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Sabato, 28 Novembre 2020

Mercoledì, 11 Dicembre 2019 - nelPaese.it

Greta, personaggio dell'anno per Time. Il suo movimento per il clima ha ragione. I ghiacciai della Groenlandia si stanno sciogliendo a una velocità 7 volte più elevata rispetto agli anni Novanta a causa del global warming. Questa eccezionale situazione, che coincide con lo scenario più pessimistico delle proiezioni dell'IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change), esporrà 40 milioni di persone in più al rischio di inondazione costiera entro la fine del secolo. 

È questo il risultato di uno studio condotto da un team internazionale di 89 ricercatori appartenenti a 50 Università e Istituti di ricerca, tra cui l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), pubblicato oggi sulla rivista "Nature".

La ricerca è stata realizzata nel quadro di una vasta collaborazione (IMBIE - Ice Sheet Mass Balance Intercomparison) supportata dall'ESA (European Space Agency) e dalla NASA (National Aeronautics and Space Administration). 

Il team di ricerca, di cui fa parte il ricercatore dell'INGV Daniele Melini, ha utilizzato 26 misure indipendenti effettuate da missioni satellitari per ricostruire l'immagine più accurata possibile dello stato di salute dei ghiacciai della Groenlandia.

"L'INGV", spiega Daniele Melini, "ha contribuito a questo importante risultato fornendo competenze sulla modellazione matematica della risposta della Terra alle variazioni dei carichi sulla sua superficie, nell'ambito di una collaborazione con Giorgio Spada dell'Università di Urbino. Infatti, lo scioglimento dei ghiacciai alleggerisce la crosta terrestre facendola sollevare; questo effetto, chiamato rimbalzo post-glaciale, può essere calcolato con modelli geodinamici globali e rimosso dai dati osservati per isolare in modo preciso gli effetti dei cambiamenti climatici".

Lo studio mostra che dal 1992 ad oggi la Groenlandia ha perso 3.800 miliardi di tonnellate di ghiaccio, sufficienti a far innalzare il livello globale dei mari di oltre 1 cm. I dati indicano, inoltre, un aumento significativo della velocità con cui i ghiacciai della Groenlandia fondono: dai 33 miliardi di tonnellate l'anno del 1990 ai 254 miliardi l'anno dell'ultimo decennio, corrispondenti a un aumento di oltre 7 volte in 30 anni. Il 2011, in particolare, è stato l'anno in cui si è registrata la massima velocità di scioglimento dei ghiacciai, pari a 335 miliardi di tonnellate l'anno, 10 volte il tasso di scioglimento del 1990.

"Nel 2013", conclude Melini, "l'IPCC aveva previsto un aumento del livello globale degli oceani di 60 cm per il 2100, che avrebbe esposto 360 milioni di persone nel mondo al rischio di inondazioni costiere. Ma i nuovi risultati dimostrano chiaramente che lo scioglimento dei ghiacciai della Groenlandia procede a un ritmo più veloce del previsto, corrispondente allo scenario più pessimistico elaborato dall'IPCC, cui corrisponderebbe un aumento globale del livello del mare di ulteriori 7 cm entro il 2100".

Pubblicato in Nazionale

Eroine, il calendario 2020 della Cooperativa Animazione Valdocco. Il 17 dicembre alle ore 17.00 presso la sala Gymnasium di Camera – Centro Italiano per la Fotografia, in via delle Rosine 18 a Torino – sarà presentato ufficialmente.

“Il calendario è lo strumento con cui i soci della cooperativa fanno da sempre gli auguri per un felice anno nuovo a tutti coloro che incontrano nel corso delle attività: nel 2020 Eroine sarà anche filo conduttore delle iniziative ideate in occasione dei quarant’anni della Cooperativa Animazione Valdocco” ha affermato il presidente Paolo Petrucci. 

Il calendario 2020 nasce da un percorso di due anni che ha generato relazione, conoscenza e arte di donne senza fissa dimora che hanno accolto a Torino, in Casa Sidoli, le artiste Irene Pittatore e Virginia Ruth Cerqua e che con loro hanno accettato di mettersi in gioco, in uno spazio di narrazione in cui han preso corpo testi, fotografie e videoracconti. Dal racconto in prima persona di un episodio della vita in cui le protagoniste hanno superato, con le proprie forze, un momento particolarmente avverso della vita, il percorso ha condotto alla riscoperta delle risorse personali di ognuna ed alla costruzione di dodici personaggi inediti. Eroine vulnerabili e tenaci che – mese dopo mese - indicano orizzonti di riscatto, immaginazione ed emancipazione, sfidando stereotipi di marginalità e fragilità.

Il calendario è realizzato in quattromila copie su progetto e coordinamento editoriale di Beppe Quaglia, con fotografie di Irene Pittatore, testi Virginia Ruth Cerqua, grafica di Leandro Agostini e stampa AQuattro Servizi Grafici e verrà donato alle persone che a diverso titolo incontrano la cooperativa nei territori in cui opera.

 

 

 

 

 

Pubblicato in Piemonte

La cooperativa sociale Il Melograno CBM organizza per mercoledì 18 dicembre (ore 21:00) un concerto di musica classica per soli, coro e orchestra all’interno della Basilica di sant’Eustorgio a Milano. Il coro Musica InCanto e l’orchestra Segni di Bellezza, diretti dal maestro Michele Brescia – con la collaborazione della corale polifonica Città Studi Milano e del maestro Andrea Thomas Gambetti – proporranno un repertorio settecentesco con musiche di Telemann, Vivaldi e Mozart.

Un appuntamento all’insegna della condivisione e della bellezza, quello del prossimo 18 dicembre nella suggestiva cornice della Basilica di sant’Eustorgio a Milano. Condivisione di un bellissimo concerto di musica classica, reso possibile dalla sapiente direzione del Maestro Michele Brescia, direttore con una carriera quasi trentennale all’attivo e responsabile artistico della stagione sinfonica e corale Segni di bellezza, che dal 2015 allieta la stagione della Basilica di Sant’Eustorgio. La Corale polifonica Musica InCanto, dal canto suo, può essere considerata veterana di condivisione e impegno: coro di circa 35 elementi, tutti dilettanti, attivo dal 1998 nell’ambito di concerti di beneficenza per enti e istituzioni che perseguono finalità di carattere sociale e umanitario.

L’occasione da celebrare è il terzo anniversario della fusione tra Il Melograno Onlus e CBM-Centro per il bambino maltrattato, avvenuta nel dicembre 2016. CBM nasce nel 1984 a Milano con l’obiettivo di assistere, insieme ai minori vittime di violenze, anche gli adulti maltrattanti, riparando così il contesto relazionale in cui tali violenze si originano. La cooperativa sociale Il Melograno Onlus si propone dal 1999 la missione di affiancare tutte le persone in condizioni di fragilità, con particolare attenzione a valorizzare le loro risorse e a garantirne i diritti. La cooperativa risultante è una solida realtà del terzo settore che si propone di rispondere, coniugando rigore scientifico e spirito imprenditoriale, ai bisogni sociali emergenti.

Si è scelto di intitolare la serata “Un buon futuro per ogni bambino, per tutte le famiglie: noi ci crediamo!” per ricordare a noi stessi, ad amici e stakeholder l’impegno comune affinché chiunque sia in difficoltà – minori, persone con disabilità, anziani, famiglie – possa recuperare serenità e fiducia nonostante i tempi difficili in cui ci troviamo a vivere; tempi caratterizzati da senso di isolamento, rancore verso i più deboli, nostalgie di uomini forti al potere. Malgrado le recenti tempeste mediatiche e le accuse più o meno strumentali verso chi si occupa professionalmente di tutela minori e di Terzo settore in generale, infatti, la nostra missione rimane dare una risposta appassionata ed efficace alle necessità che quotidianamente incontriamo. Valorizzare le risorse di fruitori e fruitrici dei servizi, assicurarne i diritti, scegliere la parte di chi è fragile sono tratti distintivi della società in cui vorremmo vivere.

Il concerto per soli, coro e orchestra del 18 dicembre prossimo non sarà, quindi, una serata di raccolta fondi o autocelebrazione; sarà invece un ritrovarsi all’insegna dell’arte e della nostra visione di vita civile, degna e bella da condividere.

 

Pubblicato in Lombardia

In molti paesi europei - e non solo - da anni esiste un Garante per i diritti dei detenuti e delle persone private della libertà personale. Una figura che può entrare senza preavviso in carcere e negli altri luoghi di privazione della libertà, per verificare che la legalità vi sia rispettata e per prevenire eventuali violazioni.

In Italia, nonostante diversi impegni internazionali assunti, si è arrivati all'istituzione di questa figura solamente nel 2013, sull'onda delle riforme successive alla c.d. sentenza Torreggiani, con cui la Corte Europea dei diritti dell'Uomo ha condannato l'Italia per i trattamenti inumani e degradanti che avevano luogo nelle sue carceri. 

Dal 2016 è dunque entrata in attività questa figura di garanzia. Il Garante è un organismo statale indipendente - nominato dal Presidente della Repubblica, cosa che ne garantisce l'indipendenza rispetto ai partiti al Governo - che monitora tutti i luoghi di privazione della libertà (carceri, stazioni di polizia, centri di detenzione per migranti, REMS, voli su cui si effettuano i rimpatri forzati, i reparti dove si effettuano i trattamenti sanitari obbligatori, ecc.).

Il suo ruolo è di fondamentale importanza per far sì che in questi luoghi, spesso fuori da altre possibilità di controllo e con una strutturale disparità di potere tra custodi e custoditi, non avvengano abusi e le condizioni di vita siano in linea con quanto previsto dalla Costituzione, dalla legislazione italiana in genere e da quella internazionale.

“Per questo è di una gravità inaudita l'attacco di alcune organizzazioni sindacali di polizia penitenziaria contro questa figura. Un attacco che va oltre l'ordinaria polemica, arrivando a chiedere la soppressione di questa figura di garanzia. Il Garante è una figura fondamentale in tutti gli ordinamenti democratici. Chi teme il lavoro di prevenzione di un organismo indipendente, barricandosi dietro le proprie funzioni, non lascia presagire nulla di buono”. 

Questo è quanto dichiarano alcune associazioni come Antigone, A Buon Diritto Onlus, Arci, Associazione 21 Luglio, Cittadinanzattiva, Asgi, Certi Diritti, Rete Lenford - Avvocatura per i diritti Lgbti, Progetto Diritti, Coalizione Italiana per le Libertà e i Diritti civili

“Di questi attacchi – continua la nota - si saranno indignate assieme a noi tutte quelle persone, quei medici e quegli agenti che, quotidianamente, svolgono il proprio lavoro - spesso in situazioni complesse - nel rispetto dei diritti delle persone sotto la propria custodia. Per questi il Garante nazionale è senza dubbio un elemento di garanzia, oltre ad una figura che consente al loro lavoro di uscire da quel cono d'ombra dove altri vorrebbero riporlo”.

“Nel ribadire la nostra fiducia a Mauro Palma e l'intero collegio del Garante nazionale delle persone private della libertà, condanniamo con fermezza gli attacchi a lui mossi da chi non ha a cuore la tutela dei diritti umani”, concludono le associazioni.

 

Pubblicato in Nazionale
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