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Mercoledì, 20 Novembre 2019

Articoli filtrati per data: Mercoledì, 02 Ottobre 2019 - nelPaese.it

Mercoledì 9 ottobre alle 19 nella sede della Comunità Nove nel Parco di Sant'Osvaldo in via Pozzuolo 330 a Udine, torna la nave spaziale "Disturbo?" per la 5^ edizione della manifestazione promossa da Cooperativa sociale Itaca e Dipartimento di salute mentale dell'Asuiud, in occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale. Ad inaugurare la rassegna saranno le narrazioni di Angelo Floramo e la fisarmonica di Paolo Forte con "Handle With

Care" (ingresso libero), prima tappa di un nuovo viaggio tra le diverse forme e sostanze della delicatezza. Ricco il ventaglio delle collaborazioni consolidate, cui si aggiunge quest'anno l'ingresso della Bottega Errante che si affianca a partner come Cosm - Consorzio operativo salute mentale, Cooperativa Duemilauno Agenzia sociale, Arci comitato territoriale di Udine, Circolo Arci Misskappa, Aps Arci Bar Sport e gruppo artistico CipArt. Come nelle precedenti edizioni, si tratterà di un viaggio con più tappe, varie e diverse, che a partire da ottobre costituiranno un appuntamento mensile fino alla primavera 2020. Le altre date del programma sono ancora top secret, ma riguarderanno musica, comunicazione, arte, poesia e teatro.

Con l'avvicinarsi della Giornata Mondiale della Salute Mentale (fissata il 10 ottobre), la "Nâf Spaziâl - Disturbo?" scalda i motori e si prepara a ripartire per un altro lungo viaggio, mentre sulla terra il tempo pare quasi essersi fermato. "Nella complessità delle relazioni umane, la dimensione della delicatezza, tema centrale sui cui ruoteranno tutti gli appuntamenti dell'edizione 2019, si fa sempre più rara. Dilaga - evidenziano i promotori della rassegna - una comunicazione prevaricante e divisiva, si diffondono sentimenti di sfiducia, chiusura e rifiuto.

Tutto questo sembra compromettere seriamente il nostro sistema di rapporti, interrompendo come un gigantesco bug le nostre naturali connessioni e mettendo a dura prova lo stato della salute mentale collettiva. Ma davvero non si comprende che il rispetto per la storia e per il percorso di ogni singolo essere umano è sempre necessario? E proprio non si crede che l'attenzione e la cura per l'alterità siano l'unica via percorribile per il nostro stesso benessere?". Da queste domande e suggestioni riparte, alla ricerca di possibili risposte, il volo verso le stelle di "Disturbo?", con il pieno di uno speciale carburante fatto di gesti intrisi di ferma delicatezza.

Mercoledì 9 ottobre alle 19 nella sede della Comunità Nove al Parco di Sant'Osvaldo "Handle With Care" (ingresso libero), prima tappa di un nuovo viaggio con Angelo Floramo e la fisarmonica di Paolo Forte. Attraverso un dialogo empatico, narratore e musicista presenteranno la loro idea di bellezza, un sentimento profondo e leggero allo stesso tempo, in grado di mantenere vivo l'incontro tra equilibrio e disequilibrio, vibrazioni autentiche attraverso le quali è possibile conoscere e prendersi cura dell'altro. Introdurrà la serata la dottoressa Maria Angela Bertoni, Direttora del Dipartimento di salute mentale di Udine. Concluderà la serata un momento conviviale grazie a Comunità Nove, Arci Misskappa e Bar Sport.

Questo primo incontro inaugura una serie di appuntamenti mensili in cui "Disturbo?" si articolerà, utilizzando più forme comunicative e dando così continuità alle occasioni di scambio e di confronto. "Disturbo?" è dedicato a chi alle parole dà valore e sostanza ed alimenta la propria esistenza di incontri, suoni e colori diversi.

 

Pubblicato in Friuli-Venezia Giulia

Quaranta libri destinati ai piccoli di due nidi del Valdarno e alla Biblioteca comunale di Montevarchi. Non sono libri ordinari. Sono di poche pagine di stoffa, fatti da anziani dell'Asp della città valdarnese per bambini che hanno meno di 3 anni.  Una differenza d'età che, mediamente, non è inferiori agli 80 anni. Un mare di anni attraversato da un ponte fatto di libri.

"L'idea è nata da un corso di formazione delle nostre operatrici all'interno del progetto Nati per leggere - ricorda Serena Magini, Coordinatrice servizi infanzia Koinè Area Valdarno. Ci siamo dette: perché non mettere in sintonia gli anziani della Rsa e i bambini dei nidi? Un'idea che ha visto la collaborazione del Comune e dell'Asp di Montevarchi; della Biblioteca Ginestra Fabbrica della Conoscenza e, ovviamente, di Nati per leggere".

"I nostri anziani - sottolinea Lucia Casini, Coordinatrice Koinè della  RSA Montevarchi - si sono dimostrati subito entusiasti. Avevamo già un laboratorio di cucito e abbiamo utilizzato le stoffe che avevamo a disposizione sia noi che i nidi. Per i nostri ospiti, creare un libro di stoffa per un bambino è stato come tornare ai loro primi anni di nonni, quando i libri per i loro nipoti magari li acquistavano ma li leggevano loro. Così sono nate piccole storie legate alla natura, al bosco, al mare, ai dolci che gli anziani hanno cucito e che sabato consegneranno ai bambini".

"Il progetto è iniziato a nel gennaio di quest'anno  con l'informazione agli anziani – ricorda l'educatrice Susy Brogi referente del servizio di animazione. Gli anziani hanno proposto alcuni temi: animali, alberi, frutta, mare...mettendo in campo le loro abilità manuali. Prima sono stati preparati i campioni su cartone che poi sono stati trasferiti suoi tessuti assegna a ciascun anziano un compito".

ll primo appuntamento della giornata di sabato è in programma dalle 10 alle 12 di sabato 5 ottobre nella Biblioteca dei Ragazzi all'interno della Ginestra Fabbrica della Conoscenza. Saranno donati 3 libri e seguiranno letture a bassa voce e consigli per avvicinare, in modo semplice, i bambini ai libri e all'ascolto.

Nel pomeriggio, tra le 16 e le 18, l'attenzione si sposterà nella sede dell'Asp di Montevarchi dove i libri realizzati dagli anziani ospiti verranno donati ai bambini dei nidi d'infanzia Stellina  di Loro Ciuffenna e Piccolo Sole di San Giustino Valdarno. Saranno 37:  1 per ciascuno

Alla cerimonia parteciperanno Maura Isetto, Assessore alla cultura del Comune di Montevarchi; Stefano Tassi, Assessore al sociale e alla pubblica istruzione del Comune di Montevarchi, Laura Nardelli, Direttrice ASP Montevarchi; Luisa Granelli, Presidente ASP Montevarchi; Lucia Casini, Coordinatrice Koinè della  RSA Montevarchi; Susi Brogi, Educatrice Koinè nella RSA Montevarchi; Serena Magini, Coordinatrice servizi infanzia Koinè Area Valdarno e infine Elena Cheli e Lorenzo Lori, bibliotecari, operatori Nati per Leggere

Durante l'intera giornata i volontari Nati per Leggere saranno a disposizione per consigli di lettura e prestito gratuito di libri dedicati ai piccolissimi.

 

Pubblicato in Toscana

L’acquisto della casa è una delle spese maggiori che le famiglie italiane devono sostenere, a livello nazionale si evince che sono necessarie 6,6 annualità di stipendio per comprare casa: 0,4 in più di quante ne servivano l’anno scorso. A riferirlo è il Centro studi di Tecnocasa.

Milano è la città dove occorrono più annualità, 10,2% e, rispetto ad un anno fa, supera Roma che scivola al secondo posto, con 9,5 annualità.  Il rialzo costante dei prezzi a Milano, con tassi di crescita superiori alla media la pone in cima alle città più costose d’Italia. Al terzo posto Firenze con 9 annualità. La città dove servono meno annualità di stipendio è Palermo (3,7).

Effettuando un confronto a distanza di dieci anni, si evince che a livello nazionale la differenza è stata più consistente: infatti si è passati dalle 9,0 annualità nel 2009 alle 6,6 nel primo semestre del 2019. In questo lasso temporale per comprare casa a Roma occorrono 4,1 annualità in meno, a Milano 2,3 annualità in meno. Bologna e Verona sono le città in cui, nell’orizzonte temporale considerato, il numero di annualità necessario è diminuito meno (-1,3).

 

Pubblicato in Economia sociale

Tre "terroristi di al-Shabaab" uccisi da un attacco aereo statunitense in Somalia nel marzo 2019 erano contadini senza alcun collegamento col gruppo armato. Lo ha rivelato un'indagine, resa pubblica oggi, di Amnesty International che ha anche accusato il Comando militare Usa in Africa (Africom) di non aver contattato i familiari di una delle tre vittime dopo che, a maggio, era emerso chiaramente che questa era un civile.

I tre uomini avevano complessivamente 19 figli. "Non basta che Africom sembri non sapere chi colpisce nella sua guerra segreta in Somalia. Quello che è peggio è che il comando militare Usa non si metta in alcun modo a disposizione delle famiglie delle vittime. E questo è solo uno dei tanti casi in cui gli attacchi aerei statunitensi hanno colpito a caso quella ampia parte di popolazione somala etichettata come 'terrorista'", ha dichiarato Abdullahi Hassan, ricercatore di Amnesty International sulla Somalia.

L'attacco aereo di Abdow Dibile

Tra le 15 e le 16 del 18 marzo 2019 un attacco aereo statunitense colpì un suv Toyota Surf nei pressi del villaggio di Abdow Dibile, a cinque chilometri di distanza da Afgoye, nella regione del Basso Shabelle. A bordo c'erano tre uomini di ritorno dal lavoro nei campi.

L'impatto distrusse il veicolo uccidendo all'istante l'uomo alla guida, Abdiqadir Nur Ibrahim (46 anni), e Ibrahim Mohamed Hirey (30 anni). Un amico stretto di Abdiqadir Nur Ibrahim, ha raccontato quanto vide la mattina dopo:

"Il suo corpo era completamente distrutto ma l'ho riconosciuto. Il volto era bruciato. Attaccato allo specchietto dell'automobile c'era ancora il suo orologio".

Il terzo passeggero, Mahad Nur Ibrahim (46 anni, fratellastro di Abdiqadir), morì in un ospedale di Mogadiscio dopo un'agonia di tre mesi per, secondo il referto ufficiale, arresto cardiaco a seguito di setticemia, con oltre il 50 per cento del corpo ustionato. Non vi sono prove che Africom abbia cercato di mettersi in contatto con lui durante il ricovero.

Il 19 marzo Africom diffuse un comunicato nel quale descriveva le vittime come "tre terroristi", senza fornire alcuna prova. Il comunicato proseguiva affermando che "Africom [era] a conoscenza di notizie riguardanti vittime civili" e avrebbe esaminato ogni informazione al riguardo.

A maggio un giornalista di "Foreign Policy" ha informato Africom che Ibrahim Mohamed Hiray era un civile e ha fornito i contatti della sua famiglia, che finora non è mai stata chiamata.

Ad agosto Amnesty International ha messo a disposizione di Africom ulteriori prove, ma il comando militare ha rifiutato di smentire che i tre civili fossero "terroristi": "Quell'attacco aereo è stato condotto contro militanti di basso rango di al-Shabaab (...) Le informazioni raccolte prima e dopo l'attacco indicano che tutte le persone ferite o uccise erano membri o affiliati di al-Shabaab".

Africom non ha mai modificato la sua posizione iniziale rispetto a tutti i casi che Amnesty International ha finora sottoposto alla sua attenzione. Sull'attacco aereo del 18 marzo Amnesty International ha intervistato 11 persone, direttamente o da remoto: familiari delle vittime, persone recatesi sul posto e personale di Hormuud Telecom, l'azienda in cui lavorava uno dei tre deceduti.

L'organizzazione per i diritti umani ha poi esaminato articoli di stampa, dichiarazioni dell'amministrazione Usa, la documentazione relativa all'acquisto del veicolo, carte d'identità, referti medici e fotografie del luogo dell'attacco e dei corpi delle vittime.

Tutte le persone con cui Amnesty International ha parlato hanno escluso categoricamente che i tre uomini fossero membri di al-Shabaab. Lo stesso gruppo armato non ha impedito ai familiari di recuperare e seppellire i resti delle vittime, cosa che generalmente non accade se le vittime sono suoi militanti. Le dichiarazioni di Africom sull'attacco del 18 marzo e la successiva corrispondenza con Amnesty International sollevano forti dubbi sulla qualità della raccolta d'informazioni d'intelligence e sulla decisione di colpire "affiliati" di al-Shabaab. Si potrebbe essere di fronte a una violazione del diritto internazionale umanitario.

Venticinque vittime civili, tra morti e feriti

Ad oggi, Amnesty International ha documentato sei attacchi aerei statunitensi che hanno causato vittime civili: 17 morti e otto feriti. In un rapporto diffuso il 20 marzo 2019, l'organizzazione aveva già contestato l'affermazione di Africom secondo cui le sue operazioni militari avevano causato "zero vittime" tra la popolazione civile somala. Appena due settimane dopo, Africom aveva ammesso che il rapporto di Amnesty International aveva reso necessario riconsiderare il numero delle vittime civili. Sei mesi dopo, non c'è ancora alcuna novità.

Gli attacchi aerei statunitensi in Somalia sono fortemente aumentati dall'inizio del 2017, quando il presidente Trump ha firmato un ordine esecutivo che dichiarava il sud della Somalia "zona di ostilità attive". Da allora, Africom ha condotto almeno 131 attacchi, con droni o aerei guidati.

L'attacco di Abdow Dibile è uno dei 50 attacchi che Africom ha dichiarato di aver condotto da gennaio a metà settembre del 2019. Questo numero supera quello degli attacchi del 2018 (47) e degli ultimi nove mesi del 2017 (34).

"Siamo di fronte a un'altra ingiustizia che lascia sgomenti: tre civili morti, uno dei quali dopo una lunga agonia, e le loro famiglie lasciate sole a chiedersi perché l'esercito statunitense li abbia presi di mira e uccisi. C'è fortemente da dubitare su quanto Africom prenda sul serio i suoi obblighi di diritto internazionale", ha dichiarato Brian Castner, alto consulente di Amnesty International su Armi e Operazioni militari. "Il governo degli Usa deve assicurare indagini approfondite e imparziali su tutte le denunce credibili di uccisioni di civili, chiamare a rispondere i responsabili delle violazioni accertate e fornire riparazione alle vittime e ai sopravvissuti. Come primo atto, potrebbe istituire un meccanismo di sicuro accesso per i cittadini somali che intendano denunciare vittime civili delle operazioni militari statunitensi".

Pubblicato in Dal mondo

Ultimo giorno della manifestazione organizzata per il ventennale dell'INGV alla presenza del Ministro Lorenzo Fioramonti, del Comandante Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari dei Carabinieri Ciro D'Angelo, del Capo Dipartimento della Protezione Civile Angelo Borrelli, del Presidente del CNR Massimo Inguscio e del Presidente dell'Accademia Nazionale delle Scienze dei XL Annibale Mottana

Dopo i saluti del Presidente dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) Carlo Doglioni e del Direttore Generale Maria Siclari, che hanno presentato l'Istituto e la sua organizzazione, si sono succeduti gli interventi scientifici sulle tematiche dei Terremoti e dei Vulcani con la presentazione dei Direttori di Dipartimento e dei responsabili delle maggiori infrastrutture di ricerca dell'Ente, moderati da Enrica Battifoglia, giornalista dell'Ansa.

L'intervento del Ministro Lorenzo Fioramonti, al termine delle presentazioni scientifiche, è stato di grande entusiasmo: "colleghi ricercatori, siate orgogliosi di ciò che fate, è solo grazie alla curiosità, che è alla base del progresso scientifico, che facciamo grande l'Italia. Il futuro è nell'economia della conoscenza e del capitale umano. Non è più accettabile vedere giovani formati andarsene all'estero; è giusto vivere e viaggiare, ma ciò non deve essere una scelta obbligata imposta dall'alto. La ricerca e la scienza non conoscono confini, dobbiamo parlare con una sola voce e gridare che gli Enti di Ricerca sono il futuro di questo Paese. La scienza non esiste solo nei laboratori, entra nella vita di tutti e ha il compito e la missione di migliorarla. Ho a cuore il precariato, so cosa significa essere un precario della ricerca. La ricerca fa bene allo sviluppo della società, dobbiamo raccontarla, è l'unica via per migliorare la qualità di vita nel nostro Paese".

"Grazie per aver contribuito a far crescere il Sistema Nazionale di Protezione Civile, con l'INGV portiamo avanti un lavoro che ci consente di essere al servizio dei cittadini. Stiamo lavorando a una piattaforma automatica di allertamento della popolazione per tutte le emergenze che coinvolgono il Dipartimento", sono le parole del Capo Dipartimento della Protezione Civile Angelo Borrelli.

È seguito l'intervento del Comandante Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari dei Carabinieri Ciro D'Angelo: "i rapporti con l'INGV, sempre più stretti negli ultimi anni, trovano fondamento nelle caratteristiche proprie dell'Arma dei Carabinieri che, fin dagli anni Ottanta, ha visto le sue stazioni dislocate su tutto il territorio italiano diventare parte integrante del nascente Sistema Nazionale di Protezione Civile. L'impegno dell'Arma è quello di continuare ad affiancare enti come l'INGV nell'assistenza e nel supporto alle popolazioni residenti in aree colpite da calamità naturali".

Massimo Inguscio, Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), conclude: "le strategie che portano a razionalizzare, nel caso dell'INGV unendo in sé vari enti, funzionano: questo compleanno che ho il piacere di festeggiare oggi insieme a voi ne è la dimostrazione. Spero che il Ministro Fioramonti riesca a sensibilizzare l'attuale classe politica sull'importanza del "reclutamento" dei giovani, anche nella ricerca. Ciò che muove tutto sono le idee: credo perciò che il futuro sia ricco di belle sorprese".

 

 

Pubblicato in Ambiente&Territorio

L’anno scolastico è iniziato, ancora una volta, con diffusi disagi per le alunne e gli alunni con disabilità: insegnanti di sostegno non assegnati, supporti all’assistenza e alla comunicazione non garantiti, trasporti non attivati. In sintesi: inclusione scolastica non pervenuta.

Le Federazioni da mesi paventavano questo rischio "raccogliendo vaghe rassicurazioni di un cambio di passo rispetto al passato. Così non è stato". Di fronte alle evidenze riportate da centinaia di famiglie, FAND e FISH hanno richiesto "un confronto politico dato che quello tecnico e amministrativo, sia a livello centrale che periferico, non ha saputo o potuto produrre effetti concreti e diffusi".

Il Ministro dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti, ha voluto rimandare il confronto all’Osservatorio sull’inclusione scolastica convocandolo ieri. Ma il Ministro, "con cui si cercava l’interlocuzione schiettamente politica, ha lasciato la conduzione dell’incontro ad un dirigente del MIUR, assentandosi dopo i saluti di rito e dopo brevi interventi terzi che esulavano dal tema più centrale ed urgente e dai richiami delle Federazioni".

Di fronte a tale gesto FAND e FISH e le organizzazioni loro aderenti presenti in Osservatorio hanno abbandonato il tavolo. “Ci auguriamo che – di fronte alla gravità della situazione che coinvolge migliaia di studenti con disabilità – il Ministro da questo gesto sappia cogliere la necessità e l’urgenza di un intervento politico che segni la reale discontinuità con il passato e sia disponibile al confronto diretto sul punto, all’interno dell’Osservatorio o in qualsiasi altro contesto istituzionale ritenga valido.” Così congiuntamente dichiarano i presidenti della Federazione tra le Associazioni Nazionali delle persone con Disabilità e della Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap.

 

 

Pubblicato in Nazionale
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