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Martedì, 19 Novembre 2019

Articoli filtrati per data: Giovedì, 17 Ottobre 2019 - nelPaese.it

Come si è evoluta e sviluppata la Rete Sismica Nazionale (RSN) dai pochi punti di osservazione sparsi sul territorio italiano fino alle centinaia di stazioni multiparametriche dei nostri giorni?

In occasione del Ventennale dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), INGVterremoti ha realizzato una nuova story map che racconta lo sviluppo negli anni della RSN, una delle infrastrutture più importanti dell'Istituto che permette di monitorare la sismicità in Italia e nel mondo e di assicurare il servizio di sorveglianza sismica del nostro territorio per il Dipartimento della Protezione Civile (DPC).

La story map propone una ricostruzione storica dello sviluppo della rete di monitoraggio dell'INGV (prima ING) che a seguito del terremoto in Irpinia del 23 novembre 1980 venne centralizzata per fornire un servizio di monitoraggio e sorveglianza a livello nazionale in tempo reale o quasi. 

Attraverso l'ausilio di mappe interattive, testi, foto e immagini storiche e recenti vengono raccontati i principali aspetti relativi allo sviluppo tecnologico e strumentale delle stazioni di monitoraggio (sensori, ricevitori, trasmissione dati, alimentazione), all'incremento del numero di stazioni e infine alla conseguente evoluzione del servizio di sorveglianza (localizzazioni eventi, turnazione h24, comunicazione verso DPC e il pubblico).

Oggi la Rete Sismica Nazionale Integrata, grazie anche al contributo dei dati provenienti da stazioni estere installate in regioni confinanti, conta quasi 500 stazioni.

Link all'articolo sul blog INGVterremoti: https://ingvterremoti.wordpress.com/2019/10/16/una-story-map-dello-sviluppo-della-rete-sismica-nazionale/

Link alla story map: https://bit.ly/2ORuzZW

 

Pubblicato in Ambiente&Territorio

È “Passaggi” il tema della tredicesima edizione de “Il Rumore del Lutto”, progetto culturale di ricerca e riflessione sul tema del lutto, che si svolgerà a Parma, in vari luoghi della città, dal 30 ottobre al 4 novembre.

Nata nel 2007 da un progetto di Maria Angela Gelati, tanatologa, formatrice e giornalista, e Marco Pipitone, dj, critico musicale e fotografo, e promossa dall’associazione Segnali di Vita, con il patrocinio di Comune di Parma, Università di Parma e del Master Death Studies and the End of Life dell’Università degli Studi di Padova, la rassegna presenta un vasto programma con circa 100 ospiti e 48 eventi che spaziano dalla musica all’architettura, dall’arte al teatro, dalla letteratura al cinema, dalla psicologia alla medicina, per un pubblico di adulti e bambini e quasi tutti a ingresso libero.

“Il Rumore del Lutto” può essere considerata la prima manifestazione culturale, a livello italiano ed europeo, che ha proposto una ricerca interdisciplinare su un tema ancora difficoltoso da affrontare come la morte offrendo una modalità alternativa per vivere la commemorazione dei defunti, rendendone la ritualità più completa. Un format che ha fatto scuola diventando un punto di riferimento di numerose rassegne analoghe in Italia e all’estero.

Il progetto è tra i vincitori del Bando per le proposte progettuali per Parma Capitale Italiana della Cultura 2020.

L’immagine guida della rassegna - ispirata all’opera Endodrome dell’artista francese Dominique Gonzalez-Foerster presentata alla Biennale di Venezia - comunica il desiderio di far sperimentare e immaginare un passaggio dallo stato solido allo stato aereo, per esistere in una sorta di vita biologica immaginaria che risponde alla domanda: siamo in grado di affrontare il passaggio dalla vita fisica, così come la conosciamo e rappresentiamo, in qualcosa di diverso, sconosciuto e misterioso, che possiamo solo immaginare?

«In fondo - scrivono i due curatori - i passaggi che sperimentiamo sempre nell’esistenza e che ci trasportano da un prima ad un dopo, da una fase di vita ad un’altra, sono solo l’ombra di quella luce, del passaggio più importante, quello che ci porterà da una forma di vita ad un’altra e che possiamo, se lo vogliamo, cominciare a immaginare». La rassegna si realizza grazie alla collaborazione di numerose realtà cittadine con le quali in questi anni si è stretta una sinergia importante. In particolare, quest’anno Il Rumore del Lutto ha stipulato la sua prima convenzione ufficiale, quella con Lenz Fondazione, che stringerà le due realtà in una collaborazione triennale.

Il Rumore del Lutto è promosso da Segnali di Vita Aps, con il patrocinio di Comune di Parma, Università di Parma e del Master Death Studies and the End of Life dell’Università degli Studi di Padova.

Con il sostegno di ADE Servizi Srl Onoranze Funebri, COF - Consorzio Onoranze Funebri Parmense, Croce Verde Onoranze Funebri, BDC Bonanni Del Rio Catalog, Gruppo Altair e Il Tempio Srl, Casa Funeraria Santarelli, Cipriani Le Onoranze, Giubileo L’arte dell’ultimo saluto, Mattatoio Culture Club, Impresa Funebre Pietra, So.Ge.Ci Servizi Cimiteriali, Ghiretti Giuseppe Illuminazione Votiva, Onoranze Funebri Collecchiesi, Video Type, Onoranze Funebri Le Valli, Iscom Parma Istituto di Formazione, Curly Sue’s, Ferri Ivan.

In collaborazione con Verdi OFF, Dipartimento di Scienze Mediche Veterinarie, Complesso Monumentale della Pilotta, Ordine degli Architetti, Biblioteca Civica, Castello dei Burattini, Socrem Parma, Fondazione Giornalisti dell’Emilia Romagna, Lenz Fondazione, Europa Teatri, Teatro del Cerchio,  Antica Farmacia+ Asp Ad Personam, Parma 360 Festival, Endenocte Dark Night, Libreria Feltrinelli, Ambiente Cinema Uomo, Campus Industry Music, Libreria Diari di Bordo, Cinema Astra, UCAI, Istituto M. Melloni, Liceo G. Marconi, Liceo A. San Vitale, Enoteca Tabarro, Équipe di Progetto Una rosa sul banco, Associazione L.O.F.T.,  Associazione Soproxi, Hospice Piccole Figlie, Associazione Amici delle Piccole Figlie, Associazione Claudio Bonazzi, Associazione Zero K, Circolo di Cultura Fotografica Il Grandangolo, Centro Alzhaimer di Sissa Trecasali e di Parma, Officina delle Fate, SLAB, Ratafià, Cantine Ceci, App Colombofili, Il Mondo YogaStudio, Centro Studi Movimenti, ENPA Parma (elenco completo sul sito della manifestazione).

Pubblicato in Emilia-Romagna

Il libro "Anna e le ragazze", scritto da Claudio Repek ed edito da Clichy Firenze, verrà presentato sabato 19 ottobre presso il centro sportivo di Albergo nel comune di Civitella. Inizio alle ore 9.30 con il saluto della Sindaca Ginetta Menchetti e dello storico e senatore Riccardo Nencini. Seguiranno gli interventi di Elio Randellini, assessore del comune di Civitella; Iasmina Santini, Dirigente scolastico; Antonietta Milani, Presidente del Direttivo provinciale Spi Cgil. Le conclusioni saranno della Presidente di Koinè, Grazia Faltoni e del Segretario provinciale Cgil, Alessandro Mugnai. 

Racconteranno il libro le protagoniste: da una parte Anna Cuccoli, prima mezzadra e poi operaia Lebole, quindi amministratrice pubblica e oggi militante nello Spi Cgil. Dall'altra un gruppo di ragazze e ragazzi tra gli 11 e i 13 anni che frequentano il Centro socio educativo Aquilone del Comune di Civitella, gestito dalla cooperativa sociale Koinè. L'iniziativa sarà coordinata da due educatrici del Centro, Raffaella Merelli e Cinzia Tigli.

Il libro riporta il confronto tra generazioni diverse sui temi della vita quotidiana. Quindi non solo i grandi argomenti ma anche i temi di ogni giorno tra gli anni '50 e gli anni '90: la famiglia, l'infanzia, la terra, la scuola, le amicizie, i primi amori, i fidanzamenti. E poi il cibo, la cucina, la fame. Quindi le trasformazioni sociali: dalla terra alla fabbrica, dall'isolamento nelle campagne alle militanza sindacale, dall'assenza d'identità sociale alla scelta dell'impegno in politica. I diritti delle donne e le trasformazioni all'interno della famiglia.

Sessantacinque anni sono una differenza ma non fanno la differenza. Anzi: creano la curiosità di conoscersi in un doposcuola che diventa un ponte tra generazioni.

 

Pubblicato in Cultura

Dopo San Gimignano e Monza, nell'arco di pochi giorni emergere quello che sarebbe un nuovo caso di presunte violenze contro detenuti ad opera di operatori della Polizia Penitenziaria. Stavolta i fatti si riferiscono al carcere di Torino, dove sei agenti sono stati arrestati con l'accusa di tortura.

"Nei casi come questo di Torino non resta che augurarsi che si faccia al più presto chiarezza su quanto avvenuto" dichiara Patrizio Gonnella, presidente di Antigone. "Quello che è certo - dice Gonnella - è che avevamo più volte segnalato negli scorsi mesi come il clima all'interno delle carceri stesse andando peggiorando. Come cattivi maestri al potere stessero esacerbando il linguaggio, rendendo comprensivo, se non addirittura benevolo, quell'uso e abuso di una violenza "illegale", "arbitraria" e "rapsodica", con il rischio che questa possa venire percepita come parte della pena stessa, nella certezza interiore dell'impunità. Un uso del linguaggio riscontrabile anche su blog informativi della polizia, con detenuti appellati come "bastardi" o nella migliore dell'ipotesi camosci, riproponendo uno slang carcerario antico, offensivo e violento" sottolinea il presidente di Antigone.

"Dopo la notizia delle presunte violenze nel carcere di San Gimignano, il senatore ed ex ministro Matteo Salvini si era recato fuori dal carcere per portare solidarietà agli agenti indagati. Avevamo sottolineato come questo fosse un tragico errore proprio per il messaggio di tolleranza e comprensione verso chi è indagato per quello che è un crimine contro l'umanità, utilizzato in molti regimi autoritari e che le democrazie avanzate devono impegnarsi a combattere", sottolinea Patrizio Gonnella che aggiunge "non è certamente così che si fa un favore ai tanti operatori che svolgono il proprio lavoro nel rispetto del dettato costituzionale".

"E' proprio a questa parte significativa di operatori penitenziari, che ha una cultura democratica così radicata che non è comprimibile da un qualsiasi cattivo maestro, che bisogna ripartire per spezzare quel circolo di violenze che ha luogo negli istiuti penitenziari" aggiunge ancora Gonnella. "Da loro e dall'attività di denuncia e di presa in carico dei casi da parte della magistratura. In tal senso, lo stanno dimostrando i fatti, introdurre il reato di tortura nel codice penale è stato un passo importante per dare ai giudici tutti gli strumenti necessari ad indagare e punire i responsabili di questi crimini.

Benché il testo della legge approvata non fosse il migliore possibile, avevamo sottolineato come a fare la differenza spesso non è solo la legge ma anche la cultura dei giudici che la devono utilizzare. E proprio i giudici - dice ancora Gonnella - stanno dimostrando un'importante cultura democratica".

"E' inoltre importante - dichiara il presidente di Antigone - che anche dall'Amministrazione penitenziaria arrivi un segnale forte. Nel caso di Torino questo sembrerebbe essere avvenuto, con gli arresti degli autori delle presunte torture che pare siano stati effettuati grazie al Nucleo Investigativo Centrale del Corpo di Polizia Penitenziaria. E' bene però arrivi anche in altri casi (anche a livello disciplinare) come quello riguardanti le violenze nei confronti di un ex detenuto nel carcere di Lucera. Proprio in questi giorni è stata resa pubblica la sentenza e, mentre l'ex detenuto è stato condannato per aver resistito agli agenti, questi ultimi hanno usufruito della prescrizione, cosa che non ha però impedito al giudice di rilevare come nel loro comportamento ci fosse una inequivocabile responsabilità penale. Proprio in casi come questi è importante che arrivino dunque segnali forti dall'interno dell'Amministrazione, anche allo scopo di distinguere una piccola minoranza di persone che usano la violenza dalla grande maggioranza di operatori che si muovono nel solco della legalità".

 

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