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Sabato, 07 Dicembre 2019

Articoli filtrati per data: Lunedì, 04 Novembre 2019 - nelPaese.it

Anche quest’anno viene rinnovata la collaborazione tra Croce Rossa Italiana ed AIESEC Italia per il progetto InteGreat, firmata per la prima volta nell’autunno 2017.

AIESEC Italia, organizzazione no-profit giovanile che realizza opportunità di volontariato e tirocinio internazionali, e presente in più di 120 paesi in tutto il mondo, ha deciso infatti di sviluppare sul territorio italiano un progetto adatto ad affrontare le sfide di una delle questioni attualmente più discusse: l’integrazione dei rifugiati che arrivano nel nostro paese. Allo stesso tempo, AIESEC, come associazione, ha sempre sentito la necessità di coinvolgere i giovani e metterli a confronto con nuove sfide e realtà. Con questi obiettivi, è nata la collaborazione con Croce Rossa ed il progetto InteGreat.

In soli due anni, grazie al partenariato con Croce Rossa Italiana e molti altri enti, più di 450 volontari internazionali sono atterrati sul territorio italiano per partecipare al progetto, contribuendo attivamente al supporto e alla creazione di iniziative volte all’integrazione di adulti rifugiati e stranieri minori non accompagnati. Le attività hanno coinvolto i centri di Croce Rossa locati in 6 diverse regioni d’Italia, ma le possibilità e, soprattutto, la volontà e l’ambizione di espandere l’iniziativa in molte altre regioni è ancora molto forte e sentita da entrambe le parti.

Il progetto InteGreat mira a creare più consapevolezza nei giovani. Da un lato, facendoli vivere per sei settimane a stretto contatto con chi sta affrontando il percorso di integrazione nel nostro paese e acquisendo nuove competenze utili per il proprio futuro. Dall’altro, InteGreat permette ai giovani di avvicinarsi a culture diverse dalla propria, ampliando i propri orizzonti personali e favorendo un maggiore dialogo interculturale.

Ma l’impatto più forte, è proprio sugli stessi rifugiati e minori non accompagnati, che, tramite la presenza, il supporto costante e le attività organizzate dai volontari internazionali, acquisiscono nuove conoscenze pratiche utili alla loro integrazione, e, soprattutto, la forza e l’ambizione di lottare per il proprio futuro.

Per conoscere meglio il progetto InteGreat o per parteciparvi come associazione, vi invitiamo a visitare il nostro sito aiesec.it/collabora o compilare il questionario cliccando qui, dopo il quale potrete direttamente essere contattati dal responsabile AIESEC più vicino alla vostra realtà.

 

Presentato al Lucca Comics and Games 2019, con Luciano Spinelli, testimonial di Amnesty International Italia, “HateSick – I viaggi di Alter”, è il videogioco che ha l'obiettivo di parlare ai ragazzi di discriminazione, odio e bullismo online in modo non didascalico.

Alter, il protagonista di questa avventura punta e clicca sviluppata insieme a Steam Factory, è catapultato in un pianeta dove l'intolleranza ha preso il sopravvento a causa delle parole d'odio, propagate in modo costante. Riuscirà, nel tentativo di tornare a casa, ad aiutare i personaggi che popolano questo mondo, emarginati e isolati dalla comunità non appena percepiti come “diversi”.

Il videogioco, arricchito da ambientazioni e musiche retrò, pensato fin dall’inizio coinvolgendo in modo diretto bambini e adolescenti sugli aspetti grafici, la musica, la trama, i dialoghi, è solo l’ultimo degli strumenti realizzati da Amnesty International Italia per contrastare l’odio online e l’hate speech, come il Barometro dell’odio, il Tavolo odio e la Task force hate speech, monitoraggi dei social network con l’ausilio di centinaia di attivisti e spazi di confronto costante sul tema tra organizzazioni ed esperti.   

Luciano Spinelli è stato scelto da Amnesty International Italia come testimonial della campagna contro i discorsi d'odio online e il cyberbullismo, tema a lui da sempre caro, anche alla luce della sua esperienza personale. Classe 2000, volto amatissimo della Generazione Z, Spinelli ha pubblicato il suo primo video su YouTube a dicembre del 2015, ottenendo da subito un grande successo. Il suo canale vanta oggi quasi 600.000 iscritti. Proclamato nel 2017 Muser of the Year è - con 7 milioni di follower su TikTok - il più seguito in Italia e tra i più seguiti a livello mondiale. Nel 2018 e nel 2019 viene nominato ai Kid’s Choice Awards come webstar italiana preferita. Il suo account Instagram ha superato un milione e mezzo di follower e può vantare una delle fanbase più attive e fedeli. 

Al Lucca Comics and Games Amnesty International Italia è stata presente anche coi colori, le parole e le immagini dei laboratori di Lucca Junior, per celebrare il 30° anniversario della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Attraverso gli albi illustrati e la caccia al tesoro, i bambini hanno scoperto storie per aprire nuovi mondi, ponti verso l’immaginario e la creatività, per considerare anche i punti di vista dell’altro e i diritti umani come valori concreti e reali. 

 

È possibile giocare gratis con “HateSick” direttamente dal sito di Amnesty International al link:

https://www.amnesty.it/hatesick/

 

 

Pubblicato in Nazionale

Sette beni confiscati alle mafie, in quattro regioni del Sud, saranno presto valorizzati attraverso attività economiche sociali nel settore agricolo, turistico e della ristorazione, creando servizi per i cittadini, percorsi di formazione e opportunità di lavoro per persone in difficoltà.

Sono gli esiti della quarta edizione del Bando Beni Confiscati, promosso dalla Fondazione CON IL SUD insieme, per la seconda volta, alla Fondazione Peppino Vismara. Le 7 iniziative selezionate coinvolgono complessivamente circa 50 organizzazioni tra associazioni, cooperative sociali, istituzioni locali, università e sono così distribuite: 2 in Campania (province di Salerno e Caserta), 1 in Calabria (provincia di Reggio Calabria), 2 in Sicilia (provincia di Palermo) e 2 in Puglia (province di Foggia e Brindisi). Il contributo totale è di circa 3,2 milioni di euro di risorse private (una media di 400 mila euro per progetto), di cui circa 790 mila euro sono messi a disposizione dalla Fondazione Vismara.

I progetti prevedono modalità e ambiti differenti di valorizzazione dei beni: si va dalla conversione di un edificio confiscato alla mafia a Casteldaccia (PA) in un caffè letterario, con area food multietnica e il coinvolgimento di chef stellati e giovani immigrati, alla creazione a Battipaglia (SA) di un supermercato sociale che, oltre alle attività commerciali, realizzerà interventi educativi e di sensibilizzazione. Una villetta confiscata alla camorra a Casapesenna (CE) diventerà uno spazio multigenerazionale, con percorsi di sostegno alla genitorialità e consulenza a donne svantaggiate, mentre in centro a Reggio Calabria in un bene confiscato alla ‘ndrangheta, esattamente al re dei videopoker Campolo, sorgerà un welfare lab con servizi per famiglie, persone svantaggiate e aziende. Sono tre, infine, i progetti di agricoltura sociale bio in terreni confiscati, rispettivamente al boss Michele Greco a Polizzi Generosa (PA), a Cerignola (FG) e San Vito dei Normanni (BR).

Il problema di come utilizzare i beni confiscati è particolarmente rilevante nel Paese. In Italia, su oltre 30 mila beni immobili confiscati, più di 15 mila sono “destinati”, ovvero già assegnati dall’Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati (ANBSC) agli enti locali. L’82% è localizzato nelle regioni meridionali: soltanto nel 2018, sono stati destinati oltre 1.700 immobili nelle regioni del Sud. Si registra però una difficoltà del Terzo settore a presentare progetti di valorizzazione, sia per la durata di utilizzo troppo limitata concessa da molte amministrazioni comunali, sia per l’eccessiva onerosità delle spese per le ristrutturazioni.

In risposta al bando sono pervenute circa 50 proposte, un numero congruo rispetto all’iniziativa e alle risorse messe in campo, ma sproporzionatamente basso rispetto alle migliaia di beni confiscati inutilizzati al Sud.

“Un dato che ci deve far riflettere e che rischia di spuntare l’arma della confisca nel contrasto alle mafie – sottolinea Carlo Borgomeo, presidente della Fondazione CON IL SUD. L’Agenzia sta facendo molto bene, ma l’assegnazione finale da parte degli enti locali alle organizzazioni del Terzo settore deve essere più rapida e contemplare tempi di utilizzo più lunghi. Spesso i beni arrivano in uno stato di completa devastazione, richiedendo sforzi economici ingenti, e gli enti concedono l’utilizzo del bene solo per pochissimi anni, non permettendo di avviare progetti credibili di valorizzazione”.

La destinazione di tali beni a usi sociali e di pubblica utilità (il bando prevedeva come requisito l’ottenimento della concessione del bene per almeno 10 anni e fissava un tetto massimo di finanziamento di 500 mila euro per progetto) può, e deve, riuscire a produrre effetti importanti sui territori: dalla creazione di lavoro e occupazione, alla riaffermazione del valore etico e civico, alla promozione della cittadinanza attiva e iniziative nell’ambito del welfare di comunità.

“Il contributo della Fondazione Peppino Vismara al presente Bando si inserisce nella più ampia strategia di supporto ad iniziative di economia sociale e solidale nel Sud Italia che la Fondazione da anni persegue anche in collaborazione con altri Enti del non profit – dichiara il presidente della Fondazione Paolo Moreiro.

La creazione di nuova occupazione, la salvaguardia e la valorizzazione del territorio, l’attivazione di nuovi e sempre più efficaci servizi rivolti alle fasce più deboli della popolazione hanno rappresentato anche in questa quarta edizione del Bando il più concreto esempio di utilizzo sociale dei beni confiscati. Per il futuro – conclude Moreiro - si auspica la possibilità di sperimentare formule innovative del Bando capaci di massimizzare il risultato e rendere sempre più agevole la partecipazione degli Enti del Terzo Settore anche aumentando le risorse a loro disposizione”.

Attraverso bandi e altre iniziative, la Fondazione CON IL SUD ha promosso finora, complessivamente, la valorizzazione di 101 beni confiscati alle mafie nelle regioni meridionali. Nelle ultime due edizioni, il bando è stato promosso con la Fondazione Peppino Vismara.

 

 

Pubblicato in Economia sociale

Si è svolta presso il Vivaio San Lazzaro di Guado Tadino l'assemblea pubblica in difesa del Vivaio San Lazzaro contro la richiesta di sgombero della Regione Umbria. All'assemblea hanno partecipato i lavoratori del vivaio, i soci della cooperativa sociale Sopra il Muro, insieme a Massimiliano Presciutti, Sindaco di Gualdo Tadino ed Andrea Bernardoni, Responsabile Legacoopsociali Umbria.

"Abbiamo organizzato questa assemblea pubblica - spiega Giampaolo Tomassoli Presidente della cooperativa sociale Sopra il Muro – per difendere il Vivaio San Lazzaro ed i lavoratori nel vivaio lavorano. Siamo a paradosso. Quando abbiamo preso in affitto il vivaio i locali ed i terreni erano abbandonati. In questi anni abbiamo realizzato importanti investimenti sulla struttura che è divenuta un luogo produttivo, frequentato da centinaia di clienti e dove riusciamo a realizzare numerosi inserimenti lavorativi di persone svantaggiate".

L'esperienza del Vivaio San Lazzaro è un esempio virtuoso di rigenerazione urbana e di innovazione sociale in cui un bene pubblico è stato valorizzato e trasformato in un bene produttivo per tutta la comunità con un investimento nel vivaio di 350 mila euro.

"Il Vivaio San Lazzaro – afferma Andrea Bernardoni responsabile cooperative e imprese sociali di Legacoop – è un modello da replicare capace di produrre impatti economici e sociali positivi. Basti pensare che il solo recupero del vivaio realizzato dalla cooperativa Sopra il Muro ha generato per le casse pubbliche entrate per 650 mila euro tra affitti, imposte e tasse pagate e che nelle attività del vivaio sono occupate 20 persone di cui 8 svantaggiate".

Questa positiva esperienza rischia però di scomparire perché la Regione Umbria pochi giorni prima delle elezioni regionali, lo scorso 18 ottobre, ha formalmente richiesto alla cooperativa di sgomberare il vivaio entro 6 mesi, nonostante la proroga del contratto da parte dell'Agenzia Forestale Regionale sino 2023 avvenuta il 26 giugno 2019.

"Come Comune di Gualdo Tadino – afferma il Sindaco Massimiliano Presciutti – abbiamo portato avanti tutte quelle pratiche burocratiche che ci competono. Adesso ci siamo fermati dopo la comunicazione a firma della Dott.essa Balsamo. Vogliamo capire se a questo punto prevarrà il buonsenso, cosicché la cooperativa potrà dare seguito ad un piano di investimenti che noi riteniamo serio".

Lo sgombero danneggerebbe la cooperativa Sopra il Muro, farebbe perdere il posto di lavoro alle venti persone occupate nelle attività del vivaio e diminuirebbe sensibilmente il valore del vivaio che in breve tempo tornerebbe in uno stato di abbandono.

"Contestiamo fermamente la richiesta di sgombero della Regione Umbria – aggiunge Tomassoli – ci muoveremo in ogni sede per tutelare gli interessi dei soci e dei lavoratori della cooperativa".

I lavoratori del Vivaio San Lazzaro ed i soci della cooperativa Sopra il Muro si sono detti "pronti a mettere in campo tutte le azioni possibili in difesa del vivaio interessando della vicenda anche la prossima Giunta Regionale".

 

 

Pubblicato in Lavoro
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