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Lunedì, 21 Gennaio 2019

Articoli filtrati per data: Venerdì, 04 Gennaio 2019 - nelPaese.it

Il 2019 inizia con il grande freddo in tutta la penisola. Temperature a picco ovunque, imbiancati i Sassi di Matera e il Vesuvio, disagi sulle strade per il forte vento ed il ghiaccio. La Basilicata si è svegliata sotto la neve, asili nido chiusi a Potenza. Neve anche a bassa quota in Umbria, ghiaccio in Molise con -4 gradi a Campobasso e punte di -10 gradi in montagna. In Salento imbiancate anche le spiagge, disagi per i treni.

 Disagi si sono registrati nella notte e stamani lungo la Flaminia nel Folignate, dove i vigili del fuoco sono intervenuti intorno alle 4,30 con l'autogru per una cisterna che trasportava acqua che era finita fuori strada. Altro intervento sulle strade interne di Assisi in aiuto di un'auto con a bordo alcune suore dirette ala Basilica di San Francesco. Neve anche sui valichi appenninici dove tuttavia con catene e gomme invernali si transita regolarmente. La polizia stradale non segnala problemi particolari ala viabilità. Le temperature sono scese fino a meno 2 nella notte a Foligno e Terni. 

La Basilicata si è svegliata stamani sotto la neve e con temperature di alcuni gradi sotto lo zero: i disagi principali sono stati segnalati nella provincia di Matera, dove sono stati numerosi gli interventi effettuati nelle ultime ore dai Vigili del Fuoco. Dopo Matera - da ieri ricoperta da diversi centimetri di neve - la notte scorsa la precipitazione ha raggiunto anche Potenza. Sono stati inoltre istituiti divieti per i mezzi pesanti sulle principali strade della regione, dove il transito è comunque consentito solo con catene o pneumatici da neve.  

A causa del maltempo, il sindaco di Potenza, Dario De Luca, ha disposto la chiusura degli asili nido per le giornate di oggi e domani, sabato 5 gennaio. Nelle strade principali del capoluogo di regione non sono segnalati particolari problemi per la circolazione, mentre le situazioni più difficili riguardano le aree rurali.

Nel Foggiano ancora una notte caratterizzata da deboli precipitazioni nevose e la colonnina di mercurio scesa a meno cinque gradi sotto lo zero. Imbiancati i comuni più alti dei Monti Dauni e del Gargano che si trovano a quote superiori ai 500 metri. Nella serata di ieri la neve è comparsa per pochi minuti anche a Foggia. Qualche disagio alla circolazione lungo le strade provinciali a causa della presenza di ghiaccio sull'asfalto. Ieri sera tra Ischitella e Vico del Gargano, un pullman è finito di traverso sulla carreggiata mentre lungo la statale 89, nelle vicinanze di Manfredonia (Fg) l'autista di un furgone ha perso il controllo del mezzo finendo in una cunetta. Nel sinistro alcune persone sono rimaste ferite, fortunatamente in modo non grave. La prefettura di Foggia ha interdetto la circolazione stradale ai mezzi pesanti superiori alle sette tonnellate e mezzo. 

La neve che sta cadendo su gran parte della Puglia è arrivata sino alle località costiere del Salento dove ci sono state nevicate a Porto Cesareo, Castro e Otranto. La zona più colpita è la Grecìa salentina. Ci sono 25 cm di neve a Calimera, mentre Lecce è completamente imbiancata. Alla stazione si sono verificati problemi per i treni in partenza uesta mattina: un intercity per Venezia è partito con due ore di ritardo a causa di problemi agli scambi. Le strade in città sono percorribili anche se con difficoltà, mentre alcuni svincoli della tangenziale Lecce sono stati chiusi e il traffico deviato. Inoltre, le Ferrovie del Sud Est hanno fatto sapere che, in seguito al peggioramento delle condizioni meteorologiche nelle province di Bari, Taranto, Brindisi e Lecce, per impraticabilità di numerose strade extraurbane è stata sospesa la circolazione degli autobus di FSE.

Neve e ghiaccio anche la scorsa notte su gran parte del Molise, in particolare quello centrale e occidentale, con temperature in ulteriore calo. L'ondata di gelo artico, secondo gli esperti, proseguirà anche nelle prossime ore, un leggero miglioramento è atteso a partire da domenica 6 gennaio.

Questa mattina la neve ha imbiancato diversi centri del Vallo di Diano, Tanagro ed Alburni con rallentamenti per la circolazione veicolare. I comuni dove la neve è caduta in maniera copiosa sono Caggiano, Montesano sulla Marcellana, Petina, Sala Consilina, Sanza e Teggiano. Fiocchi anche sulle spiagge del Golfo di Policastro.

Neve sui tetti di Salerno ma è soprattutto nelle zone montane che si registrano disagi per la circolazione veicolare. A Caggiano, dalle prime ore del mattino, sono all'opera i volontari della protezione civile Gopi-Anpas con mezzi spazza neve per liberare le strade. Sempre a Caggiano, con l'ausilio, di fuoristrada, sono stati consegnati medicinali a domicilio a persone anziane ed accompagnato alcune persone al centro dialisi dell'ospedale di Polla. La circolazione veicolare è a rischio anche sull'A2 "Autostrada del Mediterraneo" di competenza del COA di Sala Consilina. La Polstrada e gli uomini dell'Anas monitorano costantemente la situazione.

(Fonte e foto Ansa)
   

 

Pubblicato in Nazionale

“Ieri sera siamo stati testimoni, nostro malgrado, dell’ennesimo abuso delle istituzioni romane sul corpo e sulla psiche dei migranti”. È la denuncia di Baobab Experience sul flop accoglienza durante i giorni del gelo nella Capitale. “Un accanimento per cui non troviamo spiegazioni: se non c’è malafede, c’è di certo un’incapacità nel gestire le questioni sociali a Roma, in particolar modo quella dell’accoglienza e quella dei senza fissa dimora. Andiamo con ordine”, spiegano i volontari.

“A Roma – raccontano in una nota sulla pagina facebook - nonostante i roboanti annunci dell’assessore alle politiche sociali, non è ancora attivo un “Piano Freddo”, ossia un sistema di accoglienza stagionale che dia riparo ai senza fissa dimora nei mesi invernali. E non si ha nemmeno una data certa di apertura. “Il piano freddo” viene attuato ogni anno e non solo nella città di Roma. La cosa incomprensibile, però, è che tale piano non viene attuato nei mesi di dicembre e gennaio, nonostante siano già morte tre persone a causa del freddo in questo inverno romano”.

Ieri sera, date le temperature notturne previste ampiamente sotto lo zero, il Campidoglio ha deciso in maniera emergenziale di aprire tre posti al chiuso per dare riparo ai senza fissa dimora: 
- Ferrovie Laziali (Stazione Termini)
- Stazione Tiburtina 
- Casa di Riposo di Via Gioacchino Ventura 60 (Pineta Sacchetti).

“Questa decisione è diventata di dominio pubblico nel pomeriggio – aggiungono - quando ne siamo venuti a conoscenza, abbiamo iniziato a raccogliere informazioni su disponibilità, tempistiche e tipologia di accoglienza offerta. Abbiamo fornito queste informazioni ai migranti che, dopo lo sgombero di Piazzale Maslax, orbitano ancora nei pressi di Piazzale Spadolini e sono costretti a dormire in strada.
Seguendo i dettami della Sala Operativa Sociale (SOS) del comune di Roma, abbiamo comunicato 24 nominativi di persone che avrebbero voluto avere la possibilità di ripararsi dal freddo intenso. 
Erano le 20e30 circa quando abbiamo fornito questa informazione alla SOS”.

Alle 23e30 è arrivata la risposta: 8 persone potevano andare a Termini, 5 a Pineta Sacchetti, 5 a Stazione Tiburtina, dove già erano. (per un totale di 18 persone sulle 24 segnalate)

Le domande

“Abbiamo chiesto il perché di questa decisione, visto che a Tiburtina le brandine erano tutte libere, visto che la metropolitana aveva terminato le sue corse, visto che alcuni migranti erano frustrati da un’attesa incomprensibile e si stavano già allontanando, visto che non avevano possibilità di prendere un bus, pagare il biglietto e attraversare la città con il carico di coperte ed effetti personali. Tutto questo per poi essere sbattuti fuori alle 6 di mattino. Abbiamo chiesto il perché di questo accanimento. O il perché di questa imposizione così stupida a livello gestionale e logistico.Ci hanno risposto che dovevano tenere dei posti liberi, perché non c’è mai fine alle emergenze notturne. Conosciamo questo atteggiamento, e sapevamo che quei posti non sarebbero mai stati occupati da nessuno. Abbiamo dovuto assistere a delle scene grottesche: una rete divisoria che separava 6 migranti stesi su delle brandine in mezzo ad altre 24 vuote, altri ragazzi costretti a stendersi fuori, a terra”.

“Possono sgomberare presidi umanitari, possono usare la burocrazia come arma per frustrare gli animi, possono accanirsi con i mezzi più bassi: non faremo un passo indietro sulla difesa dei diritti e della dignità umana. E qualcuno dovrà risponderne”, conclude Baobab.

Pubblicato in Lazio

L’Everest apre il 2019 con uno straordinario spettacolo di narrazione con musica dal vivo, produzione della Compagnia Piccoli Idilli. In apertura della serata l’attesissima performance teatralizzata d’arte contemporanea di Stalker Teatro Kanu è la parola d’ordine che inaugura il nuovo anno di Stagione Teatrale 18/19 dell’Everest il prossimo 11 gennaio, curata da Industria Scenica.

Il suo significato è “amore” e viene da una lingua a noi lontana, parlata dalla popolazione Bamanan (localizzata in Mali). Su questa parola di speranza, la Compagnia Piccoli Idilli ha costruito uno spettacolo teatrale sul ricordo dei cantastorie d’Africa, evocando una cultura lontana e misteriosa che, oggi più che mai, bussa alla porta della società occidentale. Impossibile non sentire la curiosità di aprire e di vederci un mondo quasi sconosciuto, tutto da scoprire.

La rappresentazione teatrale si arricchisce della musica tradizionale attraverso l’utilizzo degli strumenti musicali tipici del continente più multietnico al mondo. In scena kora, gangan, bara e cabalesse accompagnano le danze remote e affascinanti delle tribù lontane per guidare il pubblico nel luogo in cui il destino dell’uomo si lega alle forze della natura. Prima dello spettacolo di punta, in apertura ci sarà l’attesissima performance Steli Reaction di Stalker Teatro, un eccezionale quadro performativo ispirato alle opere e agli artisti della collezione del Castello di Rivoli, nei pressi di Torino. La composizione scenica si serve di oggetti che, plasmati dal pubblico in sala, creano un brillante happening fra teatro e arte contemporanea.

L’appuntamento si inserisce nella Stagione di Industria Scenica come proposta culturale legata a soddisfare le richieste del proprio pubblico e del territorio, (al posto della frase in giallo metterei: creata in collaborazione con il territorio) dando vita a una vera azione di Partecipazione Culturale. Per questo motivo la serata è organizzata in collaborazione con ANPI Sez. E. Ottolini. La Stagione Teatrale dell’Everest si rivolge al pubblico di Vimodrone e della Martesana, e si propone, anche in modo più trasversale.

Pubblicato in Lombardia

Poco prima di Natale, il dicastero guidato da Matteo Salvini ha indetto una gara da oltre 9,3 milioni di euro per la fornitura di 20 battelli destinati alla polizia di Tripoli. L’iniziativa è parte della strategia di dichiarato “contrasto all’immigrazione clandestina” che l’Italia conduce da tempo lungo le rotte africane, al centro della nostra inchiesta del numero di gennaio 2019.

La Direzione centrale dell’immigrazione e della Polizia delle frontiere, insediata presso il ministero dell’Interno, è il braccio del Viminale che si occupa di tradurre in pratica le strategie governative. Come? Appaltando a imprese italiane attività diversissime tra loro per valore, fonti di finanziamento, tipologia e territori coinvolti.

L'inchiesta integrale è sul numero di gennaio 2019 di Altreconomia, da oggi disponibile sul sito, per gli abbonati e nei punti vendita della rivista.

Nello stesso numero: 

– Regno Unito, dove la povertà diffusa è frutto di una precisa scelta politica. Intervista a Philip Alston, relatore Onu su povertà e diritti umani;

– Guadare la Drina, sognando l’Europa. Storie di frontiera lungo il fiume. Reportage dal confine serbo-croato, segnato dal corso d’acqua attraversato a nuoto dai migranti che puntano alla Bosnia;

– Mozambico: la vita nello slum verticale nato nel “Grande Hotel”. A metà degli anni Cinquanta, i portoghesi costruirono un albergo di lusso a Beira. Oggi, quegli spazi abbandonati sono abitati da oltre 3.500 persone;

– “Prima agli italiani”. Introdotte in Italia per la prima volta dalla formazione neofascista “CasaPound”, si moltiplicano le iniziative pubblicizzate come “solidali” a beneficio rigorosamente degli autoctoni. Il nostro viaggio tra onlus e realtà collaterali;

– La sottile trama che ha tessuto il ritorno della seta italiana. Il comparto era quasi scomparso da cinquant’anni. Oggi una rete nazionale di esperienze, dalla provincia di Vicenza a Como, rilancia la “gelsi-bachicoltura”;

– Vedere con le parole: quando l’arte è davvero per tutti. Ecco come i musei garantiscono il diritto alla cultura;

– Accoglienti, virtuose e solidali. Le reti dei Comuni riscattano l’Italia. Le pratiche resilienti delle amministrazioni comunali si contaminano grazie ad associazioni che operano dal basso su temi diversi. Dal territorio all’integrazione, dalla legalità al turismo;

– In India queer e transgender combattono per uscire dall’ombra. Nel settembre 2018 una storica sentenza della Corte Suprema ha depenalizzato i rapporti omosessuali, suscitando un’ondata di speranza. La sfida ora è ottenere piena eguaglianza e parità di diritti;

– L’Europa unita dei diari che custodisce le piccole storie. Da Pieve Santo Stefano a Lisbona, da Emmendingen ad Amsterdam si sta costruendo una rete informale di realtà che conservano gli scritti di privati cittadini;

– La resistenza dei maestri. Nel suo ultimo libro, Massimo Castoldi, “Insegnare libertà” racconta le storie di dodici insegnanti elementari antifascisti. Che sfidarono lo schema restrittivo della cultura fascista.

 

Pubblicato in Economia sociale

“Chiediamo con urgenza all’Italia e agli altri Stati membri dell’Unione europea di attivarsi senza ulteriori tentennamenti affinché i 49 migranti da giorni bloccati in mare, tra i quali diversi minori inclusi bambini molto piccoli, possano immediatamente sbarcare in un porto sicuro e ricevere l’assistenza umanitaria a cui hanno diritto e le cure di cui hanno bisogno”.

Questo l’appello congiunto di 18 Organizzazioni – A Buon Diritto Onlus, Acli, ActionAid, Amnesty International Italia, Arci, ASGI, CNCA, Centro Astalli, CIR Consiglio Italiano per i Rifugiati, Emergency ONG, Salesiani per il Sociale, INTERSOS, Medici Senza Frontiere, Médecins du Monde Missione Italia, Medici per i Diritti Umani, Save The Children Italia, SenzaConfine, Terre des Hommes – sulla vicenda dei migranti a bordo delle due navi delle Organizzazioni Sea Watch e Sea Eye, ai quali non è ancora stato garantito l’approdo in un porto sicuro.

“Non è possibile attendere oltre – continuano le Organizzazioni – il meteo è in peggioramento ed è semplicemente inaccettabile che bambini, donne e uomini vulnerabili, che hanno già subito privazioni e violenze durante il viaggio, restino per giorni ostaggio delle dispute tra Stati e vedano ingiustamente prolungata la loro sofferenza senza che dall’Europa giunga un richiamo di tutti alle proprie responsabilità”.

“Da giuristi – aggiunge Asgi - non possiamo quindi che denunciare, ancora una volta, l’illegittimità di quanto sta, nuovamente, accadendo nel Mediterraneo: il diritto di sbarco in un porto sicuro viene posto in discussione in ogni singolo episodio di salvataggio, senza considerazione alcuna per le norme. Sono solo gli ultimi casi di uno stillicidio ormai costante in spregio del diritto e fuori da ogni inesistente “invasione”, ammontando gli sbarchi nel 2018 a poco più di 20.000”.

All’appello ha aderito anche Legacoopsociali.

L’alleanza civica in mare

Sea-Watch e Mediterranea, nell’ambito dell’Alleanza United4Med, partono il 4 gennaio con due imbarcazioni da Malta per andare in sostegno della nave Sea Watch 3 che ormai da 14 giorni attende l’assegnazione di un porto sicuro per le 32 persone, donne, uomini e bambini, salvate nel Mediterraneo Centrale il 22 dicembre scorso.

Questa missione congiunta ha tra i suoi scopi quello di portare supporato logistico e materiale alla nave, consentendo il cambio equipaggio e i rifornimenti; di permettere ai parlamentari tedeschi di rendersi conto della situazione a bordo per potere fare pressione sul governo di Berlino che non ha ancora dato risposta positiva alla richiesta di decine di città tedesche disponibili ad accogliere le persone salvate; di portare i giornalisti internazionali, tedeschi e italiani affinché possano ancora una volta raccontare le conseguenze della violazione dello stato di diritto nel Mediterraneo; di spingere gli Stati europei, a cominciare da Malta e dall’Italia, a dare un porto sicuro, come il diritto del mare prevede, alle 49 persone soccorse dalla Sea-Watch 3 e dalla Professor Albrecht Penck di Sea-Eye.

 

Pubblicato in Nazionale

Tocca il tema della sanità la sesta storia della campagna di comunicazione "La storia condivisa" con cui la Cooperativa Sociale Labirinto, da febbraio fino a dicembre del 2018, ha voluto far conoscere le proprie attività, attraverso il racconto di sei storie narrate dalle socie e dai soci della cooperativa.

Le storie, corredate da illustrazioni e video, sono diffuse attraverso il sito, la newsletter e i principali social network della cooperativa, Il resto del Carlino – edizione di Pesaro, la rubrica "Mondo Labirinto" nata dalla collaborazione con Radio Prima Rete, il sito Nelpaese.it, quotidiano online di Legacoopsociali, oltre che sui mezzi di informazione cartacea e digitale, con l'hashtag #lastoriacondivisa.

 La storia dal titolo "Le due vite di Alice" e l'illustrazione sono state lanciate a metà dicembre 2018, mentre è di pochi giorni fa la messa online del video. Nata dal confronto con le socie e i soci che lavorano nel settore "sanità e ben - essere" della cooperativa, la storia racconta come l'accoglienza sia un prezioso strumento per sostenere chi è fragile e smarrito.

Alice è una giovane donna. Non ha mai avuto una vita stabile a livello emotivo: una famiglia assente e amicizie che non possono considerarsi tali. Ha sempre avuto difficoltà a fidarsi finché non ha capito che affidandosi poteva essere liberata dall'autodistruzione. Il dialogo poteva risollevarla. Le operatrici di Casa Paolo Sacchetti ogni giorno hanno accolto la sua sofferenza e la sua fragilità. Con fatica, paura, sacrificio Alice ha deciso di farcela, di cambiare e di ripartire ancora: una nuova vita tutta da vivere.

Il video, l'illustrazione e la storia "Le due vite di Alice" sono pubblicati sul sito e sui canali social della cooperativa, Facebook e YouTube, mentre per visionare gli altri contenuti della campagna, è possibile consultare la sezione dedicata.

Pubblicato in Marche
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