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Sabato, 07 Dicembre 2019

Articoli filtrati per data: Lunedì, 11 Novembre 2019 - nelPaese.it

“La visita di stamattina a Poggioreale per constatare l’installazione dei frigoriferi rappresenta solamente una piccola luce in una generale condizione della vita detentiva in carcere che è certamente da migliorare. Come Regione Campania vogliamo pensare al dopo ed al fuori dal carcere. Per questi motivi l’Assessorato alle Politiche sociali – ha dichiarato Lucia Fortini - è pronta a finanziare con 300mila euro progetti a sostegno dei detenuti campani che possano svolgersi soprattutto all’esterno. La vita detentiva deve essere certa ma con dignità nell’ottica di una risocializzazione importante”.

Questa mattina l’Assessore alle Politiche Sociali della Regione Campania Lucia Fortini insieme al Garante regionale dei Detenuti Samuele Ciambriello, ed alla presenza della direttrice Maria Luisa Palma, ha visitato i padiglioni Roma e Genova della Casa Circondariale “Poggioreale – Giuseppe Salvia” di Napoli dopo l’installazione di 400 frigoriferi dentro le celle dell’intero istituto, progetto finanziato dalla Regione su proposta dell’Ufficio del Garante. Dura la denuncia del Garante Ciambriello che ha voluto, ancora una volta, sottolineare l’immobilismo burocratico del Governo e la condizione detentiva che non garantisce una qualità della pena.

“I frigoriferi che non sono un privilegio ma una necessità per i detenuti, così come i corsi di formazione, la scuola, le attività di volontariato, rappresentano il valore della risocializzazione dei diversamente liberi ed occorre coniugare certezza della pena con qualità della pena e diritti costituzionali. A Poggioreale oggi ci sono 2108 ristretti, fino a pochi mesi fa erano presenti 2500 unità. L’esubero resta comunque di 510 detenuti rispetto al numero di capienza ordinaria. Le celle da tre rischiano di essere da sei e quelle da sei da nove. L’anno scorso in Campania ci sono stati undici suicidi ma tre sono avvenuti per detenuti agli arresti domiciliari. Si può morire così? I familiari e i parenti diventano detenuti anche loro. Sono fermi, inutilizzati, già da tre anni 12 milioni per Poggioreale, che come edificio è considerato un’opera pubblica, disposti dal Ministero delle Infrastrutture per allargare, costruire e migliorare la condizione degli spazi e degli ambienti entro i quali – conclude Ciambriello - i detenuti oggi scontano la loro pena. Purtroppo, il Provveditorato Regionale alle opere pubbliche non li ha utilizzati”.

Questa mattina il Garante dei Detenuti Ciambriello ha anche consegnato, grazie alla Giunta Regionale, attrezzature, sedie, banchi, libri, cancelleria e quanto serve per allestire due stanze per il Polo Universitario presso il Carcere di Secondigliano. Il Polo è operativo da un anno attraverso l’accordo tra Regione Campania, Università Federico II, Provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria e Garante dei Detenuti. I corsi di laurea sono di Giurisprudenza, Sociologia, Scienze Politiche, Lettere Moderne, Economia e Commercio, Scienze Nutraceutiche e Urbanistica. Questo è il primo Polo al sud di Roma. Le lezioni sono destinate sia agli studenti in regime di alta sicurezza sia al reparto Mediterraneo per quelli di media sicurezza.

Pubblicato in Campania

Un accordo con una serie di misure concrete per il miglioramento della qualità dell’aria, necessarie ad affrontare la crisi ambientale nei maggiori agglomerati urbani della regione Sicilia, è stato sottoscritto oggi dal Ministro dell’Ambiente Sergio Costa e il presidente della Regione Siciliana Nello.

L’accordo punta in particolare a migliorare la situazione del traffico urbano e interviene nelle aree industriali in cui è elevata la presenza di impianti termoelettrici, raffinerie, cementifici etc.

“La Sicilia ha un enorme problema di inquinamento e vincere qui la battaglia della tutela ambientale vuol dire dare una grande scossa a tutto il Paese – afferma il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa - Con questo accordo, abbiamo avviato un grande percorso per migliorare la qualità dell’aria e quindi di vita dei cittadini”.

“Dobbiamo recuperare – evidenzia il presidente della Regione Nello Musumeci - il tantissimo tempo perduto in Sicilia sul fronte ambientale e della qualità dell'aria. Su questo tema, il mio governo ha già adottato il Piano regionale e nei prossimi giorni verrà licenziato anche il Piano per l'amianto”.

L’accordo firmato oggi prevede una serie di interventi nei settori maggiormente responsabili delle emissioni inquinanti: trasporti e impianti industriali.

Nello specifico, relativamente al settore dei trasporti, l’accordo prevede l’impegno da parte della Regione ad adottare disposizioni finalizzate all’incentivazione del ricambio del parco auto oltre che delle PMI anche dei cittadini e di un maggiore utilizzo di mezzi pubblici (adozione di un biglietto unico); l’individuazione di interventi di mobilità sostenibile finalizzati alla riduzione del 40% del traffico veicolare entro il 2022; la promozione e realizzazione nelle aree urbane di infrastrutture per il potenziamento della mobilità ciclo-pedonale; l’attivazione, da parte dei Comuni, di provvedimenti di potenziamento dei controlli sulle emissioni dei motori dei veicoli circolanti.

In merito agli impianti industriali, la Regione si impegna a richiedere al Ministero nell’ambito delle AIA nazionali l’imposizione di limiti severi alle emissioni degli impianti, a imporre la redazione di uno studio modellistico per la valutazione degli impatti, in caso di richieste di AIA per le installazioni nuove o per le modifiche sostanziali delle installazioni esistenti.

La Regione dovrà poi concertare protocolli di intesa con le Autorità portuali per la realizzazione di progetti per l’elettrificazione delle banchine portuali, che prevedano anche sistemi di produzione di energia da fonti rinnovabili, con la finalità di ridurre le concentrazioni di inquinanti atmosferici nelle aree cittadine prossime al bacino portuale. Avrà inoltre il compito di realizzare campagne di informazione e sensibilizzazione della popolazione in materia di comportamenti a minore impatto sulla qualità dell’aria.

Il Ministero da parte sua, contribuirà economicamente fino ad un massimo di 4 milioni di euro per l’attuazione del “Programma sperimentale casa-lavoro/scuola” nel territorio siciliano e sosterrà gli interventi individuati dalla Regione. Si occuperà inoltre di interloquire con gli altri Ministeri per intercettare ulteriori risorse e favorire l’adozione di misure normative riferite ai vari settori emissivi, in particolare alla sostituzione dei veicoli maggiormente inquinanti.

 

 

 

Ai fini del monitoraggio e aggiornamento dell’accordo è inoltre previsto un apposito tavolo di coordinamento composto da rappresentanti di ciascuna Parte.

 

 

Pubblicato in Ambiente&Territorio

“La legge di bilancio contiene misure sicuramente positive, a partire dalla sterilizzazione degli aumenti dell’Iva, dall’avvio della riduzione del cuneo fiscale a vantaggio dei lavoratori, dalla lotta all’evasione fiscale, dalla conferma degli incentivi del piano Impresa 4.0 e dagli interventi per il Mezzogiorno; ma si evidenziano anche alcune criticità, rappresentate dall’inserimento di interventi, come la plastic tax e la sugar tax, non inquadrati in una logica sistemica e, come tali, suscettibili di produrre effetti negativi, scaricando nuovi costi sulle imprese italiane”.

Ad affermarlo è stato il Presidente dell’Alleanza delle Cooperative, Mauro Lusetti, anche a nome dei Copresidenti Maurizio Gardini e Giovanni Schiavone, nel corso dell’audizione sulla legge di bilancio presso la Commissione Finanze del Senato.

Riferendosi, in particolare, alla plastic tax, il Presidente dell’Alleanza ha sottolineato come rappresenti “un onere particolarmente importante per l’industria del confezionamento, con un potenziale raddoppio del costo del prodotto al netto dell’Iva, minando la competitività delle imprese sui mercati internazionali; tra l’altro, senza distinguere chi investe in innovazione e sostenibilità, anche su pratiche virtuose quali l’utilizzo della plastica riciclata”.

“Comprendiamo bene -ha aggiunto Lusetti- la necessità di reperire gettito aggiuntivo per le casse dello Stato, ma non si può far passare per strumento di politica ambientale una misura che rappresenta unicamente un’imposizione diretta a recuperare risorse. Per questo invitiamo il Governo ad un ripensamento e ad avviare un confronto con le organizzazioni di rappresentanza delle imprese e dei lavoratori”, così come ci attendiamo il tavolo per la profonda rivisitazione dell’art. 4 del dl fiscale sulle ritenute fiscali in capo al committente di appalto, che grava pesantemente finanziariamente e con ulteriore burocrazia sulle imprese.

Il Presidente dell’Alleanza ha quindi illustrato una serie di proposte per migliorare misure apprezzabili in tema di politiche per la cultura, l’abitazione e il lavoro. Riguardo a queste ultime, oltre a chiedere maggiore coraggio sul reddito di cittadinanza scommettendo maggiormente sui meccanismi di autoimprenditorialità, anche cooperativa, ha sollecitato l’opportunità di sostenere la promozione dell’impresa cooperativa per la sua capacità, confermata anche negli anni più duri della crisi, di produrre crescita e di salvaguardare l’occupazione.

Tra le proposte sul tema, l’aumento delle risorse da destinare ai giovani per lo svolgimento del Servizio Civile universale e l’adozione di interventi volti a valorizzare il fenomeno dei workers buyout, ovvero delle imprese salvate dai lavoratori in forma cooperativa, estendendo questa opportunità ai casi di successione e trasmissione dell’azienda.

 

Pubblicato in Economia sociale

Lato finestrino, sali a bordo del treno e (ri)scopri te stesso è il primo libro di Giusy Cigni, insegnante pendolare napoletana, un testo impreziosito dallo straripante entusiasmo e l’inevitabile ingenuità dell’esordiente.

Bozze vergate a mano su un quadernone tra un viaggio e l’altro sui binari che separano Roma e Napoli, sempre più periferia qualificata della Capitale. Tema di questo romanzo d’esordio è la vita dei pendolari, categoria sociale nata per necessità certo non per volontà. Carichi di dignità, sogni, pensieri e retropensieri, su vagoni che diventano una propaggine della propria casa lasciata all’alba con figli, mogli e mariti ancora al caldo delle lenzuola.

Il risultato finale è un libro – Guida editori – delicato e profondo allo stesso tempo, che toglie la maschera a chi la indossa per coprire la propria mediocrità, che ci riporta all’essenzialità della vita, alla sua intima ragion d’essere.

“Lato finestrino” invita a guardare negli occhi le persone, ad ascoltarle senza presunzione, ad abbozzare un sorriso anche quando non vorresti, ad essere se stessi. In mezzo, l’escamotage narrativo di un evento straordinario che sconvolge la vita di questi pendolari in balìa di ciò che accade fuori dal finestrino.

Napoli, Stazione Centrale, binario 16. Un clochard dorme mentre un esercito di pendolari si prepara a salire sul consueto treno delle 6 che li condurrà a Roma per lavoro. Ciascuno partirà portando con sé la propria storia, i desideri, i rimpianti, i sogni e persino le bugie che, una volta seduti in quei vagoni, proveranno a nascondere dietro gli schermi luminosi degli smartphone o addormentandosi accanto ad un vicino di cui non incroceranno neanche lo sguardo.

Il viaggio comincia sotto una violenta tempesta che i passeggeri sembrano non percepire affatto, incuranti di ciò che li circonda e ignari di quello che sta per accadere. In un secondo esatto, un evento straordinario destabilizzerà la corsa del treno e le vite di alcuni passeggeri.

È accaduto qualcosa di sbalorditivo. Solo alcuni di loro proveranno a capire. Solo quelli abituati a guardare oltre. Solo quelli capaci di ascoltare. Solo quelli disposti a scrutare dentro loro stessi. Solo quelli pronti a guardare fuori dal finestrino.

L’autrice

Giusy Cigni, classe '81, è nata a Napoli dove vive con marito e due figli. Insegnante da 16 anni, pendolare per dovere, scrittrice per piacere. Coltiva da sempre la passione per l’archeologia e le civiltà classiche, messa in crisi solo dalla saga di "Ritorno al futuro".

Il suo motto di vita è “Frangar non flectar”. L'hashtag preferito è  #pestammafreezone

 

Pubblicato in Cultura

Si è chiuso a Roma il 104° Congresso Nazionale della Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia (SIOT). Una quattro giorni di lavori che ha riunito nella Capitale l’eccellenza dell’ortopedia italiana. Sotto la guida dei Presidenti Pietro Ruggieri e Claudio Zorzi e dei vice Presidenti Araldo Causero, Bruno Magnan e Alberto Momoli, gli ortopedici si sono confrontati su numerose ed interessanti tematiche.

Un congresso dai numeri impressionanti: 2.689 i partecipanti, con 1.372 iscritti; 453 i relatori, 213 i moderatori, 224 le ore formative, 139 le sessioni scientifiche. In merito ai lavori presentati, sono stati 562 gli abstract e 707 le relazioni.

“Siamo molto soddisfatti dei risultati di questo Congresso – dichiara il Professor Francesco Falez, Presidente della Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia -. La numerosità delle sessioni, dei partecipanti e dei lavori condivisi dimostrano la grande vitalità dell’ortopedia in Italia, pronta a rispondere alle sfide delle innovazioni tecnologiche del prossimo futuro che stanno rivoluzionando la nostra disciplina, a beneficio di una migliore qualità di vita dei pazienti”.

Nel corso del congresso capitolino l’Assemblea dei soci ha approvato la polizza assicurativa ‘SIOT SAFE’, il primo sistema di protezione collettivo per gli ortopedici realizzato con Aon e Generali Italia. “Questa decisione rappresenta un momento di svolta per la nostra Società – aggiunge il Professor Falez -.  Per la prima volta, infatti, noi ortopedici avremo a disposizione un programma di tutela assicurativa che ci garantisce al massimo nei confronti delle compagnie assicurative e nelle richieste risarcitorie ed inoltre è uno sguardo al futuro per i nostri giovani”.

Gli ortopedici della SIOT si riuniranno nuovamente a Roma, dal 5 all’8 novembre 2020, per la 105esima edizione del proprio Congresso Nazionale che confermerà e amplierà il format adottato quest’anno per un confronto a 360° su tutti i temi legati all’ortopedia e la traumatologia. Inoltre, sarà dato ampio spazio all’interattività con i colleghi più giovani ed a tematiche di confronto con specialità affini, tra le quali la reumatologia e la fisiatria.

Tra le principali tematiche del Congresso di Roma si è discusso di oncologia, protesi e infezioni. Due le sessioni di Chirurgia oncologica e trattamenti innovativi delle metastasi ossee, mentre una è stata dedicata al tema ‘3D printed implant in revision surgery’. Moderatore: Pietro Ruggieri, Presidente del Congresso.

Nell’ambito del tema oncologico - uno dei due temi preminenti del Congresso SIOT di quest’anno - gli aspetti più interessanti sono stati rappresentati dalle presentazioni di Simposi con Società Oncologiche Internazionali. In particolare: uno con ISOLS (International Society of Limb Salvage - https://isols.com), dedicato alle più moderne tecniche di ricostruzione in oncologia muscoloscheletrica; uno con EMSOS (European Musculo-Skeletal Oncology Society - https://emsos.org/), dedicato ai progressi nel trattamento, che comprendono anche aspetti chirurgici. Più in generale, per quanto attiene al tema oncologico, i concetti e gli aspetti più moderni affrontati in ambito congressuale hanno riguardato le nuove tecniche ricostruttive con 3D Printing costruiti su misura; il ruolo e l’importanza dell’ortoplastica (assidua collaborazione fra chirurgo plastico e chirurgo ortopedico) e dell’utilizzo dei diversi possibili lembi nel trattamento dei tumori muscoloscheletrici; le novità nel trattamento delle metastasi scheletriche, con particolare riferimento al nuovo concetto di oligometastasi, per le quali una terapia combinata ed una chirurgia più aggressiva possono offrire prospettive di guarigione o di prognosi molto migliore con lunghe sopravvivenze.

Pubblicato in Salute

Com'è bella la città, cantava Gaber. Ma è vero? Nel convegno Koinè - Acli al Cas Tortaia, il Direttore della cooperativa sociale, Paolo Peruzzi, ha fotografato Arezzo non come 1 sola città ma come tante città diverse che convivono nello stesso spazio e nello stesso luogo senza essere in grado di comunicare tra loro. I dati partono dallo lo studio e dalla classifica Ben Vivere di Avvenire

Fatti e numeri a sostegno di questa tesi: “Natale illuminato si o no da una parte e famiglie che faticano a pagare le bollette dell’elettricità dall'altra. Pensionati che pensano alle vacanze natalizie e pensionati che devono vivere con 750 euro al mese. La città avvantaggiata è rappresentata e si esprime da sola. Noi – ha detto Peruzzi - vorremmo rappresentare quella che, se ne avesse la possibilità, urlerebbe. Alcuni numeri. 15.000 iscritti al centro per l’impiego che sono il 26% degli attivi: 1 su 4. I Neet sono 3.200, giovani tra 18 e 30 anni che non studiano, non lavorano, non si formano e che rappresentano il 25% del totale. Ci sono più di 10mila anziani che vivono in famiglie mononucleari. Reddito medio da pensione: 748 euro al mese. 2.100 sono gli anziani non autosufficienti. Quelli affetti da demenza sono 2.600. 1.300 i disabili in condizioni di gravità. Centrale è il tema del lavoro. Dal 2001 al 2016 sono aumentate le povertà: l’imponibile medio fiscale è cresciuto nominalmente ma il potere d’acquisto è calato del 5%”.

Anche Matteo Bracciali, vice Presidente della Federazioni Acli internazionali, ha parlato di “città capovolta” ed ha affermato che “abbiamo bisogno di uno sguardo diverso sulla città. C’è una scelta valoriale: la generatività che è la capacità delle nostre vite di incidere su quelle degli altri: non si può fare la nostra felicità senza fare quella degli altri. Sfidare il vento dell’indifferenza e della paura, quindi. Arezzo è fragile: se sei solo hai alte probabilità di rimanerci e se sei laureato hai basse possibilità di trovare un lavoro e quindi di rimanere in questa città.  E’ necessario far emergere il protagonismo del cittadino”.

Arezzo non è certo un’isola, sia nel contesto italiano che internazionale. Il professor Leonardo Becchetti, docente di economia politica all'università Tor Vergata di Roma, ha ricordato come negli Stati Uniti si stia registrando “un’ epidemia di morti per disperazione, tanti quanto i soldati morti in Vietnam e Iraq. Morti per depressione. Fattori: basso reddito, bassa istruzione, bassa qualità di relazioni, malattia del materialismo (vali per quello che guadagni e se guadagni nulla non vali nulla)”.

La ricerca della felicità torna quindi ad essere un  tema all’ordine del giorno. Sei i fattori che la determinano e che sono stati indicati da Becchetti: "reddito, salute, libertà d’iniziativa, assenza di corruzione, qualità delle relazioni e gratuità". Nel corso del convegno di stamani, coordinato dal giornalista Mattia Cialini, è stata presentata la ricerca di Avvenire sulla qualità sociale delle città. Classifica che vede Arezzo al numero 56 in Italia e al numero 7 in Toscana. Alcuni dettagli: posto numero 12 per impegno civile, 72 per capitale umano. Benino nella classifica della sanità ma in relazione al quadro italiano: rispetto a quello toscana, la posizione è peggiore.

Nel corso del convegno di stamani sono state presentate alcune video testimonianze sui temi degli anziani, del lavoro e dell'ambiente che sono state commentate da Antonietta Milani, Presidente del Direttivo Spi Cgil; Silvia Russo, della Segretaria provinciale Cisl e Alessandra Pedone, Coordinatrice del Centro Francesco Redi.

Concludendo il dibattito, Francesco Riccardi, caporedattore di Avvenire, ha chiarito che quella del suo giornale "non è l’ennesima classifica ma un’analisi sul benessere complessivo della società italiana. La ricerca deve servire a stimolare nelle città un dibattito sul come agire. Quindi un filo per relazioni e creare senso di appartenenza alla comunità".

 

Pubblicato in Toscana

Il 30 novembre si terrà a Bergamo un convegno intitolato "Da Barbiana a Bibbiano", promosso – secondo quanto riportato dalla stampa – da gruppi cattolici tradizionalisti e a cui saranno presenti alcuni esponenti della Lega, tra cui il senatore Simone Pillon, al quale sono affidate le conclusioni dei lavori. È previsto anche un intervento di Jacopo Marzetti, commissario della Comunità Il Forteto e garante per l'infanzia e l'adolescenza della Regione Lazio.

L'Esecutivo del Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (CNCA) esprime il proprio sdegno per vedere accostati don Milani e l'esperienza della scuola di Barbiana ai fatti della comunità Il Forteto e di Bibbiano.

Per questo condivide, parola per parola, la presa di posizione espressa in merito da Pax Christi. “condividiamo le parole chiare e nette del card. Betori, arcivescovo di Firenze, intervistato a Radio Toscana riguardo alla conferenza organizzata a Bergamo dal titolo ‘Da Barbiana a Bibbiano’: ‘Non si può accettare che la figura di don Lorenzo Milani, servitore esemplare del Vangelo e testimone di Cristo sia strumentalizzata o peggio offesa, accostando l’esperienza di Barbiana a vicende neppure lontanamente accostabili. Si tratta dell’ennesima distorsione e travisamento che da varie e diverse parti, in maniera ricorrente nel corso dei decenni, è stata fatta e continua ad essere fatta del pensiero e dell’azione di questo nostro sacerdote’

 

Pubblicato in Nazionale

Il 15 novembre alle ore 9 il Museo archeologico Mètauros che ha sede a Gioia Tauro caratteristico centro del reggino partecipa a Libriamoci - Giornate di lettura nelle scuole realizzate nelle scuole italiane in Italia e all’estero, dall’infanzia alle superiori, con la presentazione del libro Il giardino di Drapia. Un progetto partecipato di paesaggio (Edizioni Librìa, 2011) di Michelangelo Pugliese (architetto paesaggista) e una conversazione sul tema Paesaggio e comunità. Come i ragazzi salveranno il mondo.

La conversazione è focalizzata sull’importanza della valorizzazione del patrimonio paesaggistico e sulla sua componente culturale identitaria attraverso progetti di partecipazione attiva per la riappropriazione, tutela e valorizzazione ambientale partecipata nello spirito della Convenzione Europea del Paesaggio.

L’iniziativa Libriamoci è promossa dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca attraverso la Direzione Generale per lo Studente e dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo – attraverso il Centro per il libro e la lettura.

Il Museo archeologico Mètauros è afferente al Polo museale della Calabria, guidato dalla dottoressa Antonella Cucciniello che ha assegnato alla dottoressa Simona Bruni le funzioni di referente.

 

Pubblicato in Calabria

Cosa sono le cure domiciliari? E come può un cittadino accedere a un servizio così importante per la sua salute o quella dei familiari e già previsto dal sistema sanitario regionale? Chi sono coloro che prestano tale servizio e con quali professionalità si prendono in carico totalmente un malato che non è in grado di essere ospedalizzato?

È questo il tema del seminario di studi, organizzato dal Consorzio Sisifo e che si è tenuto Pergusa alla presenza di tutti gli operatori sanitari che operano per il Consorzio, la più grande realtà siciliana nel campo dei servizi sanitari, e distribuiti nelle varie provincie in cui le Asp erogano il servizio che poi i cittadini scelgono per farsi assistere in caso di malati terminali (cure palliative) o di cure integrate presso il proprio domicilio (Adi).

All’incontro, al quale hanno partecipato i vertici del Consorzio Sisifo insieme al presidente Mimmo Arena, il presidente di Legacoop sociali Pippo Fiolo, il direttore sanitario di Sisifo Caterina Testaì e i presidenti degli ordini regionali degli psicologi, degli Assistenti, dei Medici delle Province di Messina e del M.O.V.I. di  Caltanissetta,  hanno discusso modalità di erogazione delle cure domiciliari in Sicilia, degli scopi delle associazioni no–profit e del ruolo del volontariato. Sono intervenuti anche i rappresentanti delle Asp di Messina, Agrigento e Caltanissetta.

“Operiamo per conto delle Asp in molte provincie siciliane – ha spiegato Mimmo Arena – assistendo attraverso equipe multidisciplinari composte da medici, psicologi, infermieri, fisioterapisti, operatori socio sanitari, assistenti sociali e assistenti spirituali, per assistere malati con bisogni complessi per i quali gli interventi di base sono inadeguati e che non necessitano un trattamento presso una struttura ospedaliera. Il nostro servizio, che viene gestito direttamente o attraverso le nostre cooperative diffuse sul territorio, è di assistere persone affette da malattie inguaribili o croniche, per offrire un contributo allo sviluppo del sistema socio-sanitario integrando diverse tipologie di prestazioni e per garantire la totale presa in carico del paziente adattando l’erogazione del servizio alle reali necessità dell’individuo e del suo nucleo familiare”. 

Al seminario, insomma, si è affrontato il tema del modello di sanità unico "Abbiamo messo l'accento su come avere un approccio multidisciplinare - ha concluso il vice presidente di Sisifo Santo Mancuso - una concezione di cura all'avanguardia che tiene conto prima di tutto della persona e delle sue esigenze complessive nel rapporto con la famiglia."

 

 

 

Pubblicato in Sicilia

Lucia Mattioli ha festeggiato i suoi 100 anni e i famigliari e il personale della Casa Residenza per Anziani CIDAS Ripagrande di Ferrara che la ospita, hanno organizzato per lei una festa degna della sua longevità.

I numerosi parenti intervenuti, assieme agli operatori della cooperativa, hanno organizzato, nel pomeriggio di venerdì 8 novembre, un rinfresco scandito da taglio della torta, omaggio di fiori e regali, e consegna di una targa commemorativa direttamente dalle mani dell’Assessore alle Politiche Sociali Cristina Coletti.

Il Sindaco Alan Fabbri ha voluto celebrare personalmente la centenaria Lucia, facendole pervenire un messaggio di auguri per ringraziarla di essere “da oltre 100 anni nella vita della città”.  Presente alla cerimonia anche Paolo Lupini, Sindaco di Voghiera che ha voluto portare i saluti del paese di residenza di Lucia.

Quella di Lucia è una vita intensa, che lei ha vissuto con coraggio e determinazione, anche quando l’ha messa alla prova. È anche un’esistenza ricca di affetti e persone care che le sono ancora accanto, lucida e attiva, appassionata lettrice di quotidiani per tenersi aggiornata e dei romanzi di Camilleri, che le tengono compagnia, assieme agli altri ospiti della residenza ed agli animatori e al personale sanitario di CIDAS.

La casa residenza di CIDAS per anziani non autosufficienti di via Ripagrande, oltre a Lucia, ospita altre 124 persone e fa parte di un complesso residenziale da poco ristrutturato, collocato all’interno di un antico palazzo, nel centro storico di Ferrara.

Agli ospiti, oltre all’alloggio ed alla ristorazione, vengono messi a disposizione assistenza medica e infermieristica, attività fisioterapica, cura quotidiana della persona, animazione, servizi estetici come parrucchiera, manicure e pedicure, trasporti sanitari ed a un’area verde per la ricreazione.

Il personale professionale di CIDAS si compone di coordinatori e responsabili, infermieri, fisioterapisti, autisti, operatori socio sanitari, estetista, impiegati. Da 40 anni attiva nel settore della Terza Età, la cooperativa CIDAS, gestisce 12 case residenza per anziani, 1 centro diurno per anziani, oltre a servizi di assistenza domiciliare e riabilitazione a Ferrara e provincia, laboratori per malattie neurodegenerative, quali Parkinson ed Alzheimer.

Unitamente a questo, CIDAS è parte di ComeTe, rete nazionale di cooperative sociali che fornisce servizi dedicati alle famiglie, con l’impegno di essere sempre più vicino ai bisogni delle persone.

 

 

 

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