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Mercoledì, 20 Novembre 2019

Articoli filtrati per data: Mercoledì, 16 Ottobre 2019 - nelPaese.it

Due borse di studio per giovani ricercatori laureati in psicologia. È questo l’accordo raggiunto oggi tra Universita degli studi di Messina e Consorzio Sisifo presso il Centro di Ricerca e Intervento Psicologico (CeRiP).

All’incontro,  che ha dato il via al progetto“Fattori di rischio e di protezione per il disturbo da lutto complicato nei caregiver di pazienti in cure palliative domiciliari, erano presenti il vice presidente e il direttore sanitario di Sisifo Santo Mancuso e Caterina Testai , Vittorio Lenzo, responsabile scientifico del progetto e la professoressa Marisa Quattropani, direttore scientifico del Centro.

“La letteratura scientifica - ha detto la Quattropani- ha dimostrato che i familiari di soggetti affetti da malattie terminali hanno un maggior rischio di andare incontro a problematiche sia fisiche che psicologiche rispetto la popolazione generale. ”.

Il progetto nato da un accordo di collaborazione specifica tra il Consorzio SISIFO e l’Università degli Studi di Messina ha l’obiettivo di prevenire l’insorgenza del Disturbo da lutto persistente e complicato nei caregiver che si sono occupati a lungo di familiari con neoplasia in fase terminale. 

Il Consorzio SISIFO si farà dunque carico dei costi del progetto finanziando le due borse di studio e I risultati di questo progetto permetteranno di ridurre il rischio di problematiche psicologiche nei caregiver con notevoli conseguenze positive in termini di costi sociali e assistenziali.

 

Pubblicato in Sicilia

Parte dalla Basilicata il ciclo di incontri per conoscere i Centri di servizio per il volontariato (Csv), una rete diffusa su tutto il territorio e che la riforma del terzo settore rafforza e riorganizza secondo una visione di sistema. “Al centro del volontariato” è uno dei moduli formativi realizzati nell’ambito del progetto “Capacit’Azione” il programma di formazione nazionale sulla riforma del terzo settore. Il primo appuntamento è per sabato 19 ottobre a Potenza, nella Casa del Volontariato in via Sicilia 10 dalle ore 9 alle 18. Il progetto è promosso dal Forum Terzo settore Lazio in collaborazione con CSVnet, Forum nazionale del terzo settore e un’ampia rete di partner, realizzato con i fondi del ministero del Lavo ro e delle Politiche sociali con l’obiettivo di formare 1300 esperti italiani sulla riforma del terzo settore.

A differenza dei moduli precedenti, quello dedicato ai Csv ha la struttura di un open day in cui gli aspetti tecnico-legislativi previsti dalla riforma del terzo settore si intrecciano con storie e approfondimenti. “Sarà un’occasione per raccontare il lavoro svolto sul territorio, i servizi offerti alle associazioni, la compagine sociale, ma anche un’opportunità formativa per conoscere cosa prevede la riforma, quali le novità in cantiere e le sfide da affrontare - spiega Stefano Tabò, presidente di CSVnet. - Rispetto al passato, la riforma ci chiede di mettere a disposizione la nostra esperienza ventennale di una platea più ampia di utenti, e questo ciclo di incontri vuole essere un canale per arrivare a chi non ci conosce ancora”.

Il codice del terzo settore (dlgs 117/2017), infatti, affida ai Csv il compito di promuovere e rafforzare l a presenza e il ruolo dei volontari italiani impiegati in tutti gli enti del terzo settore (Ets), e non più solo nelle organizzazioni di volontariato come in precedenza. Una sfida importante che risponde a un fenomeno dai numeri importanti: secondo gli ultimi dati Istat al 2015 in Italia i volontari sono oltre 5,5 milioni, mentre in base all’ultimo aggiornamento le istituzioni non profit attive in Italia nel 2017 erano 350.492, il 2,1% in più rispetto all’anno precedente.

Quello dei centri di servizio per il volontariato è un sistema diffuso in modo capillare con circa 400 tra sedi centrali e sportelli in cui lavorano 800 operatori retribuiti per oltre 215 mila servizi gratuiti erogati ogni anno a più di 48 mila organizzazioni non profit, soprattutto piccole e poco strutturate. Tra le novità previste dalla nuova legislazione, un nuovo assetto territoriale che porterà il numero dei Csv 71 (al momento dell'entrata in vigore del Codice del Terzo settore) a 49. I Csv operano sotto la sorveglianza dell’Organismo nazionale di controllo (Onc) e le sue articolazioni territoriali (Otc). Nella governance dei Csv potranno entrare tutti gli Ets (secondo il cosiddetto principio delle “porte aperte”), lasciando però alle organizzazioni di volontariato la maggioranza nelle assemblee.

Gli eventi di “Al centro del volontariato, dopo Potenza, si svolgeranno in quasi tutte le regioni italiane fino a metà gennaio, secondo un calendario che è consultabile sul sito del progetto.
 
Partnership di progetto, Anpas, Anteas, Arci, Auser e CdO-Opere sociali insieme ai collaboratori di sistema Acli, Anci Lazio, Anffas, Pro Bono Italia, Coordinamento periferie, Legambiente, Leganet e Legautonomie. Capacit’Azione è realizzato con i fondi del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali in seguito all'Avviso per il finanziamento di iniziative e progetti di rilevanza nazionale ai sensi dell'articolo 72 del Codice del terzo settore (decreto legislativo 117/2017).

 

Pubblicato in Basilicata

“Dalle informazioni finora disponibili sul decreto fiscale ed il disegno di legge di bilancio approvati dal Consiglio dei Ministri emergono alcuni aspetti che consideriamo positivi, in quanto sono coerenti con richieste che avevamo avanzato in questi ultimi mesi; una valutazione più complessiva sarà possibile dopo che avremo esaminato con attenzione i testi dei due provvedimenti”.

Ad affermarlo, in una nota, è l’Alleanza delle Cooperative Italiane. “Apprezziamo sicuramente -si legge nella nota- la sterilizzazione delle clausole di salvaguardia dell’IVA, che scongiura ripercussioni su consumi già deboli in una fase di stagnazione dell’economia e in un contesto internazionale complicato, e l’avvio della riduzione del cuneo fiscale a vantaggio dei lavoratori, per ora di entità limitata, ma che auspichiamo preluda ad una diminuzione strutturale delle tasse sul lavoro. Così come condividiamo la lotta all’evasione e, in particolare, le misure per contrastare l’illecita somministrazione di manodopera e l’aggiramento della normativa contrattuale negli appalti da parte di imprese fittizie: un tema sul quale abbiamo da tempo assunto una forte iniziativa, denunciando un fenomeno che altera la concorrenza, danneggia la reputazione delle imprese corrette e rispettose degli obblighi contrattuali e lede i diritti dei lavoratori”.

“Consideriamo inoltre importanti -prosegue la nota- la conferma degli incentivi di Impresa 4.0,con un rafforzamento in chiave di transizione alla sostenibilità, il credito di imposta per la formazione 4.0, che favorisce un investimento essenziale per l’adeguamento delle competenze, determinante nei radicali cambiamenti prodotti sul lavoro dalla diffusione delle tecnologie digitali, il sostegno agli investimenti privati sostenibili per la realizzazione di un green new deal”.

“Infine -conclude la nota- valutiamo positivamente la decisione di destinare ulteriori risorse agli interventi per la famiglia e per il Mezzogiorno, in particolare per incentivare gli investimenti delle imprese e le infrastrutturazioni sociali”.

 

 

 

 

Pubblicato in Nazionale

"L’Alleanza contro la povertà in Italia - che dal 2013 si occupa della promozione di politiche di contrasto alla povertà assoluta - in occasione della giornata internazionale per l’eliminazione della povertà, auspica che già dalla predisposizione della legge di Bilancio si realizzi un confronto con il Governo per la definizione delle politiche necessarie a contrastare il dramma della povertà assoluta che troppe persone, ancora oggi, vivono nel nostro Paese e che non è adeguatamente affrontato". E' quanto si legge in una nota dell'Alleanza contro la povertà. 

"L’introduzione del Reddito di Cittadinanza, nonostante l’importante stanziamento di risorse che ha ampliato la platea dei beneficiari e l’importo del contribuito economico, non ha cancellato la povertà. Per questo ribadiamo con forza la necessità di mantenere lo stanziamento di risorse previsto dalla legge di bilancio dello scorso anno e di mettere in atto i correttivi volti al raggiungimento delle persone escluse o penalizzate dai parametri di accesso e di erogazione della misura, come i senza dimora. Chiediamo, inoltre, che una particolare attenzione sia dedicata all’implementazione dei percorsi di inclusione sociale e lavorativa, con il necessario rafforzamento dell’infrastruttura dei servizi pubblici territoriali - a partire da quelli sociali - per un’adeguata presa in carico dei soggetti in condizione di disagio economico".

I dati diffusi dall'Inps sull’erogazione del Reddito di Cittadinanza mostrano come sia indispensabile mantenere la dotazione prevista sul Fondo dedicato. Gli eventuali risparmi di spesa - dovuti a un minore numero di beneficiari rispetto alle stime iniziali – andrebbero indirizzati alla necessaria rimodulazione della scala di equivalenza, attualmente penalizzante per i nuclei numerosi e con minori, e all’estensione della misura ai cittadini extracomunitari, discriminati in modo inaccettabile dalla normativa in essere, a cominciare dall’emanando decreto sulle certificazioni richieste.

L’Alleanza, infine, nel sottolineare la centralità della rete dei servizi pubblici sul territorio e la necessità della loro azione integrata nel rispondere alla multidimensionalità della condizione di povertà, auspica che il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali emani al più presto il decreto di riparto dei Fondi previsti per il 2019 destinati al rafforzamento dei servizi. Fondi che, seppur ancora insufficienti, sono indispensabili a sostenere il processo di rafforzamento della rete territoriale necessario a realizzare percorsi di inclusione rispondenti ai bisogni di ciascun nucleo in condizione di disagio.

Pubblicato in Lavoro

Dai dilettanti alla Serie A: è questo il sogno di tanti ragazzi ed anche quello di Ndiaye Maissa Codou che per realizzarlo ha raggiunto l’Europa con un barcone. 

Il DS Varriale: ”La burocrazia sportiva gli ha impedito di giocare per diversi mesi, ma noi abbiamo fatto di tutto per tesserarlo e consentirgli il trasferimento alla Roma”. Maissa può dire d’aver trasformato in realtà il suo desiderio, perché da oggi, mercoledì 16 ottobre 2019, è ufficialmente un giocatore della A.S. Roma.

Senegalese, classe 2002, il giovane difensore centrale approda a settembre 2018 nell’Afro-Napoli United, dove si fa subito notare per le sue formidabili doti atletiche ed attira l’attenzione di numerosi club professionistici. L’Afro-Napoli United augura al giovane calciatore grandi successi nello sport e nella vita.

 

Pubblicato in Nazionale

Una notte per i clochard. A Bergamo sarà possibile passare una notte in dormitorio. A Como si pranzerà insieme in piazza del Duomo. A Brescia sarà il piazzale della stazione ferroviaria ad ospitare musica, giochi e cena. La Notte dei senza dimora, nata 20 anni fa da un'idea di Terre di mezzo, viene organizzata quest'anno in sette città: Milano e Bologna (vedi lanci precedenti), Bergamo, Como, Brescia, Reggio Emilia e Rovigo. Sono le associazioni e gli enti che si occupano di senza dimora a organizzare, nelle proprie città, la Notte e a celebrare così anche la Giornata mondiale di lotta alla povertà del 17 ottobre. L'obiettivo della Notte è quella di sensibilizzare cittadini e istituzioni, far conoscere la vita dei senza dimora, invitare tutti a trascorrere un po' di tempo con loro e con i volontari.

A Bergamo le associazioni hanno previsto, dal 14 al 20 ottobre, una serie di iniziative e incontri. In particolare, per le notti di giovedì 17 e sabato 19 ottobre, ci sarà la possibilità, previa iscrizione, di dormire al Galgario, il dormitorio gestito dalla Caritas bergamasco che ospita in media una quarantina di persone. "L'idea è che il Galgario sia sempre meno un luogo chiuso e separato dalla città - spiega Aldo Lazzari, responsabili dei volontari Caritas-. È un'esperienza che già proponiamo ai giovani una volta al mese. Per la Notte dei senza dimora è aperta a chiunque". Chi vuole vivere per una notte nel dormitorio deve iscriversi (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.) e sostenere un colloquio.

A Como la Notte è divisa in due giornate. La prima, venerdì 18 ottobre, prevede uno "Sconcerto", con musica proposta da una band composta da con e senza dimora (ore 21, Spazio Gloria). Per Sabato 26 ottobre l'appuntamento è in piazza del Duomo, a partire dalle ore 10 con "Magna e tas mia" (Mangia e non tacere): ci saranno "libri viventi" dai quali ascoltare storie e a mezzogiorno il pranzo insieme.

A Brescia nel piazzale della Stazione ferroviaria il programma della Notte prevede, a partire dalle ore 16, giochi, musica, merenda e cena con la serata che si conclude con la possibilità di dormire in sacco a pelo.

A Reggio Emilia la quarta edizione della Notte si svolgerà sabato 19 ottobre al Lab AQ16, dalle ore 18, con musica, letture e cibo. "Una notte di sensibilizzazione per denunciare la disuguaglianza sociale che ci affligge -spiegano gli organizzatori-. A Reggio Emilia si contano almeno 400 senza dimora. La notte sarà un evento di raccolta dei beni primari per i nostri fratelli e sorelle che vivono in povertà".

A Rovigo la Notte sarà ospitata alla Pescheria Nuova con un ciclo di incontri, dal 15 al 18 ottobre, sulle condizioni di povertà in città, sui servizi offerti. Viene allestita una mostra fotografica e per il 16 ottobre alle ore 16 è stato organizzato un laboratorio per bambini, "Le chiavi di casa".

(Fonte: Redattore Sociale/dp)

 

 

 

Pubblicato in Economia sociale

A seguito dell’azione militare lanciata dall’esercito turco e l’estrema instabilità nel nord-est della Siria, Medici Senza Frontiere (MSF) ha preso la difficile decisione di sospendere la maggioranza delle sue attività e di evacuare il suo staff internazionale dalla regione.

Da mercoledì 9 ottobre, a causa dell'estrema precarietà, MSF ha cominciato a evacuare il personale internazionale dai progetti a Ain Issa, Al Hol, Tal Abyad, Tal Tamer, Tal Kocher/Yaroubiyah, Kobane/Ain Al Arab e Raqqa. Si tratta di una "decisione estremamente difficile perché siamo consapevoli dei bisogni delle persone in fuga nella regione".

Tuttavia, la situazione attuale, "altamente imprevedibile e in rapida evoluzione, ha reso impossibile per MSF negoziare un accesso sicuro per fornire cure mediche e assistenza umanitaria alle persone in difficoltà. Con l’alto numero di gruppi armati coinvolti nel conflitto, MSF non può più garantire la sicurezza del personale siriano ed internazionale".

“Le persone nel nord-est della Siria hanno già vissuto anni di conflitti e instabilità. Gli ultimi sviluppi hanno solo aumentato la necessità di assistenza umanitaria, ma è impossibile fornirla con l'attuale livello di insicurezza” dichiara Robert Onus, responsabile dell’emergenza MSF in Siria. “È con il cuore pesante che MSF ha preso la difficile decisione di sospendere la maggior parte delle sue attività ed evacuare lo staff internazionale dal nord-est della Siria. Non possiamo operare su vasta scala fino a quando non avremo l’assicurazione e l'accettazione da parte di tutte le parti in conflitto che possiamo svolgere la nostra azione in sicurezza".

“Siamo estremamente preoccupati per la sicurezza dei nostri colleghi siriani e delle loro famiglie che restano nel nord-est della Siria in questi tempi difficili. Continueremo a supportarli da remoto ed esploreremo tutte le possibili opzioni per fornire assistenza alle persone nel nord-est della Siria, nonostante tutti i limiti” aggiunge Onus di MSF.

La decisione di sospendere la maggior parte delle attività arriva in un momento in cui la situazione umanitaria è sempre più fuori controllo e i bisogni non potranno che aumentare. A Tal Tamar, le équipe di MSF hanno distribuito coperte, razioni di cibo d’emergenza, acqua e sapone alle migliaia di sfollati che arrivavano quotidianamente in città dopo essere fuggiti dalle loro case con solo qualche vestito sulle spalle. Fino al 13 ottobre, MSF ha fornito acqua a diversi villaggi della zona per supplire alla carenza di acqua a causa di un attacco aereo che ha danneggiato il sito dove di pompaggio dell'acqua, interrompendo così l'approvvigionamento idrico di intere città.

Attacchi aerei, bombardamenti e scontri armati hanno avuto un grave impatto sulla popolazione civile e sulla capacità delle organizzazioni umanitarie di fornire assistenza in modo sicuro. Il 13 ottobre, decine di feriti di un attacco aereo sono stati portati all’ospedale di Tal Tamer. Nella città di Ain Issa, le équipe di MSF hanno visto la popolazione fuggire dalle proprie case a piedi per fuggire dal conflitto in corso. Gli operatori sanitari sono stati evacuati e trasferiti dall’ospedale di Ain Issa che è stato uno dei principali ospedali a curare i feriti durante gli ultimi cinque anni.

Oggi, dopo l’evacuazione delle équipe di MSF, abbiamo saputo che la popolazione nel campo di Ain Issa non ha avuto accesso a cibo, acqua e assistenza medica. Proprio una settimana fa, le équipe di MSF stavano fornendo assistenza medica, sostegno psicologico e distribuendo acqua alle persone nel campo. Ora queste persone sono abbandonate a una situazione davvero precaria e siamo estremamente preoccupati per la loro salute.

MSF chiede a tutte le parti in conflitto "di garantire la protezione dei civili, incluso lo staff medico e i loro pazienti". "Chiediamo inoltre di assicurare alle organizzazioni umanitarie un accesso sicuro e senza ostacoli alla popolazione civile in modo da poter dare assistenza quando è estremamente necessario. MSF continua ad operare nel nord-ovest della Siria e in Iraq, fornendo cure mediche in diverse strutture e attraverso cliniche mobili, oltre a supportare centri di salute nell’area", conclude Msf.

 

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