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Giovedì, 23 Gennaio 2020

Venerdì, 22 Novembre 2019 - nelPaese.it

"La violenza non è una storia già scritta. Insieme facciamo la differenza": è questo il claim della campagna contro la violenza sulle donne lesbiche, bisex, con disabilità e sulle persone trans* realizzata da Arcigay, La Cicloide e Artsmedia, in occasione del 25 novembre, Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne. 

Lo spot, che verrà diffuso da oggi sul web, rappresenta l'output del progetto "Femminili plurali irregolari", finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per le Pari Opportunità (ai sensi dell'Avviso per il finanziamento di progetti volti alla prevenzione e contrasto alla violenza alle donne anche in attuazione della Convenzione di Istanbul G.U. N. 171 del 24/7/2017 – Lettera F).

Il progetto si è articolato attraverso un percorso durato sei mesi, finalizzato a favorire processi di empowerment individuale e di comunità, che ha visto il coinvolgimento diretto di donne lesbiche, bisex, con disabilità e persone trans che hanno partecipato attivamente alla co-costruzione della campagna, attraverso discussioni on line e focus group.

Due i principali messaggi: innanzitutto, c'è una violenza specifica che colpisce le donne lesbiche, bisessuali, donne trans e con disabilità. Una violenza dal nome proprio - lesbofobia, bifobia, transfobia e abilismo - e che assume sembianze diverse: il rifiuto in seguito al coming out; l'aggressione fisica o la violazione della percezione di uno spazio sicuro; la molestia sessuale o l'aspettativa di un rapporto sessuale non richiesto o non desiderato; il pregiudizio che ci fa credere che le persone con disabilità non abbiano diritto a una sessualità piena o a una relazione stabile. In secondo luogo, lo spot pone l'accetto sulla responsabilità collettiva che sta dietro al fenomeno della violenza: essa interroga tutte e tutti noi e abita il nostro quotidiano. Scegliere di non essere violenti, però, si può. Così come è nelle nostre mani la decisione - agita dalle donne protagoniste dello spot - di abbandonare la paura e vivere da persone libere.

"Esiste un cambiamento possibile - commenta Natascia Maesi, responsabile politiche di genere nella segreteria nazionale di Arcigay   - una rivoluzione che passa attraverso piccoli gesti quotidiani di amore, complicità, amicizia e rispetto per le altre e gli altri e che dobbiamo avere il coraggio di compiere".

"L'urgenza di riflettere su questo tema - prosegue -  è nata dalla consapevolezza che le donne che non si conformano alle aspettative sociali e culturali legate ad un modello etero-normativo, sessista e genderista di sessualità, risultano essere maggiormente esposte a processi di stereotipizzazione, pregiudizio, stigmatizzazione e discriminazione che spesso sfociano in diverse forme di violenza (verbale, fisica, diretta, indiretta, vittimizzazione primaria e secondaria).  L'obiettivo della campagna è sensibilizzare alla presa in carico collettiva del tema, troppo spesso ignorato, della violenza che colpisce le donne lesbiche, bisessuali, trans* e con disabilità, e richiamare alla responsabilità sociale di compiere azioni quotidiane non violente che cambiano il destino delle persone".

Il progetto è stato coordinato da Natascia Maesi per Arcigay, con il supporto di un comitato scientifico formato da Felice Di Lernia, Alessandro Taurino e Valentina Lomuscio per La Cicloide, e da Marilena Inchingolo e Donato Barile per Artsmedia.

Pubblicato in Parità di genere

Offrire alle mamme e ai papà, i cui bambini frequentano gli asili nido comunali e accreditati di Pordenone, una serie di opportunità formative e informative volte ad accrescerne non solo la consapevolezza ma anche la responsabilità genitoriale. È partito a Pordenone nell'ambito del progetto Caleidos "Genitori consapevoli, genitori responsabili", un ciclo di quattro incontri gratuiti organizzato in collaborazione con il Servizio Nidi del Comune di Pordenone.

Il prossimo appuntamento è previsto lunedì 25 novembre dalle 17.30 alle 19 nella Sala Teresina Degan della Biblioteca civica di Pordenone, tema dell'incontro "I segnali del bambino: quale invio?", interverranno le dott.sse Roberta Ruffilli e Sandra Puiatti della Neuropsichiatria infantile dell'Aas n.5 Friuli Occidentale.

A Pordenone Caleidos punta sui servizi già esistenti per migliorarne qualità, accesso, fruibilità, integrazione e innovazione, ma anche per rafforzare l'acquisizione di competenze fondamentali per il benessere di bambine, bambini e delle loro famiglie. Rientra in questa prospettiva la serie di incontri formativi gratuiti dedicati ai genitori dei bambini frequentanti gli asili nido e comunque aperti all'intera cittadinanza.

Con Genitori consapevoli, genitori responsabili "abbiamo voluto continuare - afferma il consigliere comunale Alessandro Basso - nel segno di una collaborazione tra il Servizio Nidi e Infanzia e i genitori, al fine di diffondere degli strumenti per poter vivere nel migliore dei modi un ruolo sempre più difficile. Questi incontri vogliono far conoscere ulteriormente il Servizio e l'offerta formativa dei nidi comunali e accreditati, per i quali l'amministrazione dimostra sempre grande attenzione".

L'ultimo incontro è previsto sabato 30 novembre dalle 10 alle 12.30 sempre nella sala Degan della Biblioteca con gli istruttori della Croce rossa italiana che terranno una "Lezione informativa sulle manovre salvavita pediatriche".

Per favorire la più ampia partecipazione dei genitori, il progetto Caleidos mette a disposizione un servizio di accoglienza per bambini 0-6 anni, che sarà gestito dalla Cooperativa Melarancia di Pordenone (adesioni a partire da due giorni prima dell'evento scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

In precedenza si erano svolti, con grande interesse da parte delle famiglie, il 26 ottobre "La responsabilità genitoriale al tempo dei nuovo media: aspetti legali e spunti educativi", relatori l'avvocata Liala Bon e il dott. Matteo Maria Giordano, moderatrice la coordinatrice pedagogica dei nidi comunali L'Aquilone e il Germoglio, dott.ssa Fabia Genoni; il 30 ottobre "La prevenzione va al nido", con le dott.sse Eleonora Biasotto e Fabiola Stuto, del dipartimenti di prevenzione dell'Aas5 Friuli occidentale.

Co-finanziato dall'impresa sociale Con I Bambini, il progetto Caleidos è operativo a Pordenone e Cordenons ed è guidato in Friuli Venezia Giulia dalla Cooperativa sociale Itaca, ricco il partenariato che comprende Comune di Pordenone, Comune di Cordenons, Azienda per l'Assistenza Sanitaria n.5 "Friuli Occidentale", gli Istituti Comprensivi Pordenone Sud, Pordenone Torre, Pordenone Rorai Cappuccini, Pordenone Centro, la Cooperativa Melarancia, la Cooperativa Abitamondo, l'Associazione Genitori Melarancia e la Fondazione Well Fare.

 

Pubblicato in Friuli-Venezia Giulia

"L'intelligenza artificiale deve avere un volto umano, essere inclusiva e apportare benefici a tutti i cittadini europei", anche ai "più vulnerabili". E' quanto sostiene il Comitato economico e sociale europeo (Cese), organo consultivo dell'Ue, che ha dedicato al tema una conferenza a Helsinki, in collaborazione con la presidenza finlandese di turno dell'Ue e il governo finlandese. L'impatto del digitale sulla salute delle persone, la robotica, e le politiche europee del futuro sono stati i principali temi al centro del dibattito.

In campo sanitario, "gli strumenti digitali devono fungere da leva per sviluppare nuove forme di organizzazione e di assistenza", evitando invece di essere "usati come pacchetto per risparmiare sui bilanci sanitari, né devono condurre a riduzioni del personale o a tagli dei servizi", ha osservato Diego Dutto, componente del Cese. "Creare fiducia" tra i lavoratori e nella società "è una priorità" davanti all'avanzata dell'intelligenza artificiale, sottolinea il Cese, chiedendo a Bruxelles un "approccio incentrato sull'uomo" e la creazione di "un solido sistema di certificazione basato su procedure di collaudo" per attestare l'affidabilità e la sicurezza delle tecnologie.

 (Fonte: Ansa)

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