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Venerdì, 13 Dicembre 2019

Articoli filtrati per data: Giovedì, 31 Ottobre 2019 - nelPaese.it

La morte di Marielle Franco e il ruolo di Bolsonaro. Sulla stampa brasiliana si aprono scenari inquietanti in riferimento alle notizie sull'uccisione della difensora dei diritti umani e del suo autista, Anderson Gomes. Infatti nelle indagini il presidente brasiliano viene citato perché i due ex poliziotti militari lo avrebbero contattato poco prima dell’agguato.

"Le ultime rivelazioni riportate dai media brasiliani - dichiara Jurema Werneck, direttrice esecutiva di Amnesty International Brasile - sollevano nuove allarmanti domande in un'indagine che dura da quasi 600 giorni. Le autorità devono fornire spiegazioni tempestive, trasparenti ed esaustive e garantire che gli investigatori abbiano accesso a tutte le prove disponibili, come tutte le immagini a circuito chiuso del condominio Vivendas da Barra."

"La fuga di notizie col contagocce e le divulgazioni imprecise non fanno che aggravare la sofferenza di coloro che restano in attesa di risposte. Speriamo che questa non sia una strategia per ritardare ulteriormente la risoluzione di questo crimine. Gli investigatori devono essere rigorosi nell'accertare i fatti. La famiglia di Marielle Franco, la società brasiliana e la comunità globale pretendono una risposta definitiva: chi ha ordinato l'uccisione di Marielle e perché?", conclude Werneck

Pubblicato in Nazionale

La Stagione 2020 autunno/inverno di Industria Scenica prende il via negli spazi  dello storico Dancing Everest di Vimodrone venerdì 15 novembre con ​Veryferici Inchiesta sotto forma di disco ​ di Shebbab Met Project, spettacolo vincitore del Premio Scenario per Ustica 2017.  “Un teatro che vuole essere usato per raccontarsi e che aspira a raggiungere gli abitanti di quei  mondi lontani dove la parola teatrale è del tutto sconosciuta”, queste le parole con cui la giuria del Premio ha assegnato il riconoscimento al collettivo bolognese, dalle quali emergono i delicati temi toccati da questa rappresentazione: l’attualissima questione dell’​immigrazione​, la ​voglia di  rivalsa degli abitanti delle periferie, gli ​incontri- scontri culturali tra questi ultimi e coloro che  abitano ‘i centri’ del mondo. 

In un hinterland non definito, abitato dai Veryferici, personaggi provenienti dalle zone che in questi anni si sono rese tristemente note sui titoli di cronaca, dalle campagne romene fino ai quartieri  periferici di Napoli, è ambientato uno spettacolo impostato come un ​disco di dieci pezzi musicali ​che affondano le radici nella cultura pop e del rap.  Ognuno di questi brani viene interpretato da un membro del collettivo che, non solo a livello  musicale, ma anche tramite la ​prosa ​e la ​performance fisica​, racconta al pubblico la propria  storia, trasmettendo la ​frustrazione​, ma anche i ​sogni ​e le ​speranze ​di una periferia che non è  solo luogo fisicamente lontano dal ‘centro’, ma, soprattutto, ambiente che dal ‘centro’ è stato  ripudiato.  Graffiti ​proiettati sul muro, una scenografia minimale composta da sacchi della spazzatura e sedie spaiate creano il contesto ideale in cui situare il cammino fatto di ostacoli che i personaggi  in scena si ritrovano ad affrontare costantemente. 

Dopo questa coinvolgente rappresentazione, evento inaugurale della programmazione, saranno  altri ​5 ​gli ​spettacoli in programma in un ricco cartellone creato anche grazie al contributo del Comune di Vimodrone​, del ​Ministero per i Beni e le Attività Culturali​, di​Regione Lombardia​,  del ​Circuito Regionale Multidisciplinare C.L.A.P.Spettacolodalvivo​, ​di Fondazione Cariplo​,  della ​Banca di Credito Cooperativo di Milano (filiale di Vimodrone) e in stretta collaborazione  con alcune ​Associazioni e gruppi attivi sul territorio​.    La ​Stagione di Industria Scenica costituisce una proposta culturale decisamente interessante  perché perfettamente in sinergia con le linee progettuali della Cooperativa, che dal 2012 unisce performance e innovazione sociale per portare in una storica balera spettacoli teatrali di grande  valore.  Per questo motivo gli argomenti degli spettacoli che l’Everest ospita fanno riferimento a  tematiche di attualità​, cercando anche di accogliere le richieste del proprio pubblico; per la  stagione 2019/2020, in particolare, si porrà l’attenzione sull’​esclusione sociale e l’integrazione  culturale (Veryferici - Inchiesta sotto forma di disco), la ​crescita personale al fine di trovare il proprio posto nel mondo (Che forma hanno le nuvole?), il delicato​equilibrio della vita di coppia (Sconcerto d’amore), il coraggio nel seguire la propria ​etica (Perlasca. Il coraggio di dire no),  passando anche per riflessioni sull’​accanimento terapeutico e l’eutanasia (Orfeo e Euridice) e l’​emancipazione dalla figura genitoriale​ per i giovani d’oggi (Stabat Mater).   

Una stagione teatrale che intende distinguersi non solo in quanto programmazione di spettacoli, ma come ​una vera azione di Partecipazione Culturale​, in cui è lo stesso territorio a essere  coinvolto in prima persona e a scegliere una proposta di espressioni artistiche per i suoi abitanti e non solo: portare il teatro in un luogo che da sempre è stato punto di incontro rappresenta la grande sfida di far rivivere e rigenerare uno spazio non convenzionale, di trasformare l’Everest in una “piazza al coperto” dove varie forme d’arte possano sempre di più incrociarsi e contaminarsi. Per questo motivo, quindi, la Stagione Teatrale all’Everest si rivolge non solo al pubblico di Vimodrone e della ​Martesana​, oltre che, ovviamente, a tutte le Associazioni coinvolte, ma mira a  proporsi anche in modo più trasversale a tutti i cittadini (adulti, giovani e famiglie) della ​Città            Metropolitana di Milano​ interessati ad una proposta teatrale di qualità.  

Pubblicato in Lombardia

Mettere radici e conservare la propria unicità. Teatro Akropolis arriva alla decima edizione di Testimonianze ricerca azioni, in programma a Genova dal 7 al 17 novembre 2019, scegliendo come logo per la rassegna una mandragora, pianta magica le cui radici hanno sembianze umane. Un simbolo che invita a travalicare i confini, superare i limiti, oltrepassare le definizioni codificate verso nuovi orizzonti di senso e, in questo contesto, per portare avanti nuove riflessioni sull’arte e sulle arti per la scena in particolare. L’originalità della ricerca, condotta da Clemente Tafuri e David Beronio, direttori artistici di Akropolis, nel 2017 ha portato al riconoscimento ufficiale del Premio Ubu, a cui si aggiunge ora la finale del Premio Rete Critica 2019 nella categoria “Progettualità/organizzazione” il cui verdetto sarà annunciato a dicembre.

L’obiettivo del festival è non solo mettere in dialogo il lavoro degli artisti con il territorio (da qui le numerose attività editoriali e le possibilità di incontro diretto con i partecipanti alla rassegna), ma mettere a confronto le linee di ricerca dei gruppi e dei performer, stabilire, sulla base di una precisa visione artistica che mette in relazione il nostro tempo con la tradizione, un confronto con le arti dinamiche e i loro linguaggi. Senza paura, nello spazio protetto del teatro, si guardano in faccia la crudeltà, il vuoto delle periferie, il mistero della morte, il pericolo, l’arte di Egon Schiele, la letteratura di Gabriel García Márquez, il pudore come forma di intimità, la sfida dei numeri da circo, la cecità, la vittoria, la città, le trasformazioni del corpo, fino allo scatenamento gioioso della pizzica.

Un festival che non si limita a essere una vetrina, che mette in discussione l’idea stessa di festival a cui siamo abituati, come ci ricordano i direttori artistici:

«Testimonianze ricerca azioni è giunto alla sua decima edizione, e la proposta che ha portato avanti in questi anni appare più viva che mai. Quella cioè di sottrarsi alle specializzazioni legate alle vecchie distinzioni disciplinari, e di proporre i lavori degli artisti nella loro completezza, non solo come momenti di spettacolo, ma anche nei loro aspetti di studio, di confronto, di contaminazione. La funzione di un festival è anche quella di offrire l’opera d’arte nella sua intima natura di composto, fatto di ricerca e di lavoro sulla scena; di mettere a nudo tutto il complesso di pensiero e di immaginario, di errore e di scarto, che porta all’esito finale. Solo così, solo mostrando gli elementi bassi che stanno alla base dell’opera, è possibile umanizzarla, renderla comprensibile come operazione creativa e culturale. Solo così è possibile demistificare la retorica delle tematiche patetiche e fasulle, che tanto spesso esauriscono la ragion d’essere di un lavoro per la scena. E per fare ciò abbiamo sempre creduto che fosse indispensabile lasciare spazio alle testimonianze degli artisti e degli studiosi intorno ai problemi che si pongono all’origine di ogni opera d’arte, lasciare spazio alla ricerca, creando i luoghi e i tempi nei quali sia possibile raccontare lo sviluppo di un percorso, con i suoi vicoli ciechi, le sue frustrazioni, i suoi tempi morti. Infine creare gli spazi perché le azioni degli artisti potessero contagiare, con la visione di cui sono portatrici, la percezione quotidiana del mondo, mettendola in crisi».

Tutto questo, e altro ancora, si troverà nella decima edizione di Testimonianze ricerca azioni, che in 11 giorni di programmazione presenta 34 eventi: 23 spettacoli di teatro, danza e circo (di cui 5 prime assolute, 2 prime nazionali, 1 anteprima), 1 concerto, 4 incontri, 2 presentazioni di libri, 1 mostra, 1 seminario e 2 workshop. Per la prima volta vengono realizzate 3 coproduzioni con Pindoc per Corpus delicti di Alessandra Cristiani e ESTI. Laboratorio e performance con ipovedenti e non vedenti di Paola Bianchi; con Città di Ebla per Studio per Corpo centrale :: Genova. Conferenza spettacolo. Prima tappa di lavoro.

Il festival è realizzato grazie al sostegno di MiBACT – Direzione generale Spettacolo, Compagnia di San Paolo, nell’ambito dell’edizione 2019 del bando “Performing Arts". Con Testimonianze ricerca azioni, Teatro Akropolis è entrato a far parte di PERFORMING +, un progetto per il triennio 2018-2020 lanciato dalla Compagnia di San Paolo e dalla Fondazione Piemonte dal Vivo con la collaborazione dell’Osservatorio Culturale del Piemonte, che ha l’obiettivo di rafforzare le competenze della comunità di soggetti non profit operanti nello spettacolo dal vivo in Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta. Il festival è inoltre sostenuto da Comune di Genova, Regione Liguria, Società per Cornigliano, Municipio VI Medio Ponente.

Pubblicato in Liguria

L'Officina delle Culture è un luogo di aggregazione e partecipazione per tanti abitanti del quartiere di Scampia, un luogo frequentato ogni giorno da decine e decine di uomini, donne, giovani e anziani del territorio. Un punto di riferimento per il quartiere animato da associazioni, attivisti sociali e giovani del territorio che con impegno offrono servizi al quartiere che diversamente non sarebbero attive in un territorio abbandonato dalle istituzioni e dai governi. Un territorio in cui il connubio della fiera lotta di comitati per il diritto al lavoro, alla casa e degli altri diritti fondamentali con il fervente attivismo di associazioni sane che costruisono aggregazione e partecipazione in questo quartiere.

“Negli ultimi 5 anni le associazioni hanno fatto grossi sacrifici per recuperare uno spazio, una struttura, che pochi anni fa si presentava fatiscente e completamente inagibile e che invece adesso è tornata a rivivere ed è tornata della gente di Scampia”, scrivono le associazioni del territorio.

E denunciano: “in questi mesi l'Officina delle Culture è finita nel mirino dell'amministrazione comunale e sottoposta a continui blitz della polizia municipale. Questo stato di polizia deve finire! Il Comune di Napoli anziché riconoscere a questo luogo il merito dei servizi da anni resi al quartiere dalle tante associazioni che ne fanno parte, continua a promuovere continue intimidazioni e pressioni”. A dirlo con una nota congiun sono Associazione politica Resistenza, Associazione Drom, Associazione Volontari per Napoli, ASD Le Ali di Scampia, ASD Champion Center, Associazione Progetto per la Vita, Cooperativa Iron Angels, La Biblioteca di Scampia, Associazione Centro Insieme, Associazione L'oro di Napoli e Associazione (R)esistenza Anticamorra

“Scampia ha bisogno di questo luogo e dell'organizzazione dei suoi abitanti per fare fronte al degrado e alla devastazione che le autorità costituite (compreso il comune di Napoli) da sempre hanno generato. Tutte le associazioni e i tanti frequentatori di questo luogo non abbasseranno la testa e daranno battaglia fino all'ultimo secondo per tenere aperti spazi e attività. Il Comune di Napoli, in particolare il sindaco De Magistris e l'assessore Clemente, diano immediatamente spiegazioni di questi atteggiamenti intimidatori e contrari al protagonismo e alla libertà di partecipazione degli abitanti del nostro quartiere”, conclude il comunicato.
 

E ora le associazioni promettono battaglia. Dopo Napoli Est anche da Scampia arrivano i problemi per questa amministrazione comunale in crisi.

Pubblicato in Campania

Frida Kahlo è l'artista che più di ogni altra è riuscita a costruire una potente autobiografia per immagini, capace di raccontare con intensità la sua storia: il dolore fisico, il dramma dell'amore tradito e degli aborti, l'impegno politico. Frida è diventata, dopo la sua morte, un'icona pop in grado di raccogliere centinaia di migliaia di visitatori nelle mostre a lei dedicate e di ispirare libri, fumetti, canzoni, film e persino sfilate di moda.

Ma chi era davvero Frida? E quanta energia e vitalità sprigionano le sue tele anche quando raccontano il dolore e la sofferenza 

Frida. Viva la vida, il docu-film diretto da Giovanni Troilo,  prodotto da Ballandi Arts  e Nexo Digital, in collaborazione con Sky Arte, propone un viaggio in sei capitoli alla ricerca di Frida, nel cuore del Messico, tra cactus, scimmie, cervi e pappagalli, alternando interviste esclusive, documenti d'epoca, ricostruzioni suggestive e opere della stessa Kahlo, tra cui gli autoritratti più celebri (da quello con Diego Rivera del 1931 alle Due Frida del 1939, da La colonna spezzata del 1944 al Cervo ferito del 1946).

Presentato in anteprima al 37° Torino Film Festival – Sezione Festa Mobile e in arrivo nelle sale italiane solo il 25, 26 e 27 novembre, FRIDA. VIVA LA VIDA è un film documentario prodotto da Ballandi Arts e Nexo Digital in collaborazione con Sky Arte che mette in luce le due anime di Frida Kahlo (1907-1954): da una parte l'icona, simbolo del femminismo contemporaneo, dall'altra l'artista libera nonostante le costrizioni di un corpo martoriato. Colpita dalla poliomielite a sei anni e vittima di un incidente stradale che la lascerà invalida a diciotto, Frida convisse sempre con dolori atroci che la perseguitarono fino alla morte. Ciononostante, grazie alla sua pittura ma anche ai suoi scritti, al suo modo di vestire, al suo stile inconfondibile, nel corso degli anni la Kahlo è diventata un modello di riferimento capace di influenzare artisti, musicisti, stilisti. La sua importanza ha superato perfino la sua grandezza grazie all'intensità e la determinazione con cui ha affrontato una vita segnata dalla sofferenza. Il dolore, pur essendo materia essenziale del suo lavoro, non basta infatti a spiegare le ragioni di un'affermazione tanto estesa e unanime: nelle opere di Frida c'è un legame perenne anche con la forza interiore e l'amore, con l'energia vitale della sua terra e dei suoi colori.

Sarà l'attrice e regista Asia Argento a condurre lo spettatore alla scoperta dei due volti della pittrice, seguendo un fil rouge costituito dalle parole della stessa Frida: lettere, diari e confessioni private. Lo spettatore scoprirà come l'opera della pittrice affondi le sue radici nella pittura tradizionale dell'800, nei retablos messicani, oltre che nell'arte e nell'impegno di uomini del suo tempo, dal compagno di una vita, Diego Rivera, a Trotsky. Del resto, dopo la rivoluzione del 1910, il Messico aveva provato a riscoprire le proprie origini attraverso l'iconografia pre-colombiana in cui anche Frida esplorò l'identità degli opposti: dolore e piacere, tenebre e luce, luna e sole, la vita nella morte e la morte nella vita. Ripercorrere la vita di Frida Kahlo significherà così cercare il punto di contatto tra la sofferenza delle vicende biografiche e l'amore incondizionato per l'arte.

Nel documentario sarà possibile vedere per la prima volta fotografie, vestiti e altri oggetti personali di Frida conservati negli archivi del Museo Frida Kahlo normalmente non accessibili al pubblico, oltre alle stampe originali delle fotografie scattate da Graciela Iturbide durante l'apertura del bagno di Frida nel 2004.

Ci saranno poi le testimonianze e gli interventi di esperti e artisti: Hilda Trujillo, che dal 2002 dirige il Museo Frida Kahlo, uno dei tre musei più visitati di Città del Messico che sorge nella Casa Azul che fu dimora della pittrice, e il Museo Anahuacalli; la fotografa messicana Graciela Iturbide; il muratore e operaio Alfredo Vilchis, divenuto artista quasi per caso dipingendo miniature; la fotografa Cristina Kahlo, pronipote di Frida; l'insegnate d'arte del Wellesley College e curatore aggiunto di arte latinoamericana al Davis Museum James Oles; Carlos Phillips, amministratore delegato del Museo Frida Kahlo, dell'Anahuacalli di Diego Rivera e del Museo Dolores Olmedo; la ballerina Laura Vargas.

La colonna sonora del docu-film (Nexo Digital/Sony Masterworks), firmata dal compositore e pianista Remo Anzovino, sarà disponibile su tutte le piattaforme digitali dal 22 novembre. In questo caso Anzovino ha anche scritto la canzone "Yo te cielo (cancion para Frida)", il cui titolo proviene da una celebre lettera di Frida. "Yo te cielo (cancion para Frida)" è cantata da Yasemin Sannino (già al lavoro con Ferzan Ozpetek su "Le fate ignoranti") e arricchita dalla voce della tromba del grande Flavio Boltro.

La Grande Arte al Cinema è un progetto originale ed esclusivo di Nexo Digital e per la stagione 2019 è distribuita in esclusiva per l'Italia da Nexo Digital con i media partner Radio Capital, Sky Arte e MYmovies.it.

 

 

 

 

Pubblicato in Parità di genere

La trasformazione della materia – legno, carta o addirittura luce – che diventa arte. L’AgriBottega dei Bambini di Cadiai dedica i laboratori dei sabati di novembre alle incredibili metamorfosi che si possono ottenere da materiali grezzi, utilizzando unicamente le mani.

Si parte sabato 2 novembre dalle 15.30 alle 17.00 con l’incontro dedicato al legno in cui semplici pezzetti di legno verranno trasformati in piccoli oggetti. Il secondo appuntamento è il 9 novembre, allo stesso orario, con il laboratorio manuale creativo per esplorare la carta e le sue virtù.

Il 16 novembre doppio appuntamento. Dalle 11,00 alle 13,30 la materia grezza sarà la luce con le infinite potenzialità dei giochi di luce e di ombre. Nel pomeriggio, dalle 15.30 alle 17.00, il laboratorio è dedicato alla “Madre Argilla”.“Cocci, scarti & Co” saranno i protagonisti dell’appuntamento del 23 novembre (dalle 15.30 alle 17.00) durante il quale piccoli pezzi senza significato incastrati e ordinati diventeranno parte di un’opera ricca di senso ed emozione.

Il mese di novembre si concluderà il 30 con l’Atelier di produzione e costruzione della propria “opera-mosaico”, dalle 15.30 alle 17.00.

Per informazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Pubblicato in Emilia-Romagna

Arriva alla venticinquesima edizione il seminario di formazione di Redattore Sociale. Per l'edizione 2019 (29 novembre - 1 dicembre) giornalisti da tutta Italia si ritroveranno nella consueta sede della Comunità di Capodarco, nelle Marche, per discutere di "Guerra e pace". 

L'attenzione sarà al tema dei conflitti, alle esperienze di coesione sociale e ai "sostegni" sui cui essa poggia: la capacità progettuale delle associazioni, la riduzione delle differenze, il dialogo generazionale, l'accoglienza, la forza educativa della scuola... "Viviamo immersi nei conflitti: in casa, sul lavoro, nelle città. Le 'fondamenta' su cui poggia la nostra capacità di convivenza sono logorate e nuove forme di partecipazione e condivisione vanno ricostruite dal basso. – si legge nell'introduzione - Il bisogno di una società più coesa e cooperante cresce: in questa direzione operano realtà associative, corpi intermedi e singoli cittadini nel ruolo (essenziale) di "costruttori" di ponti. Consapevoli di quanto essere concretamente solidali possa cambiare la vita delle comunità, quotidianamente alle prese con la fragilità delle reti sociali".

Trenta i relatori che si avvicenderanno al seminario. Tra gli ospiti Ferruccio De Bortoli, a cui è affidata la chiusura della tre giorni; il Sottosegretario Pier Paolo Baretta con una intervista a tutto campo che guarda al futuro dei sistemi di welfare e non solo; il maestro Cesare Moreno; i ricercatori Stefano Laffi e Maurizio Ambrosini; l'illustratore Andrea Rauch, autore della gran parte delle immagini che hanno caratterizzato la grafica dei seminari; lo scrittore Angelo Ferracuti (il suo ultimo reportage è dedicato alla Foresta amazzonica brasiliana), che dialogherà con la giornalista Anna Meli su notizie e marginalità e su come "illuminare le periferie" del mondo. 

L'apertura del seminario sarà dedicata ai 25 anni dei seminari di Redattore Sociale, una sessione a più voci, che a partire dall'esperienza di Capodarco, ragionerà sulla professione giornalistica e sulle sfide future, con Vinicio Albanesi, Franco Elisei, Maurizio Blasi, Roberto Natale, Vittorio Di Trapani e Stefano Trasatti. Una sessione sarà dedicata a "Le storie alla radio" con Andrea Borgnino, responsabile dei contenuti del canale Rai Radio Techetè, Paolo Restuccia, regista del programma di Radio2 "Il ruggito del coniglio" e (in collegamento) Marco Presta che della trasmissione è lo storico conduttore, insieme ad Antonello Dose. Tante le voci che si alterneranno nei tre workshop di sabato 30 novembre, per raccontare il futuro dell'accoglienza ai migranti, gli spazi (condivisi e contesi) delle città e il dialogo tra generazioni.

Il programma è online sul sito dei seminari, dove è già possibile iscriversi; per i giornalisti iscrizione possibile sulla piattaforma Sigef (Corsi Enti Terzi) fino al 25 novembre. Darà diritto a 17 crediti formativi

Tutte le sessioni sono aperte anche a non giornalisti e uditori, chi volesse partecipare ad uno o più appuntamenti, può richiedere tutte le informazioni al numero 0734.681001 o via mail (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.)

 

Pubblicato in Lettera al Direttore

Il Seminario "A misura delle persone e dei luoghi" organizzato dal Forum Disuguaglianze e Diversità (ForumDD) e dall'Agenzia per la Coesione Territoriale, nell'ambito del partenariato Europeo per la preparazione degli indirizzi strategici per l'utilizzo dei Fondi comunitari per la coesione (Accordo di partenariato 2021-27) ha effettuato una ricognizione di cinque strategie e progetti realizzati in aree urbane e interne del Nord, Centro e Sud del paese e ne ha estratto lezioni per l'azione futura. Le conclusioni sono state portate all'attenzione del Governo nella persona del Ministro per il Sud e la coesione territoriale Giuseppe Provenzano che ha partecipato il Seminario.

La necessità di insistere perché le politiche del Paese rilancino e diano vita a strategie "a misura delle persone e dei luoghi" che ne sappiano interpretare i bisogni e valorizzare le capacità, che ha animato la giornata è stata ripresa nell'intervento di Fabrizio Barca, Coordinatore del Forum Disuguaglianze e Diversità. "Per uscire dalla trappola del sotto-sviluppo che caratterizza le aree marginalizzate sono necessarie politiche ispirate ad alcuni principi: l'approccio strategico, che integra in un'unica visione e affronta in modo integrato le diverse dimensioni di vita di chi vive in un'area marginalizzata perchè è il solo che può modificare in modo permanente il destino di un territorio; è necessario combinare dettagli e sistema, azione strategica territoriale e impegno delle politiche nazionali ad adattare l'azione ordinaria delle strategie che emergono dai territori per dare loro natura permanente; è fondamentale costruire "case comuni" in cui i cittadini possano partecipare e confrontarsi, condividere conoscenze e innovare e garantire la misurazione e la valutazione dei risultati esposta al pubblico dibattito. E perché tutto ciò avvenga occorre innovare con radicalità le Pubbliche Amministrazioni: servono buoni amministratori, con le competenze giuste, motivati a badare ai risultati e a rischiare per raggiungerli."

"La partecipazione all'Agenzia per la Coesione Territoriale a questo seminario corrisponde alla condivisione del principio che persone e luoghi debbano essere messe al centro delle scelte di programmazione che non devono essere astratte. Nel campo delle aree urbane e delle aree interne l'Agenzia è partner attivo attraverso il PON Città Metropolitane e attraverso la funzione di coordinamento degli accordi con cui è realizzata la Strategia delle Aree Interne", ha dichiarato Antonio Caponetto Direttore dell'Agenzia per la Coesione Territoriale nell'apertura al seminario, che si è stato avviato a partire dal confronto tra esperienze diverse ma accomunate dalla medesima impostazione di miglioramento dell'offerta dei servizi, del patrimonio di ricchezza comune e  di rafforzamento delle relazioni di comunità per creare le condizioni affinché le aree abbandonate dalle politiche escano dalle trappole di sottosviluppo e di esclusione sociale, conquistando una più ampia giustizia sociale e ambientale: il progetto Capacity a Messina che vede al centro il superamento dell'emergenza abitativa nelle baraccopoli centenarie della città di Messina, attraverso la sperimentazione di strumenti innovativi come i capitali personali di capacitazione nell'ambito di un percorso di riqualificazione urbana; il caso delle micro-aree di Trieste che ha promosso un nuovo modello di servizi sociosanitari, rivolti a persone in condizioni di fragilità, basato su progetti personalizzati costruiti attraverso il lavoro in comune dei diversi soggetti operanti sul territorio; l'Agenzia sociale per la casa di Napoli, quale modello di riorganizzazione dei servizi volti al  contrasto del disagio abitativo per affrontare, in modo unitario e integrato, le diverse forme di povertà ad esso correlate e il progetto La Scuola dei Quartieri del Comune di Milano, entrambi finanziati nell'ambito del Programma Operativo Nazionale Città Metropolitane, quest'ultimo con l'obiettivo di far nascere progetti e servizi, ideati e realizzati dai cittadini, per migliorare la vita dei quartieri e cambiare le periferie della città, valorizzando la creatività e l'intraprendenza degli abitanti. La quinta esperienza presentata, quella dell'area interna Basso Sangro Trigno riguarda la riorganizzazione dei servizi di istruzione, mobilità e sanità nell'ambito della Strategia Nazionale per le Aree Interne di cui è una delle esperienze selezionate. Le esperienze della prima sessione sono state commentate da Sandro Del Fattore, Segretario Generale CGIL Abruzzo e da Alberto Marchiori Presidente di Confcommercio Imprese per l'Italia.

L'idea di costruire strategie integrate è al centro del lavoro del ForumDD anche in alcune aree periferiche di quattro città italiane, Napoli, Padova, Roma e Torino, con la Ricerca-Azione "Ridiamo ossigeno ai quartieri", un percorso basato sulla mobilitazione del tessuto associativo, molto denso ma spesso poco coeso e frammentato, finalizzato alla costruzione di alleanze territoriali unite da una comune visione del futuro possibile e desiderabile in queste aree. Il progetto è stato presentato da Vittorio Cogliati Dezza e Sabina De Luca del ForumDD e discusso da Walter Tocci dell'Associazione Roma per Roma, Tiziana Ciampolini di Caritas Torino e Annamaria Candela della Fondazione Banco di Napoli.

A seguire è stato affrontato il tema della necessità di una pubblica amministrazione pronta a questo tipo di interventi integrati, multidimensionali, personalizzati e capacitanti, in grado di esprimere e mantenere un forte orientamento al risultato finale, superare i silos verticali, capace di aprirsi al confronto aperto, acceso  ragionevole e informato, riconoscendo ai cittadini il potere di orientare le scelte, e delle modalità, anche radicali, con le quali realizzare un rinnovamento non più procrastinabile. Su questo tema sono intervenuti Carlo Mochi Sismondi del Forum PA, Giovanni Xilo, esperto organizzazione servizi pubblici locali, Michele Bertola del Comune di Bergamo e Giorgio Martini dell'Agenzia per la coesione territoriale e Autorità di Gestione del PON Città Metropolitane. 

 

 

Pubblicato in Economia sociale
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