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Sabato, 07 Dicembre 2019

Articoli filtrati per data: Venerdì, 15 Novembre 2019 - nelPaese.it

In una bozza della legge di bilancio che sta circolando da qualche giorno si prevede una delega al ministero dell'Economia per definire i criteri di distribuzione dell'offerta dell'azzardo sul territorio nazionale. L'intento sarebbe quello di costituire un quadro nazionale unico di regolamentazione che diventerebbe vincolante per Regioni e Comuni.

"Mettiamoci in gioco", la Campagna nazionale contro i rischi del gioco d'azzardo esprime la propria forte preoccupazione per tale norma. Non vorremmo, infatti, che la delega avesse lo scopo di neutralizzare le ordinanze con cui gli enti locali hanno stabilito precise regole per l'offerta del gioco d'azzardo sul proprio territorio, facendo così un regalo alla lobby dell'azzardo. Mettiamoci in gioco è favorevole alla definizione di una cornice nazionale, ma ritiene che la normativa dovrebbe stabilire una base minima comune, lasciando a Regioni e Comuni la possibilità di stabilire regole più stringenti in funzione di specifiche esigenze del territorio. Ci attendiamo dal Governo che la tutela del diritto alla salute dei cittadini prevalga su esigenze di carattere meramente economico.

Aderiscono alla campagna Mettiamoci in gioco: Acli, Ada, Adusbef, Ali per Giocare, Anci, Anteas, Arci, Associazione Orthos, Auser, Aupi, Avviso Pubblico, Azione Cattolica Italiana, Cgil, Cisl, Cnca, Conagga, Confsal, Ctg, Federazione Scs-Cnos/Salesiani per il sociale, Federconsumatori, FeDerSerD, Fict, Fitel, Fp Cgil, Gruppo Abele, InterCear, Ital Uil, Lega Consumatori, Libera, Missionari Comboniani, Scuola delle Buone Pratiche/Legautonomie-Terre di mezzo, Shaker-pensieri senza dimora, Uil, Uil Pensionati, Uisp.

 

Pubblicato in Nazionale

Il Valdarno guarda alla Sicilia: incontro tra la cooperativa sociale Koinè e le Fattorie sociali siciliane. Il denominatore comune è l’Associazione nazionale di bioagricoltura sociale il cui obiettivo è costruire comunità inclusive che favoriscano il rapporto e il rispetto per l’uomo e l’ambiente.

Il progetto messo a punto da Koinè prevede 5 laboratori di formazione e sperimentazione nelle attività dell’agricoltura presso tre aziende che hanno vocazioni e strutturazioni differenti. La prima è la fattoria sociale di Ramarella (Laterina Pergine Valdarno): orto e carbonaia. La seconda è la cooperativa agricola di Paterna (Terranuova Bracciolini): vigne e olive. La terza è l’azienda agricola di Riofi: laboratorio grani antichi.

I progetti coinvolgeranno 5 persone affette da sindrome di Down o disturbi dello spettro autistico di età inferiore a 40 anni; 11 persone svantaggiate con meno di 40 anni e altre 11 con più di questa età e con una prospettiva occupazionale.

 “Questo progetto – commenta Paolo Peruzzi, Direttore di Koinè – punta ad accrescere il grado di coesione sociale dei territori e a favorire la diversificazione dell’attività agricola, la multifunzionalità in agricoltura, la messa in rete di imprese del territorio anche con altri soggetti della società locale. Infine intendiamo  creare nuove attività e servizi capaci di costituirsi come progetti d’impresa, rispondere ai nuovi bisogni sociali presenti nei territori e, nel contempo, di generare concrete opportunità di inclusione lavorativa e sociale di soggetti svantaggiati”.

Un progetto che è nato sulla scia della fattoria di Ramarella: “Questa – spiega Sauro Testi, responsabile del progetto - è una fattoria di agricoltura sociale attivata dalla cooperativa sociale Koinè in collaborazione con il Comune di Laterina Pergine Valdarno, la Conferenza dei Sindaci Zonale, il DSM di Zona della Usl Toscana Sud Est. Ramarella rappresenta una risposta nuova al bisogno di incrementare e differenziare i contesti abilitanti   a favore di persone in carico ai servizi pubblici della salute mentale. La parola chiave è recovery: viene usata in qualsiasi sfera della vita, dove sia presente una perdita, per indicare una ripresa. E’ un processo di cambiamento attraverso il quale l’individuo migliora, con la consapevolezza della propria salute e  con l’assunzione di responsabilità sulla propria vita e sulla possibilità di essere in equilibrio e realizzato a livello individuale e sociale. E’ un processo all’interno del quale la persona con problemi di salute mentale diventa incrementalmente protagonista attiva di scelte e percorsi di vita”.

Un’attività condivisa con l’Usl Toscana Sud Est e con particolare con il Dipartimento di salute mentale diretto da Giuseppe Cardamone: “siamo di fronte ad un’attività fortemente innovativa nel campo della salute mentale. Promuove e valorizza il territorio fondandosi su alcuni assi: l’associazionismo, la formazione e l’inserimento lavorativo in una dimensione etica. Valorizza persone che hanno problemi di fragilità  e promuove una rete di scambio e collegamento  con obiettivi comuni per associazioni, azienda sanitaria,  amministrazioni locali, cooperative agricole  e imprese private”.

Un progetto che adesso entra in una rete nazionale, quella dell’Associazione nazionale bioagricoltura sociale. Salvatore Cacciola, Presidente delle fattorie Sociali Siciliane, si è incontrato ad Arezzo con Testi, Peruzzi e Cardamone ed ha visitato Ramarella: “l’associazione intende animare la riflessione sia sulle potenzialità che sui limiti dell’agricoltura sociale e vuol sviluppare una collaborazione con i movimenti e le organizzazioni che promuovono la cultura dei diritti e della lotta all’esclusione sociale. Gli altri obiettivi sono il consolidamento della collaborazione tra le nostre cooperative e favorire l’accesso dei giovani all’agricoltura”.

 

 

 

Pubblicato in Lavoro

Fino ad oggi è stato offerto un aiuto concreto alle vittime di violenza attraverso l’istituzione della Casa Rifugio “La Casa delle Donne” e del Centro Antiviolenza “La Libellula”. Entrambe i servizi, istituiti dalla Comunità Montana Peligna, sono gestiti dalla Società Cooperativa Sociale Horizon Service di Sulmona rispettivamente dall’anno 2005 e dall’anno 2008.

Entrambe i servizi, grazie all’esperienza acquisita negli anni, sono inseriti nella Rete Nazionale del 1522, numero di pubblica utilità creato dal Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri a sostegno delle reti locali di contrasto alla violenza.

Dall’anno 2015 è operativo anche il Centro Antiviolenza “Donna” nel Comune di Castel Di Sangro, anch’esso gestito dalla Società Cooperativa Sociale Horizon Service. La violenza contro le donne è come un vero allarme civile e si allarga, purtroppo, il numero delle donne costrette a vivere situazioni di solitudine, di disagio, di emarginazione. Al centro di ogni attività dei servizi gestiti dalla Horizon Service stanno le donne, le loro storie, i loro bisogni, i problemi che devono affrontare e le capacità che possono esprimere per superarli.

Al fine di rafforzare il coinvolgimento dell’intera collettività nella prevenzione del fenomeno e nell’essere di aiuto alle donne in difficoltà, la Horizon Service, in collaborazione con il Polo Scientifico Tecnologico di Sulmona, ha organizzato il convegno “La violenza di genere. Un impegno comune per contrastarla” che avrà luogo giovedì 21 novembre 2019 alle ore 15.00 in Sulmona, presso l’ Aula Magna del Liceo Scientifico “E. Fermi”.

L’iniziativa vede l’adesione e il coinvolgimento di diverse realtà territoriali, che si sono mostrate sensibili e attente alla problematica: il Convegno rappresenta, di fatto, il momento per consolidare la rete di collaborazioni.

Il programma 

Saluti istituzionali: Marianna Scoccia (Consigliere della Regione Abruzzo); Annamaria Casini (Sindaco del Comune di Sulmona); Antonella Di Nino (Sindaco del Comune di Pratola Peligna); Gennarino Settevendemie (Presidente della Horizon Service).

Interventi: Massimo Di Paolo (Psicoterapeuta, Dirigente Scolastico del Polo Scientifico Tecnologico); Eleonora De Nardis (Giornalista, Autrice del libro “Sei mia. Un amore violento”); Alessia Salvemme (Psicoterapeuta, Supervisora presso la Casa Rifugio “La Casa delle Donne” e il Centro Antiviolenza “La Libellula”); Laura Di Nicola  (Assistente Sociale, Coordinatrice dei servizi dedicati al contrasto della violenza di genere e gestiti dalla Horizon Service). Coordina: Chiara Buccini (Giornalista).

In occasione della Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne, la Horizon Service, inoltre, ha il piacere di invitarLa alla cerimonia di sottoscrizione del “Protocollo d’intesa per la promozione di strategie condivise finalizzate alla prevenzione e al contrasto del fenomeno della violenza nei confronti delle donne” che avrà luogo lunedì 25 novembre 2019 alle ore 11.30 presso la Sala Consiliare del Comune di Sulmona.

Alla cerimonia, oltre alla Horizon Service promotrice della redazione del documento, partecipano tutte le istituzioni e le organizzazioni che, a vario titolo, si occupano della tematica: il Comune di Sulmona, il Comune di Castel di Sangro, l’Azienda USL 1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila, il Tribunale Ordinario di Sulmona, la Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario, il Tribunale per i Minorenni di L’Aquila, la Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni, le Forze dell’Ordine, l’Associazione di Promozione Sociale “La Ninfea”.

Pubblicato in Abruzzo

“È una sentenza importante quella di oggi, che non ci fa gioire, così come non ci fa gioire nessuna condanna, ma che dopo dieci anni di battaglie restituisce giustizia, verità e dignità a Stefano Cucchi". A dirlo è Patrizio Gonnella, presidente di Antigone, nel commentare la decisione del Tribunale di Roma che ha condannato i a 12 anni di reclusione i due Carabinieri imputati per la morte del ragazzo, avvenuta il 22 ottobre 2009 all'interno del reparto carcerario dell'ospedale Pertini.

"All'indomani della morte di Stefano - dichiara Gonnella - avevamo contattato la sua famiglia e, insieme a Luigi Manconi, avevamo pubblicamente chiesto chiarimenti su cosa fosse accaduto a quel ragazzo che, finito nelle mani dello Stato in buone condizioni di salute, aveva subito mostrato segni di quelle che potevano essere violenze, che ora sappiamo essere state opera di alcuni appartenenti all'Arma dei Carabinieri e che ne hanno poi provocato la morte".

"Quel comunicato - prosegue ancora il presidente di Antigone - secondo il Pubblico Ministero fece partire il depistaggio che, se non fosse stato per il coraggio e la tenacia della famiglia e degli avvocati di Stefano, avrebbe anche potuto portare a spegnere ogni possibile verità sulla sorte del giovane su cui, nel corso degli anni, troppi hanno espresso pareri sprezzanti. Dunque questa - sottolinea ancora Gonnella - è una sentenza che restituisce piena dignità a Stefano Cucchi e alla sua famiglia, quella dignità che qualcuno ha tentato di togliergli".

Pubblicato in Nazionale
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