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Sabato, 07 Dicembre 2019

Articoli filtrati per data: Lunedì, 18 Novembre 2019 - nelPaese.it

L'Umbria che non si arrende, che continua a investire ed a impegnarsi per creare lavoro e sviluppo. Un piccolo gesto, ma pieno di significato, il nuovo logo sulla pelle che gli 11 lavoratori si sono tatuati a luglio per far capire a tutti quanto credevano nelle loro competenze e professionalità. Quegli operai di Ceramisia ai quali la scorsa estate era stata comunicata la delocalizzazione in Armenia. Dopo i primi attimi di sconforto, messi si fronte alla possibilità di perdere il lavoro hanno deciso di investire nel proprio futuro e nel futuro del territorio. Si sono uniti in cooperativa ed hanno fondato Ceramica Noi, investendo nella cooperativa 180 mila euro, acquistando i macchinari utilizzati dalla vecchia proprietà e affittando il capannone. "Tutti per uno un sogno per tutti " recita lo slogan impresso sulla pelle che adesso a distanza di 4 mesi acquista un significato maggiore, segno di chi ce l'ha fatta.

E così hanno riconquistato i vecchi clienti, per il 90 percento negli Stati Uniti, riuscendo a non fermare la produzione e ripartendo di slancio.

Dopo mesi di lavoro intenso ha ,quindi, aperto le porte della fabbrica (17 novembre 2019) alla città per festeggiare il successo della fase di start-up e per ringraziare le tante persone ed imprese che hanno sostenuto il loro avvio . All'inaugurazione, a testimoniare l'importanza per la comunità della riapertura di una storica fabbrica del territorio, ha partecipato anche il Comune di Città di Castello con l'Assessore alle Politiche Sociali Luciana Bassini che ha lodato il coraggio e la professionalità dei soci di Ceramica Noi "Sono tre anni che mi occupo di persone che hanno perso il lavoro e credo che esperienze come queste ci possano dare la speranza di un diverso recupero delle attività del nostro territorio".

In rappresentanza di Legacoop Andrea Bernardoni, responsabile dell'ufficio economico che ha seguito nella fase di start-up la cooperativa.

"Non è stato facile – afferma Marco Brozzi, Presidente di Ceramica Noi – ma è stato molto bello. Ci siamo impegnati tutti per far ripartire la fabbrica nel minor tempo possibile, senza interrompere la produzione. Abbiamo lavorato anche 14 ore al giorno ma ci siamo riusciti. Oggi abbiamo organizzato questa festa per ringraziare tutte le persone che ci hanno dato fiducia a partire dai clienti e dai fornitori che ci hanno permesso di ripartire subito a pieno ritmo".

L'esperienza di Ceramica Noi indica una strada percorribile da tante altre imprese in crisi che anziché cessare l'attività possono essere salvate dai lavoratori.

"Sono più di 500 – afferma Andrea Bernardoni di Legacoop Umbria - le imprese recuperate in Italia dai lavoratori uniti in forma cooperativa dall'inizio della crisi. Sono numeri importanti che però possono crescere nei prossimi anni. Come Legacoop siamo specializzati nel supportare i lavoratori che come successo con Ceramica Noi decidono di recuperare l'impresa in cui hanno lavorato per anni. Mettiamo a disposizione dei lavoratori consulenze specializzate, formazione e strumenti finanziari dedicati".

 

Pubblicato in Lavoro

Crescere con le comunità. Questo il desiderio e il compito che si sono date le cooperative sociali di Legacoopsociali Marche, riunite all'Istao di Ancona nell'assemblea regionale dedicata al tema "Equilibrio e sostenibilità - L'arte della solidarietà. La cooperazione sociale nel tempo della crisi".

Sono 70 le imprese cooperative sociali, ha affermato Fabio Grossetti, direttore Legacoop Marche e responsabile Legacoopsociali Marche, con più di 10.420 soci, 7.152 occupati e un fatturato complessivo di 177 milioni di euro. "La cooperazione, nonostante la crisi, ha continuato a crescere – ha detto Gianfranco Alleruzzo, presidente di Legacoop Marche – e, grazie all'aumento dei servizi forniti per il welfare, crescerà ancora".

Un aumento, ha aggiunto Alleruzzo, "conseguente all'evoluzione dei bisogni: dalla crescita del numero delle persone anziane alla necessità di più asili nido per la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro delle donne. Ma la crescita delle imprese cooperative sociali non può essere disgiunta dalla crescita delle comunità nelle quali operano. A noi non interessa soltanto crescere, ma crescere assieme alle comunità".

Il presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli, ha sottolineato come "investire sul welfare significhi investire sulla qualità dei servizi verso i cittadini e per questo ritengo sia arrivato il tempo che anche nel sociale, così come già avviene nella sanità, si possano superare gli affidamenti per giungere ad utilizzare il convenzionamento. In questo modo, si metterebbe fine alla contrattazione sui costi dei servizi e sarebbero garantiti livelli di qualità a tutti". Sul tema degli appalti, ha confermato Manuela Bora, assessora regionale alla Cooperazione, "saremo impegnati ad emanare nuove linee guida sugli affidamenti così da offrire a tutte le amministrazioni uno strumento che riteniamo oggi indispensabile per il sistema integrato dei servizi di welfare".

La cooperazione sociale delle Marche, ha ricordato Amedeo Duranti, presidente uscente Legacoopsociali Marche, "contribuisce ad integrare la crescita economica con la coesione sociale, sviluppa grande occupazione nella regione, moltiplica i servizi innovativi rivolti alle fasce più fragili della popolazione, arricchisce i nostri territori di risorse provenienti da fonti esterne al sistema regionale. Per questo, riteniamo di poter assumere un ruolo non solo di semplici gestori, ma di attori della programmazione sociale, sanitaria ed educativa dei nostri territori".

Una crescita, malgrado le conseguenze della crisi economica, confermata anche dall'intervento di Luca Fazzi, ordinario al Dipartimento di sociologia e ricerca sociale dell'Università di Trento, che ha affermato che "le cooperative sono ancora uno dei capisaldi della tenuta economica e sociale del Paese". Eleonora Vanni, presidente nazionale Legacoopsociali, ha sottolineato il grande valore delle coop sociali, in particolare quelle di tipo B, che permettono di "far passare la persona da uno stato di aiuto e di assistenza ad una situazione di inclusione lavorativa e di pieno esercizio del diritto di cittadinanza. Questo, per noi, è un elemento qualificante fin dalla nascita delle cooperative sociali che ci fa sempre credere di essere una risorsa per il futuro del Paese".

Pubblicato in Marche
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