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Venerdì, 13 Dicembre 2019

Articoli filtrati per data: Martedì, 29 Ottobre 2019 - nelPaese.it

Il 2 novembre, se il governo italiano non interverrà per annullarlo, verrà automaticamente rinnovato il Memorandum con la Libia, cioè quegli accordi, lautamente finanziati, che prevedono anche l'intervento della guardia costiera libica per fermare e riportare sulla terraferma i migranti imbarcati che tentano di raggiungere le nostre coste.

L'orrore dei lager in cui vengono rinchiusi i migranti intercettati è stato ormai ampiamente documentato: torture, violenze, stupri e altre vessazioni finalizzate a calpestarne li diritti e la dignità di esseri umani.

Tutto ciò, unito alla guerra alle Ong che fanno salvataggi in mare, ha comportato un aumento esponenziale di morti nel mediterraneo centrale, che ormai è diventata la rotta più pericolosa per i migranti in fuga.

Mercoledì 30 ottobre, alle 12, presso l'Hotel delle Nazioni a Roma, il Tavolo Asilo che è formato dalle maggiori organizzazioni che si occupano dei diritti dei migranti, terrà una conferenza stampa per presentare il testo della lettera aperta che invierà al governo italiano chiedendo di non rinnovare il Memorandum.

All'incontro con la stampa parteciperà, tra gli altri, il giornalista di Avvenire Nello Scavo, oggi sotto scorta per le minacce ricevute a seguito delle sue inchieste sui trafficanti di esseri umani e della rivelazione della venuta in Italia due anni fa di Bija, il più potente fra loro, e dei suoi incontri con le autorità italiane.

Sarà presente anche il giornalista tedesco Philipp Zhan, che ha realizzato qualche tempo fa un importante servizio per la TV Svizzera che spiegava come la situazione in Libia sia negli ultimi tempi ulteriormente peggiorata, nell'indifferenza dei Paesi europei che si ostinano, per pura convenienza, a presentarlo come porto e paese "sicuro".

Saranno inoltre presenti i rappresentanti delle organizzazioni che fanno parte del Tavolo Asilo, fra cui alcune delle Ong che compiono salvataggi in mare.

 

Pubblicato in Nazionale

Un decennio di crisi economica ha colpito, con tutto il sistema produttivo italiano, anche il sistema delle imprese cooperative. Da un lato, si è verificato un processo di selezione e concentrazione che ha consolidato leader cooperativi nei vari mercati di riferimento, dall’altro, sono emersi fenomeni inediti e criticità dal punto di vista della potenzialità di crescita, sostenibilità finanziaria e governance.

Per mettere a fuoco gli scenari imminenti e le sfide future di un settore fondamentale dell’economia italiana, Prometeia e Area Studi Legacoop hanno prodotto un report che mira a supportare sul piano strategico i futuri percorsi industriali della cooperazione italiana.

Su queste premesse, è stata realizzata un’analisi del contesto macroeconomico internazionale e dell’economia italiana al fine di evidenziare, all’interno di questo, le prospettive, le opportunità e i vincoli per le imprese cooperative in relazione alle previsioni per i rispettivi settori di riferimento.

Prosegue il rallentamento globale, guidato dalla debolezza della manifattura

Il report evidenzia il peggioramento in atto nel ciclo economico mondiale che ha portato a rivedere al ribasso le attese di crescita e di inflazione. Vi sono diffusi segnali di recessione nel settore manifatturiero, alimentati dalle prospettive incerte del commercio internazionale e dal rallentamento degli investimenti. La persistenza delle tensioni commerciali USA-Cina continua a tenere alta l’incertezza globale e a indebolire gli scambi, che hanno registrato una caduta nel II trimestre.

In UEM, maggiori investimenti pubblici nei Paesi con spazi fiscali, tra cui la Germania, consentono di mantenere la crescita all’1.1%

Per l’UEM, il report indica una crescita all’1.1% quest’anno e il prossimo; si prevede che i Paesi UEM con spazio fiscale adeguato aumentino gli investimenti in misura tale da contribuire per lo 0.15% all’anno sul PIL dell’area, consentendo così di confermare tale obiettivo. Maggiori investimenti saranno finanziati di certo dalla Germania, che sta soffrendo soprattutto della decelerazione della Cina.

Dopo un anno di stagnazione una finestra di opportunità per l’Italia

L’economia Italiana è in stagnazione ma intravvede potenzialità di ripresa che vanno perseguite. L’Italia è entrata in una fase di stagnazione (-0.1% la crescita cumulata tra il secondo trimestre 2019 e il secondo trimestre 2018) che, secondo i primi indicatori congiunturali disponibili, sarebbe proseguita anche nel III trimestre. Consumi e investimenti hanno ristagnato.

A luglio, l’assestamento di bilancio ha destinato a minore deficit il miglioramento dei conti pubblici, evitando la procedura di infrazione e ridimensionando il premio per rischio pagato dai nostri titoli. Tra agosto e settembre, inoltre, il cambio di impostazione del nuovo governoha portato a un ulteriore abbassamento dello spread BTP-Bund che, sommato alla discesa dei tassi internazionali, ha determinato una forte riduzione dei tassi di interesse interni. Le misure espansive annunciate dalla BCE hanno fatto ulteriormente scendere lo spread.

Il consolidamento della domanda interna sostiene la ripresa della crescita a partire dal 2020, che resta però sotto all’1%

Le potenzialità di ripresa non sono legate all’export, per cui anzi si prevede un contesto meno favorevole, ma alla ripresa della domanda interna. Se, infatti, tra il II trimestre 2018 e il II trimestre 2019 le esportazioni italiane hanno fatto registrare una variazione percentuale cumulata del 3,9% e la domanda interna, al netto delle scorte, dello 0,8%, il contributo dell’export alla crescita del PIL è previsto di circa lo 0,4% per il 2020 e di poco sopra lo 0,8% nel 2021 e 2022, mentre il contributo della domanda interna è stimabile all’1% per ogni anno del prossimo triennio.

Per quanto riguarda la domanda interna, inoltre, l’entrata in vigore del reddito di cittadinanza, nell’ultimo trimestre, si riverbererà direttamente e in prevalenza su un aumento dei consumi (+ 0,3%) a sostegno della crescita (+ 0,15% del PIL).

Pur in un contesto di debolezza esterna, si prevede che gli effetti positivi di tassi di interesse mai così bassi aprano una fase favorevole per l’Italia. Tali effetti andrebbero a beneficio del bilancio pubblico, con un risparmio sull’onere del debito consistente già nel prossimo anno, e degli operatori interni, sostenendo la spesa delle famiglie e gli investimenti. Ciò, assieme all’attuazione del Reddito di cittadinanza sosterrà l’uscita dalla fase di stagnazione nell’ultima parte del 2019.

“Insieme con le misure previste in legge di bilancio per l’avvio di un percorso di riduzione strutturale delle tasse sul lavoro e per un più robusto sostegno alle famiglie -sottolinea Mauro Lusetti, Presidente di Legacoop- effetti positivi sulla crescita verranno anche dal reddito di cittadinanza. Occorre tuttavia scommettere maggiormente su quei meccanismi di autoimprenditorialità, anche cooperativa, previsti nella legislazione sul reddito di cittadinanza, ad esempio aumentando la dote di risorse anticipate a quei percettori che decidono di avviare un’attività economica mutualistica. In concreto, si tratterebbe di estendere dalle 6 attuali a 24/36 le mensilità del beneficio addizionale in un’unica soluzione del Reddito di Cittadinanza riconosciuto a chi avvia un’attività lavorativa o di impresa individuale o una cooperativa entro i primi 12 mesi di fruizione del reddito stesso”.  

La crescita potrà accelerare dal prossimo anno, sia pure in misura limitata(+ 0,6%, per poi passare al +0,7% nel 2021 e al +0,9% nel 2022), grazie al consolidamento della domanda interna. Tale rafforzamento potrà inoltre consentire l’apertura di nuovi spazi per le imprese cooperative.

“A sostenere la domanda interna italiana nel 2020 sarà la politica di bilancio, sia per i maggiori effetti delle misure già approvate sia per i favorevoli effetti redistributivi di quelle in programma, che favoriranno le famiglie a basso reddito e, dunque, i consumi -spiega Stefania Tomasini, Responsabile previsioni per l’Italia di Prometeia Associazione-sostegno comunque limitato, poiché, pur beneficiando dei risparmi sugli interessi passivi, gli spazi per la politica fiscale rimangono esigui, dovendo garantire l’annullamento degli aumenti dell’IVA e il mantenimento del disavanzo poco lontano dal 2% del PIL”.

Opportunità per il mondo Legacoop: accelerazione della crescita nelle attività di servizio

Riguardo alle opportunità per le imprese cooperative, l’analisi di Prometeia ed Area Studi Legacoop evidenzia buone prospettive di accelerazione della crescita in molte attività del settore servizi dove si registra una notevole presenza di cooperative. A titolo di esempio, nel comparto della sanità sociale e dei servizi alla persona è prevista una variazione percentuale media del valore aggiunto del 3,3%; nelle attività culturali del 3,8%; nei servizi di alloggio e ristorazione del 3,9%.

 

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