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Mercoledì, 20 Novembre 2019

Articoli filtrati per data: Giovedì, 10 Ottobre 2019 - nelPaese.it

Amnesty International ha sollecitato le autorità iraniane a eliminare tutte le restrizioni nei confronti delle donne che desidereranno seguire la partita di calcio contro la Cambogia, in programma il 10 ottobre e valida per le qualificazioni ai Campionati del mondo. La partita costituirà la prima occasione in cui le donne potranno accedere allo stadio Azadi di Teheran dopo la scioccante morte di Sahar Khodayari, che si diede fuoco il mese scorso dopo essere stata convocata per essere interrogata sul suo tentativo di entrare nell'impianto sportivo.

Il totale dei posti a disposizione delle donne per la partita del 10 ottobre è assai limitato: circa 3500, in soli quattro settori di uno stadio che ha una capienza totale di 78.000 spettatori. "La decisione delle autorità iraniane di consentire a un piccolo numero di donne di assistere alla partita è una cinica mossa pubblicitaria con cui esse intendono ripulire la loro immagine dopo l'indignazione globale generata dalla tragica morte di Sahar Khodayari", ha dichiarato Philip Luther, direttore delle ricerche sul Medio Oriente e l'Africa del Nord di Amnesty International.

"Solo la totale rimozione del divieto d'ingresso delle donne in tutti gli stadi di calcio non suonerà come un insulto alla memoria di Sahar Khodayari e un affronto ai diritti di tutte le donne che in Iran si stanno battendo perché quel divieto sia annullato", ha aggiunto Luther. "Invece di assumere iniziative riluttanti per eliminare la discriminazione nei confronti delle donne che vogliono assistere alle partite di calcio, le autorità iraniane devono abolire tutte le restrizioni al loro pieno accesso in tutti gli stati del paese, anche per gli incontri del campionato nazionale. La comunità internazionale, compresa la Fifa in quanto organo di governo del mondo calcistico, deve assicurare che le donne possano assistere a tutte le partite senza subire discriminazione", ha proseguito Luther.

"La Fifa ha la responsabilità del rispetto dei diritti umani in tutto ciò che accade sotto la supervisione e il potere di prendere misure definitive e urgenti per cambiare uno stato di cose che è durato sin troppo tempo", ha commentato Luther.

Pubblicamente, la Fifa ha ribadito che alle donne dovrebbe essere permesso l'ingresso negli stadi per tutte le partite. Nonostante ciò, le autorità iraniane non hanno eliminato le restrizioni. Dall'inizio del 2018 almeno 40 donne sono state arrestate per aver cercato di entrare negli stadi di calcio. Alcune di loro sono andate a processo. Amnesty International chiede alle autorità iraniane di annullare immediatamente e senza condizioni le accuse nei confronti delle donne che hanno cercato di violare le limitazioni sull'ingresso negli stati o che hanno protestato contro di esse. 

 

 

 

Pubblicato in Dal mondo

 

Dopo la bellissima e agghiacciante serie tv Chernobyl, abbiamo scoperto molte verità sconvolgenti su uno dei peggiori disastri nucleari della storia. Le conseguenze dell'esplosione del 26 aprile 1986 hanno interessato un'area di enormi dimensioni e ancora oggi la scienza sta monitorando e documentando gli effetti delle radiazioni sul territorio europeo e sulla sua popolazione. Chernobyl oggi è un turismo dark che affolla la zona proibita; è un'opera di altissima ingegneria collettiva, in parte anche italiana, per proteggere i cittadini non solo ucraini, bielorussi e russi ma di tutto il mondo. Il sarcofago, costruito con una tecnica ingegneristica di avanguardia, racchiude il luogo più radioattivo e pericoloso di tutta la Terra.

Un magma in grado di contaminare le viscere del nostro Pianeta. E in Italia? Che cosa è successo e che cosa sta ancora succedendo? Sono tanti i fili che ci uniscono alla tragedia di Chernobyl, e alcuni sono legami umani, storie straordinarie di accoglienza, di aiuto ed eroismo. In Chernobyl - Italia,edito da Sperling & Kupfer, Stefania Divertito racconta la storia e le storie che nessuno ha mai raccolto, mettendo al centro non solo gli eroi russi ma anche quelli del nostro Paese, che da solo ha accolto più della metà dei bambini ospitati in Occidente, per cure sanitarie e psicologiche.

Chernobyl - Italia è uno straordinario racconto che si legge come un romanzo, capace di parlare al cuore ma anche alla testa di chi vuole un futuro diverso.

 L'autrice

Stefania Divertito napoletana, classe 1975. Da oltre vent'anni giornalista in campo ambientale, è stata responsabile delle pagine di cronaca nazionale a Metro, e con la sua inchiesta sull'uranio impoverito ha vinto il premio Cronista dell'anno nel 2004, premiata dal presidente della Repubblica Ciampi. Ha vinto il premio Pasolini per le sue inchieste sull'amianto ed è autrice di numerosi libri tra i quali Uranio, il nemico invisibile (Infinito, 2005), Amianto, storia di un serial killer (Edizioni Ambiente, 2009), Toghe verdi (Edizioni Ambiente, 2011) e dell'ecothriller Una spiaggia troppo bianca (NN editore, 2015).

Ha prodotto e realizzato il docufilm Asbeschool, con il regista Luca Signorelli, sull'amianto nelle scuole (2017). Ha collaborato con l'Espresso, Left, Il Fatto, Vanity Fair. Attualmente è capo ufficio stampa e portavoce del ministro dell'Ambiente Sergio Costa.

 

 

 

 

Pubblicato in Ambiente&Territorio

"Sei dei tredici Paesi che il decreto rimpatri definisce sicuri sono al contrario luoghi in cui le persone lgbti vengono perseguitate e criminalizzate": lo dichiara Gabriele Piazzoni, segretario generale di Arcigay.

"Marocco, Tunisia, Algeria, Senegal e Ghana - prosegue - sono tra in 69 che ancora criminalizzano le persone omosessuali con pene che vanno da 6 mesi a 6 anni di carcere. L'Ucraina, poi, rientra tra i 55 Paesi nei quali non esistono tutele legali per le persone lgbti vittime di una forte e persecutoria condanna sociale. Rimpatriare una persona lgbti in quei Paesi vuol dire esporla a un pericolo enorme. Inoltre, senza accordi bilaterali i rimpatri sono pressoché impossibili: di conseguenza il provvedimento anziché produrre rimpatri più veloci, come dichiarato, servirà solo ad ostacolare e restringere il diritto d'asilo".

"Stando a quanto dice il decreto - spiega Manuela Macario, componente delle segreteria nazionale di Arcigay con delega alla marginalità -  chi fugge dai Paesi definiti "sicuri" perché perseguitato, discriminato e condannato per motivi legati al proprio orientamento o alla propria identità di genere,  non troverà protezione in Italia a meno che non sia in grado di produrre in tempi brevi la prova del pericolo subito. Ma produrre le prove, per chi fugge, sappiamo essere difficile, soprattutto se il periodo di rimpatrio si riduce drasticamente a 4 mesi. Per le persone Lgbti il rimpatrio rappresenta un pericolo concreto per la propria incolumità psicologica e soprattutto fisica, perseguitati dallo Stato, dalla società e spesso dalla stessa famiglia di origine. Con questo provvedimento stiamo contravvenendo al principio sancito dalla Carta di Ginevra e successivamente integrato dall'UNHCR che prevede il diritto soggettivo a chiedere protezione a chiunque abbia il timore di essere perseguitato per motivi legati all'orientamento sessuale e all'identità di genere".

"Pertanto auspichiamo - conclude - che il provvedimento venga rapidamente rivisto".

Pubblicato in Parità di genere

Sfollati, civili uccisi o in fuga. Si rischia il genocidio nella Rojava, la regione del nord della Siria, dove i partigiani curdi hanno sconfitto l’Isis creando un modello democratico laico e basato sulla parità di genere. Bombe e invasione via terra delineano uno scenario da ecatombe mentre stenta ad arrivare una reazione ferma e concreta della comunità internazionale.

Msf presente con i suoi presidi sanitari

Medici Senza Frontiere (MSF) è pronta a fornire cure mediche a seguito dell’azione militare lanciata dall’esercito turco nel nord-est della Siria. Le nostre équipe a Tal Abyad si stanno preparando per un potenziale aumento dei pazienti a causa del conflitto, mentre le nostre équipe a Ain Al Arab (Kobane), Ain Issa, Al Mallikeyeh (Derek), Raqqa e Tal Tamer sono in stand-by, pronte a fornire assistenza in caso di necessità.

"Abbiamo già visto persone sfollate da località lungo il confine e siamo molto preoccupati che l’intervento militare minaccerà la sicurezza e la salute della popolazione siriana", sottolinea Msf che chiede "attenzione e rispetto per il diritto internazionale umanitario, per garantire la protezione dei civili, degli ospedali, delle ambulanze e del personale medico e umanitario".

Anche Amnesty International chiede che siano tutelati i civili. "Come in altre parti della Siria, la popolazione civile nel nordest del paese ha già subito le conseguenze di varie offensive militari, che hanno prodotto sfollamenti a ripetizione e dato luogo a condizioni di vita durissime. La Turchia è obbligata, ai sensi del diritto internazionale umanitario, a prendere tutte le misure possibili per proteggere i civili e assicurare il passaggio degli aiuti umanitari. Ai civili che vogliano allontanarsi dalle zone di conflitto devono essere assicurati percorsi sicuri".

"Sia le forze turche che quelle curde hanno in passato compiuto attacchi indiscriminati in Siria che hanno causato uccisioni di civili. Ciò non deve accadere ulteriormente. Per evitare che in Siria si sviluppi un'ulteriore catastrofe umanitaria, la comunità internazionale deve prendere tutte le misure per assicurare il rispetto del diritto internazionale umanitario da parte delle autorità turche, dei gruppi armati filo-turchi e delle forze curde".

Associazioni, sindacati e cooperazione: “stop alla guerra”

“L'Italia e l'Europa condannino senza indugi l'attacco militare turco ai curdi siriani”. Lo chiede il presidente di Legacoop Emilia Romagna Giovanni Monti. £Riprenda l'azione diplomatica. In una terra martoriata da anni di guerre e con la popolazione costretta alla fuga servono pace e cooperazione, non nuovi conflitti”, aggiunge in un tweet. Poi si aggiungono le prese di posizione di Ong come Mediterranea e Baobab Experience a fianco del popolo curdo e della sua resistenza all'Isis. 

Arci, Anpi, CGIL e Legambiente inviano un appello ai vertici istituzionali italiani ed europei, dal presidente del Consiglio italiano Giuseppe Conte, al Ministro Di Maio, ai presidenti delle Camere, Casellati e Fico, alla presidente della Commissione e del Parlamento europeo, Ursula von der Leyen e David Sassoli.

Nell’appello le associazioni e il sindacato si dichiarano “angosciati e preoccupati per quanto sta accadendo al confine tra Turchia e Siria”.

“A seguito delle improvvide dichiarazioni del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump – continuano – il Presidente della Turchia Erdoğan ha dato avvio all’avanzata dell’esercito nelle zone storicamente abitate dalle popolazioni curde.

“L’esercito curdo – sottolineano –  è stato negli ultimi anni alleato delle forze occidentali e protagonista nel respingimento dell’avanzata dell’Isis, per la cui causa ha pagato un ingente prezzo di sangue. La convivenza tra la popolazione turca e curda potrà essere praticabile solo se lo Stato Turco accetta di sedersi a un tavolo di trattative con i rappresentanti curdi, con pari dignità, per trovare un accordo sul riconoscimento e indipendenza dei loro territori”.

“La comunità internazionale, l’Europa, l’Italia – rimarcano – hanno un debito di riconoscenza nei confronti delle donne e degli uomini curdi che si sono battuti fino alla morte per fermare il comune nemico Daesh e salvaguardare la sicurezza dell’Europa e del nostro Paese”.

“Chiediamo – concludono – che si cessino immediatamente le manovre di invasione del territorio siriano abitato storicamente dalla popolazione curda; che si dia mandato a una delegazione internazionale che garantisca la fine delle ostilità, il rispetto dei confini e il diritto internazionale; si garantiscano i soccorsi; che si apra una sessione di discussione nel Parlamento europeo quanto in quello italiano e che il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite se ne occupi con urgenza”

 

Pubblicato in Nazionale

Saranno le "Storie di lupi" di Alberto de Bastiani, direttore artistico del Festival "Burattini e Marionette", a riaprire le attività del punto educativo ospitato nella Biblioteca comunale di Colle Umberto e rivolto a bambini 0-6 anni e loro genitori. Lo spettacolo di narrazione e burattini si svolgerà sabato 12 ottobre dalle 17 alle 18.30 con ingresso libero nella Sala San Lawrenz della Biblioteca in via Capitano 5.

Nel corso della giornata, le famiglie potranno richiedere informazioni sulle attività del punto educativo "Uno spazio a mia misura", incontrare le educatrici, nonché iscriversi alle iniziative per l'anno 2019-2020, che sono tutte gratuite e rientrano nel progetto Caleidos, guidato in Veneto dalla Cooperativa sociale Itaca e che vede la stretta collaborazione del Comune di Colle Umberto.

A partire dal 15 ottobre, infatti, e per ogni martedì da qui a giugno dalle 17 alle 18, ripartirà il "Laboratorio di teatro-yoga" per bambini 4-6 anni, uno spazio ricco di storie di animali e giochi per conoscere un mondo magico. Inoltre, dal 17 ottobre e per ogni giovedì fino a giugno dalle 9 alle 11, riprenderà "A mia misura", uno spazio dedicato a letture di storie e a momenti di condivisione per bambini 0-3 anni tra le braccia di mamma e papà. Tutte le attività sono gratuite e si svolgeranno nella Biblioteca comunale di Colle Umberto che, grazie al progetto Caleidos, è stata attrezzata anche per i più piccini. Info e contatti: 335 1474830 (Valentina Lotti, Cooperativa Itaca).

Il progetto Caleidos nasce per superare la povertà educativa e per offrire nuove opportunità ai bambini 0-6 anni, assicurando loro il diritto ad apprendere, formarsi, sviluppare capacità e competenze, coltivare le proprie aspirazioni e talenti, promuovendo una comunità educante che sia in grado di prendersi cura dei bambini più fragili e anche delle loro famiglie.

L'intervento del sindaco di Colle Umberto

"Crediamo molto nel ruolo della Biblioteca comunale come centro culturale e aggregativo - afferma il sindaco di Colle Umberto, Sebastiano Coletti -, per questo cogliamo con gratitudine l'opportunità offertaci dalla Cooperativa Itaca di attivare uno spazio pensato non solo per i più piccoli, ma anche per genitori e nonni. Conosciamo molto bene Itaca e i suoi operatori, che si sono avvicendati in questi anni con progettualità volute fortemente dall'Amministrazione. Penso, ad esempio, ai percorsi sull'affettività per gli studenti della scuola media, all'apertura del Centro giovani, alla gestione del Consiglio comunale dei ragazzi. Caleidos per noi è importante perché valorizza il servizio della Biblioteca comunale con proposte mirate a prendersi cura dei bambini e delle loro famiglie. Abbiamo la fortuna di essere seguiti dall'operatrice Valentina Lotti, volto noto a Colle Umberto perché da anni gestisce il corso teatrale per i bambini delle scuole primarie. Vi invitiamo, quindi, a partecipare all'inaugurazione di 'Uno spazio a mia misura' e a cogliere questa bella opportunità".

Guidato in Veneto dalla Cooperativa sociale Itaca, Caleidos è frutto di un'ampia partnership che vede coinvolti Ulss n. 2 Marca Trevigiana - Distretto Pieve di Soligo, Fondazione di Comunità Sinistra Piave, Istituti comprensivi di Cappella Maggiore e "Grava" Conegliano 1, Nido Comunale di San Vendemiano (gestito dalla Cooperativa Stella). In un'ottica di lavoro di comunità, gli Istituti comprensivi hanno coinvolto le Amministrazioni comunali di Conegliano, San Vendemiano, Cappella Maggiore, Colle Umberto, Fregona e Sarmede con i relativi Servizi Sociali. Caleidos è co-finanziato dall'impresa sociale Con I Bambini.

 

 
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