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Sabato, 07 Dicembre 2019

Articoli filtrati per data: Giovedì, 14 Novembre 2019 - nelPaese.it

Ieri le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno depositato la sentenza n. 29460/2019 che riguarda due temi di stretta attualità e di immediata rilevanza per il sistema di accoglienza nel nostro paese, ovvero l'applicazione a color che avevano già presentato domanda di protezione internazionale del decreto legge n. 113/2018, convertito in legge n. 132/2018 - cd. decreto sicurezza, così eliminando dall'ordinamento la possibilità di ottenere un permesso per protezione umanitaria e, inoltre, i presupposti per il riconoscimento di questa forma di protezione. A comunicarlo è l'Associazione per gli studi giuridici sull'Immigrazione. 

Con la sentenza di ieri le Sezioni Unite hanno aderito a quello che rappresenta l'orientamento maggioritario dei giudici di merito e della Cassazione stessa (tra tutte: sentenza n. 4890/2019), ritenendo irretroattivo il decreto sicurezza (e, quindi, consentendo il rilascio del permesso per motivi umanitari a tutti coloro che abbiano presentato domanda di protezione nel nostro paese prima del 5 ottobre 2018, data di entrata in vigore della nuova normativa) e confermando a tal fine la necessità della valutazione comparativa tra l'integrazione sociale del richiedente asilo in Italia e la condizione a cui sarebbe stato esposto in caso di rientro nel Paese, in termini di violazione dei diritti fondamentali.

La causa che aveva dato occasione per il rinvio alle Sezioni Unite era stata proposta dal Ministero dell'interno contro una decisione della Corte d'appello di Trieste che non aveva effettuato detta comparazione e pertanto la Cassazione ha rinviato a detta Corte territoriale affinché applichi, nel caso specifico, i principi giurisprudenziali affermati dalle Sezioni Unite.

"E' di tutta evidenza - scrive Asgi - che la Suprema Corte ha sostanzialmente bocciato l'interpretazione e lo spirito della riforma perseguita dall'ex ministro dell'interno dichiarandola non rispondente al nostro ordinamento e, quindi, sono del tutto fuorvianti e manipolatorie le affermazioni secondo le quali le Sezioni Unite della Cassazione avrebbero dato ragione all'ex ministro dell'interno. E' vero l'esatto contrario. Il decreto legge n. 113/2018 ha eliminato una clausola di salvaguardia dell'intero sistema (anche) della protezione internazionale, senza preoccuparsi né dell'esistenza di precisi obblighi costituzionali ed internazionali sottesi all'art. 5, co. 6 TU immigrazione, né degli effetti che l'abrogazione del permesso di soggiorno avrebbe provocato".

Tra essi possono annoverarsi l'abnorme percentuale di rigetti delle domande di protezione internazionale, l'aumento vertiginoso del contenzioso giudiziale con danni enormi alle finanze pubbliche, la creazione di una moltitudine di irregolari, esposti a sfruttamento lavorativo e che favoriscono il lavoro nero, con ulteriori danni all'erario pubblico. L'insicurezza provocata dal decreto legge n. 113/2018 è stata oggi in parte attenuata grazie alla Corte di cassazione e ora le Commissioni territoriali si potrebbero trovare a dovere riesaminare migliaia di richieste per le quali, dal 5 ottobre 2018,  si sono astenute dall'esaminare anche la protezione umanitaria, con ulteriore danno alle finanze pubbliche.

 

Pubblicato in Nazionale

La Residenza CRHGG di Sacile parteciperà domenica 17 novembre a San Vendemiano (Tv) alla 6^ edizione della “Corri in Rosa, con partenza alle 10, manifestazione promossa da Asd Trevisomarathon, in collaborazione e con la gestione tecnica di Maratona di Treviso, a carattere ludico motorio e non competitiva rivolta a sole donne, e per questo nota anche come la corsa delle donne per le donne, che raccoglierà fondi per la prevenzione e la cura dei tumori al seno. Il CRHGG di Sacile, servizio dell’Aas n.5 Friuli Occidentale gestito dalla Cooperativa sociale Itaca, sarà presente con la propria squadra “Cooperativa Itaca” composta da tre beneficiarie e quattro operatrici.

Nata nel 2014, la manifestazione unica nel suo genere ha lanciato uno speciale movimento tutto al femminile che fa della solidarietà la sua linea guida. Lo scorso anno la città e le lievi pendenze della Calpena furono prese d’assalto da oltre 8.000 donne, che in corsa, in cammino o in camminata con i bastoncini del nordic walking su uno dei due percorsi, di 6 e di 12 km avevano scelto di esserci per testimoniare la loro vicinanza alle donne che lottano contro il tumore al seno. In tante, infatti, avevano scelto partecipare e contribuire così al pagamento (tramite Maratona di Treviso) delle rate del mammografo acquistato dall’associazione Renzo e Pia Fiorot e installato nell’ospedale Santa Maria dei Battuti di Conegliano, dove viene utilizzato dall’Ulss 2 Marca Trevigiana per lo screening.

Il percorso da seguire sarà libero e potrà essere scelto anche durante la manifestazione. Entrambi i percorsi saranno pianeggianti e si snoderanno fra le vie di San Vendemiano con partenza presso il Municipio. Come sempre a fine corsa ci sarà il pasta party e, novità di quest’anno, il service foto: per tutte le partecipanti sarà realizzato gratuitamente un servizio foto personalizzato (per accedere alle proprie foto sarà necessario utilizzare il codice riportato sul proprio pettorale).

 

Pubblicato in Veneto

Ha preso il via a Parma il 23 ottobre e si concluderà il 13 dicembre a Sulmona, dopo aver attraversato il Paese da Nord a Sud, visitato tredici città e quindici scuole, con un bagaglio di ventidue film e un pubblico di 2.500 studenti.

Questi i numeri della nuova edizione di Schermi in classe, l’innovativo progetto culturale promosso da Cinemovel Foundation e da Libera, Associazioni, nomi e numeri contro le mafie che anche quest’anno porterà il cinema sul grande schermo nelle scuole italiane. Sostenuto da Miur e Mibac, Schermi in classe è la prima proposta nazionale di cinema itinerante e comunicazione sociale per le scuole.

L’obiettivo del progetto è offrire agli studenti uno spazio di visione e ragionamento sul tema delle mafie e della criminalità organizzata. Un modo originale per vedere il potere delle organizzazioni mafiose, prendere coscienza della loro forza coercitiva e creare un nuovo immaginario attraverso l’analisi della loro narrazione pubblica. In ogni tappa gli spazi degli istituti che ospitano il progetto si trasformano. Al loro interno viene allestita una vera e propria sala cinematografica per poter vivere, in maniera collettiva e partecipata, la magia e le emozioni della settima arte.

Un innovativo modello didattico

Schermi in classe nasce dall’esigenza di costruire un nuovo strumento per fare didattica con il cinema e con le fonti audiovisive. «Nel Piano Nazionale “Cinema per la scuola”, pubblicato da Miur e Mibac, la capacità di interpretare le immagini in movimento è indicata come strumento imprescindibile per la creazione di società inclusive, civili e moderne», afferma il coordinatore del progetto Enzo Bevar, «Comprendere un film o un video, consente l’accesso a un linguaggio universale, sempre più al centro della comunicazione contemporanea».

Aggiunge Luigi Ciotti, fondatore di Libera: «Il cinema è grande perché grandi uomini aiutano a vedere la realtà così come essa si snoda sotto i nostri occhi trovandoci spesso incapaci di osservarla. Il cinema è grande, inoltre, non solo perché fotografa la realtà, ma perché ci chiede di entrarci dentro. Ci chiede di coinvolgerci, costruire impegno, di spendere energie per trasformare e migliorare il mondo».

I film in programma e i percorsi per gli studenti

Le scuole coinvolte nel progetto sceglieranno uno dei percorsi proposti ─ Corruzione e diritti, Ambiente e sostenibilità, Memoria, Inclusione e povertà ─ ospitando le proiezioni e gli incontri con registi e autori (https://cinemovel.tv/sic/film/). Le singole tematiche verranno affrontate attraverso la visione di opere capaci di indagare il reale con sguardi e linguaggi differenti. Dagli scottanti documentari Biutiful cauntri, Before the flood, La nave dolce ai biopic su Peppino Impastato, Giancarlo Siani, Pippo Fava, Don Puglisi e Lea Garofalo, passando per i toni da commedia di Pif (La mafia uccide solo d’estate) e del duo Ficarra-Picone (L’ora legale) e incontrando le tenebrose immagini di Anime nere di Francesco Munzi, uno dei primi film capaci di scandagliare l’universo antropologico della ‘ndrangheta.

Durante il percorso, anche in questa edizione di Schermi in classe, gli studenti contribuiranno alla strutturazione del percorso, accedendo a una piattaforma dedicata su cui poter condividere contenuti multimediali in relazione ai temi affrontati (https://cinemovel.tv/sic/). Sempre all’interno del sito di Cinemovel, autori, registi, giornalisti ed esponenti della società civile, attraverso delle video-interviste, riflettono e pongono domande agli studenti, dando vita a un dialogo che unisce le scuole nella costruzione di un rinnovato immaginario collettivo. Hanno già aderito al progetto, tra gli altri, l’attore Valerio Mastandrea, i registi Daniele Vicari e Davide Barletti, i giornalisti Federica Angeli, Paolo Borrometi e Sandro Ruotolo, il rettore dello Iulm Gianni Canova e il direttore generale della Siae Gaetano Blandini.

La pubblicazione

L’esperienza pluriennale di Schermi in classe è recentemente confluita in un volume curato da Cinemovel in collaborazione con l’associazione Ed-Work. Il libro, pubblicato dalle Edizioni Gruppo Abele, è liberamente scaricabile dal sito della Fondazione. Si avvale dei contributi di Luigi Ciotti, Marco Rossi Doria e di Francesco Casetti. Dichiara il professore della Yale University: «Il cinema è uno strumento pedagogico fondamentale, che ha modellato storicamente la vita moderna, raccogliendone e rilanciandone i temi e i ritmi. Ma attenzione: il film è un’operazione di mobilitazione, più che di sedimentazione. Serve per far esplodere la coscienza».

Pubblicato in Cultura

Il diabete di tipo 1 è una malattia cronica che colpisce in particolare bambini e adolescenti e può portare a gravi complicanze ed effetti collaterali di lunga durata. In Libano, nella Valle della Bekaa e nel campo rifugiati di Shatila, Medici Senza Frontiere (MSF) ha introdotto quest'anno due nuove tecnologie – il dispositivo di monitoraggio continuo del glucosio e la penna insulinica – per migliorare il trattamento di 180 pazienti diabetici di età inferiore ai 15 anni e aiutare loro e le loro famiglie ad affrontare la malattia e vivere una vita normale. 

Bambini e ragazzi affetti da diabete di tipo 1 hanno spesso difficoltà ad adattarsi alla malattia, che dura tutta la vita e la cui terapia si basa in gran parte sulle iniezioni di insulina, perché non può essere trattata con farmaci orali. La malattia richiede monitoraggi periodici dei livelli di glucosio, perché i bambini affetti da diabete di tipo 1 sono soggetti a squilibri improvvisi che possono avere serie complicanze. Per questo MSF offre attenzione particolare a questa categoria di pazienti e sta sviluppando i propri programmi per rispondere al meglio ai loro bisogni.

"Il diabete di tipo 1 può spaventare e il suo trattamento è complesso e impegnativo. Ma con una buona gestione della malattia da parte del bambino e dei suoi genitori, insieme a regolari follow-up medici, i piccoli pazienti possono condurre una vita normale e avere ottime prospettive per il loro futuro" spiega la dott.ssa Laura Rinchey, referente medico del progetto MSF a Beirut.

Monitorare il glucosio senza aghi, nella Valle della Bekaa

Per migliorare la qualità di vita dei pazienti e aumentare l'aderenza al trattamento, MSF ha introdotto il programma di monitoraggio continuo del glucosio (CGM) nelle proprie cliniche nella Valle della Bekaa e in Libano settentrionale, che forniscono il trattamento a 80 bambini sotto i 15 anni. I pazienti applicano un sensore al braccio che misura i livelli di glucosio nel sangue. Il dispositivo deve essere esaminato in momenti specifici del giorno e della notte per salvare e visualizzare i dati sotto forma di grafici, consentendo ai pazienti e ai loro genitori di intraprendere azioni immediate e gestire cali o picchi improvvisi di glucosio. Questo consente anche all'équipe di MSF di adattare il programma di trattamento in base ad accurati dati medici.

Houssam è un bambino di 12 anni a cui circa un anno fa è stato diagnosticato il diabete di tipo 1. Da allora, Houssam ha ricevuto cure mediche all'ospedale di MSF ad Aarsal, nella Bekaa settentrionale. Oltre a consultazioni mediche, trattamenti e istruzioni per gestire la malattia, gli è stato dato tutto il necessario per misurarsi i livelli di zucchero nel sangue e per le iniezioni di insulina. Da quattro mesi, il suo trattamento è evoluto: Houssam è entrato nel programma di monitoraggio continuo del glucosio di MSF, non deve più usare lo strumento di misurazione tradizionale, che richiedeva la puntura di un ago per misurare il livello di glucosio nel sangue, e vive una vita normale pensando al futuro.

"La notizia della malattia ci aveva davvero spaventato. Non sapevamo che potesse colpire anche i bambini e avevamo idee sbagliate sul diabete e su come funziona il trattamento" risponde Mohammed, il padre di Houssam, quando gli chiedono come hanno reagito alla malattia del figlio. "Sogno di andare in Svezia per studiare e diventare un dottore" racconta Houssam con un sorriso. "Mi sono abituato a convivere con la malattia e ora sono in grado di tenerla sotto controllo con l'aiuto dei miei genitori e il supporto dell'équipe medica. La cosa più difficile è non poter mangiare le patatine fritte ogni volta che vorrei e dover fare le punture di insulina."

La penna insulinica nel campo di Shatila

Sidra, 12 anni, vive nel campo rifugiati di Shatila, alla periferia sud di Beirut, e condivide la stessa sfida di Houssam con il diabete e l'impegno a mantenere una dieta sana, mentre come tutti i bambini vorrebbe mangiare liberamente i dolci insieme ai suoi fratelli e amici. Sidra ottiene le dosi necessarie di insulina usando la penna insulinica, che MSF fornisce a oltre 100 bambini nelle sue cliniche nel campo di Shatila e che presto introdurrà anche nelle proprie cliniche nella Valle della Bekaa.

"Usiamo la penna insulinica per bambini e adolescenti affetti da diabete di tipo 1 perché per loro è più pratica. I bambini o i loro genitori possono definire il dosaggio di insulina con maggiore precisione e tutto è molto più rapido" spiega la dott.ssa Laura Rinchey di MSF. "L'obiettivo è permettere ai bambini di controllare la propria malattia e di gestire da soli la propria salute. È il primo passo per adattarsi a vivere con il diabete. Le nostre équipe di educazione alla salute lavorano per fornire il miglior supporto ai bambini e per comunicare le informazioni necessarie ai genitori, perché possano aiutare i loro figli ad avere uno stile di vita salutare."

La famiglia di Sidra è in difficili condizioni economiche per via della loro condizione di rifugiati e la madre non può permettersi i trattamenti e gli strumenti di cui Sidra ha bisogno. L'insulina, il dispositivo di monitoraggio, le strisce e le penne per l'insulina costerebbero fino a 100 dollari al mese, una somma che non possono permettersi. "A volte non riesco a procurare il cibo sano che i medici raccomandano per mia figlia, figurarsi i medicinali" racconta.

Anche se la diagnosi di diabete di tipo 1 può scioccare bambini e genitori e ci sono seri ostacoli alle cure, come il costo dei trattamenti, le nostre équipe mediche supportano il coraggio di questi bambini e la maggiore consapevolezza dei loro genitori, che fanno un grande lavoro per adattarsi alla malattia e proteggere i loro figli da ripercussioni psicologiche e complicanze fisiche. "I bambini che vengono nelle nostre cliniche continuano la loro vita con il sorriso, sono pieni di innocenza e coraggiosi, ma se non fossero disponibili i nostri servizi Houssam, Sidra e tanti altri bambini come loro potrebbero non ricevere mai queste cure mediche di qualità" conclude la dott.ssa Rinchey di MSF.

MSF ha iniziato a lavorare in Libano nel 1976 durante la guerra civile libanese, prima missione dell'organizzazione in un'area di conflitto. Attualmente MSF fornisce assistenza medica gratuita in 13 aree diverse del paese, dove gestisce programmi per malattie croniche, salute riproduttiva e mentale, oltre a due centri di assistenza per la salute materno infantile. MSF fornisce anche servizi pediatrici e interventi chirurgici per rispondere ai bisogni delle comunità locali nel paese.

 

Pubblicato in Migrazioni

“Chiediamo al più presto l’apertura di un tavolo istituzionale. Il Governo convochi le parti datoriali: le nostre imprese sono pronte al confronto per trovare una soluzione, ed evitare un vero e proprio salto nel buio ai lavoratori e le loro famiglie. Fermare gli appalti nelle scuole è anacronistico, dannoso per le imprese, per il mondo scolastico e per i lavoratori”. Lo dichiarano i vertici di ANIP-Confindustria, Legacoop Produzione e Servizi, Confcooperative Lavoro e Servizi nella conferenza stampa unitaria celebrata a Montecitorio per spiegare le ragioni della contrarietà al provvedimento che, come prima conseguenza, vedrà 16mila procedure di licenziamento a fronte di 11263 unità che verranno riassunte, secondo il Miur, da gennaio 2020. Numero palesemente insufficiente a coprire il fabbisogno di oltre 30mila plessi scolastici in Italia.

Le associazioni che rappresentano le imprese individuano diverse criticità del Decreto legge 126/2019 su ‘Misure di straordinaria necessità e urgenza in materia di reclutamento del personale scolastico e degli enti di ricerca e di abilitazione dei docenti’. Non si delinea nessun risparmio della spesa pubblica a fronte dell’obiettivo dichiarato di miglioramento della qualità dei servizi: nessuna analisi preliminare su costi benefici sembra supportare questa decisione del Governo. Da una prima analisi del provvedimento emergono profili di incostituzionalità, contrasto con decreti, trattati e norme europee, mancanza di una appropriata analisi costi-benefici, tempi di attuazione troppo stretti, incertezza sulle coperture.

“Dalla pubblicazione del decreto deriverebbero innumerevoli ricorsi spiega Lorenzo Mattioli, Presidente di ANIP Confindustria - rendendolo inattuabile nei tempi necessari. Penso che a gennaio 2020 le scuole non saranno né pulite né manutenute, con rischio per la didattica, senza garanzie per la salute e l’incolumità di alunni e docenti. Altra criticità è l’obbligo per i candidati di presentare domanda solo nell’àmbito provinciale nel quale già prestano servizio, in palese violazione dei principi costituzionali e comunitari, evocando usanze da Medio Evo. Il paradosso è che il decreto viene presentato come strumento per superare il precariato, mentre assume dipendenti che già erano a tempo indeterminato presso il privato".

Dichiara Fabrizio Bolzoni, Direttore di Legacoop Produzione e Servizi: “Consideriamo un pesante arretramento l’indirizzo assunto dal Governo di internalizzare il servizio delle pulizie scolastiche; un passo indietro rispetto ad una modalità, consolidata da decenni, che ha consentito recuperi di efficienza nei processi produttivi. Vanno sostenuti percorsi di ‘corretta esternalizzazione’, a tutela di lavoratori e aziende che rappresentano un comparto rilevante nell’economia del Paese”.

Per Massimo Stronati, presidente Confcooperative Lavoro e Servizi: «Un’internalizzazione che crea esuberi non è un bel segnale al Paese. Il lavoro e le imprese sono il fulcro del public procurement che può rilanciare il PIL. Internalizzando si penalizzano le imprese che sono cresciute mettendo il lavoro al centro. Non ci sono solo ILVA o Alitalia. Il governo convochi le parti sociali. Abbiamo 5.000 esuberi e imprese condannate a pagare la NaSpI per un appalto che finisce per volontà di Stato».

Pubblicato in Lavoro

Il 19 novembre alle 12 in Via Pinerolo 17, a Casa Alfieri, la Cooperativa Animazione Valdocco inaugurerà la nuova comunità Alfieri, nata per offrire alle persone con disabilità un contesto abitativo che contribuisca al miglioramento della qualità della vita e risponda ai bisogni di socializzazione ed autonomia.

La comunità è inserita nella rete dei servizi socio-sanitari per disabili del Comune di Torino e dell’ASL Torino. L’evento sarà introdotto da un’azione performativa di e con Alessandra Simone e Virginia Ruth Cerqua, che introdurranno il pubblico al tema dello sguardo. Al termine dell’inaugurazione aperitivo di cucine del mondo a cura del progetto Food Lab – Storie di Gusto. La mostra fotografica “Io Guardo” allestita nella comunità Alfieri, con le fotografie di Gabriella Fileppo, sarà aperta al pubblico dal 20 al 24 novembre dalle 10:00 alle 13:00, con ingresso libero e gratuito.

La mostra “Io guardo” - Le tredici fotografie a opera di Gabriella Fileppo, che compongono la parte visiva della mostra, mettono in scena altrettanti ritratti di persone il cui sguardo è rivolto al ”fuori”, verso l’esterno rispetto allo spazio in cui si trovano. Le persone ritratte che vivono – o che frequentano durante il giorno – tali spazi, sono autori di un modo di guardare attraverso i vetri delle finestre (e di orientare l’attenzione oltre) che è di carattere riflessivo, e viene catturato dalla fotografia.

Ad ogni immagine è stato associato un testo (a sua volta prodotto da un tessuto di relazioni tra educatori e giovani utenti di Porta Aperta e Artcadd, Servizi educativi in accreditamento con il Comune di Torino e l’ASL Città di Torino, e Girotondo, Servizio educativo dell’Unione dei Comuni Nord Est Torino che dispiega il concetto di guardare (o di sguardare) in termini di implicazioni soggettive ed emotive. L’allestimento prevede la stampa fotografica su carta cotone in grande format e la stampa su tessuto dei testi. LA PERFORMANCE “IO GUARDO” - In relazione alla natura degli scatti selezionati per la mostra, le artiste, Alessandra Simone, danzatrice ed artista circense, e Virginia Ruth Cerqua, attrice ed autrice, proporranno una performance che metta l’accento sull’aspetto relazionale dello sguardo.

Lo sguardo tra due o più individui, è un’azione complessa, una dinamica a tratti impercettibile che permette di cogliere le forme e gli stati d’animo dell’altro, le manifestazioni superficiali e le intenzioni più profonde. Al contempo, è grazie allo sguardo dell’altro che il sé prende forma, si definisce, si limita e si percepisce. Una performance basata sui linguaggi della danza, della parola detta e recitata, che conduce lo spettatore ad attraversare le fasi della mostra, utili ad interrogarsi sul ruolo dello sguardo nelle relazioni interpersonali.

Pubblicato in Piemonte

"Equilibrio e sostenibilità - L'arte della solidarietà. La cooperazione sociale nel tempo della crisi". Sarà questo il tema a cui sarà dedicata l’assemblea regionale di Legacoopsociali Marche che si svolgerà venerdì 15 novembre alle ore 9.30 all’Istao-Villa Favorita ad Ancona. Un settore che in questi anni è cresciuto nella regione promuovendo servizi innovativi per la soddisfazione dei bisogni sociali delle comunità e che ha davanti a sé ulteriori opportunità di sviluppo. 

All’incontro, che sarà aperto da Fabio Grossetti, responsabile Legacoopsociali Marche, e dai saluti di Pietro Marcolini, presidente Istao-Istituto Adriano Olivetti, Luca Fazzi, professore ordinario Dipartimento sociologia e ricerca sociale Università di Trento, parlerà de’ “Il ruolo e le prospettive della cooperazione sociale nel tempo della crisi”.

All’assemblea interverranno Amedeo Duranti, presidente Legacoopsociali Marche, Luca Ceriscioli, presidente Regione Marche, Giovanni Santarelli, dirigente Regione Marche, Gianfranco Alleruzzo, presidente Legacoop Marche. A seguire ci saranno gli interventi di Manuela Bora, assessore regionale alla Cooperazione, e di Eleonora Vanni, presidente nazionale Legacoopsociali, che chiuderà l’assemblea in cui sarà eletto il Comitato regionale di Legacoopsociali Marche.

 

Pubblicato in Marche
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