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Venerdì, 06 Dicembre 2019

Articoli filtrati per data: Venerdì, 25 Ottobre 2019 - nelPaese.it

L'arte, in tutte le sue forme, è uno strumento di autonomia e indipendenza anche per le persone disabili. Per due giorni i mondi dell'arte e del sociale  si ritroveranno tra Arezzo e Castiglion Fiorentino dedicando attenzione, in modo particolare ma non solo, ai musei e alla loro accessibilità.

Esperienze italiane ma anche olandesi e statunitensi a confronto iniziando da una storia, quella della formazione per guide museali dei giovani disabili di VIVA, il progetto di vita indipendente in Valdichiana che vede protagonisti i Comuni della Valdichiana, tra i quali Castiglion Fiorentino e il suo Museo, l’Usl Toscana sud est e la cooperativa sociale Koinè.

Questa storia è stata capace di coinvolgere i musei di New York, Amsterdam, Firenze, Trento e Rovereto. La funzione dell'arte quale strumento e autonomia e indipendenza e le migliori esperienze realizzate nei musei europei e statunitensi, sarà quindi al centro del convegno "Vivere è un'arte, arte è vivere", che si terrà il 29 ottobre al museo archeologico Mecenate di Arezzo e il 30 ottobre nella Chiesa di Sant’Angelo al Cassero di Castiglion Fiorentino.

Convegno promosso dal Comune e dal Sistema Museale di Castiglion Fiorentino e dalla cooperativa sociale Koinè in collaborazione con il Polo Museale della Toscana e il Museo archeologico nazionale Mecenate di Arezzo. Un evento che ha registrato l'interesse di Dario Franceschini, Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, che in un suo messaggio a Koinè ha evidenziato "quanto l’arte possa rivelarsi un efficace elemento di integrazione della disabilità, come dimostra il coraggioso progetto VIVA condotto nel museo di Castiglion Fiorentino".

Il primo appuntamento è per martedì 29 ottobre, nei locali del Museo Archeologico Mecenate di Arezzo con inizio alle ore 9. Il confronto sarà moderato da Mattia Cialini, Direttore di Arezzo Notizie. I saluti istituzionali saranno di Maria Gatto, Direttore del Museo Archeologico Nazionale "Gaio Cilnio Mecenate" di Arezzo; Alessandro Ghinelli, Sindaco di Arezzo; Mario Agnelli, Sindaco di Castiglion Fiorentino e Roberto Barbetti, Direttore Fondazione Guido d’Arezzo.

Il tema dell’”Arte strumento di autonomia e e indipendenza” verrà svolto da Paolo Peruzzi, Direttore Koinè e da Lia Simonetti, Direttore Servizi Sociali Azienda Usl Toscana Sud - Est Le esperienze internazionali verranno illustrate da Stella Menci, Direttrice Sistema Museale Castiglionese (“Il Sistema Museale Castiglionese: i progetti d’inclusione sociale”); Laura Prins Phd Researcher Creativity and Mental Illness , Amsterdam (“Sulla Follia di Van Gogh “artista semplice”. Una prospettiva storica sul rapporto tra creatività e malattia mentale”); Pamela Lawton Artist/Fulbright Scholar/ Art Professor and Museum Educator at Manatthanville College and Metropolitan Museum – New York (“Multy sensory engagement with sculpture”); Ornella Dossi Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto (“Il museo e i suoi pubblici. Progetti di accessibilità e inclusione”); Mirjam Eikelenboom, Curator of Interpretation Van Gogh Museum – Olanda (“Accessibility programs in the Van Gogh Museum”); Irene Balzani Dipartimento Educazione Fondazione Palazzo Strozzi – Firenze (“Esperienze di accessibilità museale presso Palazzo Strozzi”. Le conclusioni della giornata saranno di Elena Gatteschi, vice Presidente di Koinè. Seguirà un light lunch curato da Tuttibuoni Catering della cooperativa societe Betadue.

Il secondo appuntamento è in programma per mercoledì 30 ottobre, con inizio alle 9.30, nella Chiesa di Sant’Angelo al Cassero di Castiglion Fiorentino. Una giornata che sarà dedicata, in modo particolare, a una riflessione sulle esperienze realizzate nella zona.

 

Pubblicato in Toscana

Amnesty International ha annunciato l'invio di una missione in Cile per indagare sulle violazioni dei diritti umani commesse nel contesto dello stato d'emergenza e del coprifuoco. "Il mondo sta osservando quello che accade in Cile. Nei prossimi giorni la nostra unità regionale di crisi sarà in Cile per documentare, insieme alla sezione cilena, le gravi violazioni dei diritti umani e i possibili crimini ddiritto internazionale commessi dalle forze dello stato", ha dichiarato Erika Guevara-Rosas, direttrice per le Americhe di Amnesty International.

Il governo cileno ha dichiarato che, finora, sono morte 18 persone durante le manifestazioni, lo stato d'emergenza e il coprifuoco. Secondo l'Istituto nazionale dei diritti umani (Indh), cinque di queste persone sono state uccise dalle forze di sicurezza. La stessa fonte segnala l'arresto di 2600 persone, 584 feriti (245 dei quali a colpi d'arma da fuoco) e altre gravi violazioni dei diritti umani.

L'unità regionale di crisi di Amnesty International raccoglierà testimonianze ed esaminerà informazioni che possano corroborare le denunce di violazioni dei diritti umani e di possibili crimini di diritto internazionale, con l'obiettivo di aiutare le vittime a pretendere giustizia, verità e riparazione da parte dello stato.

Attraverso i canali messi a disposizione della società civile cilena, Amnesty International ha ricevuto centinaia di denunce di gravi violazioni dei diritti umani: dall'uso eccessivo della forza alle irruzioni e perquisizioni illegali, dalla tortura agli arresti arbitrari. Gli esperti digitali dell'organizzazione stanno esaminando le fotografie e i video sin qui ricevuti.

"Esortiamo ancora una volta il presidente Sebastián Piñera a porre fine alla violenta repressione scatenata contro coloro che esercitano il legittimo diritto di manifestazione pacifica. Nonostante i suoi messaggi conciliatori e di discolpa, la presenza aggressiva di polizia ed esercito nelle strade continua a impaurire la popolazione", ha commentato Guevara-Rosas.

"Il governo cileno deve ascoltare in modo adeguato le richieste della popolazione e realizzare le riforme sostanziali e strutturali affinché tutte le cilene e tutti i cileni possano beneficiare dei diritti umani e vivere in condizioni di dignità", ha proseguito Guevara-Rosas. Restano aperti i canali a disposizione della società civile cilena per segnalare possibili violazioni dei diritti umani: Whatsapp: +52 55 6217 0608; email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.; Twitter: #EvidenciaCrisisChile

Pubblicato in Dal mondo

Una storia drammatica, quella di Franco Mastrogiovanni, insegnante elementare del Cilento morto nell’ospedale di Vallo della Lucania, 10 anni fa, dopo aver trascorso 87 ore legato al letto in Trattamento sanitario obbligatorio.

Dopo il debutto al Napoli Teatro Festival dello scorso giugno, da giovedì 24 a domenica 3 novembre questa tragica storia torna sul palco, al Tram, dando il via alla stagione della sala di via Port’Alba: “Il maestro più alto del mondo”, spettacolo di Mirko Di Martino, gode del patrocinio di Giffoni Experience e della Presidenza del Consiglio della Regione Campania, Amnesty International e il Forum dei Giovani della Regione Campania.

Sul palco, l’attore Orazio Cerino – circondato dalla scenografia di Gilda Cerullo e Renato Lori realizzata dagli allievi dell’Accademia di Belle Arti di Napoli - ricostruisce le ultime ore di vita di Mastrogiovanni: i tempi scenici sono scanditi dalla cartella clinica e da un crocevia di voci e suoni della vita che intorno a Mastrogiovanni continua, mentre la sua sta finendo.

Il monologo di teatro civile scritto dal direttore artistico del Tram riaccende i riflettori su una vicenda tragica: Mastrogiovanni era stato fermato per eccesso di velocità, per non essersi fermato all'alt dei vigili, poi era scappato in mezzo al mare. Il sindaco firmava l'autorizzazione al ricovero, i vigili urbani lo portavano all'ospedale, gli infermieri lo addormentavano e lo legavano al letto con le fascette. Quattro giorni dopo moriva per edema polmonare senza essere mai stato slegato.

“Lo spettacolo ripercorre una storia vera che si fa fatica a credere che sia vera – racconta Mirko Di Martino -. Sono passati dieci anni dalla morte di Mastrogiovanni, i medici e gli infermieri che lo avevano in cura (si fa per dire) sono stati processati e condannati, ma il Trattamento Sanitario Obbligatorio è ancora lì, sempre più vivo, sempre più utilizzato: in tutta Italia, dal Nord al Sud, si susseguono le tragiche morti di pazienti ricoverati in ospedale con la forza. Sono casi eccezionali, certo, ma che non dovrebbero accadere in nessun caso: sono il frutto di un sistema sanitario che sceglie la via più sbrigativa, che teme il  malato e lo riduce a “cosa” da gestire. Ma è lecito obbligare qualcuno a ricevere cure mediche che non vuole? E a chi spetta decidere sul ricovero ospedaliero? Lo spettacolo indaga il complesso rapporto tra cura e detenzione, tra salute e follia, tra diritto e dovere. Oggi che il malato di mente è diventato un peso per la comunità, una minaccia all'ordine sociale, il TSO è la strada più veloce per liquidare in fretta un problema. Anche a rischio che qualcuno ci lasci la pelle. Qualcuno come “il maestro più alto del mondo”.

Prende così il via la stagione teatrale del Tram, che accompagnerà gli spettatori fino a maggio con 15 spettacoli in cartellone, 2 premi Ubu, 7 prime nazionali, 11 prime regionali, 1 spettacolo in realtà virtuale. Tante le novità, tra cui un nuovo orario per lo spettacolo del sabato (ore 19) e tre diverse formule di abbonamento.

 

Date e orari: da giovedì 24 a domenica 27 ottobre 2019; da giovedì 31 ottobre a domenica 3 novembre 2019; giovedì e venerdì: ore 21.00 – sabato: ore 19.00 – domenica: ore 18.00

 

 

Pubblicato in Campania
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