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Mercoledì, 20 Novembre 2019

Articoli filtrati per data: Martedì, 01 Ottobre 2019 - nelPaese.it

"Un colpo devastante ai diritti delle donne in Marocco". Così Heba Morayef, direttrice di Amnesty International per il Medio Oriente e l'Africa del Nord, ha commentato la notizia della condanna a un anno di carcere di Hajar Raissouni, giornalista del quotidiano indipendente Akhbar al-Youm, per aver abortito.

"Hajar, il suo fidanzato e il personale medico coinvolto non avrebbero mai dovuto essere arrestati. E invece lo sono stati e per di più Raissouni è stata pubblicamente diffamata, violata nella sua privacy e condannata per un'accusa ingiusta. Le autorità marocchine dovrebbero revocare la condanna e ordinare il suo rilascio immediato e incondizionato, così come quello di tutte le altre persone coinvolte nel caso", ha aggiunto Morayef.

"In base al diritto internazionale le donne hanno il diritto di pendere le loro decisioni circa la loro vita sessuale e riproduttiva. Criminalizzare l'aborto è una forma di discriminazione nei loro confronti. Chiediamo alle autorità del Marocco di abolire tutte le leggi che violano i diritti delle donne, comprese quelle che considerano reati l'aborto e le relazioni extra-matrimoniali", ha proseguito Morayef.

Hajar Raissouni era stata fermata il 31 agosto insieme al fidanzato Amin Rifaat, a un medico e a due suoi assistenti, all'uscita di uno studio medico della capitale Rabat.

La donna e il suo fidanzato sono stati condannati a un anno di carcere, il medico sospettato di aver praticato l'aborto a due anni di carcere e a due anni di divieto di esercitare la professione e i due assistenti, rispettivamente, a un anno e a otto mesi di carcere. In una lettera inviata il 4 settembre al suo quotidiano, Hajar Raissouni aveva riferito di essere stata interrogata sui suoi scritti di tenore politico, su uno dei suoi colleghi e sui suoi familiari, tra cui Ahmed Raissouni, noto teologo islamista ed ex presidente del Movimento per l'unicità e la riforma, uno dei più popolari movimenti religiosi del Marocco.

Pubblicato in Dal mondo

In occasione della giornata della memoria e dell'accoglienza del 3 ottobre – organizzata dal "Comitato 3 ottobre" e istituita in ricordo delle 368 persone che persero la vita nel naufragio del 3 ottobre 2013 - Amnesty International Italia sarà a Lampedusa per sollecitare l'Unione europea a non voltare ulteriormente le spalle di fronte alla sofferenza e ai pericoli cui vanno incontro migranti e rifugiati nel Mediterraneo.

L'organizzazione per i diritti umani porterà sull'isola-simbolo dell'approdo sul territorio dell'Unione europea le sue richieste: percorsi sicuri e legali a disposizione di coloro che cercano salvezza in Europa, meccanismi rapidi ed efficaci per assicurare sbarco e ricollocazione delle persone soccorse in mare, potenziamento dei programmi di ammissione umanitaria e di ricongiungimento familiare e la revisione dei regolamenti di Dublino riguardanti la gestione delle domande d'asilo.

Amnesty International Italia è parte della campagna #siamosullastessabarca, creata dal "Comitato 3 ottobre" per promuovere il dialogo attorno al fenomeno migratorio, in particolar modo nelle nuove generazioni.

Attraverso incontri e laboratori oltre cinquecento ragazzi e ragazze delle scuole superiori provenienti da tutta Europa approfondiranno il lavoro delle associazioni e delle Ong che operano nel Mediterraneo e chiederanno all'Unione europea di mettere la vita delle persone al centro dell'azione politica comune e dei singoli stati membri.

La partecipazione degli studenti rientra nel progetto "Start the Change!" dell'Unione Europea, avente l'obiettivo di accrescere la consapevolezza dei giovani europei sugli Obiettivi di sviluppo sostenibile 2030 delle Nazioni Unite in relazione ai fenomeni migratori.

Francesco Motta, testimonial di Amnesty International Italia, racconterà come il mondo della musica e dell'arte possano essere prezioso veicolo di cambiamento a favore dei diritti umani.

Pubblicato in Nazionale

La città come luogo per eccellenza della complessità e delle differenze, in cui la molteplicità di attori, di contesti e di culture possono fare emergere conflitti e problemi, ma anche sinergie e nuove sfide condivise. È il tema di fondo della giornata di studio “Differenze in comune – Immaginare e progettare la città inclusiva” in programma il 3 ottobre prossimo alla Biblioteca delle Oblate di Firenze (via dell’Oriuolo 24), promosso dalla cooperativa sociale C.A.T. (dalle 9 alle 18, ingresso libero, iscrizione obbligatoria) con il patrocino di Regione Toscana, Comune di Firenze, Anci Toscana e Biblioteca delle Oblate.

Obiettivo dell’iniziativa è quello di indagare, a partire da una riflessione sulla città di Firenze, il tessuto di relazioni e di bisogni che definisce lo spazio urbano e di analizzarne le trasformazioni, in rapporto all’uso pubblico e privato degli spazi, alle politiche di inclusione e alle modalità di partecipazione dei gruppi e dei soggetti che vivono la città.
Attraverso un confronto fra diverse esperienze e progetti urbani, anche europei, si vogliono fare dialogare bisogni, pratiche e progetti innovativi.

Una giornata di studio e di confronto in cui esperienze e progetti urbani dialogano intorno a bisogni, pratiche e percorsi innovativi, con l’obiettivo di costruire una città il più possibile a misura delle esigenze di tutti e di tutte: “Dif­ferenze in Comune definisce un progetto che, a partire dalle tante diversità che compongono oggi la città di Firenze Firenze, arrivi a immaginare soluzioni il più possibile condivise sul futuro della città  – affermano gli organizzatori – . Il nostro obiettivo è di favorire un dibattito sulla progettazione della città in comune, dove le differenze siano considerate un’opportunità di svi­luppo e non un problema sociale”.

Alle 17 è in programma anche “Le mappe della città”, un workshop per bambini dai 6 ai 12 anni, a cura di CAT, in cui i bambini, attraverso tecniche di educazione non formale, daranno vita alla loro città ideale (iscrizioni presso help desk della biblioteca, o Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. – help desk 055 2616512).

Pubblicato in Toscana

Parte domani 2 ottobre 2019 da New Delhi la Marcia mondiale per la giustizia e la pace: 14.000 chilometri che saranno percorsi a piedi dall'India a Ginevra contro le ingiustizie, le disuguaglianze e le violenze che continuano a uccidere nel mondo. Un evento straordinario in un tempo in cui i problemi stanno diventando sempre più esplosivi.

Il cammino, ideato per diffondere il messaggio nonviolento di Gandhi e la voce dei senza voce della terra, durerà un anno. "Dal 25 luglio al 7 settembre 2020 la Marcia attraverserà l'Italia, ha annunciato Flavio Lotti, coordinatore della Tavola della pace, e sarà una nuova importante occasione per promuovere la costruzione di un’altra economia che non uccide, non impoverisce, non esclude e non distrugge.

Questa mattina, presso il Sacro Convento di San Francesco d’Assisi, insieme con p. Antonello Fanelli del Sacro Convento, abbiamo rinnovato un patto di collaborazione con Avani Kumar, figlio di uno dei seguaci di Gandhi e organizzatore della Marcia mondiale per la giustizia e la pace.

La Marcia mondiale degli eredi di Gandhi precederà di poche settimane una nuova grande Marcia PerugiAssisi fissata per domenica 11 ottobre 2020. Due importanti eventi con uno stesso messaggio: “Così non va e non può continuare. Serve una mobilitazione straordinaria. Un’altra economia è necessaria e urgente. Un’economia di pace e fraternità, fondata sul disarmo e la sostenibilità, rispettosa della dignità e dei diritti di tutti e di tutte.”

“Invitiamo tutti a partecipare, hanno rilanciato Avani Kumar, Flavio Lotti e p. Antonello Fanelli. Questo è il momento di unire le forze per affrontare la sfida più grande riscoprendo la forza della nonviolenza. Cambiare non è facile ma non è nemmeno impossibile se tutti faranno la loro parte senza tirarsi indietro.”

L'incontro di oggi ad Assisi ha consentito di mettere a punto un piano di lavoro comune. Nelle prossime settimane diffonderemo tutte le informazioni per partecipare e collaborare attivamente alla sua organizzazione.

Pubblicato in Nazionale

È stato ufficialmente inaugurato sabato 28 settembre “Punto Salute”, nuovo poliambulatorio a Lugagnano di Sona in provincia di Verona (via Manzoni 15, presso il centro polifunzionale), che ha aperto le sue porte a tutta la cittadinanza. Numerosi i presenti per visitarne gli spazi (completamente ristrutturati e accessibili), incontrare i professionisti dell’équipe medica e sanitaria e conoscere i percorsi di cura e riabilitazione.

Sono intervenuti, prima del taglio ufficiale del nastro, Linda Croce, presidente della cooperativa sociale Azalea, realtà che gestisce “Punto Salute”, il sindaco del Comune di Sona Gianluigi Mazzi e l’assessore ai Servizi sociali Elena Catalano, il direttore sanitario dottor Ermanno Motta, Massimo Buriani, direttore d’area di CoopSelios, don Pietro Pasqualotto, coparroco di Lugagnano di Sona e il vicesindaco del Comune di Sommacampagna Giandomenico Allegri.

«“Punto Salute” non è solo un poliambulatorio, è un progetto di salute - così l’abbiamo voluto -perché il valore per noi a caposaldo di tutto è la salute come un bene comune, da tutelare e promuovere» spiega Linda Croce, presidente della coop sociale Azalea di Pescantina, una delle più significative del veronese, attiva da oltre 25 anni nella gestione di servizi educativi, sociali e sociosanitari.

«L’obiettivo è infatti rispondere con un ascolto e uno sguardo globali ai bisogni delle persone e delle famiglie, grazie al lavoro di équipe multidisciplinari». Ben quattordici le specialità mediche (cardiologia, ortopedia, ginecologia, diabetologia, fisiatria, pediatria, otorinolaringoiatria, geriatria, oculistica, chirurgia vascolare, pneumologia, medicina interna, dermatologia e fitoterapia), otto le sociosanitarie (fisioterapia, podologia, psicologia clinica e psicoterapia, logopedia, psicologia dell’età evolutiva, dietetica, massoterapia e psicomotricità), infine gli esami diagnostici: ecografie, ecocardiogramma, ecocolordoppler, elettrocardiogramma e spirometria.

A caratterizzare il poliambulatorio, oltre ai tradizionali percorsi di diagnosi e cura, sono le iniziative di orientamento e informazione gratuite, in collaborazione con enti e associazioni locali (prevenzione delle malattie croniche e oncologiche, autismo, disturbi dell’apprendimento, malattie del decadimento cognitivo, allattamento,…), con l’obiettivo di favorire stili di vita sani e consapevoli in un’ottica di promozione della salute della persona e della comunità. Ha da poco preso il via lo sportello di patronato, in collaborazione con Acli Verona, per fornire assistenza gratuita nelle pratiche di previdenza sociale, tutela della salute e dei diritti del cittadino. È inoltre proposta una consulenza medica personalizzata, sempre a titolo gratuito, per aiutare le persone a orientarsi nella rete dei servizi sanitari pubblici, come assistenza domiciliare, casa di riposo, visita delle commissioni mediche per ottenere il riconoscimento di invalidità civile, permessi lavorativi retribuiti (legge 104) e valutazione relativa alle liste di collocamento lavorativo mirato.

E per andare incontro alle esigenze di tutti, in particolari situazioni e su richiesta, alcune prestazioni sanitarie potranno essere erogate anche a domicilio. Inoltre, sempre su richiesta, è attivo un servizio di trasporto sociale gratuito casa-poliambulatorio. Anche ai bambini è riservata un’importante attenzione: a loro è dedicata un’area interna allestita con giochi e per l’allattamento dei più piccoli, all’esterno un ampio parco giochi.

 

Pubblicato in Veneto
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