su brani inediti che su alcuni classici.

Il disco “Le stelle sono rare”

Dal nouveau tango al gipsy jazz, alla contemporanea world music, fra le note delle Mujeres Creando si sente la dolcezza della morna di Cesaria Évora, ma anche la raffinatezza di Caetano Veloso o l’intensità di Susana Baca. Non mancano i riferimenti della grande canzone d’autore italiana, prima di tutti di Fabrizio De André con le sue Anime salve. Ma anche, perchè no, di Vinicio Capossela, Avion Travel e Pino Daniele. E di certa tradizione mediterranea. Mentre gli arrangiamenti risentono dei profondi ascolti della tradizione francese, in alcuni casi di certo kletzmer alla Bregovich.

Pubblicato in Migrazioni

Otto anni dopo l'inizio della rivoluzione, Amnesty International ha denunciato che la popolazione egiziana è sottoposta a un attacco senza precedenti alla libertà d'espressione. 

Durante la rivoluzione che culminò nel 25 gennaio 2011, decine di migliaia di persone manifestarono per chiedere maggiore protezione per i diritti umani. Sotto la presidenza di Abdelfattah al-Sisi, lo spazio per il dissenso è diventato inesistente. Ed è la stessa data in cui rapirono e uccisero Giulio Regeni, il ricercatore italiano, nel 2016. Da tre anni si sono verificati depistaggi e abusi contro i legali egiziani che assistono la famiglia Regeni, tenendo lontana ancora la verità giudiziaria su quel brutale omicidio. 

Nel corso del 2018 almeno 113 persone sono state arrestate semplicemente per aver espresso in modo pacifico le loro opinioni. Molte sono rimaste in detenzione preventiva per mesi e poi portate in giudizio, anche in corte marziale, con le accuse di "militanza in gruppi terroristici" e "diffusione di notizie false". 

"Mai come oggi, nella storia recente del paese, è così tanto pericoloso criticare apertamente il governo. Sotto la presidenza di al-Sisi c'è stato un attacco senza precedenti nei confronti di chi ha espresso le proprie idee e che per questo è stato trattato alla stregua di un terrorista", ha dichiarato Najia Bounaim, direttrice delle campagne di Amnesty International sull'Africa del Nord. 

"Nell'ultimo anno, persone che avevano osato criticare il governo sono state incarcerate, spesso in isolamento o sottoposte a sparizione forzata, solo per aver espresso le loro idee sui social media, rilasciato interviste, denunciato le molestie sessuali o persino per il tifo in favore di determinate squadre di calcio. In alcuni casi, le persone arrestate non avevano fatto veramente nulla. Sotto l'amministrazione del presidente al-Sisi l'Egitto si è trasformato in una prigione a cielo aperto per chi esprime critiche", ha sottolineato Bounaim. 

Di fronte alla repressione della libertà d'espressione, Amnesty International ha lanciato una campagna intitolata "Egitto: una prigione a cielo aperto per chi esprime critiche", con l'obiettivo di spingere le autorità del Cairo a porre fine all'attacco alla libertà d'espressione e a garantire che chiunque possa esprimere le sue idee e opinioni senza timore di rappresaglie

Pubblicato in Nazionale

Si è tenuta lo scorso 22 gennaio l'assemblea congressuale regionale di CulTurMedia (Cultura Turismo Comunicazione) che ha eletto il coordinamento del nuovo comparto di Legacoop Umbria.

Presenti alla riunione Roberto Calari presidente di Culturmedia Legacoop Nazionale e Vladimiro Zaffini vice presidente di Legacoop Umbria nonché i delegati delle cooperative aderenti.

Legacoop Umbria rappresenta un'importante fetta del comparto regionale del turismo, della cultura e della comunicazione regionale: le cooperative umbre di culturmedia svolgono una funzione fondamentale oltre che nella proposta propulsiva e nella tenuta occupazionale anche nell'attenzione allo sviluppo di modelli culturali come le cooperative di comunità.

Tante le competenze del settore che vanno dalla gestione del patrimonio culturale materiale ed immateriale regionale, la gestione e promozione dei musei e dei servizi turistici, i nuovi linguaggi crossmediali che si sviluppano sia nelle produzioni multimediali e cartacee che nei contenuti declinati nelle sale cinematografiche, la gestione di attività ristorativa e residenziale di qualità, oltre che la gestione degli impianti sportivi il restauro ed il giornalismo. Competenze trasversali in linea con i dettami europei.

Nel corso dell' assemblea è stato nominato il coordinamento regionale che sarà guidato da Matteo Ragnacci - Consorzio Itaca e composto da Giacomo Caldarelli - Anonima Impresa Sociale, Simone Sacco - Aurora Soc Coop, Nadia Pasquali - Lagodarte Soc. Coop e Gianfilippo della Croce - Media Country Soc. Coop.

A conclusione dei lavori sono stati eletti i delegati a partecipare al congresso nazionale Culturmedia del prossimo Febbraio a Genova: Matteo RAGNACCI, Giacomo CALDARELLI e Simone SACCO.

 

Pubblicato in Umbria

Un sondaggio anonimo, rivolto a tutta la popolazione maggiorenne, sia LGBTI sia eterosessuale  (lesbiche, gay, bisessuali, trans, intersessuali), in Italia e all'estero, attraverso il quale sondare la percezione, le risorse e i bisogni della comunità LGBTI anziana ed elaborare, sulla base di quanto raccolto, risposte efficaci.

E' questa l'azione che Arcigay promuove in questi giorni nell'ambito del  progetto Silver Rainbow. Azioni multilivello per l'invecchiamento positivo della popolazione anziana LGBT, il contrasto alle solitudini involontarie, il dialogo intergenerazionale e la promozione dell'accoglienza e della visibilità in contesti non LGBTI, realizzato dall'associazione, in collaborazione con Arci pesca FISA e  con il sostegno del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Quanto sono visibili le persone anziane LGBTI? Siamo preoccupati di invecchiare? Uomini e donne nello stesso modo? Sono più soddisfatti della propria vita sessuale i giovani, gli adulti oppure gli anziani? E per quanto riguarda l'amore? Sono questi alcuni dei temi che la ricerca vuole approfondire.

Il processo di invecchiamento, infatti,  può essere di per sé una condizione che porta gli individui a un rischio di invisibilità, solitudine involontaria, esclusione sociale o discriminazione. La terza e quarta età LGBTI è questione ancora più complessa e relativamente nuova che va affrontata su più livelli: oggi le persone LGBTI senior sono tendenzialmente invisibili.

E' una invisibilità doppia, come persone LGBTI e come persone anziane: come persone LGBTI sono spesso invisibili alla società e anche ai volontari delle associazioni che fanno attività con persone anziane, ma sono invisibili in quanto anziani e talvolta anche in quanto persone LGBTI alla stessa comunità LGBTI, abituata ad una comunicazione giovanilista e ad un linguaggio che è già quello di una generazione più o meno apertamente LGBTI. La solitudine involontaria per l'anziano LGBTI è dunque un rischio concreto e doppio.

"Mancano modelli di riferimento sull'invecchiare bene per le persone LGBTI, - sottolinea Gabriele Piazzoni, segretario generale di Arcigay -  per quanto esistano esperienze che affrontano per esempio il tema dell'abitare della terza e quarta età LGBTI guardando al co-housing intergenerazionale o a modelli similari. E del resto l'anziano LGBTI già oggi mostra di avere risorse e capacità di resilienza, che però conosciamo poco e che andrebbero approfondite in un'ottica di empowerment. L'idea del progetto è di affrontare questa invisibilità e contrastare le solitudini involontarie a più livelli: conoscere meglio i bisogni dell'anziano LGBTI; promuoverne la visibilità, il benessere e l'integrazione nella comunità LGBTI favorendo il dialogo intergenerazionale e percorsi abitativi adatti; promuoverne la visibilità, il benessere e l'integrazione in contesti non tipicamente LGBTI grazie ad una maggiore contaminazione culturale, fatta grazie a laboratori, formazione e campagne di comunicazione in quei contesti".

Dopo questa prima fase di somministrazione dei questionari, il progetto proseguirà con dei focus group realizzati in alcune città campione, per poi arrivare a creare materiali di formazione e comunicazione.

Il questionario è disponibile online al link   https://goo.gl/zPtHGF . Tutte le informazioni sul progetto sono disponibili all'indirizzo: https://www.arcigay.it/cosafacciamo/salute/silver-rainbow/#.XENHHlVKjDd)  

Pubblicato in Parità di genere

Nel giorno in cui il Tribunale dei ministri di Catania chiede l’autorizzazione a procedere (qui il provvedimento)nei confronti del ministro dell’Interno Matteo Salvini per la vicenda del pattugliatore della Guardia Costiera Diciotti ricordando che «L'obbligo di salvare la vita in mare costituisce un preciso dovere degli Stati e prevale su tutte le norme e gli accordi bilaterali finalizzati al contrasto dell'immigrazione irregolare», con le altre associazioni del Tavolo Asilo auspichiamo fortemente che l’Italia e l’Europa intera si assumano le proprie responsabilità nell’affrontare e prevenire ulteriori tragedie in mare.

L’appello per la nuova nave in cerca di porto

“Da sei giorni sulla nave Sea Watch, vi sono 47 persone, tra cui otto minorenni. Sono 47 esseri umani portati in salvo dal Mar Mediterraneo dove nei giorni scorsi hanno perso la vita centinaia di bambini, donne e uomini, e che ora sono ostaggio dell’ennesima disputa politica tra Stati: nessun Paese ha infatti risposto alla richiesta di un porto sicuro fatta dalla Sea Watch, in spregio di quanto previsto dalle norme internazionali e delle più elementari considerazioni di carattere umanitario.

Chiediamo all’Italia e all’Europa che la legge sia rispettata e che queste persone vengano immediatamente fatte sbarcare in un porto sicuro, senza essere lasciate ulteriormente senza una destinazione. Secondo il diritto internazionale del mare, infatti, gli Stati hanno l’obbligo inderogabile di garantire l’approdo di persone in difficoltà in un luogo sicuro nel più breve tempo possibile. La salvezza e la tutela delle vite umane devono avere la precedenza assoluta: queste persone, soprattutto le più vulnerabili come donne e bambini, non devono subire ulteriori sofferenze e deve essere loro garantita l’assistenza umanitaria di cui hanno diritto e le cure di cui hanno bisogno.

L’Italia e l’Europa intera devono assumersi le proprie responsabilità nell’affrontare e prevenire ulteriori tragedie in mare: è necessario realizzare vie di accesso sicure dalle aree di crisi o di transito, per evitare che decine di migliaia di persone continuino ad essere costrette a ricorrere ai trafficanti, mettendo in serio pericolo la propria vita, per attraversare il Mar Mediterraneo. E’ la mancanza di vie legali, infatti, che fa prosperare il traffico di esseri umani.”

Questo l’appello congiunto di 20 Organizzazioni: A Buon Diritto, Actionaid, Amnesty International Italia, ARCI, ASGI, Associazione Papa Giovanni XXIII, CIR, CNCA, Emergency, Focus Casa dei Diritti Sociali, Intersos, Legambiente, Medecins Du Monde Missione Italia, Medici per i Diritti Umani, Medici Senza Frontiere, Mediterranean Hope Programma Rifugiati e Migranti, Oxfam, Salesiani Per il Sociale, Save the Children Italia, Terre Des Hommes – sulla vicenda che vede protagonista ancora una volta la nave Sea Watch che, dopo un salvataggio di migranti, continua a non ricevere alcuna indicazione su un porto sicuro dove sbarcare le 47 persone a bordo.

 

 

Pubblicato in Nazionale

"Di anonimo amore. Fatti e misfatti del maleficio della culla". Ecco lo spettacolo che andrà in scena alle ore 21 di sabato 26 gennaio nell'auditorium Le Fornaci di Terranuova Bracciolini. Protagonisti la compagnia teatrale "Un caldo del demonio" e il centro diurno per disabili di Bibbiena "Isola che non c'è". Evento culturale che nasce con la collaborazione della cooperativa sociale Koinè e dei Comuni di Terranuova Bracciolini e Bibbiena.

"Di anonimo amore" è l'ultimo prodotto dalla compagnia: "il  nostro sguardo si pone nuovamente a come possa il limite insito nella natura umana essere occasione di creatività e generatività per ciascuno rispetto a se stesso e agli altri. Il pensiero che questo spettacolo sviluppa spinge ad una domanda: possono le differenze, le fragilità e le imperfezioni essere riconosciute come valore umano? Seguendo la suggestione che ci proviene dalla fiaba, abbiamo individuato in Biancaneve, La Bella Addormentata e La Principessa sul Pisello tre tracce di lavoro su cui si è impiantato lo spettacolo arricchito dai contributi autobiografici di tutti i partecipanti".

Ecco come si presenta "Un caldo del demonio": "siamo una compagnia di teatro sociale formata da ospiti del Centro Diurno "L'isola che non c'è"  di Bibbiena, studentesse e studenti del Liceo delle Scienze Umane e dell'IPSC di Poppi  e allievi e allieve della Facoltà di Psicologia di Firenze". Il progetto è stato ideato e condotto dal due psicologi - psicoterapeuti con lunga esperienza sul campo teatrale e dell'inclusione sociale: Francesco Ridolfi ed Elisabetta Pesci.

La compagnia è nata come risultato della prima esperienza del Laboratorio di Teatro Sociale tenuto presso il centro diurno  nel 2014.  Il primo spettacolo dal titolo "Un caldo del demonio" ha poi dato il nome alla compagnia: "l'insofferenza tipica dell'adolescenza, la rabbia che ne scaturisce, un corpo che rende prigionieri – temporaneamente, ottimisticamente – e che metaforicamente può essere paragonato al caldo insopportabile del deserto, un caldo del demonio, appunto".

Il centro "L'Isola che non c'è", servizio per disabili a Bibbiena con titolarità della locale amministrazione comunale e con gestione della cooperativa sociale Koinè, è stato attivato il 17 marzo 2017 ed ospita 13 persone, la cui condizione clinica descrive quadri complessi in cui il ritardo mentale di tipo medio-grave si associa a tetraparesi ipotonica-distonica, autismo, sindrome di Down, sindromi o patologie genetiche, impulsività e disturbo della condotta, psicosi.

 

 

Pubblicato in Toscana

“Esprimiamo soddisfazione per la ripartenza dei lavori dell' Osservatorio Nazionale sulla condizione delle persone con disabilità avvenuta ieri  24 gennaio a Roma alla presenza del Ministro Fontana e del Sotto Segretario Vincenzo Zoccano", è quanto dichiarato da  Alberto Alberani   e Marco Tirabosco componenti dell' Osservatorio indicati dal Forum Nazionale  del Terzo Settore.

 Dopo oltre un anno di inattività i lavori sono stati formalmente riavviati nel corso di una brevissima riunione molto partecipata che ha fra l' altro nominato Coordinatore dell' Osservatorio Giampiero Grifo. "Soddisfatti per l' incarico a Giampiero Griffo, siamo certi che quanto prima saranno convocati i diversi gruppi di lavoro per condividere le priorità delle azioni che saranno oggetto dei compiti propri dell' Osservatorio rimettendo al Centro  gli obiettivi del Piano di Azione Biennale".  

 A esprimere soddisfazione per Giampiero Griffo anche Franco Bettoni e Vincenzo Falabella, presidenti rispettivamente di FAND e FISH: “la nomina di Giampiero Griffo a cui rivolgono un augurio per il nuovo im pegno e piena disponibilità alla collaborazione”.

 

 

Pubblicato in Diritti&Inclusione

L’idea è semplice: fare incontrare le persone e le loro culture nella maniera più antica: a tavola. Prende il via anche a Napoli il progetto “Indovina chi viene a cena…?” promosso da Casba Cooperativa Sociale insieme a Dedalus e Fondazione di Comunità di San Gennaro, nell’ambito dell’iniziativa nazionale ideata da Rete Italiana di Cultura Popolare in collaborazione con Fondazione Con il Sud.

Famiglie dalla Somalia, Cina, Sri Lanka, Senegal e da vari Paesi del mondo che oggi abitano e vivono a Napoli, aprono le porte delle loro case e offrono una cena speciale, familiare. Non si tratta di un progetto gastronomico, ma di relazione, in cui il cibo è il mezzo che permette di abbattere barriere culturali e creare convivialità. A tavola accade qualcosa di magicamente normale: si parla di figli, di scuola, lavoro, di cinema e musica, scoprendosi talmente simili che, alla fine, si diventa amici e si continua a frequentarsi anche dopo. Semplicemente condividendo un pasto, si può partire per un viaggio meraviglioso: la conoscenza.

Da nord a sud “Indovina chi viene a cena?” è attivo già in 20 città e 90 comuni italiani, con 200 famiglie ospitanti e 4000 persone che partecipano ad ogni cena. Insieme alla Campania sono già 7 le Regioni del sud pronte a partire con l’iniziativa. L’idea venne lanciata nel 2011 al Festival dell’Oralità Popolare di Torino, in collaborazione con la Fondazione Crt, con una cena condivisa che portò in Piazza Carlo Alberto più di cento persone, riunite intorno a un unico tavolo per i piatti preparati dalle famiglie appartenenti alle comunità straniere residenti sul territorio e aderenti al progetto.

Come funziona Indovina chi viene a cena?: l’ultimo sabato del mese, a Napoli e in contemporanea nelle altre città italiane, le famiglie di origine straniera di “Indovina chi viene a cena?” aprono le loro porte per una cena. Per partecipare occorre inviare una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. a cui sarà data conferma di adesione, solo qualche giorno prima della cena i partecipanti sapranno da quale famiglia saranno ospitati.

Le prossime cene in programma sono: Sabato 26 Gennaio 2019, Sabato 23 Febbraio 2019, Sabato 30 Marzo 2019 Sabato 27 Aprile 2019, Sabato 25 Maggio 2019. Le adesioni devono pervenire entro 3 giorni prima della data della cena. Come in una cena tra amici, è previsto un libero contributo da parte dei partecipanti alla spesa sostenuta dalla famiglia ospitante.

 

 

Pubblicato in Campania
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