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Mercoledì, 20 Novembre 2019

Articoli filtrati per data: Venerdì, 04 Ottobre 2019 - nelPaese.it

Finisce un'era: quella nella quale mamma e papà lasciavano il bambino al nido e lo "ritiravano" nel pomeriggio. Un'era nella quale quelle ore di distacco potevano essere solo raccontate ma non vissute. La cooperativa sociale Koinè ha messo a punto un'App che consente un dialogo costante, anche visivo, tra la famiglia e il nido.

L'hanno chiamata "Porte aperte" ma è molto di più di un semplice accesso e lo è in tutte le fasi nelle quali la famiglia decide di rivolgersi ad un nido. In quella della semplice idea: con la App di Koinè è possibile avere ogni informazione sul nido e quindi moduli, attività, personale, modalità di accesso, costi, visione degli spazi. Insomma tutti gli elementi utili a prendere una decisione. La App, semplificando la vita alle famiglie, consente anche l'iscrizione e, per quanto riguarda le successive graduatorie, è in grado anche di informare i genitori su quale sia il loro punteggio in base alle informazioni trasmesse al sistema.

"Una volta che è il bambino è entrato nel nido – spiega Giacomo Cretella, CEO di Hetalab che ha messo  a punto la App -  i suoi genitori, utilizzando una password, potranno avere accesso a due aree: una generale e una personale. In quella generale ci saranno le informazioni sulla programmazione delle attività e quindi cosa fa e cosa farà il piccolo, tutte le notizie sui pasti (menù, composizione, filiera degli alimenti utilizzati, modalità di cottura, ...)  e sul personale (curriculum e certificazione professionali). In quella personale i genitori potranno leggere le osservazioni sulle attività del figlio, il "biglietto" quotidiano che già oggi viene consegnato manualmente e che riassume la giornata, le foto scattate dagli operatori per raccontare queste stesse attività. I genitori potranno leggere e scaricare i file: le foto, in modo particolare, rimarranno disponibili nel sistema per un tempo limitato".

L'App offre molte altre opportunità ai genitori. La prima è destinata a risolvere le conseguenze di quelle che gli esperti definiscono amnesie dissociative: i casi drammatici di bambini dimenticati in auto quando avrebbero dovuto essere portati al nido. L'adulto che accompagna il piccolo mette in connessione il suo smarthpone con un codice QR attivo nel nido. In questo modo il sistema sa che il piccolo è presente. Qualora questo non accada e la famiglia non abbia precedentemente avvisato dell'assenza, scatta  un persistente meccanismo di avviso nei confronti della famiglia che va dal messaggio alla telefonata fino a quando non si arriva alla certezza della ragione dell'assenza del bambino.

Una secondo opportunità della App Koinè è una chat "bidirezionale" tra famiglia e personale di riferimento:  ogni giorno viene aggiornata da quest'ultimo e i genitori la possono utilizzare per qualsiasi domanda e informazioni sul loro figlio.

Terza opportunità: una chat di gruppo della quale fanno parte non solo i genitori ma anche gli operatori. Quarta e innovativa opportunità: vedere "in diretta" le attività del piccolo. La finalità è quella di consentire al genitore di seguire, pur essendo al lavoro o a casa, la crescita del bambino. Non è uno strumento di videosorveglianza o  controllo. Le aree del nido e le fasce orarie sono esclusivamente quelle delle attività. Quindi non quelle del sonno, dell'igiene, dei pasti.

"La nostra App è stata realizzata da Hetalab, la società che, in collaborazione con Betadue ha progettato il software Rendi.coop – afferma  Paolo Peruzzi, Direttore generale di Koinè. E intende essere uno strumento di dialogo tra i nostri servizi e gli utenti. Adesso l'abbiamo pensata per i nidi ma intendiamo estenderla anche  agli altri servizi che abbiamo in gestione. Le nuove tecnologie offrono opportunità eccezionali. Possono essere utilizzate in una logica di sorveglianza e controllo oppure in una visione di informazione, condivisione e partecipazione.  Le famiglie ma nel caso di altri servizi anche gli stessi utenti, non solo "clienti"  ma coprotagonisti delle attività che progettiamo e vogliamo gestire insieme".

L'informazione non solo quella "successiva" ma anche quella visiva e in diretta è essenziale. "Intendiamo mettere a disposizione la nostra App a tutti i Comuni nei quali gestiamo servizi per l'infanzia – ricorda  la Presidente Grazia Faltoni. E stiamo parlando di 27 nidi distribuiti in 16 comuni, quasi tutti nella provincia di Arezzo. Noi ci faremo carico del software, del sistema, delle telecamere, del maggiore impegno del nostro personale. Ai Comuni chiediamo solo la disponibilità di una rete a banda larga.  E sollecitiamo, soprattutto, un confronto e un dialogo capace di affinare ulteriormente  il nostro progetto e renderlo ancora più funzionale alle esigenze dei bambini e delle famiglie".

Adesso si apre la fase del confronto. "Koinè – annuncia la vice Presidente Elena Gatteschi - avvierà il confronto con le amministrazioni comunali nelle prossime settimane con l'obiettivo di attivare l'App nei primi mesi del prossimo anno. Vogliamo che questo progetto sia ampiamente condiviso da tutti, ad inkiziarfe dalle famiglie e dalle amministrazioni titolari dei servizi che abbiamo in gestione".

 

Pubblicato in Toscana

Il 5 ottobre a Roma presso Macro Asilo, in Via Nizza 138, sarà presentato Homeless Heroines, un’esperienza artistica e culturale prodotta dalla Cooperativa Animazione Valdocco ed affidata alle artiste Irene Pittatore e Virgina Ruth Cerqua. Il progetto ha la finalità di creare spazi di narrazione e rappresentazione per donne senza dimora e al contempo invitare il pubblico ad interrogarsi sui differenti modi di vivere ed esperire le trasformazioni delle identità, attraverso un equilibrio in continuo divenire tra le criticità e potenzialità di ognuno.

La giornata si aprirà alle ore 10.00, con il seminario di presentazione di hh_homeless heroines,  progetto in cui le protagoniste sono ritratte nell’esercizio di saperi e poteri, acquisiti nel corso dell’esperienza di dormitorio e di strada ed elaborati nella direzione di un personaggio eroico. Eroine vulnerabili e tenaci indicano orizzonti di riscatto, immaginazione ed emancipazione, sfidando stereotipi di marginalità e fragilità. Interverranno Irene Pittatore e Virginia Ruth Cerqua, con Alberto Vanolo, professore di geografia economico-politica Università degli Studi di Torino, Beppe Quaglia, formatore e responsabile della comunicazione Cooperativa Animazione Valdocco e la curatrice Lisa Parola, ingresso libero e gratuito.

Dalle 14.30 si terrà il workshop hh _homeless heroines, un pomeriggio di esplorazione degli immaginari eroici a partire dall'esperienza della donna e dell'uomo comune. Ripercorrendo le fasi cruciali del progetto hh_homeless heroines, ad ogni partecipante è richiesto di accedere alla Stanza delle Parole avendo individuato un episodio della propria vita in cui ritiene di aver superato, con le proprie forze, un momento particolarmente avverso. Riflettendo su quale sia la risorsa personale espressa da ciascun soggetto in tale occasione, si procederà – attingendo alle proprie abilità ed immaginazione - verso la creazione di un personaggio inedito del quale si tracceranno alcune caratteristiche fondanti come il nome, l'habitat, il potere e la missione. Una esperienza di riscoperta delle risorse personali e di come queste possano generare funzioni benefiche per il mondo circostante, al termine della quale ciascun partecipante riceverà in dono una delle dodici Immaginette della serie h3_holy homeless heroines 2019, presentate in anteprima al Macro Asilo.

Il progetto Homeless Heroines è stato sviluppato dopo un periodo di osservazione e confronto con le ospiti e le operatrici di un servizio di accoglienza per donne adulte gestito dalla Cooperativa Animazione Valdocco a Torino, città nella quale il numero delle donne sole in difficoltà è cresciuto in modo significativo, come in molte altre città d’Europa e degli Stati Uniti. Le protagoniste sono ritratte come eroine vulnerabili e tenaci che indicano orizzonti di riscatto, immaginazione ed emancipazione, sfidando stereotipi di marginalità e fragilità.

Accesso al workshop su prenotazione (max 30 posti), per confermare la propria presenza contattare: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Pubblicato in Cultura

L’11 e 12 ottobre presso il centro universitario di Bertinoro si terrà la xix edizione delle giornate di Bertinoro per l’economia civile, il tradizionale appuntamento di Aiccon. Attesi oltre 250 partecipanti da tutta Italia, di cui 60 studenti e ricercatori di economia sociale, per ascoltare i 30 relatori che interverranno. Bertinoro è la sede scelta da Istat per la presentazione in anteprima nazionale del censimento permanente non profit.

“Non è accettabile tendere alla prosperità senza chiedersi come la ricchezza venga prodotta viene distribuita. Al pari non è più accettabile la posizione di coloro che predicano l’inclusività senza preoccuparsi di come generare valore e ben-essere nella nostra società.” In questa frase di Stefano Zamagni, Presidente della Commissione Scientifica di AICCON, è racchiuso il senso della XIX edizione delle Giornate di Bertinoro per  l’Economia Civile dal titolo "Prosperità inclusiva. Aspirazioni e azioni per dar forma al Futuro".

Il tradizionale appuntamento di AICCON, Centro Studi dell’Università di Bologna, è giunto alla XIX edizione. Un percorso lungo che nel corso degli anni ha prodotto riflessioni e categorie di pensiero utili a perseguire lo sviluppo dentro una prospettiva umana integrale.

L’11 e 12 ottobre a Bertinoro (FC) si riuniranno accademici, personalità del Terzo settore, delle istituzioni, giornalisti e studenti con l'obiettivo di riflettere sui nuovi modi di condividere valore e ridisegnare le istituzioni, alimentando riflessioni e proposte per un modello di società che accetti la sfida della trasformazione dell’esistente e che non separi la produzione di ricchezza dalla tensione all’inclusione.

“La dimensione inclusiva, come modalità di azione per perseguire la prosperità, chiede alle istituzioni tutte un profondo ripensamento dei propri modelli organizzativi dei sistemi di valutazione delle politiche.” - sottolinea Paolo Venturi, direttore AICCON - “Tutto questo sarà possibile solo se si avrà la capacità di ascoltare chi già sta praticando il futuro, ossia i giovani e chi alimenta processi d’innovazione sociale”.

Il programma

L’iniziativa prenderà il via venerdì 11 ottobre 2019 con la Sessione di Apertura dal titolo Prosperità Inclusiva: il ruolo dell’Economia Civile nella trasformazione dell’esistente. Aprirà i lavori Gianfranco Marzocchi, Presidente AICCON; introduce e coordina Paolo Venturi, Direttore AICCON, interverranno: Stefano Zamagni, Università di Bologna; Elena Casolari, Cofondatrice e Presidente esecutivo Fondazione OPES-LCEF; Mauro Magatti, Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano e Stefano Micelli, Università Ca’ Foscari, Venezia.

Il dibattito della XIX edizione delle Giornate di Bertinoro sarà arricchito dalle anteprime dati, a partire da una rilevazione dell’Istat sulle istituzioni non profit in Italia presentata a seguito della Sessione di Apertura.

In particolare, sono previsti tre interventi a cura di Istat:  La strategia del censimento permanente non profit: risultati già conseguiti e prospettive evolutive (Stefano Menghinello, Direttore della Direzione Centrale per le statistiche economiche), Struttura e profili delle istituzioni non profit (Massimo Lori, Responsabile Registro statistico delle istituzioni non profit) e Le dimensioni economiche del settore non profit italiano (Sabrina Stoppiello, Responsabile Censimento permanente delle istituzioni non profit).

Tra le novità di questa edizione i due talk pomeridiani che saranno entrambi introdotti e coordinati da Elisabetta Soglio, Caporedattrice del Corriere della Sera Buone Notizie. Il primo talk Ri-disegnare le istituzioni, si aprirà con una presentazione di dati SWG a cura di Enzo Risso, Direttore SWG; su cui si confronteranno Mauro Lusetti, Presidente Alleanza delle Cooperative Italiane e Legacoop; Luca Jahier, Presidente Comitato economico e sociale europeo (CESE) e Chris Richmond, Fondatore Mygrants.

Il secondo talk dal titolo Riforma del Terzo settore: a che punto siamo? sarà un’occasione di analisi e dibattito tra Claudia Fiaschi, Portavoce Forum Nazionale Terzo Settore e Alessandro Lombardi*, Direzione Generale del Terzo Settore e della responsabilità sociale delle imprese del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (in attesa di conferma).

La prima giornata si concluderà con il GdB LAB World Making. Azioni e Aspirazioni per dar forma al futuro coordinato da Flaviano Zandonai, Open Innovation Manager Gruppo Cooperativo Cgm, vedrà la partecipazione di Annibale D’Elia, Direttore Innovazione Economica e Sostegno all’Impresa Comune di Milano; Elena Ostanel, Università IUAV, Venezia e Sara Roversi, Fondatrice Future Food Institute.

Il dibattito si concluderà sabato 12 ottobre 2019 con la Sessione di Chiusura Infrastrutture sociali e nuove piattaforme per l’innovazione che intende proporre una pluralità eterogenea di riflessioni e proposte orientate a rilanciare l’azione e partecipazione nel Terzo settore e nell’economia sociale. Coordinata da Stefano Zamagni, Università di Bologna, interverranno Steni Di Piazza, Sottosegretario Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali; Leonardo Becchetti, Università di Roma Tor Vergata; Mario Calderini, Politecnico di Milano – Tiresia; Marco De Ponte, Segretario Generale ActionAid e Sergio Gatti, Direttore Generale Federcasse.

All’interno del programma delle Giornate di Bertinoro 2019 è previsto anche uno spazio dedicato ai giovani: il GdB OFF, ospiterà più di 60 studenti del Corso di Laurea in Management dell’Economia Sociale dell’Università di Bologna – Campus di Forlì. Quest’anno AICCON e Social Seed proporranno il Laboratorio “Terzo settore 2030: cosa, come e perché” sul giudizio e le aspirazioni dei giovani che studiano temi legati all’economia sociale e alle organizzazioni non profit. I risultati saranno discussi durante il TALK 2 “Riforma del Terzo settore: a che punto siamo?”.

 

Tutti i protagonisti, le informazioni utili ed il programma de Le Giornate di Bertinoro per l’Economia Civile sono disponibili sul sito www.legiornatedibertinoro.it

 

 

Pubblicato in Economia sociale

Un coworking che unisce postazioni di lavoro e servizi di babysitting, un “facilitatore” di crowdfunding tra enti finanziatori e organizzazioni del Terzo Settore, un servizio di consegne e ritiri in bici per una città che respira, un albergo diffuso per mantenere viva una comunità a rischio spopolamento: sono le idee vincenti, proposte rispettivamente da CO-STANZA, Feel Crowd, CycloLogica e Il Borgo, della prima edizione di Coopstartup Toscana, il programma di accompagnamento alla nascita di nuove cooperative toscane promosso da Legacoop Toscana e Coopfond (il fondo mutualistico di promozione e sviluppo di Legacoop).

Quattro i premi, per un valore totale di 55mila euro, che sono stati assegnati ieri pomeriggio (giovedì 3 ottobre) a Firenze nella Sala Wanda Pasquini di Murate Idea Park: 3 premi ordinari da 15mila euro a fondo perduto per l’avvio della nuova impresa a CO-STANZA, Feel Crowd, CycloLogica e 1 premio speciale da 10mila euro, sempre come contributo a fondo perduto per l’avvio della nuova impresa, grazie al supporto di GSI-Casa Modena, alla cooperativa di comunità Il Borgo, costituita nel 2018 nell’omonima località (nel comune di Arcidosso) alle pendici del Monte Amiata.

“Questa prima edizione del bando Coopstartup Toscana rafforza la nostra convinzione che la cooperativa sia un modello capace di rispondere alle esigenze dei giovani – commenta Irene Mangani di Legacoop Toscana -. Negli ultimi anni in Toscana abbiamo puntato sul lavoro di promozione e i risultati dicono che è una strada che vale la pena percorrere; andremo avanti in questa direzione, continuando anche nel percorso di rinnovamento e rafforzamento della rete di partner sul territorio”.

“Coopfond è soddisfatto e contento del percorso fatto insieme a Legacoop Toscana attraverso il progetto Coopstartup – afferma Gianluigi Granero, Direttore Area Promozione Attiva di Coopfond – Abbiamo dimostrato ancora una volta che il modello cooperativo è un utile strumento per promuovere lo sviluppo territoriale e l’innovazione attraverso l’autoimprenditorialità”.

Sono stati 27 i progetti ammessi a valutazione, presentati da gruppi di almeno 3 persone (in maggioranza sotto i 40 anni) o da neo-cooperative costituitesi nel 2018 (con maggioranza di soci under 40), per un totale di 147 partecipanti.

Dopo una prima selezione, 13 tra gruppi e neo-cooperative hanno preso parte ad un percorso per trasformare l’idea iniziale in progetto di impresa (quattro giornate di formazione in aula e un affiancamento personalizzato per affinare il progetto d’impresa). Tutti potranno usufruire dell’accompagnamento alla costituzione in cooperativa da parte di Legacoop Toscana, anche se non risultano tra i vincitori dei premi in denaro e di un accompagnamento post-startup nei 36 mesi successivi alla costituzione.

Le 4 start up cooperative vincitrici avranno anche l’opportunità di accedere ad altri prodotti specifici a sostegno delle start up cooperative a seguito di istruttoria e valutazione autonoma di Coopfond.

La prima edizione di Coopstartup Toscana ha visto il patrocinio di Regione Toscana, Anci Toscana e Università di Firenze, di Pisa e di Siena, il sostegno della Fondazione Noi Legacoop Toscana, Gruppo Unipol e Assicoop Toscana e il coinvolgimento di una ventina di cooperative provenienti da tutte le province toscane.

 

Pubblicato in Lavoro
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